Sono passati più di 13 anni dalla detenzione di 5 cittadini
cubani che nell’area di Miami (Florida) monitoravano le azioni
eversive e terroristiche contro Cuba pianificate da note
organizzazioni fascio-terroriste lì radicate.
La Commissione Detenzioni Arbitrarie dell’ONU, come Amnesty
International hanno riconosciuto come ingiusto e non valido il
processo con cui i 5 cubani sono stati condannati a pene
incredibilmente esagerate.
A due di loro oltre alla pena fu imposta l’aggiuntiva di non
poter vedere le proprie mogli.
Due donne di carattere Adriana, consorte di Gerardo Hernández, ed
Olga, consorte di René González, che non si sono mai date per vinte
e ogni anno hanno chiesto un sempre negato visto di entrata negli
USA.
Anche su questa violazione dei diritti umani, si è interessato il
Parlamento Europeo e si è mossa Amnesty International, petizioni e
lettere da tutta Europa e non solo sono state inviate a Michelle
Obama e Obama, rinnovando un loro intervento. 20 gennaio 2012
Salim
Lamrani: "L'amministrazione Obama ha respinto
t
utte
le proposte di dialogo con l'Avana
Traduzione dallo
spagnolo a cura di
Marx21.it
*Salim Lamrani è
professore
all'Università
Paris-Descartes e
all'Università Paris-Est
Marne-la Vallée.
Specialista delle
relazioni tra Cuba e gli
Stati Uniti collabora
alle più prestigiose
testate giornalistiche
internazionali. E'
membro della Red de
Intellectuales y
Artistas en Defensa de
la Humanidad.
Anne-Cécile
Huprelle: Cuba sta
vivendo in questo
momento un'era di
modernizzazione senza
precedenti.
Salim
Lamrani: Infatti,
risaltano due misure. La
prima rappresenta una
rivoluzione strutturale
della forza lavoro. Le
autorità hanno deciso di
procedere alla
soppressione a medio
termine di circa mezzo
milione di posti di
funzionari, ossia il 10%
del totale, e di un
milione in cinque anni.
Anche
la seconda misura non ha
precedenti per la sua
rilevanza. Si tratta
dell'apertura
dell'economia statale al
settore privato,
destinata, tra l'altro,
a legalizzare
un'economia informale
crescente e a riscuotere
imposte in un paese poco
abituato alla cultura
fiscale. Lo Stato, che
controlla circa il 90%
dell'economia, ha deciso
di delegare una parte
delle sue attività
economiche a persone
private. 178 nuove
attività si sono aperte
al settore privato.
Occorre ricordare che in
83 settori, i nuovi
impresari potranno
assumere con contratto
persone, prerogativa che
fino ad ora è stata
esclusiva dello Stato,
delle imprese miste e
delle imprese straniere.
Anne-Cécile Huprelle: La
recente apparizione
della pubblicità
commerciale non è forse
un segnale di questo
cambiamento?
Salim Lamrani: Non si
tratta in realtà di
pubblicità commerciale
come la intendiamo in
Occidente, ma
semplicemente della
diffusione delle insegne
commerciali che indicano
la presenza di un
ristorante o di un altro
esercizio, ciò per la
crescita del settore
privato negli ultimi
mesi. Bisogna sapere che
è passato da 150.000
persone a più di
320.000. Dovrebbe
stabilizzarsi attorno al
mezzo milione di
micro-impresari.
Anne-Cécile Huprelle: E'
diverso Raul Castro da
suo fratello Fidel?
Salim Lamrani: Dal punto
di vista ideologico e in
quanto ai principi
fondamentali non esiste
alcuna differenza. Ma
c'è una notevole
differenza di stile.
Raul Castro è un
militare con la fama di
essere molto pragmatico.
Ha diretto per mezzo
secolo una delle
istituzioni più
efficienti del paese,
come l'Esercito.
Inoltre, Raul Castro si
è occupato personalmente
dello sviluppo del
settore turistico a
Cuba, che è ora vitale
per l'economia nazionale
e la seconda fonte di
entrate del paese. Ha
sulle sue spalle
l'attuale riforma del
modello economico cubano
e la sfida appare più
grande dal momento che
gli ostacoli sono
numerosi.
Anne-Cécile Huprelle:
Dopo il capitalismo qual
è il nuovo nemico di
Cuba? La corruzione?
Salim Lamrani:
All'esterno, il
principale nemico
continua ad essere
rappresentato dagli
Stati Uniti che
impongono sanzioni
economiche dal carattere
crudele e anacronistico
da oltre mezzo secolo.
Colpiscono tutte le
categorie della
popolazione cubana.
Occorre ricordare che
queste sanzioni hanno un
carattere retroattivo ed
extraterritoriale. Parlo
di ciò dettagliatamente
nel mio ultimo libro
Etat de siége (Stato
d'assedio) che tratta di
questo tema. Ad esempio,
qualsiasi fabbricante di
automobili, qualunque
sia la sua nazionalità,
deve dimostrare al
Dipartimento del Tesoro
che i suoi prodotti non
contengono un solo
grammo di nickel cubano
per potere avere accesso
al mercato statunitense.
Danone, ad esempio, deve
dimostrare che i suoi
prodotti non contengono
alcuna materia prima
cubana. Così Cuba non
solo non può vendere
nulla agli Stati Uniti,
ma si vede pure
fortemente limitata nel
suo commercio. Tali
misure privano
l'economia cubana di
numerosi capitali e le
esportazioni cubane di
numerosi mercati in
tutto il mondo. Per
queste ragioni,
l'insieme della comunità
internazionale respinge
le sanzioni.
All'interno, Cuba deve
lottare contro la
burocrazia che manda in
cancrena la società
cubana. Anche la
corruzione che a volte
colpisce i più alti
livelli dello Stato. Il
mercato nero si è
sviluppato a Cuba dalla
caduta dell'Unione
Sovietica. Cuba deve
anche rafforzare la sua
cultura del confronto e
concedere uno spazio più
ampio alle opinioni
eterodosse. Allo stesso
modo, l'isola deve porre
fine a certe pratiche
settarie che ancora
persistono. Occorre
realizzare un grande
sforzo in termini di
produttività, e infine
Cuba deve ridurre il suo
settore pubblico
ipertrofizzato.
Anne-Cécile Huprelle:
Sono possibili migliori
relazioni con gli Stati
Uniti e l'Europa in un
futuro vicino?
Salim Lamrani: In
realtà, la
normalizzazione delle
relazioni tra l'Avana e
Washington dipende più
dagli Stati Uniti che da
Cuba. Il presidente Raul
Castro ha dato varie
volte prova della sua
disponibilità a
dialogare con il Vicino
del Nord sulla base del
mutuo rispetto, della
reciprocità e della non
ingerenza negli affari
interni.
L'amministrazione Obama
ha respinto tutte queste
proposte.
Bisogna sapere che la
retorica diplomatica
statunitense per
giustificare
l'imposizione di
sanzioni economiche a
Cuba non è mai cambiata
nel corso dei decenni.
In un primo tempo si è
trattato delle
nazionalizzazioni. In
seguito dell'alleanza
con l'Unione Sovietica.
Poi l'intervento cubano
in Africa per aiutare i
movimenti di liberazione
nazionale e lottare
contro l'apartheid. Nel
1991, dopo la caduta
dell'Unione Sovietica,
invece di normalizzare
le relazioni con Cuba,
gli Stati Uniti hanno
rafforzato il loro stato
d'assedio economico
contro la popolazione
cubana brandendo il
pretesto dei diritti
umani e dei prigionieri
politici. Ma ora, dal
novembre 2010 e
l'accordo firmato dal
governo cubano e dalla
Chiesa Cattolica, tutti
i prigionieri cosiddetti
politici sono stati
liberati. Secondo
Amnesty International,
oggi non c'è nessun
prigioniero politico a
Cuba. Eppure,
l'amministrazione Obama
si rifiuta di togliere
le sanzioni economiche.
In quanto all'Unione
Europea, nonostante la
sua potenza economica,
continua ad essere un
nano politico incapace
di adottare una politica
indipendente da quella
di Washington verso
Cuba. Ufficialmente, la
Posizione Comune, che
rappresenta il pilastro
della politica estera di
Bruxelles verso l'Avana
dal 1996 e che limita
sostanzialmente le
relazioni, viene
giustificata con la
situazione dei diritti
umani. In tutto il
continente americano,
solo Cuba è vittima
della Posizione Comune.
Ora, basta dare uno
sguardo ai rapporti di
Amnesty International
sui diritti umani, per
rendersi conto che Cuba
non è certo il peggior
alunno del continente a
riguardo. Di
conseguenza, si tratta
di una politica
discriminatoria senza
fondamento da parte
dell'Unione Europea
verso Cuba, e tocca
all'Unione Europea farla
finita con questa
politica.
Qué Viva
Fidel! Qué Viva
Cuba! Hasta la
Victoria Siempre!
L'Avana,
15 agosto 2011. - Il presidente venezuelano
ha festeggiato con il presidente cubano Raúl
e con il compagno Fidel, come ha scritto nel
suo spazio di Twitter, l’85º compleanno del
Leader della Rivoluzione Cubana e quindi il
Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz ha
salutato nell’aeroporto José Martí il
compagno Hugo Rafael Chávez Frías,
Presidente della Repubblica Bolivariana del
Venezuela, che ha concluso la seconda fase
della sua terapia nell’Isola.
Prima di partire per
Caracas, Chávez con Raúl e il compagno
Fidel, ha festeggiato l’anniversario del
Comandante in Capo di Cuba come ha scritto
in Twitter:“Qui con Fidel, celebrando il su
85º anniversario! Viva Fidel!», e come si
legge anche in @chavezcandanga.
Messaggi di
saluto al VI Congresso
del Partito
Alberto Núñez
Cinquantaquattro messaggi di
auguri e di saluti al Sesto
Congresso del Partito,
inviati da 41 partiti e da
forze politiche e 11
organizzazioni sociali e di
solidarietà con Cuba sono
giunti al Dipartimento di
Relazioni Internazionali del
Comitato Centrale, prima del
inzio del importante
avvenimento politico.
I
presidenti della Repubblica
Bolivariana del Venezuela,
Hugo Chávez Frías, e della
Repubblica del Nicaragua,
Daniel Ortega, hanno
salutato l’incontro
dell’avanguardia politica di
Cuba con dei messaggi
indirizzati a Fidel, Raúl,
al governo e al popolo
cubani.
I due presidenti hanno detto
che la Rivoluzione
Socialista cubana è un
esempio per l’America e per
il mondo e significa
benessere e giustizia.
Inoltre hanno ammirato la
profondità dei dibattiti
preparatori tra la
popolazione, che si sono
svolti prima di questo
storico VI Congresso ed
hanno ratificato la fiducia
che la Rivoluzione ne uscirà
sempre più forte. Chávez
inoltre ha festeggiato il
50º anniversario della
Vittoria di Playa Girón,
‘data molto importante per i
nostri popoli’, ha detto,
perchè rappresenta la prima
sconfitta dell’imperialismo
yankee in America.
Il Partito dei Comunisti
Italiani, attraverso il suo
Segretario Generale,
Oliviero Di liberto, ha
inviato all’Ambasciatrice
cubana in Roma, Carina Soto,
un messaggio di augurio e di
saluto.
Tra le espressioni
d’ammirazione, quella del
Comitato Centrale del
Partito Comunista della Cina
che segnala il momento
cruciale in cui si sviluppa
la riunione dei comunisti
cubani e la sicurezza che
Cuba farà nuovi passi avanti
nella costruzione del
socialismo.
I messaggi provenienti da
organizzazioni progressiste
di tutti i continenti hanno
riconosciuto la resistenza
di Cuba di fronte alle
costanti aggressioni
dell’impero, condannando il
blocco economico che
mantiene il governo deglli
Stati Uniti e reclamando la
libertà dei Cinque Eroi,
Inoltre è stata segnalata la
solidarietà offerta da Cuba
in 52 anni di Rivoluzione.
Fidel Castro intervistato dai giornalisti
venezuelani
"Se Obama non preme il grilletto perché c’è un’opinione mondiale con tutte le potenze ad esigere che non ci sia nessuna guerra, allora i signori israeliani non si azzarderanno a sparare missili per conto loro”, ha affermato il Comandante in Capo Fidel Castro in un’intervista concessa ai giornalisti venezuelani Vanessa Davis, Andrés Izarra, Walter Martínez e Mario Silva, trasmessa il 9 agosto dalla Mesa Redonda della Televisione e Radio cubane, TeleSur, e Venezolana de Televisión.
Le minacce di guerra contro l’Iran, il pericolo nucleare che suscitano, il ruolo delle grandi potenze, la situazione tra Colombia e Venezuela, le attuali sfide ambientali, il caso dei Cinque Eroi ingiustamente incarcerati negli Stati Uniti, la battaglia di idee, le lezioni della storia ed il mondo nuovo che si dovrà costruire, sono stati solo alcuni dei temi analizzati dal leader della Rivoluzione cubana.
“Prima ero più pessimista. Poi ho continuato a pensare e ho visto la possibilità di salvare la pace, e di evitare la guerra nucleare”, ha risposto Fidel ad una domanda di Vanessa Davis.
“Mi sono detto – ha aggiunto – quali sono i meccanismi mediante i quali si scatena la guerra nucleare? Allora ho capito che devono passare per la decisione di un uomo (Barack Obama), il cui potere è piuttosto relativo per due ragioni.
Fidel ha considerato il Presidente statunitense un caso eccezionale: un uomo afro-americano che arriva alla Presidenza degli Stati Uniti, cosa mai vista né prevista. È cristiano, ma di origine africana, con un padre nato in un popolo mussulmano. Si tratta di un uomo che indiscutibilmente non è un assassino – ha aggiunto dopo – non è un individuo che sta augurando il male agli altri, è un politico, ha studiato, ha cultura.
Poi ha commentato di aver letto un libro di Obama dal titolo “I sogni di mio padre”, perché voleva sapere com’era quest’uomo. Non c’era, allora, nessuno dei problemi attuali, ma era un avversario e volevo sapere com’era”, ha detto di averlo studiato bene, “fino a dove si può studiare una persona, e che non presentava nessuna delle caratteristiche che lo potessero convertire in un assassino, qualcuno che sperimentasse piacere, una specie di Nerone”.
Il leader cubano ha scartato qualsiasi possibilità di conflitto in America Latina: “In Iran la guerra diventa nucleare, e spariscono tutte le cause che originano gli interventi che abbiamo conosciuto finora”.
Israele è l’unico che non cercherebbe di persuadere Obama a non scatenare la guerra
Fidel ha avvisato che Israele è l’unico che non cercherebbe di dissuadere Obama a non scatenare la guerra, perché è troppo arrogante e molto prepotente.
Alla domanda “Cosa si sta facendo dalla Russia e dalla Cina per evitare il conflitto nucleare”, Fidel ha risposto: “Se ne sapessi molto, non avrei il diritto di dirlo. Conosco quello che penso, e so per fatti concreti che sono molto preoccupati, che pensano. È gente che desidera la pace più di chiunque altro, e stanno agendo”.
Dopo essersi riferito alla catastrofe che sta soffrendo la Russia, ha detto che Cuba potrebbe offrire collaborazione medica se la sollecitassero.
“Se chiedono 100 medici, se ne chiedono 300, glieli possiamo inviare, perché fortunatamente, il nostro paese dispone di persone che sono state preparate nel corso degli anni”.
Alla domanda “Considera probabile che la Colombia attacchi il Venezuela”, il leader cubano ha risposto che non esiste la più remota possibilità che questo avvenga. “Prima di tutto perché non interessa loro, secondo perché non possono, terzo perché non vogliono, quarto perché sanno che le conseguenze sarebbero disastrose”.
Più avanti ha insistito sul fatto che l’imperialismo esaurirà tutti i suoi sforzi per rovesciare la Rivoluzione Bolivariana, usando l’altra artiglieria: la pubblicità e la menzogna.
Vanessa Davis ha poi ripreso un pensiero di Fidel, nel quale lo stesso assicurava che né l’Imperio, né la rivoluzione raggiungeranno il potere attraverso le armi, e gli ha chiesto di spiegare quali sono le armi per fare la rivoluzione.
“Divulgare la verità”, ha risposto il Comandante in Capo. “Io credo che voi abbiate l’arma nucleare tra le vostre mani, ideologica, e se vincete questa battaglia, avrete rovesciato il regime”.
Walter Martínez gli ha quindi chiesto di commentare il potere della comunicazione in un mondo inter-connesso via satellite e a tempo reale.
“Il potere della comunicazione – ha spiegato Fidel – è stato nelle mani dell’imperio, che lo ha usato e ne ha abusato. Hanno fabbricato il potere che hanno attraverso tutti i mezzi, e volevano conservarlo, ma non ce l’hanno fatta, quindi adesso devono rassegnarsi”.
Andrés Izarra, Presidente di TeleSur, ha chiesto a Fidel le sue opinioni rispetto al processo elettorale che avviene in Venezuela.
“Io credo che stiano facendo assolutamente la cosa giusta – ha risposto – le verità, le spiegazioni che dà Chávez di quello che è il socialismo, e quello che ha voluto dire per milioni di persone in ogni senso”.
Di fronte ad un’affermazione di Silva relativa all’inefficacia del capitalismo come sistema, Fidel ha assicurato: “Appartiene alla preistoria. Risulta che Marx aveva tutta la ragione”.
Martínez, conduttore del Programma Dossier, gli ha di nuovo domandato se credeva che la guerra sarebbe scoppiata al tentativo di ispezionare le navi iraniane, ed il leader cubano ha risposto: “Sì, e tale data non la possono dilatare, perché vorrebbe dire ritirarsi. È un punto obbligato, o lo si raggiunge, o ce ne si va. Se ci si arriva, è la guerra, se ce ne si va, è la sconfitta”.
“Ma non sarebbe né la guerra né la sconfitta se (Obama) è cosciente della decisione che sta per prendere”, ha aggiunto subito dopo.
“Tutto dipende da Obama?”, ha chiesto Silva.
“Da noi, che lo dobbiamo persuadere”, ha risposto Fidel.
In relazione all’esperienza di Cuba nella Guerra Fredda, Vanessa ha voluto sapere quali lezioni ha tratto la piccola Isola da quelle sfide.
“Beh, della guerra fredda ci è toccato sopportare il blocco, e soffrirne tutte le conseguenze. Ma si potemmo anche dimostrare che era possibile resistere, ed i latinoamericani devono pensare allo stesso modo, c’è un potenziale enorme nelle masse, che è possibile raggiungere a giustizia, la liberazione reale, vera”.
In nome degli utenti di Twitter che stavano seguendo l’intervista, Izarra ha chiesto se gli aguzzini di Washington non cercheranno di uccidere Obama come fecero nel passato con John F. Kennedy, e Fidel ha affermato “Sì, ovviamente, il fatto che non lo abbiano ancora assassinato è solo fortuito, perché l’hanno già fatto”.
E poi ha considerato: “Ma non credo che lo faranno adesso. Ad ogni modo è meglio che si tuteli, che non si fidi troppo, perché possono avvenire cose assurde, irrazionali”. (Traduzione Granma Int 10 agosto 2010.)
Vamos a defender la revolucion cubana
Compañeros-as.
LA
AGRESION MEDIATICA CONTRA CUBA CONTINUA, EL IMPERIALISMO Y SUS
MEDIOS DE DESINFORMACION SIGUEN EN SUS MENTIRAS CONTRA EL PUEBLO
CUBANO Y SU GOBIERNO. LA SOLIDARIDAD DE TODOS-AS LOS-AS
AMIGOS-AS DE CUBA ES MAS NECESARIA, EXIGIR EL RESPETO DE CUBA
HOY ES EXIGIR EL RESPETO HACIA NUESTROS PROPIOS PUEBLOS, ES
DEFENDER LA DIGNIDAD Y LA SOBERANIA DE NUESTROS PUEBLOS.
Envía
este mensaje a todos tus contactos, los foros, los grupos,
publícalo en los blogs, boletines, sitios web, etc...
ei giorni scorsi, nella
Spagna attuale, in piena crisi economica e non solo, è stata
annunciata una “Piattaforma di spagnoli per la
democratizzazione di Cuba” con lo scopo, enunciato in un
Manifesto, di “aiutare il popolo cubano a raggiungere la
democrazia il più presto possibile” e a liberarsi da “una
feroce e dolorosa dittatura”. Fra i firmatari il regista
Pedro Almodóvar e la cantante Ana Belén, in altri tempi grande
amica di Cuba. Presiede la Piattaforma lo scrittore peruviano
Mario Vargas llosa. Questa iniziativa, partita nell’imminenza di
un importante Vertice Comunità Europea-America latina, ha
suscitato indignazione a Cuba. Il cantautore Silvio Rodríguez,
ha risposto con il testo riprodotto a continuazione. Secondo
l’uso della purificazione dell’aria e della “limpieza” dai
cattivi umori, propone di spandere gli effluvi del basilico per
ripulire l’aria contaminata dai fumi delle menzogne.
Silvio Rodríguez “La cortina di basilico”
Un
gruppo di artisti e di scrittori spagnoli ha lanciato una piattaforma
per democratizzare Cuba. E se un cubano la pensa in modo differente,
decretano che i suoi argomenti sono cortine di fumo della dittatura di
cui è vittima e lo paragonano ai franchisti. Ma gli dei sembrano averli
castigati. Perché proprio per aver osato investigare i crimini del
franchismo il Consiglio Generale del Potere Giudiziario ha appena
sospeso il giudice Baltazar Garzón dalla Audiencia Nacional della
Spagna. Questa sentenza è un colpo durissimo per una democrazia dalla
quale si pretende di giudicare o far giudicare i presunti difetti
altrui, ma guai a chi tocca i loro.
Il veto
a Garzón, considerato un eroe, accade nello stesso paese che qualche
anno fa ha dato al mondo una vera lezione di democrazia votando contro
il partito al governo che li aveva ficcati in una guerra ingiusta
fingendo di non sentire le enormi manifestazioni popolari. Personalmente
non mi spiego perché queste personalità siano giunte alla conclusione
che la politica verso Cuba debba essere quella dell’isolamento e del
blocco. Sembra che non sappiano che da mezzo secolo proprio questa
politica non è riuscita a smuovere di un millimetro la determinazione
della maggioranza dei cubani…
L’odissea dei cinque cubani che smascherarono il terrorismo
Usa
Articolo di Gianni Minà apparso sul Fatto Quotidiano
con il titolo: “I cubani che scoprirono il terrorismo
Usa”domenica 16 maggio 2010
Caro Direttore,
questa
volta ti chiedo spazio per raccontare una storia emblematica che spiega
quanto sia crudele l'embargo Usa nella vita di Cuba.
Alla
metà degli anni ’90 le attività terroristiche dei gruppi che dalla
Florida e dal New Jersey organizzavano attentati e provocazioni lungo le
coste di Cuba, con la complicità della famigerata Fondazione
cubano-americana di Miami, erano diventate così numerose e pericolose
che il governo de l’Avana fu costretto a prendere due decisioni
fondamentali.
La
prima fu quella di infiltrare, nelle maglie della società nordamericana,
cinque agenti dell’intelligence che, rinunciando per un lungo lasso di
tempo alla loro vita personale e rompendo ufficialmente con le loro
famiglie e il loro paese, cercassero di scoprire dove nasceva
l’eversione per poterla neutralizzare.
La
seconda decisione impegnò invece in prima persona Fidel Castro che
chiese al premio Nobel della letteratura Gabriel García Márquez se
poteva essere latore di un messaggio informale a Bill Clinton…
Il governo degli GLI STATI UNITI , insieme all' intelligence e
mafie varie, per il bienno 2010/2011 hanno a disposizione oltre
40.000 milioni di dollari per cercare di abbattere la RIVOLUZIONE
CUBANA faro illuminante del continente latino americano, gli infami
servi di tutto il pianeta: giornalisti, scrittori, intellettuali,
politici,.. fanno a gara ad attaccare Cuba per prendersi qualche
dollaro o accaparrarsi le simpatie di un OBAMA che fino ad ora è
stato il più IGNOBILE dei Presidenti guerrafondai.
CAMPAGNA DI MOBILITAZIONE A SOSTEGNO DI CUBA IL 22 APRILE
2010 DALLE ORE 17,30 SIT IN DI FRONTE ALLA SEDE DELLA DIREZIONE
GENERALE RAI VIALE MAZZINI 14 , ROMA
CONDANNIAMO LA VIOLENTA E STRUMENTALE CAMPAGNA MEDIATICA
CONTRO LO STATO SOVRANO DI CUBA
IN RELAZIONE A PRESUNTE E INESISTENTI VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI.
I mezzi di informazione del potere mediatico italiano (stampa, tv,
radio), guidati dalla RAI, quando parlano di Cuba, lo fanno solo per
attaccare violentemente e strumentalmente, con notizie volutamente
distorte e parziali, e sempre più con montature e menzogne, la
Repubblica cubana nata nel 1959 e ancora forte e viva per continua
scelta di libera autodeterminazione popolare. La cosiddetta libertà
di stampa in Italia invece deliberatamente e per scientifica scelta
non concede diritto di parola né a Cuba né al mondo
dell’associazionismo e delle organizzazioni politico-culturali che
sostengono, in maniera sempre documentata, le ragioni del popolo e
del governo di Cuba. Altro che libertà e democrazia in Italia!
La morte di Zapata Tamayo, un delinquente detenuto per reati comuni
e poi arruolato a suon di dollari dalla cosiddetta “dissidenza” di
Miami al soldo degli Usa, è una tragedia umana, che rispettiamo, ma
che niente ha a che fare con le libertà fondamentali che a Cuba sono
pienamente rispettate e garantite.
Noi condanniamo fermamente la risoluzione dell’11 marzo 2010,in
relazione a quella morte, che il Parlamento Europeo ha votato contro
Cuba, perché infarcita di evidenti falsità per perseguire il fine di
abbattere il processo rivoluzionario cubano. Ringraziamo
sentitamente gli europarlamentari che vi si sono opposti.
Ma la verità è che a Cuba non si perdona di aver detto NO agli Stati
Uniti e dal 1959 il popolo cubano ha voluto prendere nelle sue mani
il proprio destino. Cuba non ha nulla da imparare da altri governi,
tanto meno dal governo Berlusconi e dalla sua finta opposizione
parlamentare, nè in tema di diritti umani, nè di diritti civili e di
diritti sociali.
Vorremmo che tutti gli italiani venissero informati con correttezza
e in maniera veritiera sulla realtà politica di Cuba e sulle sue
grandi e indiscutibili conquiste sociali, e vorremmo anche che gli
italiani fossero onestamente informati su tutte le vicende
politico-economiche interne del nostro paese, un paese che invece
continua a essere conosciuto nel mondo come quello dei mille e mille
misteri e segreti di Stato.
Noi, nella verità e nella concretezza dei fatti, difendiamo il
popolo e il Governo di Cuba e tutti i popoli che lottano per la
propria sopravvivenza, per la propria indipendenza e per la propria
emancipazione
Invitiamo associazioni, comitati, movimenti sociali,sindacati e
partiti,tutti i cittadini democratici ad una partecipazione attiva
alle manifestazioni promosse in difesa della Rivoluzione Cubana.
Con questa iniziativa parte la CAMPAGNA DI MOBILITAZIONE A SOSTEGNO
DI CUBA, che avrà un prossimo appuntamento il 28 APRILE 2010, con un
SIT IN A BRUXELLES
( PLACE SCHUMAN , di fronte all’edificio della Commissione Europea),
CONTRO LA RISOLUZIONE DELL’11 MARZO DEL PARLAMENTO EUROPEO
e che proseguirà nel mese di maggio con due manifestazioni a Roma e
a Milano.
Gli Organizzatori e Promotori:
Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
Nuestra America (membro della Rete delle Reti in Difesa
dell’Umanità)
Associazione La Villetta per Cuba
In Difesa di Cuba
17
marzo 2010
A
proposito della risoluzione dell’11 marzo del Parlamento Europeo su
Cuba, noi, intellettuali, accademici, che lottiamo per la società,
pensatori critici e artisti della Rete In Difesa dell'Umanità
dichiariamo:
1.Che
condividiamo la sensibilità mostrata dai parlamentari europei circa i
prigionieri politici. Come loro, ci pronunciamo per l'immediata e
incondizionata liberazione di tutti i prigionieri politici, in tutti i
paesi del mondo, compresi quelli dell'Unione Europea.
2. Che
ci rammarichiamo profondamente, come loro, per il decesso del
prigioniero comune Orlando Zapata, ma non ammettiamo che la sua morte,
la prima “… in quasi quarant’anni”, secondo lo stesso Parlamento, sia
travisata a fini politici molto diversi e contrari a quelli della difesa
dei diritti umani.
3. Che
sollecitare “... le istituzioni europee affinché diano appoggio
incondizionato e incoraggino senza riserve l'inizio di un processo
pacifico di transizione politica verso una democrazia pluripartitica a
Cuba” non è solo un atto di ingerenza che disapproviamo in virtù del
nostro impegno sui principi di non intervento e di autodeterminazione
dei popoli - difesi anche dall'ONU -, e contro la colonizzazione, ma
presuppone anche un modello unico di democrazia che, di sicuro, si
mostra ogni volta di più insufficiente e discutibile. La ricerca e
l’approfondimento della democrazia implica, tra le altre cose, di
superare i suoi livelli formali e di inventare nuove forme
autenticamente rappresentative che non necessariamente sono ristrette al
pluripartitismo che, come ben si sa, frequentemente cela il fatto che le
decisioni sui grandi problemi mondiali sono prese unilateralmente da
piccoli gruppi d’interesse con immenso potere, al di sopra del regime di
partiti.
4. Che
pretendere di giustificare un'intromissione negli affari politici
interni del popolo cubano manipolando mediaticamente il caso di Orlando
Zapata - delinquente comune e in nessun modo prigioniero politico -,
coincide con le politiche anti-ribellione che si stanno applicando in
America Latina per fermare o distorcere i processi di trasformazione
emancipatrice che sono in corso, e si somma al criminale blocco al quale
è stato sottoposto il popolo cubano, per il semplice fatto di non
accettare imposizioni e di difendere il suo diritto a decidere il
proprio destino con dignità e indipendenza.
5. Che
condividiamo la preoccupazione mostrata dai parlamentari sul rispetto
dei diritti umani a Cuba ma la estendiamo al mondo nella sua totalità.
Così come li preoccupa il caso del delinquente morto (che non ha nessun
antecedente simile in 40 anni), li invitiamo ad esigere la fine
dell'occupazione di Gaza e della vessazione del popolo Palestinese, che
ha provocato non uno ma migliaia di morti; dell'intervento in Iraq e in
Afghanistan seminando morte e terrore in paesi e città; dei
bombardamenti in quei luoghi con il pretesto di difendere la democrazia;
la fine della doppia occupazione di Haiti; la chiusura della prigione di
Guantanamo e la consegna di quel territorio a Cuba a cui appartiene; la
restituzione delle isole Malvinas all'Argentina; e, ovviamente, la fine
di un blocco che viola i diritti umani del popolo cubano e che può
mettere in dubbio la qualità morale di chi esige un trattamento umano
per un delinquente quando lo si nega a un popolo intero.
L'assillo economico e mediatico al quale è sottoposta Cuba, anche da
prima del decesso del prigioniero comune Orlando Zapata, costituisce un
attentato contro i diritti umani e politici di un popolo che ha deciso
di percorrere una strada diversa.
Esigiamo rispetto per i processi interni del popolo cubano per definire
ed esercitare la sua democrazia, e coerenza con i principi universali di
non intervento accordati dalle Nazioni Unite
Red
En defensa de la Humanidad
Per firmare questo appello:
entrare nel sito web En defensa de Cuba
www.porcuba.org
Difendiamo
la rivoluzione cubana sotto attacco
Dipartimento Relazioni Internazionali del
Partito Comunista di Cuba
AI PARTITI ED ALLE ORGANIZZAZIONI POLITICHE AMICHE
Con il pretesto della morte di un essere umano, condannato per
reati comuni e trasformato in “prigioniero di coscienza” per
opera e in virtú dei dollari statunitensi, Cuba viene vilmente
attaccata.
La morte di Orlando Zapata Tamayo é stata purtroppo inevitabile,
ma la responsabilitá non potrá mai ricadere su coloro che per
tre mesi hanno fatto tutto il possibile per salvarlo: i medici
cubani formati dalla Rivoluzione. I carnefici, che avrebbero
potuto evitarla, sono invece coloro che lo hanno istigato al
suicidio e hanno tratto benefici dalla sua morte. Coloro che
oggi si rallegrano, sorridono cinicamente ed usano il suo nome
per attaccare il popolo cubano.
La Rivoluzione cubana, fin dai primi momenti della lotta
insurrezionale contro la dittatura di Fulgencio Batista, é
segnata da un incontestabile comportamento etico e di rispetto
per la vita umana, comportamento provato con i fatti e
riconosciuto da politici ed intellettuali di tutti gli
orientamenti ideologici.
Mai un prigioniero é stato torturato, mai si é mancato di curare
un combattente nemico ferito. Anche quelle erano armi che hanno
reso possibile la vittoria. Un comportamento diverso non avrebbe
differenziato i rivoluzionari dai loro nemici ed avrebbe minato
la fiducia che il popolo ripose fin dal primo momento sulla sua
nuova avanguardia.
I 51 anni di Governo Rivoluzionario, legittimato dalla sua
condotta irreprensibile a difesa dell’essere umano e della sue
piú nobili cause, ed appoggiato dai suoi processi elettorali in
cui il popolo si sente veramente protagonista, prova inoltre che
sarebbe impossibile per la Rivoluzione sopravvivere un solo
minuto se oltrepassasse il limite che la contraddistingue, se
tradisse la propria storia e dimenticasse i suoi principi piú
puri di umanitá e solidarietá.
Migliaia di medici, di maestri, di edili e di professionisti
cubani hanno dato persino la loro vita per portare la salute,
l’istruzione ed il benessere ad altri popoli fratelli ed hanno
sperimentato il piacere di servire il prossimo, in qualsiasi
circostanza e nonostante le ristrettezze. Questi comportamenti,
questa dedizione senza limiti, é frutto dell’opera generosa e
pura della Rivoluzione.
Accusare la Rivoluzione cubana della morte di Orlando Zapata
Tamayo é una grande menzogna. Farsi scudo con la morte di un
essere umano spinto al suicidio per aggredire un popolo nobile e
solidale é un grande cinismo ed una vigliaccheria, soprattutto
da parte di voltagabbana che rimuginano sulla loro incapacitá di
mantenersi saldamente al fianco di una Rivoluzione retta che non
tradirebbe mai i dettami del suo popolo.
Il Dipartimento Relazioni Internazionali del Partito Comunista
di Cuba respinge le dichiarazioni impudiche provenienti
dall’Europa e dagli Stati Uniti i cui rappresentanti hanno
chiuso gli occhi difronte ai crimini di lesa umanitá commessi ad
Abu Grahib, alle torture nell’illegale Base di Guantánamo, ai
voli segreti della CIA ed alle morti giornaliere di migliaia di
loro concittadini e di emigranti, bambini ed adulti, sulle loro
strade e nelle loro prigioni.
Il Dipartimento Relazioni Internazionali del Partito Comunista
di Cuba denuncia il vergognoso complotto tra il grande capitale,
i suoi rappresentanti politici ed i suoi asserviti mezzi di
comunicazione che cercano di ingannare l’opinione pubblica,
travisano la veritá e costruiscono una realtá inesistente, e si
appella alla dignitá delle forze politiche del mondo per
contrastare la campagna mediatica che cerca nuevamente di
intaccare la soliditá e l’etica di Cuba nel campo dei diritti
umani.
Piegarsi alla condanna di Cuba e mettere in discussione la sua
storia, eludendo i nostri argomenti, quelli veri, contribuirá
soltanto a quella campagna manipolatrice che persegue
l’obiettivo di distruggere la Rivoluzione.
Il popolo di Cuba continuerá a costruire una societá piú giusta
e solidale e continuerá, nonostante il blocco economico e
mediatico e gli attacchi degli Stati Uniti e dell’Unione
Europea, a collaborare per il benessere degli esseri umani nel
mondo, guidati dalle idee dell’Apostolo della nostra
indipendenza che ci ha insegnato che per essere forti bisogna
impegnarsi per la veritá. Cuba é sincera. Cuba é invincibile.
Dipartimento Relazioni Internazionali del Partito Comunista di
Cuba
En Defensa de Cuba
A propósito de la resolución del 11 de marzo del Parlamento
Europeo sobre Cuba, los intelectuales, académicos, luchadores
sociales, pensadores críticos y artistas de la Red En Defensa de
la Humanidad manifestamos:
1. Que compartimos la sensibilidad mostrada por los
parlamentarios europeos acerca de los prisioneros políticos.
Como ellos, nos pronunciamos por la inmediata e incondicional
liberación de todos los presos políticos, en todos los países
del mundo, incluidos los de la Unión Europea.
2. Que lamentamos profundamente, como ellos, el fallecimiento
del preso común Orlando Zapata, pero no admitimos que su muerte,
primera “…en casi cuarenta años” según el propio Parlamento, sea
tergiversada con fines políticos muy distintos y contrarios a
los de la defensa de los derechos humanos.
3. Que instar “…a las instituciones europeas a que den apoyo
incondicional y alienten sin reservas el inicio de un proceso
pacífico de transición política hacia una democracia
pluripartidista en Cuba” no sólo es un acto injerencista, que
reprobamos en virtud de nuestro compromiso con los principios de
no intervención y de autodeterminación de los pueblos
-defendidos también por la ONU-, y en contra de la colonialidad,
sino que supone un modelo único de democracia que, por cierto,
cada vez se muestra más insuficiente y cuestionable. La búsqueda
y profundización de la democracia supone, entre otras cosas,
trascender sus niveles formales e inventar nuevas formas
auténticamente representativas que no necesariamente están
ceñidas al pluripartidismo que, como bien se sabe, encubre
frecuentemente el hecho de que las decisiones sobre los grandes
problemas mundiales son tomadas unilateralmente por pequeños
grupos de interés con inmenso poder, por encima del régimen de
partidos.
4. Que pretender justificar una intromisión en los asuntos
políticos
internos del pueblo cubano manipulando mediáticamente el caso de
Orlando
Zapata -delincuente común y de ninguna manera preso político-,
coincide
con las políticas contrainsurgentes que han estado aplicándose
en América Latina para detener o distorsionar los procesos de
transformación emancipadora que están en curso y se suma al
criminal bloqueo al que ha sido sometido el pueblo cubano, por
el simple hecho de no aceptar imposiciones y defender su derecho
a decidir su destino con dignidad e independencia.
5. Que compartimos la preocupación mostrada por los
parlamentarios sobre el respeto a los derechos humanos en Cuba
pero la extendemos al mundo en su totalidad. Así como les
preocupa el caso del delincuente fallecido (que en 40 años no
tiene ningún antecedente similar), los invitamos a exigir el fin
de la ocupación de Gaza y del hostigamiento al pueblo Palestino,
que ha provocado no una sino miles de muertes; de la
intervención en Irak y Afganistán sembrando muerte y terror en
pueblos y ciudades; de los bombardeos en esos lugares con el
argumento de defender la democracia; el fin de la doble
ocupación de Haití; el cierre de la prisión de Guantánamo y la
entrega de ese territorio a Cuba, a quien le pertenece; la
devolución de las islas Malvinas a Argentina; y, por supuesto,
el fin de un bloqueo que viola los derechos humanos del pueblo
cubano y que puede poner en duda la calidad moral de quien exige
trato humano para un delincuente cuando se lo niega a un pueblo
entero.
El acoso económico y mediático al que está siendo sometida Cuba,
aun antes del deceso del preso común Orlando Zapata, constituye
un atentado contra los derechos humanos y políticos de un pueblo
que decidió hacer un camino diferente.
Exigimos respeto a los procesos internos del pueblo cubano para
definir y ejercer su democracia, y consecuencia con los
principios universales de no intervención acordados por las
Naciones Unidas.
Red En defensa de la Humanidad
di Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli
su altre testate del 26/03/2010
Haiti:
la sua povertà imbarazzante per la nostra epoca
di Fidel Castro Ruz
Avana 15 gennaio 2010 -
La poverta' di Haiti e' una cosa ''imbarazzante per la nostra
epoca''. E' il giudizio del leader Cubano Fidel Castro secondo
cui dopo il devastante sisma che ha colpito l'isola e' ora che
si faccia qualcosa.
Di seguito il testo completo della Riflessione del Comandante in
Capo:
“Due giorni fa, quasi alle 6 di sera, ora di Cuba, mentre ad
Haiti, per la sua posizione geografica, era ormai notte, le
emittenti televisive hanno iniziato a divulgare la notizia che
un violento terremoto, con una magnitudine di 7,3 gradi della
scala Richter, aveva gravemente colpito Port-au-Prince. Il
fenomeno sismico si era originato in una falda tettonica ubicata
nel mare, a soli 15 chilometri dalla capitale haitiana, una
città dove l’80% della popolazione abita in deboli case
costruite con argilla e fango.
Le notizie sono proseguite quasi senza interruzione per ore. Non
c’erano immagini, però si affermava che molti edifici pubblici,
ospedali, scuole e strutture con una costruzione più solida
erano collassate. Ho letto che un terremoto con un magnitudine
di 7,3°, equivale all’energia liberata da un’esplosione di 400
mila tonnellate di TNT.
Le descrizioni trasmesse erano tragiche. Nelle strade, i feriti
gridavano, implorando soccorso medico, circondati dalle rovine
che seppellivano intere famiglie. Tuttavia, per molte ore,
nessuno aveva potuto trasmettere nessuna immagine.
La notizia ci ha colto tutti di sorpresa. In molti avevamo
spesso sentito parlare di Haiti per gli uragani e le grandi
inondazioni, però ignoravamo che il paese corresse il rischio di
un grande terremoto. Siamo venuti a conoscenza che 200 anni fa
in questa città, che sicuramente aveva poche migliaia d’abitanti,
si era prodotto un grande sisma.
A mezzanotte non si menzionava ancora una cifra approssimativa
delle vittime. I responsabili delle Nazioni Unite e diversi Capi
di Governo parlavano dei commoventi avvenimenti ed annunciavano
l’invio di contingenti di soccorso. Siccome lì si trovano
impiegate truppe della MINUSTAH, costituita da forze delle
Nazioni Unite di diversi paesi, alcuni ministri della Difesa
parlavano di possibili perdite tra il loro personale.
È stato realmente nella mattinata di ieri, mercoledì, quando
sono incominciate a giungere le tristi notizie sulle enormi
perdite umane tra la popolazione e perfino istituzioni come le
Nazioni Unite riferivano che alcuni dei loro edifici in quel
paese erano collassati, una parola che di per sé non dice nulla,
però poteva significare molto.
Ininterrottamente, per ore, sono continuate ad arrivare notizie
sempre più traumatiche sulla situazione di questo fraterno paese.
Si discutevano le cifre dei deceduti, che fluttuavano, secondo
le versioni, tra i 30 mila ed i 100 mila. Le immagini sono
desolanti; è evidente che il disastroso avvenimento ha ricevuto
un’ampia divulgazione mondiale e molti governi, sinceramente
commossi, stanno realizzando degli sforzi per cooperare secondo
le loro risorse.
Una tragedia commuove in buona fede un grande numero di persone,
soprattutto quelle di carattere naturale. Forse pochi però si
fermano a pensare perché Haiti è un paese così povero. Perché
quasi il 50% della sua popolazione dipende dalle rimesse
familiari che riceve dall’estero? Perché non analizzare anche le
realtà che portano Haiti all’attuale situazione ed alle sue
enormi sofferenze?
L’aspetto più curioso di questa storia è che nessuno pronuncia
una sola parola per ricordare che Haiti è stato il primo paese
in cui 400 mila africani, schiavizzati e deportati dagli europei,
si sono ribellati contro 30 mila padroni bianchi, proprietari di
piantagioni di canna da zucchero e di caffé, portando a termine
la prima grande rivoluzione sociale nel nostro emisfero. Lì sono
state scritte pagine d’insuperabile gloria. E’ stato sconfitto
il più eminente generale di Napoleone. Haiti è il prodotto netto
del colonialismo e dell’imperialismo, di oltre un secolo
d’impiego delle sue risorse umane nei lavori più duri, degli
interventi militari e dell’estirpazione delle sue ricchezze.
Questa dimenticanza storica non risulterebbe così grave come il
fatto reale che Haiti costituisce una vergogna della nostra
epoca, in un mondo dove prevale lo sfruttamento ed il saccheggio
dell’immensa maggioranza degli abitanti del pianeta.
Migliaia di milioni di persone in America Latina, Africa ed Asia
soffrono di carenze simili, sebbene forse non tutte in una
proporzione così alta come Haiti.
Situazioni come quelle di questa nazione non dovrebbero esistere
in nessun luogo della Terra, dove abbondano decina di migliaia
di città e paesi in condizioni simili ed a volte peggiori, a
causa di un ingiusto ordine economico e politico internazionale,
imposto al mondo. La popolazione mondiale non è minacciata
unicamente dalle catastrofi naturali come quella di Haiti, che è
solo una pallida ombra di ciò che potrebbe succedere nel pianeta
con il cambio climatico, che a Copenaghen è stato realmente
oggetto di burla, scherno ed inganno.
È giusto dire a tutti i paesi ed a tutte le istituzioni che
hanno perso dei cittadini o dei membri a causa della catastrofe
di Haiti: non dubitiamo che realizzerete in questo momento lo
sforzo maggiore per salvare delle vite umane ed alleviare il
dolore di questo popolo martoriato.
Non possiamo incolparvi del fenomeno naturale che è avvenuto lì,
sebbene non ci troviamo d’accordo con la politica adottata nei
confronti di Haiti.
Non posso esimermi dall’esprimere l’opinione che è giunta l’ora
di cercare delle soluzioni reali e vere per questo fraterno
popolo.
Nel campo della salute ed in altre aree, Cuba, nonostante sia un
paese povero e sottoposto al bloqueo, sta cooperando da anni con
il popolo haitiano. Circa 400 medici e specialisti sanitari
prestano cooperazione gratuita a favore del popolo haitiano.
Ogni giorno, i nostri medici lavorano in 227 dei 337 comuni del
paese. Inoltre, non meno di 400 giovani haitiani si sono formati
come medici nella nostra Patria. Lavoreranno ora con il rinforzo
che è partito ieri per salvare delle vite in questa critica
situazione. Si possono mobilitare perciò, senza un particolare
sforzo, fino a mille medici e specialisti sanitari, che si
trovano ormai quasi tutti sul posto, pronti a cooperare con
qualsiasi altro Stato che desideri salvare delle vite haitiane e
riabilitare i feriti.
Un altro elevato numero di giovani haitiani stanno frequentando
i corsi di laurea in Medicina a Cuba.
Cooperiamo inoltre con il popolo haitiano in altre sfere che
sono alla nostra portata. Non esisterà, tuttavia, nessuna altra
forma di cooperazione degna di questo nome, se non quella di
lottare nel campo delle idee e dell’azione politica per porre
fine alla tragedia senza fine che soffrono numerose nazioni come
Haiti.
La responsabile del nostro contingente medico ha informato: “ La
situazione è difficile, però abbiamo già iniziato a salvare
delle vite”.
L’ha dichiarato con uno schietto messaggio alcune ore dopo il
suo arrivo a Port-au-Prince con rinforzi medici addizionali.
A notte fonda, ha comunicato che i medici cubani ed i laureati
haitiani dell’ELAM stavano prendendo posizione nel paese.
Avevano già assistito a Port-au-Prince a oltre un migliaio di
pazienti, mettendo urgentemente in funzione un ospedale che non
era collassato ed utilizzando tende dov’era necessario. Si
stavano preparando ad installare rapidamente altri centri di
pronto soccorso.
Sentiamo un sano orgoglio per la cooperazione che in questi
tragici istanti i medici cubani ed i giovai medici haitiani
laureatisi a Cuba stanno prestando ai loro fratelli di Haiti!
La
dichiarazione dei 5 Cubani
Si
é concluso il processo di revisione, presso la Corte del Distretto
di Miami, delle sentenze di condanna contro Antonio Guerrero,
Fernando González e Ramón Labañino, disposto dall’Undicesimo
Circuito della Corte d’Appello di Atlanta.
La sentenza di condanna in primo grado contro Fernando González (19
anni) é stata ridotta a 17 anni e 9 mesi di carcere, mentre quella
di Ramón Labañino (1 ergastolo piú 18 anni), é stata ridotta a 30
anni di carcere.
L’udienza per la revisione della sentenza contro Antonio Guerrero ha
avuto luogo lo scorso 13 ottobre. La sentenza di condanna (1
ergastolo piú 10 anni) é stata ridotta a 21 anni e dieci mesi di
carcere e a 5 anni di libertá vigilata.
Le sentenze di condanna per Gerardo Hernández (2 ergastoli piú 15
anni) e per René González (15 anni) sono state confermate dalla
Corte d’Appello e di conseguenza escluse da questo processo.
Quella di seguito riportata, é la dichiarazione dell’8 dicembre del
2009 firmata da Antonio Guerrero, Fernando González e Ramón Labañino
“Cari fratelli e sorelle di Cuba e del mondo:
Abbiamo giá scontato oltre 11 anni di carcere senza che sia stata
fatta giustizia in nessuno dei gradi di giudizio del sistena
giudiziario staunitense.
Tre di noi sono stati trasferiti a Miami per la revisione delle
sentenze in adempimento di quanto ordinato dall’Undicesimo Circuito
della Corte d’Appello di Atlanta, che aveva stabilito che le
sentenze di condanna erano state erroneamente imposte.
Nostro fratelllo Gerardo Hernández, che sta scontando due ergastoli
piú 15 anni di carcere, é stato arbitrariamente escluso da questo
processo di revisione. La sua situazione continua a rappresentare la
principale ingiustizia del nostro caso. Il Governo degli Stati Uniti
conosce la falsitá delle accuse contro di lui e quanto ingiusta sia
la sua condanna.
Questo é stato un processo complesso, molto dibattuto in ogni
dettaglio, nel quale abbiamo partecipato insieme ai nostri avvocati.
Non abbiamo ceduto di una virgola rispetto ai nostri principi, al
nostro decoro ed onore, proclamando sempre la nostra innocenza e la
dignitá della nostra patria.
Come nel momento del nostro arresto, ed in altre occasione durante
questi lunghi anni, anche ora abbiamo ricevuto proposte di
collaborazione dal governo degli Stati Uniti in cambio
dell’ottenimento di sentenze piú benevole. Una volta ancora abbiamo
respinto tali proposte, che rappresentanto qualcosa che non
accetteremo in nessun caso.
Nel risultato di queste udienze del processo di revisione, é
presente il lavoro del gruppo di legali e l’indistruttubile
solidarietá di tutti voi.
Il fatto significativo é che per la prima volta in questi 11 anni il
governo degli Stati Uniti si é visto obbligato a riconoscere che non
abbiamo provocato danno alcuno alla loro sicurezza nazionale.
La Procura ha riconosciuto pubblicamente, anche questo per la prima
volta, l’esistenza di un forte movimento internazionale a sostegno
della nostra immediata liberazione che danneggia l’immagine del
sistema giudiziario degli Stati Uniti presso la comunitá
internazionale.
Una volta ancora é stato confermato il carattetre assolutamente
politico di questo processo.
Puniscono a noi Cinque in base ad accuse che non sono state mai
provate. Anche se tre delle condanne sono state parzialmente
ridotte, l’ingiustizia é verso tutti confermata.
I terroristi cubano-americani continuano a godere di totale impunitá.
Reiteriamo: Noi Cinque siamo innocenti!
Siamo profondamente commossi e grati per la permanente solidarietá
che si viene offerta, cosí decisiva in questa lunga battaglia per la
giustizia.
Insieme a voi continueremo a lottare fino alla vittoria finale, che
sará conquistata soltanto con il ritorno in Patria dei Cinque.
Antonio Guerrereo Rodríguez
Fernando González Llort
Ramón Labañino Salazar
Miami, 8 dicembre 2009
Milano,
manifestazione per la liberazione dei 5 Cubani
Milano
10 ottobre 2009 Piazza Cavour ore 15 manifestazione nazionale per la liberazione
dei 5 cubani - La Federazione di Torino del PdCI. Organizza un
pullman. clicca qui
Anche
le Comunità in Italia di Bolivia e Venezuela
a Milano il 10 ottobre
Anche le Comunità
di Bolivia e Venezuela saranno presenti alla manifestazione
del 10 ottobre a Milano per la liberazione dei 5 eroi
cubani.
Questo è l’esito
degli incontri di stamani che il Presidente Sergio Marinoni
e il Vice presidente Andrea Genovali dell’Associazione
nazionale di Amicizia Italia-Cuba hanno avuto con
l’ambasciatore della Bolivia Esteban Elmer Catarina e del
Venezuela Luis Josè Berroteran Acosta.
E’ un grande
onore per la nostra associazione ricevere, da parte di
queste ambasciate, che rappresentano, insieme a Cuba, il
cuore della nuova primavera latinoamericana, una così
importante manifestazione di stima e di apprezzamento.
L’appuntamento
per tutti è sabato 10 ottobre ore 15,00 presso piazza Cavour
a Milano.
E'
morto il Comandante della Rivoluzione Juan Almeida Bosque
Con
profondo dolore, la Direzione del Partito e dello Stato comunicano
al nostro popolo che il Comandante della Rivoluzione Juan Almeida
Bosque, membro del Burò Politico e Vicepresidente del Consiglio di
Stato, è morto nella capitale, L’Avana, alle 23.30 dell’11 settembre
per problemi cardio- respiratori.
Il compagno Almeida era nato nella capitale il 17 febbraio del
1927.
Tra le molte privazioni di una famiglia e umile e numerosa, con i
suoi genitori come guide, si formò con alti valori patriottici ed
apprese dalla vita stessa che la lotta è il solo cammino dei poveri
per conquistare i propri diritti calpestati.
Quando avvenne il colpo di Stato del 1952, si unì alla lotta contro
la tirannia, vincolandosi al compagno Fidel. Era un muratore sino
all’assalto alla caserma Moncada nel 1953, il secondo di dodici
fratelli, che aiutò il padre a mantenere la numerosa famiglia.
Nei 57 anni trascorsi da allora, il Comandante Almeida è stato
sempre in prima linea di combattimento assieme al Capo della
Rivoluzione, coraggioso, deciso e fedele sino alle ultime
conseguenze.
Il suo atteggiamento è stato quello invariabile di uno degli
assaltanti della Moncada, del prigioniero politico nell’isola de
Pinos, del rivoluzionario esiliato in Messico; partecipò alla
spedizione dello yacht Granma, in cui fu uno dei tre capi di
plotone; dell’ufficiale nei giorni della fondazione dell’Esercito
Ribelle e fu ferito due volte nel combattimento a El Uvero; del
Comandante del Terzo Fronte Guerrigliero e del capo militare e
dirigente rivoluzionario con numerose ed elevate responsabilità dopo
il trionfo del Primo gennaio del 1959.
Ha fatto parte del Burò Politico del Comitato Centrale del Partito
dalla sua fondazione nel 1965, responsabilità ratificata in tutti i
suoi Congressi.
Fu eletto Deputato dell’Assemblea Nazionale e Vicepresidente del
Consiglio di Stato, dalla prima legislatura del nostro Parlamento.
La sua speciale sensibilità umana ed artistica rese possibile il
difficile compito di rendere simultanei il suo intenso, responsabile
e fecondo lavoro come dirigente rivoluzionario, con una profonda e
numerosa opera artistica che comprende più di 300 canzoni ed una
dozzina di libri, che costituiscono un prezioso apposto alla
conoscenza della nostra storia.
Con particolare amore ed impegno assunse il compito di presiedere
l’Associazione dei Combattenti della Rivoluzione cubana e dedicò le
sue ultime energie a garantire che l’Organizzazione sia un solido ed
efficace baluardo della Patria.
Il nome del Comandante della Rivoluzione Juan Almeida Bosque resterà
per sempre nei cuori e nella mente dei suoi compatrioti, come
paradigma della fermezza rivoluzionaria, delle solide convinzioni,
del coraggio, del patriottismo e dell’impegno con il popolo.
Per i suoi molteplici ed importante meriti, aveva ricevuto molte
decorazioni nazionali e internazionali, tra le quali il Titolo
Onorifico di Eroe della Repubblica di Cuba e l’Ordine Maximo Gomez
di Primo Grado il 27 febbraio del 1998, in occasione del 40º
anniversario della sua nomina a Comandante nella Sierra Maestra.
Rispettando la sua volontà, i resti mortali del compagno Juan
Almeida Bosque non saranno esposti. Saranno inumati successivamente
con onori militari, in una data che si annuncerà, nel Mausoleo del
III Fronte Orientale Mario Muñoz Monroy, del quale fu fondatore e
unico capo e dove riposano i resti degli eroici combattenti di
questo agguerrito Fronte.
Domenica 13, tra le 8.00 di mattina e le 20.00, giornata di lutto
ufficiale, il nostro popolo potrà rendere omaggio di riconoscimento
e d’affetto alla sua memoria nel Memoriale José Martí di questa
capitale, che fu la sua culla, e nel Salone delle Vetrate alla base
del monumento ad Antonio Maceo, a Santiago di Cuba, città eroica
che amò molto profondamente, dove lottò contro le forze della
tirannia e quindi lavorò al fronte del Partito come delegato del
Burò Politico nell’antica provincia d’Oriente e nei capoluoghi di
tutte le province, includendo l’Isola della Gioventù, dove fu
recluso dopo l’assalto alla caserma Moncada.
Burò Politico del Comitato Centrale del Partito.
(Traduzione Granma Int 12 settembre 2009).
Lutto
Ufficiale
Il
Consiglio di Stato della Repubblica di Cuba ha decretato il Lutto
Ufficiale con motivo della morte del Comandante della Rivoluzione Juan
Almeida Bosque, a cui dalle 8 di domenica mattina e sino alle 20, il
nostro popolo renderà un meritato omaggio.
Sino a che sarà vigente il Lutto Ufficiale, la Bandiera nazionale sarà
issata a mezz’asta negli edifici pubblici e nelle sedi militari.
Buon
compleanno compagno Fidel!
Prensa
latina, notizie da Cuba
Riconosciuto a Timor Est il contributo di
Cuba nell’alfabetizzazione
20.7 - I primi 1.500
alfabetizzati del distretto timorense di Oecusse hanno raggiunto questa
meta grazie al metodo cubano “Io sì posso”, raggiungendo già in questa
nazione un totale di 29.500 persone messe in grado di leggere e
scrivere. A Oecusse, lontana enclave extra-frontiera di Timor Est, il
presidente del Parlamento nazionale, Fernando Lazama, ha ringraziato il
Governo e il popolo di Cuba per il loro contributo con la presenza di 34
professori-consulenti dedicati all’eliminazione dell'analfabetismo nel
paese, che conta oltre il 50 % di analfabeti. Da parte sua,
l'Ambasciatore cubano in questa nazione, Ramón Vázquez, si è
congratulato con gli alfabetizzati e ha ribadito l’impegno di
raggiungere il traguardo che Oecusse sia dichiarato il primo distretto
del paese libero dagli analfabeti per la fine del 2010.
Provincia cubana completa un investimento di
diversi milioni di dollari per l’ irrigazione
21.7 – Oltre la metà
della superficie coltivabile nelle aziende agricole statali della
provincia centrale di Cienfuegos riceve oggi i benefici di un sistema di
irrigazione del valore di 4.5 milioni di dollari. Un'area superiore ai
4.600 ettari, che rappresenta il 54 % della terra di proprietà di questi
enti, dispone di macchine per irrigazione di tecnologia avanzata (Kuban).
Il costo delle 53 apparecchiature di irrigazione che utilizzano
l'energia elettrica negli orari di bassa domanda ammonta a oltre
4.550.000 dollari, ha indicato alla stampa Fernando Linares, delegato
del Ministero dell'Agricoltura nel territorio.
Leo Brouwer riceverà il Premio Nazionale del
Cinema 2009
21.7 - Il compositore,
chitarrista e direttore d’orchestra cubano Leo Brouwer riceverà oggi a
La Habana il Premio Nazionale del Cinema 2009 per il suo fecondo
contributo al linguaggio cinematografico e all'espressione degli
audiovisivi. Per la prima volta, il riconoscimento è andato a un
musicista che, con le sue composizioni, è stato una chiave per il
discorso estetico della cinematografia del paese dalla creazione dell'ICAIC
mezzo secolo fa. L'opera di questo insigne musicista è associata a film
che hanno fatto la storia della settima arte, come “Memorie del
sottosviluppo” e “L'ultima cena”, di Tomás Gutiérrez Alea; Lucía e
Cecilia, di Humberto Solás, tra gli altri.
Fidel Castro: il 30° Anniversario Sandinista e
la proposta di San José
22.7 - Il leader della
Rivoluzione cubana, Fidel Castro, ha affermato che nessuno dubiti che
solo il popolo honduregno sarà capace di costruire la propria storia.
Nell'articolo dal titolo “Il 30° Anniversario Sandinista e la proposta
di San José”, diffuso dalla pubblicazione digitale Cubadebate, Fidel
Castro dice che dopo due settimane di crescente lotta popolare, gli
Stati Uniti hanno manovrato per guadagnare tempo. Il Dipartimento di
Stato ha assegnato a Oscar Arias, Presidente del Costa Rica, il compito
di aiutare il golpe militare in Honduras, assediato dalla vigorosa ma
pacifica pressione popolare. Un fatto simile in America Latina non aveva
mai ricevuto tale risposta. Allo stesso modo ha avvertito che il popolo
dell’Honduras è quello che dirà l'ultima parola. Rappresentanti delle
organizzazioni sociali e delle nuove forze non sono strumenti di nessuno
dentro o fuori dal paese.
I Pastori per la Pace in Messico con aiuti per
Cuba
22.7 – I Pastori per la
Pace hanno attraversato la frontiera di McAllen, in Texas, verso Reynosa,
in Messico, con aiuti umanitari per Cuba, in sfida al blocco economico
che gli Stati Uniti impongono all'Isola, hanno reso noto fonti
giornalistiche. La ventesima Carovana dell’Amicizia USA/Cuba, composta
da 130 volontari statunitensi, canadesi ed europei, è transitata
attraverso gli Stati Uniti con 100 tonnellate di aiuti per Cuba. Questo
è un atto di disubbidienza civile per far sapere all'Amministrazione del
Presidente Barack Obama, e al suo Congresso, che il blocco è immorale,
illegale, maligno, controproducente e senza senso, ha dichiarato il
reverendo Lucius Walker. I Pastori per la Pace sono un progetto della
Fondazione Interreligiosa per l’Organizzazione Comunitaria (IFCO),
un'agenzia nazionale ecumenica che ha lavorato per giustizia sociale,
razziale, ed economica dal 1967.
L’industria metalmeccanica cubana si impone al
blocco economico
22.7 - L'industria
metalmeccanica cubana ha perso nelle sue importazioni, dalla metà del
2008 a oggi, circa 38.160.000 dollari per le limitazioni del blocco
economico, imposto dagli Stati Uniti. In calcoli dei dirigenti di questo
settore sui danni di questa ostile politica, è stato precisato che in
questo periodo sono state acquistate risorse all'estero per un valore di
poco più di 642 milioni di dollari, che hanno permesso di compiere le
principali domande del paese. Dati forniti dalla direttrice delle
Relazioni Estere di questo ramo, Irene Rodríguez, indicano che l’assedio
economico per quasi 50 anni ha obbligato Cuba a comprare in paesi
lontani dell'Asia e dell’Europa o attraverso intermediari, aspetto che
rende più difficili o più cari i trasporti.
Definito un successo l’anno scolastico appena
concluso a Cuba
23.7 - Il Ministro
cubano dell’Educazione, Ena Elsa Velásquez, ha definito un successo
l’anno scolastico appena concluso a Cuba. Durante il bilancio del corso
2008-2009, la Velásquez ha segnalato che questo è stato un nuovo trionfo
della Rivoluzione (1959), secondo una notizia dell'Agenzia di
Informazione Nazionale. Nonostante le 4.342 scuole danneggiate da tre
cicloni, il processo docente educativo è stato ristabilito nel minor
tempo possibile grazie alla solidarietà del popolo cubano e all'azione
immediata del Governo, ha ricordato il Ministro. Oltre 2.5 milioni di
cubani hanno frequentato le aule dall'insegnamento elementare fino
all'università.
Primo alfabetizzati angolani con il metodo
cubano
23.7 - I primi 300
angolani alfabetizzati con il metodo cubano ‘Io, sì posso’ (Eu, sim
posso), hanno ricevuto i loro rispettivi certificati di abilitazione, ha
comunicato oggi a Prensa Latina il rappresentante del Ministero cubano
dell’Educazione, Angel Abascal. Si tratta di una fase sperimentale con
circa 1.110 alunni, il 90 % donne, in 39 punti ubicati nelle province di
Luanda, Benguela, Huambo e Bié. Tra poco tempo, ha commentato Abascal,
inizierà un'altra fase che sarà estesa ad altri 800 punti nelle regioni
citate, e per tal motivo si trovano già a Luanda 10 consiglieri cubani,
i manuali e altri materiali. ‘Io, sì posso’ ha ottenuto la sua finalità
in Venezuela, Bolivia e Nicaragua e ha comprovato la sua efficacia in
oltre 30 nazioni.
Riflessioni di Fidel Castro: un Premio
Nobel per Mrs. Clinton
24.7 - Il leader della
Rivoluzione cubana, Fidel Castro, ha affermato che l'interminabile
documento letto mercoledì scorso dal Nobel Óscar Arias è molto peggiore
dei sette punti dei verbali di resa che aveva proposto il 18 luglio.
Nell'articolo dal titolo “Un Premio Nobel per Mrs. Clinton”, diffuso
dalla pubblicazione digitale Cubadebate, Fidel Castro ha segnalato che
il riconoscimento dei diritti del Presidente Costituzionale
dell’Honduras, con le facoltà ridotte quasi a zero nella prima proposta,
è stato relegato a un sesto posto nel secondo progetto di Arias, dove
neppure è utilizzata la frase “legittimare la restituzione”. Molte
persone oneste sono attonite e forse attribuiscono a oscure sue manovre
quello che ha detto ieri (mercoledì). Magari fossi io uno dei pochi al
mondo che comprenda che ci sia stata un'autosuggestione, più che
un'intenzione deliberata nelle parole del Nobel della Pace, precisa il
leader cubano. Riconosce di aver notato questo in modo particolare
quando Arias, con speciale enfasi e parole interrotte dall'emozione, ha
parlato della moltitudine di messaggi che Presidenti e leader mondiali,
commossi dalla sua iniziativa, gli avevano inviato. È quello che gli
passa per la testa; neppure si rende conto che altri Premi Nobel della
Pace, onesti e modesti, come Rigoberta Menchú e Adolfo Pérez Esquivel,
sono indignati per quanto successo in Honduras.
Cuba ribadisce la disposizione al dialogo con
l'Europa senza ingerenze
24.7 - Il Governo di
Cuba ha sottolineato la sua disposizione a negoziare una sfera
bilaterale di relazioni con l'Unione Europea, ma senza l'ingerenza e
l’unilateralità dell'obsoleta Posizione Comune, ha pubblicato oggi il
quotidiano Granma. Il Ministro degli Esteri, Bruno Rodríguez, ha
ribadito la permanente disposizione di Cuba al dialogo durante uno
scambio di opinioni con Benita Ferrero-Waldner, commissaria per le
Relazioni Estere e per la Politica Europea di Vicinato della Commissione
Europea. Durante un colloquio con il capo della diplomazia cubana, la
Ferrero-Waldner ha manifestato l'interesse della Commissione Europea ad
approfondire il dialogo politico e a stabilire una sfera contrattuale
che aiuti lo sviluppo futuro delle relazioni tra le due parti.
Carovana di solidarietà sfida il blocco degli
Stati Uniti e ritorna a Cuba
24.7 - La Carovana
dell’Amicizia Stati Uniti-Cuba è arrivata oggi per la ventesima volta a
Cuba, in aperta sfida al blocco imposto da quasi mezzo secolo da
Washington. Il reverendo Lucius Walker, leader della fondazione
umanitaria Pastori per la Pace, è di nuovo alla testa del progetto che
disobbedisce alla politica genocida anti-cubana instaurata nel 1962.
Circa 130 partecipanti da Stati Uniti, Messico, Canada ed Europa, sono
arrivati nella scorsa mattinata e sono stati ricevuti da Kenia Serrano,
presidentessa dell'Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli (ICAP).
Questa carovana ha raccolto aiuti umanitari per le vittime degli uragani
che hanno colpito Cuba lo scorso anno, in un percorso attraverso oltre
un centinaio di città statunitensi.
Sancti Spiritus con il tasso di
mortalità infantile più basso di Cuba
24.7 – Con il tasso più
basso di mortalità infantile di Cuba, 2.4 per ogni mille nati vivi, la
provincia centrale di Sancti Spíritus festeggia la Giornata della
Ribellione Nazionale che sarà celebrata il prossimo 26 luglio. Questo
dato è stato reso noto durante la cerimonia provinciale per la
ricorrenza effettuata nella città di Fomento, al quale ha partecipato la
dottoressa Aleida Guevara March, figlia del rivoluzionario
argentino-cubano Ernesto Che Guevara. Dall’inizio di quest’anno i
municipi di Yaguajay, Cabaiguán, Trinidad e La Sierpe mantengono a zero
questo indicatore, gli ultimi due da due anni.
Come sapete, abbiamo aiutato a coordinare lo
sforzo di “Amicus” in appoggio alla petizione alla Corte
Suprema affinché potesse riprendere in considerazione le vostre
condanne.
Siamo spiacenti dovervi informare che la Corte Suprema degli USA ha
respinto ieri la petizione di revisione (certiorari). Come è
d’abitudine, non è stata data alcuna spiegazione e non è stata resa
pubblica l’informazione su come abbiano votato i nove giudici.
La Corte Suprema ha agito d’accordo con la
posizione del Governo degli Stati Uniti. A maggio, molto dopo che la
nuova Amministrazione ha preso il potere, il Governo degli Stati
Uniti ha esortato la Corte Suprema affinchè respingesse la petizione
dei Cinque.
La lotta per la giustizia per i Cinque è lontana
dalla sua fine. Il suo appoggio attivo è adesso più importante che
mai.
Gerardo Hernández Nordelo, uno dei Cinque, quando
è stato informato riguardo la decisione della Corte Suprema, ha
detto che "finchè ci sia una persona che sta lottando fuori, noi
seguiremo resistendo affinchè si faccia giustizia".
Ricardo Alarcón, Presidente dell'Assemblea
Nazionale di Potere Popolare di Cuba, ha dichiarato "la nostra lotta
per ottenere la loro liberazione non diminuirà neanche un istante.
Adesso è il momento di rafforzare le nostre azioni, senza lasciare
né un solo spazio da coprire né una sola porta da bussare… La lotta
deve essere moltiplicata fino ad obbligare il governo nordamericano
a mettere fine a questa mostruosa ingiustizia e restituire la
libertà a Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando e René."
Dobbiamo sentirci animati - come hanno fatto i
Cinque - dallo straordinario appoggio internazionale, giunto da
tutte le regioni del mondo e da persone di tutto il mondo politico,
alla loro lotta per ottenere giustizia. È un fatto senza precedenti
nella storia che si siano presentati alla Corte Suprema dodici
documenti di Amicus, firmati da organizzazioni legali
statunitensi, dieci premi Nobel, parlamenti stranieri, centinaia di
parlamentari individuali, e moltissimi avvocati ed organizzazioni
dei Diritti Umani da tutte le parti del mondo. Così degno di
ammirazione come questa dimostrazione di appoggio, è il sempre più
ampio appoggio internazionale nei confronti dei Cinque. Alleghiamo
per vostra informazione una lista dei documenti di Amicus ed
una lista parziale aggiuntiva di altri documenti in sostegno ai
Cinque.
Vogliamo ringraziarvi per il vostro appoggio e
per gli sforzi, che siamo sicuri continuerete a portare avanti
perchè si faccia giustizia.
Un saluto cordiale,
Michael Krinsky
Leonard
I. Weinglass
Cuba e Obama
Quello che succede a Cuba ci riguarda. Riguarda noi
delle redazioni di rinascita e di rinascita on line perché essa è parte
delle nostre battaglie politiche e della verità d’informazione che il
giornalismo dovrebbe sempre esercitare. E perché questi due giornali
sono stati gli unici - mentre altre testate, anche di sinistra, si
ostinavano ad esaminare i limiti e gli errori di Cuba senza saperne
leggere la grandezza - a difenderla, a tenere in mente cosa rappresenti,
in quale contesto sia costretta a vivere senza rinnegare se stessa.
Il 13 aprile è una data importante. Quel giorno c'è stato un primo
passo, non trascurabile, di Obama verso Cuba: tutte le restrizioni
contro i cubani che vivono negli Usa saranno finalmente abolite.
Potranno tornare nell’isola come e quando vorranno, spedire ai familiari
lì rimasti un po' di soldi senza rischiare la galera e, fatto assai
significativo ai fini dell’embargo che strangola Cuba, le imprese
statunitensi delle telecomunicazioni potranno operare nell'isola.
Qualcosa di simile, anche se in misura minore, era già successo nel
settembre del 1977. Ma neanche dieci anni dopo, nell'aprile del 1982,
Reagan aveva voluto che tutto tornasse come prima, peggio di prima. Oggi
Obama rispetta gli impegni presi in campagna elettorale e risponde
positivamente alle pressioni di tutti i presidenti latinoamericani. E’
importante, ma non sufficiente. Ci sono vicende che a Cuba hanno
provocato, e tuttora provocano, ferite difficilmente rimarginabili.
Vicende che Obama e gli Usa devono avere il coraggio di correggere. Per
un principio elementare: perché sia fatta giustizia.
Pensiamo ai cinque prigionieri politici cubani. Gerardo Hernández
Nordelo, Antonio Guerrero Rodríguez, Ramón Labañino Salazar, René
González Sehweret e Fernando González Llort sono detenuti ingiustamente
dal 1998, accusati di cospirazione e spionaggio, condannati a 40 anni di
carcere. Che siano innocenti lo sanno tutti. Ci sono state testimonianze
d’eccezione a loro discolpa. Solo per citarne alcune, ricordiamo Eugene
Carroll, ammiraglio della Marina Usa, Edward Breed Atkeson, generale
dell’esercito, James R. Clapper, tenente generale delle Forze Aeree. La
Corte d’Appello di Atlanta ha riconosciuto che l’accusa di spionaggio è
stata inventata di sana pianta, non sorretta da un minimo indizio. Ora
la parola è alla Corte Suprema.
C’è poi una seconda vicenda. Riguarda un criminale, un terrorista
internazionale, un assassino responsabile di centinaia di omicidi,
“mente” dell’attentato del 6 ottobre del 1976 contro l’aereo della
Cubana de Aviación che costò la vita a 73 persone, colpevole di diversi
attentati contro Fidel Castro, assassino di funzionari cubani in
Argentina, collaboratore dei servizi segreti di Pinochet, colpevole
della scomparsa di oppositori politici. Il suo nome è Luis Posada
Carriles. La richiesta avanzata da tutto il mondo democratico è che
quell’uomo, finora impunito, sia sottoposto ad un processo.
Se Obama adotterà queste misure, l’animosità di Cuba e dei cubani si
stempererà, e inizierà a costruirsi il percorso indispensabile per una
normalizzazione dei rapporti. Il presidente degli Usa ha di fronte a sé
un’occasione storica: porre fine a mezzo secolo di un conflitto
insensato che ha provocato morte e dolore; restituire fiducia ad un
popolo che ha voluto mantenere la sua dignità e la sua autonomia
malgrado un embargo feroce. In quest’ultimo periodo Obama ha impresso un
cambiamento significativo ai rapporti diplomatici con paesi come la
Cina, il Vietnam e persino l’Iran. E al summit latinoamericano ha
dichiarato che gli Usa nei confronti di Cuba «hanno sbagliato per
cinquant’anni». E’ una frase storica che premia una piccola isola
orgogliosa e dura che non ha mai rinunciato a se stessa.
Perché quest’articolo firmato dalle due redazioni, quella del
settimanale e quella di rinascita on line? Perché siamo un gruppo di
compagne e compagni che non rinunciano ai propri ideali e perché amiamo
il giornalismo, quello vero, che fa informazione, che ha il coraggio di
denunciare soprusi e abusi, che svolge correttamente la sua importante
funzione democratica. E perché detestiamo l’altro giornalismo, quello
dei “retroscena”, quello delle cose dette e non dette, quello che cambia
troppo spesso posizioni e principi. Quello che sale sempre, per capirci,
sul carro del vincitore.
Ci è capitato a volte di criticare Cuba, di avere discussioni
appassionate ed anche aspre. Ma mai ne abbiamo messo in discussione il
valore, mai abbiamo sottovalutato l’incredibile forza di una piccola
isola che è riuscita ad opporsi ed a resistere alla più potente nazione
del mondo. (www.larinascita.org 24 aprile 2009)
La revisione del caso dei
Cinque
Organizzazioni e personalità di
tutto il mondo chiedono alla Corte Suprema degli Stati Uniti la
revisione del caso dei Cinque
Il
6 marzo 2009 sono stati presentati dinanzi alla Corte Suprema
degli Stati Uniti un totale di 12 documenti degli Amici della
Corte (amicus curiae brief), a sostegno della petizione
presentata dalla difesa dei 5 lo scorso 30 gennaio per far sì
che la Corte riesamini il caso
10 Premi Nobel tra i quali figurano il Presidente di
Timor Est, José Ramos Horta, Adolfo Pérez Esquivel, Rigoberta Menchu,
José Saramago, Wole Soyinka, Zhores Alferov, Nadine Gordimer, Günter
Grass, Dario Fo y Mairead Maguire; l’intero Senato del Messico;
l’Assemblea Nazionale di Panama; Mary Robinson, Presidente dell’Irlanda
(1992-97) e l’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite
(1997-2002) hanno sottoscritto i documenti degli Amici della Corte.
A loro si sono aggiunti centinaia di legislatori di tutto il mondo,
numerose associazioni di avvocati e di diritti umani di vari paesi,
personalità internazionali e organizzazioni legali e accademiche degli
Stati Uniti.
Tale quantità di documenti degli Amici della Corte costituisce un fatto
senza precedenti, perché rappresenta il maggior numero mai presentato
dinanzi alla Corte Suprema per la revisione di un processo penale.
Lo straordinario sostegno al caso dei Cinque nasce dalla preoccupazione
generalizzata negli Stati Uniti e in tutto il mondo del fatto che il
processo sia stato realizzato in un’atmosfera contaminata dai pregiudizi
contro Cuba e dal timore di rappresaglie che, come dicono gli amici
della Corte, hanno impedito alla Giuria di valutare in modo giusto e
imparziale le accuse contro i Cinque.
I documenti degli Amici della Corte presentati chiedono alla Corte
Suprema di rivedere la ‘legittimità’ del fatto che i Cinque siano stati
condannati da un Tribunale di Miami. “Il giudizio e la condanna dei
Cinque Cubani è una vergogna nazionale” ha spiegato Michael Ratner,
Presidente del Centro per i Diritti Costituzionali, che ha rappresentato
i Premi Nobel nella presentazione del loro documento. “I nostri clienti,
dieci vincitori del Premio Nobel, acclamati per il loro impegno volto a
far progredire i diritti umani, credono che il processo sia stato anche
una vergogna internazionale. Questo è stato un processo che non avrebbe
mai dovuto svolgersi a Miami. Era impossibile che una giuria come quella
Miami, con quella storia di violenza e d’intimidazione contro il Governo
Cubano, potesse arrivare a un verdetto libero da rappresaglie da parte
della comunità anticastrista.”
I documenti presentati il 6 marzo 2009 da parte di organizzazioni
statunitensi chiedono, inoltre, alla Corte Suprema di rivedere
l’eliminazione di afro-americani dalla giuria. Il Pubblico Ministero ha
esercitato per ben sette delle nove volte a disposizione, il diritto di
chiedere la sostituzione di qualche membro della Giuria senza dare le
motivazioni per eliminare i giurati neri. La Corte di Appello decise che
non era necessario fare nessuna indagine sulle motivazioni del Pubblico
Ministero perché tre dei giurati erano neri, una minoranza all’interno
di una giuria composta da 12 persone. Gli Amici della Corte sostengono
che questo permette ai pubblici ministeri di mascherare la manipolazione
che possono fare della composizione razziale di una giuria.
La Commissione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite qualificò nel 2005
la detenzione dei 5 come arbitraria, conseguenza delle violazioni
commesse durante il processo legale. Risulta significativo che questo
caso sia stato l’unico, nel corso degli ultimi 15 anni, in cui la
suddetta Commissione ha concluso che ci sono individui arbitrariamente
detenuti negli Stati Uniti, basandosi sul fatto che sono stati
sottoposti a un ingiusto processo”.
Il governo degli Stati Uniti deve presentare opposizione prima del 6
aprile.
La Corte Suprema deve decidere se procedere o no alla revisione del
caso prima della sospensione delle attività per l’estate nel mese di
giugno.
I documenti originali presentati, nonché una lista completa degli Amici
della Corte si trovano sul sito
AMICI DELLA CORTE CHE HANNO PRESENTATO DOCUMENTI A SOSTEGNO DELLA
RICHIESTA DI REVISIONE
CAMERA DEI SENATORI DEGLI STATI UNITI MESSICANI; ASSEMBLEA NAZIONALE DI
PANAMA; MARY ROBINSON (Alto Commissariato dei Diritti Umani delle
Nazioni Unite (1997-2002) e il Presidente dell’Irlanda (1992-1997);
LEGISLATORI DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL BRASILE, BELGIO, CILE, GERMANIA,
IRLANDA, GIAPPONE, MESSICO, SCOZIA E REGNO UNITO, Avvocato: Michael
Avery, Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di SUFFOLK
Premi Nobel: Jose Ramos-Horta, Wole Soyinka, Adolfo Pérez Esquivel,
Nadine Gordimer, Rigoberta Menchú, José Saramago, Zhores Alferov, Dario
Fo, Günter Grass, Máiread Corrigan Maguire. Abogados: Michael Ratner,
Margaret Ratner Kunstler, Anjana Samant CENTRO PER I DIRITTI
COSTITUZIONALI.
Federazione ibero-americana degli Ombudsman (Difensore civico); L'ordine
degli Avvocati del Brasile; Le associazioni di Avvocati del Belgio;
L'associazione di Avvocati di Berlino; La Commissione di Diritti umani
dell'ordine di Avvocati di Portogallo; La Federazione Internazionale di
Diritti Umani; Federico Mayor Zaragoza (Direttore Generale dell'Unesco,
1987-1999); il giudice Juan Guzmán Tapia del Cile; e le Organizzazioni
dei diritti umani, religiosi e legali, professori di diritto e avvocati
di Argentina, Cile, Colombia, Equador, Germania, Giappone, Messico,
Panama, Portogallo, Spagna e il Regno Unito Avvocato: Jules Lobel,
Università PITTSBURG.
ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE DI AVVOCATI DEMOCRATICI E L’ASSOCIAZIONE
AMERICANA DI GIURISTE. Avvocato: Jeanne Mirer, EISNER & MIRER P.C.
STATI UNITI
Centro per la politica internazionale; Consiglio di Affari Emisferici
Avvocato: Robert L. Muse
Centro di Assistenza Giuridica in Materia di Diritto civile della
facoltà di Giurisprudenza dell'Università Howard Abogados: Kurt L.
Schmoke, decano e professore di diritto; Aderson Bellegarde Francois,
Facoltà di Giurisprudenza, Università Howard.
Accademici cubani-americani: Professori Nelson P. Valdés, Guillermo
Grenier, Félix Masud -Piloto, José A. Cobas, Lourdes Arguelles, Rubén G.
Rumbaut, Louis Pérez. Avvocato: Nancy Hollander, MOLLY SCHMIDT-NOWARA
FREEDMAN BOYD HOLLANDER GOLDBERG & IVES P.A.
Associazione di Avvocati Penalisti della Florida, Capitolo di Miami
Abogados: Fredrick P. Freedman, presidente; H. Scott Fingerhut; Benjamin
S. Waxman
Associazione Nazionale di Avvocati penalisti. Avvocato: Jeffrey W.
Sarles, MAYER BROWN LLP.
Progetto Nazionale Giurati. Avvocato: Thomas M. Meyer, Ufficio Legale
THOMAS M. MEYER.
Corporazione Nazionale Avvocati e Conferenza Nazionale degli Avvocati di
razza nera Avvocati: Zachary Wolfe; Heidi Boghosian, Presidente della
Corporazione nazionale di avvocati.
Istituto William C. Velásquez e Associazione Politica Messicano-am
ericana
Avvocato: Richard P. Fajardo, Firma di Avvocati LUNA & FAJARDO
(www.larinascita.org 23 aprile 2009)
Il quinto vertice delle
Americhe
Economia, sicurezza e rapporto tra Usa e Cuba
i temi al centro del confronto
Si è aperto oggi il quinto vertice delle Americhe (dell'Osa
fanno parte 34 paesi e una corposa serie di organizzazioni e
istituzioni sovranazionali) che si svolge a Trinidad e Tobago
sul tema “Assicurare il futuro dei nostri cittadini promuovendo
la prosperità umana, la sicurezza energetica e la sostenibilità
ambientale”.
Ma gli argomenti veri sono altri: la politica degli Stati Uniti
nei confronti di Cuba e del subcontinente (è il primo vertice
cui partecipa Barack Obama), il nodo sicurezza e la lotta al
narcotraffico, e le prospettive economiche. Il rapporto tra
Washington e l'Avana è cambiato molto rispetto a pochi mesi fa.
Nei vertici organizzati in Brasile a novembre, il presidente
brasiliano Lula si era fatto interprete della richiesta di
reinserire Cuba nell'Osa e in queste ore ha avanzato la
richiesta al presidente Usa di nominare un inviato speciale
degli Stati Uniti per l'Isola.
Dopo l'insediamento di Obama alla Casa Bianca sono state avviate
una serie di iniziative per sondare nuove strade nelle relazioni
con Cuba, tra le quali quella recente dell'abolizione di limiti
ai viaggi e alle rimesse verso l'Avana che ha aperto la strada a
nuove relazioni tra i due paesi. Il presidente americano Barack
Obama ha detto che vuole «vedere se anche Cuba è pronta a
cambiare» prima di prendere nuove misure, e il presidente cubano
Raul Castro si dice disposto a dialogare «su tutto» con gli
Stati Uniti a patto che il rapporto sia tra pari e che si
rispetti la sovranità di Cuba. «Abbiamo detto al governo
americano, in pubblico e in privato, che siamo aperti al dialogo
su tutto, - ha detto il presidente cubano - compresi i diritti
umani, la libertà di stampa e i prigionieri politici».
Intanto i paesi che fanno parte dell'Alternativa bolivariana per
le Americhe (Alba) - Bolivia, Cuba, Repubblica Dominicana,
Honduras, Nicaragua e Venezuela – più l'Ecuador, hanno oggi
raggiunto un accordo per la creazione di una moneta unica
regionale (Sucre), che funzionerà come una “moneta virtuale” da
utilizzare per l'interscambio tra gli stessi paesi dell'Alba.
Ieri a Caracas i leaders bolivariani dell'Alba avevano chiesto
di inserire la fine dell'embargo a Cuba nel documento del
vertice di Trinidad e Tobago. “Alba” è un progetto di
cooperazione politica, sociale ed economica tra i paesi
dell'America Latina ed i paesi caraibici, promossa dal Venezuela
e da Cuba nel 2004 in alternativa all'Area di libero commercio
delle americhe (Alca) voluta dagli Usa. (www.larinascita.org 19
aprile 2009)
A Fidel Castro un
riconoscimento per la lotta al razzismo
Roma, 26 mar. (Apcom) - L'ex presidente cubano
Fidel Castro riceverà la massima onorificenza che il Sudafrica
possa conferire a un cittadino straniero: la medaglia d'oro
dell'Ordine dei compagni di Oliver Reginald Tambo. Lo ha
annunciato - riferisce l'agenzia Misna - l'ufficio della
presidenza sudafricana. Venerdì prossimo, il presidente Kgalema
Motlante, in una cerimonia a Pretoria, consegnerà onorificenze
di diverso tipo a 28 persone, ma è improbabile che Castro, che
un anno fa ha lasciato l'incarico di capo dello Stato per motivi
di salute, possa essere presente. Nelle motivazioni del
riconoscimento, diffuse in un comunicato, si precisa che la
scelta di Fidel Castro è stata fatta per il suo contribuito alla
lotta contro il razzismo, il colonialismo, l'apartheid e
l'ineguaglianza. Istituita nel 2002, l'onorificenza dell'Ordine
dei compagni di O.R. Tambo ricorda il politico sudafricano che
fu una delle guide della lotta contro l'apartheid, e presidente
dell'African national congress, in esilio per molti anni.
Cuba, 50 anni di sana e
robusta rivoluzione
Notizie da Prensa Latina
Fidel Castro: le
contraddizioni tra la politica di Obama e l'etica
5.2 - Il leader della
Rivoluzione cubana, Fidel Castro, ha ribadito la sua messa in
discussione del sistema politico statunitense in quanto negazione di
ogni principio giusto e ha formulato varie domande al presidente Barack
Obama. In un articolo dal titolo "Le contraddizioni tra la politica di
Obama e l'etica" disserta sulla disposizione del Presidente a rinunciare
a prerogative, come la facoltà di ordinare l'assassinio di un avversario
politico straniero, che normalmente è quello di un paese
sottosviluppato. Si pone domande anche sulla conoscenza di Obama delle
azioni contro Cuba delle varie amministrazioni nordamericane, compresa
l'invasione mercenaria di Playa Girón (Baia dei Porci), sulle campagne
di terrore, sull'introduzione di notevoli quantitativi di armi ed
esplosivi e su altre cose simili.
La solidarietà cubana
è un esempio di Diritti Umani, afferma un Premio Nobel
5.2 - La politica
solidale di Cuba con i popoli del mondo è un esempio indiscutibile di
diritti umani, ha affermato oggi a Buenos Aires il Premio Nobel della
Pace 1980, l'argentino Adolfo Pérez Esquivel. "Nonostante l'ingiusto
blocco degli Stati Uniti contro Cuba, questo popolo invia medici,
tecnici, educatori per dare un contributo ai paesi che hanno più
bisogno", ha dichiarato Esquivel a Prensa Latina parlando del fatto che
Cuba presenterà questo giovedì a Ginevra la relazione nazionale
all'Esame Periodico Universale del Consiglio dei Diritti Umani. Ha
ribadito il fatto che essendo Cuba un paese con poche risorse e
bloccato, "non ha mai smesso di contribuire alla pace e alla solidarietà
con i popoli".
Fidel Castro: la
risposta immediata
6.2 - Il leader della
Rivoluzione cubana, Fidel Castro, ha affermato che sempre di più la
politica del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, sta perdendo la
sua verginità. In un articolo dal titolo "La risposta immediata",
diffuso dalla pubblicazione digitale 'Cubadebate', Fidel Castro
sottolinea che "erano passate poche ore e la risposta è arrivata". Ha
parlato il Capo del Gabinetto della Casa Bianca, Rahm Emanuel. Non ha
importanza il fatto che abbia omesso di menzionare la mia modesta
Riflessione. Quella che importa è la risposta". "Ha detto ai giornalisti
che quello che interessa al Presidente Obama è la comunità
cubano-statunitense. Era la prima volta che toccava il tema dopo
l'entrata in carica", ha aggiunto.
Fidel Castro: Rahm
Emanuel
9.2 - Il leader della
Rivoluzione cubana, Fidel Castro, ha affermato che il Presidente Barack
Obama, Rahm Emanuel e tutti i politici e gli economisti che hanno
riunito, non sono sufficienti a risolvere i problemi crescenti della
società nordamericana. Anche se Kant, Platone e Aristotele
resuscitassero insieme allo scomparso e brillante economista John
Kenneth Galbraight, non sarebbero capaci neppure loro di risolvere le
contraddizioni antagonistiche, sempre di più frequenti e profonde del
sistema, ha affermato Fidel Castro. Nelle sue più recenti riflessioni
dal titolo "Rahm Emanuel", il leader cubano ha detto che sarebbero stati
felici ai tempi di Abraham Lincoln, così ammirato, a ragione, dal nuovo
Presidente, un'epoca che è rimasta molto indietro. Tutti gli altri
popoli dovranno pagare il colossale sperpero e garantire, prima di ogni
altra cosa al mondo, sempre più inquinato, i posti di lavoro
nordamericani e i guadagni delle grandi multinazionali statunitensi, ha
indicato Fidel Castro.
Inizia a Cuba la
Fiera di Informatica e delle Telecomunicazioni
9.2 – Oltre 100 aziende
di 19 paesi espongono da oggi a Cuba, alla XIII Fiera Informatica 2009,
i loro prodotti più avanzati, tecnologie e servizi nell'informatica e
nelle telecomunicazioni. La Fiera, ha spiegato Jorge Luis Perdomo,
presidente esecutivo del Comitato Organizzatore e Viceministro di
Informatica e delle Comunicazioni di Cuba, comprende come tematiche
principali Soluzioni Informatiche, Software, Telecomunicazioni,
Elettronica, Automatismi e Apparecchiature Mediche. Costituisce, ha
affermato, uno scenario ideale dove aziende e organizzazioni possono
identificare opportunità per impostare progetti di integrazione
regionale, tra questi l'Alternativa Bolivariana per i Popoli della
Nostra America (ALBA).
La biotecnologia
cubana presente in 58 nazioni
9.2 - I risultati
scientifici dell'industria cubana della Biotecnologia sono presenti oggi
in 58 nazioni del mondo, ha affermato il direttore del Centro di
Immunologia Molecolare, Agustín Lage. Lo specialista ha detto che tale
lavoro è la dimostrazione dell'impegno di Cuba per elevare e per
contribuire alla ricerca di formule sempre più efficaci nel campo della
medicina, sia nel paese sia su scala internazionale. Una notizia
dell'Agenzia di Informazione Nazionale segnala che la Biotecnologia
apporta al Ministero della Salute Pubblica oltre 160 prodotti, dato che
riflette l'importanza dei centri che operano in questo ramo.
Il Presidente cubano
è ritornato dopo aver concluso un giro internazionale
10.2 - Il Presidente
cubano, Raúl Castro, e la delegazione che lo ha accompagnato in un giro
che ha compreso Russia, Angola e Algeria, sono ritornati a Cuba alle
prime ore dell'alba di oggi. Sulla pista dell'aeroporto internazionale
José Martí, il Presidente cubano è stato ricevuto dal Primo
Vicepresidente José Ramón Machado Ventura e da altri compagni, indica
una notizia pubblicata dal quotidiano Granma. Il riuscito giro concluso
dal Presidente cubano era iniziato lo scorso 28 gennaio e ha permesso di
rafforzare i legami politici, economici e di amicizia con i Governi e i
popoli della Federazione della Russia, della Repubblica dell'Angola e
della Repubblica Democratica e Popolare Algerina.
E' scomparso uno dei
grandi strumentisti cubani
10.2 – Il basso Orlando
(Cachaíto) López, uno dei più notevoli contrabbassisti cubani di tutti i
tempi, è morto questo lunedì a 76 anni per complicazioni dopo essere
stato operato alla prostata. Noto negli ultimi tempi per la sua
partecipazione al gruppo dei Buenavista Social Club, Cachaito ha
rappresentato una leggenda nell'ambito del jazz latino ed è stato per
lungo tempo strumentista dell'Orchestra Sinfonica Nazionale, ricorda
oggi il quotidiano Granma.
La Presidentessa
cilena rende omaggio a Salvador Allende a Cuba
12.2 - La Presidentessa
cilena, Michelle Bachelet, ha reso oggi omaggio a La Habana a Salvador
Allende (1908-1973), l'ultimo Presidente cileno che ha visitato Cuba nel
1972. Accompagnata dal Ministro cubano delle Relazioni Estere, Felipe
Pérez Roque, la dignitaria ha deposto un omaggio floreale al monumento
di Allende nella centrale Avenida de los Presidentes. Dopo la breve
cerimonia la Bachelet, in visita ufficiale a Cuba dallo scorso 10
febbraio, ha colloquiato con i componenti dell'Orchestra da Camera
Nazionale Infantile del suo paese. Questo gruppo di 13 bambini, con età
tra i 10 e i 14 anni, ha interpretato l'inno cileno e il pezzo 'La bella
cubana', del noto musicista José White.
Cuba consolida la
lotta e la prevenzione al narcotraffico
12.2 - Cuba ha
registrato nel 2008 il secondo dato più basso di sequestro di droghe
negli ultimi 14 anni, grazie al consolidamento della sua strategia di
lotta e di prevenzione. Durante il 2008 sono stati intercettati 1.801,19
chilogrammi di droga, risultato di 260 sequestri sulle coste, per la
maggior parte relativi a un'operazione di narcotraffico internazionale.
Il quotidiano Granma indica che la suddetta operazione è stata sventata
dal Servizio di Guardacoste degli Stati Uniti, partendo da informazioni
fornite dalle autorità cubane. Anche se sulle rotte del narcotraffico
vicine a Cuba sono trasportate quantità considerevoli di stupefacenti,
nelle vicinanze del territorio nazionale sono state avvistate solo 44
imbarcazioni e 4 aerei sospetti.
La Bachelet definisce
importante l'incontro con Fidel Castro
13.2 - La Presidentessa
del Cile, Michelle Bachelet, ha definito molto gradito e importante un
incontro avuto con il leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro.
Abbiamo avuto un colloquio molto importante sulle sfide della regione e
dei paesi dell'America Latina nel contesto della crisi internazionale,
ha affermato la dignitaria in dichiarazioni ai giornalisti all'entrata
dell'Aula Magna dell'Università di La Habana. Ha evidenziato che la
conversazione di un'ora e mezza è stata positiva per conoscere cosa si
sta facendo in Cile e per ascoltare le riflessioni di Fidel Castro. Lui
è in buone condizioni, agile, attivo e aggiornato su molti dati e sui
dettagli più importanti, ha sottolineato la Bachelet, che è arrivata a
Cuba in visita ufficiale lo scorso 10 febbraio, invitata dal suo omologo
Raúl Castro.
Importante zona
paludosa di Cuba senza mortalità infantile dal 2005
13.2 - Il municipio
cubano Ciénaga de Zapata, dove si trova la più estesa palude dei Caraibi
insulari, mantiene a zero il tasso di mortalità nei minori di un anno da
37 mesi, ha annunciato oggi una fonte ufficiale. Román Domínguez, capo
del programma materno-infantile nell’occidentale provincia di Matanzas,
comunicando l'informazione a Prensa Latina ha ricordato che nella citata
regione vi è stato nel 2008 un totale di 120 parti. Distante 180
chilometri a sud-est di La Habana, il territorio cenaguero è il più
grande e allo stesso tempo il municipio meno popolato dell'isola, con
circa 9.000 abitanti ripartiti in una ventina di insediamenti. Secondo
Domínguez, questi positivi risultati nella zona agreste rispondono, tra
gli altri fattori, alla copertura totale delle donne in età fertile da
parte del personale medico e alla presenza di istituzioni di sanità
adeguate. "A questo va aggiunta un'accurata attenzione gineco-ostetrica
alle donne incinta ad alto rischio", ha precisato.
La Fiera del Libro
inaugurata ha sottolineato la storica amicizia tra Cuba e Cile
13.2 - La XVIII Fiera
Internazionale del Libro ha aperto a La Habana le sue porte con una
conferma al più alto livello degli storici legami culturali e di
amicizia che uniscono i popoli di Cuba e del Cile. La Plaza San
Francisco, della fortezza coloniale di San Carlos de La Cabaña, da dove
si vede la collana di luci del lungomare di La Habana che segna
l'entrata dell'oceano nella capitale cubana, è stato lo scenario scelto
per iniziare l'avvenimento culturale più importante del paese. La
presenza del Presidente cubano, Raúl Castro, e della Presidentessa
cilena, Michelle Bachelet, in visita ufficiale all'Isola, ha messo in
risalto l'importanza dell'evento dove oltre mille titoli con sette
milioni di copie saranno divorati dall'avidità di lettura del cubano. Il
Cile è invitato d'onore a questa edizione della Fiera, alla quale
partecipano 43 paesi, ed è presente con una grande quantità di scrittori
e di artisti, libri e film, e all'entrata del suo padiglione un enorme
tela mostra in un abbraccio Fidel Castro e Salvador Allende.
L'aviazione civile
cubana promuove un programma di ammodernamento
16.2 - L'Istituto di
Aeronautica Civile di Cuba (IACC) promuove oggi un programma per
ammodernare la flotta passeggeri e incrementare la sua presenza nei
diversi mercati. Secondo il presidente di questa istituzione, Rogelio
Acevedo, l'IACC raggiunge livelli di eccellenza nella qualità dei
servizi, nei parametri di sicurezza di volo e nella puntualità degli
itinerari. Continueremo questo anno il programma di investimenti
dedicato alla costruzione e all'estensione della capacità nelle
installazioni aeroportuali, ha indicato il dirigente in dichiarazioni
pubblicate questo lunedì dal quotidiano Granma. Ha confermato a questa
pubblicazione l'arrivo nelle prossime settimane di un nuovo aeroplano da
carico TU-204, di fabbricazione russa, e ha affermato che il lavoro con
gli apparecchi di ultima tecnologia appena acquisiti procede in modo
soddisfacente.
Il Presidente
guatemalteco mette in evidenza il lavoro cubano nella formazione di
medici
17.2 - Il Presidente del
Guatemala, Álvaro Colom, ha messo in risalto oggi il lavoro di Cuba
nella formazione di medici durante un incontro con 178 studenti del suo
paese avvenuto nella città centro-meridionale di Cienfuegos. Nel
colloquio con i giovani che rappresentano tutti i dipartimenti
guatemaltechi, il Presidente ha definito eccellente il suo viaggio a
Cuba, dove è arrivato lo scorso 15 febbraio invitato dal suo omologo,
Raúl Castro. Accompagnato dal Ministro cubano dell'Industria di Base,
Yadira García, Colom ha percorso le aree della raffineria di petrolio
Camilo Cienfuegos. Il dignitario ha visitato pure la comunità di 100
abitazioni note come 'petrocasas' che il Venezuela ha donato a Cuba nel
2007 e che si trova vicino alla citata raffineria.
Industria petrolifera
cubana procede nella sua maggior perforazione della storia
17.2 – L'azienda Cuba
Petróleo (CUPET) procede oggi nella sua maggior perforazione della
storia, un pozzo di 6.000 metri il cui costo potrà essere recuperato nel
suo primo anno di sfruttamento. Le operazioni nel pozzo Varadero Ovest
1000, cinque chilometri dentro il mare, hanno già superato il suo
secondo tratto con risultati di successo, ha affermato alla televisione
l'ingegnere Alexis Rodríguez. Questo progetto, completamente portato
avanti dalla CUPET e assessorato da tecnici stranieri, rappresenta un
potenziale aumento delle riserve energetiche di Cuba, ha affermato
l'esperto Julio Jiménez. Jiménez, che è anche il direttore delle
perforazioni di CUPET, ha valutato questa opera, mai prima affrontata a
Cuba per il diametro della perforazione, con una fattibilità avallata da
numerosi studi geologici.
Raúl Castro saluta il
Presidente guatemalteco
18.2 - Il Presidente del
Guatemala, Álvaro Colom, ha concluso oggi la sua visita ufficiale a
Cuba, salutato all'aeroporto internazionale José Martí dal Capo di Stato
cubano, Raúl Castro. La manifesta gratitudine per la solidarietà verso
il suo paese è stata il denominatore comune nel viaggio di Colom che ha
ribadito questo sentimento fin dal suo arrivo. Oltre alle parole lo ha
dimostrato mediante un fatto simbolico come la consegna da fare arrivare
al leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, della massima
onorificenza del suo paese, l'Ordine del Quetzal in grado di Gran
Collana, concessa su sua decisione. Prima di concludere una conferenza
nell'Aula Magna dell'Università di La Habana, Colom ha chiesto
ufficialmente scusa a Cuba perché il Guatemala aveva prestato il suo
territorio per preparare un'invasione contro l'Isola nel 1961: l'attacco
a Playa Girón.
Si ultimano a Cuba i
preparativi per la campagna contro la poliomielite
18.2 - Autorità del
Ministero della Salute Pubblica e professionisti di questo settore a
Cuba ultimano oggi i preparativi per sviluppare la 48° Campagna
Nazionale Antipolio, in cui sarà vaccinato quasi mezzo milione di
bambini. Dal 27 febbraio al 5 marzo prossimi, 338.210 bambini minori di
tre anni di età riceveranno nei policlinici due gocce per via orale del
vaccino contro la poliomielite. Poi, dal 24 al 30 aprile, gli stessi
bambini riceveranno una seconda dose e altri 137.322 bambini fino a nove
anni saranno vaccinati con il prodotto creato dal medico cubano Pedro
Más Lago quasi mezzo secolo fa.
Cuba e vari paesi
rinnovano le critiche agli Stati Uniti nell'OMC
19.2 - Un nuovo
dibattito sulla Sezione 211 degli Stati Uniti, che rende possibile
l'usurpazione del marchio di rum cubano Havana Club da parte di Bacardí,
ha avuto oggi luogo nell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC).
Davanti all'Organismo di Soluzione dei Contrasti (OSD) dell'OMC sono
tornati sul tema oratori della Comunità Europea (in rappresentanza dei
27 dell'UE), di Cuba, Venezuela, Cina, India, Tailandia, Vietnam ed
Ecuador. Allo stesso modo Brasile, Bolivia, Messico, Nicaragua e Cile,
tutti con progetti molto critici che deplorarono l'insistente
atteggiamento di Washington su di un tema sul quale l'OSD si è già
pronunciato in maniera categorica.
Gli zuccherifici
cubani per una maggiore macinatura di canna nell'attuale zafra
19.2 - La zafra cubana,
nella quale sono coinvolti 52 zuccherifici, procede oggi nel paese con
un 19 % in più di zucchero rispetto alla stessa fase precedente, mentre
si pone l'accento sull'aumento della macinatura della canna. In
un'intervista con Prensa Latina, Liobel Pérez, capo dell'Ufficio di
Comunicazione Istituzionale del Ministero dello Zucchero (MINAZ), ha
sottolineato l'importanza di incrementare la lavorazione della canna in
questa fase di maggior rendimento. Il MINAZ aveva stabilito in questa
campagna un minor livello per questo indicatore, a causa dell'impatto
sulle piantagioni dei tre cicloni che hanno colpito il paese in meno di
un mese, ha spiegato Pérez.
Cuba designa nuovi
Vicepresidenti del Consiglio dei Ministri
20.2 - Il Consiglio di
Stato di Cuba ha comunicato la promozione di Ramiro Valdés, Ulises
Rosales del Toro e Jorge Luis Sierra a Vicepresidenti del Consiglio dei
Ministri. La misura è stata adottata su proposta del Presidente Raúl
Castro, previa consultazione con l'Ufficio Politico del Partito
Comunista di Cuba, e in linea con la Costituzione della Repubblica, ha
riportato la televisione nazionale. I tre continueranno a svolgere le
loro attuali responsabilità alla testa dei Ministeri che dirigono,
rispettivamente Informatica e Comunicazioni, Agricoltura, e Trasporti e
prossimamente sarà assegnato loro il controllo di altri organismi.
Il Parlamento ucraino
ringrazia per l'aiuto medico cubano ai bambini di Chernobil
20.2 - La Suprema Rada
(parlamento) dell'Ucraina ha ringraziato il Governo di Cuba per l'aiuto
disinteressato nella cura e nel recupero dei bambini colpiti dalla
catastrofe nucleare di Chernobil, nel 1986. Secondo una risoluzione
promossa questo giovedì e comunicata alla stampa, il legislativo ha
raccomandato al gabinetto dei ministri ucraino di concedere un aiuto
umanitario a Cuba di circa cinque milioni di grivnas (poco più di
700.000 dollari). Il Programma funziona da quasi 20 anni e finora gli
specialisti e i medici cubani hanno curato gratuitamente oltre 20.000
bambini ucraini, sottolinea il quotidiano Ukrainskiye Novosti. Cuba ha
iniziato il piano di assistenza nel 1990 finanziandolo con risorse
proprie, senza mai sospenderlo nonostante le difficoltà economiche
affrontate soprattutto durante il decennio scorso.
Dure critiche al
silenzio mediatico negli Stati Uniti sul caso dei Cinque
23.2 - L'avvocato
nordamericano Dean Hubbard ha criticato il silenzio dei grandi monopoli
dell'informazione sul caso dei cinque antiterroristi cubani
ingiustamente detenuti negli Stati Uniti. In un'intervista pubblicata
questo lunedì dal settimanale cubano Trabajadores, il noto giurista ha
tirato in ballo, anche se in modo indiretto, la lapidaria conclusione
del giornalista polacco Ryszard Kaspuscinsky, che "in una democrazia
contemporanea quello che non esce sui mezzi non esiste". Con questo
obiettivo le multinazionali della notizia non hanno la volontà di
pubblicare articoli sul caso, che già si trova all'esame della Corte
Suprema degli Stati Uniti, ha affermato. I Cinque sono stati
imprigionati nel 1998 per aver raccolto informazioni destinata a
prevenire e a evitare azioni estremiste contro il loro paese,
preservando anche la vita di cittadini degli Stati Uniti.
Più di un milione di
esemplari venduti alla Fiera del Libro di La Habana
23.3 - Quasi un milione
di visitatori e 1.200.000 esemplari venduti è il saldo preliminare della
Fiera del Libro Cuba 2009, nella sua fase di La Habana, quando è quasi
alla sua chiusura. In dichiarazioni alla stampa, il poeta Edel Morales,
membro del comitato organizzatore, ha annunciato che nella prossima
edizione oltre alla Russia, saranno omaggiati il narratore e saggista
cubano Reynaldo González, Premio Nazionale di Letteratura, e la
storiografa María del Carmen Barcia, Premio Nazionale di Scienze
Sociali.
La CDH approva a
Ginevra una risoluzione sulla crisi economica
24.2 - Il Consiglio dei
Diritti Umani (CDH) delle Nazioni Unite ha adottato oggi con ampia
maggioranza una risoluzione sulla crisi economica e finanziaria che
colpisce il mondo in questi momenti. Con 31 voti favorevoli e 14
astensioni, oltre alle assenze di Gabon e Zambia, il testo è stato
approvato per completare la sessione speciale dedicata al tema su
iniziativa del Brasile e dell'Egitto e il sostegno in generale dei paesi
Non Allineati. In linea con il discorso pronunciato la settimana
precedente da Cuba come presidente di turno dei NOAL, la risoluzione
chiede risposte globali su basi equilibrate, senza pratiche coercitive
né discriminatorie per affrontare con successo la crisi economica
mondiale.
Promosso a Cuba lo
sfruttamento della biomassa forestale
24.2 - Il Governo cubano
sta eseguendo un progetto dimostrativo per generare elettricità a
partire dalla biomassa forestale, la principale risorsa energetica
rinnovabile maggiormente utilizzata nel paese. L'iniziativa conta
sull'appoggio dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo
Industriale, del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente, del Fondo
per l'Ambiente Globale, pubblica nella sua edizione di oggi il
quotidiano Juventud Rebelde. Attualmente - scrive il giornale - il
progetto è sviluppato nell'Isola della Gioventù, a sud-ovest di Cuba, ed
è previsto l'avviamento di un'unità di generazione elettrica di 50 KW
che userà come combustibile risorse forestali esistenti in una riserva
naturale nella parte sud-ovest di questo territorio.
Cuba produrrà cinque
milioni di casse di Havana Club
25.2 - Cuba prevede di
produrre nel 2013 cinque milioni di casse da nove litri del rum Havana
Club, mentre attualmente compete tra i 25 migliori prodotti di questo
tipo nel mondo, hanno detto oggi fonti ufficiali. Il direttore generale
di Havana Club International, S. A., Marc Beuve-Méry, ha detto in una
conferenza stampa che nel 2008 sono state prodotte 3.4 milioni di
scatole, con un aumento di oltre il 13 % nelle vendite. Ha comunicato
che questo prodotto è venduto in 125 paesi, con un incremento
significativo, e in oltre 40 di questi mercati la crescita è stata di
oltre il 10 %..
Il Presidente cubano
Raúl Castro riceve l’inviato di Nicolas Sarkozy
26.2 - Il Presidente
cubano, Raúl Castro Ruz, ha avuto un colloquio con Jack Lang, inviato
speciale del suo omologo della Francia, Nicolas Sarkozy. Il quotidiano
Granma informa oggi che durante l'intervista Lang ha riportato la
volontà del Presidente francese di dare impulso ai legami tra i due
paesi e ai legami dell'isola con l'Unione Europea (UE) in una cornice di
mutuo rispetto. Raúl Castro ha apprezzato in modo positivo l'iniziativa
di Sarkozy e ha confermato l'interesse del popolo cubano a rivitalizzare
le tradizionali relazioni politiche, economiche e di cooperazione
bilaterali a beneficio delle due nazioni. Allo stesso modo, ha
manifestato la disposizione a continuare il dialogo politico tra Cuba e
l'UE, ricominciato nell’ottobre 2008 a Parigi, la capitale francese,
sulla base del reciproco rispetto.
Evidenziati a Cuba i
risultati del Centro di Restaurazione Neurologica
26.2 - Il Centro
Internazionale di Restaurazione Neurologica (CIREN) ha curato oltre
40.000 pazienti di 85 paesi, dalla sua fondazione il 26 febbraio 1989.
Il vicedirettore esecutivo di questo centro, Emilio Villa Acosta, ha
evidenziato che la maggior parte dei pazienti esaminati, sia per visite
esterne sia ricoverati, sono cubani. Una notizia dell'Agenzia di
Informazione Nazionale mette in rilievo che in questi vent’anni questa
istituzione medico-scientifica di avanguardia ha acquisito un grande
prestigio mondiale per il suo rigore, per il talento dei suoi
specialisti e per la qualità del personale che lavora lì. Insieme al
Centro de Inmunoensayo de Cuba, il CIREN ha anche creato un sistema
denominato ESTEREOFLEX, (chirurgia stereotattica di alta precisione, di
avanguardia nel mondo), messo in pratica in vari ospedali del paese ed
esteso al Cile e alla Spagna.
Fidel Castro sta
molto bene, ha affermato il Presidente Chávez
27.2 - Il Presidente
venezuelano, Hugo Chávez, ha affermato di aver visto “molto, molto bene”
il leader cubano Fidel Castro, durante la recente visita a Cuba. Chávez
ha precisato che ha conversato con Fidel Castro per più di tre ore
venerdì 20 e successivamente per più di quattro ore sabato 21 febbraio.
In dichiarazioni diffuse dal servizio Stampa Presidenziale, il
Presidente ha spiegato che il viaggio era previsto dallo scorso dicembre
ed è stato posticipato per la campagna per l'emendamento costituzionale
votato nel referendum lo scorso 15 febbraio. Chávez ha indicato di avere
constatato progressi nello stato di salute del leader cubano, a cui ha
detto di averlo trovato in condizioni “come mai prima”, da quando ha
cominciato le sofferenze che lo hanno fatto allontanare dalle sue
funzioni alla testa del Governo.
L’inviato francese
a Cuba evidenzia il bilancio della sua visita
27.2 - Jack Lang,
inviato speciale del presidente della Francia a Cuba, ha affermò oggi a
Parigi che esistono le condizioni per creare un nuovo tipo di diplomazia
e di relazioni di cooperazione tra Parigi e La Habana, e in generale con
tutta l'America Latina. Appena ritornato Da Cuba, dove si è incontrato
con il Presidente cubano, Raúl Castro, e dove ha avuto anche un
colloquio con il Ministro degli Esteri Felipe Pérez Roque e con il
Ministro della Cultura Abel Prieto, ha fatto un bilancio del viaggio
alla stampa. In un’intervista con Radio Francia Internazionale (RFI),
Lang ha ricordato che sotto la presidenza dal suo paese nell'Unione
Europea (UE) nel secondo semestre del 2008, sono state sospese le
sanzioni a Cuba ed è iniziata la strada verso la normalizzazione dei
rapporti.
Chávez ribadisce a
Obama la richiesta di estradizione di un terrorista
27.2 - Il Presidente
venezuelano Hugo Chávez ha ribadito oggi agli Stati Uniti la richiesta
di estradizione del terrorista Luis Posada Carriles, e
dell'ex-Presidente Carlos Andrés Pérez, che aveva provocato i fatti
sanguinanti del cosiddetto “Caracazo”. Chávez ha considerato che il
Presidente statunitense, Barack Obama, debba consegnare Posada Carriles,
latitante della giustizia venezuelana e responsabile dell'esplosione in
pieno volo di un aereo civile cubano nel 1976 costato la vita a 73
persone. In una chiamata telefonica di mattina durante il programma
televisivo La Hojilla, il Presidente ha richiesto anche la consegna
dell'ex-Presidente Carlos Andrés Pérez, pure lui protetto dagli Stati
Uniti, nonostante i conti pendenti con la giustizia venezuelana.
L’incontro di Fidel con Cristina Fernandez
La
conversazione è durata 40 minuti, e lo scambio d’idee è stato intenso e
interessante, come mi aspettavo. È una persona con convinzioni profonde.
Non c’è stato
dibattito.
Quando ha parlato
nell’Aula Magna dell’Università de L’Avana, ha risposto rapidamente
alle domande degli studenti, mostrando talento e capacità di replica.
Nella Scuola
Latinoamericana di Medicina l’incontro è stato emozionante; i canti
degli studenti contadini di origine Guaraní con musica e strumenti
tipici di questa etnia, hanno offerto un tono speciale alla riunione.
Le hanno offerto
un camice da medico e se lo è infilato sopra il completo pantaloni color
arancio.
Dopo la visita
nella ELAM è venuta a conversare con me.
Parlando degli
Stati Uniti le ho segnalato l’importanza storica per Cuba che ieri alle
12 si giungeva al passaggio di 10 presidenti in 50 anni, e che
nonostante l’immenso potere di questo paese, non sono riusciti a
distruggere la Rivoluzione cubana.
Le ho detto che
non avevo il minimo dubbio sull’onestà con cui Obama, undicesimo
presidente dal 1º gennaio del 1959, esprime le sue idee, ma che
nonostante le sue nobili intenzioni, restano molti interrogativi a cui
rispondere.
Per esempio, ho
chiesto come potrà un sistema di spreco e consumo per eccellenza
preservare il medio ambiente.
M
olti
altri aspetti della politica nazionale internazionale, di Cuba e dell’
Argentina sono stati toccati.
La possibilità
dell’Argentina di produrre alimenti e prodotti industriali con
tecnologie modernissime è un fattore decisivo per il suo sviluppo.
Ha parlato della
capacità
dell’ingegneria informatica per commerciare nel mercato mondiale, in
paesi come l’India, di grande interesse per lei, che è in cambio molto
forte nella creazione di programmi.
A Cristina piace
dedicarsi al lavoro e dargli tutto il tempo. Ma nonostante questo, sa
proteggere i suoi diritti quando viaggia in un altro paese e impone un
numero di ore per fare ginnastica e adattarsi, e questo tutti lo
rispettano. (21 gennaio 2009)
Notizie da Prensa Latina
La Presidente
dell’Argentina avrà colloqui con Raúl Castro
19.1 - La presidente
dell'Argentina, Cristina Fernández, avrà oggi colloqui con il Presidente
cubano, Raúl Castro, come parte della sua visita a Cuba. Secondo
l'agenda prevista, la Presidente, che è arrivata ieri a La Habana,
deporrà anche un omaggio floreale al monumento dell'Eroe Nazionale di
Cuba, José Martí, nella Piazza della Rivoluzione, e parteciperà alla
firma di accordi tra i due paesi. Il Ministro cubano delle Relazioni
Estere, Felipe Pérez Roque, ha ricevuto all'aeroporto internazionale
José Martí la Fernández nella sua prima visita come Capo di Stato a
Cuba. La presenza a Cuba della Presidente argentina che durerà fino al
prossimo 21 gennaio, contribuirà a stringere i legami di amicizia e di
cooperazione che caratterizzano i vincoli bilaterali. Le due nazioni
avevano ristabilito le relazioni diplomatiche il 28 maggio 1973, e a
Cuba si sono laureati 327 argentini, di questi 231 come medici.
L’aggressione alla
Palestina attenta alle mete dell'UNESCO
19.1 - Il Ministro
cubano delle Relazioni Estere, Felipe Pérez Roque, ha affermato oggi che
l'invasione israeliana contro il popolo palestinese colpisce lo sviluppo
della cultura, dell'educazione e della Scienza. Le dichiarazioni di
Pérez Roque sono state espresse in un incontro a La Habana con il
Direttore Generale delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza, la
Cultura, la Comunicazione e l'Informazione (UNESCO) Koichiro Matsuura.
Pérez Roque, in qualità di presidente del Movimento dei Paesi Non
Allineati (NOAL), ha espresso la preoccupazione dell'ente terzomondista
per l'aggressione di cui è vittima il popolo palestinese della Striscia
di Gaza.
Lula chiede un
cambiamento nelle politiche statunitensi
19.1 – Il Presidente
brasiliano, Luiz Inácio Lula da Silva, ha fatto appello oggi agli Stati
Uniti affinché cambino le loro relazioni con l'America Latina e mettano
fine al blocco contro Cuba. Nel suo programma di ogni lunedì a Radio
Brasil, Lula ha affermato che per molto tempo Washington ha avuto una
politica sbagliata verso questa regione e ha partecipato a vari colpi di
Stato. Ha detto che con il cambiamento presidenziale che avverrà domani,
Barack Obama ha opportunità di guardare verso l'America Latina con
un’ottica democratica. Ha aggiunto che non c'è motivo per cui gli Stati
Uniti continuino il loro blocco contro Cuba. È importante che questo sia
superato affinché Cuba possa avere una vita normale come quella degli
altri, ha insistito Lula.
Cuba e
Argentina firmano 11 accordi di cooperazione
20.1 - I Governi di Cuba
e dell’Argentina hanno firmato a La Habana 11 accordi di cooperazione,
al termine delle conversazioni ufficiali tra i Presidenti Raúl Castro e
Cristina Fernández. Il primo dei documenti firmati è stato un accordo
relativo alla soppressione reciproca della richiesta di visto nei
passaporti diplomatici, ufficiali e di servizio. Sono stati pure firmati
un memorandum di intesa nell'ambito dell'assistenza umanitaria e nella
prevenzione e limitazione dei danni delle catastrofi, e un verbale sullo
stato della cooperazione tecnico-scientifica tra i due paesi. Altri
degli accordi raggiunti riguardano la promozione commerciale e il
trasferimento di tecnologia in materia di commercio internazionale, e la
collaborazione negli ambiti lavorativo e della salute.
Massiccia campagna di
alfabetizzazione in Nicaragua
20.1 - I nicaraguensi
realizzano oggi una campagna casa per casa con l'obiettivo di dichiarare
il paese libero dall’analfabetismo il prossimo 19 luglio in occasione
del 30° anniversario del trionfo della Rivoluzione Popolare Sandinista.
Secondo Yorlin Valkiria Palma, tecnica dipartimentale di
Alfabetizzazione ed Educazione dei Giovani e degli Adulti del MINED, a
Nueva Segovia, per dichiarare tutti i municipi liberi
dall’analfabetismo, i maestri percorrono i quartieri per iscrivere gli
analfabeti ai centri di alfabetizzazione. La crociata nazionale di
alfabetizzazione sviluppata dai nicaraguensi, chiamata “Da Martí a Fidel”,
utilizza fondamentalmente il metodo di apprendistato cubano ‘Io sì
posso’ e mette in rilievo il proposito delle autorità affinché per il
2015 la popolazione abbia il livello scolare di sesto grado.
Le donne cubane
accelerano i preparativi del loro ottavo congresso
21.1 - La Federazione delle Donne Cubane (FMC) accelera i
preparativi nella fase finale per sviluppare un eccellente
ottavo congresso, ha detto la componente della Segreteria
Nazionale di questa organizzazione Arelys Santana. In
un’intervista con i giornalisti la dirigente ha segnalato che
l’assemblea si terrà i prossimi 7 e 8 marzo e sarà il punto
culminante di un processo iniziato l’anno scorso con le riunioni
nelle delegazioni di base e a tutti i livelli. Secondo dati
ufficiali, la FMC ha attualmente 4.197.000 iscritte raggruppate
in 77.106 delegazioni di base e in 13.119 blocchi
Cuba: 50 anni fa la Rivoluzione
SIERRA
MAESTRA (CUBA) - La caserma La Plata,nel cuore della Sierra
Maestra cubana, da dove Fidel Castro fece scattare il 28
dicembre 1958 l'assalto finale contro il dittatore Fulgencio
Batista, dopo 50 anni resta intatta e si apre ai turisti. Il
Lider Maximo scelse per il suo ultimo e decisivo quartier
generale la più grande cordigliera del paese, nella parte più
orientale dell'isola, perché era molto difficile arrivarci, una
caratteristica che resta vera ancora oggi.
In questo posto idilliaco i contadini negli anni 20 cercavano di
vivere cacciando maiali selvatici e i fuggitivi della giustizia
vi si nascondevano. Incoronato dal
Pico Turquino, di 1.974
metri, che da il nome al Parco Nazionale, il bosco è fitto e
umido. E' questo paesaggio, con il mare caraibico a tre
chilometri di distanza, quello che Fidel vedeva dalla caserma
generale, dove abitava e che ancora oggi conserva il suo letto
in legno di mogano regalatogli da un contadino, la libreria e un
tavolo su cui scriveva. C'é anche un frigorifero che su un lato
porta il segno di un colpo sparato dagli aerei di Batista mentre
veniva trasportato alla caserma, a 3 chilometri dall'Alto
Naranjo, dove comincia la gita turistica per un sentiero
fangoso. Non molto lontano dalla casa di Fidel un'albero porta
sul tronco i fori di diversi proiettili sparati dal Lider Maximo
quando provava le armi.
L'accampamento, che dal maggio al dicembre 1958 accolse fino a
350 uomini, non fu mai scoperto dai servizi di sicurezza di
Batista. La cucina funzionava solo di notte per non far vedere
il fumo, così come solo con il buio veniva montata l'antenna di
Radio Rebelde, nel punto più alto, a 1.180 metri, per due ore di
trasmissione dei bollettini di guerra. Tredici donne, fra cui
Celia Sanchez, inseparabile da Fidel, e Vilma Espin, moglie del
presidente Raul Castro e deceduta l'anno scorso, quando non
erano in combattimento stavano nella Casa de Las Marianas, dove
si conservano le macchine da cucire utilizzate per fare le
divise.
Si calcola che con i guerriglieri ci fossero almeno 300 donne
che lavoravano come infermiere, messaggere, mentre alcune di
loro combattevano. Il Che, medico di professione, lavorava nella
Sierra Maestra come dentista. Nell'agosto Fidel assegnò al Che
la missione di andare a Santa Clara, dove si svolse la battaglia
poi divenuta decisiva per arrivare alla fuga di Batista, il
primo gennaio 1959. Circa 400 uomini vinsero contro 3.000 dopo
quattro giorni di combattimenti. "Loro combattevano per uno
stipendio e noi lo facevamo con il cuore, per conquistare la
libertà del Paese. L'esercito di Batista non aveva più morale ne
l'appoggio del popolo", dice all'Ansa l'ex combattente Juan
Carlos Artilez, 75 anni, che è stato agli ordini del Che.
Santa Clara, la terza città di Cuba, è da allora legata al Che,
che riposa qui dal 1997, quando i suoi resti sono stati portati
dalla Bolivia. "Ci fu un silenzio totale nella città quando le
sue spoglie arrivarono", ricorda Migdalia Cabrera, capo
dell'ufficio degli affari storici del Partito comunista cubano (Pcc)
a Santa Clara. I suoi resti insieme a quelli di altri 39
guerriglieri sono sepolti sotto la Plaza de la Revolucion. Fidel
scese dalla Sierra Maestra e il primo gennaio 1959 proclamò al
mondo il trionfo della Rivoluzione da Santiago de Cuba - sul
balcone del Parco Cespedes c'erano anche Raul,Celia e Vilma - e
partì per L'Avana dove arrivò una settimana dopo in mezzo ad ali
di folla festanti.
LA CRONOLOGIA
L'AVANA - Cinquanta anni fa, con la conquista dell'Avana,
arrivava a conclusione il processo rivoluzionario cubano. Quella
che segue è una cronologia della lotta dell'esercito di ribelli
di Fidel Castro contro Fulgencio Batista. - 26 luglio 1953:
assalto alla caserma Moncada a Santiago de Cuba da parte di
Castro e 160 uomini, prima azione armata contro Batista che si
risolve in una sconfitta militare, ma che viene considerata come
l'inizio della rivoluzione. - Nel processo Fidel Castro fa la
sua difesa con un'arringa che intitolerà 'La storia mi
assolvera'. Viene condannato a 15 anni di carcere ma amnistiato
22 mesi più tardi. - Nel 1955 viene fondato all'Avana, in
segreto, il Movimento rivoluzionario 26 luglio (M-26). - Fidel
Castro e alcuni dei prigionieri politici si esiliano quello
stesso anno in Messico dove Fidel conosce il giovane medico
argentino Ernesto Guevara e preparano insieme la caduta di
Batista. - 2 dicembre 1956: Castro si mette alla guida di un
gruppo di 81 rivoluzionari che arrivano a bordo del battello
Granma sulla parte orientale dell'isola. Alcuni sono uccisi,
altri arrestati, altri ancora scappano. I rimanenti 21, fra cui
Fidel, Raul e il 'Che', cominciano la lotta nella Sierra
Maestra. - 17 gennaio 1957: l'Esercito Ribelle, braccio armato
dell'M-26, ottiene la prima vittoria prendendo la caserma La
Plata. - marzo 1957: Fidel Castro comincia a strutturare quattro
fronti guerriglieri in diverse parti del paese. Comincia a
trasmettere Radio Rebelde. - luglio: il Movimiento 26 luglio
firma un patto con i partiti dell'opposizione. I cubani vengono
chiamati all'insurrezione. - 1958: Si succedono le battaglie.
Una colonna comandata dal Che arriva nella città di Santa Clara
e combatte dal 28 dicembre al primo gennaio nello scontro
decisivo. Un'altra colonna comandata da Camilo Cienfuegos occupa
Yaguajay. - 1 gennaio 1959: Batista, al governo dal 1952, cede
il potere ad una giunta e fugge nella Repubblica Dominicana.
Fidel Castro proclama a Santiago de Cuba la vittoria della
Rivoluzione. - 8 gennaio 1959: Fidel Castro arriva all'Avana
proveniente dall'est del paese e prende il controllo del
governo.
R.CASTRO, TRASFORMAZIONI STRUTTURALI A CONGRESSO PC
L'AVANA - Il presidente cubano Raul Castro ha annunciato che
"trasformazioni strutturali" saranno sottoposte all'approvazione
del sesto congresso del partito ed ha detto che i cambi da lui
annunciati non sono stati bloccati. "Trasformazioni strutturali
e concettuali devono essere sottoposte alla considerazione ed
approvazione del sesto congresso del partito" comunista cubano (Pcc),
ha dichiarato oggi nella seconda sessione dell'Assemblea
nazionale (parlamento). Si prevede che il sesto congresso
del partito si terrà nell'ultimo trimestre del 2009. Raul Castro
ha approfittato il suo discorso in parlamento per spiegare che
non ha ancora compiuto le aspettative createsi quando è arrivato
al potere, a causa della "realtà economica avversa"."Non è stato
bloccato nessuno degli argomenti di cui ho parlato negli ultimi
tempi", ha detto il presidente. Dopo aver annunciato
l'eliminazione di "restrizioni obsolete", Raul ha permesso
quest'anno ai cubani di acquistare cellulari e dvd. Secondo gli
analisti, una restrizione che deve essere ancora tolta è la
possibilità di viaggiare fuori. Passi avanti sono stati fatti
invece nell'assegnazione in usufrutto di terre incolte a
contadini privati, ha detto Castro. Il presidente ha insistito
sulla necessità di "eliminare sussidi eccessivi" e di "compiere
il principio socialista secondo cui ognuno riceverà secondo il
lavoro svolto".
(Ansa, 28/12/2008)
Berlusconi ha esagerato
16 ott. - Il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi ha 'davvero esagerato' nell'elogiare il presidente americano
George W.Bush durante la sua visita alla Casa Bianca. A dirlo e' l'ex
presidente cubano Fidel Castro.
In un articolo pubblicato oggi su internet, nella sua rubrica
'Riflessioni del compagno Fidel ', il Leader Maximo fa questo commento a
proposito delle parole di Berlusconi su Bush:
'Un uomo che ha il coraggio di fare cio' che ritiene giusto'. Secondo
Fidel, 'i paesi capitalisti europei, saturi di capacita' produttiva e
merci (...), risparmiatori che perdono soldi (...), non possono
prendersi la liberta' di imporre condizioni e soluzioni al resto del
mondo'.
'Il 4 novembre - aggiunge Fidel nell'articolo intitolato 'L'insolito' -
e' un giorno di grande interesse per l'opinione pubblica mondiale, vista
la crisi economica che affligge gli Stati Uniti'.
"Nella grande democrazia degli Stati Uniti, la meta' degli aventi
diritto al voto non sono registrati, la meta' di quelli registrati non
vota e soltanto il 25% degli elettori scelgono chi li governa. Molti di
quelli che forse vorrebbero votare il candidato nero non possono farlo",
sostiene infine Fidel.
Cuba durante e dopo l'uragano
Fidel Castro: assediati dagli
uragani
8.9
- Il leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, ha affermato che
attualmente tutta la nazione si trova in ciò che in guerra si chiama
allarme di combattimento. In un articolo dal titolo "Assediati dagli
uragani", scritto in esclusiva per la pubblicazione digitale 'Cubadebate',
Fidel Castro aggiunge che "ora più che mai si deve imporre la
razionalità e la lotta contro lo spreco, il parassitismo e
l'accomodamento". "Agire con assoluta onestà, senza demagogia né
concessione alcuna al permissivismo e all'opportunismo. I militanti
rivoluzionari devono essere un esempio. Devono dare e ricevere fiducia.
Dedicare tutto il loro impegno al popolo, persino la vita se fosse
necessario", ha sottolineato. "Non ci siamo ancora ripresi dall'impatto
emotivo e dai danni materiali causati dall'uragano Gustav all'Isola
della Gioventù e a Pinar del Río, con venti di forza inusitata, quando
sono già iniziate ad arrivare le notizie delle penetrazioni del mare
causate dall'uragano Hanna, e poi la peggiore di tutte: che l'uragano di
grande intensità Ike, ruotando verso sud-ovest a causa della pressione
di un forte anticiclone a nord della sua traiettoria, colpirebbe oltre
mille chilometri in lungo e in largo il territorio nazionale", ha
segnalato.
I cubani ripareranno i danni di Ike,
afferma Raúl Castro
8.9 - Il Presidente
cubano, Raúl Castro, ha espresso la sua fiducia sul fatto che i cubani
sapranno riparare i danni che potrebbero essere causati dal passaggio
del pericoloso uragano Ike. In una conversazione telefonica, il
Presidente cubano ha dato indicazioni alle massime autorità di ogni
provincia minacciata dal fenomeno affinché utilizzino tutti i mezzi
disponibili per proteggere le vite umane e i beni e le risorse dallo
Stato e della popolazione. Secondo una notizia pubblicata oggi dal
quotidiano Granma, il Presidente dei Consiglio di Stato e dei Ministri
ha sottolineato l'importanza di essere preparati al peggio fin dalla
fase informativa. Raúl Castro ha evidenziato l'importanza di continuare
la preparazione come mezzo per ridurre al minimo i danni.
L'uragano Ike si sta indebolendo sul
territorio cubano
8.9 - L'uragano Ike si è
indebolito oggi sul territorio cubano e mantiene venti massimi di 155
chilometri all'ora, ha comunicato il dottor José Rubiera. Il direttore
del Centro di Previsioni dell'Istituto di Meteorologia (INSMET), ha
indicato che alle 10:00 ora locale, il centro del fenomeno si trovava a
21.1° nord e a 78.4° ovest, a circa 70 chilometri a ovest-sudovest della
città di Camagüey e a 75 chilometri a sud-est di Júcaro, in provincia di
Ciego de Ávila. Rubiera ha evidenziato che Ike mantiene una direzione
ovest-sudovest, traiettoria che lo porterà a uscire nel mare a sud di
Cuba, e pertanto aumenterà di intensità. Quindi il sistema si sposterà
verso ovest-nordovest e tornerà a colpire di nuovo il territorio cubano
in un punto ancora non determinato, ha indicato l'esperto. Rubiera ha
detto che Ike ha provocato intense piogge nelle province orientali, zona
colpita dalla sera di domenica. Tra le precipitazioni più rilevanti ha
sottolineato che nella città di Guantánamo sono stati registrati 272.2
millimetri di precipitazioni, 272.6 millimetri alla Gran Piedra e 151.1
millimetri a Maisí.
La capitale cubana in allarme ciclonico
8.9 - Lo Stato Maggiore
della Difesa Civile ha deciso oggi il passaggio alla fase di allarme
ciclonico per le province di Ciudad de La Habana e di La Habana di
fronte all'evoluzione della traiettoria del pericoloso uragano Ike. La
nota informativa numero cinque di questo organismo ha stabilito anche la
fase informativa per la provincia di Pinar del Río e per il municipio
speciale Isola della Gioventù, situato a sud della capitale. Il resto
delle province cubane è mantenuto nella fase di allarme ciclonico mentre
Ike continua a colpire il territorio nazionale. Tra le misure adottate
da ieri a causa di Ike vi sono la sospensione delle lezioni in tutta la
nazione e la regolazione del transito nelle strade vicine al lungomare
di La Habana e nella Quinta Avenida, nella parte ovest della città,
essendo previste penetrazioni del mare.
Precauzioni nella provincia cubana più
occidentale per l'avvicinarsi di Ike
8.9 – Dopo i danni
dell'uragano Gustav, aumentano a Pinar del Río le misure di precauzione
per l'avvicinarsi di Ike che uscirà dal mare in un punto ancora
imprecisato dell'occidente del paese. Verificare le condizioni di ognuno
dei luoghi che saranno utilizzati per proteggere le famiglie a rischio è
il compito principale dei Consiglio di Difesa municipali. Di fronte
all'incerta traiettoria di Ike, i pinareños seguono con attenzione i
ripetuti bollettini dell'Istituto di Meteorologia e le indicazioni della
Difesa Civile per ridurre al minimo i danni. Questo è il secondo uragano
che colpisce questa zona in meno di nove giorni.
Proteggere la popolazione è la priorità di
Cuba di fronte all'uragano Ike
8.9 - Cuba destina
risorse e attiva meccanismi per preservare la vita e garantire
l'attenzione alle persone minacciate dal potente uragano Ike, hanno
comunicato autorità della Difesa Civile. Oltre 70.000 uomini, tra questi
membri delle Forze Armate Rivoluzionarie (FAR), sono stati mobilitati
per proteggere la popolazione di fronte ai colpi del fenomeno i cui
venti arrivano a 200 chilometri all'ora. Questa operazione ha il
sostegno dei mezzi di trasporto e dei macchinari necessari al compimento
della missione, ha affermato il colonnello José Betancourt, dello Stato
Maggiore delle FAR. Secondo l'ufficiale, sono a disposizione 1.700
rifugi e 900 centri per la preparazione di alimenti.
Cuba chiede agli Stati Uniti la rimozione
definitiva del blocco
8.9
- Il Governo di Cuba ha chiesto agli Stati Uniti l'eliminazione totale e
definitiva del loro blocco economico, commerciale e finanziario contro
l'Isola che ogni anno provoca danni superiori a quelli causati per
dall'uragano Gustav. In una dichiarazione, il Ministero delle Relazioni
Estere (MINREX) ha risposto a un'offerta di Washington di invio di aiuti
umanitari di ispezione delle aree colpite per valutare i danni. Secondo
la nota, il MINREX ha comunicato questo sabato al Dipartimento di Stato
i ringraziamenti per le sue espressioni di dolore, ma che Cuba può
contare su un numero di esperti sufficienti per stimare i danni e le
necessità e che praticamente hanno già concluso detto lavoro. Il MINREX
ha aggiunto che se il Governo statunitense ha una reale volontà di
cooperare, lo invita a permettere la vendita a Cuba di materiali
indispensabili.
Cuba: recupero è oggi la parola
d'ordine
10.9 - I cubani si sono
svegliati oggi e sono stati protagonisti di un gigantesco sforzo a
livello nazionale per riparare i danni causati dall'uragano Ike che ha
lasciato ieri Cuba in direzione del Golfo del Messico. Il fenomeno ha
causato danni notevoli ai servizi e all'economia da quando la scorsa
domenica ha colpito a Punta Lucrecia, nella provincia di Holguín. A
partire da quel giorno e con il suo percorso prima sulla terraferma e
poi costeggiando il litorale meridionale cubano, accompagnato da piogge
e forti venti, Ike ha provocato inondazioni, crollo di abitazioni e
danni alle installazioni sociali. Per tutto il tempo del transito di Ike,
il Presidente cubano, Raúl Castro, e i dirigenti del Governo ai vari
livelli hanno indicato le misure da adottare per preservare sia vite
umane sia beni dell'economia nazionale.
Continueranno a interessare Cuba le
piogge che accompagnano Ike
10.9 – Le intense piogge
che accompagnano l'uragano Ike durante la sua permanenza a Cuba
continueranno a colpire zone del territorio dell'Isola, ha comunicato
l'Istituto di Meteorologia. Il fenomeno è uscito verso il mare
attraverso la provincia occidentale di Pinar del Río, in direzione del
Golfo del Messico, alle 15.45 ora locale, mantenendo la categoria uno
della scala Saffir-Simpson di cinque e con venti di 120 chilometri
all'ora. José Rubiera, direttore del Centro di Previsioni dell'Istituto,
ha precisato che le piogge continueranno a colpire le province
occidentali e centrali del paese. Ike si allontana da Cuba dopo essere
arrivato la scorsa domenica nella provincia orientale di Holguín, con
venti di oltre 200 chilometri all'ora e con categoria tre. Tuttora la
maggior parte del paese rimane senza elettricità e con seri danni al
trasporto e ad altri servizi.
Sottolineata la solidarietà dei cittadini
dopo il passaggio di Ike attraverso Cuba
10.9 - Lo Stato Maggiore della
Difesa Civile di Cuba ha sottolineato la solidarietà della popolazione
dell'Isola dopo il passaggio dell'uragano Ike, che ha lasciato
nazionale. Il colonnello, José Ernesto Betancourt ha spiegato nel
programma televisivo 'Tavola Rotonda' che 2.615.794 cubani sono stati
protetti. Di questi - secondo i primi dati - solamente 398.248 persone
sono state accolte nei rifugi e il resto ha trovato accoglienza nelle
case di parenti, amici e di altre persone. Betancourt ha evidenziato che
la solidarietà, una caratteristica che è in aumento, rafforza ancora di
più l'efficacia del sistema di protezione organizzato dalla Difesa
Civile cubana di fronte a questi eventi.
Fidel Castro: il
nostro dovere è vincere!
11.9 - Il leader della
Rivoluzione, Fidel Castro, ha affermato che a Cuba la vita normale di
bambini, adolescenti e adulti prosegue, preparati sempre a lottare e a
vincere senza scoraggiarsi mai di fronte alle avversità di oggi o di
domani. "Il nostro dovere è vincere!", sottolinea Fidel Castro in una
lettera inviata ieri al direttore del programma radiotelevisivo 'Tavola
Rotonda', Randy Alonso, in cui commenta i danni provocati dall'uragano
Ike al suo passaggio attraverso l'Isola e il comportamento della
popolazione, degli organismi specializzati e dei dirigenti in quella
situazione. "Ci sarà ora l'analisi dai fattori obiettivi, il miglior uso
razionale delle risorse materiali e umane; che cosa si deve fare
concretamente in ogni luogo, dove occorre – o meno - investire; che cosa
fare con ogni centesimo; rispondere a ogni richiesta di quello che si
deve fare in situazioni di emergenza e in circostanze di normalità in
cui tutto funziona...", ha affermato.
Cuba respinge le condizioni poste dagli
Stati Uniti per concedere aiuti
11.9 - Cuba ha
confermato che proseguirà nonostante il blocco economico, commerciale e
finanziario statunitense, le aggressioni e le contingenze
meteorologiche. Una dichiarazione del Ministero delle Relazioni Estere
di Cuba, diffusa a La Habana, riferisce che il Dipartimento di Stato
nordamericano, "dopo aver espresso il suo dispiacere per i danni causati
al popolo cubano dall'uragano Ike, insiste nel voler inviare nel nostro
paese 'una squadra di valutazione umanitaria' per ispezionare le aree
colpite". La Sezione di Interessi di Cuba a Washington ha inviato al
Dipartimento di Stato una nota verbale ringraziando per le espressioni
di dispiacere per i danni causati a Cuba dall'uragano Ike e ribadisce di
non avere bisogno dell'assistenza di detta squadra, dato che può contare
sugli esperti sufficienti e preparati per questo lavoro, precisa la
dichiarazione.
Riprendono le attività turistiche a Cuba
dopo Ike
11.9 - Il turismo a Cuba ha
ripreso le sue operazioni con l'arrivo di diversi voli dall'America e
dall'Europa, dopo il passaggio dell'uragano Ike attraverso l'Isola, ha
comunicato il Ministero del Turismo (MINTUR). Ha aggiunto che in questi
momenti vi sono circa 30.000 turisti in diversi poli turistici in tutto
il paese, arrivati recentemente. Il MINTUR ha segnalato che un volo
proveniente dal Regno Unito, del tour-operator Thomas Cook, è arrivato
questo mercoledì con turisti per Cayo Guillermo e Cayo Coco, a nord
della provincia di Ciego de Ávila. Per oggi sono programmati voli da
Germania e Canada per Varadero, il principale polo turistico di Cuba,
distante circa 140 chilometri a est della capitale.
Il New York Times critica il blocco contro
Cuba
12.9 - Il Governo
statunitense insiste nel mantenere il blocco contro Cuba, quando la cosa
giusta sarebbe di eliminarlo per permettere l'aiuto a questo paese
colpito dagli uragani Gustav e Ike, scrive oggi il quotidiano 'The New
York Times'. L'Amministrazione del Presidente George W. Bush mostra un
peculiare fissa su questa obsoleta misura, che è applicata in sintonia
con gli interessi di potenti anti-cubani residenti a Miami, in Florida,
indica un editoriale del quotidiano. Secondo l'influente giornale, una
simile posizione impedisce l'invio di assistenza a Cuba, severamente
colpita dall'attuale stagione ciclonica.
Cuba rifiuta di accettare donazioni da un
Governo che la blocca
15.9
- Cuba ha detto agli Stati Uniti che non è possibile accettare donazioni
da un Governo che la blocca, anche se è disposta a fare acquisti dalle
aziende esportatrici nordamericane. Una nota verbale inviata ieri dalla
Sezione di Interessi di Cuba a Washington al Dipartimento di Stato è in
risposta a un'altra ricevuta dal Governo statunitense. In essa, Cuba
chiede l'autorizzazione alla fornitura di materiali indispensabili e a
crediti normali in tutte le operazioni commerciali a causa dei grandi
danni subiti dal paese durante il passaggio dei recenti uragani Gustav e
Ike. Se il Governo degli Stati Uniti non desidera farlo in modo
definitivo, quello di Cuba chiede che, almeno, l'autorizzazione sia per
i prossimi sei mesi, specialmente se si prendono in considerazione i
citati danni.
Cuba: oltre quattromila tonnellate di
alimenti danneggiate
15.9 – Oltre quattromila
tonnellate di alimenti sono state danneggiate a Cuba al passaggio
dell'uragano Ike, in conseguenza dei danni ai magazzini dove erano
stipate, informa oggi il quotidiano Granma. Il giornale riporta
dichiarazioni del Ministro del Commercio Interno, Marino Murillo, che ha
spiegato che a questa perdita vanno aggiunte altre quasi 1.300
tonnellate. Cuba è stata colpita in appena nove giorni dagli uragani
Gustav e Ike che hanno distrutto al loro passaggio case ed edifici
sociali, frutteti, campi di grano e di ortaggi, e provocato lo
straripamento di fiumi e altre calamità.
Inizierà a Cuba la consegna delle terre
statali improduttive
15.9 - Cuba inizierà la
consegna di terre statali improduttive in usufrutto a persone giuridiche
o a cittadini per incrementare la produzione di alimenti nel paese e
ridurre la loro importazione, ha annunciato oggi il Ministero
dell'Agricoltura. Secondo questo organismo, le persone interessate
potranno fare la richiesta di consegna delle terre a partire dal
prossimo mercoledì, quando entreranno in vigore i Decreti Legge n° 259
del 10 luglio 2008 e n° 282, del 27 agosto dello stesso anno. Con tale
misura, Cuba prevede di recuperare la capacità di produzione degli
alimenti nel più breve tempo possibile, e trarre un migliore vantaggio
dalle sue risorse naturali.
Cuba riprende parzialmente la produzione di
nichel dopo i danni dei cicloni
15.9 - Cuba ha ripreso
parzialmente la sua produzione di nichel, sospesa la scorsa settimana
per l'uragano Ike, hanno comunicato i mezzi locali. Il ministro
dell'Industria di Base, Yadira García, ha dichiarato all'Agenzia di
Informazione Nazionale che l'azienda Pedro Soto Alba ha già ripreso il
lavoro, e la René Ramos lo farà nei prossimi giorni. Tuttavia, García ha
detto che l'impianto Ernesto Guevara ha patito i danni peggiori del
fenomeno, e impiegherà più tempo a ristabilire la lavorazione di questa
voce dell'esportazione di Cuba. L'uragano Ike è entrato nel paese
attraverso la zona di Moa, causando danni a diversi settori, come la
casa, l'elettricità, le telecomunicazioni e l'agricoltura.
Iniziato a Cuba l'anno scolastico
2008-2009
15.9 - Cuba ha iniziato
oggi l'anno scolastico 2008-2009, rimandato per il passaggio di due
uragani che hanno colpito le reti di fornitura di acqua, gli impianti
elettrici e le strutture docenti. Circa 2.5 milioni di studenti
dell'insegnamento generale sono entrati nelle aule, risistemate dal
personale dei centri educativi e dai genitori. L'uragano Ike ha lasciato
un saldo di 2.642 scuole danneggiate in tutta Cuba, ma prima molte di
queste nell'occidentale provincia di Pinar del Río e del municipio
speciale Isola della Gioventù erano già state danneggiate dall'uragano
Gustav.
Il bilancio ufficiale mostra la grandezza
dei danni a Cuba per gli uragani
16.9 - Il bilancio
ufficiale che oggi Cuba ha diffuso mostra la grandezza dei danni
materiali causati all'Isola dagli uragani Gustav e Ike, valutati in
circa 5.000 milioni di dollari. Nonostante il suo carattere preliminare,
la relazione definisce quanto accaduto l'evento più devastante nella
storia di questi fenomeni meteorologici a Cuba. Questa affermazione ha
ancora più forza se si tiene conto della lunga esperienza cubana in
questo tipo di situazioni essendo Cuba situata su una rotta di norma
percorsa dagli uragani in questa stagione dell'anno. Uno dei danni
maggiori e con le conseguenze sociali più importanti è dovuto alle
444.000 case parzialmente o totalmente danneggiate, dato in cui è
compreso il crollo totale di 63.249 di esse.
Cuba dà priorità alla salvaguardia delle
vite umane di fronte agli eventi naturali
16.9 - La salvaguardia
delle vite umane costituisce la priorità della Rivoluzione cubana di
fronte ai fenomeni meteorologici come Gustav e Ike, sottolinea
un'informazione ufficiale diffusa dal Notiziario Nazionale della
Televisione. Il testo precisa che durante il passaggio dei due uragani
sono state protette in totale 3.179.846 persone. Sono state evacuate
2.772.615 persone, di cui circa mezzo milione sono state ricoverate in
appositi centri, mentre il resto ha trovato ospitalità in case di amici,
vicini e familiari, precisa la nota. Sono stati impiegati anche oltre
10.000 mezzi di trasporto e centinaia di stanze di albergo.
Cuba riduce l'emissione di sostanze che
danneggiano la cappa di ozono
16.9 - Cuba giunge alla
Giornata Mondiale della Protezione della Cappa di Ozono dopo aver
raggiunto varie delle mete poste nel 2007, ha affermato Nelson Espinosa,
Direttore dell'Ufficio Tecnico dell'Ozono. Quest'anno il Ministero di
Scienza, Tecnologia e Ambiente concederà il riconoscimento nazionale
'Libero dai CFC' (clorofluorocarboni) alle nuove aziende che hanno
eliminato l'emissione di sostanze che danneggiano l'ozono, ha precisato
Espinosa a Prensa Latina. Allo stesso modo, il dirigente ha fornito
informazioni sui progressi nella diminuzione del consumo del bromuro di
metile, altamente nocivo per la cappa di ozono, nel settore
industriale.
La Colmenita: esempio di valori e diritti
dell'infanzia
16.9 - Il rappresentante
dell'UNICEF a Cuba, José Ortiz, ha affermato a La Habana che la
Compagnia di Teatro Infantile La Colmenita, Ambasciatrice di Buona
Volontà, è un esempio reale dei valori e dei diritti dell'infanzia.
Rappresenta l'organizzazione, per la sensibilità dei suoi bambini e per
la magia del teatro, ha aggiunto. In una recente intervista pubblicata
sul primo numero di una rivista che parla del lavoro del gruppo, il
funzionario ha detto che entrambe le organizzazioni trasmettono gli
stessi messaggi attraverso il mondo: amore e protezione ai bambini e
alle bambine. Nel 2010 saranno celebrati i 20 anni di lavoro con un
uguale numero di messe in scena, dedicate alla famiglia cubana.
Fidel Castro: il
certificato di buono, a quale prezzo?
17.9 - Il leader della
Rivoluzione cubana, Fidel Castro, ha affermato che la crisi economica
che colpisce gli Stati Uniti, e di conseguenza gli altri paesi del
mondo, non ha una risposta definitiva; invece, ce l'hanno i disastri
naturali nel nostro paese e in tutti i tentativi di mettere un prezzo
alla nostra dignità. In un articolo dal titolo: "Il certificato di
buono, a quale prezzo?", diffuso oggi, Fidel Castro sottolinea il fatto
che quando il Governo degli Stati Uniti ha offerto ipocritamente 100.000
dollari come aiuto per la catastrofe causata dall'uragano Gustav, previa
ispezione in loco per accertare i danni, gli è stato risposto che Cuba
non poteva accettare alcuna donazione dal paese che la blocca. "Quando
Ike pochi giorni dopo ha colpito il paese da Punta de Maisí a Cabo San
Antonio, gli statunitensi sono stati un po' più abili. Hanno addolcito
il linguaggio. Hanno parlato di aerei pronti a partire con prodotti per
un valore di cinque milioni di dollari; che non era necessaria una
valutazione, perché l'avevano già fatta con i loro mezzi, che non può
essere altra cosa che quella di spiare il nostro paese", ha aggiunto. "È
ovvio - segnala Fidel Castro - che il Governo di quel potente paese non
può comprendere che la dignità di un popolo non ha prezzo. L'ondata di
solidarietà con Cuba che comprende paesi grandi e piccoli, con risorse e
perfino senza risorse, sparirebbe il giorno in cui Cuba smettesse di
essere degna". "Si sbagliano completamente quelli che nel nostro paese
sono disgustati da questo. Se invece di cinque milioni fossero stati
mille milioni, avrebbero avuto la stessa risposta. Il danno di migliaia
di vite, di sofferenze e di oltre 200.000 milioni di dollari che ci sono
costati il blocco e le aggressioni yankee, non possono essere pagati con
niente", ha aggiunto.
Recuperato a Cuba l'88 % del servizio
elettrico
17.9 - Lo sforzo dei
lavoratori del settore elettrico cubano ha permesso che l'88 % del paese
possa contare su questo servizio nonostante gli importanti danni causati
dagli uragani Gustav e Ike, è stato confermato oggi. L'ingegnere Ricardo
González, della direzione dell'Unione Elettrica Nazionale, ha spiegato
che è stato ristabilito il Sistema Elettroenergetico a livello
nazionale, anche se manca ancora la riparazione di quattro linee ad alta
tensione. Ike è stato il responsabile di importanti guasti alle linee
principali, oltre ad abbattere 146 tralicci dell'alta tensione e altri
87 di notevole importanza.
La raffineria dell'azienda
cubano-venezuelana aumenta la capacità di stoccaggio
17.9
- La raffineria di petrolio dell'azienda cubano-venezuelana PDV-CUPET,
S.A. ha iniziato i lavori per aumentare la sua capacità di stoccaggio di
80.000 metri cubi, ha confermato oggi uno dei suoi dirigenti.
L'ingegnere José M. Suárez, direttore di movimentazione del grezzo e dei
prodotti dell'impianto, ha indicato che già sono iniziati i lavori di
movimento di terra per la costruzione di quattro nuovi serbatoi. La
costruzione di tali depositi, con capacità di 20.000 metri cubi ognuno,
figura nel preventivo dell'azienda binazionale per il presente esercizio
economico, ha precisato. Attualmente l'industria ha una capacità per
stoccare 350.000 metri cubi di grezzo. Inaugurata nel 1990 con
tecnologia sovietica e ferma dal 1995, l'industria è stata sottoposta
l'anno scorso da PDV-CUPET a un programma di recupero stimato in circa
130 milioni di dollari.
Raúl Castro visita la parte orientale di
Cuba colpita dagli uragani
18.9 - Il Presidente
cubano, Raúl Castro, ha visitato la provincia occidentale di Pinar del
Río, colpita recentemente dai devastanti uragani Ike e Gustav. Al suo
arrivo ha presieduto la riunione del Consiglio di Difesa Provinciale,
durante la quale ha ricevuto un'ampia relazione sui danni causati dai
fenomeni e sulle misure per ripararli nel minor tempo possibile. Raúl
Castro si è informato sulla ricostruzione delle case parzialmente o
completamente distrutte dai cicloni che hanno attraversato questa zona a
pochi giorni uno dall'altro. Ha visionato anche i danni causati al
servizio elettrico e il graduale ristabilimento di questo sistema a
Pinar del Río, distante circa 140 chilometri dalla capitale cubana.
Il blocco degli Stati Uniti è il principale
ostacolo al recupero di Cuba
18.9 - Cuba ha
denunciato oggi che il blocco economico, commerciale e finanziario degli
Stati Uniti è il principale ostacolo per i lavori di recupero per gli
abbondanti danni causati dagli uragani Gustav e Ike. Il Ministro degli
Esteri cubano, Felipe Pérez Roque, ha fatto questa affermazione
presentando la relazione di Cuba alla Segreteria Generale delle Nazioni
Unite in vista della votazione, il prossimo 29 ottobre, del progetto di
risoluzione sul tema. Pérez Roque ha ricordato che questo assedio
nordamericano ha provocato, da quando è iniziato, perdite a Cuba stimate
in oltre 93.000 milioni di dollari, equivalenti a 224.600 milioni di
dollari al valore attuale della valuta statunitense. Il Ministro degli
Esteri ha ricordato che, nel 2007, un totale di 184 nazioni, su 197
rappresentate all'ONU, ha sostenuto la richiesta di Cuba per
l'eliminazione di questa misura punitiva.
Ricordato il 28° anniversario del viaggio
di un cubano nel cosmo
18.9 - I cubani
ricordano oggi il volo nello spazio di Arnaldo Tamayo Méndez, primo
cosmonauta di Cuba e dell'America Latina, con il suo collega della
ex-Unione Sovietica Yuri V. Romanenko. In questa data nel 1980 era
partita verso lo spazio dal cosmodromo di Baikonur, nel Kazakistan, la
navetta Soyuz-38, comandata da Romanenko. Durante gli otto giorni della
missione scientifica, i cubani dalle loro case avevano seguito con
ammirazione i lenti movimenti per mancanza di gravità di Tamayo e del
suo compagno nel modulo. Tamayo Méndez e Romanenko avevano formato il
settimo equipaggio internazionale del programma "Intercosmos", al quale
avevano partecipato cosmonauti di Ungheria, Bulgaria, Mongolia, Polonia,
Cuba, Romania, Vietnam e dell'ex-Repubblica Democratica Tedesca.
Scomparso il regista
cubano Humberto Solás
18.9 - Il cinema cubano ha perso
una delle sue grandi figure, il regista Humberto Solás, che è morto a La
Habana a 66 anni, vittima di cancro. Cuba piange oggi la scomparsa del
realizzatore di "Lucía", che ci ha lasciato film notevoli come "Un uomo
di successo" (1986), "Il secolo delle luci" (1991), e più recentemente "Barrio
Cuba" (2005). Solás ci ha lasciato un'opera imperitura, in immagini che
risplendono per la loro capacità di esprimere artisticamente i tempi,
l'umanità e il destino che pulsano nella 'cubanía', recensisce il
quotidiano Granma nella sua sezione culturale. Premio Nazionale del
Cinema 2005, Solás ha fondato nel 2003 il Festival del Cinema Povero di
Gibara, aperto ai registi di scarse risorse economiche.
Fidel Castro: l'Ike finanziario
19.9 - Il leader della
Rivoluzione cubana, Fidel Castro, ha detto che è molto difficile seguire
da vicino e comprendere le quantità favolose di denaro fresco che
vengono iniettate nell'economia mondiale. In un articolo dal titolo "L'Ike
finanziario", edito ieri dalla pubblicazione digitale Cubadebate, Fidel
Castro precisa che sono grandi quantità di denaro, che portano
inevitabilmente alla perdita del suo valore e della capacità d'acquisto.
"La crescita dei prezzi è inevitabile nelle società consumistiche e
disastrosa per i paesi emergenti, come lo indica Lula da Silva. Se il
più grande importatore del mondo smette di importare, colpisce tutti; se
si mette a fare concorrenza, colpisce gli altri produttori", segnala.
"Le grandi banche dei paesi sviluppati - sottolinea - imitano e tentano
di operare in coordinamento con quelle degli Stati Uniti; se qualcuna di
queste fallisce, fallisce anche qualcuna di loro, e si divorano le une
con le altre".
Il Ministro degli Esteri: mistificazione
della posizione degli Stati Uniti sugli aiuti a Cuba
19.9 – Il Ministro degli Esteri
cubano, Felipe Pérez Roque, ha detto che esiste una mistificazione e
mette in ridicolo la posizione statunitense sul loro presunto interesse
a inviare aiuti a Cuba di fronte ai danni causati dal passaggio degli
uragani. Parlando in una conferenza stampa, Pérez Roque ha censurato i
pronunciamenti del Governo nordamericano contenuti in una pubblicazione
del suo Dipartimento di Stato in cui viene falsificata la realtà. È
un'operazione di propaganda, un tentativo di fare una bella figura e
deviare l'attenzione del crescente numero di statunitensi e di cubani
residenti negli Stati Uniti che reclamano l'eliminazione del blocco, ha
aggiunto. Ha rimarcato che, nel frattempo, Washington ha destinato
quest'anno 46 milioni di dollari per finanziare la sovversione a Cuba e
altri 40 milioni di dollari per trasmissioni illegali radiotelevisive
contro Cuba.
La società civile cubana esige la fine del
blocco statunitense
20.9 - I componenti delle 166 organizzazioni
della società civile cubana hanno chiesto l'eliminazione del blocco
economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti a Cuba da
mezzo secolo. In una dichiarazione speciale del Secondo Forum della
Società Civile Cubana sui Diritti Umani effettuato a La Habana, i
partecipanti hanno ribadito il loro appoggio alle decisioni della
direzione del paese.
Le riflessioni di Fidel Castro
L'uragano
Nell’ultima riflessione, firmata il pomeriggio dello scorso martedì 26
agosto, quando, in coincidenza con l’arrivo della nostra delegazione
olimpica, è inaspettatamente apparso l’uragano
Gustav, minacciando il nostro territorio, ho scritto: "Per fortuna che
abbiamo una Rivoluzione! È garantito che non sarà dimenticato nessuno…
Una forte, energica e previdente Difesa Civile protegge la nostra
popolazione… La frequenza e l’intensità crescenti di questi fenomeni
naturali dimostra che il clima cambia per colpa dell’uomo. I tempi
esigono ogni qualvolta maggiori dedizione, fermezza e coscienza. Non
importa se ne traggono beneficio anche gli opportunisti e coloro che
vendono la patria, senza apportare nulla alla sicurezza ed al benessere
del nostro popolo."
Conosco gli enormi sforzi che deve realizzare la
Rivoluzione quando gli uragani passano sul territorio nazionale. Posso
aggiungere che Cuba possiede scienziati intelligenti e tenaci come José
Rubiera.
Centinaia di milioni d’ore di lavoro si perdono in
breve tempo, quando le raffiche del vento colpiscono direttamente i
centri economici e sociali d’estese aree del territorio nazionale.
Piogge interminabili accompagnano questi fenomeni naturali. I fiumi
straripano, spazzano via tutto ciò che incontrano durante il loro
passaggio ed inondano considerevoli zone. Vengono danneggiate migliaia
d’installazioni produttrici d’ortaggi, latte, uova, carne avicola e
suina, sofisticati sistemi d’irrigazione; abbattuti decine di migliaia
d’ettari di canna da zucchero, grani proteici, cereali ed alberi da
frutto prossimi alla raccolta; sono colpiti dai venti e dalle acque,
scuole, policlinici, centri ricreativi e culturali, case, tetti,
fabbriche, magazzini, strade e ponti. In questa occasione, i venti e le
piogge hanno danneggiato, in maggiore o minor grado, tutte le province,
poiché l’uragano è passato nel tratto di mare prossimo al sud del paese,
attraversandolo nella provincia più occidentale, con un raggio di 30
chilometri nell’occhio e d’oltre 450 nel diametro dei venti forti.
Non esiste nulla di più desolante della distruzione e
del danno che s’osserva dopo un uragano. Centinaia di migliaia di
compatrioti si mobilitano e lavorano intensamente nella fase ciclonica
ed in quella di recupero. Le riserve si riducono oppure esauriscono.
Oggi come non mai, il colpo inferto alla fornitura di generi alimentari
è costoso e sensibile. Però questo è il nostro paese, la parte che ci è
toccata del nostro pianeta, e bisogna svilupparlo e difenderlo.
Il compito che abbiamo davanti esige tempo ed
esperienza. Non si costruisce in un minuto la vera Cuba ed il suo nobile
popolo, che è stato capace di condividere con altri il suo sapere ed
addirittura parte delle sue risorse e del suo sangue. Per questo è stato
un avversario imbattibile di fronte al potente impero, che ha
sperimentato contro la nostra patria tutte le sue armi.
Però al mondo si parla a stento dei suoi meriti e
della sua straordinaria lotta.
Due giorni fa, venerdì 29, delle undici notizie
dell’agenzie di stampa internazionali riguardanti Cuba, nessuna parlava
dell’uragano che avanzava sulla nostra isola e dello sforzo febbrile
della nostra Difesa Civile, con il generoso sostegno di milioni di
famiglie cubane, guidate da un’agguerrita avanguardia politica.
Uno dei dispacci, a firma della DPA, l’agenzia di
stampa tedesca, comunicava:
"Popolare attore cubano arriva a Miami: ’Me ne sono
andato perché mi sono stancato.’ "
Subito dopo, aggiunge: "Il popolare attore di
telenovelas Yamil Jaled è giunto a Miami proveniente da Cuba per
riunirsi con sua moglie, cubano-americana, ha informato oggi un giornale
locale.
"Jaled ha lavorato in note serie drammatiche per la
televisione, il teatro ed il cinema, per quest’ultimo in superproduzioni
cinematografiche in Francia ed in Italia."
"Diplomatosi in recitazione presso l’Istituto
Superiore d’Arte (ISA) nel 1997, Jaled ha incominciato a recitare
professionalmente nel Teatro Rita Montaner, però l’anno
successivo è passato alla televisione."
Successivamente, la nota d’agenzia dice che ha 31
anni, parla diffusamente delle sue qualità artistiche e dei suoi
successi televisivi. Si fa così eco di un organo di stampa yankee,
destinato alla guerra mediatica ed alle campagne contro Cuba. Che
patriota, che democratico, che brillante esempio che ci presentano come
prototipo!, possiamo aggiungere noi cubani. In questa maniera si fa
conoscere al mondo un tipo molto meno conosciuto ed importante
dell’uragano Gustav.
Ne vogliono fare una vacca sacra. Le convinzioni più
profonde, a prova di tempo e degli alti e bassi della vita, non si
raggiungono in un giorno. Bisogna prima vincere molte tendenza che
portiamo dentro.Non odio gli altri esseri umani, però odio la vanità, il
culto di se stessi, l’egoismo, la pedanteria, la presunzione, l’assenza
d’etica ed altre inclinazioni con cui noi esseri umani veniamo al mondo,
e solamente l’educazione e l’esempio dei più eminenti nella loro
battaglia per essere migliori, trionfano ed influiscono su di noi. È
essenziale un minimo di filosofia sulla necessità della modestia.
Esistono vacche sacre che pretendono d’equiparare i
nostri Cinque Eroi, brutalmente separati dalla loro patria e dai loro
più vicini ed intimi familiari, ai mercenari giustamente condannati come
traditori e mai sottomessi ad umiliazioni personali ed inumane.
Ciò che espongo in questa riflessione riafferma la
convinzione che desidero trasmettere ai miei compatrioti: sopravvivono
solamente le idee giuste, difese con valore, dignità e fermezza. 31
agosto 2008 Fidel Castro Ruz
Notizie da Prensa Latina sulla tempesta tropicale Gustav
L'Occidente cubano in allerta
dopo il cambiamento di rotta di Gustav
28.8 - La regione
occidentale di Cuba è stata messa oggi all'alba in allerta dopo la
conferma del repentino cambiamento di rotta della tempesta tropicale
Gustav, che propende a diventare uragano dopo l'attraversamento della
Giamaica. Secondo il dottor José Rubiera, direttore del Centro di
Previsioni dell'Istituto di Meteorologia, gli attuali modelli di
traiettoria prevedono l'avanzamento di Gustav verso il Canale dello
Yucatan, comunque senza escludere il suo passaggio attraverso
l'estremità occidentale di Cuba. Benché il pericolo sia
considerevolmente diminuito per la parte orientale di Cuba, Rubiera ha
fatto appello a moderare l'ottimismo, perché nel 2003 un ciclone aveva
costeggiato la Giamaica e poi aveva attraversato le province occidentali
cubane.
Una depressione tropicale si trasforma
nella tempesta Hanna
28.8 - L'ottava
depressione dell'Atlantico nord si trasformata oggi nella tempesta
tropicale Hanna, ha comunicato l'Istituto di Meteorologia di Cuba (INSMET).
Alla 11.00 ora locale, il centro del fenomeno è stato localizzato a
20.5° di latitudine nord e a 59.2° di longitudine ovest, a circa 490
chilometri a nord-est del gruppo nord delle Antille Minori. Hanna si
muove verso ovest-nordovest alla velocità di 19 chilometri all'ora, e i
suoi venti massimi sono di 65 chilometri all'ora, con velocità superiori
durante le raffiche. Si prevede che durante il resto del giorno il
fenomeno meteorologico continui a spostarsi con un identico movimento e
che possa rafforzarsi.
Cuba controlla la traiettoria della
tempesta tropicale Gustav
29.8 - Cuba controlla la
traiettoria della tempesta tropicale Gustav, che ha la possibilità di
passare alla categoria di uragano prima del possibile impatto con
l'Isola, ha comunicato oggi l'Istituto di Meteorologia (INSMET). L'INSMET
avverte che il sistema ha un'area di influenza molto grande e
l'attenzione non può essere messa a fuoco su un punto specifico. La zona
di pericolo potenziale va dalla provincia di Pinar del Río, nella
regione occidentale, compreso il municipio speciale Isola della
Gioventù, fino a Villa Clara e a Cienfuegos, nella zona centrale del
paese. I meteorologi cubani temono che Gustav possa trasformarsi in un
grande uragano prima della sua probabile entrata all'Isola sabato o
domenica durante la mattina.
Allerta ciclonica nell'occidente di Cuba
per l'avanzamento di Gustav
29.8 - Lo Stato Maggiore
della Difesa Civile ha decretato oggi l'allerta ciclonica nell'estremità
occidentale di Cuba, di fronte all'avanzamento e possibile rafforzamento
del fenomeno ciclonico Gustav. Secondo gli esperti, sembra inevitabile
il passaggio di Gustav attraverso la provincia di Pinar del Río e il
municipio speciale Isola della Gioventù, diventato già uragano nelle
calde acque caraibiche. In tal senso, le autorità hanno emesso il quinto
bollettino sulla settima tempesta tropicale di questa stagione, facendo
appello ad adottare le misure pertinenti per impedire perdite umane ed
economiche. Allo stesso modo, le province di La Habana, Ciudad de La
Habana e Matanzas permangono in fase informativa, mentre l'oriente
cubano è ritornato alla normalità grazie all'allontanamento di Gustav.
Gustav potrebbe
penetrare a Cuba come un uragano molto intenso
30.8 - Cuba presta
attenzione all'evoluzione dell'uragano Gustav che potrebbe penetrare
nell'occidente dell'isola come un fenomeno di categoria quattro nella
scala Saffir-Simpson su un massimo di cinque, ha comunicato oggi
l'Istituto di Meteorologia (INSMET). Il fenomeno tropicale ha categoria
tre in detta scala con venti di 195 chilometri all'ora e raffiche di 220
chilometri all'ora, e presenta una tendenza al rafforzamento, ha detto
il dottor José Rubiera. Il capo del Centro di Previsioni dell'INSMET ha
spiegato che il fenomeno ha per il momento una tendenza verso
nord-nordovest, aspetto che lo farebbe avvicinare più al lato destro del
municipio speciale Isola della Gioventù e alla parte occidentale di
Cuba.
Accelerata
l'evacuazione dei paesi costieri nell'occidente cubano
30.8 - L'imminenza
dell'uragano Gustav ha accelerato oggi l'evacuazione preventiva dei
paesi costieri del litorale meridionale e delle comunità a maggior
rischio di inondazioni. Benché non piova ancora in questo territorio,
Gustav ha categoria tre nella scala Saffir-Simpson, per questo motivo si
accelerano i lavori nei paesi di pescatori come Cortés, La Bajada e La
Coloma, già colpiti in precedenza da diversi tornado. Tra le misure per
preservare la vita degli abitanti di questa provincia, a 140 chilometri
a ovest di La Habana, vi è il trasferimento di circa 190.000 persone
verso posti sicuri, di fronte alla minaccia di un fenomeno ciclonico di
grande intensità.
Cuba garantisce la
copertura docente per il prossimo anno scolastico
30.8 - Cuba inizierà il prossimo anno scolastico
con un'iscrizione di oltre tre milioni di studenti, che saranno
preparati da circa 386.000 docenti nei differenti gradi di insegnamento.
Fornendo particolari sul prossimo periodo di lezioni, il Ministro
dell'Educazione Ena Elsa Velásquez ha comunicato che apriranno le loro
porte oltre 13.000 centri educativi in tutto il paese, nei quali
andranno a insegnare anche circa cinquemila insegnanti pensionati. Ha
precisato che questi dati e la disponibilità delle basi materiali e di
vita nelle scuole, permetteranno a Cuba di essere pronta a iniziare il
nuovo anno scolastico, e ha messo in risalto lo sforzo realizzato per
assicurare la preparazione degli studenti.
Buon
compleanno Fidel!
L'AVANA
- Convalescente da due anni a causa di una grave malattia
all'intestino, Fidel Castro, poco amante delle celebrazioni,
compirà domani 82 anni nel suo primo compleanno da ex
presidente. "Al Comandante in Capo non piacciono i grandi
festeggiamenti", hanno detto all'Ansa fonti ufficiali.
Fidel Castro, nato il 13 agosto 1926, fece
un'eccezione due anni fa, per il suo 80 compleanno. Era
pronta una grande celebrazione alla quale erano invitati
diversi capi di stato, ma due settimane prima lo storico
leader della Rivoluzione subì l'intervento all'intestino e
le celebrazioni furono rinviate a dicembre. Assente Fidel,
gli ospiti celebrarono il suo compleanno trasformando i
festeggiamenti in un ciclo di conferenze. In occasione del
suo ottantesimo compleanno Fidel, visto per l'ultima volta
in pubblico il 26 luglio 2006, ha inviato un messaggio ai
cubani dicendo che il periodo di degenza non sarebbe stato
corto e chiedendoli di essere "pronti ad affrontare
qualsiasi notizia avversa".
Quello di quest'anno sarà il suo primo compleanno da ex
presidente dopo aver ceduto il potere al fratello Raul prima
temporaneamente il 31 luglio 2006 e poi definitivamente il
19 febbraio scorso. Fidel, che resta primo segretario del
Partito comunista cubano (Pcc) e viene consultato da Raul
per le decisioni più importanti, dedica "quasi tutte le ore
del giorno", ha confessato lui stesso due mesi fa, a
"raccogliere notizie e dati e fare analisi sui piu spinosi
problemi internazionali" oltre che a scrivere "Riflessioni"
che vengono pubblicate sulla stampa e adesso anche su
Internet, ormai un centinaio da quando ha iniziato, nel
marzo 2007. Appassionato di sport come il baseball, basket e
nuoto, il 'lider maximo' potrebbe anche passare il suo
compleanno davanti alla tv seguendo i Giochi Olimpici di
Pechino come tanti altri cubani. Alle olimpiade Fidel ha
dedicato i suoi ultimi articoli scritti sotto la rubrica
'Riflessioni del compagno Fidel' nei quali ha criticato
duramente gli atleti 'disertori' cubani.
"Non dobbiamo mai permettere che i traditori visitino il
paese per esibire i lussi ottenuti con l'infamia", ha
scritto lo scorso 16 luglio, tre settimane prima della
penosa vicenda della pallavolista azzurra Taismari Aguero.
In occasione del compleanno, hanno detto all'Ansa fonti
ufficiali, domani sarà dichiarato monumento nazionale Biran,
piccolo paese vicino ad Holguin (est del paese), dove è nato
Fidel, figlio di un ricco proprietario terriero emigrato
dalla Galizia (Spagna). All'Avana è prevista invece una
cerimonia di santeria nella quale un gruppo di 'babalao'(sacerdoti
della religione yoruba) pregheranno per la salute di Fidel.
Lo faranno attraverso l'albero sacro di questa religione, un
ceiba che ha la stessa età dell'ex presidente. Alto quattro
metri, l'albero è stato donato dal padrone e sarà
trapiantato in un parco della città che accoglierà la
cerimonia ricca di rituali, sacrifici, canti e percussioni
di tamburi, racconta all'Ansa il 'babalao' Victor Betancourt,
organizzatore della cerimonia. Già due anni fa, in occasione
dell'80 compleanno di Fidel, i 'babalao' pregarono in una
cerimonia durata sette ore per la sua salute.
(riscossarossa@yahoogroups.com 13 agosto 2008)
L'Avana, 13 ago. - (Adnkronos/Dpa) -
Gli atleti cubani impegnati alle Olimpiadi di Pechino hanno
inviatooggi un messaggio di auguri all'ex presidente di
Cuba, Fidel Castro,per il suo 82esimo compleanno. "Lei e' il
direttore della squadra, il gladiatore invincibile di questa
immensa opera dove ha agito come eccezionale stratega,
propulsore e profeta dai suoi inizi", dice il "messaggio di
auguri" della delegazione olimpica cubana a Pechino.
"Siamo affezionati all'affettuoso padre che molto amiamo e
rispettiamo", gli sportivi assicurano al leader storico
dell'isola di Cuba, aggiungendo che lui ha in loro "un
esercito incondizionato che ritornera' in patria con lo
scudo o sopra di esso" e che "lottera' per ottenere la
vittoria, che e' il miglior regalo che possiamo fargli in
questo nuovo anniversario". La delegazione olimpica ha
dedicato le vittorie di oggi nella capitale cinese a Fidel
Castro, con il secondo posto olimpico nel judo, categoria 70
chilogrammi, di Anaysi Herna'ndez, e la vittoria del pugile
Osmay Acosta. "La cosa prima a cui ho pensato dopo aver
conquistato la medaglia d'argento e' stato Fidel, che ha
molte speranze nelle prestazioni di tutti gli sportivi
cubani", ha detto Herna'ndez. "Questa vittoria e' un regalo
per lui, perche' continui a recuperare", ha aggiunto Acosta
dopo aver vinto il suo primo combattimento nella categoria
91 chili di boxe. Fidel Castro malato da piu' di due anni,
e' un grande tifoso di sport, e sicuramente ha dedicato la
mattina del suo compleanno a vedere la vittoria della
squadra di baseball cubana contro il Giappone che e' stata
trasmessa dalla televisione cubana e che e' stata seguita
con passione da molti cubani.
Giustizia per i 5. Il 13 settembre 2008 a Roma
Il
Partito dei Comunisti Italiani aderisce alla manifestazione
di sabato 13 settembre 2008 a Piazza Farnese a Roma indetta dal
Comitato Italiano Giustizia per i Cinque.
Una manifestazione che vogliamo grande, partecipata e unitaria a
sostegno della causa di questi Cinque patrioti cubani detenuti
nelle carceri statunitensi solo per aver sventato e denunciato
alle autorità statunitensi attentati terroristici contro Cuba da
parte dei gruppi mafiosi anticubani di Miami. A settembre
saranno dieci anni che questi cinque cubani sono reclusi
ingiustamente e illegalmente nelle carceri degli Stati Uniti.
Il Partito dei Comunisti Italiani invita a partecipare alla
manifestazione indetta dal Comitato Italiano Giustizia per i
Cinque.
L'Avana, 1 lug. (Adnkronos/Dpa) -
Nuovo attacco di Fidel Castro al candidato repubblicano alla
CasaBianca, John McCain, alla IV Flotta e ai cubani in fuga
dall'isola"per una deprecabile mancanza di etica". Su McCain che
oggi sara' a Bogota' e giovedi' in Messico il 'lider maximo'
sottolinea che "non se ne conosce la devozione". "E' convinto
che pregando nella basilica di Guadalupe - continua Castro con
riferimento alla chiesa di Citta' del Messico- ingannera'
cattolici, protestanti, bianchi, neri, indios e meticci, dei
Paesi dove, al contrario, l'estrema poverta' cresce ogni giorno
di piu'". Nell'editoriale che appare sul sito 'Cubadebate',
Castro affonta anche la questione del ritorno dopo 58 anni del
pattugliamento della IV Flotta, annunciato a partire da oggi dal
presidente americano George W.Bush, nelle acque di America
Latina e Caraibi. Quanto ai cubani in fuga verso gli Stati
Uniti, Fidel sostiene che si tratta di un "furto dichiarato di
cervelli e braccia da lavoro che la nostra patria, nella sua
eroica lotta, deve combattere con fermezza". Citando fonti
messicane, Castro aggiunge che circa 57 mila cubani sono
arrivati negli Stati Uniti tra il 2005 e il 2007, mentre "come
e' noto -precisa- sono autorizzati a emigrare ogni
anno circa 20 mila cubani di eta' differenti, ad eccezione di
coloro che svolgono compiti sociali insostituibili".
Ancora
Fidel
di Alessandra Riccio
Aveva promesso di essere “cuidadoso”, cioè prudente, attento, ma
non ce l’ha fatta: dopo una settimana molto animata, in cui ha
ricevuto Morales, Chávez e pure l’ex vescovo e attuale
Presidente del Paraguay, Lugo, Fidel Castro ha trovato ancora il
tempo per scrivere ed ha risposto ad una giovane cubana, Alina,
esponendo le questioni che gli stanno più a cuore in questo
“autunno del patriarca” in cui brilla ancora per lucidità e
fermezza di idee quanto al futuro del pianeta e all’insensatezza
dei paesi leader, quelli del primo mondo, di cui denuncia
l’egoismo, l’ipocrisia e la miopia.
E per quanto avesse promesso solennemente di essere prudente
quando ha dovuto lasciare le sue cariche ufficiali (ma è ancora
primo segretario del Partito Comunista di Cuba), di fronte alla
decisione dell’Unità Europea di rimuovere le sanzioni contro
Cuba, ma solo temporaneamente e sottoponendole a verifica di
anno in anno. Quelle ipocrite sanzioni erano state decise dalla
Comunità Europea a istanza della Spagna di Aznar e con il forte
appoggio del governo Berlusconi ma soprattutto della Repubblica
Ceca, a seguito di una serie di arresti e di due condanne a
morte eseguite nell’isola di fronte ad un’offensiva di sequestri
di aerei e imbarcazioni. Adesso, su pressione della Spagna di
Zapatero, ma sempre con l’opposizione della Repubblica Ceca,
l’Europa, invece di riconoscere l’inutilità e il fallimento di
quelle ritorsioni, le rimuove ma insiste sul vigilare
strettamente un paese dove non sono mai avvenuti scontri di
piazza, dove non ci sono sequestri, rapimenti, dove non si
applica la tortura e dove lo Stato si mantiene fedele a una
politica di appoggio sociale che rende quell’isola uno degli
Stati del mondo che compie con più puntualità le norme suggerite
dalle Nazioni Unite per salvaguardare i diritti alla vita, alla
salute, all’istruzione, alla cura dell’ambiente, al risparmio
energetico, ecc.
Castro non ha voluto tacere e ha denunciato indignato le
decisioni farisaiche ed ipocrite dell’Unione Europee, decisioni
prese contemporaneamente alle misure contro i clandestini, ai
progetti di espulsione e alle detenzioni fino a 18 mesi nei
campi provvisori. Al fianco di Fidel si è levata anche la voce
di Chávez, come sempre decisa ed estrema. Il Presidente del
Venezuela ha deciso di non vendere il petrolio del suo paese
agli stati europei che metteranno in pratica quelle misure
“fasciste” contro gli immigrati. Anche gli altri Presidenti
latinoamericani hanno fatto sentire la loro protesta.
Questa Europa vacillante subisce adesso l’inedita critica di
quei paesi latinoamericani considerati figliastri della nostra
civiltà “superiore”.(www.giannimina-latinoamerica.it 21 giugno
2008)
Fidel Castro "Bene le riforme, continuare così"
Passo il tempo rielaborando articoli di stampa». Ma non solo».
Con un comunicato ufficiale letto dalla televisione cubana e
ripreso da tuttigli organi di stampa spagnoli, il leader Maximo
Fidel Castro torna in pista e racconta la sua vita da
"pensionato".
Lasciato il potere per problemi di salute che gli impediscono di
apparire in pubblico ormai da quasi due anni, Fidel ha però
moltiplicato gli incontri con i rappresentanti stranieri in
visita nell'Isola, quattro in una settimana, dopo un periodo in
cui sembrava sparito totalmente dalla scena.
Nessuno «strappo» con il Governo guidato dal fratello Raul, ha
tenuto a precisare anche martedì a mezzo veline dopo il clamore
suscitato dalla sua reazione negativa all'annuncio dell'Ue della
revoca delle sanzioni.
L'ultimo incontro, dopo i due con Hugo Chavez e quello con il
presidente uruguaiano Tabare Vasques, Fidel lo ha avuto con un
dirigente del Partito comunista cinese. È stato invitato alla
cerimonia d'apertura delle Olimpiadi di Pechino - «salute
permettendo»- ha riferito la tv di Cuba. I due hanno inoltre
discusso - aggiunge il comunicato - «i rapporti bilaterali, le
provocazioni occidentali in Tibet, la situazione a Taiwan, la
grossolana manipolazione della questione dei diritti umani
contro il socialismo, la crisi alimentare e la società
dell'informazione».
Fidel ha poi lodato il lavoro del fratello: «Ha apprezzato gli
sforzi della dirigenza della Rivoluzione - scrive nel comunicato
- e in particolare del compagno Raul, su questioni come l'unità,
la produttività del lavoro e gli aumenti della produzione
agricola e del risparmio, che hanno una grande importanza e ha
spiegato di «cooperare» con il governo e il partito che non
guida più ma solo come consigliere esterno che mette a
disposizione il suo tempo libero.
«Che cosa faccio io? Coopero mettendo insieme notizie e dati, e
facendo analisi sui problemi internazionali più acuti che vanno
all'attenzione della direzione del partito e dello Stato» ha
spiegato il leader. «Dispongo di tempo per raccogliere una
grande quantità di informazioni, cosa a cui dedico quasi tutte
le ore del giorno».(riscossa rossa 26 giugno 2008)
Il 14
giugno nasce a Rosario, in Argentina, da Celia de la
Serna ed Ernesto Guevara Lynch. Trascorre i primi due
anni a Puerto Caraguatay, nella provincia di Misiones,
sulle rive dell'Alto Paranà, ai margini della selva
paraguaiana.
Quando
saprai che sono morto
non pronunciare il mio nome
perché si fermerebbe
la morte e il riposo.
Quando saprai che sono morto di
sillabe strane.
Pronuncia fiore, ape,
lagrima, pane, tempesta.
Non lasciare che le tue labbra trovino le mie undici
lettere.
Ho sonno, ho amato, ho
raggiunto il silenzio
***************************************
Ti possono anche uccidere nella carne
con un torrente di fuoco,
però mai ti uccideranno nella parola
e ancor meno nel pensiero.
Si fermi un momento il canto,
tacciano le chitarre in un omaggio di silenzio
per Che Guevara...
...ricominci il canto. ...
Può la tua carne umana
soccombere all'acciaio
ma l'acciaio, nemmeno lui,
può resistere al tuo esempio.
Si fermi un momento il canto,
tacciano le parole
per ascoltare il cuore di Che Guevara...
...ricominci il canto. ...
Sei nato a Vallegrande
benché dicano che tu sia morto,
solo così nascono gli uomini
per la Storia e il Tempo.
Si fermi un momento il canto,
il tempo asciugare una lacrima
una lacrima di polvere da sparo
per Che Guevara...
...ricominci il canto. ...
***************************************
Vengo a portarti un messaggio
del tuo popolo, che è il mio popolo:
dice il popolo, Che Guevara,
che è una menzogna che tu sia morto.
La tua presenza forte e luminosa
come una fulgida stella
è ancora qui, e veglia e combatte,
Comandante Che Guevara.
Uomini come te non muoiono
né alla storia né al tempo.
Come potrebbero morire
quegli uomini che sono eterni!
La tua presenza forte e luminosa
come una fulgida stella
è ancora qui, e veglia e combatte,
Comandante Che Guevara.
Dice il popolo, Comandante,
che ancora la voce d'acciaio
del tuo fucile fiammeggiante
si ode in tutto il continente.
La tua presenza forte e luminosa
come una fulgida stella
è ancora qui, e veglia e combatte,
Comandante Che Guevara.
Dice il popolo, Comandante,
che ancora è saldo al suo posto
il tuo leggendario cuore
agguerrito e guerrigliero.
La tua presenza forte e luminosa
come una fulgida stella
è ancora qui, e veglia e combatte,
Comandante Che Guevara.
Fosti più che un semplice uomo
tu fosti luce ed esempio
così vivrai in eterno
nel cuore del popolo.
Scrive la sorella di uno dei Cinque cubani
M
aruchi
(hermana de Antonio Guerrero)
Stimati amici della
solidarietà:
Una
volta in più possiamo renderci conto del rischio che corrono
ingiustamente i nostri cinque fratelli rinchiusi ingiustamente nelle
carceri degli Stati Uniti.
Mia madre ed io siamo
ritornate dal Colorado lo scorso 28 di aprile, dove siamo state per 21
giorni col proposito di visitare Tony nella prigione per nove volte:
il venerdì, il sabato e la domenica sono i giorni di visita nell'USP
Penitenciary di Florence dove lui si trova. Deplorevolmente non potemmo
fare tutte le visite previste perché la domenica 20 di aprile verso le
12.30 pm mentre ci trovavamo lì, è successo un episodio di indisciplina
molto grave che ha comportato l'interruzione della visita e in
conseguenza a ciò l'isolamento (lock donw) della prigione.
Seduti nel salone delle
visite sentimmo risuonare spari dall'area esterna, abbastanza continui
ed alcune grida, in quel momento mia madre si trovava nel bagno e mio
fratello mi chiede che non le dica che udimmo degli spari, l'ufficiale
riceve una chiamata ed annuncia che la visita era terminata a causa di
un atto di indisciplina nella prigione, mia madre ritorna e le
comunichiamo la notizia ma all'improvviso tornarono ad udirsi dei colpi,
numerosi, ci dissero di non muoverci di lì. Circa alle tre del
pomeriggio entrarono nel salone una decina di ufficiali e ci ordinarono
di ritirarci, tre di essi accompagnarono le famiglie che erano in
visita. Attraversando la porta, fuori del salone, dovemmo appiattirci
contro la parete per lasciare passare alcuni ufficiali con barelle, ci
rendemmo conto che la cosa era molto grave.
All'uscita dall'Edificio,
nell'area esterna c'erano un'ambulanza, carri di emergenza e molti
veicoli, forse più di 60 di tutti gli ufficiali che accorsero alla
prigione alla chiamata di emergenza, a stento siamo riusciti ad
accomiatarci da Tony, lui inducendoci alla calma, ci chiese di stare
tranquille e che era sicuro che ci sarebbe stato un lock down, a causa
del quale avremmo perso le comunicazioni con lui, e così successe.
Il lunedì nel notiziario di
Univision si dava la notizia che era successo un fatto grave nell' USP
Penitenciary Florence che aveva causato la morte a due carcerati e vari
feriti per gli spari delle guardie ed il martedì nel periodico The
Gazette del Colorado veniva pubblicata la notizia in prima pagina, più
di 200 prigionieri coinvolti in una rissa, un gruppo di essi
festeggiavano il compleanno di Adolfo Hitler insieme ad altri gruppi
razzisti, diceva la nota di stampa, che fu ciò che cagionò la morte di
due prigionieri e cinque feriti e la prigione in isolamento a tempo
indefinito.
Solo ci consolava il sapere
che al momento dell'incidente mio fratello era vicino a noi nel salone
di visita, ma ci rendemmo conto molto di più di come rischiano la vita
tutti i giorni i nostri cinque fratelli: Gerardo, Ramón, Rene, Fernando
e Tony scontando ingiuste condanne in quei carceri senza avere causato
danno a nessuno e senza che ancora siano state provate le colpe per cui
sono stati condannati in un processo manipolato dagli interessi della
mafia cubano-americana appoggiata dal governo degli Stati Uniti.
Una situazione simile era
successa il passato mese di gennaio nella prigione USP Beaumont, Texas
dove si trova Ramón. Sua figlia maggiore Aily aveva viaggiato fino a là
per fargli visita e negli stessi giorni prima del suo arrivo, si
verificò una rissa che causò anche lì la morte di due carcerati, Aily
rimase in quella città per 30 giorni secondo il tempo previsto dal visto
e dovette ritornare senza avere potuto incontrare suo padre e senza
aver potuto comunicare con lui a causa del lock down prolungato dovuto
a questo grave fatto.
Dieci anni in prigione e
continuiamo ad aspettare la decisione dell'Undicesimo Circuito della
Corte di Atlanta nel terzo processo di appello che affronta questo caso,
persino cosí i nostri fratelli si mantengono con prodezza, ottimismo e
dignità, cercando di trasformare questo tempo in altre azioni utili,
dedicati alla pittura, alla lettura, rispondendo alle lettere di tutti
gli amici di diverse parti del mondo, offrendo amore alle loro madri,
figli, mogli e familiari con la convinzione di difendere una causa
giusta per evitare il terrorismo, la morte, affinché un mondo di pace
sia possibile.
Quanto difficile è per mia
madre vivere questi momenti, anche lei degna e coraggiosa rafforzata
dal coraggio e dalla speranza che le dà suo figlio ma con la
preoccupazione che per la sua età, 76 anni, debba lottare anche contro
il tempo, cercando di stare bene per vedere ritornare il suo nobile ed
amoroso figlio.
Amici della solidarietà, sono
già molti questi 10 anni, voi siete la nostra speranza per ottenere che
i cinque ritornino alle loro case.
Con tutto l'affetto e
gratitudine a nome dei parenti dei cinque,
Un abbraccio,
Maruchi (sorella di
Antonio Guerriero)
Notizie da Prensa Latina
Raúl Castro partecipa al
congresso degli scrittori e degli artisti
1.4 - Alla
presenza del Presidente cubano, Raúl Castro, è iniziato oggi a
La Habana il VII Congresso dell'Unione Nazionale degli Scrittori
e degli Artisti di Cuba (UNEAC) che si terrà fino al prossimo
venerdì al Palazzo delle Convenzioni. Circa 400 delegati di
tutto il paese, rappresentanti delle diverse manifestazioni
artistiche, lavoreranno in commissioni e in assemblee plenarie,
la prima di queste dedicata al tema "Cultura e società". Il
congresso sarà contrassegnato da una riflessione profonda a
favore della società, come l'ha definita recentemente il
presidente della commissione organizzatrice, Miguel Barnet, che
ha previsto un risultato importante per il numero dei delegati e
per il momento in cui si realizza.
L'organizzazione dei giovani comunisti
cubani compie 46 anni
4.4 - L'organizzazione
dei giovani comunisti cubani, fondata il 4 aprile 1962 e attualmente con
500.000 iscritti, compie oggi 46 anni, nei quali è sempre stata in primo
piano nelle lotte di Cuba. Chiamata quel giorno Unione dei Giovani
Comunisti (UJC), costituisce l'avanguardia politica delle nuove
generazioni e in essa milita il 24 % degli oltre 2.4 milioni di cubani
tra i 15 e i 30 anni di età. Compiti come la campagna di
alfabetizzazione, le colonne giovanili agro-zootecniche, i distaccamenti
pedagogici, il movimento dei lavoratori sociali, la difesa della Patria,
la collaborazione e la solidarietà internazionale hanno contraddistinto
i 46 anni di esistenza dell'UJC.
La Bolivia oltrepassa i 500.000
alfabetizzati
4.4 - La Bolivia ha
portato oggi a 501.295 il numero di alfabetizzati con il metodo
cubano "Io sì posso", in una data storica che ricorda il 46°
anniversario dell'Unione dei Giovani Comunisti (UJC), di Cuba.
Il coordinatore di un centinaio di volontari cubani, Javier
Labrada, ha espresso a Prensa Latina la sua soddisfazione in un
giorno come oggi, per questo risultato che significa il 61 %
della meta boliviana. Secondo Labrada, da marzo del 2006, quando
è iniziato questo programma che conta anche sull'appoggio del
Venezuela, hanno frequentato le aule 626.919 analfabeti, per la
maggior parte donne.
Moderna industria cubana inizia la
produzione di pasta alimentare
5
.4 – Una
nuova fabbrica con la più moderna tecnologia per la produzione
di pasta alimentare ha raggiunto nelle sue prime giornate di
avviamento la capacità progettata, ha affermato Fernando Sarría,
il suo direttore. Sarría ha spiegato che l'industria è dotata
con tecnologia del 2006 di un'azienda italiana leader nel
mercato mondiale di apparecchiature per la produzione di pasta
alimentare. Il dirigente ha precisato che il montaggio
dell'impianto, la cui inaugurazione ufficiale è prevista per la
prossima settimana, è stato realizzato in 22 mesi, approfittando
di strutture della vecchia centrale zuccheriera Mara Abreu,
circa 35 chilometri a nord della capitale provinciale Cienfuegos.
Restare in silenzio ci renderebbe complici
di Alessandra Riccio
Lo
scorso primo marzo l’esercito colombiano, con un’operazione di
guerra complessa e tecnicamente sofisticata, ha provocato la
morte di circa 18 guerriglieri delle Forze Armate Rivoluzionarie
della Colombia (Farc), acquartierati nella selva ecuatoriana a
1.800 metri dalla frontiera con la Colombia. Il comportamento
del Presidente Uribe proprio nel pieno delle trattative
umanitarie per il rilascio dei sequestrati nelle mani dei
guerriglieri, fra i quali la candidata alla presidenza Ingrid
Betancour (le cui precarie condizioni di salute destano molta
preoccupazione), la violazione della frontiera con l’Ecuador, le
versioni menzognere fornite, lo zampino degli Stati Uniti in
questa azione di forza, hanno provocato una gravissima crisi che
coinvolge, oltre all’Ecuador e alla Colombia, il Venezuela.
Ritiro di Ambasciatori e concentrazione di forze militari ai
confini fanno sentire sinistri echi di guerra proprio quando
sembrava concretarsi un consenso generale per un accordo
umanitario e per la scelta del dialogo.
Il “compagno” Fidel Castro non poteva tacere di fronte a questo
drammatico scenario e, senza entrare in spinosi dettagli, si
schiera dalla parte del Presidente Correa e dell’Ecuador i cui
confini sono stati platealmente violati:
L’imperialismo ha appena commesso un mostruoso crimine in
Ecuador. Bombe portatrici di morte sono state lanciate all’alba
contro un gruppo di uomini e di donne che, quasi senza
eccezioni, stavano dormendo. Ciò si deduce da tutti i resoconti
ufficiali emessi dal primo istante. Le accuse concrete contro
quel gruppo di esseri umani non giustificano questa azione.
Erano bombe statunitensi, guidate da satelliti statunitensi.
A sangue freddo nessuno, assolutamente, ha il diritto di
uccidere. Se accettiamo questo metodo imperiale di guerra e di
barbarie, bombe statunitensi dirette dai satelliti possono
cadere su qualunque gruppo di uomini e donne latinoamericani,
nel territorio di qualunque paese, ci sia o no guerra. Il fatto
che sia accaduto in terra ecuatoriana è un’aggravante.
Non siamo nemici della Colombia. Le mie precedenti riflessioni e
relazioni dimostrano quanto ci siamo sforzati, tanto l’attuale
Presidente del Consiglio di Stato di Cuba che io, per attenerci
ad una politica dichiarata di principi e di pace, proclamata già
da molti anni nelle nostre relazioni con gli altri Stati
dell’America Latina.
Oggi che tutto è a rischio, non ci convertiamo in belligeranti.
Siamo convinti partigiani dell’unità fra i popoli di quella che
Martí ha chiamato la Nostra America.
Restare in silenzio ci renderebbe complici. Oggi vorrebbero far
sedere il nostro amico, l’economista e presidente dell’Ecuador
Rafael Correa, sul banco degli accusati, una cosa che non
potevamo nemmeno immaginare in quel primo mattino del 9 febbraio
2006 [durante il nostro incontro all’Avana]. A quel tempo
sembrava che la mia immaginazione fosse capace di abbracciare
sogni e rischi di ogni genere, tranne un qualcosa di simile a
quanto è accaduto il primo mattino di sabato primo marzo del
2008.
Correa ha nelle sue mani i pochi sopravvissuti e il resto dei
cadaveri. I due che mancano dimostrano che il territorio
dell’Ecuador è stato occupato da truppe che hanno attraversato
la frontiera. Adesso può esclamare, come Emilio Zola, Io
accuso!.(www.giannimina-latinoamerica.it)
Fidel Castro Ruz 3 marzo 2008
Cuba adelante!
Raul Castro nuovo presidente dell'isola che
continuerà a contare su Fidel
Da ieri, per la prima volta, la Cuba liberata dalla dittatura di
Batista, non ha più come presidente, come comandante en jefe,
Fidel Castro Ruz
.
Le elezioni, a cui lo storico leader non ha
partecipato, hanno sancito la vittoria di Raul Castro Ruz che è
il nuovo presidente di Cuba e che dopo anni ha abbandonato la
divisa militare da ministro della Difesa.
L’Assemblea Nazionale del Poder Popular si è espressa nel segno
della continuità e con votazione diretta e segreta ha eletto
anche il primo vicepresidente, il medico e ideologo comunista
José Ramón Machado Ventura, e altri cinque vicepresidenti fra
cui il riformista Carlos Lage.
Raul Castro, già a capo delle forze armate, era ormai da 19 mesi
presidente ad interim a causa delle condizioni di salute del
fratello Fidel che proprio per questo motivo ha deciso di non
ricandidarsi alla guida del Paese, anche se rimarrà comunque il
leader del Partito comunista cubano.
Il neo-presidente, nel suo primo discorso al Palacio de las
Convenciones ha dichiarato di essere pronto ad assumere la
grande responsabilità del ruolo conferitogli, anche se per
quanto riguarda le decisioni importanti che riguardano il bene
del Paese consulterà il lider maximo. Raul ha anche ricordato la
necessità «di rendere più efficiente la gestione del governo» e
di affrontare una riforma monetaria che tenga conto del sistema
dei salari e dei prezzi controllati e punti a una rivalutazione
del peso.
Insomma, Cuba proseguirà il suo cammino nel segno degli ideali
rivoluzionari ma anche con importanti novità, a cominciare dalla
composizione della nuova Assemblea in cui si vedono molti volti
nuovi, tanto che dei 614 delegati quasi il 60% non era neanche
nato nel 1959, l'anno della rivoluzione.
È stato proprio Fidel Castro in questi anni ha confidare nelle
nuove generazioni, tanto che in uno dei suoi discorsi aveva
dichiarato di voler immaginare un Paese proprio nelle mani dei
giovani cubani.
Le cose non cambiano invece a Washington, dove John Negroponte,
vice di Condoleezza Rice, in questi giorni in cui l'attenzione
del mondo era puntata sull'isola caraibica, si è affrettato a
dire che la politica Usa verso Cuba non subirà nessun
cambiamento e l'embargo continuerà.( La Rinascita della sinistra
online 25 febbraio 2008)
E l'isola è già nel suo futuro
di Gianni Minà
Non
mi ha sorpreso l'annuncio del ritiro dalla politica di Fidel Castro.
E non perché il leader cubano non abbia recuperato un discreto stato
fisico per un 81enne operato d'urgenza venti mesi fa di
diverticolite. Fidel è un uomo coerente con se stesso e sa che il
suo popolo, nel bene e nel male, lo ha sempre vissuto come il padre
che risolve tutti i problemi, specie quelli più complicati. Anche
chi non lo ha approvato o non lo ha amato, ha sempre pensato,
infatti, con gratitudine, che alla fine tutto si sarebbe risolto,
perché ci avrebbe pensato Fidel. Questa è stata la forza e la
debolezza della Revolución, ma proprio per questo il Comandante ha
sempre saputo che doveva preparare il popolo e il mondo a una sua
eventuale dipartita, in modo che non nuocesse all'equilibrio della
rivoluzione. Non a caso, nel messaggio di ieri ai compatrioti,
segnala che si è sempre preoccupato, quando parlava, in questi mesi
di convalescenza, della sua salute, di evitare illusioni che nel
caso di un distacco repentino avrebbero potuto avere un impatto
traumatico per il suo popolo, nel mezzo della battaglia che la
politica di Cuba rappresenta: «Dovevo prepararlo alla mia assenza,
psicologica e politica. Era il mio obbligo primario dopo tanti anni
di lotta». Per questo non ha mai trascurato di segnalare che, nel
suo caso, si trattava di un recupero fisico «non esente da rischi».
Il destino lo ha aiutato a farlo, regalandogli una lunga
convalescenza di venti mesi, nella quale Cuba ha vissuto la sua
famosa transizione (traghettata non solo da Raul Castro, ma anche
dai ministri chiave dell'Economia, degli Esteri, della Salute
pubblica e dell'Energia) senza sussulti e senza tensioni, come
avrebbero sperato in Florida o in New Jersey. O, magari, in quelle
squallide riunioni in Germania o in Repubblica ceca dove, come è
successo la scorsa estate, con la regia e i soldi del Dipartimento
di stato Usa, si mettono a punto ancora presunti piani per
destabilizzare Cuba o farla vivere imprigionata perennemente in una
strategia della tensione. E così ora, come avevano detto coloro che
guardano alla rivoluzione più laicamente e non facendosi accecare né
dal pregiudizio, né dal favore, Cuba è già nel suo futuro, in uno
scenario, tra l'altro, molto più favorevole di quanto solo dieci
anni fa avrebbe potuto sperare. Allora l'isola, costretta a
sopravvivere dopo la fine dei rapporti economici privilegiati con le
nazioni dell'ex impero sovietico, rischiò veramente il tracollo
trovando poca solidarietà anche nel continente sudamericano,
incapace, allora, di ribellarsi all'antistorico embargo decretato
mezzo secolo fa dal governo degli Stati uniti verso quello
dell'Avana. Ora il vento che soffia nel continente è di progresso e
di indipendenza. Otto nazioni latinoamericane, pur con diversa
intensità e convinzione, hanno scelto governi con programmi sociali
evidenti, il Brasile di Lula, l'Argentina dei Kirchner, l'Uruguay di
Tabaré Vázquez, il Venezuela di Chávez, l'Ecuador e la Bolivia degli
indigeni Rafael Correa ed Evo Morales, il Nicaragua di Daniel Ortega
e, pur con i suoi limiti evidenti, anche il Cile della concertazione
di Michelle Bachelet, donna presidente in un paese machista e
militarista. Tutti i leader di questi paesi, con più insistenza o
con più pudore, hanno in tempi recenti riconosciuto i meriti
dell'esempio e della lunga resistenza di Cuba nella possibilità di
cambiamento sociale e politico che si è aperta nelle terre a sud del
Texas, senza contare gli aiuti economici sostanziosi che i rapporti
con paesi come il Venezuela e il Brasile hanno apportato
all'economia di Cuba che ha ora un pil del 9%, grazie anche agli
accordi con la Cina che compra tutto il nickel estratto nell'isola a
prezzi di mercato e non artatamente ribassati, come l'Occidente,
trenta anni fa, su insistenza degli Stati uniti, faceva per lo
zucchero. Si può dire, insomma, che non solo Che Guevara non era un
visionario quando sognava la liberazione del continente, ma che
anche Fidel Castro, pur frenato dal fallimento dell'applicazione
pratica del marxismo e dai guasti patiti dalla società cubana
nell'epoca della dipendenza dall'impero sovietico, sia riuscito a
consegnare alla storia, dopo 50 anni, un paese ancora non esente da
errori, ma sicuramente più attento ai diritti e alle esigenze dei
cittadini, rispetto a quello che la sua rivoluzione liberò dalla
corruzione del regime di Fulgencio Batista e dei mafiosi come Vito
Genovese, Frank Costello e Lucky Luciano, che condizionavano la vita
dell'isola. Non solo, un paese che ha risolto molti dei problemi
basici, di vita, che quasi tutte le nazioni latinoamericane,
ostaggio dell'economia neoliberale, non si sognano ancora di
attenuare o cancellare. Lunedì il governo cubano ha liberato sette
detenuti anticastristi arrestati nel 2003 con l'accusa di «aver
attentato all'indipendenza e all'integrità territoriale dello
Stato», insomma sette accusati fra quelli vittime della «sindrome
dell'assedio» che talvolta blocca le aperture della rivoluzione, o
fra quelli ingaggiati dal Dipartimento di stato Usa con i 140
milioni di dollari stanziati nel 2007 dal governo di George W. Bush,
per istallare all'Avana, come una volta, un protettorato degli Stati
uniti. Da quanto tempo si sarebbe potuta risolvere questa
invincibile incomunicabilità che di fatto blocca l'evolversi della
democrazia nell'isola? Alla fine degli anni '70 questo miracolo
stava accadendo, per la disponibilità del presidente nordamericano
Jimmy Carter che aveva delegato il diplomatico Wayne Smith a
trattare con Fidel Castro la fine delle ostilità e il ripristino
delle relazioni. Ma poi Carter perse le elezioni. Vinse Reagan e di
pace non si parlò più. Ora, l'uscita di scena di Fidel e le
dichiarazioni di Barak Obama sulla cancellazione dell'embargo in
caso di sua elezione alla presidenza degli Stati uniti, aprono nuovi
scenari che ancora una volta il leader cubano favorisce, con il suo
ritiro che proietta di fatto il paese nel futuro. Fidel Castro,
d'altronde, ha molti difetti, ma non quello di aver voluto il potere
per il potere, ma semmai di averlo praticato per il testardo
tentativo di far prevalere un modello di società da lui reputato il
più etico e conveniente per il suo paese e per le terre povere del
mondo. La sua capacità di lavoro era d'altronde proverbiale. Non a
caso García Márquez ha raccontato di lui: «L'ho visto spesso
arrivare a casa mia portandosi dietro le ultime briciole di un
giorno smisurato». Questa cocciutaggine l'ha spinto spesso
all'intransigenza, a qualche durezza di troppo, ma non al desiderio
di rimanere al suo posto se il suo compito era compiuto, terminato.
Credo che, pur con tutti i limiti di un desiderio di questo tipo,
egli, in questa occasione, abbia reputato concluso il suo sforzo.
Sempre García Márquez, che lo conosce bene, ha scritto nel prologo
del libro che riunisce le sedici ore di intervista che feci nel 1987
con il leader cubano: «La sua virtù politica sta nell'intravedere
l'evoluzione di un fatto, fino alle sue più remote conseguenze», ed
ha aggiunto in un altro momento del saggio, «Indipendentemente da
dove, da come e con chi è, Fidel è li per vincere. Non c'è un
cattivo perdente peggiore di lui». È possibile che Castro, spinto
dagli eventi, abbia reputato il suo ritiro dalla politica in questo
momento, una ragionevole vittoria per i sogni della rivoluzione e
per le aspettative del suo popolo. (Il Manifesto 20 febbraio 2008)
Diliberto: Da Castro un segnale di forza e fiducia
(AGI) - Roma, 19 feb. - "La decisione di Fidel Castro di non
candidarsi alla Presidenza di Cuba e' un atto che dimostra la
forza di grande leader che ha preparato una generazione di
dirigenti pronti a nuovi compiti e responsabilita'. Siamo
di fronte ad un cambiamento nella continuita' che confermera' la
scelta socialista e rivoluzionaria di Cuba. In questo momento
cosi' importante al comandante Fidel Castro vanno i saluti
fraterni dei Comunisti Italiani. Siamo sicuri che anche da una
posizione meno esposta pero' potremo contare ancora per molti
anni sui suoi preziosi consigli, analisi ed idee". Lo ha
dichiarato il segretario dei Comunisti Italiani Oliviero
Diliberto.
Messaggio del Comandante Fidel Castro
Cari
compatrioti:
lo avevo promesso venerdì scorso il 15 febbraio che nella
riflessione successiva avrei affrontato un argomento di
interesse per molti compatrioti. Ed esso assume questa volta la
forma di questo messaggio. E' arrivato il momento di nominare e
scegliere per il Consiglio di Stato, il suo presidente, il
vicepresidente, il segretario. Ho ricoperto l'incarico di
presidente per molti anni. Il 15 febbraio 1976 è stata approvata
la costituzione socialista con un voto libero, diretto e segreto
di oltre il 95% dei cittadini con diritto di voto.
La prima Assemblea nazionale è stata costituita il 2 dicembre di
quell'anno e ha eletto il Consiglio di Stato e il suo
presidente. (...) Ho sempre avuto le prerogative necessarie per
portare avanti l'opera rivoluzionaria con l'appoggio
dell'immensa maggioranza del popolo. Conoscendo le mie
condizioni di salute critiche, molti all'estero pensavano che la
rinuncia temporanea alla carica di presidente del Consiglio di
Stato del 31 luglio 2006, che ho lasciato nelle mani del
vicepresidente Raúl fosse definitiva. Ma lo stesso Raúl e gli
altri compagni della direzione del partito sono stati poco
inclini a considerarmi sollevato dal mio incarico malgrado il
mio stato precario di salute.
La mia posizione era davvero scomoda, di fronte ad un avversario
che ha fatto tutto l'immaginabile per piegarmi e ho cercato di
reagire.
Dopo il ritiro ho potuto riacquistare il controllo totale della
mia mente, la possibilità di leggere e di riflettere molto,
obbligato dal riposo. Ho avuto abbastanza forza fisica da
scrivere per molte ore, che ho ripartito con i programmi di
recupero e di riabilitazione. Il buonsenso mi diceva che questa
attività rientrava nelle mie possibilità D'altra parte quando ci
si riferiva alla mia salute facevo estrema attenzione per
evitare di alimentare aspettative poiché ritenevo che un epilogo
avverso avrebbe portato notizie traumatiche per il nostro popolo
nel cuore della battaglia. Quindi, il mio primo dovere era
preparare la nostra gente sia politicamente che psicologicamente
per la mia assenza dopo tanti anni di lotta. Ho continuato a
dire che il mio recupero "non era al riparo da rischi".
Mi sono sempre augurato di compiere il mio dovere fino
all'ultimo respiro. Questo è quanto posso offrire.
Ai miei cari compatrioti, che recentemente mi hanno reso un così
alto onore eleggendomi quale membro di un Parlamento chiamato a
decidere provvedimenti di massima importanza per il nostro
destino, sto dicendo che io non aspirerò né accetterò - ripeto -
non aspirerò né accetterò la carica di Presidente del Consiglio
di Stato e di comandante in capo".
(...)
Tradirei la mia coscienza occupando un posto di responsabilità
che esige mobilità e un impegno totale che io non sono,
fisicamente, in grado di offrire. Lo dico senza drammatizzare.
Fortunatamente, la nostra rivoluzione conta ancora su quadri
della vecchia guardia, uniti ad altri che erano più giovani
quando è cominciata la prima tappa di questo processo. Alcuni
erano molto giovani, quasi bambini, quando si sono uniti alla
lotta sulle montagne e dopo hanno dato gloria al paese con le
loro prestazioni eroiche e le loro missioni internazionali.
Hanno l'autorità e l'esperienza per garantire il ricambio. C'è
inoltre la generazione intermedia che ha imparato insieme a noi
i principi fondamentali e l'arte quasi irraggiungibile di
organizzare e guidare una rivoluzione.
Il cammino sarà difficile e richiederà lo sforzo intelligente di
tutti.
Diffido dei sentieri apparentemente facili degli apologeti o
quelli contrari dell'autoflagellazione. Dovremmo essere
preparati sempre per l'eventualità peggiore. Il principio di
essere prudente nel successo quanto nelle avversità non va
dimenticato con calma. L'avversario da sconfiggere è
estremamente forte; tuttavia, abbiamo potuto mantenerlo lontano
dalla baia per metà secolo.
Non vi dico addio. Spero di combattere come un soldato delle
idee. Continuerò a scrivere sotto il titolo "Riflessioni del
compagno Fidel". Sarà un'arma su cui poter contare: la mia voce
forse verrà ascoltata, sarò prudente.
Grazie. Fidel Castro Ruz (18 febbraio 2008 17,30
Gramna)
Intervista a Ricardo Alarcon
“Non
puoi sostituire un Fidel con un altro. Nessuno è clonabile”
di Bernardo Gutiérrez.
Q
uesto
esperto politico di 70 anni è uno dei principali candidati a
succedere a Fidel Castro.
Ricardo Alarcón parla
sempre dopo un lungo silenzio. Ascolta. Tace in profondità. E
dopo aver studiato/analizzato il silenzio, le verità che sorgono
dopo la calma, risponde.
E allora, non dice
una parola di troppo. Ognuna di esse è un dardo, un missile
sicuro che destabilizza i dubbi che mettono in discussione le
sue motivazioni. Il fatto è che conosce alla perfezione gli
argomenti e le debolezze dell’avversario.
È stato per 12 anni
Ambasciatore Permanente di Cuba all'ONU. Poi, Ministro degli
Esteri. È, senza dubbio, il massimo esperto sugli Stati Uniti
del Governo di Castro. E, inoltre, domina come nessuno la
politica interna, poiché dal 1993 è il Presidente dell'Assemblea
Nazionale del Poder Popular. Per questo motivo - per il fatto di
conoscere perfettamente le relazioni interne e internazionali -
molti lo pongono come uno dei massimi candidati a succedere a
Fidel Castro. Un dettaglio: non ha barba. E generalmente - forse
per questo motivo - è simpatico agli statunitensi per la sua
apparente moderazione.
Una settimana fa ci
sono state le elezioni a Cuba. Dissidenti e media stranieri le
criticano. Come difenderebbe il suo sistema elettorale?
Si ha l'idea che sia
un potere dei partiti e non della gente. È un'obiezione che si
fa dall'Europa, che non a Cuba ci siano partiti ... Hanno
sostituito l'idea originale della democrazia con la
partitocrazia. La Spagna sì ha avuto tradizione di
partecipazione, los cabildos
(consigli comunali), per esempio, sono esistiti prima della
democrazia partecipativa. Una forma che legava la gente al
potere locale. La democrazia occidentale ha principalmente due
problemi: come si propone il candidato e l'accesso della gente
al voto. Perché nessuno si domanda chi diavolo sono i candidati
negli USA? Dietro di loro ci sono solo risorse finanziarie che
fanno sì che possano pagare annunci in televisione... Nel nostro
caso: la base è la circoscrizione elettorale. Più o meno il
quartiere. In ottobre si sono scelti in ogni quartiere i
candidati.
Come si eleggono?
Un giornalista
americano, domenica, mi ha domandato: Are you running for
president? (sei candidato a presidente?) E io gli ho detto, no,
in questo paese non si “corre for president”. Non so se mi
porteranno avanti. Qui non siamo candidati. Il requisito
fondamentale è che tu sia proposto da altri e approvato da un
collettivo. La capacità per proporre, ce l'ha chiunque. In
Spagna, uno che esca in strada dicendo, “voglio propormi per
essere sindaco” lo portano al manicomio. Fa' la prova.
(risate). E non
dovrebbe essere così. Dovrebbe essere normale che non sia un
partito a nominare i suoi candidati...
Il 96% dei cubani
ha partecipato al voto anche se non è obbligatorio. C'è
pressione per votare a Cuba?
Ci sono varie
spiegazioni. Votare non è tanto distante per la gente come da
altre parti. In ottobre, tutti sanno chi è il candidato, chi
l'ha proposto, dove vive.
Ma c'è libertà nel
voto?
C'è una grande
libertà nel voto. Il fatto è che una grande maggioranza ha
esercitato il voto unito, perché ha un alto livello di
accettazione di questo sistema elettorale...
I critici dicono
che ci sono delle pressioni sociali...
Può darsi. C'è
pressione popolare, tra i propri vicini ... però nessuno
obbliga.
Lei ha affermato in
un'intervista a Juventud Rebelde che la democrazia è un'utopia.
A che cosa si riferiva?
L’ho detto senza
criticare nessuno. Però a tutti, certo. A tutti quelli che
impudentemente si presentano come se incarnassero un sistema
democratico. Quella è una presa in giro, una mancanza di
rispetto. La democrazia è uguale all'utopia. E l'ho imparato
proprio leggendo autori europei. L'idea di delegare a qualcuno
che rappresenti questa sovranità, è una finzione. Solo in una
società ideale, di uguaglianza, di solidarietà, di fraternità,
qualcuno potrebbe rappresentare perfettamente gli altri. Ma non
è così. È una chimera.
La democrazia non
vale per Cuba allora...
Non è questo. Questa
idea colonialista che Cuba deve democratizzarsi, deve “essere
come sono io” ... è una stupidaggine notevole.
In questo momento
negli Stati Uniti si stanno portando avanti le elezioni primarie
dei candidati. Che opinione ha in merito? Preferirebbe un
candidato piuttosto che un altro?
In realtà, nessuno sa
quali saranno i candidati. Altre volte era prevedibile. Tra i
democratici i principali contendenti sono un nero e una donna,
non era mai successo. Può succedere qualunque cosa.
Perché il 50% degli
americani non vota?
Molta gente non vuole
farlo, ma molti non possono votare perché non glielo lasciano
fare. Se negli USA si applicherà il sistema di iscrizione per la
votazione universale... C'è una serie di ostacoli creati da
questo. Negli USA dipende dalle regole degli stati. Bisogna
iscriversi. E curiosamente, persino il voto, è in giorni
lavorativi. Se ti trasferisci in un altro stato, è come se fossi
Cristoforo Colombo, arrivi in un nuovo mondo. Alcuni stati
richiedono 10 anni di residenza. Il 25% degli statunitensi non
risiede nel suo stato.
Negli Stati Uniti
ci sono differenze tra i democratici e i repubblicani?
Io parlo del partito
republicratico. Due partiti, una sola tendenza.
Curiosamente ho punti in comune con il candidato di estrema
destra Ron Paul, candidato repubblicano. Crede nell'assoluta
libertà dell'individuo. Dice cose deliranti, come che gli USA si
ritirino dal FMI o dall'ONU, tutto ciò che sia restrizione al
diritto dell'individuo. Ma è contro il blocco di Cuba, contro la
guerra dell'Iraq. Dall'ultra individualismo è difficile capire
perché proibire di viaggiare in un paese vicino o di vendere
alimenti a Cuba. Ma i candidati saranno quelli più del centro,
quelli del pensiero unico.
Insisto. Preferisce
Obama o Hillary? Chi sarebbe più vantaggioso per Cuba?
L'unico che si è
proposto un nuovo punto di vista, dialogare con tutto il mondo,
persino con Chávez, con Cuba ... che è contro la proibizione di
viaggiare a Cuba, è stato Obama. Ma questo è ciò che dicono
durante la campagna elettorale. Vediamo che cosa succederà nella
realtà...
Semplici promesse
da campagna elettorale?
Si dedicano a offrire
cose. Loro stessi sanno che si non stanno impegnando a nulla. In
Europa hanno un grado di autenticità maggiore. Sul tema di Cuba:
i repubblicani inaspriscono la politica di Bush. Nei
democratici, Hillary ha appoggiato la politica di Bush, Obama
l'ha criticata. I candidati si interessano più a quelli che
danno loro denaro che a quelli che votano.
Sembra che i cubani
di Miami siano divisi ... alcuni chiedono la fine del blocco.
Quelli che chiamiamo
la mafia batistiana, i vecchi, continuano a controllare il
discorso anti Castro. Ma la vita ha seguito il suo corso. Hanno
figli, nipoti. Alcuni sono morti. Ci sono candidati contro
Díaz-Balar o perfino contro Liliana Ross, la più forte. Elemento
innovativo: vogliono cambiare la politica rispetto a Cuba.
Levare proibizioni di viaggi e rimesse. Quando Bush ha indurito
la politica contro Cuba, sono sorte voci. Ironicamente,
influenzeranno molto le elezioni. Voteranno un candidato o un
altro, secondo quello che diranno di Cuba. Per me è molto
difficile che duri per molto tempo questa politica. La politica
anti Cuba è esaurita.
Fino a che punto lo
stesso mercato ha influenza sulla rottura del blocco? Proprio
adesso c'è una delegazione di imprenditori della California a La
Habana, che sta negoziando l'esportazione di cibo, di
macchinari, a Cuba..
Ci sono varie
correnti che spingono alla rottura. Nel 2007, ho trovato a La
Habana più gente della California che della Spagna. Non solo
imprenditori, ma politici, religiosi, rappresentanti di enti
pubblici, giuristi. Con l'appoggio del governatore! Obama ha
fatto una dichiarazione al Miami Herald, pronunciandosi a favore
della fine delle proibizioni dei viaggi a Cuba, prima di andare
a Miami.
In marzo, la Spagna
celebrerà le sue elezioni. Che cosa significherebbe la svolta
della destra spagnola per Cuba?
Lei crede
nell'esistenza di Dio?
No. Ma se facilita
la risposta...
Era per dirle che non
è possibile che se Dio esiste permetterà una catastrofe di tale
portata... Non voglio intromettermi nella politica spagnola. Ma
la cosa certa è che la Spagna, e ne ho parlato con politici di
tutta l'Europa, è più rispettata da quando è arrivato Zapatero.
Persino quelli che credono in Dio si faranno il segno della
croce e diranno, pensando ad Aznar, no, no, tanta disgrazia no.
Che cosa ha
significato la figura di Aznar per Cuba e per l’America Latina e
che cosa significherebbe il trionfo di Mariano Rajoy?
Il ritorno dell'aznarismo
in Spagna, quando se ne va Bush, sarebbe un anacronismo. Per
quale motivo. Che accompagnino Bush nel suo esilio. Questo mondo
ha molte disgrazie. Ma c'è vita dopo Bush. Qualunque cosa
succeda, succederà senza Bush. Il PP ha perduto il treno nel
mondo. E persino negli Stati Uniti, dove le politiche di Bush
finiranno. C'è un consenso nel rifiuto alla politica che ha
consigliato Bush e che la Spagna ha tentato di seguire, con
Aznar. Non c'è un solo candidato americano che si appoggi
all'attuale presidente. I repubblicani stanno segnando la
distanza. Perché non sono suicidi, non sono pazzi. La politica
di Bush è sconfitta.
In Spagna, ci sono
membri del PP che si distanziano anche di Aznar...
L'aznarismo senza
Aznar non è gran cosa, come il bushismo senza Bush. Negli USA
tutti vogliono un cambiamento. In Spagna, si è già prodotto.
Da Cuba, che
percezione si ha del terrorismo islamico internazionale?
Fidel ha detto dopo
l’11 settembre di quanto sarebbe stato grave rispondere all’11
settembre con violenza, che non sarebbe stata la soluzione. E
sette anni dopo, il terrorismo non è sparito. Ci sono nuovi
terroristi creati dai bombardamenti americani, dai massacri,
dall'odio che hanno generato. Senza quella politica, non ci
sarebbe stato il disastro a Madrid. Bush e i suoi alleati, Aznar,
hanno molti morti sulle loro spalle...
Allo stesso
tempo,gli Stati Uniti non imprigionano terroristi come Luís
Posada Carriles implicato in attentati internazionali...
Lì sta l'intrinseca
falsità e ipocrisia di quella politica. Perché lo stesso regime
che ha creato quel caos a livello planetario protegge Luís
Posada Carriles e Orlando Bosch.
In America Latina, nessuno crede questa storia della lotta
contro il terrorismo . Il resto del mondo non sa niente di
questi personaggi grazie a quella cosa curiosa che chiamano
libertà di stampa. C'è una doppia morale in questa lotta contro
il terrorismo.
Volevo affrontare
la nuova politica dell'America Latina. Che cosa significa per
Cuba la svolta a sinistra dell'America Latina?
Come piace dire a
Rafael Correa, l'America non vive un'epoca di cambiamenti ma un
cambiamento di epoca. Voglio ricordare un fatto. Quando cadde il
muro di Berlino, tutto il mondo lo ha saputo, i media ne hanno
parlato fino alla sazietà. Nessuno si è reso conto che
contemporaneamente si sono prodotti i fatti di Caracas, la
sollevazione della gente contro il neoliberismo, il principio di
un'epoca. Perché non si è parlato di questo nel mondo? Perché
bisognava parlare della caduta del blocco comunista. Ciò che
succede ora in America Latina, è incominciato quel giorno, è
caduto un sistema là ma qua ne è caduto un altro. Il progetto
economico e politico che gli yankee hanno tracciato per questo
continente è fallito.
La cosa certa è che
in America Latina non impera un modello unico di sinistra ...Si
parla molto di Lula e Castro, modelli opposti.
Si cerca di dividere,
la sinistra buona, quella cattiva, dal riduzionismo. È una
confluenza, da diversi punti, da diverse correnti di pensieri.
In generale: mette in discussione l'ordine economico e politico
del mondo, cerca l'indipendenza reale. E l'integrazione,
l’unione, di tutti i paesi della regione. Noi non abbiamo mai
avuto migliori relazioni col continente. E gli Stati Uniti non
sono mai stati più isolati.
Cuba ha buone
relazioni perfino con la Colombia, un regime molto vicino a Bush.
Nella liberazione degli ostaggi delle FARC c’era l'ambasciatore
di Cuba in Venezuela...
Sì, ma su richiesta
dello stesso Uribe che realmente, ha ringraziato Fidel Castro e
Cuba. Abbiamo eccellenti relazioni con tutto il continente, e
non tutti sono di sinistra. Uribe è il migliore esempio.
Cuba entra nel 50°
anno della rivoluzione. Il ciclo si è completato? Che cosa manca
per portare a termine le idee della rivoluzione?
Cinquant’anni dopo la
rivoluzione francese erano tornati i re, c’era stato Napoleone
... In confronto a questo, non va tanto male. La Rivoluzione ha
avuto una continuità. Fuori, si domandano solo se Fidel
continuerà o no. Resta il fatto che è rimasto nella storia come
un trionfatore. La cosa migliore, è che è lì. In condizioni
diverse di quando era un giovane atleta.
Il sistema cubano
si associa indissolubilmente a Fidel. Realmente il sistema
continuerebbe senza Fidel? Sarebbe continuato per tanto tempo?
Puoi credere che un
sistema sociale duri per più di mezzo secolo solo per un uomo?
Castro è un essere straordinario, ha grandi meriti. Ma il
processo lo trascende. Fuori c'è un interesse a caricaturare, a
dire: a Cuba stanno governando ancora gli stessi barbudos.
Cercano di non vedere che la rivoluzione cubana si mantiene con
un ampio supporto popolare. Se cerchi negli archivi dell'ABC, la
critica allora era fatta a dei ragazzi, ragazzotti, degli
irresponsabili che avevano preso il potere.
I principali leader
cubani adesso hanno anche una certa età...
Trovi persone nel
regime cubano, persone che sono nate dopo la rivoluzione, varie
generazioni che sono continuate a passare. L’età media
dell'assemblea dei deputati è di 45 anni.
Domenica scorsa ha
affermato che “voterei per Fidel con le tutte e due le mani e
tutti i giorni...” Ci saranno cambiamenti il 24 febbraio o Fidel
continuerà alla testa?
Adesso la commissione
si riunisce con i 614 deputati. Che ognuno dica chi pensa che
debba dirigere l'Assemblea e il Consiglio di Stato. C'è
incertezza. Non puoi assicurare che cosa arriverà come proposta.
Io ho fatto la mia. Io voto per lui. Non vuole dire che bisogna
obbligarlo. Egli può dire, no che palle, no...
Allora c’è una
staffetta rivoluzionaria?
Non ho il minimo
dubbio. A Miami dicono ancora che Fidel è morto. Che è stato un
sosia che ha parlato con Lula. C'è una differenza tra Fidel e
Raúl. Fidel è estroverso, Raúl è riservato, discreto, di poche
parole. Due stili molto diversi. Ma neanche una virgola di
differenza nel pensiero.
La stessa cosa
allora?
Ciò che non puoi
pretendere è di dire: sostituiamo questo con un altro. Ho qui un
altro Fidel. Ma nessuno è clonabile.
Cuba ha fatto un
prova pilota di Cuba senza Fidel, ma con Fidel. È un vantaggio?
Chiaro. Ma quando
Fidel si è ammalato, Bush e Condoleezza Rice hanno detto: “non
accetteremo Raúl Castro”. Poi guarda, ragazzo, l'hanno dovuto
accettare. Si è creato un rischio. C'era gente a Washington che
voleva invadere Cuba. E siamo qui. È una prova di stabilità, di
armonia istituzionale.
Raúl ha aperto la
porta a cambiamenti e riforme. Quali dovrebbero essere i primi
passi da fare?
La prima cosa da
fare... non ce l'ho chiara. Credo che Raúl sia un tipo con
grande senso politico, ha incominciato con l'alimentazione. Ci
sono già municipi che hanno offerta di latte fresco, problema
risolto. La produzione di alimenti è aumentata, con un nuovo
prezzo ai produttori. Raúl ha migliorato lo stile di lavoro, il
modo di fare le cose. Nell'Assemblea studieremo come
relazionarci con la gente, con i suoi problemi. Venerdì si
tratta sul risparmio dell'energia, sulla produzione di
petrolio...
Per strada si parla
di flessibilizzazione migratoria. Anche della proprietà privata.
Poter vendere automobili, case...
Si affronterà anche
questo. Ma l'alimentazione è prioritaria.. Quanto alle politiche
migratorie, da molto tempo stiamo facendo cambiamenti. Ma
trascende noi. Non puoi dire, chiunque voglia emigrare in Spagna
può farlo. Sì, ma, che cosa dice la Spagna? Gli Stati Uniti sono
quelli che hanno più peso. Ma da parte loro c’è stato
indurimento delle condizioni. È stato fatto un elenco enorme,
tramite l’Assemblea, dei problemi di Cuba.
Il governo sommerso
da queste petizioni?
Raúl fa cose molto
buone. Si sta facendo uno studio su proibizioni che generano
violazioni, e che sono proibizioni sbagliate, fuori dal tempo.
Conosco il grande inventario che si è fatto. Ma è difficile dire
che cosa è prioritario.
Fidel Castro incontra Lula da Silva
Un
incontro amichevole e fraterno tra il Comandante in Capo Fidel
Castro e il Presidente della Repubblica Federativa del Brasile,
Luiz Inácio Lula da Silva è avvenuto martedì 15, nel tardo
pomeriggio.
Lula e Fidel hanno ricordato i loro primi incontri e l'idea nata
in una di quelle occasioni di creare il Foro di Sao Paulo, come
spazio di scambi tra i partiti della sinistra latino americana.
Oggi diversi tra questi partiti sono al governo dei loro Paesi.
Il Presidente brasiliano ha trasmesso a Fidel il profondo
affetto del suo popolo verso Cuba e il popolo cubano e il leader
della Rivoluzione cubana ha espresso gli stessi sentimenti per i
brasiliani e il paese fraterno.
«Siamo molto soddisfatti della visita guidata dal presidente
Lula: i risultati sono stati magnifici», ha commentato il
Generale d'Esercito Raúl Castro Ruz, Vicepresidente dei Consigli
di Stato e dei Ministri, alla stampa nazionale ed estera durante
la cermonia di saluto – ieri notte nel mezzo di un'intensa
pioggia – prima della partenza del presidente della fraterna
nazione sudamericana, nell'aeroporto internazionale José Martí.
Lula, che è stato accompagnato fino alle scale dell'aereo da
Raul, prima di andar via ha voluto esternare "l'allegria per la
visita a Cuba", nella quale si sono firmati importanti accordi
che stringono ancora di più i legami di amicizia tra i due paesi
e in particolare per l'incontro con il Comandante in Capo.
«Sono stato due ore e mezza con Fidel. Immaginate che abbiamo
conversato su tutti i temi possibili, con un uomo che ha una
lucidità incredibile», e sorridente e scherzando ha aggiunto «Fidel
ha parlato due ore ed io mezza».
«L'impressione che ho avuto è che Fidel ha un'eccellente salute.
Con la lucidità dei migliori momenti» ha commentato aggiungendo
che «tutti conosco la passione che provo per la Rivoluzione
cubana».
Al terminal dell'aeroporto erano presenti anche Carlos Lage
Dávila, vicepresidente del Consiglio di Stato e segretario del
Comitato Esecutivo del Consiglio dei Ministri, e il cancelliere
Felipe Pérez Roque.
Nella mattinata di ieri, l'illustre ospite, accompagnato da
Felipe, ha collocato un omaggio floreale al Monumeto dell'Eroe
Nazionale José Martí, in Piazza della Rivoluzione. (riscossa_
rossa@ 17 gennaio 2008)
2 dicembre 1956: Fidel
Castro Ruz e altri ottantadue uomini sbarcano a Playa Las
Coloradas, nella parte orientale di Cuba a bordo del Granma. Ha così inizio la
rivoluzione cubana.
1 gennaio 1959:
Batista fugge a Santo Domingo. Il giorno 8 Castro entra a La
Habana, raggiungendo l'Esercito Ribelle, Guevara e gli altri
capi rivoluzionari.
Cuba celebra
l'entrata di Fidel Castro a La Habana
8 gennaio 2008 -
Cuba celebra oggi il 49° anniversario dell'entrata
del Presidente Fidel Castro a La Habana al comando della
Carovana della Libertà che ha percorso l'Isola dall'oriente del
paese. Dopo il trionfo della Rivoluzione il 1° gennaio 1959, il
leader dell'allora Movimento 26 de Julio (M-26-7) aveva
intrapreso il viaggio verso La Habana da Santiago de Cuba, dove
aveva fatto appello a uno sciopero generale per impedire un
colpo di stato. Testimoni di quella traversata, di circa mille
chilometri e con fermate obbligatorie per parlare con la gente
nelle principali città del paese, hanno ricordato che Fidel
Castro quasi non dormì, né smise di ricevere e di inviare
messaggi durante la marcia.
Notizie da Prensa Latina
Il
presidente cubano, Fidel Castro Ruz, e il suo omologo
venezuelano, Hugo Chávez Frías, hanno avuto un emozionante e
fraterno incontro, come espressione della profonda amicizia che
unisce i due popoli e i due leader, ha reso noto oggi il
quotidiano Granma. L’incontro è avvenuto ieri ed è durato due
ore e mezza, durante le quali i dirigenti hanno parlato del
Vertice di Petrocaribe che si effettuerà oggi a Cienfuegos, e
dell'avviamento in quella città della Raffineria ‘Camilo
Cienfuegos’, che apporterà benefici a Cuba e ai paesi caraibici.
I Capi di Stato hanno parlato anche della fruttuosa
collaborazione tra Cuba e Venezuela, del prossimo Vertice
dell'Alternativa Bolivariana per le Americhe (ALBA) e della
situazione internazionale.(21 dicembre 2007)
Cuba e Venezuela amplieranno oggi i loro legami con la firma di
14 nuovi accordi di cooperazione, considerati un altro passo
nell'applicazione dell'Alternativa Bolivariana per le Americhe
(ALBA). La firma avverrà a Santiago de Cuba nel pomeriggio di
questo sabato, in occasione della visita che realizza il
presidente venezuelano, Hugo Chávez, a questa località
dell'oriente cubano, ha anticipato una fonte dello stato
sud-americano. Il testo di presentazione degli accordi precisa
che nelle relazioni tra i due stati non hanno spazio gli
interessi mercantilisti.(22 dicembre 2007)
Ma a Cuba a "Pacs" sono già in Parlamento
Intervista a Manuela Castro figlia di Raul
di Emanuele Giordana*
«Francesco
Rutelli ha condannato a morte i gay cubani. Cuba no». La risolve
con una battuta in un largo sorriso Mariela Castro, figlia di
Raul, capo provvisorio dello stato di Cuba. Ma l'arrabbiatura è
forte davvero. Qualche giorno fa il vicepresidente del consiglio
si è lasciato andare a un'esternazione in cui ha abbinato Cuba e
Iran in merito alle condanne a morte contro i gay. «Ho letto di
questo afflato missionario per liberare dal rischio della pena
capitale i gay iraniani e cubani. Mi sono sorpresa perché un
uomo che ha una tale responsabilità pubblica dovrebbe informarsi
prima di parlare pubblicamente. Informarsi bene. Forse non sa,
non solo che a Cuba l'omosessualità non viene punita dalla
legge, ma che in parlamento giace una proposta di "unione
legale" che darà agli omosessuali gli stessi identici diritti
che hanno gli eterosessuali quando vi è un'unione consensuale
fuori dal matrimonio. A sentire le vostre associazioni gay, mi
pare di capire che in Italia c'è molto dibattito e proteste
proprio su questo argomento. Insomma mi pare che da voi ci sia
molta insoddisfazione tra gay, lesbiche e transessuali. Forse il
signor Rutelli dovrebbe occuparsi degli italiani. Dei cubani già
ci stiamo occupando noi».
Mariela Castro è la direttrice del Cenesex, il Centro cubano di
educazione sessuale che, da diversi anni (era diretto da sua
madre) si batte per far avanzare la battaglia sui diritti.
L'occasione per parlarne è un incontro, ospitato dalla provincia
di Firenze e organizzato dal Programma per lo sviluppo dell'Onu
(Undp) che ha per oggetto il «rispetto delle differenze».
Una battaglia che non incontra difficoltà?
Certo che ne incontra, come ovunque e soprattutto in società
contrassegnate da «machismo» e da scarso rispetto delle
diversità. Così a Cuba e così mi pare in Italia. Ma i successi
ci sono. Ereditammo il codice spagnolo che puniva gli
omosessuali che «davano scandalo» pubblico, ma che comunque non
prevedeva per loro la pena capitale: con la Rivoluzione, il
movimento femminile negli anni Ottanta cominciò una vera e
propria lotta che ha cambiato la cultura cubana. Già dal '79, ad
esempio, i transessuali sono in carico al sistema sanitario
nazionale. C'è ancora molto da fare certo ma stiamo lavorando:
adesso è in corso una campagna di educazione sessuale attraverso
la stampa e facciamo pressione sui parlamentari con la nostra
rivista e le nostre raccomandazioni (a marzo la Giunti
pubblicherà una guida per adolescenti del Cenesex dove si parla
apertamente di omosessualità ndr).
Ad esempio?
Miriamo a una cultura sempre più aperta verso omosessuali,
bisessuali, transessuali. E' già stato approvato che le
operazioni chirurgiche richieste dai trans siano a carico dello
stato.
Le reazioni?
Positive secondo i sondaggi anche tra leader religiosi,
intellettuali, la gente in generale. Prima della rivoluzione,
Cuba era una società razzista e maschilista ma le leggi sono
andate verso l'affermazione delle pari opportunità.
La nuova legge sui diritti delle coppie omosessuali?
Alcuni pensano che potrebbe passare per decreto ed essere poi
approvata dal Consiglio di stato. Altri che se ne debba occupare
il parlamento. Preferirei questa seconda opzione. Cambiamenti
come questo devono essere oggetto di condivisione.
Torno alla pena capitale. A Cuba è in vigore
L'ultimo caso è di diverso tempo fa e riguardava un attentato
alla sicurezza dello stato. Ma se mi chiede la mia opinione
personale, ritengo che dovrebbe sparire dalla legislazione
dell'intero pianeta. Ma tante altre cose devono cambiare. Deve
essere condannato anche il terrorismo di stato e i paesi che ne
invadono altri. (il Manifesto18 dicembre 2007)
*lettera22
Notizie da Prensa Latina
Il
presidente cubano, Fidel Castro Ruz, e il suo omologo
venezuelano, Hugo Chávez Frías, hanno avuto un emozionante e
fraterno incontro, come espressione della profonda amicizia che
unisce i due popoli e i due leader, ha reso noto oggi il
quotidiano Granma. L’incontro è avvenuto ieri ed è durato due
ore e mezza, durante le quali i dirigenti hanno parlato del
Vertice di Petrocaribe che si effettuerà oggi a Cienfuegos, e
dell'avviamento in quella città della Raffineria ‘Camilo
Cienfuegos’, che apporterà benefici a Cuba e ai paesi caraibici.
I Capi di Stato hanno parlato anche della fruttuosa
collaborazione tra Cuba e Venezuela, del prossimo Vertice
dell'Alternativa Bolivariana per le Americhe (ALBA) e della
situazione internazionale.(21 dicembre 2007)
Cuba e Venezuela amplieranno oggi i loro legami con la firma di
14 nuovi accordi di cooperazione, considerati un altro passo
nell'applicazione dell'Alternativa Bolivariana per le Americhe
(ALBA). La firma avverrà a Santiago de Cuba nel pomeriggio di
questo sabato, in occasione della visita che realizza il
presidente venezuelano, Hugo Chávez, a questa località
dell'oriente cubano, ha anticipato una fonte dello stato
sud-americano. Il testo di presentazione degli accordi precisa
che nelle relazioni tra i due stati non hanno spazio gli
interessi mercantilisti.(22 dicembre 2007)
Diritti umani: storica vittoria di
Cuba dopo 20 anni di battaglie
La
Commissione dei Temi Socio-Umanitari dell'Assemblea Generale
delle Nazioni Unite ha approvato il 17 novembre con 168 voti a
favore e solamente 7 contrari, il progetto di Risoluzione
presentato da Cuba, a nome del Movimento dei Paesi Non Allineati
(MNOAL), che approva l'accordo della costruzione istituzionale
del Consiglio dei Diritti Umani ed elimina definitivamente la
direttiva imposta dagli Stati Uniti contro Cuba nella ex
Commissione dei Diritti Umani. Nel giugno di quest'anno il
Consiglio dei Diritti Umani aveva deciso di proporre
all'Assemblea Generale dell’ ONU di considerare un documento che
definiva il funzionamento dell'organismo che ha rimpiazzato la
screditata Commissione dei Diritti Umani. Nel documento, il
Consiglio dei Diritti Umani raccomandava l'eliminazione del
mandato contro Cuba che, un anno dopo l'altro per due decenni,
il governo degli USA aveva fatto approvare, usando il ricatto,
le minacce e la coercizione. Questa proposta è quella che adesso
è stata approvata nella Nazioni Unite. Questa decisione
consolida la vittoria del nostro popolo nell'affrontare
tenacemente la manipolazione nel tema dei diritti umani, di cui
il nostro paese è stato vittima per venti anni e riafferma
ancora una volta l'isolamento internazionale della politica del
governo degli Stati Uniti contro Cuba. A meno di un mese dalla
schiacciante vittoria nell'Assemblea Generarle dell’ ONU nella
votazione contro il blocco imposto all'Isola, questa è una
vittoria storica. Le Nazioni Unite hanno riconosciuto la ragione
e la giustezza degli argomenti che, senza concessioni di sorta,
abbiamo difeso per tanti anni, per affrontare a Ginevra il
carattere politicizzato selettivo e discriminatorio delle azioni
del governo degli Stati Uniti contro Cuba. E’ molto
significativo che Cuba, in qualità di presidente del MNOAL,
abbia sostenuto la responsabilità di presentare la risoluzione,
per farla approvare con i soli voti contrari degli Stati Uniti,
Israele, Canada, Australia, Isole Marshall, Palau e Micronesia.
Altri undici paesi tra i quali la Cina e la Russia hanno
patrocinato il testo della risoluzione approvata con il MNOAL.
La decisione di oggi è un colpo violento contro i disegni
imperiali orditi dall'amministrazione Bush nei confronti di
Cuba. Il governo di Washington ha votato contro la creazione del
Consiglio dei Diritti Umani nel 2006, e non ha potuto trovare
l'appoggio necessario per farsi eleggere membro di quest'organismo.
Gli Stati Uniti non hanno potuto nemmeno includere un
emendamento che condannava Cuba nella risoluzione contro il
blocco, recentemente approvata, e neanche presentare una
risoluzione contro l'Isola nell'Assemblea Generale dell’ ONU. In
cambio Cuba che ha votato a favore della creazione del Consiglio
dei Diritti Umani ed è stata eletta come componente sin dal
primo momento con più di due terzi dei voti dei membri della
ONU, ha mantenuto con crescente prestigio una partecipazione
attiva nelle deliberazioni di questo organismo, includendo nel
suo processo di costruzione istituzionale la difesa dei
legittimi interessi dei paesi del Terzo Mondo. I tempi sono
cambiati e sono sempre più i paesi che si ribellano, respingendo
le imposizioni e le menzogne. Sappiamo, senza dubbi, che il
governo nordamericano non rinuncerà ai suoi tentativi di
manipolare il tema dei diritti umani con il fine di giustificare
la sua politica di guerra economica e di aggressioni contro
Cuba, ma questi tentativi sono condannati al fallimento. Questa
vittoria storica è il premio per venti anni di battaglia del
nostro popolo guidato da Fidel, alla sua resistenza eroica, alla
sua unità insopprimibile e alla sua fedeltà ai principi della
Rivoluzione. (da Granma-21 novembre 2007)
Cuba è già nel futuro
Intervista a Gianni Minà
di Maurizio Ermisino
E'
un Gianni Minà in gran forma quello che sale sul palco della
Sala Petrassi nella giornata conclusiva della Festa del
Cinema di Roma. L’applauso che lo accoglie non ha niente da
invidiare a quello che aveva accolto Sean Penn, autore del
più bel film della rassegna. Ha la grinta e l’idealismo di
un ragazzino, Minà, e durante l’incontro che segue la
proiezione del suo documentario, Fidel racconta Che Guevara,
ne ha per tutti: per Bush, per le multinazionali che
colonizzano il Sud del mondo. Ricorda di aver fatto a Castro
domande che ogni giornalista dovrebbe fare a un Capo di
Stato, molto più scomode di quelle che molti dei nostri
giornalisti abbiano mai fatto ad Andreotti, Craxi o
Berlusconi. E ricorda orgoglioso che non è e non sarà mai un
giornalista che dice «si faccia una domanda e si dia una
risposta». Abbiamo parlato con lui di molte cose, a partire
dalla pubblicazione italiana del Granma, il famoso giornale
di Cuba, ogni mese con La Rinascita della sinistra. Il Granma esce in Italia in esclusiva su Rinascita.
Cosa pensa di questa iniziativa?
Per quanto possa apparire una scelta di parte, il Granma
pubblica notizie che l’informazione italiana ignora, elude,
nasconde, e quindi, qualunque siano i distinguo, credo sia
un’operazione utile affinché nel nostro paese finalmente
arrivi anche l’informazione dal Sud del mondo. Alcuni giornali hanno commentato negativamente la
scelta di Rinascita e del Pdci. Addirittura, in un articolo
sul Corriere della sera si diceva che il Pdci sarebbe
passato «da un censurabile filocastrismo a un’attività di
propaganda a favore della dittatura cubana»...
Loro da sempre sostengono gli Stati Uniti d’America, e non
nei momenti di splendore, ma nei momenti in cui questi hanno
perso l’autorità morale per potere parlare o giudicare.
Quest’anno negli Stati Uniti è stata varata una legge che
autorizza la tortura, ed è stata approvata un’altra legge
che abolisce l’habeas corpus, la base dei diritti di un
cittadino quando viene privato della libertà. Se loro
vogliono far finta che tutto questo non esiste possono
farlo; ma se vogliono anche mettere una pregiudiziale sul
fatto che si apre una porta al Granma, dovrebbero anche fare
un esame di coscienza su come acriticamente hanno accettato
che questo avvenisse quest’anno negli Usa senza muovere un
dito. Quello che sorprende tanto nel Festival di Venezia che
in quello di Roma, è che le denunce spietate su quello che
sta accadendo per colpa delle scelte politiche di Bush
vengano fatte da Brian De Palma e Robert Redford. Questi
presunti intellettuali democratici italiani dov’erano in
questi mesi? Comunque Cuba è costantemente vittima di una cattiva
informazione. Perché?
Cuba da 50 anni rappresenta la resistenza nei riguardi degli
Stati Uniti. Non tutto quello che succede a Cuba è
accettabile. Ma qualcuno mi sa dire che cosa ha commesso
Cuba per pregiudicargli il diritto di avere lo stesso
trattamento degli altri paesi del mondo, compresa la
Colombia, dove il presidente governa
con
i paramilitari che ammazzano mille persone ogni sei mesi, o
come il Messico, dove durante la presidenza di Fox sono
stati ammazzati 21 giornalisti? Sono notizie che non contano
se arrivano da paesi alleati degli Stati Uniti? E se queste
notizie contano, qual è l’ipocrisia di ricordare i
dissidenti cubani, che sono anche il frutto di 140 milioni
di dollari che ogni anno gli Stati Uniti spendono per
favorire un cambio rapido e drastico a Cuba? Il cambiamento
non è avvenuto in cinquant’anni. Evidentemente non si è mai
capito cos’era Cuba: diciotto anni fa è tramontato il
comunismo nei paesi dell’Est e dicevano «Cuba cade domani».
Lo scorso anno è stato colpito da infermità Fidel Castro e
dicevano «Cuba cade domani»… Cuba è ancora lì, ed è già nel
futuro: la famosa transizione è già avvenuta. L’America Latina oggi è fatta di realtà in continuo
movimento: cosa accade di interessante e utile al resto del
mondo?
In America Latina due indigeni sono finalmente presidenti
dell’Ecuador e della Bolivia: gli indigeni sono la
maggioranza dei cittadini ma non avevano mai governato il
loro paese. Un ex metalmeccanico è presidente del Brasile;
una donna è a capo del paese più machista e militarista, il
Cile. Sta accadendo qualcosa di epocale, e l’Occidente,
Unione europea compresa, non se ne accorge. Forse perché
sono suggestionati dal modo di vedere il mondo degli Stati
Uniti. O meglio, di un presidente particolare degli Stati
Uniti. Perché esiste un’altra America che si esprime con i
film o che marcia per le strade, senza che i nostri giornali
riportino neanche una fotografia o un articolo che la
documenti. Il primo numero del Granma pubblicato con Rinascita
è stato interamente dedicato al Che: dopo 40 anni è ancora
una figura attuale?
Nell’anniversario della cattura del Che in Bolivia, ci sono
state migliaia di manifestazioni in tutto il mondo, che
piaccia o no. Anche se hanno tentato di ridurre la sua
figura a un gadget non ci sono riusciti. Il mondo che odia
Che Guevara ha tentato di ridurlo a qualcosa da vendere sul
mercato mondiale della dignità. E non c’è riuscito. Avrà
anche venduto i gadget, ma non ha potuto mortificare Guevara.
C’è tanta ingiustizia nel mondo che chi ha lottato contro
questa ingiustizia non può che essere un simbolo.(La
Rinascita della sinistra 16 novembre 2007)
Notizie da Prensa Latina
Gli
Stati Uniti mantengono il silenzio sul caso del terrorista
Posada Carriles
6.11 - Il Governo degli Stati Uniti mantiene oggi un assoluto
silenzio dopo che a mezzanotte è scaduto il termine per evitare
che il terrorista internazionale Luis Posada Carriles rimanesse
libero da imputazioni nel paese. "Esiste un grande ermetismo al
riguardo, ufficiosamente ci hanno detto che è stato presentato
l'appello, ma nessuna fonte ufficiale l'assicura", ha dichiarato
a Prensa Latina l'avvocato José Pertierra, che rappresenta il
Venezuela nella richiesta di estradizione del criminale. Secondo
Pertierra, una
manovra di questo tipo permetterebbe al Governo del Presidente
George W. Bush di prolungare il caso e di ostacolare la
richiesta di estradizione del Venezuela, la cui giustizia
reclama Posada Carriles per la sua partecipazione nell'attentato
a un aereo cubano nel 1976, con 73 persone a bordo.
Il Presidente eletto del Guatemala sottolinea
i legami con Cuba
6.11 - Il Presidente eletto Álvaro Colom ha affermato che
Guatemala e Cuba hanno piene relazioni e ha annunciato la sua
disposizione a mantenerle e, perfino, ad ampliarle. "C'è molta
sinergia tra i due Stati dal ristabilimento delle relazioni", ha
detto Colom a Prensa Latina dopo aver sottolineato l'importante
cooperazione tra i due
paesi, soprattutto nella salute e nello sport. Il politico
socialdemocratico ha riconosciuto il lavoro realizzato in
Guatemala dai medici cubani, che considera "encomiabile e con
molta solidarietà verso il popolo del Guatemala".
Il Ministero degli Esteri messicano coordina
l'aiuto offerto da Cuba per il Tabasco
6.11 – Il Ministero degli Esteri messicano ha informato che si
sta coordinando con il Governo cubano per l'offerta dell'Isola
di inviare una brigata di 50 medici a prestare servizio nel
Tabasco, per le gravi inondazioni avvenute in quello stato
messicano. Una nota della Segreteria delle Relazioni Estere
precisa che oltre ai medici, Cuba ha offerto il sostegno di
personale specializzato in situazioni di disastro, anche questo
in coordinamento con le autorità della salute del Messico.
Solidarietà
con Cuba nell'anniversario della Rivoluzione bolscevica
7.11 - I partecipanti alla solenne serata per il 90°
anniversario della Rivoluzione d'Ottobre hanno salutato con
un'ovazione, con evviva a Fidel Castro e a Cuba la
rappresentanza di Cuba.
L'intervento del membro della Segreteria del Comitato Centrale
del Partito Comunista di Cuba, Fernando Remírez de Estenoz, è
stato ripetutamente interrotto dagli applausi dei mille invitati
che riempivano la Sala delle Colonne dei Sindacati, a Mosca.
Nelle sue parole di ieri davanti a comunisti e membri dei
movimenti operaio di circa 80 paesi di Europa, Asia e America
Latina, il dirigente cubano ha messo in risalto la validità dei
sogni ispiratori dei bolscevici agli inizi del secolo XX.
Il Venezuela insiste per l'estradizione di
Posada Carriles
7.11 - L'avvocato José Pertierra, rappresentante del Venezuela
nella richiesta di estradizione del terrorista Luis Posada
Carriles, ha chiarito oggi che questo Stato sud-americano
insiste nella consegna del latitante nonostante il corso preso
dal caso. Il giurista ha considerato ridicoli e ipocriti gli
argomenti delle autorità statunitensi presentati ieri, per
argomentare un appello a un processo che ha lasciato libero il
terrorista dall'accusa di aver mentito alle autorità migratorie.
"L'uomo è un assassino che dovrebbe essere estradato in
Venezuela o processato negli Stati Uniti per l'esplosione
dell'aereo, e non come un bugiardo che ha mentito
all'immigrazione in un formulario", ha detto Pertierra a Telesur.
Gli Stati Uniti cercano di camuffare la
colpevolezza terroristica di Posada Carriles
7.11 - Il Governo degli Stati Uniti ha cercato nuovamente di
camuffare la colpevolezza del terrorista confesso Luis Posada
Carriles, e ha sviato l'attenzione sulle lievi accuse migratorie
redatte a suo carico. In un comunicato alla corte del Texas, il
Dipartimento di Giustizia ha sostenuto l'appello dello scorso 5
giugno contro una decisione del tribunale federale che ha
portato alla liberazione del criminale il 19 aprile di quest'anno,
con una cauzione di 250.000 dollari. Questa disposizione è
risultata contraddittoria, poiché nel suo allegato la giudice
principale ha riconosciuto che il terrorista di origine cubana
aveva partecipato ad alcuni dei più infami avvenimenti del
secolo XX nella vita politica dell'America Centrale.
L'Oriente cubano accelera il recupero dopo le
inondazioni
7.11 - La zona orientale cubana accelera oggi i lavori di
recupero dai danni alle strade, all'agricoltura e alle
abitazioni provocati dalle inondazioni dopo il passaggio della
tempesta tropicale Noel.
Anche se in diversi posti della provincia di Granma continuano
le precipitazioni intermittenti, le autorità di questo
territorio e quelle di Las Tunas, Santiago de Cuba, Guantánamo e
Holguín mettono in evidenza le attività di riparazione e quelli
di protezione della popolazione. Tale situazione ha portato
all'evacuazione di quasi 100.000 persone e di queste circa
42.000 continuano a essere sfollate, ha detto Lázaro Expósito,
presidente del Consiglio di Difesa provinciale di Granma in
dichiarazioni a Radio Rebelde.
Esperti dibattono a Cuba sull'AIDS
8.11 - L'attenzione al paziente con AIDS, trattamenti
all'avanguardia e aspetti relativi alla prevenzione della
malattia, incentrano oggi i dibattiti dei delegati a questo VI
Congresso di Igiene ed Epidemiologia che si svolge a La Habana.
Dopo 25 anni di epidemia, considerata dagli esperti una delle
più distruttive dell'umanità con grandi conseguenze sociali,
economiche e di salute pubblica, i devastanti dati dell'HIV non
smettono di crescere. In questo triste contesto, Cuba risalta
per il modo in cui nel paese vengono seguiti i sieropositivi, e
per garantire una crescente qualità di vita ai malati. La
nazione produce sei importante medicinali antiretrovirali per il
trattamento della malattia.
Giunta nel Tabasco da Cuba la brigata medica
9.11 - Una brigata medica cubana formata da 54 medici è arrivata
all'aeroporto di Villahermosa, nello stato di Tabasco, per
assistere le persone colpite dalle inondazioni che da 10 giorni
hanno colpito questo territorio. La brigata medica cubana ha
portato con sé sei ospedali di campagna, come pure due
tonnellate di medicinali e dal suo arrivo in questo stato del
sud-est messicano ha già cominciato i preparativi per iniziare
il suo lavoro assistenziale.
Cuba
destinerà forti risorse alle zone colpite dalle inondazioni
10.11 - Le autorità cubane hanno espresso oggi la volontà di
mettere tutte le risorse possibili a disposizione dei territori
danneggiati dalle recenti piogge collegate alla tempesta
tropicale Noel. Un editoriale del quotidiano Granma afferma che
saranno stabilite priorità e che si agirà rapidamente e con
razionalità, senza tralasciare la ricerca di alternative locali
con soluzioni pratiche meno costose. Precisa che a causa della
portata dei danni, che ammontano secondo calcoli preliminari a
quasi 500 milioni di dollari, occorrerà tempo per la fase di
recupero e che questa richiederà intelligenza e impegno.
Nuova vittoria di Cuba alle Nazioni Unite contro il blocco degli
Usa
Il 30 ottobre 2007, per la sedicesima volta consecutiva,
l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una
mozione presentata da Cuba contro il blocco economico,
commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro il
popolo cubano da quasi cinquant’anni.
La votazione
ha avuto il seguente risultato:
184 voti
a favore della mozione cubana
1
voto astenuto
4
voti contrari
3
paesi assenti alla votazione
I voti contrari
sono stati espressi da Stati Uniti, Israele, Isole Marshall,
Palau.
Finora gli Stati
Uniti nei confronti di Cuba, come pure in molte altre
situazioni, hanno continuato a non rispettare leggi e norme del
Diritto Internazionale.
La Comunità
Internazionale ancora una volta condanna il loro operato.
Riepilogo dei risultati delle votazioni effettuate alle
Assemblee Generali delle Nazioni Unite sulle risoluzioni
presentate da Cuba per porre fine al blocco economico,
commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America
contro Cuba
risoluzione data a favore contrari astenuti
assenti voto Italia paesi contrari
47/19 24.11.92 59
3 71 46 astenuto
Israele, Romania, Stati Uniti
48/16 03.11.93 88
4 57 35 astenuto
Albania, Israele, Paraguay, Stati Uniti
49/19 26.10.94 101
2 48 33 astenuto
Israele, Stati Uniti
50/10 02.11.95 117
3 38 27 a favore
Israele, Stati Uniti, Uzbekistan
51/17 12.11.96 137
3 25 20 a favore
Israele, Stati Uniti, Uzbekistan
52/10 05.11.97 143
3 17 22 a favore
Israele, Stati Uniti, Uzbekistan
53/4 14.10.98 157
2 12 14 a favore
Israele, Stati Uniti
54/21 09.11.99 155
2 8 23 a favore
Israele, Stati Uniti
55/7 09.11.00 167
3 4 15 a favore Is.
Marshall, Israele, Stati Uniti
56/9 27.11.01 167
3 3 16 a favore Is.
Marshall, Israele, Stati Uniti
57/11 12.11.02 173 3
4 11 a favore Is. Marshall,
Israele, Stati Uniti
58/4 04.11.03 179
3 2 7 a favore Is.
Marshall, Israele, Stati Uniti
59/28 28.10.04 179
4 1 7 a favore Is.
Marshall, Israele, Palau, Stati Uniti
60/12 08.11.05 182
4 1 4 a favore Is.
Marshall, Israele, Palau, Stati Uniti
61/10 08.11.06 183
4 1 4 a favore Is.
Marshall, Israele, Palau, Stati Uniti
62/xx 30.10.07 184
4 1 3 a favore Is.
Marshall, Israele, Palau, Stati Uniti
Da oggi 25 ottobre 2007 Granma in edicola con La Rinascita
9 ottobre 1967 - 9 ottobre 2007
Hasta siempre Comandante!
Fieri di aiutare la rivoluzione
Granma in edicola con Rinascita
Serata
internazionale alla festa d'autunno dei Comunisti italiani.Lazaro
Mujica Garcia, vicedirettore di Granma e Maurizio Musolino,
direttore de la Rinascita della sinistra hanno firmato un
accordo di cooperazione. Un accordo giornalistico e politico
grazie al quale, dalla fine di ottobre, ogni mese il settimanale
del Pdci pubblicherà un inserto curato dall'organo ufficiale del
Partito comunista cubano.
Un modo nuovo per veicolare la realtà, la concretezza e problemi
dell'esperienza rivoluzionaria cubana, importante perché, come
affermato dal responsabile Esteri dei Comunisti italiani, Jacopo
Venier «Cuba è un punto di riferimento per noi e per l'America
latina».
Maurizio Musolino sottolinea come come questo accordo sia «un
aiuto utile e coerente, in continuità con il tentativo costante
di Rinascita di far conoscere la voce di chi voce non ha,
aprendo in questo modo una finestra per far entrare nella nostra
realtà informazioni che altrimenti resterebbero vittime
dell'isolamento».
«Criticare Cuba è ormai sport universale». Apre, con una battuta
amara, il proprio intervento Lazaro Mujica Garcia. E' vero, da
qui l'importanza di veicolare Granma anche in Italia, che parla
dell'opera costante della rivoluzione cubana: «I lettori
trarranno le proprie conclusioni».
Buona lettura.(la Rinascita della sinistra 23 settembre 2007)
Dichiarazione avvocati dei Cinque cubani
Il
20 agosto del 2007, è stata realizzata presso la Corte dell’11°
Tribunale d’Appello di Atlanta, l’udienza convocata dal gruppo
di tre giudici che si sono occupati dell’appello riguardo il
caso di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Antonio Guerrero,
Ramón Labañino e Fernando González, cinque cubani che dal 1998
sono ingiustamente detenuti nelle carceri nordamericane. In
quest’udienza, così come nelle precedenti celebrate a marzo del
2004 e a febbraio del 2006, le due parti – Pubblico Ministero e
Difesa – hanno esposto i loro argomenti e hanno risposto alle
domande dei giudici.Quest’udienza è stata un passo in avanti nel
lungo processo d’appello di questi cinque uomini dal momento in
cui furono accusati nell’anno 2001. In quest’occasione una volta
ancora il Governo degli Stati Uniti è stato incapace di
ribattere gli argomenti della Difesa e di sostenere le accuse.
La Difesa da parte sua ha dimostrato attendibilmente la condotta
impropria del Governo durante tutto il processo legale contro i
Cinque come una violazione flagrante che ha influito in tutto il
caso e che ha a che vedere sostanzialmente con la maniera in cui
la procura ha inventato dei crimini che non sono stati provati
nel processo, e con la promozione di un ambiente ostile e la
manipolazione dell’evidenza e della giuria.
La mancanza di
prove per sostenere le due principali accuse – cospirazione per
commettere spionaggio e cospirazione per commettere assassinio
di primo grado – e l’imposizione delle condanne a ergastoli,
totalmente irrazionali ed ingiustificate, è stato un altro
argomento chiave della Difesa per spiegare l’arbitrarietà del
processo. Lo stesso Governo ha riconosciuto durante il processo
che non poteva presentare un solo documento segreto per provare
lo spionaggio e che affrontava un “ostacolo insuperabile” per
provare l’accusa di assassinio.Durante tutto l’ingarbugliato
processo, il Governo ammise che il suo vero proposito era quello
di proteggere i gruppi terroristi anticubani che operano con
totale impunità da Miami e castigare coloro che lottano contro
questi gruppi.
Il prossimo 12
settembre questi cinque uomini inizieranno il loro decimo anno
di detenzione accusati di crimini che non hanno commesso, solo
per il fatto di aver cercato di proteggere Cuba da azioni
terroriste. Cuba, come gli Stati Uniti e come qualsiasi altro
paese al mondo, è nel suo pieno e legittimo diritto di
difendersi da questo fragello che ha provocato tante vittime.
Confidiamo sulla professionalità del gruppo dei giudici e sul
fatto che presto o tardi prevarrà la giustizia per Gerardo, Renè,
Antonio, Ramón e Fernando. (italia-cuba 26 agosto 2007)
Castro accusa gli Stati Uniti
L'Avana, 17 ago. - (Adnkronos/Dpa) - Il
presidente cubano Fidel Castro, 81 anni compiuti lontano dai
riflettori lunedi' dopo oltre un anno di convalescenza
postoperatoria, ha accusato gli Stati Uniti di "continuare ad
utilizzare" la base militare di Guantanamo, situata nella parte
sudorientale dell'isola, per condurre azioni "provocatorie"
volte a "minacciare la sovranita'" di Cuba. In un nuovo
editoriale scritto e consegnato a 'Granma', il quotidiano organo
di stampa ufficiale del partito comunista cubano (Pcc), il 'lider
maximo' torna ad attaccare Washington, pretendendo la
"restituzione del territorio illegalmente occupato", usato come
un "orribile campo di tortura".
Auguri a Fidel per il suo 81esimo compleanno
Riflessione sulle dure ed evidenti realtà
di Fidel Castro Ruz
3 agosto 2007
Per la sua
importanza concedo la priorità a questo tema, anche se ce ne
sono altri.
Non disdico che
le prerogative del potere, sia reale, relativo o fittizio,
esercitano un’influenza sugli esseri umani, perché tutti sono
stati educati in questo modo dai tempi più remoti della
specie. Non sono arrivato in un minuto a quello che penso
oggi sul potere, ma ritengo che si tratta di un pensiero
conseguente. Il modesto apporto fatto dalla nostra Rivoluzione
lo attribuisco al fatto che le nostre risposte alle
interrogazioni non sono mai andate indietro, nonostante il crudo
realismo che ci ha imposto il brutale blocco dell’impero.
Nella riflessione del 31 luglio scorso parlavo di quello che ha
significato per me avere avuto un anno per mettere insieme
informazione e meditare a fondo sui problemi vitali che
minacciano oggi, più che mai, la nostra specie.
Lo scorso 24
luglio, l’agenzia russa Ria Novosti ha pubblicato testualmente
la seguente informazione:
“Leonid Ivashov,
colonnello generale, esperto in materia di difesa, ha espresso
che lo strumento principale della politica statunitense è il
dettato economico, finanziario, tecnologico e militare.
“Nell’istaurarlo, gli Stati Uniti procurano assicurarsi
l’egemonia mondiale. La loro strategia di sicurezza nazionale
indica esplicitamente la necessità di garantire l’accesso
sostenibile, cioè, controllato, verso le regioni chiavi del
pianeta, le comunicazioni strategiche e le risorse globali. Si
tratta di una strategia proclamata sotto forma di legge, il ché
ci fa concludere che gli Stati Uniti avranno nel futuro
conflitti ancora più forti con la Russia, la Cina e l’India.
“Washington
insiste nel costruire un sistema in grado di neutralizzare il
potenziale nucleare delle sue rivali strategiche, Mosca e
Pechino, per procurarsi un monopolio nell’ambito militare. Gli
Stati Uniti vogliono distendere il loro scudo antimissile non
soltanto in Europa ma anche in altre parti del mondo, per vedere
cosa succede in Russia e Cina. Inoltre, procurano incrementare
il proprio arsenale offensivo ad un ritmo che supera anche
quello del periodo della Guerra Fredda.
“Dopo il crollo
dell’Unione Sovietica, la NATO ha perso il carattere difensivo
con cui è nata nel 1949, diventando un potente ed aggressivo
strumento al servizio dell’oligarchia mondiale, interessata
nello stabilire il suo dominio in tutto il pianeta. Il nuovo
concetto strategico dell’Alleanza, approvato nell’aprile 1999
grazie allo sforzo degli Stati Uniti, contiene nuove funzioni ed
allarga il proprio ambito di responsabilità a tutto il mondo,
senza limitarsi all’Atlantico nord. L’attuale segretario
generale della NATO, Jaap de Hoop Scheffer, visita spesse volte
l’Australia, la Nuova Zelanda o il Giappone. L’Alleanza ha
cominciato a oltrepassare il Diritto Internazionale ed il
Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Nel frattempo, gli Stati Uniti,
promuovono la NATO e si rifiutano a ratificare il Trattato sulle
Forze Armate Convenzionali in Europa (FACE), attribuendosi il
diritto di agire al margine di qualunque limitazione e di
conformare troppe secondo il loro desiderio.
“Gli Stati Uniti
fanno qualunque cosa perché la Russia non sia un giocatore
autonomo. I dibattiti sulla difesa antimissili, Iran e Kosovo
non hanno generato formule di compromesso.
“E’ importante
che la Russia consolidi le sue posizioni e ricuperi il suo
potenziale geopolitico. Nei primi anni ’70, qualora Mosca aveva
la parità nucleare con Washington, questo ultimo è finito per
capire che non potrebbe vincerla nell’ambito militare e ha
accettato il negoziato da uguale a uguale. Sono stati, quindi,
firmati il Trattato di Difesa Antimissile (DAM) nel 1972, ed i
successivi Accordi sulla Limitazione delle Armi Strategiche
Offensive (SALT). Gli Stati Uniti solo rispettano la forza. Se
loro si sentono in una posizione più forte, non fanno mai
concessione a nessuno.
“Per
neutralizzare i piani dell’egemonia mondiale bisogna costruire
un polo alternativo, ed esiste già una base per farlo:
l’Organizzazione di Cooperazione di Shanghai (OCSH).
“Sembra,
infatti, un tanto ingiusto parlare della forza statunitense. Gli
Stati Uniti hanno il potere militare, l’economia vigorosa ed
un’enorme quantità di moneta forte che può imprimere in modo
illimitato, ma il rango geopolitico del Paese è a terra. Gli
Stati Uniti inspirano poca fiducia politica al resto del mondo.
“Nel 1999, la
Cina e la Russia hanno presentato davanti all’Assemblea Generale
dell’ONU la necessità di preservare il Trattato DAM del 1972. A
favore della proposta hanno votato tutti i Paesi, tranne quattro
eccezioni: Gli Stati Uniti, l’Israele, l’Albania e la
Micronesia. Il risultato traduce il totale isolamento
internazionale degli Stati Uniti.
“Sarà
impossibile risolvere, senza la partecipazione di Russia, la
situazione creatasi al Medio Oriente, ai Balcani, alla penisola
di Corea ed altre regioni del pianeta. Quanto sopra detto si
applica nella stessa misura alla Cina, che è capace di fare
fronte alla pressione da parte degli Stati Uniti. La Cina ha un
grande prestigio mondiale, ha un’economia potente ed una moneta
forte. L’OCSH dovrebbe reclutare nuovi alleati e raggruppare la
potenza dei Paesi che desiderano e sono in grado d’applicare una
politica autonoma. Innanzitutto, bisogna proclamare
ufficialmente il rifiuto all’egemonia mondiale da parte degli
Stati Uniti. In secondo luogo, la Cina e la Russia dovrebbero
denunciare presso il Consiglio di Sicurezza dell’ONU lo
spiegamento del sistema DAM statunitense, come azione che altera
l’architettura di sicurezza globale e minaccia tutta la comunità
internazionale. La Cina, l’India e la Russia potrebbero formare
un fronte unico davanti al dettato degli Stati Uniti. E’ anche
possibile porsi il compito di stabilizzare il sistema
finanziario complessivo. Nell’ambito dell’OCSH si potrebbe
formulare una nuova filosofia basata sull’armonia di civiltà e
l’uso razionale delle risorse naturali. La maggior parte degli
Stati appoggerà,sicuramente, tali misure, ne sono convinto. In
questo modo si andrà a formare un nuovo polo politico, il polo
della pace. La missione dell’OCSH è quella di creare un nuovo
modello dello sviluppo per la civiltà umana.”
“All’impero statunitense potrebbe opporsi unicamente un’alleanza
di civiltà: la russa, la cui orbita include la Comunità di Stati
Indipendenti (CEI); la cinese, l’indù, l’islamica e la
latinoamericana. E’ uno spazio immenso in cui potremmo creare
mercati più equi, il nostro sistema finanziario a carattere
stabile, il nostro ingranaggio di sicurezza collettiva e la
nostra filosofia, basata sulla priorità dello sviluppo
intellettuale dell’uomo davanti alla moderna civiltà occidentale
che scommette per i beni materiali e misura il successo con
case, yacht e ristoranti. La nostra missione è quella di
orientare di nuovo il mondo verso la giustizia e lo sviluppo
intellettuale e spirituale.”
Fin qui le idee
essenziali del pensiero d’Ivashov, trasmesse dalla Ria Novisti.
Abbiamo potuto
precisare che il Generale Leonid Ivashov è vicepresidente
dell’Accademia dei Problemi Geopolitici, è stato Segretario del
Consiglio dei Ministri della Difesa della Comunità di Stati
Indipendenti e Capo del Dipartimento di Cooperazione Militare
del Ministero di Difesa della Federazione Russa. L’11 settembre
2001, il giorno in cui sono avvenuti i tragici avvenimenti a New
York, utilizzati da pretesto per definire le basi della politica
assassina degli Stati Uniti circa sei anni fa, il generale
Ivashov era il Capo dello Stato Maggiore delle Forze Armate
Russe. Un uomo realmente ben informato. Vale la pena che il
nostro popolo conosca il suo punto di vista.
Ernesto
Guevara
nasce
il 14 giugno 1928 a Rosario in Argentina
da Celia de la Serna ed Ernesto
Guevara Lynch. Buon compleanno Che!
Notizie da Prensa Latina
La prigione di Guantánamo danneggia
l'immagine degli Stati Uniti, afferma un quotidiano
18.7 - Il
Governo del Presidente George W. Bush continua a danneggiare
l'immagine degli Stati Uniti e la loro autorità morale
all'estero mantenendo la prigione di Guantánamo, afferma oggi il
quotidiano 'The Washington Post'. In un editoriale, l'influente
giornale denuncia i tentativi repubblicani di bloccare, un'altra
volta, i progetti di legge che permettono agli imputati di
questo carcere di impugnare la loro detenzione davanti ai
tribunali nordamericani. Nella prigione di Guantánamo,
territorio cubano occupato dagli Stati Uniti contro la volontà
delle autorità e del popolo cubano, Washington mantiene quasi
400 persone, la maggior parte di queste catturate durante
l'invasione dell'Afghanistan, alla fine del 2001.
Arriva oggi a Tampico la Carovana
Pastori per la Pace
18.7 - La XVIII
Carovana di Amicizia Stati Uniti-Cuba, dei Pastori per la Pace,
è attesa oggi nel porto messicano di Tampico, dopo
l'attraversamento della frontiera nordamericana nei pressi della
città di Reynosa, nello stato di Tamaulipas. Il coordinatore
principale in Messico dei Pastori per la Pace, Víctor Vargas, ha
informato Prensa Latina che nell'attraversamento di confine, le
autorità doganali statunitensi hanno sequestrato 12 computer
alla carovana, che porterà a Cuba 90 tonnellate di aiuti
umanitari.
Fidel Castro esprime il dolore per
l'incidente aereo in Brasile
2
0.7
- Il Presidente cubano, Fidel Castro, ha espresse il suo
dispiacere per l'incidente aereo avvenuto questo martedì
all'aeroporto di Congonhas, nella città brasiliana di Sao Paulo.
"Desidero esprimere al popolo del Brasile il profondo dolore che
ci ha causato il tragico incidente aereo, con la morte di circa
200 persone, nel mezzo dell'allegria dei Giochi Panamericani",
ha detto il leader cubano in una riflessione pubblicata oggi. Il
canale Globo News ha precisato che i pompieri e altre forze
specializzate hanno recuperato 184 cadaveri, mentre altre
quattro persone sono morte dopo il trasporto negli ospedali.
Cuba laureerà oggi oltre ottomila
professionisti sanitari
24.7 - Cuba
laureerà oggi circa ottomila professionisti della salute di
oltre 50 nazioni, di questi 4.312 medici, ha affermato Francisco
Alberto Durán, Direttore Nazionale di Docenza Medica del
Ministero della Salute Pubblica. Durán ha precisato che ogni
provincia dell'Isola realizzerà la propria cerimonia, in cui
riceveranno pure i loro diplomi di laurea gli studenti di
Stomatologia e di Tecnologia della Salute e Infermeria. Ha detto
si sono diplomati i primi 746 Laureati in Salute, preparati a
partire dal nuovo modello pedagogico, iniziato nel 2002, che fa
parte dei programmi della Rivoluzione nel settore sanitario.
Evo Morales sottolinea i risultati
in Bolivia dell'Operazione Miracolo
23.7 - Il
Presidente boliviano, Evo Morales, ha evidenziato che grazie
all'Operazione Miracolo che si sviluppa nel suo paese con la
collaborazione di Cuba, hanno recuperato la vista 103.000
persone, tra queste argentini, peruviani e brasiliani. Morales
ha commentato la felicità delle persone di scarse risorse per
questo tipo di intervento chirurgico, che ha alti costi nel
resto del mondo, e che in Bolivia è praticato gratis, come parte
della solidarietà di Cuba. Allo stesso modo ha indicato che il
programma nazionale di alfabetizzazione, col metodo audiovisivo
cubano 'Io sì posso' ha insegnato a leggere e a scrivere fino a
oggi a oltre 150.000 adulti, su una meta di 1.200.000 per il
2008.
Fidel Castro: la ripugnante
compravendita di atleti
28.7 - Il
Presidente cubano, Fidel Castro, ha affermato che il furto di
cervelli è stato il peggior problema dei paesi poveri dal punto
di vista tecnologico ed economico, e il furto di talenti lo è
stato dal punto di vista patriottico ed educativo. In un
articolo diffuso oggi, sotto il titolo "La ripugnante
compravendita di atleti", il leader della Rivoluzione cubana si
riferisce al furto di talenti sportivi e la degna posizione di
Cuba al riguardo. "Cuba, i cui risultati e sforzi nello sport
amatoriale nessuno può negare, soffre più che qualunque altro
paese, i morsi dei pirañas", segnala.
Raúl Castro: il nostro popolo non
cederà mai al ricatto
28.7 - Il nostro
popolo non cederà mai di una virgola di fronte ai tentativi di
pressione o di ricatto da parte di un paese o di un gruppo di
paesi, né farà mai la minima concessione unilaterale diretta a
inviare segnali di alcun tipo a nessuno, ha sottolineato a
Camagüey il Primo Vicepresidente cubano, Raúl Castro. Ha
ricordato che il 70 % della popolazione è nato dopo
l'imposizione dal blocco commerciale, economico e finanziario
degli Stati Uniti contro Cuba. Si riferito al fatto che il
blocco sfianca, in modo diretto e quotidiano il popolo e
l'economia. Per questo il nemico lo ha imposto quasi mezzo
secolo fa e oggi continua a sognare di imporci la sua volontà
attraverso la forza, ha aggiunto.
Comitato Nazionale per Liberare i Cinque Cubani
Trascrizione di Steve Patt e Gloria La Riva 2 luglio 2007
Claire Bolderson: Proprio il mese prossimo, un tribunale in
Florida discuterà in sede di appello una causa che assomma gran
parte dei rapporti fra gli Stati Uniti e Cuba. Gerardo Hernández
e gli altri quattro Cubani sono stati incarcerati in Florida nel
dicembre 2001 [sic: giugno 2001] con una serie di accuse
che includono il tentativo di carpire segreti militari
statunitensi, spionaggio verso gruppi di fuorusciti cubani e,
nel caso del Sig. Hernández, cospirazione nella morte di quattro
Statunitensi Cubani, i cui aerei furono abbattuti dal governo
cubano nel 1996.
Gerardo Hernández sta scontando una duplice condanna, ma egli
protesta che tutto ciò che stava cercando di fare era proteggere
Cuba da ciò che lui definisce "gruppi terroristici",
organizzazioni anti-castriste insediate negli Stati Uniti, e i
compagni che lo difendono contestano pure la mancanza di equità
del loro processo in considerazione dell’atteggiamento
anti-castrista dimostrato nel luogo di dibattimento in Florida.
Nella prima assoluta fra le interviste concesse ai media da uno
dei cinque prigionieri, parlai al telefono con il Sig. Hernández,
che si trovava nella sua prigione di massima sicurezza a
Victorville in California, e gli chiesi di spiegarmi la sua
storia dall’inizio.
[Claire Bolderson: Sig. Hernández, so che vi è stata molta
preoccupazione circa il suo trattamento in prigione ed il
periodo da lei trascorso qualche tempo fa in isolamento. Può
descrivermi come la stiano trattando adesso, quali siano per lei
le condizioni in prigione?]
[Gerardo Hernández: Beh, sono un normale detenuto all’interno
di un penitenziario statunitense e direi che la parte peggiore
del mio trattamento non è dovuta alla prigione, ma al governo
degli Stati Uniti. Direi che la parte peggiore del mio essere
prigioniero è di non aver potuto vedere mia moglie negli ultimi
dieci anni, perché il governo degli Stati Uniti non le concede
un visto per venire a trovarmi. Questa è una delle cose, e direi
che per le altre cose, sa, è una prigione e sono un detenuto
come tuttigli altri e non è facile essere un detenuto, ma ce la
faccio.]
[Claire Bolderson: Allora sta dicendo che non ha avuto
affatto visite famigliari?]
[Gerardo Hernández: Beh, ho ricevuto alcune visite dalla
famiglia - mia madre e mia sorella hanno potuto venire; ma nel
caso di mia moglie, mia moglie di 19 anni, lei non ha potuto
venire a trovarmi, perché le è stato continuamente negato un
visto per venire. Perciò non mi è stato possibile vederla negli
ultimi dieci anni.]
CB: [Lei è stato incarcerato per un numero di capi di
imputazione, uno dei quali era aver cercato di carpire segreti
militari degli Stati Uniti, il tentativo di infiltrarsi in una
base e di aver agito come agente segreto per conto di un governo
straniero. Può spiegarci che cosa stava facendo in Florida in
primo luogo?]
Gerando Hernández: Ebbene, in primo luogo raccoglievo
informazioni su gruppi terroristici che erano soliti operare in
Florida con totale impunità. [E’ gente che là possiede campi
di addestramento e organizzazioni paramilitari. Vanno a Cuba e
sono responsabili di sabotaggi, bombe e ogni tipo di
aggressioni. E, come le ho detto, viene loro assicurata
l’impunità.] Così, a un certo punto, Cuba decise di mandare
persone a raccogliere informazioni su questi gruppi e di farle
ritornare a Cuba per impedire tali azioni. Nel 1998 Cuba
trasmise all’FBI alcune informazioni relative a quei gruppi
nella speranza che l’FBI avrebbe agito in qualche modo contro di
essi. Purtroppo però quelli si preoccuparono solo di arrestare
le persone che avevano raccolto le informazioni. [Per quanto
riguarda la parte militare, sono stato accusato di cospirazione
ai fini di commettere spionaggio, ed ecco perchè non si trattava
affatto di spionaggio. Al nostro processo, che durò sette mesi,
testimoniarono tre o quattro generali in pensione dell’esecito
degli Stati Uniti, i quali affermarono che non vi era nulla che
si riferisse allo spionaggio in questa causa. Ma poiché il
dibattimento si svolgeva a Miami, non riuscimmo ad avere un
processo equo. Fummo dichiarati colpevoli, ma ribadisco che fu
una cospirazione perché il governo disse: "Aspetta un attimo -
non hanno commesso spionaggio, ma avrebbero cercato di
commetterlo prima o poi", così questa è cospirazione ai fini di
commettere spionaggio, ma non è stato raccolto né trasmesso un
singolo dettaglio di informazione segreta, nulla di pertinente
alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti.]
CB: Però lei ammette di avere lavorato come agente per un
governo straniero e, in una delle sue dichiarazioni difensive,
lei afferma proprio che stava lavorando con documenti falsi,
falsi documenti di identità?
GH: Sì, lo ammetto.
[CB: Allora è una cosa gravissima averlo fatto, non è vero?]
GH: [Sì, lo è,] ma esiste la cosiddetta "difesa di
necessità" in base alla quale, se [per impedire un misfatto]
per impedire un crimine si deve violare una legge, questo si
possa giustificare. Nel mio caso, è vero, avevo falsi documenti
di identità, lavoravo per un governo straniero, non per colpire
gli interessi degli Stati Uniti bensì per difendere il popolo
cubano dal terrorismo.
CB: E i crimini che cercava di fermare, che cosa erano
esattamente quei crimini?
GH: Beh, per esempio, nel 1997 una bomba esplose in un albergo
cubano e uccise [Fabio Di Celmo] un turista italiano. Nel
1976, come lei sa, una bomba esplose su un aereo cubano,
uccidendo 73 persone. E questi sono solo due esempi di atti
terroristici commessi contro Cuba. Chiunque viva a Miami [guardi
la TV, segua i programmi della stazione televisiva o
dell’emittente radiofonica locale] sa che cos’è Comandos F-4
e sa che cos’è Alpha 66 [e sa che che cosa significhi
Brothers to Rescue (Fratelli al Salvataggio).]
[CB: E di che si tratta, può spiegarmi che cosa sono questi
nomi?]
[Sì, erano definiti solitamente gruppi paramilitari. Io li
chiamo gruppi terroristici.] Essi dispongono di campi di
addestramento nelle Everglades, indossano abbigliamento
mimetico, portano armi e si esercitano per il giorno in cui
"libereranno Cuba". Erano soliti raggiungere Cuba su barche e
sparare su edifici cubani, tentavano di organizzare un
sabotaggio interno e ogni tipo di azioni. [Queste
informazioni sono di pubblico dominio - verifichi i quotidiani
di Miami, può rendersi conto. Potrà verificare che essi sono
coinvolti, vanno a Cuba, provocano sapratorie, ritornano e sono
accolti come eroi e, per esempio, al nostro processo presentammo
alcuni testimoni, abbiamo messo sotto accusa la Guardia
Costiera, abbiamo messo sotto accusa l’FBI e presentato la prova
dell’impunità di cui godono queste persone. Per esempio, abbiamo
chiesto ad un ufficiale della Guardia Costiera: "E’ vero che
quel giorno avete intercettato un gruppo che si dirigeva a Cuba
con armi ed esplosivi?" "Sì, è vero." "E’ vero che vi siete
fatti solamente consegnare le armi e avete liberato gli uomini?"
"Sì." "Perché?" "Beh, perché affermarono di essere a pesca di
astici." Al nostro processo è successa una cosa simile, e non si
tratta di un caso singolo. Vi è una lunga documentazione di
aggressioni terroristiche contro il mio Paese. Perciò il popolo
cubano ha il diritto di difendersi da atti terroristici.] Si
spera che il governo degli Stati Uniti e le autorità
statunitensi facciano qualche cosa, poiché affermano di condurre
una guerra contro i terroristi, ma perché intendete permettere a
questi terroristi di agire liberamente a Miami? [Recentemente,
appena un mese fa, l’uomo che è l’artefice della bomba
sull’aereo cubano che causò l’uccisione di 73 persone, è stato
scarcerato ed è ora libero a Miami.]
CB: C’è un’accusa molto controversa sulla base della quale lei è
stato incarcerato e la ragione per cui sta scontando una
condanna tanto lunga - l’abbattimento da parte di Cuba di due
aerei civili degli Stati Uniti nel 1996. Ebbe una parte in
riferimento a questo?
GH: No, assolutamente no. [Ma deve comprendere ciò che è
realmente accaduto. La persona che comandava questi due aerei si
chiama José Basulto; egli operava per la CIA negli anni '60, fu
infiltrato a Cuba per compiere sabotaggi. Più tardi, nel 1962,
ritornò a Cuba dalla Florida e cannoneggiò un albergo cubano,
ritornò a Miami e fu accolto da eroe. Ha una lunga storia di
terrorismo contro Cuba, e in alcuni punti della sua vita disse:
"Bene, ora intendo essere umanitario, voglio prendere questo
piccolo aeroplano e volare dentro Cuba senza alcun tipo di
permesso e buttare giù opuscoli e propaganda", e così fece per
circa sedici volte. Cuba inviò agli Stati Uniti sedici note
diplomatiche, presentate al nostro processo, lamentandosi con
gli Stati Uniti e affermando: "Ehi, questi violano il diritto
internazionale, leggi statunitensi, leggi cubane. Solitamente i
MIG cubani decollavano e scortavano queste persone affinchè si
allontanassero. La reazione di Cuba era solitamente: "Ehi, non
fatelo più, mettete in pericolo la nostra aviazione, la nostra
popolazione, tutto quanto.]
[CB: Questo può essere stato non corretto, e sono certa che
vi siano state molte discussioni diplomatiche al riguardo, ma
quello che mi interessa è ciò che lei ha fatto in questo
contesto.]
GH: [Nulla!] Ero a Miami e l’aereo fu abbattuto in acque
cubane, a una bella distanza [da me].
CB: Quindi lei non ha trasmesso alcuna informazione che avrebbe
aiutato il governo cubano ad abbattere gli aerei?
GH: No, certamente no. Se risalite ai documenti di quei periodi,
vedrete che José Basulto aveva annunciato prima del viaggio:
"Andremo là il 24 febbraio". Tutti lo sapevano. [Al nostro
processo presentammo un memorandum del governo degli Stati
Uniti. Un’agenzia, la Federal Aviation Agency, diceva ai suoi:
"Ehi, lui farà questo il 24 febbraio, siamo preoccupati che
possa succedere qualche cosa, poiché Cuba ha già detto che se lo
rifaranno, saranno abbattuti, per cui faremmo meglio a 'tenere
le anatre allineate' ", questo è quanto affermava effettivamente
il promemoria. Dunque tutti si aspettavano che qualche cosa
sarebbe accaduto. Al nostro processo persino Richard Nuccio, ex
consulente del presidente Clinton, disse: "Sì, quell’organizzazione
era fuori controllo". Vi è una lunga disputa sull’incidente e
Cuba afferma di aver abbattutto gli aerei entro le acque cubane
secondo il radar cubano; gli Stati Uniti dicono che un aereo era
nelle acque cubane, mentre i due abbattuti vi si stavano
dirigendo, ma si trovavano in acque internazionali.] E il
governo mi accusò di cospirazione, dissero così perché sapevo
che l’aereo sarebbe stato abbattuto e perché sapevo che l’aereo
sarebbe stato abbattuto superate le acque internazionali, il che
è assolutamente senza senso. E’ una cosa pazzesca, ma devono
colpire qualcuno e hanno scelto me.
CB: Per voi è imminente un appello. Quali saranno gli elementi
su cui si fonda il vostro appello?
GH: [Ebbene, abbiamo diversi punti nel nostro appello. Il
punto principale, che desideravamo realmente ed è purtroppo
stato respinto, è quello relativo alla sede del processo.]
Protestavamo perché il processo non era equo a Miami. Il nostro
processo è durato sette mesi, sono state rese oltre 100
testimonianze. La giuria ha deliberato in poche ore senza fare
una sola domanda. Ci hanno semplicemente riconosciuto colpevoli
per ogni capo di imputazione e poi il giudice ci ha imposto la
condanna più elevata possibile per ogni capo di imputazione.
CB: E lei sostiene che questo sia dovuto all’influenza della
comunità di fuorusciti cubani in Florida?
GH: Sì, naturalmente. Durante il processo vi fu ogni tipo di
irregolarità, se vogliamo chiamarle così. La gente filmava i
giurati, e li seguiva; la stampa seguiva i giurati fino alle
loro auto, e vi erano disordini o qualche tipo di protesta
davanti ai tribunali, succedeva di tutto. [Anche la stampa
era veramente dura nei nostri confronti.]
CB: Quindi lei ritiene che la giuria avesse subito intimidazioni
o, addirittura, fosse stata ostacolata? La cosa era davvero così
grave?
GH: Ritengo che la giuria avesse subito intimidazioni. Chiunque
viva a Miami o sia a conoscenza di quanto vi accade,
comprenderebbe che nulla di ciò che riguarda Cuba sia normale a
Miami. [Per esempio, proprio ora un libro è stato eliminato
dagli scaffali di Miami, ritirato dalle scuole, solo perché
sulla copertina appaiono bambini cubani sorridenti e
dall’aspetto felice. E’ un libro per ragazzi intitolato "Andiamo
a Cuba" e l’hanno eliminato solo perché una frase del libro
recita: "I bambini cubani studiano e vivono come voi", una cosa
del genere e unicamente per questo, e tutti quelli che conoscono
la storia di Miami sanno che è stata uccisa gente solo perché
voleva un migliore rapporto con Cuba. Intendo dire, che posso
parlarvi della rivista Replica la quale fu bombardata circa
sette volte in quanto favorevole a migliori rapporti con Cuba.
La gente di Miami - dovete viverci per comprendere. La maggior
parte del popolo americano non immagina neppure che cosa succeda
a Miami. E’ come un altro Paese.]
CB: Il leader
cubano Fidel Castro in passato ha preso molto a cuore il suo
caso ed ha parlato in sua difesa. Ha mai avuto contatti
direttamente con lui?
GH: Ebbi modo
di parlargli telefonicamente per il suo compleanno due anni fa.
[Non mi aspettavo una cosa del genere. Quel giorno telefonai
semplicemente a mia moglie, poiché era anche il compleanno del
mio amico René González. E risultò che le nostre famiglie erano
insieme a lui. Quando lo seppi, dissi a mia moglie: "Per favore,
auguragli buon compleanno da parte mia" e lui disse: "Aspetta un
attimo, voglio che me lo dica lui". Perciò ebbi la possibilità
di parlargli per pochi minuti, il che fu certo una grande
esperienza per me.]
CB: E che cosa
disse?
GH: Beh, disse
di essere fiducioso nel prevalere della giustizia, perché ha
sempre riposto fiducia in questo: quando il popolo americano
saprà ciò che è stato fatto nel nostro caso e scoprirà la verità
sul nostro caso, la giustizia prevarrà. Tutti hanno fiducia in
questo.
CB: Gerardo
Hernández dei cosiddetti cinque Cubani, al telefono dalla
prigione in California.
(Special to freethefive.org 2 luglio 2007)
Un primo atto di giustizia per Fabio Di Celmo
Dichiarazione dell’On. Iacopo Venier – resp. Esteri PdCI
Roma, 21 giugno – Oggi abbiamo fatto un passo in avanti decisivo
per ottenere giustizia per Fabio Di Celmo e nella
lotta contro tutti i terroristi.
Con l’approvazione di un ordine del giorno (primo firmatario
Iacopo Venier, insieme ai colleghi Bugio(PRC), Vacca(PDCI)
e Pettinari(SD)) il Governo italiano si è oggi impegnato a
perseguire i responsabili dell’attentato in cui perse la vita un
nostro connazionale compiuto a Cuba dalle organizzazioni
terroriste anticastriste agli ordini del sig. Posada Carriles,
terrorista reoconfesso, oggi “ospite” del governo degli Stati
Uniti. Quando la magistratura italiana lo incriminerà
formalmente sarà richiesta agli Usa la sua immediata
estradizione.
Venier precisa che “dato che sappiamo ufficialmente che la
magistratura italiana sta indagando proprio su questo terrorista
è necessario che il nostro Governo intervenga ora immediatamente
nei confronti degli USA perché Posada Carriles non possa
sfuggire ancora una volta alle proprie responsabilità e tanto
meno che gli venga concesso l'asilo politico.
Il
cubano Carriles in una intervista rilasciata al New York Times
il 12 luglio 1998, si attribuì la responsabilità dell’attentato
del 4 settembre 1997 compiuto nell'Hotel Copacabana a L'Avana,
nella Repubblica di Cuba, dove morì il giovane imprenditore
genovese, Fabio Di Celmo, ma resta impunito mentre il suo
avvocato, Eduardo Sota, ha presentato domanda di asilo politico
agli Stati Uniti perché Luis Posada Carriles avrebbe «favorito
gli interessi degli Usa per 40 anni»”.
Da
oggi in poi sarà compito del Parlamento italiano e del Governo
seguire con determinazione questa vicenda attorno alla quale si
gioca la nostra dignità nazionale e la credibilità di una lotta
al terrorismo che deve essere condotta anche quando il
terrorismo è stato praticato dagli “amici” degli Usa. “Sarebbe
davvero insopportabile – conclude Venier - che un terrorista
responsabile di gravi atti – tra cui l'attentato dell'ottobre
1976 contro un aereo della «Cubana de Aviaciòn» che provocò la
morte di 73 persone e per il quale lo stesso terrorista fu
condannato in Venezuela, recluso e poi evaso – resti impunito:
il voto espresso oggi dalla Camera è un primo atto di giustizia
nei confronti del genovese Fabio Di Celmo e della sua famiglia”.
(www.iacopovenier.it)
ODG approvato
La Camera,
premesso che:
il terrorismo è una delle minacce più gravi che,
all'inizio di questo millennio, l'umanità affronta e gli Stati
nazionali hanno l'obbligo, in questa fase storica, di ricercare
il massimo dell'unità possibile per combattere questo «mostro»
che rappresenta un pericolo sempre da qualsiasi luogo della
terra, da qualsiasi governo, da qualsiasi gruppo, religione o
individuo provenga;
considerato che:
il 4 settembre del 1997 una carica di esplosivo C4
pose fine alla giovane vita di Fabio Di Celmo, un imprenditore
genovese, un italiano, vittima di un attentato compiuto
nell'Hotel Copacabana a L'Avana, nella Repubblica di Cuba;
Raul Ernesto Cruz, salvadoregno, arrestato a
L'Avana in qualità di confesso esecutore materiale
dell'attentato all'hotel Copacabana che causò la morte di Fabio
Di Celmo, indicò il mandante e finanziatore dell'attentato nella
persona di Luis Posada Carriles;
in una intervista rilasciata al New York Times il
12 luglio 1998, lo stesso Luis Posada Carriles si attribuì la
responsabilità diretta di questo e di altri attentati e, a
proposito della morte dell'impresario italiano, dichiarò:« la
morte del turista italiano è stato solo un incidente imprevisto
che non mi turba affatto i sonni. Anzi io dormo come un bambino:
l'italiano si trovava nel posto sbagliato nel momento
sbagliato»;
Luis Posada Carriles è responsabile dell'attentato
avvenuto nell'ottobre 1976 contro un aereo della «Cubana de
Aviaciòn» in volo, che provocò la morte di 73 persone e per il
quale lo stesso terrorista fu condannato in Venezuela, recluso e
poi evaso;
Luis Posada Carriles fu arrestato e condannato a
Panama per aver tentato un attentato contro il presidente di
Cuba Fidel Castro che avrebbe potuto causare centinaia di morti
e che egli fu graziato dall'allora Presidente di Panama Mireya
Moscoso sei giorni prima della scadenza dei suo mandato;
Luis Posada Carrilles è riapparso nel 2005 negli
Stati Uniti dove è stato fermato per violazione delle leggi
sull'immigrazione;
l'8 maggio 2007, il Giudice statunitense Kathleen
Cardone ha disposto la liberazione definitiva del terrorista
Luis Posada Carriles, non considerando le imputazioni che il
Governo degli Stati Uniti aveva presentato contro di lui per
frode e per falso nelle dichiarazioni rese al Servizio
immigrazione e doganale del Governo degli Stati Uniti per
ottenere la naturalizzazione nel citato paese;
l'avvocato di Carriles, Eduardo Sota, ha
presentato domanda di asilo politico agli Stati Uniti con
l'argomentazione che Luis Posada Carriles «ha favorito gli
interessi degli Usa per 40 anni»;
la Sezione 412 del Patriot Act, che afferma che è
proibito liberare un sospettato, se la sua liberazione minaccia
la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, della comunità o di
qualunque altra persona e la risoluzione 1373 delle Nazioni
Unite, votata dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 precisa
che tutti i terroristi devono essere presentati davanti alla
giustizia;
la morte di un cittadino italiano attende
giustizia da quasi sette anni e il padre di questo italiano,
Giustino Di Celmo, da allora sta combattendo per un diritto che
l'onore nazionale dovrebbe tutelare con ogni mezzo,
è necessario adottare le opportune iniziative affinché
si segnali al Governo degli Stati Uniti che l'Italia considera
inaccettabile l'eventuale concessione dell'asilo politico al
terrorista Luis Posada Carriles e che il trattamento di cui gode
un terrorista reo confesso mina gravemente la credibilità
dell'impegno degli Stati Uniti nella lotta contro il terrorismo;
impegna il Governo:
ad adoperarsi con sollecitudine per la richiesta di estradizione in
Italia di Posada Carriles nel caso in cui il procedimento penale
attualmente in corso presso la Procura della Repubblica di Roma
portasse ad un'incriminazione nei suoi confronti per l'attentato
terroristico a L'Avana in cui perse la vita Fabio Di Celmo.
Venier, Burgio, Vacca, Pettinari.
Carriles, il terrorismo e la doppia morale degli USA
Se
non fosse solamente il primo passo, e se non
fosse che l'Italia non ha una gran tradizione
nell'esigere giustizia (dagli armadi della
vergogna, al Cermis a Nicola Calipari), sarebbe
una notizia da celebrare. La Camera dei deputati
ha approvato un ordine del giorno, del quale era
primo firmatario il parlamentare del Pdci Jacopo
Venier, con il quale impegna il governo a
chiedere l'estradizione del terrorista Luís
Posada Carriles, reo confesso - nello specifico
- dell'assassinio del cittadino italiano Fabio
di Celmo.
Fabio era un ragazzo di 32
anni, assassinato all'Avana nel settembre del
1997, in una campagna terroristica pensata per
danneggiare il rifiorire del turismo nell'isola.
La bomba che mise fine alla vita di Fabio era
stata messa proprio da Luís Posada Carriles, il
simbolo stesso della doppia morale statunitense
in tema di terrorismo. Sulla vicenda è stato
realizzato quest'anno un film diretto dal
regista catanese Angelo Rizzo.
Posada Carriles si vanta
spesso delle sue imprese. Sbirro della dittatura
di Batista, Fin dalla Rivoluzione è stato al
centro di tutte le trame anticubane orchestrate
da Miami. Dal 1960 in avanti lavora per la CIA,
come affermano documenti declassificati della
stessa Agenzia di Langley. Oggi, con i suoi 79
anni, e con la sua carriera, conosce talmente
tanti segreti da poter tenere per le palle
mezza CIA. Della morte di Fabio disse: "dormo
sonni tranquilli. Era nel posto sbagliato al
momento sbagliato". Per dieci anni i governi
italiani hanno evitato di chiederne
l'estradizione. Nel 1976, insieme al socio di
tutta la vita, Orlando Bosch, fece saltare in
aria un volo civile della Cubana de Aviación,
diretto alle isole Barbados. Morirono
assassinate 73 persone, in massima parte
giovanissimi atleti cubani.
Quell'attentato fu
inoppugnabilmente protetto e controllato -
centinaia di documenti declassificati lo
dimostrano - dalla CIA diretta all'epoca da
George Bush padre. Orlando Bosch, al sicuro a
Miami, se n'è vantato in diretta televisiva,
sminuendone però la portata criminale. "In fondo
-afferma Bosch in registrazioni facilmente
reperibili- cosa abbiamo fatto di male,
sull'aereo c'erano solo dei negretti".
Luís Posada Carriles, era già
all'epoca non solo un terrorista affermato, ed
uno dei più apprezzati addestratori di squadroni
della morte in Centroamerica, ma anche il capo
dei servizi segreti venezuelani
"denazionalizzati" dall'allora presidente
filostatunitense Carlos Andrés Pérez. E in quel
paese, da capo dei servizi segreti, aveva
compiuto decine di attentati fino ad essere
arrestato e condannato e poi riuscire a fuggire
con complicità ai massimi livelli dello stato.
Per quei crimini, la magistratura venezuelana ne
chiede, con la piena forza e legittimità del
diritto, l'estradizione. Non l'otterrà.
Dopo essere stato tra i
gestori per conto di Washington della guerra
sporca in Centramerica, che ha causato decine di
migliaia di vittime, tra le quali il Vescovo di
San Salvador, Oscar Romero, Posada Carriles fu
riarrestato e ricondannato a Panama. Qui,
nell'autunno 2004, fu indultato come ultimo atto
pubblico della presidente uscente Mireya Moscoso
e favore personale a George W Bush. Altrimenti
Posada Carriles avrebbe messo nei guai il papà.
A quel punto il terrorista si presentò negli
Stati Uniti e si fece arrestare - era tutto
concordato - per violazione delle leggi
migratorie di quel paese. Il tira e molla andò
avanti fino allo scorso aprile, quando fu
scarcerato. Per parte della stampa italiana e
internazionale fu l'occasione per giocare sulle
parole: "Posada Carriles prosciolto da ogni
accusa", titolò qualcuno. Giocando a non sapere
che mai negli Stati Uniti, il terrorista potrà
essere incriminato per terrorismo e che il
proscioglimento arrivava solo per un'accusa
prefabbricata di immigrazione illegale. Del
resto, se non ha diritto Posada Carriles ad un
permesso di soggiorno nel paese che ha servito
per mezzo secolo, allora non ne ha diritto
nessuno. Nonostante sia reo confesso per decine
di efferate azioni terroristiche, in molti
giocano sui termini, parlano di presunto
terrorista nel migliore dei casi, o di
combattente per la libertà di Cuba nei casi più
efferati di malafede e di doppia morale.
L
'ordine
del giorno votato dalla Camera non ha alcuna
possibilità di prosperare. E qualora si
arrivasse alla richiesta di estradizione, questa
non sarebbe concessa. Ma è un momento
importante. Se non altro ristabilisce un minimo
di decenza per le istituzioni italiane. La colpa
di Fabio è quella di essere morto a Cuba. Fosse
morto in un attentato terroristico in Iraq o
Afghanistan, oggi a lui sarebbero intitolate
delle strade. Invece per 10 anni, la sua morte è
stata scomoda. Per Giustino di Celmo, il padre
di Fabio, che da 10 anni lotta per ottenere
giustizia, abbandonato anche dalla sinistra
italiana, oggi è un momento per sentirsi meno
solo.
Il documento approvato,
spiega Venier, impegna il governo «ad adoperarsi
con sollecitudine per la richiesta di
estradizione in Italia di Posada Carriles, nel
caso in cui il procedimento penale attualmente
in corso presso la procura della Repubblica di
Roma portasse ad un'incriminazione nei suoi
confronti per l'attentato terroristico all'Avana
in cui perse la vita Fabio Di Celmo». Da oggi in
poi sarà compito del Parlamento italiano e del
Governo seguire con determinazione questa
vicenda attorno alla quale «si gioca la nostra
dignità nazionale e la credibilità di una lotta
al terrorismo che deve essere condotta anche
quando il terrorismo è stato praticato dagli
"amici" degli Usa - spiega Venier - Sarebbe
davvero insopportabile che un terrorista
responsabile di gravi atti - tra cui l'attentato
dell'ottobre 1976 contro un aereo della «Cubana
de Aviaciòn» che provocò la morte di 73 persone
e per il quale lo stesso terrorista fu
condannato in Venezuela, recluso e poi evaso -
resti impunito: il voto espresso oggi dalla
Camera è un primo atto di giustizia nei
confronti del genovese Fabio Di Celmo e della
sua famiglia».
Luís Posada Carriles è stato
messo in libertà dietro cauzione da un tribunale
degli Stati Uniti. Sembra una burla eppure è
vero. Organizzatore spietato di squadroni della
morte, torturatore e assassino, abbattitore di
aerei civili, bombarolo impenitente, assassino
reo confesso del cittadino italiano Fabio Di
Celmo (ma nessun governo italiano ne ha mai
chiesto l'estradizione), Posada Carriles è uno
dei peggiori terroristi del XX secolo.Se la sua
liberazione mette a nudo in maniera scandalosa
la doppia morale antiterrorista del governo
degli Stati Uniti, il silenzio sulla sua
liberazione rende ineludibile l'allarme
democratico sui media mainstream italiani e
internazionali. Nel corso della sua lunga
carriera al servizio della CIA, Posada Carriles
ha agito principalmente contro Cuba, ma anche in
centroamerica e in Venezuela. E' un dato di
fatto che facilita la complicità con il
terrorismo di stato da parte dei media. Posada
metteva bombe a Cuba per conto della CIA e far
saltare in aria dei "negri" cubani, come li
definì il suo socio Orlando Bosch, è una colpa
veniale o addirittura un merito, per la libera
stampa italiana e occidentale.
Le bombe nelle stazioni,
negli alberghi, nelle piazze, nelle banche
dell'agricoltura, nei treni o negli aerei, tutto
quanto chiamiamo terrorismo, non dovrebbe avere
colore. Purtroppo la congiura del silenzio su
Posada Carriles e chi lo ha armato, testimoniano
il contrario.(AprileOnline 23 giugno 2007)
Vittoria di
Cuba nel Consiglio dei Diritti Umani
Dichiarazione
del Ministro degli Esteri
Il Consiglio dei Diritti Umani, alla conclusione
del suo quinto periodo di sessioni, a Ginevra,
ha deciso di interrompere l’incarico della
denominata Rappresentante personale dell’Alta
Commissaria dei Diritti Umani per Cuba, facendo
terminare così la manipolazione da parte del
governo degli Stati Uniti sul tema di diritti
umani contro il nostro paese.Questa decisione
dell’organismo, che rimpiazza la screditata
Commissione dei Diritti Umani, costituisce una
storica vittoria nella lotta del nostro popolo
per far valere la giustizia e porre fine
all’esercizio anticubano che gli Stati Uniti
hanno concepito precisamente come pretesto per
mantenere ed esacerbare la loro politica
genocida e d’aggressione contro Cuba.
Con questa decisione il Consiglio dei Diritti
Umani riconosce il carattere ingiusto,
selettivo e discriminatorio delle azioni che
per due decenni sono state perpetrate contro il
nostro paese e un rotondo basta alle risoluzioni
e ai meccanismi che il governo nordamericano è
riuscito ad imporre nella discutibile ex
Commissione dei Diritti Umani, con le minacce, i
ricatti e le manipolazioni. Il sostegno degli
integranti del MNOAL, il Movimento dei Paesi non
allineati e degli altri paesi del Terzo Mondo è
stato essenziale per ottenere questo risultato.
Ora i paesi della Unione Europea, alleati
permanenti della CDH, non hanno altra opzione
che accettare l’interruzione del disprezzabile
mandato contro Cuba, come unica via per cercare
di dare credibilità al Consiglio, il cui primo
anno di vita si compie in questi giorni.
Questo risultato costituisce un atto di
imprescindibile giustizia per l’agguerrito e
generoso popolo cubano, i cui figli hanno
contribuito alla scomparsa del colonialismo e
della apartheid in Africa e che oggi si offrono
modestamente e disinteressatamente alla
realizzazione dei diritti umani di milioni di
persone nei più di 100 paesi ai quali oggi
giunge la solidarietà di circa 42 mila medici,
infermiere e allenatori sportivi, ingegneri e
tecnici cubani, in un atto di giustizia con un
popolo che oggi prepara gratuitamente nelle sue
università almeno 30 mila giovani di 118 paesi
ed ha reso la vista a quasi 700 mila persone di
31 paesi. Costituisce un riconoscimento al
prestigio e al lavoro di Cuba e della sua
Rivoluzione, la cui innegabile opera nella
promozione e la protezione di tutti i diritti
umani per tutti, la creazione di una società
sempre più giusta, più ugualitaria, più umana,
non può essere ignorata o tergiversata. È un
meritato riconoscimento alla difesa cubana degli
interessi del Terzo Mondo, alla sua denuncia e
resistenza di fronte alle pretese di domini
imperiale degli Stati Uniti, a quella Cuba che,
per i suoi meriti, è stata eletta membro
fondatore del Consiglio dei Diritti Umani con
135 voti, più dei due terzi dei membri
dell’Assemblea Generale della ONU, nonostante le
pressioni del governo degli Stati Uniti e della
Unione Europea, che avevano operato attivamente
contro la candidatura cubana.
È il risultato del processo di costruzione
istituzionale del Consiglio recentemente
concluso, che nonostante le carenze e
deficienze che ha tuttora l’organismo, è
favorevole ai paesi del Terzo Mondo, organizzati
e agglutinati dal MNOAL, con la presidenza di
Cuba. Il movimento ha svolto un attivo ruolo ed
ha ottenuto che l’agenda del Consiglio oggi
includa elementi di speciale importanza per i
paesi del sud, come la situazione dei diritti
umani in Palestina e i territori arabi occupati,
il diritto allo sviluppo e la discriminazione
razziale, la xenofobia. Adesso dovremo vedere
se i paesi industrializzati che hanno usato la
vecchia CDH come strumento per cercare d’imporre
il loro concetto e la loro visione politica,
saranno disposti realmente a lavorare sulla base
dei principi di universalità, imparzialità,
obiettività, non selettività, dialogo
costruttivo e cooperazione, evitando doppie
facciate e la politicizzazione che avevano
portato al disprezzo della criticabile
Commissione dei Diritti Umani che era
trasformata in un tribunale inquisitore dei
paesi del sud. Cuba, che nella sua qualità di
presidente del Movimento dei Paesi non Allineati
ha disimpegnato un importante ruolo in questo
processo, continuerà a combattere in difesa
della verità della nostra sovranità e degli
interessi dei paesi del Terzo Mondo.
L’Avana, 19 Giugno del 2007 – "Anno 49 della
Rivoluzione"
Cuba: Castro in Tv, sono una maestro di vita in pensione
(ANSA)
- L'AVANA, 6 GIU - 'Un maestro en retiro', piu' o meno 'un
saggio in pensione'. Cosi' si e' piu' volte definito, anche con
tono ironico, Fidel Castro nella sua prima intervista effettuata
a oltre 10 mesi dall'intervento chirurgico che lo ha costretto a
delegare il potere al fratello Raul. Registrata lunedi' nel
luogo segreto in cui trascorre la convalescenza e' stata mandata
in onda nel tardo pomeriggio di ieri dal programma televisivo 'Mesa
Redonda' e ripresa contemporaneamente da tutti i media
radiofonici dell'isola.
Il lider maximo, indossando l'ormai abituale tuta sportiva della
nazionale olimpica cubana, seduto in una poltrona di vimini come
il suo intervistatore, il conduttore del programma Nandy Alonso,
e' apparso in migliori condizioni rispetto ad alcuni video
precedenti e con un tono di voce chiaro, pur se strascicato e,
sovente, interrotto da brevi silenzi.
Castro, che compiera' 81 anni il prossimo agosto, non ha pero'
fatto alcun cenno ad un suo eventuale ritorno al potere,
possibilita', per altro, che proprio per il suggestivo e
singolare evolversi dell'intervista durata circa un'ora, non
sembra facilmente concretizzabile.
Il lider maximo, alla luce del fatto che, sabato scorso, si e'
riunito con il segretario generale del partito comunista del
Vietnam, Nong Duc Manh, ha cominciato parlando di tale colloquio
('E' stato un vero incontro di lavoro'), per poi dilungarsi per
oltre 40 minuti sui 'successi' del Paese, inanellando uno via
l'altro ogni sorta di dettagli, con dati e cifre, e ricordando
anche una visita che compi' nel 1973 durante la guerra 'quando
le bombe a grappolo cadevano fitte'.
E' toccato quindi ad Alonso interrompere tale incessante flusso,
dicendogli che lo trovava 'in un buon stato d'animo'., 'Faccio
quello che devo fare. Non esiste nessun segreto di stato in
proposito' gli ha risposto Castro che, dopo aver sottolineato
che 'per un essere umano i pericoli sono sempre in agguato, ha
anche ironizzato su fatto che sta 'migliorando' la sua miopia,
per cui 'e' come se stessi ringiovanendo'.
Sempre su sollecitazione dell'intervistatore, Castro ha poi
assicurato che segue gli avvenimenti del mondo attraverso la tv
satellitare. In proposito, parlando degli incidenti accaduti in
Germania gia' prima dell'inizio del vertice del G8 ('Una bella
accoglienza, ancora prima che quel signore arrivasse', ha
sottolineato in riferimento a Bush), si e' chiesto 'se un mondo
siffatto e' governabile?' e sostenuto che 'la gente ha
ormai cominciato a prendere coscienza sulla difficolta' di
vivere'. In questo frangente ha ribadito le sue critiche al
governo Usa, affermando: 'Non c'e' nulla di proibito per chi
esercita la tirannide mondiale'.
Castro inoltre, non ha dimenticato il tema al centro dei 14
editoriali che ha scritto finora su 'Granma', quello dei
biocombustibili, ribadendo che 'e' veramente orribile che gli
alimenti vengano utilizzati come materie prime'.
Il lider maximo infine, al di la' di chiedere scusa 'se sono
stato noioso', ha assicurato che continuera' a scrivere le sue
'riflessioni' su 'Granma' per le quali ho gia' raccolto molto
materiale e, ricordando ancora una volta si sentirsi 'un maestro
en retiro', si e' detto disposto ad una prossima seconda
intervista.
Cuba: Castro praticamente guarito
(ANSA) - NEW YORK, 2 GIU - Il leader cubano Fidel Castro e'
'praticamente guarito', ha detto alla Cnn un alto funzionario
cubano.'Penso che sia praticamente guarito', ha detto il
presidente dell'Assemblea Nazionale cubana Ricardo Alarcon alla
rete di Atlanta.
Alarcon ha detto che Castro, che ha 80 anni, ha messo 'il peggio
alle spalle'.Il 31 luglio dello scorso anno Fidel Castro era
stato sottoposto ad un intervento chirurgico per una grave
emorragia intestinale.
La lunga convalescenza ha costretto il 'lider maximo' cubano,
che sta per compiere 81 anni, a delegare il potere al fratello
Raul.
Ambasciata di Cuba
L’Ambasciata di Cuba in Italia invita al Foro dibattito sui
Cinque Eroi Cubani, detenuti ingiustamente nelle carceri
statunitensi, che si terrà il 12 giugno alle ore 10:00 a.m. (ora
di Cuba), e al quale è possibile partecipare collegandosi al
sito www.
foro.cubava.cu.
Cordiali saluti.
Ambasciata di Cuba in Italia
Cinque Giovanni combattenti
contro il terrorismo.
La Gioventú cubana, insieme al suo popolo, condanna la doppia
morale del governo degli Stati Uniti che maschera e giustifica
le sue ansie di potere in una mal definita lotta contro il
terrorismo, mentre mantiene la sua complicità con i
terroristi che ha preparato e finanziato, fino alla liberazione
di Posada Carriles e mantenendo in prigione, illegalmente ed
ingiustamente, nonostante la condanna universale, Gerardo, René,
Tony, Ramón e Fernando.
Ribelliamoci tutti contro l’ingiustizia che si sta commettendo
contro questi cinque patrioti cubani ed esigiamo la loro
immediata liberazione. Difendere questa causa significa essere
fedeli all’eroismo, alla dignità, al coraggio e al patriotismo.
Per questa
ragione, il prossimo 12 giugno, alle ore 10:00 (ora di Cuba), i
familiari di questi eroi della Repubblica di Cuba insieme alla
gioventù cubana, saranno collegati a Internet per aggiornarci
sulla situazione ed avere l’opportunità di comunicare con tutte
le persone che nel mondo lottano per questa giusta e nobile
causa.
Collegati al sito:
foro.cubava.cu
Dichiarazione del Governo rivoluzionario di Cuba
Cuba condanna la
vergognosa decisione di mettere in libertà il terrorista Luis
Posada Carriles e indica il governo degli Stati Uniti come unico
responsabile di questo atto crudele ed infame con cui cerca di
comprare il silenzio del terrorista sui suoi crimini commessi al
servizio della
CIA, in particolare nell’epoca in cui Bush padre ne era
Direttore Generale.Con questa decisione il governo nordamericano
ha ignorato il clamore suscitato in tutto il mondo, e persino
internamente al territorio degli Stati Uniti, contro l’impunità
e la manipolazione politica che tale atto racchiude.Questa
decisione è un insulto al popolo cubano e ai popoli che persero
73 dei loro figli nell’abominevole attentato del 1976 con cui
abbatterono, davanti alle coste delle Barbados, un aereo civile
della Cubana de Aviación.Questa decisione è un insulto allo
stesso popolo degli Stati Uniti ed una sonora smentita alla
supposta “guerra contro il terrorismo” dichiarata dal governo
del Presidente George W. Bush.
Al governo degli
Stati Uniti serebba stato sufficiente dichiarare il carettere
terrorista di Luis Posada Carriles
per impedirne la liberazione e aver riconosciuto, in conformità
con la Sezione 412 della Legge Patriota degli Stati Uniti, che
“la sua liberazione minaccia la sicurezza nazionale degli Stati
Uniti o quella della comunità o di qualsiasi altra persona”. Il
governo degli Stati Uniti avrebbe inoltre potuto applicare i
regolamenti che permettono al Servizio dell’Immigrazione e delle
Dogane di trattenere uno straniero non ammissibile in territorio
nordamericano e soggetto ad espulsione. Per questo, sarebbe
stato sufficiente che le autorità nordamericane fossero giunti
alla determinazione che Posada Carriles rappresenta un rischio
per la comunità o che liberarlo poteva comportare il rischio di
fuga.
Perchè il governo
degli Stati Uniti ha permesso che il terrorista entrasse
impunemente in territorio nordamericano nonostante i richiami
all’allerta del Presidente Fidel Castro?Perchè il governo
nordamericano lo ha protetto durante i mesi in cui ha
soggiornato illegalmente sul suo territorio?Perchè lo scorso 11
gennaio, nonostante avesse tutti gli elementi per farlo, si è
limitato ad accusarlo di un reato minore, di carattere
eminentemente migratorio, e non invece per quello che in realtà
è: un assassino?
Perchè viene liberato
quando invece la stessa Giudice Kathleen Cardone, nel suo
verdetto del 6 aprile con cui è stata ordinata la scarcerazione
del terrorista ha riconosciuto che era accusato “.........di
essere stato coinvolto o associato ad alcune delle azioni più
infami del ventesimo secolo (.......). Tra queste l’invasione
della Baia dei Porci, lo scandalo Iran-Contras, l’abbattimento
del volo 455 della Cubana de Aviación, le bombe del 1997 nei
centri turistici de L’Avana e, secondo alcuni teorici della
cospirazione, l’assassinio del Presidente John F. Kennedy”.Perchè
ora il Servizio dell’Immigrazione delle Dogane del Dipartimento
per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti non utilizza i
meccanismi che ha a sua dispozione per mantenere in carcere il
terrorista, in base all’indubbio argomento già utilizzato dalla
Procura Generale degli Stati Uniti recentemente, lo scorso 19
marzo, secondo cui liberarlo comportava il rischio di
fuga?Perchè il governo degli Stati Uniti non fece caso alla
richiesta di estradizione presentata, con tutti i requisiti di
rigore, dal governo della Repubblica Bolivariana del
Venezuela?Com’è possibile che venga liberato oggi il più noto
terrorista mai esistito in questo emisfero mentre rimangono
crudelmente incarcerati cinque giovani cubani il cui unico
delitto è stato quello di lottare contro il terrorismo?Per Cuba
la risposta è chiara. La liberazione del terrorista è stata
ideata dalla Casa Bianca come compenso affinchè Posada Carriles
non divulghi ció che sa, affinchè non parli degli innumerevoli
segreti che custodisce riguardanti il lungo periodo da egli
trascorso come agente dei servizi speciali nordamericani durante
il quale agí nell’Operazione Condor e nella guerra sporca contro
Cuba, contro il Nicaragua e contro altri popoli del mondo.La
piena responsabilità per la liberazione del terrorista e per le
conseguenze che da essa ne derivino ricade direttamente sul
governo degli Stati Uniti e, in particolare, sul Presidente di
quel paese.Anche adesso, dopo la sua liberazione, il governo
degli Stati Uniti ha in mano tutta l’informazione e possiede i
meccanismi legali per arrestarlo di nuovo. C’è solo bisogno
della volontà politica per lottare seriamente contro il
terrorismo e per ricordare che, secondo il Presidente Bush,
“......... se qualcuno offre rifugio ad un terrorista, se
appoggia un terrorista, questo qualcuno sarà colpevole tanto
quanto i terroristi”. L’Avana, 19 aprile 2007
Il viaggio della speranza di un gruppo di newyorkesi
La nuova provocazione di Micheal Moore é
chiara: la sanità pubblica cubana è migliore di quella degli
Stati Uniti
Oltre ad essere gratuita è infatti più efficace, efficiente e
considerata uno dei poli di eccellenza nel mondo per la cura di
alcune malattie. Il paragone è con il sistema americano, fondato
su una sanità privatizzata, ostaggio delle multinazionali e
delle case farmaceutiche, che riserva le cure migliori solo a
chi può permettersele. E il confronto viene portato avanti non
da un gruppo di persone qualsiasi ma da alcuni degli ormai
tristemente famosi soccorritori dell'11 settembre, ammalatisi in
seguito all'inalazione dei gas sprigionatasi dai crolli.
Nel prossimo film-documentario di Moore queste persone si sono
recate all'Havana, violando l'embargo che proibisce ai cittadini
Usa questo tipo trasferte anche se evidentemente "miracolose",
per sottoporsi a cure innovative che hanno avuto notevoli
risultati. Il regista vincitore al festival di Cannes 2004 tocca
l'ennesimo tema scottante degli Stati Uniti, la sanità, mediante
una controversia che di recente è tornata ad investire le prime
pagine dei giornali statunitensi. la denuncia fatta da oltre 9
mila newyorkesi, affetti da gravi patologie polmonari e
gastriche contratte l'11 settembre, contro le autorità per non
aver reso noto quale fosse la "qualità" dell'aria. Su questa
vicenda è stata aperta un'inchiesta portata avanti dalla
sottocommissione al Senato a cui capo c'è Rudy Giuliani, in
corsa per le elezioni del 2008. Insomma i soliti panni sporchi
che però negli Stati Uniti riguardano circa 45 milioni di
persone prive di un'assistenza sanitaria adeguata, nel paese --
si dice -- più ricco ed evoluto del mondo.(17 aprile 2007)
Riflessioni del Comandante in Capo : La brutale risposta
I
l
più genuino rappresentante di un sistema di terrore, imposto al
mondo dalla superiorità tecnologica, economica e politica della
più forte potenza che abbia conosciuto il nostro pianeta è,
senza dubbio, George W. Bush. Condividiamo, perciò, la tragedia
dello stesso popolo nordamericano e dei suoi valori etici.
Solamente dalla Casa Bianca potevano provenire le direttive per
la sentenza emessa venerdì scorso da Kathleen Cardone, giudice
della Corte Federale di El Paso, che ha concesso la libertà su
cauzione a Luis Posada Carriles.È stato lo stesso presidente
Bush che ha sempre eluso il carattere criminale e terrorista
dell’accusato. È stato protetto accusandolo di una semplice
violazione delle leggi migratorie. La risposta è brutale. Il
governo degli Stati Uniti e le sue istituzioni maggiormente
rappresentative avevano già deciso la libertà del mostro.
I precedenti
sono noti e vengono da molto lontano. Coloro che l’hanno
addestrato e gli hanno ordinato di distruggere in pieno volo un
aeroplano cubano, con a bordo 73 persone, tra atleti, studenti,
passeggeri nazionali e stranieri, oltre al suo generoso
equipaggio; coloro che hanno comprato la liberta del terrorista,
quando si trovava detenuto in Venezuela, per rifornire e
praticamente dirigere una guerra sporca contro il popolo del
Nicaragua, con la perdita di migliaia di vite e la rovina del
paese per decenni; coloro che lo autorizzarono a contrabbandare
droga ed armi burlandosi delle leggi del Congresso; coloro che
hanno creato la terribile Operazione Condor ed hanno
internazionalizzato il terrore; coloro che hanno condotto alla
tortura, alla morte e molte volte alla sparizione fisica di
centinaia di migliaia di latinoamericani, era impossibile che
agissero in maniera differente.
Non perché sia
scontata, la decisione di Bush è meno umiliante per il nostro
popolo. Infatti è stata Cuba che, partendo dalle rivelazioni di
“Por Esto!”, giornale dello stato messicano di Quintana Roo,
successivamente completate dai nostri mezzi d’informazione, ha
saputo con estrema precisione che Posada Carriles, proveniente
dal Centro America, via Cancún, era giunto a Isla Mujeres. Da
lì, a bordo del Santrina e dopo un’ispezione della nave da parte
delle autorità federali messicane, si è recato direttamente a
Miami in compagnia di altri terroristi. Denunciato e citato
pubblicamente con precisi dati sul caso il 15 aprile 2005, il
governo di quel paese ha tardato oltre un mese ad arrestare il
terrorista ed un anno e due mesi a riconoscere che Luis Posada
Carriles era entrato illegalmente in Florida a bordo del
Santrina, una presunta nave scuola immatricolata negli Stati
Uniti.
Delle sue
innumerevoli vittime, delle sue bombe contro istallazioni
turistiche in anni recenti, delle sue decine di piani finanziati
dal governo degli Stati Uniti per eliminarmi fisicamente, non si
dice una sola parola. Non era sufficiente per Bush avere
oltraggiato il nome di Cuba installando nel territorio
illegalmente occupato di Guantánamo un orribile centro di
tortura simile a quello di Abu Ghraib, che una volta scoperto ha
spaventato il mondo intero. Il crudele agire dei suoi
predecessori non gli sembrava sufficiente. Non gli bastavano i
100 miliardi di dollari che aveva dovuto spendere un paese
povero e sottosviluppato come Cuba. Accusare Posada Carriles era
autoaccusarsi.
Dopo quasi mezzo
secolo, era ammesso tutto contro la nostra piccola isola a 90
miglia dalle loro coste e che desiderava essere indipendente. In
Florida è stata installata la più grande stazione di spionaggio
e di sovversione mai esistita sul pianeta.
Non bastava
l’invasione mercenaria della Baia dei Porci, che è costata al
nostro popolo 176 morti ed oltre 300 feriti, in un momento in
cui i pochi specialisti di medicina che ci avevano lasciato non
possedevano esperienza in ferite di guerra.In precedenza era
saltata, mentre si trovava alla fonda nel porto dell’Avana, la
nave francese La Coubre che trasportava per Cuba armi e granate
di fabbricazione belga, causando con due esplosioni
perfettamente sincronizzate, la morte di oltre 100 lavoratori ed
il ferimento di molti altri durante le operazioni di
salvataggio.Non bastava la crisi d’Ottobre del 1962 che ha
portato il mondo sul bordo di una guerra termonucleare totale,
quando già esistevano bombe 50 volte più potenti di quelle
esplose ad Hiroshima e Nagasaki.Non bastava l’introduzione nel
nostro paese di virus, batteri e funghi contro le nostre
piantagioni e allevamenti, e nonostante sembri incredibile,
contro esseri umani. Alcune di queste sostanze patogene sono
uscite dai laboratori nordamericani affinché noti terroristi al
servizio del governo degli Stati Uniti le portassero a Cuba. A
tutto ciò s’aggiunge l’enorme ingiustizia di mantenere detenuti
cinque eroici patrioti che, per fornire informazione sulle
attività terroristiche, sono stati slealmente condannati a pene
che ammontano fino a due ergastoli e che, in carceri diversi,
sopportano stoicamente crudeli maltrattamenti.
In più di
un’occasione il popolo cubano ha sfidato senza tentennamenti il
pericolo di morire. Ha dimostrato che con l’intelligenza, usando
tattiche e strategie adeguate, soprattutto compattandosi con la
sua avanguardia politica e sociale, non ci sarà forza al mondo
capace di vincerlo.
Penso che il
prossimo Primo Maggio sarà il giorno ideale perché il nostro
popolo, con un minimo di spesa in combustibile e mezzi di
trasporto, manifesti i propri sentimenti ai lavoratori ed ai
poveri del mondo. Fidel Castro Ruz 10 aprile 2007
Riflessioni del Comandante in Capo : L'internazionalizzazione
del genocidio
Si
è appena conclusa la riunione di Camp David. Abbiamo tutti
ascoltato con interesse la conferenza stampa del Presidenti
degli Stati Uniti e del Brasile, le notizie in merito
alla
riunione e le opinioni espresse.A Camp David, affrontando i
quesiti del suo ospite brasiliano sulle tariffe doganali ed i
sussidi che proteggono ed appoggiano la produzione nordamericana
d’etanolo, Bush non ha fatto la benché minima concessione.Il
presidente Lula aveva attribuito a questo il rincaro del mais
che, a suo dire, era aumentato d’oltre l’85%. Già
precedentemente, il quotidiano The Washington Post aveva
pubblicato l’articolo della massima autorità brasiliana, in cui
esponeva l’idea di trasformare gli alimenti in combustibile.
Non è mia
intenzione offendere il Brasile, ne mischiarmi in questioni
relative alla politica interna di quel grande paese. È stato
proprio a Rio de Janeiro, sede della Conferenza Internazionale
sull’Ambiente, esattamente 15 anni fa, dove denunciai con
veemenza, con un discorso di 7 minuti, i pericoli ambientali
che minacciavano l’esistenza della nostra specie. In quella
riunione era presente Bush padre, in veste di presidente degli
Stati Uniti, che con un gesto di cortesia applaudì quelle
parole, come tutti gli altri presenti.Nessun a Camp David ha
risposto alla questione fondamentale. Dove e chi fornirà gli
oltre 500 milioni di tonnellate di mais e di altri cereali di
cui hanno bisogno gli Stati Uniti, l’Europa ed i paesi ricchi
per produrre la quantità di galloni d’etanolo che le grandi
imprese nordamericane e di altri paesi esigono come
contropartita dei loro cospicui investimenti? Dove e chi
produrrà la soia, i semi di girasole e la colza, i cui oli
essenziali quegli stessi paesi ricchi trasformeranno in
combustibile?
Alcuni paesi
producono ed esportano le loro eccedenze alimentari. Il bilancio
tra esportatori e consumatori era già teso, con prezzi
astronomici. In ossequio alla brevità, non mi rimane altra
alternativa che segnalare quanto segue: i cinque principali
produttori di mais, orzo, saggina, segale, miglio ed avena, che
Bush vuole trasformare in materia prima per produrre etanolo,
forniscono al mercato mondiale, in base a dati recenti, 679
milioni di tonnellate. Al contempo, i cinque principali
consumatori, alcuni dei quali sono anche produttori di questi
granaglie, hanno attualmente bisogno di 604 milioni di
tonnellate annuali. L’eccedenza disponibile si riduce a meno di
80 milioni di tonnellate.
Questo
colossale sperpero di cereali per produrre combustibile, senza
comprendere i semi oleaginosi, servirebbe solo a far risparmiare
ai paesi ricchi meno del 15% del consumo annuale delle loro
voraci automobili. A Camp David, Bush ha dichiarato la propria
intenzione di applicare questa formula a livello mondiale, che
non significa altro che l’internazionalizzazione del
genocidio.Il Presidente del Brasile, nel suo messaggio
pubblicato dal Washington Post, alla vigilia dell’incontro di
Camp David, ha affermato che meno dell’uno per cento della terra
coltivabile brasiliana è destinata alla canna per produrre
etanolo. Una superficie che è quasi il triplo di quella
impiegata a Cuba quando si producevano circa 10 milioni di
tonnellate di zucchero, prima delle crisi dell’URSS e del cambio
climatico. Il nostro paese produce ed esporta zucchero da molto
tempo, prima con il lavoro degli schiavi, giunti alla cifra di
300 mila nei primi anni del XIX secolo e che trasformarono la
colonia spagnola nel primo esportatore mondiale. Quasi cento
anni dopo, al principio del XX secolo, durante la repubblica
vassalla, la cui piena indipendenza fu frustrata dall’intervento
nordamericano, solamente immigranti delle Antille o cubani
analfabeti sopportavano il peso della coltivazione e del taglio
della canna. La tragedia del nostro popolo era il cosiddetto
tempo morto, per il carattere ciclico di questa coltivazione. Le
piantagioni di canna da zucchero erano proprietà d’imprese
nordamericane o di grandi latifondisti d’origine cubana. Abbiamo
accumulato, per tanto, più esperienza di nessun altro
sull’effetto sociale di quella coltivazione.
Domenica
scorsa, primo aprile, la CNN riferiva l’opinione di specialisti
brasiliani che affermavano che molte delle terre destinate alla
coltivazione della canna sono state acquistate da ricchi
nordamericani ed europei.Nelle mie riflessioni pubblicate il 29
marzo ho spiegato gli effetti del cambio climatico a Cuba, a cui
s’aggiungono altre caratteristiche tipiche del nostro clima.
Nella nostra
isola, povera e lontana dal consumismo, non ci sarebbe nemmeno
il personale sufficiente per sopportare i rigori della
coltivazione e della cura dei campi di canna, col caldo, le
piogge o le crescenti siccità. Quando colpiscono i cicloni,
nemmeno le macchine più perfette possono raccogliere le canne
distese e ritorte. Per secoli non era abitudine bruciarle, né il
suolo si compattava con il peso di complesse macchine ed enormi
camion; i fertilizzanti azotati, potassici e fosforici, oggi
costosissimi, non esistevano nemmeno, ed i mesi secchi ed umidi
s’alternavano regolarmente. Nell’agricoltura moderna non esiste
la possibilità di rese elevate senza la rotazione delle
coltivazioni.L’agenzia di stampa francese AFP ha trasmesso
domenica primo aprile delle preoccupanti informazioni sul cambio
climatico che esperti convocati dalle Nazioni Unite considerano
già come qualcosa d’inevitabile e con grave conseguenze nelle
prossimi decenni.
In base al
rapporto dell’ONU che dovrà essere approvato a prossima
settimana a Bruxelles: “Il cambio climatico colpirà il
continente americano in maniera rilevante, generando un numero
maggiore di tormente violente ed onde di calore, provocando
siccità in America Latina, con estinzione di specie e persino
carestie. “Alla termine di questo secolo, se i governi non
prendono delle contromisure, ogni emisfero soffrirà problemi
dovuti alla mancanza d’acqua, e l’aumento delle temperature
potrà incrementare i rischi di “mortalità, contaminazione,
catastrofi naturali e malattie infettive”, avverte il Gruppo
Intergovernativo sul Cambio Climatico (IPCC).
“In America
Latina, l’aumento della temperatura sta già sciogliendo i
ghiacciai delle Ande e minaccia la foresta amazzonica, il cui
perimetro si potrebbe trasformare in una savana”, prosegue
l’agenzia.“A causa della grande quantità di persone che vivono
vicino alla costa, anche gli Stati Uniti sono esposti a fenomeni
naturali estremi, come ha dimostrato nel 2005 l’uragano Katrina.”“Questo
è il secondo dei tre rapporti dell’IPCC, iniziati lo scorso
febbraio con una prima diagnosi scientifica con cui si stabiliva
la certezza del cambio climatico.”
“In questa
seconda parte, di 1.400 pagine, nella quale si analizza il
cambio per settori e regioni, e di cui AFP ha ottenuto una
copia, si considera che, nonostante si prendano delle misure
radicali per ridurre l’emissione di diossido di carbonio
nell’atmosfera, l’aumento delle temperature in tutto il pianeta
nelle prossime decadi è già sicuro”, conclude l’agenzia di
stampa francese.Come era d’aspettarsi, Dan Fisk, assistente alla
Sicurezza Nazionale per la regione, ha dichiarato lo stesso
giorno della riunione di Camp David che “nella discussione delle
questioni regionali, ci sarà il tema di Cuba e non precisamente
per affrontare il tema dell’etanolo – su cui il convalescente
Presidente Fidel Castro ha scritto giovedì un articolo – ma
sulla fame che ha creato nel popolo cubano”.
Per la
necessità di dare una risposta a questo signore, mi trovo in
dovere di ricordargli che l’indice di mortalità infantile a Cuba
è minore di quello degli Stati Uniti. Può assicurasi che non
esiste alcun cittadino senza assistenza medica gratuita. Tutti
studiano ed a nessuno manca un’offerta di lavoro utile,
nonostante quasi mezzo secolo di blocco economico ed il
tentativo dei governi degli Stati Uniti di far arrendere il
popolo cubano per fame e asfissia economica. La Cina non
impiegherebbe una sola tonnellata di cereali o di leguminose per
produrre etanolo. Si tratta di una nazione con un’economia
prospera, che batte record di crescita, dove ciascun cittadino
riceve l’entrate necessarie per i beni di consumo essenziali,
nonostante il 48% della sua popolazione, che supera il miliardo
e trecento milioni d’abitanti, lavori nell’agricoltura. Al
contrario, si è proposta di realizzare considerevoli risparmi
energetici eliminando migliaia di fabbriche che consumano cifre
inaccettabili d’elettricità ed idrocarburi. Molti degli alimenti
menzionati l’importa da qualsiasi angolo della terra dopo averli
trasportati per migliaia di chilometri.Decine e decine di paesi
non producono idrocarburi e non possono produrre mais ed altre
granaglie, né semi oleaginosi, poiché l’acqua non è sufficiente
nemmeno per coprire le loro necessità più elementari.
In una riunione
convocata a Buenos Aires dalla Camera dell’Industria Olearia ed
il Centro degli Esportatori riguardante la produzione d’etanolo,
l’olandese Loek Boonekamp, direttore dei Mercati e Commercio
Agricolo dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo
(OCDE), ha dichiarato alla stampa che:“I governi s’entusiasmano
molto; dovrebbero ragionare a freddo se si deve dare un appoggio
tanto forte all’etanolo.“La produzione d’etanolo è praticabile
solo negli Stati Uniti; in nessun altro paese, a meno che si
utilizzino dei sussidi.“Questa non è la manna dal cielo e non ci
dobbiamo impegnare ciecamente”, prosegue la nota d’agenzia.
“Oggi i paesi
sviluppati premono affinché i combustibili fossili siano
mescolati con circa il 5% di combustibili biologici e questo già
provoca una pressione sui prezzi agricoli. Se questo tasso sarà
aumentato al 10%, sarà necessario il 30% della superficie
seminata negli Stati Uniti ed il 50% di quella europea. Perciò
domando se è sostenibile. L’aumento della domanda di
coltivazioni per l’etanolo produrrà prezzi più alti ed
instabili.”Le misure protezioniste raggiungono oggi i 54
centesimi a gallone ed i sussidi reali cifre molto più alte.
Applicando la
semplice aritmetica che abbiamo appreso al liceo, si
dimostrerebbe che il semplice cambio delle lampadine
incandescenti per quelle fluorescenti, come ho espresso nella
mia precedente riflessione, apporterebbe un risparmio degli
investimenti e delle risorse energetiche equivalente a miliardi
di dollari, senza utilizzare un solo ettaro di terra
agricola.Intanto, notizie pubbliche provenienti da Washington,
affermano testualmente tramite AP: “La misteriosa scomparsa di
milioni d’api negli interi Stati Uniti porta gli apicoltori
sull’orlo di una crisi di nervi e preoccupa anche il Congresso
che esaminerà questo giovedì la critica situazione di un insetto
chiave per il settore agricolo. “I primi seri segnali di questo
enigma sono sorti poco dopo Natale nello stato della Florida,
quando gli apicoltori s’accorsero che le api erano sparite.
“D’allora, la
sindrome che gli esperti hanno battezzato “Problema del Collasso
delle Colonie” (CCD, la sigla in inglese) ha ridotto del 25%
gli sciami del paese.“Abbiamo perduto oltre mezzo milione di
colonie, con una popolazione ci circa 50 mila api ciascuna, ha
detto Daniel Weaver, presidente della Federazione Statunitense
degli Apicoltori, che ha precisato che la sciagura colpisce 30
stati dei 50 del paese. La curiosità del fenomeno è che in molti
casi non si trovano i resti mortali.
“Secondo uno
studio dell’Università di Cornell, i laboriosi insetti
impollinano coltivazioni valutate tra i 12 ed 14 miliardi di
dollari.“Gli studiosi mescolano tutti i tipi d’ipotesi, tra
queste che qualche pesticida abbia provocato alle api dei danni
neurologici o alterato il loro senso dell’orientamento. Altri
incolpano la siccità o le onde dei telefono cellulari, ma quello
che è certo è che nessuno sa di sicuro qual è il vero processo
scatenante.”Può accadere di peggio: una nuova guerra per
assicurarsi le forniture di gas e petrolio, portando la specie
umana al bordo dell’olocausto totale.
Organi
d’informazione russi, richiamandosi a fonti dei servizi segreti,
hanno informato che la guerra contro l’Iran si sta preparando in
tutti i suoi dettagli da oltre tre anni, il giorno in cui il
governo degli Stati Uniti ha deciso d’occupare completamente
l’Iraq, scatenando un’interminabile ed odiosa guerra civile.
Intanto il governo degli Stati Uniti destina centinaia di
miliardi al miglioramento d’armi tecnologicamente ed altamente
sofisticate, come quelle che utilizzano sistemi
microelettronici, o a nuove armi nucleari che potrebbero
trovarsi sull’obbiettivo un’ora dopo avere ricevuto l’ordine.Gli
Stati Uniti ignorano olimpicamente che l’opinione mondiale è
contro ogni tipo d’arma nucleare.Demolire fino all’ultima
fabbrica iraniana è un compito relativamente facile per una
potenza come gli Stati Uniti. Il difficile può venire dopo, se
si scatena una nuova guerra contro un’altra credenza mussulmana,
che merita tutto il nostro rispetto, come le altre religioni dei
popoli del Vicino, Medio o Lontano Oriente, precedenti o
posteriori al cristianesimo.
L’arresto dei
soldati inglesi nell’acque giurisdizionali iraniane sembra una
provocazione uguale a quella dei cosiddetti “Hermanos al Rescate”
che, violando gli ordini del presidente Clinton, entrarono nelle
nostre acque territoriali e l’azione difensiva di Cuba,
assolutamente legittima, servì come pretesto per il governo
degli Stati Uniti per promulgare la famosa Legge Helms-Burton,
che viola la sovranità di altri paesi. Potenti mass media
pubblicitari hanno sepolto nel dimenticatoio quell’episodio.Non
sono pochi coloro che attribuiscono il prezzo del petrolio, che
ha raggiunto lunedì quasi i 70 dollari al barile, ai timori di
un attacco all’Iran. Da dove prenderanno i paesi poveri del
Terzo Mondo le risorse minime per sopravvivere?Non esagero, né
uso parole smisurate, mi attengo ai fatti. Come si può vedere,
sono molte i lati oscuri del poliedro.3 aprile 2007 Fidel Castro
Ruz
"Condanna a morte per 3 miliardi e mezzo di persone"
L'AVANA
- Fidel castro sembra riprendere forze e vis polemica. A otto
mesi dall'operazione che l'ha costretto a uscire dalla scena
politica, il leader cubano è tornato a scrivere e il suo
«rientro» coincide con un durissimo attacco a Gerge Bush.
In un editoriale pubblicato sul quotidiano del partito, Granma,
il Lider Maximo accusa gli Stati Uniti di condannare a una morte
prematura 3,5 miliardi di esseri umani con le sue
raccomandazioni di usare combustibili derivati da cereali.
«IL MASTER DI FIDEL» - Del recente interesse di Castro per le
questioni ambientali aveva parlato a inizio febbraio il
presidente venezuelano Hugo Chavez. «Sta facendo un master sul
cambiamento climatico, e penso che ne sappia più di molti
scienziati» aveva raccontato Chavez. Pochi mesi fa il Wwf ha
dichiarato Cuba l'unico paese del mondo che combina un alto
sviluppo umano (riconosciuto in relazioni annuali elaborate dal
Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) e un'adeguata
sostenibilità ambientale.
L'isola della «revolucion» sarebbe dunque l'unico Paese del
mondo ad aver realizzato uno sviluppo ecologicamente
sostenibile.
FIDEL «MIGLIORA» - Fonti governative cubane hanno detto che
Castro, 80enne, si sta riprendendo bene dall'operazione
chirurgica allo stomaco che gli è stata fatta lo scorso luglio e
che potrà presto riprendere un ruolo più attivo nel governo.
Ieri anche Ramon Castro, fratello maggiore di Fidel, ha detto
che il presidente «sta molto bene». «I Castro sono tosti» ha
detto Ramon, consigliere del ministero per l'Agricoltura. Ma
quando alla domanda se si possa prevedere un ritorno di Fidel al
comando del Paese, ceduto al fratello minore Raul, ha risposto
laconicamente ai giornalisti: «Evitate di sollevare un
vespaio».(29 marzo 2007 - Corriere.it)
Solidarietà all'Associazione "la Villetta"
L'Associazione di Solidarietà con Cuba "La VIlletta" denuncia
con forza la gravità dell'incursione subita nella notte tra
venerdì e sabato.
Colpisce la gravità dei danni subiti da un'Associazione che
conta solo sulle proprie forze e che da anni è riuscita comunque
ad assicurare sostegno materiale e continuità nella solidarietà
con Cuba.
Intendiamo sottolineare anche le inquietanti anomalie
dell'incursione subita. Infatti sono state rubate le agende, le
memorie dei computer e le fotografie dell'archivio
dell'associazione, materiale di nessun valore commerciale, ma
utili per la schedatura delle attività dell'Associazione e delle
persone che ruotano attorno alle sue molteplici attività.
L'Associazione La Villetta non intende retrocedere di un
millimetro nella sua attività di solidarietà con Cuba e intende
riattivare immediatamente tutti i suoi progetti di lavoro.
Intendiamo ringraziare tutte le associazioni e le personalità
democratiche che ci hanno immediatamente trasmesso la loro
solidarietà.
Intendiamo infine riaffermare con forza che non ci lasceremo
intimidire.
Con Cuba e con Fidel, Sempre !!! (resistenza_partigiana
20.3.2007)
Notizie da Prensa Latina marzo 2007
Commemorato a
Cuba mezzo secolo di un'azione rivoluzionaria
13.3 – Centinaia
di migliaia di universitari cubani hanno commemorato in tutta
l'Isola gli eventi del 13 marzo 1957, avvenimento che ha
significato una pietra miliare nella storia del movimento
popolare rivoluzionario. Quel giorno un gruppo di giovani,
capeggiati da José Antonio Echeverría, assaltò il Palazzo
Presidenziale per giustiziare il tiranno Fulgencio Batista nella
sua stessa tana. L'azione contemplò, inoltre, l'assalto alla
stazione radio nazionale Radio Reloj, dopo il quale venne
assassinato Echeverría, allora presidente della Federazione
Studentesca Universitaria.
L'ONU riconosce
i progressi sociali della donna cubana
8.3 - Susan
Macdade, Coordinatrice Residente del sistema delle Nazioni Unite
a Cuba, ha riconosciuto oggi che la donna cubana gode di
crescente equità negli ultimi cinquant'anni. "Per fortuna questo
paese ha saputo superare situazioni sfavorevoli per le donne
come l'uguaglianza nell'accesso all'educazione, alla salute e ai
servizi, ha affermato la Mcdade a Prensa Latina. La diplomatica
ha partecipato a questa giornata in occasione dell'8 marzo a un
incontro nel Collegio di Belén, a La Habana Vieja, dove ha
affrontato il tema della Donna e l'invecchiamento, a cui l'ONU
ha dedicato questa celebrazione.
Le donne cubane, presenti in tutte le sfere
8.3 - Mentre in molte parti del mondo le
donne costituiscono la maggior parte delle vittime di guerre,
disuguaglianze, fame, malattie prevenibili, razzismo e
xenofobia, oggi a Cuba hanno aumentato la loro partecipazione a
tutte le sfere della società. La lotta contro la discriminazione
di genere e il progresso della donna dopo la vittoria della
Rivoluzione hanno fatto sì che le cubane siano il 66.6 % dei
professionisti e dei tecnici del paese, il 48.9 % dei
ricercatori e il 63.3 dei laureati universitari.
Cuba denuncia la
situazione della donna nel mondo
7.3 - Cuba ha
denunciato oggi alle Nazioni Unite che è impossibile parlare
dell'emancipazione della donna, quando il volto femminile è
quello della maggior parte delle vittime di guerre, fame,
disuguaglianza, malattie prevenibili, razzismo e xenofobia. Sono
le donne quelle che più patiscono la tragedia della violenza
domestica, il traffico di persone, la prostituzione forzata e l'HIV-AIDS,
ha detto l'Ambasciatore cubano, Rodrigo Malmierca, in un
dibattito all'Assemblea Generale sul tema.
Cuba chiede la
cooperazione internazionale contro la tratta di donne e bambine
6.3 – Alle
Nazioni Unite, Cuba ha denunciato che il sottosviluppo e la
povertà sono alla base della tratta di donne e bambine, 30
milioni delle quali sono sfruttate sessualmente. Rodrigo
Malmierca, Ambasciatore di Cuba alle Nazioni Unite, ha detto che
questo è un delitto molto vincolato ad altri, come il
riciclaggio di denaro, il narcotraffico e il contrabbando di
persone. Ha sottolineato che si parla poco delle cause di questo
fenomeno, che è fomentato dall'esistenza - essenzialmente nei
paesi in via di sviluppo - di 2.700 milioni di persone che
vivono in condizioni molto precarie..
Il disarmo
nucleare, alta priorità di Cuba e dei NOAL
6.3 - Cuba ha oggi evidenziato che il
disarmo nucleare costituisce la più alta priorità e una
posizione storicamente difesa dal Movimento dei Paesi Non
Allineati che attualmente presiede. In un intervento del
delegato cubano Respel Pino alla Conferenza sul Disarmo a
Ginevra, Cuba ha ricordato che durante il Vertice dei NOAL
effettuato a La Habana nel settembre scorso è stata ribadita
questa posizione. Ha considerato contraddittorio il fatto che
alcuni Stati continuino a far pressioni per fare sì che
l'attenzione della comunità internazionale sia sempre più
centrata sulla proliferazione orizzontale a detrimento del
disarmo nucleare.
Cuba
definisce ridicola la giustificazione di Washington per il
blocco
5.3 - Cuba ha
definito ridicola la giustificazione del Governo degli Stati
Uniti per mantenere il suo blocco economico, finanziario e
commerciale contro l'isola caraibica, "per ragioni di sicurezza
nazionale". Durante una riunione informale del Gruppo di
Negoziati di Accesso ai Mercati Non Agricoli, effettuata a
Ginevra, la delegazione cubana si è vista obbligata a rispondere
a una dichiarazione della rappresentante di Washington
all'incontro. Secondo fonti dell'Ambasciata a Ginevra, la
rappresentanza di La Habana ha considerato "ridicolo" e senza
"la minima credibilità" il pretesto della sicurezza nazionale
per perpetuare l'assedio economico della Casa Bianca.
Il Presidente libico condanna il
blocco degli Stati Uniti contro Cuba
3.3 - Il Presidente
libico, Muammar al Gheddafi, ha augurato al Presidente di Cuba,
Fidel Castro, un pronto recupero della sua salute e ha
condannato il blocco degli Stati Uniti contro l'Isola, ha reso
noto una fonte ufficiale. Il capo della missione diplomatica
libica a Cuba, Nassareddin Alshibani, ha definito eccellente lo
stato delle relazioni bilaterali e ha sottolineato il saluto del
Presidente Gheddafi a Fidel Castro, trasmesso dalla televisione
cubana. Il funzionario libico ha dichiarato che le reciproche
relazioni sono state rafforzate attraverso i contatti personali
tra i due statisti durante la storia.
Notizie da Prensa Latina febbraio 2007
Fidel Castro assicura che sta
guadagnando terreno
28.2 - Il
Presidente cubano, Fidel Castro, ha affermato in una
conversazione telefonica con il suo omologo venezuelano, Hugo
Chávez, che continua a guadagnare terreno nel suo recupero "con
più energia, forza e tempo per studiare". In un'inaspettata
chiamata al programma radiofonico 'Aló Presidente', il leader
cubano ha parlato della sua salute, dell'attualità mondiale e
del processo venezuelano e ha ringraziato "per la prova di
affetto e per l'incoraggiamento che mi viene dato ora che mi
sono dedicato a questo compito", in riferimento al suo recupero.
"Non posso prometterti di venire presto lì per accompagnarti in
uno dei tuoi viaggi, ma sto guadagna