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La
sede della Direzione nazionale del Partito e della FGCI e' a Roma, al n. 32
di piazza Augusto Imperatore (cap: 00186);
telefono (centr.): 06-686271; fax: 06-68627230;
L'11 novembre 1998 nasceva il Pdci. Appena sette
anni fa. Siamo un partito giovane e impaziente, che ha voglia di fare, di
crescere, che guarda avanti. Ma il giorno della nascita è importante, va
ricordato. Quel giorno, al cinema Metropolitan di Roma, i compagni distesero
la grande bandiera rossa. Fu un momento
straordinario di commozione e di gioia.
Iniziava il cammino del Partito dei
Comunisti Italiani. 
Oliviero Diliberto
al Corriere
Parteciperò a questa
protesta ma non dimentico l'estremismo dell'Iran
Roma 14
novembre 2005
Oliviero Diliberto, perché il Partito dei Comunisti
Italiani ha aderito al sit-in dav anti all’ambasciata
americana?
«Perché le prove che gli Stati Uniti abbiano usato bombe
al fosforo contro la popolazione di Falluja appaiono
evidenti, testimoniate in modo preciso dalle immagini
televisive di Rainews24 e da numerose
testimonianze. Anzi, sono prove tali che dovrebbero
spingere il governo italiano ad intervenire. Quelle sì
che sono vere armi di distruzione di massa».
Liberazione , quotidiano di Rifondazione
comunista, lancia un appello a Democratici di sinistra e
alla Margherita perché partecipino anche loro alla
protesta.
«Ognuno deve essere libero di scegliere dove e come
manifestare. Io non sono tra quelli che dicono "o con me
o contro di me". Sono sempre stato contrario a logiche
del genere».
Lei non ha aderito alla fiaccolata per Israele mentre
è d’accordo con il sit-in contro gli Stati Uniti: così
facendo non passa come uno che giustifica la posizione
dell’Iran?
«Neanche per sogno. Noi non giustifichiamo nulla. Se
siamo contro le bombe al fosforo siamo anche contro la
violenza di chi propone di cancellare Israele. Anzi.
Condanniamo in maniera radicale le dichiarazioni del
presidente iraniano. E ci rammarichiamo per l’elezione
di questo leader estremista, oggettivamente aiutata
dalla posizione cieca degli Stati Uniti che durante la
campagna elettorale hanno minacciato l’uso della forza
contro l’Iran».
Nessun rischio quindi di non essere capiti? «Se
il nostro partito non ha aderito alla fiaccolata di
Ferrara è solo perché poteva essere considerata una
manifestazione di solidarietà unilaterale: occorreva
ribadire in modo altrettanto chiaro il sostegno alla
creazione di uno Stato palestinese».
Ancora una volta però emergono differenze all’interno
del centrosinistra sulle questioni internazionali.
«E ce ne dispiace. Ma le immagini girate a Falluja sono
un incentivo per andarsene via al più presto dall’Iraq.
Certamente non per procrastinare la data del ritorno,
come propongono purtroppo alcuni esponenti dell’Unione.
Se abbiamo votato insieme contro il rifinanziamento
della missione, dobbiamo trarre le logiche conseguenze.
Altrimenti qualcuno dica chiaramente che la linea
sull’Iraq è cambiata.
Fosforo su Falluja:
Interpellanza urgente
del PdCI
Al Ministro degli Esteri ed
al ministro della Difesa
Per sapere, premesso che:
La mattina dell’8 novembre
2005, su Rainews24 è andato in onda un video che testimonia
che l'esercito americano, nel novembre 2004, durante la
massiccia offensiva con la quale riprese il controllo della
città irachena ribelle di Falluja, fece uso di armi chimiche
proibite dalle convenzioni internazionali, in particolare di
Nk-77, nuova versione del nefasto napalm, ampiamente usato
in Vietnam e di fosforo bianco, che in gergo militare viene
chiamato Willy Pete, un agente che brucia la pelle in modo
irreversibile e penetra nel corpo, carbonizzandolo;
Nel filmato, che contiene
anche le testimonianze di ex militari americani, vengono
mostrate riprese del bombardamento al fosforo e sequenze
drammatiche che mostrano gli effetti dell'agente chimico,
oltre che sui guerriglieri iracheni anche sui civili,
comprese donne e bambini di Falluja;
Il sospetto dunque è che le
truppe americane avrebbero utilizzato sostanze chimiche
proibite dalle convenzioni internazionali non per illuminare
postazioni nemiche ma al solo scopo di colpire
indiscriminatamente la popolazione locale;
Sarebbe gravissimo che un
paese che ha scatenato un conflitto per abbattere un
dittatore accusandolo di avere armi di distruzione di massa,
usi contro la popolazione civile le stesse armi che diceva
di combattere;
La giornalista del quotidiano
“il manifesto”, Giuliana Sgrena, fu rapita, lo scorso
febbraio 2005, proprio mentre cercava testimonianze sugli
effetti delle bombe che hanno distrutto Falluja, quando ebbe
la consapevolezza di quello che tutti ormai in Iraq
sapevano, e cioè che in Iraq veniva utilizzato questo genere
di armi chimiche;
Non esiste un bilancio
ufficiale di quanti morti abbia comportato la strage di
Falluja, cittadina di soli 200 mila abitanti: secondo stime
ufficiali diramate dal Pentagono le vittime sarebbe state
tra 1000 e 1500, secondo il personale medico tra 4000 e
6000, mentre quello che realmente si sa è che solo 700 sono
state le vittime riconosciute prima di essere sepolte;
che l'uso di queste sostanze
incendiarie sui civili è vietato dalle convenzioni dell'Onu
del 1980 e che l'uso di armi chimiche è vietato da una
convenzione che gli Stati Uniti hanno firmato nel 1997.
Pertanto l’inchiesta giornalistica di Rainews24 vuole essere
la denuncia di un crimine, della violazione di una
convenzione firmata dagli Stati Uniti nel 1997 e non
rispettata;
Il Pentagono
respinge le accuse di aver usato armi chimiche a Falluja. Il
portavoce del ministero della Difesa americano, il maggiore
Todd Vician, ha dichiarato all’Ansa che “Chi vuol
screditare gli Stati Uniti trova utile inventare la falsa
accusa che gli Usa stiano usando armi di questo genere”, pur
precisando di non aver visto il documentario di Rainews24 e
commentando quindi sulla base delle contestazioni di questo
genere fatte nel corso del tempo alle forze americane;
L'Osservatorio Militare teme
che, dopo l’uso indiscriminato in Bosnia e Kosovo
dell'uranio impoverito, dall'Iraq si possano ereditare gli
effetti del fosforo bianco che anche se meno devastanti dal
punto di vista fisico sono altrettanto fatali per chi,
ignaro, si trova contaminato;
La responsabilità della strage
di Falluja ricade anche sui quei paesi, come il nostro,
che hanno supportato l'aggressione americana all'Iraq;
La comunità internazionale,
incluso il nostro paese, dovrebbe intervenire;
L'inchiesta di Rainews 24
rappresenta un positivo segnale in controtendenza per
l'informazione del servizio pubblico radiotelevisivo e per
la Rai una buona occasione per contribuire a restituire
serietà di contenuti all'informazione;
In tale contesto il rientro immediato
del nostro contingente è una scelta obbligata. È ora che il
nostro paese cessi di essere complice di questa carneficina,
ritiri dai territori teatro di guerra le proprie truppe di
occupazione e si attivi per l’invio di una forza
multinazionale di pace;
Se il governo italiano sapeva
o meno, e se intende o meno esprimere la più ferma condanna
in merito a quanto emerso dai documenti filmati e
fotografici trasmessi da Rainews24.
On. Katia Bellillo
Oliviero Diliberto
al Corriere:
Non ci
sto, via anche dall’Afghanistan
Oliviero Diliberto, Fassino, uno dei suoi principali alleati,
afferma che «se vinceremo le elezioni, collaboreremo lealmente
con Bush. È stato scelto dagli elettori: chi governa l’Italia fa
i conti con il presidente americano che c’è». I Comunisti
italiani, di cui lei è segretario, che cosa ne pensano?
«Che
Bush sia stato scelto dagli americani è un dato di fatto. E che
si debba avere un rapporto con gli Usa, pure. Però il termine
"collaborare" è ambiguo: perché il problema è che gli americani
pretendono, soprattutto con la presidenza Bush, di dettare la
linea agli alleati. Ed è inaccettabile».
Lei dice «soprattutto con la presidenza Bush»: con Clinton era
meglio? Oppure per voi l’America è comunque «cattiva»?
«Con lui c’era sicuramente un rapporto più costruttivo, anche se
noi eravamo contrari alla guerra nel Kosovo. Bush invece ha
inaugurato la politica unilaterale».
Ancora Fassino dice che, se in
tempi brevi non ci saranno le condizioni per un pieno
trasferimento dei poteri al nuovo governo iracheno, si dovrà
«discutere con gli iracheni, gli americani e gli inglesi un
calendario di ritiro utile alla transizione».
«Non sono assolutamente d’accordo. E mi sembra che la proposta
di Fassino diverga profondamente anche da quella di Prodi.
Capisco l’esigenza del segretario ds di tranquillizzare gli
Stati Uniti, ma proprio non condivido. Nel giugno 2006, quando
spero che saremo già al governo, si riproporrà la questione del
rifinanziamento della missione in Iraq: e allora, quale sarà la
posizione del centrosinistra? Noi spingeremo per il no. E per il
finanziamento, invece, del rientro immediato. Del resto, non per
creare problemi in casa dei Ds, ma D’Alema non parla addirittura
di ritiro prima delle politiche italiane?».
Parla anche della necessità di sostituire le truppe con i Caschi
blu. Però l’Onu per ora non ha proprio la minima intenzione di
partire per l’Iraq, né i paesi arabi vogliono partecipare a una
missione di questo tipo.
«Certo, perché è ancora in corso una guerra».
E l’Afghanistan? Anche lì si sta tornando a una situazione
piuttosto incandescente.
«Io sono per il ritiro anche da lì. Ma è una questione diversa:
l’uscita dall’Iraq è parte del programma dell’Unione, mentre di
Afghanistan non si parla. Però sì, in effetti dovremo discutere
anche di questo».
È d’accordo sul fatto che, come dice Fassino, la politica estera
vada condotta con le più ampie convergenze possibili anche
quando è il centrosinistra a governare?
«Non riesco ad anteporre il metodo ai contenuti. Dipende. Per
esempio, dipenderà solo dalla destra scegliere se aderire o no
alla nostra posizione sul Medioriente».
Cioè?
«Tornare alla tradizionale politica italiana di vocazione
mediterranea. Vorremo avere un ruolo molto rilevante nel
processo di pace tra arabi e israeliani: cercheremo di fare
pressioni internazionali su Sharon per fargli restituire tutti i
territori. La destra vorrà aderire? Non è un nostro problema».
D’Alema sostiene che nella lotta al terrorismo «non si può
escludere in assoluto l’uso della forza».
«Questo è un tema delicatissimo. Ma va affrontato non solo
contro quei paesi che si oppongono agli Usa. Però per me il
discorso è un altro: serve una grande forza che sappia
riequilibrare gli assetti internazionali. Purtroppo l’Europa ha
subìto una brusca battuta d’arresto in questo tentativo, ha
fatto prevalere gli interessi nazionali. E oggi l’unica in grado
di assolvere questo ruolo è la Repubblica popolare cinese. Sì,
la Cina; con l’India, altra grande potenza mondiale».
Diliberto, ma l’Unione riuscirà a compilare il suo programma,
visto che in politica estera avete posizioni così divergenti?
«Non così divergenti, è la destra che vuole farlo credere. E poi
io confido nel fatto che Prodi sarà garante di una sintesi, lui
è particolarmente sensibile al tema della pace. Avrà più
difficoltà con i Radicali che con noi. Quello che mi colpisce
invece è che tanti di quelli che si dicono eredi della
tradizione socialista oggi dimentichino quanto Craxi ha fatto
per l’Olp, per Arafat e per la nostra amicizia con i paesi
arabi…»
Oliviero Diliberto:
Non sarò alla fiaccolata del Foglio
«Non posso manifestare con chi alimenta la guerra». Oliviero
Diliberto giovedì sera non ci sarà, non per ostilità a Israele ma per
dichiarata avversione al Foglio e a Giuliano Ferrara, che per il
segretario del Pdci «si è contraddistinto per una campagna tutta a
favore della guerra all' Iraq e anche all' Iran e si è sempre schierato
a favore di Israele, senza tenere conto delle posizioni palestinesi».
Oliviero Diliberto:
02-11-05 - Non voglio che il centrosinistra nazionale diventi
come quello di Bolzano che ha imbarcato non solo l'Udc, che a
Roma sta con Berlusconi, ma anche conservatori come la Svp. Sono
uno dei più leali sostenitori di Prodi visto che sono stato
l'unico segretario di partito che alle primarie non si e'
candidato contro di lui, ma da qui a Bolzano invito Prodi a
stare attento e a non snaturare il centrosinistra. Mi fa infatti
rabbrividire una scelta come quella di Bolzano. Per questo
motivo a Bolzano al primo turno ci presentiamo con un nostro
candidato sindaco e non sosteniamo quello del centrosinistra-Svp
per dare agli elettori la possibilità di una scelta di coerenza
L'Unità
intervista Oliviero Diliberto
28-10-05-Oliviero Diliberto apprezza il gesto di Prodi che due
giorni fa è andato da Ciampi per lanciare l’allarme sugli ultimi
colpi di coda della maggioranza. Apprezza anche il richiamo di
Ciampi al governo. E adesso? «Confido nella saggezza del
Presidente della Repubblica».
Ciampi ha richiamato le istituzioni ad occuparsi dei problemi
reali del Paese. Berlusconi stizzito gli ha risposto che sono
quattro anni che ne occupa. Coda di paglia?
«Ciampi
ha detto una cosa sacrosanta. Il governo si sta occupando di
tutto fuorché dei problemi del Paese. Abbiamo una economia
assolutamente in ginocchio. La crisi industriale è devastante.
Dappertutto stanno chiudendo fabbriche e industrie. La
disperazione e la povertà crescono mentre il governo si occupa
di legge elettorale, di par condicio, di salvare un suo
autorevole rappresentante dalla galera e il quadro è francamente
desolante. Con una legge finanziaria, fra l’altro, che strangola
gli enti locali. E gli enti locali non sono una cosa astratta,
sono quelli che erogano i servizi sociali. Si preannuncia un
periodo particolarmente duro».
A
proposito di legge finanziaria. La Cdl fa propaganda sul
miliardo assegnato alla famiglia, sul bonus per il secondo
figlio. Il centrosinistra invece accusa la riduzione di risorse
per le politiche sociali...
«Da una
parte danno l’elemosina, dall’altra tolgono soldi ai servizi
sociali. Innescano un meccanismo di tassazione indiretta che è
la più iniqua di tutte perché colpisce in maniera indiscriminata
e uguale tutte le categorie, anche i più poveri. E questo ha
ricadute pesanti sulle politiche sociali concrete (i portatori
di handicap, gli asili, la scuola pubblica, la sanità) mentre
regala soldi alle scuole private. È indecente e anche
incostituzionale».
Ieri
Prodi è andato al Quirinale per lanciare un allarme sugli
strappi della maggioranza: legge elettorale, salva-Previti, par
condicio. C’è la possibilità concreta di mettere un argine a
questa offensiva finale?
«Aggiungerei un’altra cosa. Non dimentichiamo che la legge
elettorale è stata approvata con il patto iniquo di approvare
subito dopo la devolution che rappresenta un ulteriore strappo,
non tanto rispetto all’unità del paese, che pure è un bene
prezioso, ma perché dando alle regioni la potestà esclusiva
sulla sanità e sulla scuola colpisce i diritti fondamentali dei
cittadini. Le regioni povere del Sud non avranno le risorse per
tenere aperti scuole e ospedali. Io credo che il richiamo di
Ciampi possa essere letto anche in questa chiave».
Lei crede
che Ciampi possa fare qualcosa?
«Io non
sono tra quelli che amano tirare la giacca al Presidente della
Repubblica ma sono convinto che assolverà al suo compito che è
quello di garantire l’unità del paese e il rispetto della
Costituzione».
Si
riferisce agli aspetti di incostituzionalità della legge
elettorale della Cdl?
«Che
nella legge ci siano pesanti aspetti di incostituzionalità oltre
che una irrazionalità di fondo che può portare
all’ingovernabilità del paese nella prossima legislatura l’ha
detto anche un illustre costituzionalista comZagrebelsky. Questa
legge è un frutto avvelenato che il centro destra lascia in
eredità all’opposizione».
Ha fatto
bene, dunque Prodi a salire al Colle?
«Ha fatto
benissimo. Come capo riconosciuto da milioni di italiani ha
fatto benissimo a sollevare il problema».
Scontri
con la polizia a Bologna
Il Pdci sullo
sgombero al Lungoreno
27-10-2005 Sullo sgombero
degli immigrati rumeni a Bologna, il Coordinamento provinciale
della Federazione del capoluogo emiliano ha adottato la seguente
risoluzione:
La Federazione di Bologna del Pdci ritiene le
modalità dello sgombero effettuato sul Lungoreno un atto
contrario ai principi che dovrebbero guidare l'azione di
un'Amministrazione di centrosinistra, alternativa alle destre.
Con l'atto di sgombero si è lesa, di fatto, la parte debole del
sistema, di sfruttamento a cui sono sottoposti i lavoratori e i
cittadini migranti che giungono nel nostro Paese e nella nostra
Città per sfuggire alla povertà e alla guerra. Il problema va
affrontato alla radice, colpendo chi utilizza la manodopera
irregolare nei grandi cantieri, utilizzando i servizi sociali e
investendo risorse affinché a Bologna non sorgano ghetti
ripristinando le politiche di coesione sociale che hanno
contraddistinto il buon governo delle "giunte rosse". Il Pdci
richiede uno sforzo da parte del Sindaco e delle forze politiche
dell'Unione volto a ripristinare un più appropriato e autentico
confronto politico, che sia all'altezza della migliore
tradizione democratica della sinistra a Bologna e nella nostra
regione. I Comunisti italiani considerano essenziale un più
stretto rapporto con tutte le forze della sinistra
nell'attuazione del programma comune di governo, nell'ambito del
quale daremo il nostro autonomo contributo politico". Sul sito
del Pdci di Parma - www: comunisti-italiani.parma.it - sono
apparse poi le considerazioni che pubblichiamo di seguito: "Ma
cosa succede a Bologna? Non si è ancora spento l'eco della
vicenda Ferrohotel ed ecco, in questi giorni, le "grida" e le
minacce di interventi duri nei confronti dei "lavavetri", lo
sgombero violento, a mano armata, delle baracche di 300
immigrati rumeni, le cariche della polizia contro i giovani che
manifestano davanti al Comune. Ci sono state valutazioni e
dichiarazioni strumentali ed esasperate, ma, soprattutto,
abbiamo rilevato atteggiamenti e fatti - gravi - che creano
tensione e incomprensione nel capoluogo emiliano e rischiano di
avere ricadute preoccupanti non solo e non tanto sulla tenuta e
sulla compattezza della maggioranza di Cofferati ma della stessa
Unione a livello nazionale. Non ci convincono affatto il
decisionismo e la mancanza di collegialità che sembrano ispirare
su questi temi il sindaco di Bologna. E non condividiamo, perché
sbagliato e ingiusto, l'approccio di Cofferati ai temi della
legalità e della sicurezza. Non siamo d'accordo che si possa
pensare di risolvere con misure repressive problemi sociali
drammatici come quelli dei migranti, costretti all'irregolarità
dalla legge Bossi-Fini; non siamo d'accordo con un concetto di
legalità che preveda unicamente regole a garanzia della
sicurezza senza contestuali, irrinunciabili interventi contro
chi, indisturbato e senza scrupoli, sfrutta sul lavoro o sugli
affitti i soggetti più deboli e in difficoltà: alla fine,
questa, non può essere altro che una legalità di parte che
tutela solamente i forti e i garantiti. Occorrerà una
riflessione profonda da parte della sinistra sul concetto di
legalità. Per conto nostro, in parte l'abbiamo già fatta e
pensiamo che il bisogno e i diritti vengono ben prima della
legge.
25 ottobre 2005
Sui fatti di ieri sera e sulle
manganellate ricevute da alcuni studenti a Bologna, che
chiedevano di assistere allo svolgimento del Consiglio Comunale,
chiediamo che il Ministro dell’Interno intervenga, presso i
soggetti interessati, al fine di fare piena luce su quanto
accaduto, e per sapere quali iniziative intenda porre in essere
affinché tali episodi di repressione nei confronti di
manifestazioni non abbiano più a ripetersi”. E’ quanto afferma
Pino Sgobio, Capogruppo dei Comunisti Italiani alla Camera dei
Deputati, che, sull’argomento, ha presentato un’interrogazione
al Ministro dell’Interno.
“Gli studenti - sottolinea Pino Sgobio - hanno ricevuto
ingiustificate e pesanti manganellate, tanto che sono rimasti
feriti alcuni di loro. Dal punto di vista prettamente politico
ci auguriamo che la decisione di caricare i ragazzi sia stata
assunta autonomamente dalle forze dell’ordine e che non abbia
ricevuto nessun incipit dagli organi comunali, soprattutto
tenuto conto del fatto che i ragazzi inscenavano un presidio
assolutamente pacifico”.
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La dichiarazione di voto di
Oliviero Diliberto
Camera dei
Deputati 13 ottobre 2005
Ci
sono dei momenti, signor Presidente, nei quali si avverte come un senso
di disgusto e di rabbia. Accade quando si è di fronte ad un atto di
prepotenza, quando la prepotenza prende il sopravvento sulla
ragionevolezza, sulla libera discussione, sulle regole della democrazia.
Ma voi non
sapete nemmeno cos'è la democrazia! È una coalizione, la vostra, che fa
prevalere le ragioni di parte su quelle generali, cioè di tutti. Voi
fate sempre e solo i vostri interessi! Usate le istituzioni per i vostri
obiettivi privati! È una
coalizione, d'altro canto, la vostra, non a caso formata nella parte
preponderante da forze politiche nate a suo tempo contro la Costituzione
e la Repubblica, o indifferenti alla Costituzione, e comunque
antitetiche ai principi contenuti nella Costituzione.
Questa legge
elettorale, voluta da una sola parte, ennesimo atto di prepotenza, è
frutto di un accordo ignobile, di uno scambio! È un accordo che prevede
tre leggi: la legge elettorale; lo stravolgimento - che interessa la
Lega - della Costituzione attraverso la devoluzione con l'accentramento
gravissimo di tutti i poteri nelle mani del capo del governo, ed infine
una legge, ancora una volta, ad personam: la cosiddetta “salva Previti”.
Si tratta di un patto iniquo per calpestare le regole, violare il
principio di eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge,
colpire il fondamento della Repubblica, che è appunto la Costituzione.
Siamo alla fine della legislatura e volgere lo sguardo indietro è
istruttivo! Avete per quattro anni sistematicamente calpestati i
diritti, in nome degli interessi di pochi. Forti con i deboli e deboli,
anzi debolissimi, con i forti! Vogliamo provare a ricostruire questi
quattro anni in una rapidissima carrellata?Ci avete portato in guerra; avete precarizzato tutti i rapporti di lavoro con la cosiddetta legge Biagi;
avete fatto della scuola, attraverso l'orrenda riforma Moratti, una
scuola di classe; avete varato la Bossi-Fini sugli immigrati; avete
abbassato le tasse ai ricchi; avete approvato la controriforma
pensionistica! Vi sono poi tutte le leggi sulla giustizia; il falso in
bilancio, i capitali illegalmente esportati all'estero, la Cirami, il
lodo Schifani; avete varato la legge sull'informazione per
cristallizzare il servizio pubblico, determinando un sostanziale
monopolio del premier; per non parlare della legge Gasparri e poi ancora
del condono edilizio fiscale ed ambientale e poi della cartolarizzazione.
Parola difficile! Al riguardo, state svendendo il patrimonio collettivo
che viene acquistato, non a caso, dai soliti noti, cioè dagli amici
vostri. E, ancora, il drastico abbassamento della laicità dello Stato e
dei diritti delle donne ed una crisi economica spaventosa con un
impoverimento delle famiglie italiane!
Insomma, l'Italia, dopo
quattro anni, si risveglia più povera, più fragile e più insicura, e la
legge finanziaria in discussione colpirà ulteriormente - se ne
accorgeranno anche i vostri elettori - la spesa sociale, cioè le
condizioni materiali di vita di milioni di persone.
Bene, dovremo ricostruire
noi e non sarà semplice! Non sarà semplice! Ma intanto, nonostante la
vostra legge elettorale su misura, sarete sconfitti! Non fatevi
illusioni. Vorrei ricordare a tutti i colleghi che pochi mesi fa si è
votato in Italia, in quasi tutte le regioni, e lo si è fatto con il
sistema proporzionale, cioè quello che state reintroducendo. Bene, siete
stati sconfitti quasi ovunque e sarete sconfitti anche l'anno prossimo
alle elezioni politiche! Si
dice che il sonno della ragione genera mostri. Bene, il sonno della
ragione ha generato tanti mostri in questi anni e sono quelli che ho
elencato nei pochi minuti a disposizione, quelli che hanno impoverito
gli italiani e che hanno distrutto la reputazione di questo paese
all'estero. Ebbene, le italiane e gli italiani si sono svegliati da quel
disastroso sonno della ragione, e anche questo odierno atto di
prepotenza - state pur certi - si ritorcerà contro di voi, perché noi vi
manderemo a casa.
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