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 Comune Torino e Provincia Torino                                                      

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comunicati stampa e iniziative PdCI

 I Comunisti dalla parte dei lavoratori

  PIU' INVESTIMENTI PER I SERVIZI DI TRASPORTO PUBBLICO E COMPLEMENTARI!

PIU' RISPETTO PER I DIRITTI DEI LAVORATORI!  

  

Lunedi' 9 novembre a partire dalle ore 17.00

presidiamo sotto il comune di Torino insieme ai lavoratori della GTT 

Chiamparino insieme all'Amministrazione comunale deve intervenire per fermare l'attuale grestione

 finanziaria di Gtt. I lavoratori lo richiedono

 

     

LA GIUNTA COMUNALE PROGETTA PER GTT LA BAD COMPANY SUL MODELLO FALLIMENTARE DI GENOVA

 

La Giunta Comunale di Torino, su iniziativa del vicesindaco e dell’assessore ai trasporti, sta mettendo ai voti, con carattere di urgenza e di immediata esecutività, una proposta di “scissione” di GTT in due società di cui una, denominata “Infratrasporti.To.S.r.l.”, sarà al 100% di proprietà del Comune e l’altra, denominata “G.T.T. S.p.A.”, aperta alla partecipazione azionaria dei privati. 

Con questa procedura alla Infratrasporti.To.S.r.l. sarà conferita la proprietà dei beni mobili ed immobili necessari alla erogazione del servizio (impianti, sedi tranviarie, parco rotabile, ecc.), mentre alla G.T.T. S.p.A. sarà affidata la gestione del servizio e del personale necessario allo scopo (conducenti e  operai ). Non a caso la Infratrasporti.To. S.r.l. sarà al 100% del Comune, infatti su di essa ricadranno gli oneri per gli investimenti che necessiteranno e quindi le perdite economiche.     

È la stessa procedura seguita alla AMT di Genova dove dal 2004, in seguito alla divisione aziendale in due società, la stessa prevista dal Comune di Torino per GTT, alla multinazionale Transdev è stato consentito di nominare l'amministratore delegato con solo il 41% delle azioni e farla da padrone come se avesse la quota di maggioranza. 

L'esperienza dell' AMT di Genova dimostra come non si risolvono i buchi di bilancio con gli artifici delle divisioni societarie, anzi, le perdite di bilancio a carico del Comune di Genova sono aumentate in modo vertiginoso e la qualità del servizio ha subito un peggioramento a causa di pesanti tagli dei rami poco remunerativi, a danno dei contribuenti e degli utenti  del servizio di trasporto pubblico. 

Anche i lavoratori della AMT di Genova stanno pagando le conseguenze della scelta fallimentare di divisione societaria che ha consentito l'ingresso di Transdev. Infatti, i colleghi genovesi stanno facendo mediamente uno sciopero al mese per impedire la cassa integrazione, l'aumento dell'orario di lavoro e per farsi pagare il “premio di risultato” firmato nel 2008. 

Per bloccare la proposta di divisione societaria di GTT, che rappresenta la ripetizione della situazione vigente in AMT di Genova  di pesante precarietà, sfruttamento e di mancato rispetto degli accordi sindacali, è stato organizzato un 

PRESIDIO di fronte al Comune di Torino alle ore 17 di lunedì 9 novembre 2009

in occasione della riunione di Consiglio Comunale

 IMPEDIAMO IL PROGETTO FALLIMENTARE DELLA DIVISIONE SOCIETARIA DI GTT

 

UN PROGETTO A DANNO DEI CONTRIBUENTI, DEGLI UTENTI E DEI LAVORATORI DEL TRASPORTO PUBBLICO

2 novembre 2009

 

 Istituzione del Comune di Mappano

 

Dopo Il voto del Consigli Comunali di Leinì e Settimo che, a maggioranza, si sono espressi contro la ISTITUZIONE DEL  COMUNE DI MAPPANO, sarebbe stato coerente da parte del Consiglio Comunale di Caselle esprimere un SI CHIARO ED INCONDIZIONATO alla Istituzione del Comune di  Mappano,  e a sostegno dell’iter avviato dalla Regione.

Invece anche a Caselle Il gruppo Consiliare del Partito Democratico, che esprime molti consiglieri di maggioranza, non ha mantenuto gli impegni.

Il Sindaco e la Sua maggioranza hanno imposto al Consiglio Comunale una delibera che formalmente esprime parere favorevole ma in sostanza, argomentata su false premesse, mette in discussione l’iter di Istituzione del Comune di Mappano.

Per capire la non fondatezza delle “perplessità” espresse dai sindaci e dalle loro maggioranze è’ sufficiente la lettura del testo coordinato dell’art. 5 della legge regionale n. 51/92 che dispone: “ (Delega alle Province)

  1. I rapporti conseguenti alla istituzione di nuovi Comuni o alla modificazione delle circoscrizioni comunali sono definiti dalla Provincia competente per territorio con deliberazione del Consiglio, nell'ambito dei seguenti criteri generali:
    a) il Comune di nuova istituzione o il Comune la cui circoscrizione risulta ampliata subentra nella titolarita' dei rapporti giuridici attivi e passivi che attengono al territorio ed alle popolazioni sottratte al Comune o ai Comuni di origine;
    b) il trasferimento di beni e personale viene effettuato tenuto conto della dimensione territoriale e di popolazione trasferita, ferme restando, per il personale, le posizioni economiche e giuridiche gia' acquisite. “

 

Non essendo riusciti ad impedire il referendum consultivo tentano in tutti i modi di compromettere l’esito della consultazione, veicolando false notizie allo scopo di creare un clima generale di ostilità diffusa verso l’Istituzione del Comune di Mappano.

Saluti. Endrio Milano - Segretario della Sezione - Componente della Segreteria provinciale - 5 ottobre 2009

 

 

 

 Contraddizioni del Pd e Comune di Mappano




Che strano è il PD piemontese.

I vertici regionali e provinciali del PD, con intransigente fermezza, si dicharano pronti ad espellere i loro militanti valsusini perché “si  parlano” con le liste NO TAV .

E perché non espellere anche i sindaci di Borgaro, Caselle e Settimo che stanno cercando di impedire che Mappano diventi Comune?

Eppure Barrea, Corgiat e Marsaglia:



-          tradiscono le promesse fatte ai mappanesi in molte campagne elettorali,

-          non rispettano i programmi elettorali presentati,

-          attaccano il Consiglio e la Giunta Regionale colpevoli ai loro occhi di aver indetto il referendum del prossimo 15  novembre.



Mi permetto di consigliare la loro espulsione con precedenza sui valsusini altrimenti verrebbe da pensare che nel PD piemontese non è considerato grave attaccare l’operato della Regione e prendere in giro gli elettori ma è impossibile mettere, in qualunque modo, in discussione la TAV.



Saluti.

Endrio Milano Segretario della sezione Componente della segreteria provinciale torinese

 

 

Il PdCI risponde al comunicato stampa del Pd su Mappano

Istituzione del Comune di  Mappano: risposta al PD

 Dall'indizione del referendum consultivo e sino a questo momento ci siamo astenuti, sia a livello personale che come  Partito, dal fare  polemiche sulla questione Mappano e nemmeno ho risposto quando sia al Consiglio Comunale aperto di Caselle o in articoli giornalistici sono state pronunciate affermazioni, alcune discutibili ed altre offensive; però il comunicato stampa (cioè inviato alla stampa) del PD che allego..... Se non fosse ridicolo griderebbe vendetta: 

-  innanzitutto  non si capisce da quale organizzazione  del PD proviene: un circolo territoriale, la federazione provinciale o il gruppo consiliare in Regione? 

- anche Corgiat sindaco di Settimo è autorevole esponente del PD (un tantino di  più del patetico circolo di Mappano), tanto autorevole da essere coordinatore della mozione Bersani (maggioritaria nel PD Torinese) e grande elettore di  Morgando come candidato alla segreteria regionale del PD ed è lo stesso Corgiat che martedì in Regione ha minacciato di presentare ricorso avverso la Istituzione del Comune di Mappano. 

- Anche i sindaci di Caselle e Borgaro sono autorevoli rappresentanti del PD ed anche loro martedì scorso erano in Regione, insieme a Corgiat e Placido, a frapporre ostacoli alla nascita del Comune  di Mappano. 

- E non è forse vero che i sindaci di Caselle e Borgaro hanno iniziato un'opera di disinformazione finalizzata a creare nei cittadini un sentimento di preoccupazione e di avversione verso la prospettiva del Comune di Mappano? 

- Anche nei consigli comunali di Borgaro,   Caselle e Settimo la maggioranza dei consiglieri appartiene al PD eppure questi Consigli ancora non hanno espresso parere favorevole all' iter istitutivo del Comune di Mappano. 

- Noi Comunisti non abbiamo mai fatto, non facciamo e non faremo propaganda: avevamo nel nostro programma per le Regionali l'Istituzione del Comune di  Mappano (unico Partito) e abbiamo in questi anni, ed in tutte le sedi, operato in quella direzione. Non ci interessa rivendicare, ma non consentiremo a nessuno di sminuire il nostro lavoro considerato che gli atti parlano chiaro: l'inziativa politica e legislativa per Mappano Comune è sempre stata avviata dai COMUNISTI ITALIANI, e, non una volta sola. 

Gli  iscritti al PD favorevoli al Comune di Mappano farebbero bene a dedicare le loro energie all'interno del loro partito, dove certamente non sono molto ascoltati.

Saluti. Endrio Milano Segretario Sezione e componente segreteria provinciale PdCI Torino  

 

Cmunicato stampa del Pd.

Il P.D. e le forze politiche che lo hanno costituito, da almeno due mandati hanno inserito nel programma politico-amministrativo l’identità di Mappano Comune.La realizzazione del Comune di Mappano come unica soluzione possibile ai molteplici problemi della “frazione” è un impegno che è stato condiviso con le forze politiche alleate ed ha fatto sì che i cittadini premiassero le coalizioni di centrosinistra a Caselle e Borgaro.La “questione” Mappano ha subito una forte accelerazione in seguito alla nascita del PD di Mappano, all’intervento del Segretario Regionale Gianfranco Morgando sul gruppo consigliare regionale e sulla giunta. Senza il lavoro dell’assessore Deorsola che ha redatto la legge, del Presidente della Commissione Affari Istituzionali Reschinia e alla forte volontà della Presidente Mercedes Bresso, avremmo ancora molta propaganda seguita da pochi fatti.Il lavoro positivo svolto ha visto la convergenza di tutte le forze politiche a livello  locale e regionale ed il momento attuale presenta tutti i presupposti per giungere ad una sua definizione.In queste settimane che precedono il referendum, le istituzioni locali e regionali  dovranno, in modo responsabile,  definire le ultime questioni ancora aperte.Mappano è una comunità di 8 mila abitanti, che dista dal concentrico più vicino 4 Km., e rappresenterà, per dimensione anagrafica,il 40° su 315 comuni della Provincia di Torino e l’80° comune della Regione Piemonte : oltre 1126 comuni hanno dimensioni di popolazione inferiori ma nessuno mette in discussione la loro esistenza, o le utilità e le compatibilità economiche che ne derivano.Negli ultimi giorni sono prevalse molte esternazioni volte ad ottenere visibilità per le prossime scadenze elettorali. L’invito che ci sentiamo di fare a tutti coloro che rispondono direttamente della razionalizzazione del territorio è di esprimere la massima onestà intellettuale affinché vengano riconosciuti identità e autonomia ai cittadini di Mappano e il mantenimento delle condizioni dei servizi per i cittadini dei concentrici

 

 

Comunicato stampa

 

 

Vincenzo Chieppa, Consigliere Regionale e componente ufficio politico nazionale comunisti italiani

“ Chiediamo l’immediata convocazione del tavolo del centro sinistra per affrontare la prossima scadenza elettorale per il rinnovo della Provincia di Torino. "

Il dibattito sui mezzi di informazione è stato ampio e abbiamo registrato gli aut.aut del Partito democratico verso chiunque osa criticare la realizzazione della TAV in Valle di Susa ; le aperture di dialogo degli stessi nei confronti dell’UDC che ha deciso di presentarsi da sola al primo turno; le frizioni con i Moderati, sempre ad opera del Partito Democratico, che rischiano di allontanare anche quella forza politica dalla coalizione. Insomma siamo alle prese con un agire distruttivo del PD che in preda alle convulsioni interne alla sua organizzazione , non trova di meglio che demolire una coalizione di governo provinciale che ha dato una ottima prova di sé negli ultimi cinque anni.

Evidentemente il PD non ha ancora superato la fase estatica della loro presunta autosufficienza e la susseguente arroganza con cui tratta i suoi alleati, rischiando davvero di devastare la coalizione provinciale attuale e consegnare alla destra anche la Provincia di Torino. Un agire irresponsabile di cui si dovranno assumere tutte le responsabilità.

Il PD la smetta di attaccare i propri alleati e cominci magari a scontrarsi con le forze della destra con le quali invece cinguetta insopportabilmente, vedi la vicenda TAV o le offerte di alleanza alla Lega Nord da parte di Chiamparino.

Ora la coalizione deve riunirsi per affrontare questi problemi definitivamente e tentare di far ritrovare al PD un minimo di lucidità politica che ci consenta , tutti insieme di rinnovare alla guida della nostra Provincia una Amministrazione seria e all’altezza dei compiti”.

Torino 20 gennaio 2009

 

 

Diliberto a Chiamparino: usciamo da giunta e alleanza con Pd

 

Esprimo pieno sostegno alla Federazione del Pdci di Torino e al suo segretario, il compagno Maurizio Calliano, appena eletto a grande maggioranza. Al contempo, constato che nelle amministrazioni locali si fa sempre piu' difficile il crinale delle alleanze con il Pd. La valutazione del Dpef, il documento di programmazione economica e finanziaria, di meta' mandato della giunta Chiamparino - di cui siamo stati, come nostra consuetudine, coerenti alleati - e' risultata completamente insioddisfacente. Si tratta di un bilancio che, preludendo alla cessione di beni pubblici, privatizzazione dei servizi, reti comprese, non puo' che essere giudicato decisamente antipopolare. Uscire dalla alleanza e' stato quindi un atto non piu' rinviabile e coerente con la linea del nostro ultimo congresso di luglio nel quale inequivocabilmente si e' deciso di proseguire con le alleanze di centrosinistra solo laddove non vi sia il rischio della subalternita' nostra alle forze moderate. E' nostro imprescindibile dovere di comunisti restituire rappresentanza ai ceti popolari e alla classe lavoratrice: compito, in un drammatico momento di crisi come questo, davvero irrinunciabile.

Lo dichiara il segretario del Partito dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto.(14 dicembre 2008)

 

 

Attac scrive ai consiglieri comunali di Torino
Associazione per la Tassazione delle Transazioni finanziarie e l´Aiuto ai Cittadini

               Comitato Locale -  via Mantova 34 - 10153 Torino -  
attactorino@libero.it




                                                                                                             Torino, 12 dicembre 2008

Ai Consiglieri Comunali di Torino


cc. al Sindaco

    alla Giunta comunale
 


Le angustie del bilancio comunale non servano da alibi per la privatizzazione dei servizi pubblici locali.



Gentili consiglieri/e

Vi ricordiamo innanzitutto che il Consiglio Comunale di Torino con due distinti Ordini del Giorno:  n. 2003 04606/002 approvato il 25 giugno 2003 e n 2005 00346/002 approvato il  14 febbraio 2005, affermava che i servizi pubblici locali non sono una merce, respingeva l´ipotesi di metterli in concorrenza sul mercato, si impegnava invece a difenderli ed estenderli per una maggiore coesione ed equità sociale ed a sviluppare dinamiche di partecipazione alternative, e si dichiarava infine contrario all´ampliamento dell´Accordo Generale sul Commercio dei Servizi in ambito WTO perché esso eliminava il diritto che è proprio dell´Ente Locale di governare ed esercitare la propria sovranità a livello di comunità, secondo il programma del Sindaco scelto dai  cittadini attraverso libere elezioni.

Purtroppo il nostro Sindaco, a metà mandato,  ha presentato un documento programmatico per i restanti due anni di governo della Città,  contenente un  rovesciamento delle linee programmatiche sopra citate e  la sua dichiarata volontà di far fronte alle difficoltà di bilancio mettendo sul mercato i bene comuni dei torinesi: dal territorio ai  Servizi Pubblici Locali.


1 - Sappiamo che il bilancio comunale di quest´anno si aggira su 1,3 miliardi di euro ma che i debiti accumulati sono di 3,3 miliardi!!!. Partiamo da qui: chi li ha fatti, e perché?  Vi chiediamo di dire pubblicamente come si è arrivati a questo debito e soprattutto quali sono le sue maggiori componenti, ad es. quanto pesano su di esso le speculazioni finanziarie sui derivati messe in  atto dal precedente Assessore al Bilancio, e a quanto ammonta il debito Olimpico. Non possiamo infatti dimenticare che i Giochi olimpici sono stati il volano degli interventi edilizi sulle aree industriali dismesse altrimenti poco "sfruttabili" da parte delle proprietà e dei costruttori. Questi hanno lautamente guadagnato. La Città deve necessariamente rimetterci? E vendere i gioielli di famiglia per riempire la voragine?

Il Sindaco ha dichiarato più volte che non c´è da vergognarsi a fare cassa vendendo parte dei servizi pubblici locali (acqua, energia, trasporti, igiene ambientale, farmacie...) tanto che nel suo (?) documento suddetto  iscrive tra le "politiche delle entrate"  non solo la messa sul mercato delle Aziende municipali - acqua compresa - ma anche la vendita del 50% delle reti, scavalcando addirittura a destra il Governo Berlusconi che all´Art. 23 bis, 5) della Legge Finanziaria 2009 stabilisce che la proprietà delle reti deve rimanere pubblica.

La posizione del Sindaco finora è stata sostanzialmente condivisa dalla maggioranza - e non solo - come emerge anche dal recente voto favorevole alla deliberazione di vendita delle farmacie comunali nella quale si afferma a più riprese che si tratta di una scelta obbligata. Ma così non è.

E poi: siete così sicuri che i Torinesi siano d´accordo? Perché non glielo chiedete? Magari con un referendum consultivo previsto dal nostro Statuto comunale? E per il quale solo voi potete prendere l´iniziativa.

Altre vie possono essere percorse, in alternativa all´alienazione dei nostri beni comuni

2 - All´interno del palazzo comunale si afferma ad ogni piè sospinto che la liberalizzazione/privatizzazione dei Servizi Pubblici Locali è imposta dalle normative europee.

È FALSO!

Vi chiediamo di non prendere per buono tutto  quello che viene scritto da funzionari solerti ma evidentemente ideologizzati,  in delibere come quella di vendita delle farmacie comunali. La portiamo ad esempio come particolarmente fuorviante: in essa vengono poste premesse ideologiche sostenute da  citazioni parziali e incomplete dei Trattati e Direttive UE in modo da far apparire come "obbligata" (sic) la scelta di privatizzare le farmacie.

Al contrario, Trattati e Direttive e da ultimo la Commissione Europea in persona afferma ([1]) che "... le autorità pubbliche competenti (Stato, Regioni, Comuni) sono libere di decidere se fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare tale compito a un altro ente (pubblico o privato). Principio ribadito dalla stessa Commissione Europea ([2]) precisando che solo se le Autorità competenti, come il nostro Comune, scelgono di abbandonare il settore pubblico e di affidarsi al settore privato, solo in questo caso devono sottostare alle regole del mercato.

Le decisioni che avete finora assunto, e quelle che il documento del Sindaco vi propone di assumere nei prossimi mesi, sono dunque scelte politiche: non sono affatto imposte dall´UE ma dipendono dalla vostra coerenza o convenienza.

3. - Lo stesso articolo 23 bis dell´ultima Legge Finanziaria (3)  che impone agli Enti Locali di privatizzare i Servizi Pubblici presenta aspetti di anticostituzionalità e incoerenza con le normative vigenti su cui vi invitiamo a documentarvi. Già 3 Regioni hanno presentato ricorso alla Corte Costituzionale per violazione dell´Art. 117 della Costituzione. L´avvio del federalismo in esso previsto è infatti contraddetto dall´Art.23 bis  in questione in quanto rinnega ogni autonomia agli Enti Locali in un campo come quello dei Servizi Pubblici Locali che dovrebbe essere il terreno privilegiato del federalismo, delle politiche del territorio, del rapporto diretto e della partecipazione dei cittadini.


Abbiamo riassunto in questi tre punti la sostanza del nostro scontento nei vostri confronti.

Vorremmo  che i pronunciamenti del Consiglio Comunale non venissero così facilmente dimenticati, e che voi intendeste il vostro mandato non solo come una delega a rappresentarci nell´istituzione comunale, ma come un impegno alla pratica della democrazia sostanziale, al ripristino dei valori della partecipazione attiva dei cittadini alla formazione delle decisioni che riguardano l´intera comunità torinese.

Di tutto ciò vorremmo parlarvi in un incontro con la nostra associazione, che Vi  chiediamo di voler fissare, possibilmente in orario pre-serale per non escludere a priori i lavoratori attivi.

Ringraziandovi fin d´ora, inviamo i nostri migliori saluti.

Attac Torino



Per contatti:  348 7527135 / 347 9443758



[1] Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo COM(2004) 374 ,

2 Comunicazione della Commissione : Attuazione del programma comunitario di Lisbona SEC(2006)516.

3 Legge 6 agosto 2008 n. 133





 

 

 

 

 

 

 

 

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