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Documenti approvati  dalla Sezione                                                                                                                                                                                     
 


IV Congresso Sezione  “Ibarruri”  24 – 25 marzo  2007

 Il documento politico conclusivo

 

La Commissione politica ha svolto i suoi lavori e ha proceduto all’esame degli ordini del giorno presentati alla Presidenza del Congresso. Sulla base di questi documenti, della relazione di apertura, dei contributi portati nel corso del dibattito, la commissione ha redatto il documento che ora sottopone al congresso. Questo documento non si propone di trattare tutti gli argomenti che hanno costituito e costituiscono materia di elaborazione, della politica e del lavoro del partito. Tale lavoro di sintesi generale è stato compiuto dal documento congressuale e dalla relazione che ha aperto i nostri lavori. La commissione ha scelto quindi di trattare soltanto i temi che sono stati maggiormente discussi nel corso del dibattito e tenendo conto di quelli che sono stati ritenuti punti importanti del documento congressuale del CC su cui occorreva una maggiore o più precisa trattazione.

Documento della Commissione politica

 Il IV Congresso della Sezione “Ibarruri”di Torino approva il documento presentato dal Comitato Centrale uscente e la relazione del compagno Massimo Ciusani. Il congresso sottolinea in modo particolare il suo consenso sull’orientamento del documento del Comitato Centrale e aggiunge  le seguenti considerazioni  scaturite dal contributo del nostro dibattito. 

Anche questa campagna congressuale avviene in una situazione in cui vede il nostro Paese impegnato in teatro di guerra, nel totale spregio della nostra Costituzione.

Il corso della guerra in Afghanistan rafforza le argomentazioni di fondo che portarono il PdCI ad esprimere una valutazione nettamente contraria in Parlamento ed animare la battaglia del popolo pacifista. L’avvio dell’operazione di primavera  “Achille” da parte della Nato comporta, infatti, l’allargamento del conflitto militare nel già martoriato territorio aghano e vede coinvolte le truppe di occupazione italiane in azioni di guerra e soggette alla catena di comando del Pentagono. 

Il Congresso della Sezione Ibarruri ritiene che il provvedimento che rifinanzia le missioni militari e che prevede un aumento dei crediti di guerra va rifiutato nelle piazze e in Parlamento in coerenza con i principi che hanno sempre contraddistinto la linea del PdCI contro le guerre sia che vengano dalla Nato, il braccio armato della globalizzazione capitalista, sia sotto copertura Onu.

Così come continueremo a dare la nostra totale solidarietà alla lotta di liberazione del popolo palestinese sostenendo, senza riserve, il diritto all’autodifesa, il diritto alla resistenza, il diritto alla lotta armata del popolo palestinese. 

Il Congresso della Sezione “Ibarruri” richiede con forza

  • la revoca dell’accordo di cooperazione militare Italia – Israele firmato dal governo Berlusconi e ancora onorato da quello attuale
  • la revoca degli accordi economici tra le regioni italiane e le autorità israeliane
  • la revoca del vergognoso embargo contro il popolo palestinese.

Delibera, inoltre, un progetto a favore del popolo palestinese e dà mandato al Comitato Direttivo di costruire concretamente un esperienza di solidarietà internazionalista.

 Il Congresso della Sezione “Ibarruri” guarda con grande interesse e soddisfazione il movimento di liberazione sviluppatosi in America Latina  che vede le sue punte più avanzate nel Venezuela di Hugo Chavez, nella resistenza e nella avanzata guerrigliera delle FARC in Colombia e nell’esempio internazionalista di Cuba. 

Il Congresso della Sezione “Ibarruri”  esprime la propria solidarietà ai cinque patrioti cubani ingiustamente incarcerati negli USA e richiede l’estradizione di Posada Carriles per essere giudicato per l’uccisione del giovane italiano Fabio Del Celmo in seguito ad un attentato terroristico contro Cuba. 

Il Congresso della Sezione  “Ibarruri”  ritiene che il tema delle pensioni rappresenti un nodo centrale dell’offensiva da parte di Confindustria, dei grandi gruppi finanziari e dei settori moderati dell’Unione. Un cedimento su questo terreno pregiudicherebbe fortemente una capacità di tenuta della sinistra su altri temi nel prossimo futuro.

Per questo si chiede di mobilitare col massimo impegno tutte le strutture del Partito fino alla conclusione della trattativa su previdenza, ammortizzatori sociali e mercato del lavoro, dichiarando fin da ora la nostra indisponibilità a votare provvedimenti che realizzino parole d’ordine confindustriali quali l’innalzamento dell’età pensionabile, il ritocco dei coefficienti, il mantenimento dello scalone e più in generale il taglio della spesa previdenziale. 

Il Congresso della Sezione  “Ibarruri”  sollecita i Gruppi dei Comunisti Italiani in Parlamento a lavorare affinché si vada al superamento dei ticket sanitari. 

Il Congresso della Sezione  “Ibarruri”  denuncia il pericolo del monopolio dei mezzi di comunicazione nel nostro Paese. Serve più informazione, più confronto delle idee, delle proposte, dei progetti. E’ necessario varare al più presto possibile una vera legge sul conflitto di interessi, visto che il testo presentato in Parlamento non prevede nulla per chi controlla aziende ma non sta al governo. 

Il Congresso della Sezione  “Ibarruri”  esprime ferma contrarietà alla decisione dell’Amministrazione comunale di Torino di aumentare l’addizionale IRPEF.

In assenza della possibilità di adottare forme di progressività tale aumento rischia di gravare più pesantemente sui redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati.

E’ necessario invece:

  1. Tutelare le fasce  più deboli e sostenere il reddito da lavoro dipendente.
  2. Qualificare ed estendere la rete di welfare locale e di sostegno alle famiglie.
  3. Ottenere un contenimento delle tariffe.
  4. Stabilizzare le lavoratrici e i lavoratori precari.
  5. Mobilitarsi contro l’iniquità delle tasse locali e per la difesa dello stato sociale.

Il Congresso della Sezione  “Ibarruri”  ritiene che la logica della guerra e dello “scontro di civiltà” può essere vinta solo con un “cambio di civiltà” fondato in tutto il  mondo su una nuova qualità del rapporto tra gli uomini e le donne.Richiede che il Partito a tutti i livelli, prendendo atto che la violenza di genere è un problema maschile, apra su questo tema ed altri temi del femminismo una riflessione comune, tra uomini e donne, capace di determinare una sempre più riconoscibile svolta nei comportamenti concreti di ciascuno di noi. 

Il Congresso della Sezione  “Ibarruri” denuncia il revisionismo storico come nemico mortale della nostra democrazia. Il giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe e del cosiddetto “esodo giuliano-dalmata”, è un altro drammatico episodio di una più ampia campagna revisionista ed eversiva che da anni  ha messo radici nel paese e che per la quale i riformisti portano sulle spalle delle colpe e delle responsabilità gravissime.La giornata del Ricordo del 10 febbraio è volta proprio a celebrare quell’Italia fascista e imperialista uscita sconfitta dalla guerra. Nella campagna di menzogne e propaganda si è andati veramente oltre. Le vittime sono trasformate in carnefici e i veri carnefici in vittime.

Il Congresso della Sezione  “Ibarruri” si riconosce nel proporre ai Ds, a Rifondazione ai Verdi, ai movimenti, al vasto associazionismo di sinistra, pacifista, ambientalista di cimentarsi in un processo di unità per contare di più, per modificare i rapporti di forza rispetto ai moderati. Un processo di riaggregazione che ricomponga la sinistra che intende rimanere tale, ciascuno con la propria identità, con i propri simboli, con le rispettive organizzazioni.In questo processo, però, noi comunisti dovremo insistere sui contenuti perché contro il ripiegamento al centro della maggioranza occorre più movimento, più partecipazione, più conflitto sociale. Sostenere il governo in termini non subordinati e al tempo stesso riannodare i fili con i movimenti e con le lotte presenti nel Paese e non disarmare sui contenuti. Non rompere il legame con il governo, così come in questa fase vuole la maggioranza della nostra gente, ma, al tempo stesso, essere con i movimenti di lotta e dare  sostanza alla nostra partecipazione al centrosinistra attraverso l’organizzazione del conflitto.

Il Congresso della Sezione  “Ibarruri” ritiene necessario lavorare per rafforzare  la presenza e l’azione dei comunisti. Perché serve una sinistra forte e unita, ma senza i comunisti la sinistra si perde, si annacqua, si diluisce. Senza i comunisti la sinistra sarebbe fagocitata dentro il futuro Partito democratico. Dobbiamo, quindi, garantire e rafforzare la presenza autonoma, politica, culturale ed ideologica dei comunisti.

 Il Congresso della Sezione “Ibarruri”  assume l’impegno di lavorare sul territorio della V Circoscrizione con le altre forze della sinistra per iniziare un processo di unità dal basso ciascuno con la propria identità e le proprie organizzazioni.

 Gli ordini del giorno approvati

 

Ordine del giorno su pensioni, precarietà e difesa dei salari

 Il IV Congresso della Sezione  “Ibarruri” di Torino ritiene che il tema delle pensioni rappresenti un nodo centrale dell’offensiva da parte di Confindustria, dei grandi gruppi finanziari e dei settori moderati dell’Unione. Un cedimento su questo terreno pregiudicherebbe fortemente una capacità di tenuta della sinistra su altri temi nel prossimo futuro.

Per questo si chiede:

  1. di mobilitare col massimo impegno tutte le strutture del Partito fino alla conclusione della trattativa su previdenza, ammortizzatori sociali e mercato del lavoro, dichiarando fin da ora la nostra indisponibilità a votare provvedimenti che realizzino parole d’ordine confindustriali quali l’innalzamento dell’età pensionabile, il ritocco dei coefficienti, il mantenimento dello scalone e più in generale il taglio della spesa previdenziale.
  2. Di rilanciare la piattaforma della manifestazione del 4 novembre scorso chiedendo la cancellazione delle Legge 30 e dicendo no allo scambio tra abrogazione di alcune sue parti e ulteriori concessioni a Confindustria su contratti, flessibilità e salario.
  3. Di proporre a tutte le forze politiche e sociali europee della sinistra di alternativa la realizzazione di una grande campagna politica europea in difesa ella previdenza pubblica e del salario.
  4. Di promuovere la reintroduzione di un sistema di “scala mobile” a difesa del potere d’acquisto dei salari.
  5. Di promuovere l’estensione della “tutela reale” prevista dall’art. 18 Legge 300/1970 anche ai lavoratori delle aziende con meno di 15 dipendenti.

Ordine del giorno

Il movimento delle donne pratica di modificazione di sé e del mondo

La logica della guerra e dello “scontro di civiltà” può essere vinta solo con un “cambio di civiltà” fondato in tutto il  mondo su una nuova qualità del rapporto tra gli uomini e le donne. Il femminismo è agire e reagire. Richiede che il Partito a tutti i livelli, prendendo atto che la violenza di genere è un problema maschile, apra su questo tema ed altri temi del femminismo una riflessione comune, tra uomini e donne, capace di determinare una sempre più riconoscibile svolta nei comportamenti concreti di ciascuno di noi. 

Ordine del giorno sulla Palestina

Quotidianamente la popolazione palestinese è oggetto delle stragi degli israeliani, ma è difficile cogliere dai mezzi di comunicazione la gravità dell’attività genocida portata avanti meticolosamente dagli occupanti israeliani. Anzi si deduce che gli israeliani siano le vittime che debbono difendersi per garantire la propria sicurezza.

Il vero problema è garantire la sicurezza di quei paesi e quei popoli che vivono sulla propria pelle il dramma di confinare con uno stato colonialista e aggressivo come Israele.

E’ necessario quindi sostenere, senza riserve, il diritto all’autodifesa, il diritto alla resistenza, il diritto alla lotta armata del popolo palestinese.

Bisogna rilanciare, controcorrente, una battaglia di verità: non ci sarà mai pace in Medioriente all’ombra di uno Stato d’Israele che si regge sulla discriminazione razziale, sull’espansionismo militare, sul terrore quotidiano che utilizza il terrorismo di stato e pratica vere e proprie stragi contro le popolazioni civili.

Bisogna richiedere con forza

  • la revoca dell’accordo di cooperazione militare Italia – Israele firmato dal governo Berlusconi e ancora onorato da quello attuale
  • la revoca degli accordi economici tra le regioni italiane e le autorità israeliane
  • la revoca del vergognoso embargo contro il popolo palestinese.

 Il Congresso della nostra Sezione “Ibarruri”  respinge l’idea che l’Italia debba essere complice del massacro dei Palestinesi e dell’occupazione israeliana, delibera un progetto di solidarietà con il popolo palestinese e dà mandato al Comitato Direttivo di costruire concretamente un esperienza di solidarietà internazionalista.

 

Ordine del giorno sull’unità della sinistra e sui comunisti

 I Comunisti Italiani propongono ai Ds, a Rifondazione ai Verdi, ai movimenti, al vasto associazionismo di sinistra, pacifista, ambientalista di cimentarsi in un processo di unità per contare di più, per modificare i rapporti di forza rispetto ai moderati.

A sinistra si dovrà avviare, nelle forme possibili, un processo di riaggregazione che ricomponga la sinistra che intende rimanere tale, ciascuno con la propria identità, con i propri simboli, con le rispettive organizzazioni.

In questo processo, però, noi comunisti dovremo insistere sui contenuti perché contro il ripiegamento al centro della maggioranza occorre più movimento, più partecipazione, più conflitto sociale. Sostenere il governo in termini non subordinati e al tempo stesso riannodare i fili con i movimenti e con le lotte presenti nel Paese e non disarmare sui contenuti. L’autonomia dei comunisti infatti cessa se si accettano acriticamente le compatibilità politiche definite da altri. Non rompere il legame con il governo, così come in questa fase vuole la maggioranza della nostra gente, ma, al tempo stesso, essere con i movimenti di lotta e dare  sostanza alla nostra partecipazione al centrosinistra attraverso l’organizzazione del conflitto.

 Bisogna, quindi, lavorare per rafforzare  la presenza e l’azione dei comunisti. Perché serve una sinistra forte e unita, certo, ma senza i comunisti la sinistra si perde, si annacqua, si diluisce. Senza i comunisti la sinistra sarebbe fagocitata dentro il futuro Partito democratico. Dobbiamo garantire e rafforzare la presenza autonoma, politica, culturale ed ideologica dei comunisti

Ordine del Giorno per il ritiro delle truppe dall’Afghanistan,

per la chiusura delle basi militari Usa e Nato, per la drastica riduzione delle spese militari

Il corso della guerra in Afghanistan rafforza le argomentazioni di fondo che portarono il PdCI ad esprimere una valutazione nettamente contraria in Parlamento ed animare la battaglia del popolo pacifista. L’avvio dell’operazione di primavera  “Achille” da parte della Nato comporta, infatti, l’allargamento del conflitto militare nel già martoriato territorio aghano e vede coinvolte le truppe di occupazione italiane in azioni di guerra e soggette alla catena di comando del Pentagono.

Il provvedimento che rifinanzia le missioni militari e che prevede un aumento dei crediti di guerra va rifiutato nelle piazze e in Parlamento in coerenza con i principi che hanno sempre contraddistinto la linea del PdCI contro le guerre sia che vengano dalla Nato, il braccio armato della globalizzazione capitalista, sia sotto copertura Onu.

Per queste ragioni il PdCI sostiene e partecipa a tutte le mobilitazioni contro la guerra globale, per il ritiro delle truppe di occupazione dall’Afghanistan, per la chiusura della basi Usa e Nato, per la drastica riduzione delle spese militari.

 

Ordine del giorno sul Venezuela

 

Il IV Congresso della Sezione “D. Ibarruri” di Torino guarda con grande interesse e soddisfazione gli ultimi avvenimenti in Venezuela.

La netta vittoria di Chavez nelle elezioni presidenziali dello scorso 3 dicembre è un ulteriore conferma del grande appoggio da parte delle masse popolari venezuelane al progetto del “Socialismo del XXI secolo” lanciato da Hugo Chavez nel Forum Mondiale di Porto Alegre nel 2005.

“Nazionalizzare tutto ciò che è stato privatizzato”. Questa è la soluzione proposta da Chavez nel suo giuramento presidenziale. Al centro del dibattito torna la questione della proprietà dei mezzi di produzione e del modello di società da perseguire.

La rivoluzione venezuelana oggi vede un vero e proprio salto di qualità nel suo sviluppo. In prima linea ci sono i lavoratori e le loro organizzazioni attraverso la discussione sul controllo e la gestione operaia delle aziende nazionalizzate.

In America Latina, infatti, si è sviluppato un movimento di liberazione di respiro continentale, che vede le sue punte più avanzate nel Venezuela bolivariana di Chavez, nella resistenza e nella avanzata guerrigliera delle FARC in Colombia e nell’esempio internazionalista di Cuba Rivoluzionaria.

Il PdCI si impegna a sviluppare iniziative di solidarietà con queste esperienze rivoluzionarie, facendo sì che diventino uno degli assi centrali dell’attività internazionale del Partito.

 

Ordine del giorno contro l’aumento della tassazione locale

 Il IV Congresso della Sezione  “D. Ibarruri” di Torino esprime ferma contrarietà alla decisione dell’Amministrazione comunale di Torino di aumentare l’addizionale IRPEF.

In assenza della possibilità di adottare forme di progressività tale aumento rischia di gravare più pesantemente sui redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati.

L’aumento dell’IRPEF si somma agli aumenti gia preannunciati delle tariffe locali di molti servizi.

E’ necessario invece:

  1. Tutelare le fasce  più deboli e sostenere il reddito da lavoro dipendente.
  2. Qualificare ed estendere la rete di malfare locale e di sostegno alle famiglie.
  3. Ottenere un contenimento delle tariffe.
  4. Stabilizzare le lavoratrici e i lavoratori precari.

Il Congresso della Sezione “D. Ibarruri” invita il Partito a tutti i livelli a mobilitarsi contro l’iniquità delle tasse locali e per la difesa dello stato sociale

 Lettera di un invitato al Congresso

 

Mi chiamo Gianni Trombetta, ho preso parte come invitato al vostro ultimo Congresso di sezione grazie all’invito di un vostro iscritto Fulvio Triolet.

Pur non avendo in questo momento tessere di partito provengo da quella tradizione che è stata il vecchio PCI anche se nelle ultime elezioni sono stato tra i candidati dei DS per la quinta circoscrizione.

Entrare nella vostra sezione, dei Comunisti Italiani, mi ha dato una bella sensazione facendomi fare un salto nel tempo di quando ero in Fgci. Quasi commozione mi hanno trasmesso i colori, i quadri storici, e quel “profumo” di sinistra che è difficile da  dimenticare…e ti rendi conto che il tempo passa, ma che in fondo certi valori restano, ormai fanno parte della tua vita, della tua storia.

Ma mi sono anche chiesto: se fossi entrato in una sezione di Rifondazione Comunista avrei visto le stesse cose, gli stessi quadri, i stessi colori, provato le stesse emozioni?(nei DS un pò meno,ma questa è un’altra storia)penso di si,ma allora è mai possibile che due formazioni politiche con la stessa base ideologica, gli stessi obiettivi, che dicono quasi le stesse cose siano separati e, nella stessa sfera elettorale?

In un mondo sempre più globalizzato, dove ci si unisce per essere più grandi, più forti, più rappresentativi, più competitivi, ciò non è più ragionevole.

Perché non proporre una nuova formazione a sinistra che comprenda i Comunisti Italiani,Rifondazione Comunista, l’eventuale gruppo dissidente dei Democratici di Sinistra e quanti credono in un progetto per una nuova sinistra? a questo proposito ho molto apprezzato il discorso del coordinatore Buda quando parlava di una confederazione a sinistra.

Un nostro grande difetto è quello di pensare di essere “unti dal Signore” o che abbiamo la verità in tasca, credersi diversi o migliori degli altri, anche e soprattutto nella stessa sinistra, quei tempi sono finiti,e un bagno di umiltà non sarebbe poi tanto male.

Il popolo del centro sinistra chiede unità ,unità d’intenti,chiede accordo per governare questo paese,anche se i numeri sono difficoltosi, per cinque anni e nei limiti del possibile, governare bene, nell’unità non nella litigiosità. Questo sarebbe un grande segno di cambiamento rispetto il passato. I nostri elettori chiedono che finalmente non siano sempre gli stessi a pagare i guasti dei governi precedenti e dei politici di turno.Come alla gente comune,chi vive del proprio quotidiano non so quanto interessano i simboli o le appartenenze(destra o sinistra), quanto gli importa che vengano risolti i problemi con i quali ci si scontra tutti i giorni, anche futili : l’illuminazione delle strade ,giardini agibili e puliti, buona urbanistica, sicurezza, fino ad arrivare all’occupazione ecc,ecc.

Purtroppo,in questa prima fase,che riconosco ,la più difficile, questa maggioranza così eterogenea, così litigiosa ,anche sulle cose più banali, dove chiunque ha la possibilità di parlare a un microfono non fa altro che manifestare sempre più la propria differenza dagli altri,al punto di partecipare a manifestazioni contro il proprio governo che,in democrazia potrebbe essere giusto, ma di questi tempi è sicuramente controproducente. In più questo governo difetta in maniera grave sia di informazione sulle cose fatte o da fare, sia di decisionismo; troppi compromessi, troppa confusione. Così non si va da nessuna parte e si riconsegna il paese di nuovo alle destre.

Questa politica non va più, è un sistema bloccato dove l’esplosione dei partiti storici ha prodotto una frammentazione che non è come nel proporzionale, più rappresentativa, bensì solo confusionari nascondendo piccoli interessi di parte..

150 anni fa, se non erro, il Socialismo nacque per contrastare le crudeltà del capitalismo prodotto dalla rivoluzione industriale;  oggi bisogna inventarsi un nuovo soggetto per contrastare questo nuovo capitalismo mascherato da benefattore.

Anche il progetto del Partito Democratico può essere interessante se ben sostenuto, inoltre non bisogna essere necessariamente critici con i DS, in fondo è condiviso da quasi il 75% degli iscritti,e di questo bisogna averne rispetto perché in democrazia la maggioranza decide anche se non necessariamente ha ragione. l’importante è, che in caso di un eventuale fallimento se ne prenda atto, la classe dirigente va a casa e si creano i presupposti per un progetto nuovo.

Per concludere io sostengo che negli sport di squadra, l’individualismo non sempre paga, mentre l’aggregazione, la compattezza, il sacrificarsi per i compagni, lo spirito di squadra è fondamentale per vincere. er quanto riguarda la vostra presenza sul territorio circoscrizionale posso solo dire che se il vostro numero iscritti su una popolazione di 120mila abitanti non può far altro che crescere visto e considerato come lavorate e quale sarà il panorama politico che andremo a vivere in futuro. 

Da soli non si va da nessuna parte.  AUGURI  Gianni Trombetta

 le foto del Congresso