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Crisi economica: come uscirne?

le proposte della Federazione della Sinistra

 

Dibattito Pubblico

Venerdì 20 gennaio 2012 ore 20,30

 Sala  Giunta Piazza Europa, 2 – Caselle T.se 

introduce  Pasquale De Carlo FdS Caselle 

intervengono Antonio Albano consigliere comunale FdS Volpiano

Giustino Scotto FdS Ciriè 

conclude  Armando Petrini Coordinatore regionale FdS

 

La solidarietà della Federazione della Sinistra agli studenti

Torino. La FdS esprime tutta la propria solidarietà agli studenti che occupano da ieri la residenza dell'Edisu di Via Verdi

di Armando Petrini, coordinatore regionale FdS Piemonte

 

edisuLa scelta della Regione Piemonte di azzerare i fondi destinati alle borse di studio è gravissima. Non soltanto diverse migliaia di studenti già dichiarati idonei non potranno usufruire di un diritto acquisito, ma -quel che è per certi aspetti ancora più grave- in questo modo si mette in discussione un diritto costituzionale, il diritto allo studio, che dovrebbe trovare al contrario nelle Regioni il proprio garante. 

La scelta della Regione Piemonte è una scelta politica. Una scelta che va nella direzione dello smantellamento progressivo dell'Ente per il Diritto allo Studio. 

Proporre, come fa l'Assessore Maccanti, di passare al sistema del Prestito d'Onore, significa innanzi tutto non sapere che quel sistema non sta funzionando nei paesi dove è stato introdotto (per esempio la Gran Bretagna).  

In secondo luogo significa non capire, o far finta di non capire, che un conto è erogare borse di studio a studenti meritevoli e in difficoltà economiche (il sistema attuale), contribuendo così a garantire il diritto allo studio, un altro conto è prestare dei soldi che dovranno poi essere rimborsati una volta laureati (il prestito d'onore). Non sembra esattamente un incoraggiamento allo studio prospettare agli studenti un ingresso nel mondo del lavoro con un debito sulle spalle di cui potranno sgravarsi solo dopo molti anni. 

E' indispensabile perciò che la Regione riveda la propria decisione, reintegrando i fondi per il diritto allo studio. I soldi ci sono, è necessaria la volontà politica. 

La Federazione della Sinistra farà la propria parte fino in fondo, come ha fatto sin qui, a partire dalla discussione in Consiglio sul bilancio. (www.marx21.it 13 gennaio 2012)

Monti a Reggio Emilia  il 7 gennaio 2012 contestato dalla FdS

 

 

Assemblea pubblica

Lear Grugliasco

Eleonora Artesio: Lear  Grugliasco, 22 dicembre 2011 ultimo giorno utile per trovare un accordo a salvaguardia dei 580 dipendenti.  - Regione richiami l'Azienda alla responsabilità

“Nel giorno in cui Marchionne definisce storico quell’accordo raggiunto con parte della organizzazioni sindacali (esclusa la Fiom, la più rappresentativa) che riporta indietro di decenni le condizioni di lavoro di 86mila dipendenti del gruppo Fiat e cancella – di fatto – la democrazia in fabbrica, in Regione Piemonte si conclude con un drammatico nulla di fatto l’incontro sul futuro dei 580 lavoratori della Lear Corporation di Grugliasco”, sottolinea Eleonora Artesio, capogruppo della Federazione della Sinistra.

“L’azienda, ritenendo insufficiente la disponibilità di circa 90 lavoratori all’accesso alla mobilità a fronte di un incentivo economico,  si è detta ancora indisponibile a un accordo che preveda l’uscita su base esclusivamente volontaria degli altri lavoratori in esubero.  La situazione è particolarmente delicata e preoccupante perché siamo a pochi giorni dalla scadenza della procedura di mobilità per 464 dipendenti”.

“Il nuovo incontro in Regione è stato fissato per il 22 dicembre, ultimo giorno utile per trovare un accordo prima della scadenza dei 75 giorni previsti dalla procedura di mobilità. Si tratta di un un’ultima possibilità: se non si raggiungesse un accordo, Lear potrebbe poi procedere con i licenziamenti”.

“Ci appelliamo in particolar modo alla Regione affinché richiami alla responsabilità un’azienda così importante del primo indotto Fiat. In modo da non riversare sulle centinaia di famiglie coinvolte e sull’intera collettività l’incapacità o, peggio, la mancata volontà, di gestire con percorsi di ammortizzatori sociali diluiti nel tempo l’effettivo esubero di personale, causato principalmente dai ritardi del piano Fabbrica Italia di Marchionne”.

Torino, 13 Dicembre 2011

Riflessioni sul dibattito Fiat

 Eleonora Artesio (FdS): Dibattito Fiat, è tempo di un' alleanza per il lavoro - Per l'azienda i lavoratori e la città sono variabili indipendenti dal piano industriale



Il Consiglio comunale aperto sul caso Fiat rende merito alla responsabilità delle istituzioni pubbliche che vogliono impegnarsi sulle prospettive di sviluppo del proprio territorio e che devono, i
n momenti sempre più difficili, rappresentare le insicurezze verso il futuro e il disagio attuale e concreto delle proprie popolazioni, sottolinea Eleonora Artesio, capogruppo regionale della Federazione della Sinistra.
 
Non si può riconoscere altrettanta responsabilità alla Fiat che, nonostante l’accezione Torino del proprio acronimo, si è volutamente e assertivamente sottratta ad ogni rassicurazione e a ogni anticipazione delle previsioni del proprio piano industriale.
 
Come Marchionne ha tenuto a precisare più volte che Fabbrica Italia non è un contratto con il Paese, ma un piano dell’azienda quindi non concertabile con il sistema dei poteri pubblici, così oggi il rappresentante delle relazioni esterne Dr. Rebaudengo ha sottolineato che la presenza al dibattito è solamente atto di irripetibile cortesia.
 
Le prospettive imprenditoriali, quindi, sono state illustrate certo come dipendenti dai processi di finanziarizzazione e globalizzazione, certo come correlati con il clima delle relazioni sindacali, ma altrettanto indifferenti rispetto alle aspettative di coesione sociale del nostro territorio: l’unica variabile indipendente per Fiat risulta proprio il futuro dei lavoratori e della città e della regione in cui non solo l’impresa è nata ed è cresciuta, ma da cui ha ricevuto molto per il lavoro dei propri dipendenti e per le facilitazioni e agevolazioni consentite dagli enti locali.
 
Paradossalmente le tradizionali politiche di sostegno e di accompagnamento che le istituzioni pubbliche attivano per l’occupazione e per gli aiuti alle imprese, anche ai fini di scongiurare delocalizzazioni, non si sono potute delineare nell’incontro odierno in conseguenza dell’atteggiamento da “mani libere” che Fiat ha premesso.
 
Sarà probabilmente più una questione di stile – esplicitamente insofferente verso l’autorità delle assemblee elettive – che una reale indisponibilità a discuterne, stanti invece i precedenti, buon ultimo TNE e l’area Mirafiori, cui invece Fiat ha attinto a piene mani.
 
E’ evidente ormai che le istituzioni non possono illudersi di trovare le forme migliori (suadenti? diplomatichie?) per cercare un dialogo cui l’interlocutore vuole sottrarsi, fintanto che gli converrà.
 
E’ indispensabile uscire da questa solitudine, ora delle organizzazioni sindacali ora delle istituzioni locali che alternativamente o congiuntamente chiedono a Fiat di rispettare gli accordi, per aprire una stagione di alleanze: il rischio dei lavoratori Fiat non è solo delle loro famiglie, ma si riverbera sui lavoratori dell’indotto, si riflette sugli stili  di vita e dei consumi quindi sull’economia della città.
 
Come un anno fa il 12 gennaio quando una calorosa fiaccolata attraversava la città e coinvolgeva tutti i cittadini è tempo di un alleanza per il lavoro, con le imprese, con le categorie economiche, con il sistema finanziario, con i soggetti sociali. E Fiat non potrà prescindervi. 30 novembre 2011

L'alternativa a Berlusconi non è certo Monti ma quella che noi

dobbiamo costruire

 

di Massimo Rossi

Sospinto da larghissima fiducia in Parlamento, nell’informazione e, conseguentemente, nei sondaggi  della pubblica opinione, è Mario Monti il nostro nuovo timoniere.
Di lui basti ricordare che ha ricoperto sino a ieri ruoli strategici in quell’Europa che anteponendo la finanza ed il mercato alla democrazia ed ai diritti ci sta portando al fallimento. Di quelle banche d’affari che dall’olimpo della borsa scatenano su di noi tempeste ed uragani egli è stato intermediario per affari. Del liberismo e delle virtù “salvifiche” del mercato globale, i cui disastri abbiamo sotto agli occhi, Monti è da sempre professore impareggiabile.
Egli rimpiazza Berlusconi ma le politiche che si accinge a praticare, come lui stesso afferma, saranno in piena continuità con quelle del suo predecessore che, non a caso, lo sostiene e dice: “siamo in buone mani”. La linea da seguire – afferma in Parlamento il professore – è quella della “lettera di impegni” mandata già a Bruxelles dal cavaliere uscente.  Afferma che non farà “lacrime e sangue” facendo finta di ignorare cosa succede quando si toglie ancora a un corpo già spellato.
Esclusi bunga bunga, cricche varie e barzellette oscene resta però l’oscenità sociale di quelle spietate prospettive.  Altro che l’equità di cui egli e i suoi supporter si riempiono la bocca: privatizzazioni di servizi e beni collettivi, attacco alle pensioni ed ai diritti del lavoro, spese per armamenti e guerre (con tanto di generali della Nato), ancora qualche costosa infrastuttura per giunta inutile e dannosa come la TAV in Val di Susa, anziché tanti interventi di manutenzione e messa in sicurezza, …lasciando naturalmente indenni rendite e grandi patrimoni (l’Ici sulla prima casa,, invece della patrimoniale, sarà il deforme topolino che “i Monti” partoriranno dopo tanta attesa).
Ma ciò che è maggiormente osceno e devastante anche sul piano culturale è l’affermazione, adesso ancor più esplicita, dell’ex opposizione in Parlamento secondo cui nei fatti oltre che nelle parole  non potrà mai esistere alternativa alle spietate ricette liberiste.
Invece va affermato che l’alternativa c’è!
Che quella speculazione infame che ci affonda deve e può essere fermata con la pretesa di nuove regole europee. Che quel debito infernale gonfiato da fronde di strozzini liberi di rapinare può e deve essere rimesso in discussione. Che una nuova economia basata sulla conoscenza e sull’armonia con la natura può ripartire soltanto redistribuendo le ricchezze, riconoscendo diritti universali, tagliando precarietà diffusa, spese militari, corruzione e sprechi.
E’ questa alternativa che a noi compete rivendicare con le lotte e costruire con l’intelligenza collettiva e con le pratiche sociali.
Lo faremo certamente senza farci intimidire ne dal tambureggiare a senso unico dei media, ne dalla potenza delle gerarchie bancarie, vaticane, confindustriali e militari, oggi rappresentate senza veli e mediazioni nel governo del Paese.
Riusciremo a farlo perché dalla nostra parte oltre a limpide ragioni c’è un’umanità che ovunque è stanca di subire da pochi avidi ricchi e che oramai si sta muovendo in ogni angolo del globo!
Da parte nostra cominciamo intanto a dirgli dalla piazza del “popolo dell’acqua”, sabato prossimo a Roma, che sui beni comuni e sui servizi pubblici non si torna in dietro dal referendum vinto appena cinque mesi fa. E poi proseguiremo la settimana successiva con la CGIL a sostenere in tanti che il lavoro è di dignità, non certo merce o costo da tagliare.
Forza allora! Facciamolo vedere a tutti che l’alternativa c’è!
 

A Roma con il "popolo dell'acqua"

Il 26 Novembre 2011 le compagne ed i compagni della Federazione della Sinistra saranno in piazza a Roma con il “popolo dell’acqua” per difendere i diritti e la democrazia oggi pesantemente in gioco.
- Il diritto all’acqua che per essere universalmente riconosciuto, insieme a tutti i beni comuni, deve essere sottratto alle fauci insaziabili di un mercato globale che insieme ad essi sta divorando anche il nostro futuro.
- La democrazia del “popolo sovrano” che, partecipando in massa al referendum del 12 e 13 giugno, ha deciso che la gestione dei beni e dei servizi fondamentali dev’essere pubblica e partecipata, e non può vedersela sottratta, come si sta continuando a fare senza alcun ritegno, da parte di Governi locali o nazionale, di destra, centro sinistra o tecnici che siano, comunque obbedienti alla suprema volontà dei poteri forti e sovrannazionali della finanza e dell’economia.
Saremo in piazza perché in momenti come questi, solo la lotta e la partecipazione diretta, possono aprire strade alternative ad un modello economico e sociale ingiusto e distruttivo in crisi profonda, al quale l’attuale bipolarismo, subalterno a un unico pensiero liberista, non vuole e non riesce ad immaginare altro.
Ci saremo quel giorno a Roma, così come continueremo ad essere presenti e combattivi in tutte le città, nei territori e nelle istituzioni locali con i nostri rappresentanti eletti, affinché attraverso atti formali e innumerevoli vertenze, quella volontà sovrana prenda materialmente corpo.  Affinché a gestire l’acqua non siano soggetti privatistici  come le attuali SpA, private o “pubbliche” che siano, ma organismi di diritto pubblico, gli unici adeguati ad offrire trasparenza ed opportunità di reale partecipazione, come il Comune di Napoli  splendidamente ed autorevolmente ci indica possibile.  Ed affinché il profitto sia subito spazzato via dalle bollette tramite atti dovuti dei gestori, interventi giurisdizionali o, in loro mancanza, da azioni collettive di “obbedienza civile” a quanto la legge impone ma le istituzioni negano.
Ci impegneremo per essere in tanti perché sarà importante contrapporre alla sfacciata ed ostinata continuità dei privatizzatori, che procede avanti nonostante crisi di governo e di sistema, l’irriducibile continuità dell’indignazione e della rivendicazione attiva di un modello economico alternativo che metta al centro la vita ed i diritti umani anziché le merci e la finanza. Un’alternativa che oltre ad essere indispensabile ed urgente sarà concretamente praticabile se, come è certo, non desisteremo.

 

 

Generazioni unite con la Federazione

 

 

di Stefano Galieni

Generazioni unite con la FederazioneIn una giornata complessa come quella di ieri i compagni e le compagne di Rifondazione e della Federazione della sinistra sono riusciti a compiere un lavoro difficile. Dopo ore d’attesa con un corteo che non riusciva a partire e dopo i primi segnali degli incidenti che si stavano verificando lungo il percorso ha iniziato a funzionare un lavoro comune che ha portato a compattarsi quelli giunti con le bandiere della Federazione da gran parte d’Italia. Dientro un enorme autobus “London style”, attrezzato per l’occasione, ha funzionato un punto di informazione, prezioso per tenere aggiornati i compagni e le compagne e un servizio di ristoro per chi era stanco per la tensione. Anche i compagni di controlacrisi.org hanno utilizzato la postazione per mandare in diretta le notizie provenienti dai tanti cortei del mondo.

Sulla fiancata del pullman campeggiava la scritta che era anche il manifesto affisso dalla Federazione per tutto il paese. Con la scritta “Siamo indignati. L’Italia non è in vendita” e poi bandiere della Federazione, dei Giovani comunisti della Fgci, ma anche dei No Tav e cartelli di altri movimenti. Così come una delle caratteristiche messe in campo dalla Federazione è stata quella di fare in modo che una parte consistente di questo popolo si sia dispersa nell’intero corteo. Musica assordante dagli altoparlanti, ragazzi e ragazze che ballavano, un’atmosfera pacifica e combattiva, determinata, ma gioiosa e non ha voluto accettare la logica dello scontro. Quando il pullman, intorno alle 16,30 è riuscito finalmente a muoversi già l’eco degli incidenti rimbalzava per tutta la manifestazione ed è stato a quel punto che ha funzionato l’ottimo lavoro di servizio d’ordine messo in piedi da federazioni più corpose. Si è di fatto creato un blocco compatto che ha potuto tranquillamente sfilare per tutto il corteo. Il primo striscione dietro il pullman era quello di Alternativa Rebelde e portava la scritta “Siamo un esercito di sognatori, per questo siamo invincibili”. Ma giovani e meno giovani sembravano riconoscersi in quello striscione attraversato, peraltro, anche da molti dirigenti nazionali e regionali e da rappresentanti istituzionali. Ogni federazione portava il suo piccolo contributo di racconto alla costruzione di questa manifestazione. I bresciani raccontavano di tanti che, non potendo venire a Roma, hanno contribuito perché altri partissero, i bergamaschi sono riusciti a portare con sé un furgone, anche da Palermo è arrivato un pullman, fortissima è stata la presenza toscana e soprattutto campana. Ed era curioso sentire l’alternarsi di canzoni vecchie e nuove, dal pullman, vedere compagni e compagne scendere e salire, darsi da fare per garantire la sicurezza dello spezzone, cercare le notizie che giungevano già da piazza San Giovanni per decidere il da farsi.

E’ servito un lavoro certosino fatto nelle settimane passate, di connessione tra il Coordinamento 15 ottobre e un gruppo di compagni e compagne della direzione della Federazione. E’ servito perché i quattro individuati per fungere da gruppo di contatto con il resto del corteo sono riusciti a garantire informazione in tempo reale, decisioni precise volte alla salvaguardia dei manifestanti, una collaborazione durata fino alla chiusura del corteo. Ben presto si è capito che sarebbe stato impossibile giungere a piazza San Giovanni e dopo una trattativa, lo spezzone di corteo in cui era inserita anche la Federazione ha deviato verso la Piramide Cestia. C’è da dire che se le forze di polizia si sono dimostrate soltanto capaci di praticare una repressione indiscriminata a San Giovanni utilizzando addirittura gli idranti, l’organizzazione di chi si è posto dietro al camion dei Giovani comunisti e della Fgci, ha dimostrato un elemento di cui si dovrebbe tener conto nelle prossime manifestazioni. La presenza di una forza interna al movimento, che ne condivide totalmente le ragioni e che ha le stesse ambizioni degli Indignatos di tutto il mondo, ma che sa essere organizzata e responsabile e capace di tenere la piazza. Una segnalazione da fare a chi continua, in nome dell’antipolitica, a relegare le forze organizzate della sinistra a stare sempre in fondo ai cortei. Inserito in coda a San Precario. E San Precario, tagliato fuori dal corteo dallo schieramento delle forze dell’ordine che intanto si è interposto, è stato costretto a convergere immediatamente su San Giovanni. Intanto nelle strade limitrofe è il caos.

La polizia inizia a caricare, incurante che a pochi metri dai cosiddetti “Black Bloc” si trovano precari, studenti, lavoratori del mondo della scuola, famiglie. Una volta arrivati a San Giovanni, però, i precari che hanno dato vita allo spezzone degli Stati generali della precarietà si sono trovati isolati tra le forze dell’ordine letteralmente impazzite e quei «teppisti» che hanno iniziato a dar vita a una vera e propria guerriglia. Poco è importato, alle forze dell’ordine, che intanto migliaia di persone si fossero rifugiate nella piazza “finale”. Mezzi blindati sono entrati in San Giovanni a velocità folle, rischiando di investire chiunque. Con gli idranti sparati contro ogni manifestante, hanno tentato di disperdere la folla che intanto si è riversata, impazzita, sulle strade limitrofe mentre sms e telefonate raccontano di un corteo che ha deviato verso Circo Massimo e poi in direzione della Piramide Cestia. «La situazione poteva essere gestita in maniera diversa» ci spiegano i devoti di San Precario raggiunti telefonicamente ormai distanti dalla zona di San Giovanni. «Una volta entrati in piazza, la situazione era tranquilla. Ma l’arrivo delle forze dell’ordine, che avevano tagliato in due il corteo, ha fatto precipitare la situazione».

Intanto, mentre le cariche hanno riportato la “tranquillità” e un blindato delle forze dell’ordine continua a bruciare in piazza San Giovanni, nel corteo diretto verso Roma sud si iniza a spargere la notizia di un ragazzo investito da un blindato. Da qui, in questo caos, una notizia che non riusciamo a confermare. Dal vicino ospedale Addolorata è un via vai di ambulanze. I lacrimogeni hanno ormai riempito l’aria. I manifestanti rinchiusi all’interno di San Giovanni, dagli scontri e dai cordoni delle forze dell’ordine, cercano una via di fuga da una situazione che ha dell’assurdo: trecento, forse quattrocento «teppisti», non solo hanno preso ostaggio un corteo di centiaia di migliaia di persone, ma sono bastate per far diventare piazza San Giovanni lo scenario di una guerriglia urbana.

Per fortuna che per tutta la settimana, qualcuno, ha parlato di un capillare lavoro di intelligence…

Liberazione 16/10/2011

 

 

Presidio davanti alla Banca d'Italia a Torino

Venerdì 14 ottobre 2011 dalle ore 11,30 alle ore 13  davanti alla sede della Banca di Italia a  Torino  in Via dell'Arsenale 8  presidio Federazione della Sinistra con volantinaggio e lettorona alla BCE.

La Federazione della Sinistra rimanda al mittente la lettera della Bce

 

 

Patrimoniale day a Torino

 

 

PETRINI E CHIEPPA (FDS) – PATRIMONIALE DAY:  SABATO 16 OTTOBRE 2011 E DOMENICA 17 LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA NELLE PIAZZE DEL PIEMONTE RACCOGLIE FIRME PER LA PATRIMONIALE E CONTRO LA MANOVRA  

“La manovra varata ieri dal Governo Berlusconi su suggerimento della BCE – sottolineano Armando Petrini e Vincenzo Chieppa della Federazione della Sinistra - impoverisce il Paese e demolisce la democrazia. La manovra traduce in legge le richieste della Fiat di demolire il contratto nazionale, taglia pesantemente i trasferimenti agli enti locali che non saranno più in grado di garantire i livelli di servizi sociali, sanità e trasporti, attacca i lavoratori pubblici (a cui “sequestra” il tfr per due anni) e la scuola, aumenta l’età pensionabile delle donne”.

“Inoltre la manovra è profondamente ingiusta: non tocca i ricchi e i grandi patrimoni, non combatte la speculazione perché non mette regole ai mercati finanziari. Non serve contro la crisi perché riducendo il potere d’acquisto della maggioranza del popolo italiano determinerà ulteriore recessione economica“.

“Per difendere i diritti dei lavoratori e lo stato sociale, ridistribuire la ricchezza, creare nuova occupazione, la Federazione della Sinistra propone una politica economica rovesciata a partire dall’introduzione della patrimoniale, una tassa sui grandi patrimoni al di sopra del milione di euro.

“Per questo la Federazione della Sinistra organizza per sabato 17 e domenica 18 in tutta Italia il “Patrimoniale day”. In Piemonte saremo in tutti i capoluoghi di provincia per raccogliere le firme a favore della patrimoniale: a Torino saremo in Piazza Castello angolo via Garibaldi nel pomeriggio di sabato”.

“Il “Patrimoniale day” è il primo di una serie di appuntamenti informativi e di protesta, in vista della manifestazione europea degli indignados d’Europa prevista per il 15 ottobre”.

Torino, 14 Settembre 2011

 

Comunicato stampa

 

OGGETTO: Feste della Federazione della Sinistra Leinì e Pinerolo


Con il mese di settembre l’attività della Federazione della Sinistra riprende con le prime feste di zona che si svolgeranno a Leinì dal 2 al 4 settembre e a Pinerolo dal 31 Agosto al 4 Settembre(in allegato i programmi). Alla organizzazione delle FESTE partecipano attivamente le militanti ed i militanti territoriali del PdCI e del PRC.

La due FESTE rappresentano un importante appuntamento che indica una rinnovata  capacità organizzativa sul territorio dei comunisti, nonostante le difficoltà di questi anni.

Nell'ambito dei due appuntamenti saranno in funzione stand gastronomici, dibattiti politici, musica e cultura.

 

                                                                                                                                           Per la FdS provinciale
                                                                                                                                           Mao Calliano PdCI
                                                                                                                                           Renato Patrito Prc
Torino  30 agosto 2011

 

 

 

 

Anche a Pinerolo è la Festa è la Festa!

dal 31 agosto al 3 settembre 2011

  al Circolo Stanamore in Via Bignone 89

Mercoledì 31 Agosto: ore 18 apertura festa

ore 19 apericena - ore 20,30 proiezione del film”Mani come badili – C’era una volta il Cin” di Antonio De Vivo. La straordinaria vita del Cin tra attività speleologica, rugby ed impegno politico nel movimento degli anni ’70. 

Giovedì 1 Settembre: ore 19 apertura ristorante - ore 21 Presentazione del libro “L'eclisse della democrazia – Le verità nascoste sul G8 2001 a Genova ” con l’autore Vittorio Agnolettoore 22,30 Sient Mamò in concerto

Venerdì 2 Settembre: ore 18 dibattito “Una nuova amministrazione per Pinerolo: tanti problemi, quali soluzioni?” Interverranno: Eugenio Buttiero, Sindaco di Pinerolo; Tiziana Alchera, Vice Sindaco, Assessore Istruzione-Sport-Politiche Sociali; Gian Piero Clement, Consigliere Comunale Federazione della Sinistra; Luca Salvai, Consigliere Comunale Movimento 5 Stelle

ore 19 apertura ristorante ore 22 Statuto in concerto 

Sabato 3 Settembre: pomeriggio: torneo di ping pong – animazione per bambini

ore 17,30 dibattito “Qual è lo stato sociale dopo la finanziaria Tremonti e con il governo Cota?”. Interverrà Eleonora Artesio, Consigliere Regionale Federazione della Sinistra

ore 19 apertura ristorante

ore 21 Sesto Senso in concerto - ore 22,30 intervento di Paolo Ferrero, Segretario Nazionale PRC-FDS

estrazione premi della sottoscrizione - dalle 24 dj set Boiler Selekta 

Saranno presenti stand di: Emergency, Libera, Lila, Radio Beckwith, Associazione Italia-Cuba, ARCI, ALP, USB, AMREF 

Ristorante, grigliate, birreria, ping pong, sottoscrizione con ricchi premi (Soggiorno "capitali classiche" 2 notti per 2 persone, Fotocamera, Cestino prodotti Bottega commercio Equo e solidale", Buono acquisto di 50 euro cartoleria, Smartbox degustazioni, Tenda da campeggio, Set da ping pong da casa ... e tanti altri!)

 

 

 

Fds. Si consolida il Coordinamento regionale del Piemonte

Campagne pubbliche su politiche regionali e nazionali



La Federazione della Sinistra piemontese consolida il processo di dialogo e unità dei soggetti politici e associativi della sinistra d’alternativa, con la formazione di un coordinamento regionale permanente. Coordinatore è Armando Petrini, segretario regionale di Rifondazione Comunista e Vice Coordinatore è Vincenzo Chieppa, segretario regionale dei Comunisti Italiani. Del coordinamento è parte Eleonora Artesio, capogruppo regionale della Federazione della Sinistra.

La Federazione della Sinistra piemontese svilupperà nei prossimi mesi diverse campagne e iniziative politiche su temi nazionali e regionali.

La soluzione c’è: pace, salario, natura e lavoro”: campagna contro la crisi economica e le scelte politiche del Governo Nazionale, attraverso volantinaggi nei principali mercati e incontri pubblici.

Tagli alla sanità”: Cota e Monferino annunciano risparmi per 500-800 milioni l’anno. Ovvero continueranno i tagli ai servizi con chiusura di reparti, ospedali e blocco delle assunzioni. Da settembre proporremo delle discussioni pubbliche sul nuovo corso della sanità piemontese in tutte le Province piemontesi.


Facciamo il bilancio alla Giunta Cota”: dopo aver denunciato in un libro-opuscolo “Ma Cota faccio da un anno?” la grande differenza tra gli annunci di Cota e gli atti della sua amministrazione, organizzeremo in autunno un’iniziativa pubblica aperta e coordinata con gli soggetti sociali e alle altre forze politiche di opposizione per tracciare un bilancio critico del primo anno e mezzo della Giunta Cota.

Coordinamento delle opposizioni. Riteniamo che per dare risposte adeguate alle politiche perseguite da questa amministrazione - tagli su sanità e welfare, aumento delle tasse e introduzione di nuovi balzelli (accise sulla  benzina, ticket sanitari, ecc), annunci e pochi fatti sul tema del lavoro, totale sottomissioni alle scelte di Fiat - bisogna trovare una unità di azione di tutte le opposizioni. Per questo proponiamo un coordinamento dei diversi gruppi d’opposizione.   Torino, 29 luglio 2011

 

Regioni. Piemonte: Fds proprone coordinamento opposizioni

Petrini: di fronte a destra aggressiva serve posizione unitaria



(ANSA) - TORINO, 28 LUG - Fare fronte unico per contrastare con più efficacia il centrodestra: è la proposta che Armando Petrini, segretario regionale di Rifondazione nominato coordinatore della Federazione della Sinistra, lancia alle opposizioni in Consiglio regionale. L'iniziativa, presentata oggi in una pausa dei lavori dell'aula, mira attraverso la ricerca di posizioni unitarie a dare maggiore forza al centrosinistra piemontese. "Il punto fondamentale - ha affermato Petrini - è che di fronte a questa destra, così aggressiva e così incapace di gestire il proprio mandato di governo, ci vuole un di più di responsabilità politica. Le forze della sinistra hanno già dato vita a un coordinamento. Ma è ancora più urgente che tutte le forze del centrosinistra siano in grado di coordinarsi fra loro". Per la prossima settimana, Petrini ha già fissato una serie di appuntamenti con tutte le opposizioni presenti in Consiglio regionale. Lancerà la proposta e cercherà di raccogliere il più largo consenso. Al di fuori di Palazzo Lascaris, Fds ha in cantiere altre iniziative, che entreranno nel vivo durante l'autunno: un bilancio critico sull'operato della Giunta Cota, da costruire con gli esponenti delle forze sociali e con le altre forze politiche del'opposizione, e una serie di iniziative specifiche sulla sanità, declinate nelle otto province. Con l'obiettivo, ha rimarcato Petrini, anche di "intervenire nella costruzione di un netto profilo del centrosinistra, in vista delle future elezioni politiche". (ANSA).
 


 

Aderite all'appello del Consiglio comunale di Napoli

al Capo dello Stato sulla questione rifiuti

Aprite il link qui sotto e copiate il messaggio al Presidente

https://servizi.quirinale.it/webmail/

Comunicato Stampa del Consiglio del 22/06/2011

Il Presidente del Consiglio comunale Raimondo Pasquino ha convocato stasera, con i Vice Presidenti Coccia e Frezza, tutti i capigruppo consiliari per un esame della questioni rifiuti in Città.

I rappresentanti dell’intera Assemblea consiliare hanno firmato ed inviato al Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano una nota i cui testo si trascrive integralmente.

“Signor Presidente,
ci rivolgiamo a Lei in quanto ha più volte dimostrato e dichiarato di avere particolarmente a cuore l’interesse della città di Napoli.

Le strade della nostra città versano in condizioni disperate, come è anche ampiamente documentato da molteplici servizi giornalistici, sia su carta stampata che in televisione. Quello che è stato meno ricordato è, invece, il complicato meccanismo di competenze e responsabilità dei diversi Enti in materia rifiuti.

L’Amministrazione comunale, appena insediatasi, ha sollecitato la costituzione di un tavolo istituzionale presso la Prefettura per arginare l’emergenza già nel breve termine ma, perchè sia efficace, è necessario l’intervento, con decreto legge, del Governo affinché si permetta il trasferimento fuori regione dei rifiuti, principalmente quelli che giacciono da giorni nelle nostre strade.

Siamo molto preoccupati poiché, dopo un rinvio di detto decreto, quest’atto è completamente scomparso non solo dall’agenda politica ma anche dall’attenzione dei media.

Le chiediamo, quali Consiglieri dell’assemblea cittadina, di sollecitare il Governo circa la gravità delle conseguenze di questo rinvio che, senza alcuna esagerazione, può portare ad una vera situazione di emergenza sanitaria ed economica nella terza città della Nazione.”

Il Capo ufficio stampa
Mimmo Annunziata

 

 

Manifestiamo per una sanità pulita

MARTEDÌ 14 GIUGNO 2011 ore 10

In  Via Alfieri 15 di fronte al Consiglio regionale di Torino

  

Risanare la sanità nell'era di Cota:

sacrifici per operatori e cittadini, affari e profitti per qualcuno

tual

HIE         

I risultati elettorali

 

 

                                    

 

 

 

Massimo Rossi è il nuovo portavoce nazionale

 della Federazione della sinistra

 

L'ex presidente della Provincia di Ascoli Piceno Massimo Rossi succede ad Oliviero Diliberto alla guida del raggruppamento politico – elettorale di estrema sinistra. E' stato votato durante il Consiglio politico riunito a Roma. 27 marzo 2011

 

Torino - Marcia per il lavoro il 19 febbraio 2011

 ore 14 Porta Susa

 

 

 

 

 

 

Il 28 gennaio 2011 tutte/i in piazza con la Fiom

 

Comunicato stampa Fds Torino

Il PD ha timore di perdere le primarie , infatti contrasta la possibilità che la sinistra politica , sociale e sindacale di Torino si unifichi con una unica candidatura a Sindaco.

L’ esclusione dalla coalizione  della FDS,  annunciata dal PD sui giornali, è un atto di arroganza che antepone i propri interessi di bottega alla costruzione di un fronte contro le destre alle prossime elezioni del comune di Torino.

Per questo invitiamo le altre forze politiche presenti al tavolo del centro-sinistra ad opporsi a questo atto unilaterale del PD ed invitiamo Sinistra Ecologia e Libertà,  Italia dei Valori, e le altre formazioni politiche e sociali della sinistra in città a sostenere un programma e un candidato indipendente dalla FIAT e ad aiutare un percorso di discontinuità con le politiche di Veltroni e Chiamparino.

Torino, 24 gennaio 2010

 

 Incontro pubblico: Servizi sociali territoriali

quale prospettiva?

 

Giovedì 10 gennaio 2011  ore 18,30  Salone Fondazione E. Troglia Via Cibrario – CIRIE’

Partecipa Eleonora ARTESIO Consigliere regionale Federazione della Sinistra

Coordinamento: Giustino Scotto d’Aniello

 

Comunicato stampa Federazione della Sinistra di Torino

 

All’indomani del referendum di Mirafiori il cui esito dimostra  che i lavoratori e le lavoratrici della FIAT non hanno intenzione di stendere tappeti rossi all’amministratore delegato FIAT,  leggiamo sulle cronache cittadine  che alcuni esponenti del PD sono preoccupati, non per risolvere a sintesi la loro dialettica interna ma per stabilire quali sarebbero eventualmente i candidati della sinistra alle primarie di coalizione.

La Federazione della Sinistra pensa che un candidato della sinistra in questa Torino sia essenziale;  la rappresentanza politica, culturale e sociale della sinistra non si può delegare gratuitamente.

Il confronto programmatico ed il profilo di un/una candidato/a che  rappresenti i valori della storia di Torino, il lavoro, la solidarietà sociale , la resistenza antifascista non sono delegabili dalla sinistra a rispettabili altre forze politiche di centro o di centro sinistra.Infine, al di la di geometrie politiche di difficile comprensione, è inaccettabile che il Partito Democratico decida quali sarebbero gli eventuali competitori ad una eventuale primaria di coalizione.

Se il PD vuole scegliersi l’avversario migliore alle primarie di coalizione, quello che garantisca l’onorevole sconfitta, in sostanza, dimostra di non esser preoccupato di vincere la vera competizione, quella con la destra.La Federazione della Sinistra proporrà a tutta la sinistra politica, sociale, associativa e sindacale di questa città una candidatura a Sindaco che avrà le caratteristiche della Sinistra, senza preclusioni verso altre formazioni politiche di centro sinistra.
Affronterà il tavolo programmatico del Centro – Sinistra per verificare la possibilità di convergere, non per accettare ricatti. 

Torino, 15 gennaio 2011 

Mao Calliano – Segretario Provinciale PdCI Torino

Renato Patrito – Segretario Provinciale PRC Torino

Fulvio Perini – Coordinatore Provinciale Lavoro e Solidarietà Torino

 

Conferenza stampa

Accordo Fiat su Mirafiori.  Cancellati i diritti dei lavoratori

Martedì 4 Gennaio 2011 – Ore 12,30

Sala dei Presidenti – Consiglio Regionale del Piemonte
Via Alfieri 15, Torino
 


L’accordo separato firmato con la Fiat su Mirafiori rappresenta una svolta di enorme gravità nella storia dell’Italia e non può essere considerato una questione sindacale. Non rappresenta solo la demolizione dei diritti sanciti da leggi e contratto nazionale. Non prevede solamente un netto peggioramento delle condizioni di lavoro in fabbrica. Il diktat di Mirafiori disegna un ruolo per i sindacati e i lavoratori che è in radicale contrapposizione al quadro di regole stabilite dalla Costituzione repubblicana.

Contro questo accordo la Federazione della Sinistra, insieme a forze politiche e sindacali, ha organizzato alcune iniziativa di informazione e mobilitazione che verranno presentate durante la conferenza stampa.

Interviene:
Paolo FERRERO, Segr. naz. PRC

Saranno presenti:
Renato PATRITO, Segr. Prov. PRC
Mao CALLIANO, Segr. Prov. PdCI
Fulvio PERINI, Lavoro e Solidarietà
Eleonora ARTESIO, Cons. Reg. FdS
Armando PETRINI, Segr. Reg. PRC
Vincenzo CHIEPPA, Segr. Reg. PDCI

 

Anno 2010

Comunicato stampa della Federazione della Sinistra

L’accordo su Mirafiori

 

 

1.      L’accordo stipulato ieri sera per lo stabilimento Fiat Mirafiori è sconosciuto, noto solo alle poche persone che l’anno sottoscritto. È la prima lesione democratica, ci auguriamo che venga reso noto, prima tutto ai lavoratori interessati.

 

2.      Per quello che leggiamo siamo di fronte ad uno scambio: la rinuncia di diritti individuali e collettivi dei lavoratori e l’accettazione di un peggioramento delle condizioni di lavoro in cambio di una promessa di nuovi investimenti.

 

3.      Con l’accordo si annulla l’autonomia del sindacato dal padrone e si rinuncia al sindacato della solidarietà generale tra lavoratori, oggi la discriminazione tocca alla Fiom Cgil ed ai sindacati di base domani toccherà a qualsiasi sindacato che non è d’accordo con la Fiat.

 

4.      I lavoratori lavoreranno più velocemente e con meno pause; l’estensione del turno di notte provocherà danni permanenti alla salute dei lavoratori. È l’organizzazione mondiale della sanità a ricordare che il turno di notte è “probabilmente” cancerogeno per le donne.

 

5.      Viene violato il diritto di sciopero stabilito dalla Costituzione quando si prevedono sanzioni per i lavoratori scioperanti e viene sempre violata la Costituzione quando la rappresentanza di un sindacato non si fonda più sul consenso raccolto tra i lavoratori ma sul gradimento di un padrone. La Fiat Mirafiori sarà l’unica fabbrica italiana dove si lavora senza il rispetto delle leggi del lavoro: sinora succedeva solo nelle maquilladoras del Messico.

Sin dalla Resistenza i lavoratori hanno sempre avuto una rappresentanza unitaria nei luoghi di lavoro eletta da tutti i lavoratori: prima le Commissioni Interne, poi i Consigli di Fabbrica e poi ancora le RSU. Oggi si divide e si discrimina.

Il prezzo che i lavoratori pagheranno è troppo alto, la Federazione della Sinistra sosterrà ogni opposizione a queste gravissime scelte.

Renato Patrito Segretario Provinciale PRC - Mao Calliano  Segretario Provinciale PdCI - Fulvio Perini   Portavoce Lavoro e Solidarietà - 24 dicembre 2010

 

 

 

Martedì 14 dicembre 2010 dalle ore 17 a Torino  Piazza Castello lato Prefettura presidio Fds

 s/fiducia al goveno Berlusconi

 

 

Fds su elezioni amministrative Torino



La Federazione della Sinistra, apprende con sorpresa la notizia giornalistica secondo la quale la Segreteria provinciale del Partito Democratico avrebbe escluso qualunque possibilità di convergenza programmatica con la Federazione della Sinistra per le prossime elezioni amministrative della città di Torino. Ciò avviene nel massimo dell’incertezza e dell’incapacità del PD di individuare un proprio candidato a Sindaco.

Alle proprie difficoltà il PD risponde con la miope chiusura a sinistra.

Infatti, a fronte dell’emergenza sociale che il disimpegno della Fiat dalla nostra città potrebbe provocare, a fronte del dramma sociale che scelte ulteriormente restrittive del patto di stabilità europeo inducono (con la conseguente contrazione del welfaremunicipale) sulle persone più deboli della nostra società, a fronte di un indebitamento del Comune paragonabile solo a quello di altri enti poi dichiarati insolventi, invece di ricercare faticose risposte adeguate, delibera una conventio ad escludendum.

Non sarà con l’esclusione della Federazione della Sinistra che saranno risolti anche i problemi di una forza politica che non risulta in grado di scegliere unitariamente un candidato da proporre alle primarie della propria coalizione.

Per quanto ci riguarda, continuando a ricercare la massima convergenza unitaria di programma e d’azione con tutte le forze politiche e sociali della sinistra torinese, siamo disponibili a sostenere con il voto, con la nostra capacità organizzativa e con il lavoro capillare dei nostri militanti e simpatizzanti, anche alle primarie di coalizione del centro sinistra, un candidato o una candidata che rappresenti limpidamente la sinistra sociale e politica torinese. Chiaro è che, se queste determinazioni del PD saranno malauguratamente confermate, risulterà veramente difficile trovare una convergenza dopo essere stati esclusi preventivamente.

Se questo dovesse verificarsi, la Federazione della Sinistra si predisporrà a dar vita ad una coalizione alternativa, la più ampia possibile, in grado di competere con la scelta unilaterale e sbagliata del PD che consideriamo la manifestazione involuta delle sue stesse difficoltà ed odierne divisioni ed il prodotto del timore scomposto dell’esito non scontato, come ha insegnato Milano, della partecipazione popolare alle primarie.

Torino, 23 novembre 2010

                                                        Il Segretario Provinciale del P.R.C.  Renato Patrito

                                                        Il Segretario Provinciale del P.d.C.I. Maurizio Calliano

                                                Il Coordinatore Regionale  di “Lavoro  e Solidarietà" Fulvio Perini

 

Oliviero Diliberto è il portavoce della Fds nazionale


 

Oliviero Diliberto, segretario del PdCI, è stato eletto dal Consiglio nazionale, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra. L’elezione è avvenuta al termine del primo Congresso nazionale della FdS, che si è svolto a Roma, il 20 e il 21 novembre 2010.

 

 

 

Artesio (Fds) "Cota è a Roma per portare a casa

ciò che serve per i cittadini piemontesi": Si la pajata


Il Capogruppo del Pdl Luca Pedrale, per rispondere alla protesta in aula di ieri del Pd, ha diramato un comunicato stampa sottolineando che “il presidente Cota è sul territorio ma cerca anche una forte presenza romana, per portare a casa ciò che serve per i cittadini piemontesi”, dice Eleonora Artesio, Capogruppo Regionale della Federazione della Sinistra.

“A poche ore di distanza capiamo a che cosa si riferisse: alla pajata, piatto tipico romano ancora sconosciuto in terra sabauda, mangiata oggi in piazza Montecitorio da Cota insieme agli esponenti di Lega e Pdl per sancire la pace tra le due componenti”.

“Oltre all’indecenza dello spettacolo, è inquietante come Cota, invece di svolgere il ruolo di Presidente della Regione, si presenti di continuo in pubblico come supporter del segretario del proprio partito. Se si può “comprendere” la presenze delle istituzioni comunali e regionali romane e laziali è veramente curiosa quella del governatore del Piemonte, che tra l’altro non ha più un ruolo in Parlamento ed è sceso a Roma per pranzare a base di “polenta e pajata”. Naturalmente ci spiegherà che la sua giornata era densa di incontri istituzionali”.

Torino, 6 ottobre 2010
 

 

Le foto della Festa della Federazione della Sinistra a  Torino

Festa della Federazione della Sinistra a Torino

 

 

La risposta ad un intervento del compagno Bruno Casati

 

Federazione della Sinistra:

condominio di soggetti diversi o partito unico modello Linke?

 

di Sergio Ricaldone

 

Comunisti, postcomunisti ed ex comunisti. Il processo di disgregazione e di litigiosità tra i vari reparti separati della sinistra ha raggiunto livelli tali da richiedere un’attenta riflessione sul come arrestare e possibilmente invertire questo processo di frantumazione che sta contagiando e logorando anche i rapporti interni ai singoli gruppi e in quello che resta del PRC e del PdCI.

Ciascuno è convinto di avere in tasca gli elementi di un progetto ideale per ricostruire una presenza politica e sindacale organizzata in grado di rivitalizzare un movimento politico e sindacale, che appare abbandonato al proprio spontaneismo e costretto a cercarsi visibilità sui tetti delle aziende in liquidazione per non finire a lavare i vetri a qualche semaforo.

Paradossalmente, i progetti dei soggetti in competizione si somigliano molto. Ma ognuno pensa che il proprio sia quello in grado di ricostruire un partito politico capace di dare risposte convincenti ai bisogni del mondo del lavoro, a partire dalla possibile riconquista a breve di consensi elettorali e presenze istituzionali dignitose.

Esigenza, quest’ultima, ben presente nei pensieri espressi con molta lucidità e padronanza della materia nel saggio di Bruno Casati apparso sull’ultimo numero di Gramsci Oggi. La sua analisi sullo stato di crisi politica e sociale profonda in cui versa il mondo del lavoro e la sinistra di classe a Milano e dintorni è senz’altro condivisibile, almeno fino al punto in cui Bruno affronta il tema del soggetto politico cui delegare la leadership dell’impresa: “La Federazione della Sinistra, con certi limiti, è il solo luogo in cui manifestare le nostre idee, è il solo luogo in cui i comunisti possono oltretutto essere maggioranza. Non ne vedo altri”.

Non posso fare a meno di pensare ad altre due esperienze simili (oltre a quella dell’Arcobaleno) che hanno portato Izquierda Unida e la Gauche Unie sulla soglia dell’estinzione. L’idea di ritentare con qualche correttivo la stessa avventura mi sembra azzardata. Intendiamoci, con i tempi che corrono l’invito di Casati può apparire allettante, ma il suo perentorio, “non ne vedo altri”, mi ricorda il suono del pifferaio di Andersen: rischia di farci annettere e dissolvere in un soggetto che vuole farsi partito e che concede si, ai singoli, la libertà di professare le idee e la cultura comunista, ma solo individualmente, e senza sapere fino a quando, visto che il programma in discussione nel PRC – e lo diciamo senza puzza al naso – è simile a quello post comunista della Linke tedesca. In quanto comunisti saremmo perciò esposti al rischio di subire la sorte della compagna Christel Wegner che dopo essere stata eletta deputata (anche con i voti del DKP) nella lista della Linke al parlamento della Sassonia è stata espulsa dal gruppo parlamentare per avere osato esprimere pubblicamente le proprie convinzioni di comunista.

Quanto alla possibilità che i comunisti possano essere maggioranza nella FdS mi sono sicuramente perso qualche passaggio perché continuo a pensare che le idee che dividono Ferrero e Grassi da quelle di Giannini (come quelle che separano A. Patta da Casati e da Merlin
) non sono né poche né secondarie e credo riguardino il Comunismo inteso come sostantivo. Pensare di rimettere insieme, a convivenza forzata in un solo partito, queste diversità significa bruciare ancora energie in un distruttivo conflitto interno. Mi pare più sensato liberare queste energie, rendendole autonome, pur continuando ad operare e lottare insieme per le tante cause che tutti condividono. Ormai siamo arrivati al capolinea di un storia ventennale, quella di Rifondazione, segnata da rotture, scissioni e continui spostamenti a destra dei leaders che si sono alternati alla sua guida, fino al colpo di grazia inflittogli da Fausto Bertinotti. Quello che rimane di quella storia è una piccola e rissosa armata Brancaleone. Difficile ipotizzare che i comunisti possano ora diventare maggioranza in quella che appare come l’ennesima operazione di riciclaggio istituzionale, più che il ricupero di un legame col mondo del lavoro.

Per stabilire se e dove i comunisti potrebbero essere maggioranza, la conta, più che sull’aggettivo che ciascuno è libero di attribuire a sé stesso, andrebbe fatta su un programma che abbia come obbiettivo primario la (ri)costruzione di un partito comunista vero di cui molti hanno perso la memoria.

Naturalmente attendiamo di vedere quale sarà il programma e lo statuto che sarà discusso e approvato al congresso della Federazione della sinistra. Ma da quello che viene scritto e detto dai promotori più autorevoli, il modello in gestazione appare assai chiaro: liquida la prospettiva dell’unità dei comunisti e archivia nel museo degli orrori la nozione di “reparto organizzato” (con quel che segue) coniata da Lenin (quello vero non quello di Lorenteggio) e tuttora praticata da oltre ottanta partiti comunisti. Nozione che, in coppia con i sempre validi principi “unità nella diversità” e “politica delle alleanze”, ci ha permesso di restare comunisti e unitari anche nei momenti più difficili del “secolo breve”.

Se per definirci comunisti dovessimo limitarci a riproporre sul piano culturale la costante validità del pensiero del gigante di Treviri credo che il compito non sarebbe oggi tanto difficile. Bertinotti e molti ex comunisti continuano a proclamarsi marxisti. E ora che siamo nel pieno della crisi economica più devastante della storia del capitalismo, la rilettura del marxismo incuriosisce e desta interesse persino tra chi lo ha sempre condannato (persino tra gli alti prelati della chiesa cattolica bavarese, conterranei di Carlo Marx).

Interesse che non è casuale in quanto avviene nel momento in cui le disastrate economie dell’Occidente, ispirate da Adamo Smith, si stanno confrontando con la travolgente crescita cinese e vietnamita, che, oltre ad essere ispirata dal marxismo e dal leninismo, è guidata da partiti comunisti, ottiene risultati che appaiono persino troppo grandi per esser veri . Dunque il comunismo, lungi dall’essere defunto come forma organizzata di classe e di potere statuale, sta dimostrando, in quella che possiamo definire la sua seconda vita, una straordinaria capacità creativa e sta offrendo, con i suoi rivoluzionari modelli di sviluppo eco compatibili, una speranza ai popoli di uscire all’orrore economico e sociale imposto da secoli di dominio imperialista.

Senza farci abbagliare da modelli altrui, tutto ciò ci incoraggia a farci carico di un impegno che sappiamo essere molto gravoso e ambizioso: quello di unire i comunisti in un processo costituente che porti, nei tempi e nei modi necessari, alla formazione di un vero partito comunista. Autorevoli presenze in tal senso non è che manchino nell’Europa di oggi anche se una certa sinistra considera la Linke come l’unico modello politico ed elettorale vincente. Basterebbe alzare lo sguardo per osservare come i comunisti greci e portoghesi – titolari di un consenso elettorale simile a quello della Linke – ci raccontino invece un’altra storia su cui vale la pena di meditare. Senza scomodare analoghe scelte politiche e ideali dei comunisti russi e ceco moravi (tanto per restare in ambito europeo), ricordiamo per contro gli esiti disastrosi dell’Arcobaleno bertinottiano e il profondo travaglio critico dei comunisti spagnoli del PCE e di quelli francesi del PCF, per riemergere dal disastro in cui sono stati trascinati, dopo essere stati affascinati e sedotti dalle sirene post comuniste della Sinistra Europea.

La parola comunismo ha un significato molto chiaro se collocata nel suo contesto storico. Ma diventa tremendamente difficile da reinterpretare dopo le massicce pressioni liquidatorie e gli interventi distruttivi compiuti in questi decenni per manipolarne il significato nella sua duplice valenza: sia come idea forza che ha conquistato milioni di persone e cambiato il mondo, sia come aggettivo dei partiti che l’hanno usata e poi totalmente snaturata.

Siamo perciò coscienti che stiamo partendo da un cumulo di macerie e nessuno si illude sulla complessità dei vari passaggi e sulla lunghezza dei tempi necessari alla ricostruzione di un soggetto politico marxista leninista, coerentemente aggiornato con le profonde trasformazioni socio-economiche e geopolitiche del 21° secolo. E quando parlo di macerie e dico qui e ora, intendo ricordare che altrove, nella sua dimensione planetaria, il comunismo, nonostante errori e sconfitte, è una entità ben viva e rinnovata che sta ispirando e guidando i grandi processi di trasformazione antimperialisti in atto in continenti come l’Asia, l’Africa e l’America latina. Con conseguenze che in pochi avevano previsto sui rapporti di forza tra capitalismo in crisi e forze progressiste. Osservato in questa sua dimensione internazionale lo spazio politico delle idee comuniste e dei processi di cambiamento che ispirano appare perciò in fase espansiva e non viceversa come vuole far credere una certa sinistra. Specularmente, assistiamo invece ad un declino dell’egemonia imperialista che, non più tardi di 20 anni fa, si era autoproclamata vincente, unipolare e globale per l’eternità.

La nostra priorità rimane dunque l’unità dei comunisti e la ricostruzione di un partito che risponda ai quattro requisiti classici richiesti dalla sua natura rivoluzionaria : a) un programma politico di transizione, b) il socialismo come prospettiva storica, c) un forte radicamento di massa nel mondo del lavoro, d) una collocazione organica nella dimensione internazionale del movimento comunista.

Alla scrittura di questo programma sta lavorando, e non da sola, l’associazione Marx 21. E’ ovvio che la parola unità, nella sue varie declinazioni sindacali, politiche, sociali e culturali rimane l’ago della bussola che ci guida (che ha sempre guidato ogni partito comunista) nelle varie congiunture politiche, soprattutto nelle più difficili, quando maggiore è il pericolo del settarismo, e dell’isolamento, ma anche quello dell’opportunismo.

Si chiama politica delle alleanze e fa parte del nostro patrimonio genetico.

La sola avvertenza è che si tengano ben distinti i due livelli : quello che attiene all’identità e all’autonomia del partito che, nel nostro caso, è tutta quanta da definire e da costruire, e quello che invece attiene la ricerca di alleanze che, pur sempre necessarie, possono essere stabili, congiunturali o temporanee. Tutti ricordiamo i difficili compromessi che pure fanno parte della nostra storia : la pace di Brest, il patto Molotov-Ribbentrop, la pace di Yalta, la svolta di Salerno, condannati come atti di resa al nemico da molte anime belle e che invece hanno spianato la strada a vittorie di ben altra portata.

Ecco perché ripensando alla nostra storia non mi scandalizza minimamente l’idea di dover stare, da comunista organizzato beninteso, nella Federazione della sinistra, se verrà intesa come condominio di forze autonome, così come siamo sempre stati in un grande sindacato come la FIOM e nella stessa CGIL. Il dovere di dialogare, e nel caso concordare obbiettivi comuni (elettorali e non), con personaggi e soggetti politici lontani anni luce dalle mie idee di comunista è una lezione che mi è stata insegnata fin da piccolo. Rispettando ovviamente le diversità altrui, ma chiedendo in cambio analogo rispetto e trattamento.

 

"Passa l'ultimo tram" di Bruno Casati in "Gramsci oggi" (pag.8)

http://www.gramscioggi.org/index_file/Gramsci%20oggi-003-2010.pdf 


 

Festa nazionale della Federazione della Sinistra a Roma

 

  

 

  clicca qui per scaricare il documento in pdf

della Federazione della Sinistra per il congresso

 

  Una giornata di protesta

 

 

 

 

 

  

Comunicato stampa

Petrini e Chieppa (Fds): Sciopero Cgil importante e molto partecipato -

La Federazione della sinistra rilancia e torna in piazza anche domenica 4


La Federazione della Sinistra ha partecipato stamattina alla manifestazione della Cgil in occasione dello sciopero generale.

“Si è trattata di una manifestazione importante e molto partecipata – dicono Armando Petrini, Segretario Regionale del Prc e Vincenzo Chieppa, Segretario Regionale del Pdci -, a dimostrazione che migliaia di lavoratori  hanno ben presente dove li vuole portare questo governo. Un esecutivo che non tocca ricchi e patrimoni, ma che taglia servizi, alza l’età pensionabile e blocca gli stipendi dei lavoratori pubblici”.

“In continuità con lo sciopero della Cgil domenica 4 – continuano Petrini e Chieppa - organizziamo una giornata di informazione e protesta contro la manovra Finanziaria nazionale e il bilancio regionale del Governo Cota".

A partire dalle 15 in piazza Carignano a Torino saranno presenti gazebo informativi su scuola, lavoro e acqua pubblica, musica dal vivo e un dibattito pubblico con tutte le forze del centro-sinistra piemontese (Gioacchino Cuntrò, Andrea Buquicchio, Franco Turigliatto, Maurizio Trombotto, Luigi Casali, Eleonora Artesio, Fulvio Perini, Armando Petrini, Vincenzo Chieppa). Chiude la giornata Cesare Salvi, portavoce nazionale Federazione della Sinistra.

Torino, 2 luglio 2010




Giovedì 1 luglio 2010 ore 17 Piazza Castello  a Torino presidio contro la legge bavaglio

 

A proposito della Federazione della Sinistra

 

di Imma Barbarossa*, Walter De Cesaris**

 
A proposito della Federazione della SinistraL'intervento di Gianpaolo Patta, sul Manifesto del 20 maggio, rappresenta un lucido e interessante contributo a fare chiarezza sulla Federazione della Sinistra che intende celebrare "entro l'anno" il suo congresso fondativo. Patta sostanzialmente, se possiamo permetterci una sintesi, afferma che la Federazione ha fatto poca strada, non ha acquistato un radicamento nei territori e nei luoghi di lavoro, resta un luogo di spinte e controspinte competitive, rischia di non dare alcun contributo alle lotte, necessarie soprattutto nella fase politica che ci aspetta.

E' difficile sostenere il contrario rispetto a queste affermazioni di buon senso. Infatti noi riteniamo che, così come è stata concepita, la Federazione rischia di essere la sommatoria delle forze che la compongono (due più due) e di non incontrare né passioni né speranze della "sinistra dispersa" . D'altronde, notiamo con amarezza che anche il suo obiettivo dichiarato parla poco di alternativa e mira più ad una ricomposizione di forze di sinistra, che rischia di essere una semplice aggregazione.

Patta suggerisce come rimedio una unità solida, che comporterebbe inevitabilmente (e giustamente dal suo punto di vista) un percorso di "congelamento dell'attività e del tesseramento delle singole forze che compongono" la Federazione. La quale Federazione, così compattata, deve chiarire la propria disponibilità a far parte di un ricostituendo centrosinistra (chiediamo scusa per la rozza banalizzazione) per battere Berlusconi.

Questo si chiama parlar chiaro: Ci si dirà, a questo punto, che quella di Patta è una dell'ipotesi che vivono nel Consiglio nazionale della Federazione, ma... ci chiediamo:
- si farà un congresso con opzioni contrapposte per mettere in minoranza Patta e coloro che la pensano come lui? Assurdo, visto che una Federazione dovrebbe procedere con idee e modalità condivise. Noi perciò temiamo che si trovi un accordicchio che dovrebbe servire a una rassicurazione di facciata ai compagni e alle compagne che il PRC rimane "per l'oggi e per il domani", ma in realtà lavora a preparare una progressiva inutilità organizzativa, politica e culturale, del partito. Magari tirando in ballo a sproposito il modello della Linke.

- Stiamo rivivendo, parliamo a titolo personale, la vicenda dell'Arcobaleno che schiacciò il percorso di costruzione della Sinistra Europea, in cui Rifondazione Comunista si metteva in discussione, ma, nello stesso tempo, si rafforzava come progetto di alternativa di società.
Il flop elettorale disperse l'Arcobaleno, ma evidentemente non le istanze moderate e disperate. Noi invece pensiamo che il progetto della Rifondazione Comunista possa e debba essere ancora esplorato e praticato, a condizione che ci si ponga l'obiettivo di concorrere con movimenti ed associazioni all'alternativa di società, alla ricostruzione di una sinistra antiliberista, anticapitalista e antipatriarcale, radicata in uomini e donne in carne ed ossa.
Questo per noi vuol dire oggi essere comunisti/e. Ne abbiamo bisogno, pena un vero e proprio oscuramento di civiltà.

*Direzione nazionale PRC
**Comitato Politico Nazionale PRC

 (www.aprileonline.info 26 maggio 2010)

Comunicato stampa della Federazione della Sinistra Piemonte

 

                     Oggetto: “Vergogna: Giunta Cota: primo atto, tagliare sostegno a cassaintegrati” 

PRESIDIO MARTEDI’ 25 maggio 2010  DALLE ORE 10 FRONTE CONSIGLIO REGIONALE

Cota e compagnia hanno immediatamente mostrato il loro vero volto annunciando che aboliranno il sostegno al reddito per i lavoratori in cassa integrazione, i lavoratori in mobilità e i precari che la Regione eroga da tre anni e di cui hanno beneficiato finora molte migliaia di famiglie.

Stiamo parlando di un aiuto economico di circa 2500 euro per tutti quei lavoratori piemontesi  i cui redditi familiari non superano i 13 mila euro ISEE, dunque famiglie in difficoltà a pagare le bollette, gli affitti, insomma a fare fronte ai normali impegni economici che gravano su ogni famiglia a seguito della messa in cassa o in mobilità del lavoratore.

E’ una autentica vergogna colpire così pesantemente famiglie di lavoratori in difficoltà togliendogli anche quel piccolo sostegno al reddito.

E’ vero quello che dice il vicepresidente Roberto Rosso quando afferma che quella misura di sostegno al reddito è stata voluta fortemente da noi comunisti nella scorsa legislatura.

Siamo fieri di rivendicarla e ci batteremo da subito per impedire che venga cancellata dalla Lega e dalla PDL al governo della Regione.

Avviamo la mobilitazione  MARTEDI’  25/5/2010 dalle ore 10 con un presidio di protesta davanti al consiglio regionale in Via Alfieri 15.  

Federazione della Sinistra – Piemonte 

Vincenzo Chieppa, Segretario Regionale PDCI

Mao Calliano, Segretario Provinciale PDCI 

Armando Petrini, Segretario Regionale PRC

Renato Patrito, Segretario Provinciale PRC 

Fulvio Perini, Coordinatore Regionale Lavoro e Solidarità