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Gruppi Consiliari PdCI - Comune Torino

e Provincia Torino                                                      

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Elezioni del 28 e 29 maggio 2006

 

con il cuore a sinistra  al Comune di Torino

Gianguido Passoni   capogruppo PdCI uscente rieletto con 1098 preferenze è oggi

Assessore al Bilancio

Comunicato stampa       

La strada della lista unitaria o unica non ci appartiene e determina il rischio di una svolta neocentrista della coalizione.” Così i rappresentanti del P.d.C.I. chiariscono la propria estraneità all’esperienza scelta da DS e Margherita.

La riunione politica della maggioranza uscente segna un primo risultato positivo da noi richiesto, ovvero la convocazione immediata del tavolo torinese dell’Unione per la discussione sul programma della prossima legislatura. Era una richiesta emersa unitariamente anche ieri sera nell’incontro tra Comunisti Italiani, Verdi e Rifondazione Comunista.   Le forze componenti la maggioranza uscente hanno invece il compito di definire sulla base delle cose fatte nei cinque anni passati, quelle condivise da tutta la maggioranza, la traccia programmatica di continuità con la prima amministrazione Chiamparino. 

“Siamo soddisfatti – dichiarano Chieppa, Griffa e Passoni della delegazione del P.d.C.I. - per l’avvio di una nuova fase di discussione che chiedevamo da tempo.”

Torino, 29 marzo 2006 

                  Casa Gramsci

Ancora una volta avevamo ragione: ma non pesavamo che a darcela ci pensasse proprio Radissons

         Non vogliamo rinverdire le polemiche su piazza Carlina - dichiara il capogruppo  Passoni, ma l'accusa lanciata dagli architetti di Radissons sulla vendita dell'edificio è quasi un "assist " che non ci aspettavamo, e rende questa vicenda ancora più grottesca.

I Comunisti Italiani, hanno sempre espresso la preoccupazione che potessero prevalere logiche speculative, in particolare, con la trasformazione dell'Edilizia pubblica non in albergo, ma in residence da riconvertire dopo 5 anni in residenza di lusso: ora ne abbiamo la conferma (non c'è limite minimo al numero di stanze), e a fare brutta figura sono coloro che hanno sempre contrabbandato quest'operazione per politica di sviluppo anziché per speculazione, in testa l'Assessore. Anche il fatto che i proventi della vendita siano destinati a comprare alloggi su spina 3, è una novità tutta post olimpica che forse serve a annacquare il flop architettonico urbanistico della zona.

Ultima annotazione: la valutazione. 7 milioni di euro sono una cifra ridicola. Valuteremo come lavorare a tutela (diretta e indiretta) del vincolo di Erp sul quell'immobile. - conclude Passoni .

 Torino, 23/03/2006

                                                                                           Ufficio Stampa

Mozione 

 

Una sanatoria per i casi sociali colpiti

 dall'istituto della decadenza nelle case popolari

  

Il Consiglio Comunale, ha approvato, all'unanimità, una Mozione con la quale si chiede alla Regione Piemonte di modificare la Legge 46/95 relativamente all'Istituto della Decadenza che costringe tante famiglie a lasciare l'alloggio per il venir meno di uno dei requisiti che avevano sancito il diritto ad essere assegnatari ad una casa popolare.

A questo proposito, Domenico Gallo e Gianguido Passoni, consiglieri comunali dei Comunisti Italiani, sostengono: " E' ingiusto oltreché iniquo socialmente che un nucleo famigliare che da anni abita in un alloggio dell'ATC, sia dichiarato decaduto da tale diritto perché sono intervenuti modesti superamenti del  limite di reddito o perché un componente del nucleo è comproprietario di un alloggio ubicato in un'altra città."

"Sono circa mille le famiglie, afferma Domenico Gallo primo firmatario della Mozione, che saranno colpite nei prossimi mesi dall'Istituto della Decadenza e che rischiano di rimanere senza casa."

" Per questo, - conclude Passoni -  è necessario che la Giunta Regionale modifichi al più presto la Legge 46/95 e che l'ATC sospenda tutte le procedure avviate per evitare che tante famiglie siano private della possibilità di restare in una casa popolare."

 Torino, 8 marzo 2006

 

Comunicato Stampa 

 

Prc e Elezioni amministrative

Dichiarazioni del capogruppo Passoni (PdCI) 

 

" La vera sorpresa della conferenza stampa del PRC di stamane è che nonostante gli atteggiamenti del Prc in Consiglio Comunale (700 emendamenti, infinita serie di voti contrari a tutto) appare prevalere ciò che una volta si chiamava "entrismo", ovvero la volontà di aderire quasi ad ogni costo alla coalizione comunale (e, conoscendo il Prc, speriamo non sia  entrismo a breve termine - di quello storicamente proposto da Trotsky per “spennare il pollo” - nelle organizzazioni delle quali era avversario per assalirle e destabilizzarle). - dichiara Passoni -

"Citazioni a parte, l'amministrazione ha bisogno di un programma serio e progressista, in cui più che le discontinuità (utili solo a chi ha ovviamente contestato tutto), devono contare i contenuti e le proposte per i ceti deboli, lo sviluppo e una vera politica di abbassamento dei costi del welfare."

"Ogni contestazione radicale e aprioristica, va da se, esclude la possibilità di punti di intesa."

 Torino, 03 marzo 2006

                                                               

Interpellanza 

Oggetto: ingiusto e sbagliato il ricorso al lavoro interinale nel Settore Amministrativo in presenza di una graduatoria di lavoratori a tempo determinato

I sottoscritti Consiglieri Comunali,

 

premesso che

l'Amministrazione Comunale sta ricorrendo all'assunzione anche nel Settore Amministrativo di lavoratori "in affitto" attraverso le Agenzie di lavoro interinale; 

considerato che

per tale settore esiste una graduatoria di lavoratori a tempo determinato (ancora in vigore) a cui si può attingere in caso di necessità;

 

ritenendo

sbagliato oltreché ingiusto il ricorso al lavoro interinale in presenza di lavoratori che da anni sono impegnati in diversi settori della macchina comunale; 

constatato che

il ricorso alle Agenzie di lavoro interinale è più costoso per le casse del Comune;

 

considerata

l'alta professionalità acquisita dai lavoratori a tempo determinato e la necessità di una loro tutela per poter avere più occasioni di lavoro attraverso il rinnovo delle proroghe; 

visto che

tali proroghe risultano sempre più rare per motivi di bilancio ma anche per il ricorso assurdo alle chiamate tramite le Agenzie di lavoro interinale, 

interpellano il Sindaco e l'Assessore competente per sapere:

 

·        se non sia sbagliato oltreché ingiusto il ricorso al lavoro interinale nel Settore Amministrativo in presenza di una graduatoria di lavoratori a tempo determinato;

·        qual è la differenza di costo per l'assunzione tra un lavoratore interinale e un lavoratore a tempo determinato;

·        se non sia giusto, tutelare i lavoratori a tempo determinato offrendo loro più opportunità di lavoro con il rinnovo dei contratti, anziché ricorrere a forme di lavoro più costose per l'Amministrazione Comunale tenendo presente (e non è marginale) la professionalità di questi lavoratori.

 

Torino, 28 febbraio 2006

     Interpellanza

Oggetto: pronto intervento VV.UU: armatevi di tanta pazienza.

 I sottoscritti Consiglieri Comunali,

 Premesso che 

·        il servizio di pronto intervento dei VV.UU è fondamentale per una infinità di applicazioni, dai sinistri, alle mobilità, alle emergenze di ordine pubblico, ecc…;

 constatato che 

·        i tempi di attesa telefonica non accennano a diminuire nonostante l'entrata in funzione della nuova centrale operativa,  

interpellano il Sindaco e l'Assessore competente per sapere:

·        le vere ragioni del disservizio;

·        quali iniziative saranno messe in atto per risolvere il problema.

  Torino, 28 febbraio 2006

Gianguido Passoni 

Domenico GalloCasella di testo:  
Casella di testo:  

 

Interpellanza

 

 

Oggetto: alloggi ATC concessi alle FF.AA .

 

I sottoscritti Consiglieri Comunali,                                                    Premesso che

 

·        negli anni passati in base ad accordi tra Comune e FF.AA. numerosi alloggi di ERP sono stati concessi alle FF.AA. come alloggi di servizio (via Tunisi, ecc..);

·        nel tempo le modalità e le ragioni di utilizzo sono significativamente modificate, rendendo necessario adeguare accordi e regole;

 Accertato che

 ·        in tali contesti numerose famiglie assegnatarie per ragioni di servizio vivono in tali immobili da anni e che dovrebbero poter accedere        anche al riscatto degli alloggi;

·        tale possibilità e orientamento è caldeggiato anche dalle stessa FF.AA, le quali, ovviamente, richiedono disponibilità di nuove unità immobiliari per le esigenze di oggi;

·        tante unità assegnate allora sono oggi vuote o non assegnabili,

 Interpellano il Sindaco e l'Assessore competente per sapere:

·        perché non si proceda all'alienazione mediante le legge 560;

·        quali nuove entità potrebbero essere assegnate alle FF.AA (ad esempio nei villaggi olimpici, ecc..);

·        se non sia conveniente ed opportuno applicare tale regola anche alle unità vuote che necessitano di consistenti lavori edili.

     Torino, 17 febbraio 2006

      Gianguido Passoni

      Domenico Gallo

Comunicato stampa

 

 

Dichiarazione del Segretario Provinciale Vincenzo Chieppa e Gianguido Passoni capogruppo Torino: 

"L’elevato livello di qualità dei servizi comunali durante le Olimpiadi (mezzi pubblici frequenti e in orario, strade più pulite, Polizia Municipale che presidia il territorio) dimostra ancora una volta che l'impegno su questo terreno è una questione di volontà politica." - commentano il Segretario P.le PdCI Chieppa e il Capogruppo in Comune Passoni -

“Il nuovo Programma della città deve affrontare seriamente il tema della qualità dei servizi, continuativa e non solo sotto Olimpiadi, e il tema delle risorse necessarie; si parla di alcuni milioni di euro (circa quattro) e questo dimostra che è una questione di scelta delle priorità politiche."

"Sta arrivando il momento di scelte fondamentali: se vogliamo una città all’altezza delle aspettative, non solo dei turisti, ma anche dei cittadini torinesi, proponiamo la stabilizzazione di una parte dei lavoratori impegnati straordinariamente nel periodo Olimpico, e un investimento sulla qualità urbana."

“Per i Comunisti Italiani questo è un punto cardine dell’alleanza per la Torino post-Olimpica.” - concludono Chieppa e Passoni -

 Torino, 16 febbraio 2006

                                                                                                      Ufficio Stampa

 

Coalizione per le amministrative

 Ci appelliamo al senso di responsabilità

 

"Siamo quantomeno esterrefatti dalle voci che vorrebbero i Comunisti Italiani fuori dall'alleanza di governo della città per le prossime elezioni." - dichiarano il Segretario p.le PdCI Chieppa e il Capogruppo Passoni -

"Smentiamo qualunque voce del genere, e se questa è la reazione alla nostra banale richiesta di discutere sul programma senza che esso sia preconfezionato da DS e Margherita, siamo sconcertati"."Come ripetiamo da tempo, l'amore-odio tra DS e Margherita sta procurando seri danni alla coalizione e alimenta assurde voci.

Il nostro Partito in Comune si è distinto in questi anni per la convinta impostazione unitaria, contribuendo costantemente da “sinistra” a migliorare i provvedimenti e a contrastare le tendenze più conservatrici che pure sono presenti nella coalizione comunale

"Crediamo, - concludono Chieppa e Passoni - che occorra una coalizione compatta che valorizzi le cose fatte e che riconosca la serietà del nostro contributo all’azione di governo della Città in questi anni; respingiamo ogni tentativo o provocazione tesa a emarginare le forze politiche che hanno fatto fino in fondo il loro dovere, ma che contestualmente non hanno rinunciato alla propria identità e alla propria storia.Al Sindaco chiediamo di lavorare per l’unità della coalizione, evitando la “chiamata alle armi” dei riformisti contro la sinistra della coalizione che rischia di creare lacerazioni che certamente non fanno bene allo schieramento democratico.

 Torino, 15 febbraio 2006

                                                                                         Ufficio Stampa

 

Proposta di ordine del giorno

 

OGGETTO:   “CRISI INDUSTRIALE DELLO STABILIMENTO DELLA TECUMSEH” PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI CERUTTI E PASSONI IN DATA 1° FEBBRAIO 2006.

 

 Il Consiglio Comunale di Torino,  

  Preso atto

 

della grave crisi industriale che sta coinvolgendo lo stabilimento Tecumseh di Mirafiori sud, a seguito della volontà della proprietà di smantellare la produzione.

 Considerato

 che questa decisione mette a rischio 380 posti di lavoro in un’azienda che ha le competenze e le professionalità per ritornare sui mercati nazionali ed internazionali con un prodotto competitivo;che l’azienda ha sviluppato un bagaglio di conoscenze tecniche e industriali, nonché un know-how nel suo settore con lo sviluppo di prodotti a basso impatto ambientale.

 Ricordato che

 nel caso della crisi dell’Embraco, tutte le istituzioni hanno collaborato alla risoluzione positiva della vertenza, garantendo il  futuro dell’azienda

 AUSPICA CHE

 

  • le istituzioni locali garantiscano il loro impegno per la positiva soluzione della vertenza;
  • si realizzino le condizioni di prosecuzione dell’attività senza il ricorso a procedure di liquidazione, amministrazione controllata o fallimentare;
  • il futuro dei lavoratori sia comunque garantito con tutti gli strumenti diretti o indiretti che possono essere concretamente attuati. 

  Monica Cerutti

          Gianguido Passoni 

 

 Comunicato stampa

 

Verso le elezioni: era ora che si parlasse di programma ma la lettera di Ds e margherita è debole e strumentale

 

" La maggioranza sta certamente scegliendo il metodo più tortuoso possibile per arrivare alle elezioni - dichiara Gianguido Passoni - e il "merito" è tutto di DS e Margherita ". 

" Già un mese fa, in riunione dal Sindaco, chiedevamo il confronto sul programma, ma ci veniva risposto che il primo tema era la lista unica o unitaria.

Ora i segretari di DS e Margherita scoprono l'acqua calda e ci chiedono il confronto sui temi programmatici; ovviamente siamo d'accordo, avendolo chiesto noi; il nostro contributo su lavoro, sviluppo e politiche sociali è pronto; ma vorremmo andare oltre: appurato che nessun altro partito ha accettato la proposta di fare una lista unica, se la vedano tra loro, i DS e la Margherita, e ci facciano sapere. 

Ma chiediamo anche con forza che venga messa fine a questo balletto che tenta di oscurare il vero problema: ormai è chiaro che i primi a non voler fare una lista unica, tra loro, sono proprio i due partiti maggiori.

Quanto a noi, è ovvio che una lista riformista che punti ad andare verso il partito democratico sia priva di qualunque interesse. Siamo alleati coerenti e unitari, ma non subalterni."

" Auspichiamo, piuttosto, - conclude il Capogruppo dei Comunisti Italiani - che si mettano da parte eccessivi tatticismi, e ci pare invece che siano troppi quelli tentati dal riproporre nelle loro fila un Ceto politico un po' datato, per non dire da pentapartito fine anni '80.

Parliamo di programma, ma le idee non camminano da sole." 

Torino, 30 gennaio 2006

                                                             

Comunicato stampa

Unioni civili in Consiglio Comunale

 

E’ davvero sorprendente come, nel momento in cui anche nazionalmente si trova una identità di vedute sul tema unioni civili, a Torino una parte della Margherita assuma posizioni intransigenti.” - dichiara il capogruppo Passoni.

“Dall’audizione dell’Assessore Olmeo è peraltro emerso che già oggi i registri anagrafici considerano conviventi tutti i soggetti che dichiarino la sussistenza di vincoli affettivi, diversamente dalla coabitazione, ma nel sistema attuale non è possibile enuclearne l’entità; la possibilità di evidenziare, invece, tali informazioni tramite un elenco, - proseguono Passoni e Gallo -  è di sicura utilità ed è l’unico modo per rendere applicabili i regolamenti comunali con dei benefici.

Peraltro le allegate note degli assessori Tricarico, Sestero e Bonino dimostrano l’elevato interesse per tale approfondimento.

A sgomberare il campo da strumentalizzazioni, ricordiamo solo che tale mozione è in discussione dal novembre 2003; se arriva al voto oggi, non è certo per nostra scelta.

Non vorremmo che la parola d’ordine del Partito Democratico – conclude Passoni -   portasse i DS a seguire la Margherita anche sul terreno della laicità e dei diritti.”

 Torino, 12 dicembre 2005

                                                                         

 

Ordine del giorno proposto dal PdCI e

Approvato dal Consiglio Comunale in data 14 novembre 2005

OGGETTO:   "ESCLUSIONE DEI PRODOTTI COCA COLA & COMPANY DAI DISTRIBUTORI PRESENTI NEI LOCALI DELL'AMMINISTRAZIONE"

Il Consiglio Comunale di Torino,  

PREMESSO CHE

-         dal 21 al 26 giugno 2004 si è svolta la Carovana internazionale per la Vita dei lavoratori e delle lavoratrici colombiane. L’iniziativa, alla quale è stato dato avallo istituzionale, è stata promossa ed organizzata da decine di organizzazioni sindacali del paese Sudamericano;

-         alla Carovana hanno partecipato circa 57 delegati internazionali di 10 paesi appartenenti a Comitati di Solidarietà, Organizzazioni Sindacali (europee e statunitensi), Associazioni e Ong, rappresentanti istituzionali. Per l’Italia erano presenti la Confederazione Cobas, la FIM-CISL, NEXUS-CGIL, Comitato Carlos Fonseca, Csoa ex-Snia Viscosa, Rete Boicottaggio Coca Cola, Radio Città Aperta;

-         i delegati internazionali in una settimana di lavoro svoltosi a Bogotà e in altre città come Medellin, Calì, Barrancabermeja, Arauca, Barraquilla hanno potuto constatare la grave crisi umanitaria che investe il Movimento Sindacale e più in generale tutti i movimenti sociali;

-        alle gravi conseguenze provocate dal conflitto armato, che dura ormai da circa 40 anni, vanno aggiunte violenze sistematiche commesse contro leaders sociali, sindacali, di organizzazioni contadine e indigene, di associazioni che si battono per la difesa dei diritti umani. Violenze commesse prevalentemente dai gruppi paramilitari (le Autodefensas Unidas de Colombia) che operano in tutto il territorio colombiano con la copertura o la partecipazione diretta delle forze di sicurezza dello Stato;

-         le testimonianze e le denunce raccolte, insieme ai rapporti forniti da organizzazioni indipendenti come Amnesty International o come la Conte Interamericana per i Diritti Umani, parlano di una responsabilità diretta dello Stato Colombiano nell’esercizio di queste violenze.

-         in particolare vengono denunciati i collegamenti tra gli apparati dello Stato e delle Multinazionali che operano sul territorio colombiano che utilizzano i Gruppi Paramilitari per tutelare o rafforzare la difesa dei propri interessi;

-        a queste violenze, sempre secondo le denunce, si affiancano provvedimenti legislativi atti alla cancellazione di qualsiasi opposizione democratica come la nuova legge antiterrorismo che utilizzando reti di informatori provvedono a denunciare senza prove tutti i leaders sociali;

-        la quantità di sindacalisti uccisi si aggira intorno ai 4000. Quasi la totalità dei casi si trova tuttora impunita e senza progressi significativi nelle indagini per scoprire mandanti ed esecutori;

-         la maggior parte dei delitti commessi contro le organizzazioni sindacali avviene nel corso di vertenze lavorative con le imprese statali o private;

-         in questo panorama si situano le vicende delle imprese imbottigliatrici della Coca Cola Colombiana e del Sinaltrainal-Sind.Naz.Lav.Imprese Settore Agroalimentare che organizza i lavori delle imprese imbottigliatrici della Coca Cola Colombiana, ma anche della Nestlè;

TENUTO CONTO CHE

la Coca Cola Company è accusata di “crimini di lesa umanità” quale mandante delle politiche repressive nei confronti del sindacato e dei lavoratori dipendenti delle imprese imbottigliatrici che fanno capo alla Panamco Indega Colombia, filiale della Panamerican Beverages-Panamco di Miami (Florida), di cui la Coca Cola Company possiede il 24% del capitale azionario e conta su due rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione;

CONSIDERATO CHE

-         due anni fa il Sindacato Sinaltrainal ha depositato presso il Tribunale di Miami USA la richiesta per l’incriminazione di Coca Cola per violazione dei diritti umani in base ad una legge del Congresso americano del 1789 denominata “Alien Torts Claim Act” emanata al fine di “garantire la reputazione internazionale della nuova nazione e permettere a cittadini stranieri di ricorrere alle Corti Federali USA per giudicare statunitensi ritenuti responsabili di violazioni di leggi internazionali”;

-         in data 31 marzo 2003 il giudice della Corte Federale di Miami, Josè E. Martinez, ha deciso che il procedimento penale per violazione dei diritti umani – commessi da forze paramilitari a nome delle imprese imbottigliatrici della Coca Cola Colombiana, Panamerican Beverages Inc. – può andare avanti ritenendo la documentazione presentata dal Sindacato sufficiente per procedere penalmente;

-        analogamente la Corte ha deciso di mandare avanti il procedimento penale presentato sulla base di un’altra legge statunitense che tutela le vittime della tortura (T.V.P.A.);

-        anche in altri paesi – Guatemala, Filippine, Pakistan, India, Israele, Venezuela – la Coca Cola è accusata di utilizzare, direttamente o attraverso le sue filiali, l’assassinio, la violenza, la corruzione, la violazione delle leggi sul lavoro, per raggiungere i suoi fini economici;

-        in Colombia l’obiettivo di queste politiche intimidatorie è quello di ridurre a zero la capacità contrattuale del sindacato e sostituire totalmente i lavoratori ai quali viene applicato il CCNL con lavoratori precari;

-         nelle imprese imbottigliatrici infatti esiste una differenza abissale tra i lavoratori sindacalizzati (ai quali è appunto applicato il CCNL) che guadagnano 300 dollari circa di salario minimo per 8 ore di lavoro, e i “precari” o “contrattisti” che guadagnano fino a 4 dollari al giorno per 12-15 ore di lavoro;

-        il sindacato Sinaltrainal, a fronte delle politiche condotte dalla Multinazionale Coca Cola, ha lanciato a partire dal luglio 2003 una campagna di boicottaggio internazionale dei prodotti Coca Cola;

-        la Carovana internazionale recatasi in Colombia a giugno, a fronte della persistente intimidatoria nei confronti del Sinaltrainal, verificato che tutto il movimento sindacale vive una situazione di crisi umanitaria e violazione sistematica dei diritti umani ha riconfermato il boicottaggio come strumento di pressione;

AUSPICA

a fronte di quanto affermato sopra e ritenendo il Comune di Torino da sempre sensibile alle tematiche sociali, anche di carattere internazionale, prendendo ad esempio il percorso intrapreso dal Comune di Roma circa gli “Sponsor Etici”, che la Città di Torino dia un contributo consistente alla campagna di boicottaggio escludendo dai locali/uffici dell’Amministrazione comunale, la distribuzione dei prodotti della multinazionale esprimendo così una denuncia nei confronti della multinazionale, promuovendo anche iniziative di confronto diretto con i rappresentanti italiani della stessa.  

 

Comunicato stampa

Un’altra rotonda infelice: corso Mortara/via Livorno

Interpellanza dei Comunisti Italiani

 

Il viadotto di corso Mortara è stato accorciato per liberare alcune superfici antistanti i villaggi olimpici di Spina 3 e alla sua partenza è stata costruita una rotonda, - dichiara il Capogruppo dei Comunisti Italiani Gianguido Passoni - ma la suddetta rotonda, a due corsie strette, è percorsa da migliaia di veicoli al giorno col formarsi di innumerevoli code nelle ore di punta, e per di più essa è destinata a restare tal quale fino alla costruzione del sottopasso che porterà il traffico in via Verolengo, previsto nel PUT e la cui costruzione è di là da venire.”

"Ci chiediamo - continua il Consigliere - se tale rotonda possa considerarsi “sicura”, anche in considerazione del fatto che a settembre si è verificato un incidente mortale per l’investimento di un ciclista, se non sia opportuno rivedere la rotonda per evitare gli ingorghi e i rischi che essi comportano per automobilisti, pedoni e ciclisti, nonché se la viabilità di una zona che conta migliaia di nuovi appartamenti non sia stata pesantemente sottovalutata, come già è successo per i servizi di base”.

“Infine – conclude Passoni – saremmo curiosi di sapere come si pensa di affrontare il problema della viabilità in zona nel periodo olimpico, quando il veloce trasferimento degli addetti non permetterà certo ingorghi e ritardi”. 

Torino, 02 Novembre 2005

                                                                         

 

Il voto agli immigrati.

Il centro sinistra ha votato la delibera che consente agli immigrati, che sono in regola da almeno sei  anni, di partecipare e anche candidarsi alle elezioni politiche nelle circoscrizioni a partire dall'anno 2006. Una grande conquista di diritto e di integrazione  per gli immigrati  che risiedono e lavorano a Torino.