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Gruppi Consiliari PdCI - Comune Torino

e Provincia Torino                                                      

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Strage alla Thyssenkrupp. Il trionfo del profitto sulla vita

 

La morte sul lavoro dei quattro operai della ThyssenKrupp e le gravi condizioni in cui versano gli altri lavoratori sono la drammatica riprova che il tema della sicurezza è una vera e propria emergenza nazionale.Ciò è incredibile che accada nella città dell’automobile ed in una delle maggiori potenze industriali del mondo. 

E’ inaccettabile che si continui  a morire nei posti di lavoro, così com’è disumano che un lavoratore possa essere impiegato per 12 ore consecutive su di una linea.

Questa vicenda dimostra che non solo la sicurezza non ha la stessa priorità del profitto ma che il profitto trionfa sulla vita delle persone. Tutto ciò attesta quanto sia attuale la contraddizione capitale-lavoro e quanto ancora sono forti le situazioni di sfruttamento nel frammentato mondo del lavoro.Lavorare l’acciaio è una fatica immensa e la fatica diventa insopportabile quando si è costretti a lavorare per quattro soldi ed in un ambiente malsano senza le elementari condizioni di sicurezza.

La cosa più immorale è che mentre le famiglie coinvolte stanno vivendo un dramma, la dirigenza della ThyssenKrupp scarica le responsabilità del disastro sugli operai. Cari padroni della ThyssenKrupp, dovreste provare vergogna e tacere.Peccato che non siate stati così determinati sulla sicurezza così come con tanta solerzia, e incredibile cinismo, avete deciso la chiusura dello stabilimento di Torino. Alle famiglie coinvolte va tutta la nostra solidarietà e vicinanza.

Torino, 10 dicembre 2007

                                                                                                          Il Capogruppo     Domenico Gallo

 

A Torino si coltivano i grattacieli.... ma non tutti sono d'accordo
 
venerdì 30 novembre 2007 alle ore 17,30  nella sala di Via Millio 20 
 
ne discutono con i cittadini

Domenico GALLO Capogruppo Comunisti Italiani
Monica CERUTTI Capogruppo Sinistra Democratica
Luca CASSANO Capogruppo Rifondazione Comunista
Giorgio FARAGGIANA Docente Politecnico di Torino

Sono stati invitati a partecipare il Comitato “non grattare il cielo” e le Associazioni ambientaliste
 
 
 
 
 
I gruppi consiliari di Sinistra Democratica, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani
 
 
 

Torino a sinistra

I gruppi consiliari di Sinistra Democratica, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani organizzano:

 

Il bilancio di un anno di amministrazione comunale
Le priorità future

 
Sabato 27 ottobre 2007 ore 9.30
 
Sala Pasquale Cavaliere, via Palazzo di Città 14, Torino
 

Le finanziarie e i Comuni - Beppe Castronovo
 
Bilancio e risorse - Gianguido Passoni
 
Trasformazioni urbane e sviluppo - Monica Cerutti
 
Accessibilità, mobilità e trasporti - Luca Cassano
 
Ambiente: inquinamento, rifiuti - Vincenzo Cugusi
 
La qualità dello spazio urbano - Andrea Stara
 
I pubblici servizi locali - Francesco Salinas
 
I cittadini di domani - Luigi Saragnese
 
La cultura e la valorizzazione della città - Marco Grimaldi
 
Le politiche sociali - Maria Teresa Silvestrini
 
L'atipicità del lavoro nell'amministrazione comunale e le esternalizzazioni - Domenico Gallo
 
Torino e la Fiat - Antonio Ferrante
 
Le politiche della sicurezza - Gian Luigi Bonino
 
Il decentramento  - Maurizio Trombotto
 
Le periferie - Gigi Malaroda
 
In quella giornata, avvieremo anche la pubblicizzazione di cartoline e manifesti di Torino a sinistra.
 

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Notizie, informazioni, appuntamenti, dibattiti

Intervista

Cinzia Condello (PdCI) Assessore al Lavoro Provincia di Torino

 

Intervista per "La Nuova Voce" a cura di Emiliano Rozzino.

Assessore sì, operaia però. Non rinnega il suo passato di lotte di fabbrica, rivendicazioni sindacali, proteste e presidi davanti ai cancelli. Anzi. Cinzia Condello non dimentica la sua "gavetta" sociale prima e politica poi mentre si attinge a tracciare un bilancio del suo impegno per il territorio settimese in questi suoi tre anni spesi all'assessorato al Lavoro della Provincia di Torino.
Allora assessore, premesso che sono evidenti le difficoltà economiche di questo periodo, mentre a Roma si è definita un'intesa su previdenza, lavoro e competitività che non ha trovato l'appoggio del sindacato dei metalmeccanici, le famiglie stentano ad arrivare alla quarta settimana.
Innanzitutto qual'è la situazione del mercato del lavoro a Settimo?
nel primo semestre del 2007 il Centro per l'Impiego di Settimo ha registrato oltre 9mila nuovi contratti di lavoro. Metà di questi riguardano l'industria, in particolare metalmeccanica e chimica.
in un caso su cinque si tratta di contratti di lavoro a tempo indeterminato e in un caso su tre di contratti lavoro subordinato a tempo determinato.Purtroppo la formule contrattuali di lavoro precario incidono fortemente.
Cosa fa la Provincia di Torino per contrastare il precariato?
La Provincia ha, tra la altre, la competenza nell'attivare politiche di contrasto alla disoccupazione e al precariato, avvalendosi anche di fondi stanziati dalla UE. In particolare proprio di questi giorni (18 settembre) abbiamo riaperto un bando che stanzia 3 milioni e 700mila euro per combattere il precariato in tutta la provincia.
Come funziona?
Si tratta di concedere incentivi a quelle imprese che trasformano contratti da tempo determinato a tempo indeterminato o che assumono lavoratori che appartengono a categorie svantaggiate, mi riferisco ai lavoratori fuoriusciti per ristrutturazione aziendale, ai lavoratori non più giovani che devono comunque ricollocarsi perchè non possiedono i requisiti per la pensione e così via. Nel corso di quest anno è la seconda esperienza di questo tipo. Il primo bando si è chiuso con un ottimo risultato: sono state coinvolte 560 aziende e si sono stabilizzati oltre 1000 lavoratori.
Sono stati stabilizzati anche lavoratori del nostro territorio?
Sì, oltre 20 aziende che fanno riferimento al Centro per l'Impiego di Settimo-Castiglione Torinese, Leinì, Lombardore, San Mauro, Volpiano e ovviamente Settimo stesso-hanno fatto domanda per accedere ai fondi e sono infatti stati stabilizzati 34 lavoratori.
Come si fa ad ottenere le indicazioni e la modulistica?
Ci si puù rivolgere al nostro Centro per l'Impiego di via Roma 3 che è stato ristrutturato di recente, oppure si può visitare il sito della Provincia alla sezione lavoro www.provincia.torino.it/lavoro. Quì si potranno avere notizie sulle altre iniziative e sull'attività dei Centri per l'Impiego.
Un'ultima domanda di respiro "nazionale", se vogliamo, che però ci riguarda da vicino data la vocazione industrale del territorio settimese: cosa pensa del voto Fiom che boccia l'accordo del 23 luglio sulla previdenza, lavoro e competitività?
La Fiom sollecita un più deciso cambiamento di rotta che purtroppo non è contenuto in quell'intesa.
E' un giudizio che condivido e infatti sarò a Roma alla manifestazione del 20 ottobre. Questo però non vuol dire bocciare il governo Prodi, ma pretendere l'attuazione del programma dell'Ulivo, che voleva il superamento di scalini e scaloni nelle pensioni e il superamento della legge 30. Desidero dire chiaramente che la lotta al precariato è l'unica via per garantire le pensioni e un futuro ai nostri giovani.(www.pdcitorino.it 15 ottobre 2007)

 

Comunicato stampa

Dichiarazioni di Chiara Giorgetti Prato, consigliera provinciale PdCI

  

Ieri sera, all’uscita dal concerto di Vasco Rossi, ho partecipato ed assistito ad una situazione raccapricciante.

Uscita Nord, 30 metri al di fuori del cancello, un ragazzo riverso a terra, col corpo contorto e la testa in bilico sul bordo del marciapiede.Per prima cosa cerco nelle immediate vicinanze un medico, un ambulanza, ma niente. E poi il caos con i 60mila spettatori e le loro auto che cercano di uscire dal parcheggio.

Allora l’ambulanza la chiamo col cellulare: 118. Subito l’operatore mi fornisce le prime indicazioni per accertarsi dello stato di salute del ragazzo e poi, prese le indicazioni sul luogo, dice di aspettare l’ambulanza. Ma l’ambulanza non arriva, il ragazzo continua a rimanere a terra in uno stato di semi incoscienza. Il tempo passa: 5, 10, 15 minuti. Niente. Nel frattempo un gruppo di persone si è avvicinato e cerca di soccorrere il ragazzo ed un mio amico va lui, a piedi, a cercare l’ambulanza dentro lo stadio.

Gli addetti al mezzo sono molto gentili, ma dichiarano di non avere l’autorizzazione ad uscire dal cancello. L’ambulanza, quella chiamata, continua a non arrivare.Poi il mezzo dentro lo stadio riceve l’autorizzazione ad uscire, ma a causa delle norme di sicurezza approntate per evitare l’ingresso di chi non ha il biglietto, non riesce ad uscire ed è costretto a fare il giro di mezzo stadio.

Mentre l’ambulanza che cerca di uscire dallo stadio si impantana nel traffico arriva quella chiamata. E qui la situazione si trasforma in farsa.

Il ragazzo continua ad essere in stato di semi incoscienza, muove a malapena la testa e fornisce 3 indirizzi di casa diversi. L’operatore gli domanda se vuole essere portato in ospedale e lui risponde di no. A questo punto gli fa firmare un foglio dove dichiara che non vuole essere trasportato in ospedale, glielo infila letteralmente in tasca e se ne va. Di fronte alla mia protesta (ma come si fa a lasciare un ragazzo che, evidentemente, non è in grado nemmeno di dire dove abita?) l’operatore mi risponde che non può portare via qualcuno senza che questo voglia.

Pur sottolineando l’importante ed essenziale operato dei soccorsi e dei volontari, che – tra l’altro come pubblicato in data odierna sui principali quotidiani – si sono trovati a gestire numerosi casi di disordine e malesseri, mi sento di stigmatizzare pesantemente sia il fatto che un’ambulanza non possa uscire dallo stadio per percorrere 30 metri a causa della mancanza di vie di uscita praticabili, sia il fatto che a una persona evidentemente non in grado di intendere e volere, venga chiesto se vuole essere portata o meno in pronto soccorso. Pur essendo infatti una ferma sostenitrice della libertà di cura e della difesa delle scelte del singolo, ritengo che queste presuppongano per lo meno uno stato di coscienza.

Dichiaro inoltre che nella giornata di domani verranno protocollate in Provincia (a mia firma), in Comune (a firma di Mimmo Gallo – PdCI –e Luca Cassano – PRC S.E.) e in Regione (a firma di Vincenzo Chiappa - PdCI) precise interrogazioni a riguardo dell’accaduto. 

Torino, 23/9/2007

 

Interpellanza gruppo Comune

 

Oggetto: La cessione di alcuni rami d’azienda di GTT

è contraria agli interessi pubblici.

 

Il sottoscritto Consigliere comunale

 

         premesso che nell’intervista del 23/08/07 rilasciata al quotidiano “la Repubblica” dal Sindaco si preannuncia un piano di dismissioni finalizzate alla messa in atto di una politica di investimenti per completare la linea 1 di metropolitana, avviare la seconda e realizzare il prolungamento di Corso Spezia; 

         considerato che il Sindaco, nell’intervista citata, sostiene che sono in corso trattative con Genova per AMIAT e che sarà possibile l’affidamento a privati di alcuni rami d’azienda di GTT, come ad esempio i parcheggi; 

         rammentando che nel programma della coalizione si sottolinea “il nuovo quadro competitivo richiede sostanziali modifiche nella strategia perseguita dalle imprese dei servizi pubblici ed in particolare da quelle possedute dal Comune  per le quali si ritiene necessario mantenere il controllo pubblico”, mentre non si prende in considerazione alcuna ipotesi di cessione di rami d’azienda; 

         essendo dell’avviso che la proprietà delle aziende del Comune debba rimanere in mano pubblica;

 

interpella

 il Sindaco e la Giunta comunale per sapere

 1.      se non sia contraria agli interessi pubblici la cessione di un ramo d’azienda di GTT, come ad esempio quella ventilata dei parcheggi, che è un’attività ben remunerativa per le casse di GTT e del Comune; 

2.      se un’attività di intenso consolidamento e di crescita delle aziende del Comune non possa essere perseguita modificando e potenziando la loro struttura organizzativa, migliorandone la solidità strutturale e l’efficacia dell’azione commerciale, anziché attraverso l’ingresso dei privati;

 3.      se la cessione di pezzi di proprietà delle ex Municipalizzate non avrebbe l’effetto di indebolire “l’Istituzione Comune” che limiterebbe la propria azione all’ordinaria amministrazione, lasciando ai privati la proprietà e la gestione di servizi pubblici essenziali.    

Domenico Gallo - Torino, 10 settembre 2007

Comunicato stampa Provincia di Torino

 

I gruppi consiliari provinciali della Sinistra in febbraio presentarono un ordine del giorno sulla regolamentazione delle coppie di fatto sull’onda del dibattito scaturito dalla presentazione di un disegno di legge da parte del governo nazionale.

L’ordine del giorno fu allora sostenuto anche da alcuni esponenti dei DS. Oggi, giunti al momento della discussione e del voto in aula, è stato rinviato in commissione su iniziativa del gruppo della Margherita (da sempre contrario) con il sostegno determinante dei Democratici di Sinistra.

Tale atteggiamento, su un provvedimento che individua nella laicità dello Stato e nella salvaguardia dei diritti civili il proprio fondamento, è frutto di un evidente problema interno al costituendo PD, che ha dimostrato tutte le contraddizioni derivanti dai nodi irrisolti che evidenziano la poca chiarezza e consistenza di tale progetto politico.

Nonostante quanto avvenuto, come gruppi della Sinistra ci sentiamo uniti da questi valori e ci batteremo affinché il Consiglio Provinciale esprima liberamente un voto a sostegno dei diritti delle cittadine e dei cittadini. (5 settembre 2007)

 

Bisogni, diritti, occupazione - Venerdì 15 giugno 2007

alle ore 17,30 Sala Palazzo Civico

 

  

Comunicati stampa anno 2007

 

Un impegno comune delle istituzioni, dei sindacati, dei parlamentari piemontesi per salvaguardare la Rai di Torino

 

I Comunisti Italiani chiedono l'audizione dei parlamentari piemontesi

  

La denuncia (in sede di 3^ Commissione) delle Organizzazioni Sindacali e delle R.S.U., relativa alla drammatica situazione della RAI di Torino, impone un impegno comune delle istituzioni e dei parlamentari piemontesi per salvaguardare un patrimonio culturale, professionale e occupazionale – dichiara Domenico Gallo Capogruppo dei Comunisti Italiani in Consiglio Comunale.  

I vertici nazionali della RAI continuano – prosegue Gallo – a ridurre attività, risorse umane e professionali, investimenti su Torino, impedendo di poter continuare a fare televisione di qualità, nonostante che l’azienda torinese contribuisca con gli abbonamenti con ben 124 milioni di euro alle entrate della RAI. 

Bisogna arrestare – conclude Gallo – il disegno dei vertici RAI di considerare la RAI di Torino una semplice sede regionale, per riconoscere quella valenza nazionale che nasce dalla qualità dei prodotti, dalla straordinaria funzionalità dei centri di produzione, dalla professionalità dei giornalisti, dei tecnici, dei lavoratori.” 

Per questo il Gruppo dei Comunisti Italiani ha chiesto la convocazione in Comune dei parlamentari piemontesi attraverso i quali porre con forza la questione RAI di Torino al Governo ed ai vertici aziendali. 

Torino, 18 maggio 2007

  

 

Il 12 maggio manifestiamo per l'uguaglianza dei diritti

 

“Il 12 maggio, a Torino, nel giorno del Family Day manifestiamo perché siano riconosciuti a tutte le persone i diritti sociali e civili come previsto dalla Costituzione, contro le discriminazioni per coloro che affidano i propri progetti di vita a forme diverse di convivenza – dichiarano Vincenzo Chieppa e Domenico Gallo, Segretario Provinciale e Capogruppo in Consiglio Comunale dei Comunisti Italiani.

Rivolgiamo – concludono Chieppa e Gallo – a tutte le forze politiche e sociali che condividono i principi ed i valori della laicità dello Stato un appello a partecipare a questa manifestazione per ribadire la necessità del rispetto delle scelte individuali e per l’eguaglianza dei diritti e delle diverse forme di “famiglia” ormai consolidate e presenti nella società italiana.”

 

 

Sabato 12 maggio 2007 alle ore 17 - 19

“Manifestiamo per i diritti”

Piazza Castello ang. Via Garibaldi

                                                                                                 

Comunicato stampa

 

 

15 febbraio 2007 ore 17, 30 Sala Colonne Piazza Palazzo Città 1 - Torino

Convegno "DDl Lanzillotta fine dei servizi pubblici locali?"

presiede Mariangela Rosolen

con Domenico Gallo (PdCI) - Zanolini (Verdi) - Cassano (Prc) - Bonino (Sdi)

introduce il dott. Casalini

approfondimenti di  Gianguido Passoni (PdCI) e Ricca (Sdi)

 

La finanziaria e il bilancio comunale

di  Gianguido Passoni, Assessore al Bilancio del Comune di Torino

La Finanziaria e il bilancio comunale. Ecco i nodi con i quali siamo tenuti a confrontarci in questo momento. Chi riveste il ruolo di responsabile dei conti e dei bilanciamenti delle risorse finanziarie di una città, non è certo facilitato nel suo compito. I tagli che la Finanziaria ha stabilito nei trasferimenti agli enti locali, conducono gli amministratori di città e regioni a scelte difficili, spesso obbligate, circa l’aumento della pressione fiscale locale. La finanziaria consente di aumentare l’addizionale IRPEF (adesso IRE), ed i comuni, così come le regioni, si stanno muovendo per rendere questa possibilità una realtà per tutti i contribuenti.
A distinguere Torino da quasi tutte le altre grandi città è la previsione fortemente voluta di inserire fasce di esenzione per i redditi più bassi e maggiore equità attraverso la progressività del prelievo. Il partito si sta muovendo, attraverso la proposta dei compagni del gruppo in Regione, affinché scelte corrispondenti possano essere adottate per l’addizionale regionale.
Oltre a ciò, la riorganizzazione del catasto, che vedrà una conclusione nel novembre 2007, produrrà il passaggio della sua gestione dallo Stato ai Comuni. Attraverso questo strumento i comuni avranno la possibilità di provvedere direttamente agli aggiornamenti e alle verifiche catastali, riavvicinandosi ad un principio di equità fiscale e recuperando risorse per rendere l’ICI sulla prima casa meno gravosa.
Quello che ancora qualcuno evidentemente dimostra di voler ignorare è che il sacrificio che si chiede ancora ai cittadini, non può essere vanificato da proposte che vanno nella direzione opposta a quella di un risparmio di spesa e che non possono che suscitare l’indignazione di coloro i quali vengono chiamati a pagare. A fronte del tentativo di ridurre i costi della macchina comunale, sacrificando anche parte del patrimonio della Città, qualcuno - i politici della Sala Rossa - decide che è venuto il momento di aumentare alcuni benefit per chi è seduto sui seggi proprio della Sala Rossa. I consiglieri comunali di Torino hanno infatti votato una delibera che consente loro di partecipare a tre riunioni di commissione al giorno (anziché le due previste prima della modifica del regolamento del Consiglio Comunale). Sostanzialmente non sembra cambiare nulla, perché comunque i consiglieri non possono superare il tetto massimo di 26 gettoni al mese. Ma c’è da considerare la qualità dell’impegno che il singolo consigliere può offrire nelle (massimo) tre commissioni giornaliere alle quali potrà adesso partecipare… Senza affrontare il discorso della possibilità di recarsi ad ogni commissione, di trattenersi giusto il momento di firmare il registro delle presenze e di recarsi immediatamente alla seconda, facendo esattamente la stessa cosa.
Queste e altre ancora sono le “piccole cose” della politica che spesso riescono a passare inosservate e che altrettanto sovente, uniche fra tante, mettono d’accordo tutti. Buon gusto, se non proprio senso civico più alto (tra chi l’esempio su questo non dovrebbe mai farlo mancare) imporrebbero rigore e morigeratezza. Ciò che è mancato nella conduzione di questa vicenda.( www.pdcitorino.it 1.2.2007)

 

 

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