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Gruppi Consiliari PdCI - Comune Torino

e della Provincia di Torino                                                      

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

 
Proposta di mozione

OGGETTO: Un impegno perché la Michelin non lasci Torino.

  

Il Consiglio Comunale di Torino

 

premesso che, mentre lo scorso anno l’Amministratore delegato di Michelin Joel Pouget aveva assicurato che nessun stabilimento sarebbe stato chiuso in Piemonte, ora la multinazionale francese annuncia per la fine del 2009 la chiusura a Torino della linea produttiva dei pneumatici per auto, disattendendo le promesse fatte e non rispettando l’accordo sulla produttività e sul taglio dei costi siglato solo un anno fa con i Sindacati; 

considerato che sono a rischio 600 posti di lavoro in una città già provata dalla crisi; 

visto che il copione sembra analogo alla vicenda della Thyssen Krupp, il cui gruppo dirigente aveva deciso il trasferimento della fabbrica siderurgica da Torino a Terni per ragioni di tipo logistico; 

ritenendo necessario, sulla base del precedente Thyssen Krupp, avviare da subito tutte le iniziative utili per rendere possibile il mantenimento di settori di produzione della Michelin nello stabilimento di Torino; 

preso atto della volontà del gruppo francese di voler fare di Cuneo la fabbrica europea più importante per pneumatici da turismo di alta qualità, non si comprende perché debba essere sacrificato lo stabilimento di Corso Romania che vanta una presenza centenaria e delle eccellenti professionalità;

 

IMPEGNA

 il Sindaco e la Giunta

 

1.      ad attivarsi per sviluppare tutte le iniziative possibili per mantenere nella nostra città settori di produzione della Michelin;

 

2.      ad avviare, di concerto con le OO.SS., un confronto con il gruppo dirigente della Michelin, per chiedere che il piano degli investimenti 2008-2013 del gruppo francese preveda la salvaguardia dello stabilimento di Corso Romania e dei 600 posti di lavoro, puntando anche su nuovi tipi di produzione;

 

3.      a programmare l’audizione del gruppo dirigente della Michelin e delle Organizzazioni Sindacali in sede di III Commissione.

 

Torino, 3 novembre 2008 

Domenico Gallo

Luca Cassano

Monica Cerutti

Ferrante Antonio

Marco Grimaldi

Maria Teresa Silvestrini

Francesco Salinas

 

 

 

 

No ai licenziamenti
 
Si a un piano organizzativo che tuteli il lavoro
 
e la qualità del servizio

La riorganizzazione della macchina comunale non deve avvenire attraverso licenziamenti e liste di proscrizione, ma valorizzando le professionalità, per razionalizzare e
migliorare tutti i servizi comunali. Discutiamone nell’incontro che si terrà
mercoledì 17 settembre
alle ore 16,30
presso la Sala Colonne di Palazzo Civico
con
Domenico GALLO Capogruppo Comunisti Italiani Comune di Torino
Gianguido PASSONI Assessore al Bilancio Comune di Torino
Claudia PIOLA Segretaria CGIL FP Comune di Torino
Giuseppe LA CORTE Segretario CISL FPS Comune di Torino
Aldo FERRERO MERLINO Segretario UIL FPL Comune di Torino
Enzo CHIEPPA Segretario provinciale Comunisti Italiani
Sono invitati a partecipare le R.S.U. e i lavoratori del Comune di Torino
Gruppo Consiliare Comunisti Italiani

 

 

La Repubblica intervista l'Assessore al Bilancio

 

 

 

 

La giornata del precario

 

 

vorrei invitarvi TUTTE/I il 25 giugno (mercoledì) presso la Provincia (via Maria Vittoria 12- Torino) dove ho organizzato una "giornata del precario".

Si inizia alle ore 11.30 con la VII commissione (quella che presiedo) congiunta alla VI dove verrà proiettato un documentario sul precariato, si prosegue alle 14 con un dibattito su precariato pubblico e privato e si termina alle ore 15.30 con una commissione sul precariato femminile.

Come potrete facilmente immaginare, riuscire ad organizzare questa giornata per me è stato faticossissimo (ne PD né tantomeno la destra hanno favorito una giornata del precario) quindi sarei davvero felice della vostra presenza e di un pò di supporto in quella che secondo me segna come giornata un forte punto politico comunista nella realtà della Provincia.

PS le commissioni sono pubbliche quindi si può sempre venire come uditori. Sarà mia cura tenervi maggiormente informati su commissioni di interesse ampio (vi risparmio le rotonde!!!)

 Chiara Giorgetti  Presidente VII Commissione Provincia

 

Dedicare una via a Enrico Berlinguer

 

Al Presidente

Della Commissione Toponomastica

del Comune di Torino

Dottor Giuseppe Castronovo

  

OGGETTO: Dedicare una via o una piazza ad Enrico Berlinguer.

  

La cultura democratica ed antifascista hanno caratterizzato la vita di Enrico Berlinguer.

Berlinguer partecipò alla Resistenza partigiana tra le “Brigate Garibaldi” e fu protagonista di un moto libertario esploso nella sua città natale (Sassari), fu arrestato e poi prosciolto dopo tre mesi di detenzione. Ben presto ricoprì importanti incarichi nel P.C.I. e nel 1949 fu nominato Segretario della Federazione dei Giovani Comunisti (FGCI). Nel 1968 fu eletto deputato nel collegio elettorale di Roma e nel 1972 fu nominato Segretario Generale del Partito Comunista Italiano, carica che ricoprì fino all’11 giugno 1984, anno della sua scomparsa.

L’azione di Enrico Berlinguer si dimostrò equilibrata e lungimirante, ed ha segnato la storia politica italiana su tre versanti: la ricerca dell’autonomia del Partito Comunista Italiano rispetto all’Unione Sovietica, l’apertura di un dialogo con i cattolici, la questione morale. Fermo è stato l’impegno contro il terrorismo. 

Berlinguer fu un dirigente politico di grande levatura morale ed intellettuale che arrivò a capire, prima di tanti, questioni e vicende che avranno l’effetto di cambiare profondamente la politica italiana. 

Dedicare una via o una piazza ad un uomo politico integerrimo, ancorato ai principi della Costituzione e che a tutti gli effetti può essere annoverato tra coloro che hanno contribuito alla crescita civile e sociale dell’Italia, sarebbe un giusto riconoscimento  ed un significativo gesto di grande valore storico da parte della Città.   

Con l’occasione porgo cordiali saluti.

  

IL CAPOGRUPPO  DEL PdCI AL COMUNE DI TORINO

  Domenico Gallo

 Torino 7 maggio 2007

 

 

La tassa sui rifiuti aumenta?

Il cittadino domanda, l'amministrazione comunale risponde:

martedì 8 aprile 2008 - h 18.00  

Sala Gandhi - Centro Studi Sereno Regis

via Garibaldi 13 Torino

 Incontro dibattito

 con Gianguido Passoni assessore al Bilancio dei tributi del Comune di Torino

 e Carla Pairolero presidente del Circolo Metropolitano di Legambiente - Torino

 

 

Intervista a Cinzia Condello

 

 

Commemorazione di Luigi Passoni

 

LUIGI PASSONI

(29.12.1926 – 17.9.2005)

 

Figura storica della Resistenza prima e della sinistra torinese poi.

Ha ricoperto molte delle cariche istituzionali più importanti a livello nazionale e locale, tra cui quella di Parlamentare, di Assessore al Bilancio e ai Tributi e di Vicesindaco della Città di Torino.

Ha dedicato la sua vita alla professione, alla politica e all’antifascismo. 

Il Presidente del Consiglio comunale Giuseppe Castronovo

è lieto di invitare la S.V. alla commemorazione di

 Luigi Passoni 

     lunedì 4 febbraio 2008 alle ore 17,00 presso la Sala Rossa di Palazzo Civico,

piazza Palazzo di Città 1, Torino

   

Bertone, una soap infinita

di Cinzia Condello, Assessore al Lavoro alla Provincia di Torino


Vorrei tentare, seppur in estrema sintesi, di delineare la situazione in cui si trovano i dipendenti della Bertone. Se non fosse che 1.300 lavoratori con le loro famiglie rischiano di piombare, dopo quattro anni di cassa integrazione, nel baratro della disoccupazione, la vicenda assumerebbe i contorni assurdi e improbabili di una soap opera.
Dal primo gennaio la cassa integrazione è finita e i lavoratori sono tornati pienamente a libro paga della società Bertone. Ma l'azienda non ha commesse: quindi tutti liberi dal lavoro anche se pagati. Ma per quanto?
Nell'ultimo viaggio a Roma, il 28 dicembre, ero cautamente ottimista: si spianava la strada per il piano industriale presentato dall'ex dirigente Telecom Gianmario Rossignolo, che trovava d'accordo il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero del lavoro, le rappresentanze sindacali e le istituzioni.
Ma il colpo di scena, a cui la famiglia Bertone ci ha tristemente abituati, è venuto il primo dell'anno quando Lilli Bertone, disconoscendo quanto sostenuto al Ministero solo due giorni prima, annunciava di preferire la cordata Reviglio, il cui piano industriale, presentato mercoledì 9 gennaio, lascia molti dubbi. Innanzitutto nella sua attuale formulazione prevede solo il parziale riassorbimento della manodopera: circa 500 lavoratori nei primi due anni e nessuno il terzo anno. Inoltre non sono specificate mansioni e produzioni per cui sarebbero previsti percorsi di riqualificazione e formazione del personale.
La Bertone, marchio storico, è un'azienda fondamentalmente sana. Merita un piano industriale credibile e che dia ai lavoratori la giusta opportunità. Perdere un altro pezzo di realtà industriale rappresenterebbe una sofferenza economica grave per il territorio e in particolare per la provincia torinese.
La Signora Bertone aldilà dei proclami di affetto verso i suoi dipendenti, agisce in maniera diametralmente opposta: lasciando impotenti le istituzioni che per mesi si sono affannate attorno a un tavolo permanente per appianare la situazione a un passo da quella che con Rossignolo sembrava un'ipotesi risolutiva; ma soprattutto deludendo le aspettative dei lavoratori, che in questi anni hanno tenuto un comportamento più che responsabile, degno di grande stima e solidarietà.
Nella lotta per il controllo societario, madre e figlie si screditano le une con l'altra: ma la trattativa di Lilli Bertone con Reviglio, nonostante la precedente con Rossignolo, potrebbe essere valida, sarà la magistratura ad accertarlo.
Io non faccio il tifo né per Rossignolo, né per Reviglio, solo per i lavoratori che meritano una positiva risoluzione e il massimo della trasparenza nella gestione della vicenda.
Faccio mio un commento che ho sentito pronunciare da un sindacalista protagonista di questa lunga vicenda: "L'Italia è un paese strano dove si battono le mani ai morti sul lavoro e si prendono in giro i lavoratori che lavorano". Mentre restano aperte questioni vitali quali l'adeguatezza salariale, i diritti e la sicurezza sul lavoro, il capitale ripropone le sue ricette di flessibilità, ristrutturazioni e dislocazioni che acuiscono le disuguaglianze sociali. Nella situazione della Bertone a tutto ciò si aggiunge l'agire di un'imprenditoria inadeguata e incapace. (www.pdcitorino.it 11 gennaio 2008)

 

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