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Proposta di
mozione
No ai
licenziamenti
Si a un piano
organizzativo che tuteli il lavoro
e la qualità
del servizio
La riorganizzazione della macchina comunale non
deve avvenire attraverso licenziamenti e liste di proscrizione, ma
valorizzando le professionalità, per razionalizzare e
migliorare tutti i servizi comunali. Discutiamone nell’incontro che si
terrà
mercoledì 17 settembre
alle ore 16,30
presso la Sala Colonne di Palazzo Civico
con
Domenico GALLO Capogruppo Comunisti Italiani Comune di
Torino
Gianguido PASSONI Assessore al Bilancio Comune di Torino
Claudia PIOLA Segretaria CGIL FP Comune di Torino
Giuseppe LA CORTE Segretario CISL FPS Comune di Torino
Aldo FERRERO MERLINO Segretario UIL FPL Comune di Torino
Enzo CHIEPPA Segretario provinciale Comunisti Italiani
Sono invitati a partecipare le R.S.U. e i lavoratori del Comune di
Torino
Gruppo Consiliare Comunisti Italiani
La Repubblica
intervista l'Assessore al Bilancio
La giornata
del precario
v orrei invitarvi TUTTE/I il 25
giugno (mercoledì) presso la Provincia (via Maria Vittoria 12-
Torino) dove ho
organizzato una "giornata del precario".
Si inizia alle ore 11.30 con la
VII commissione (quella che presiedo) congiunta alla VI dove verrà
proiettato un documentario sul precariato, si prosegue alle 14 con un
dibattito su precariato pubblico e privato e si termina alle ore 15.30
con una commissione sul precariato femminile.
Come potrete facilmente
immaginare, riuscire ad organizzare questa giornata per me è stato
faticossissimo (ne PD né tantomeno la destra hanno favorito una giornata
del precario) quindi sarei davvero felice della vostra presenza e di un
pò di supporto in quella che secondo me segna come giornata un forte
punto politico comunista nella realtà della Provincia.
PS le commissioni sono
pubbliche quindi si può sempre venire come uditori. Sarà mia cura
tenervi maggiormente informati su commissioni di interesse ampio (vi
risparmio le rotonde!!!)
Chiara Giorgetti
Presidente VII Commissione Provincia
Dedicare una
via a Enrico Berlinguer
La tassa sui
rifiuti aumenta?
Il cittadino domanda, l'amministrazione comunale risponde:
martedì 8 aprile 2008 - h 18.00
Sala Gandhi - Centro Studi Sereno Regis
via Garibaldi 13 Torino
Incontro dibattito
con Gianguido Passoni assessore
al Bilancio dei tributi del Comune di Torino
e Carla Pairolero presidente del
Circolo Metropolitano di Legambiente - Torino
Intervista a
Cinzia Condello

Commemorazione
di Luigi Passoni
LUIGI PASSONI
(29.12.1926 – 17.9.2005)
Figura storica della Resistenza prima e della sinistra torinese poi.
Ha ricoperto molte delle cariche istituzionali più importanti a livello
nazionale e locale, tra cui quella di Parlamentare, di Assessore al
Bilancio e ai Tributi e di Vicesindaco della Città di Torino.
Ha dedicato la sua vita alla professione, alla politica e
all’antifascismo.
Il Presidente del Consiglio comunale Giuseppe Castronovo
è lieto di invitare la S.V. alla commemorazione di
Luigi
Passoni
lunedì 4 febbraio 2008 alle ore 17,00 presso la Sala Rossa di
Palazzo Civico,
piazza Palazzo di Città 1, Torino
Bertone, una
soap infinita
di Cinzia Condello, Assessore al Lavoro
alla Provincia di Torino
Vorrei
tentare, seppur in estrema sintesi, di delineare la situazione in cui si
trovano i dipendenti della Bertone. Se non fosse che 1.300 lavoratori
con le loro famiglie rischiano di piombare, dopo quattro anni di cassa
integrazione, nel baratro della disoccupazione, la vicenda assumerebbe i
contorni assurdi e improbabili di una soap opera.
Dal primo gennaio la cassa integrazione è finita e i lavoratori sono
tornati pienamente a libro paga della società Bertone. Ma l'azienda non
ha commesse: quindi tutti liberi dal lavoro anche se pagati. Ma per
quanto?
Nell'ultimo viaggio a Roma, il 28 dicembre, ero cautamente ottimista: si
spianava la strada per il piano industriale presentato dall'ex dirigente
Telecom Gianmario Rossignolo, che trovava d'accordo il Ministero dello
sviluppo economico, il Ministero del lavoro, le rappresentanze sindacali
e le istituzioni.
Ma il colpo di scena, a cui la famiglia Bertone ci ha tristemente
abituati, è venuto il primo dell'anno quando Lilli Bertone,
disconoscendo quanto sostenuto al Ministero solo due giorni prima,
annunciava di preferire la cordata Reviglio, il cui piano industriale,
presentato mercoledì 9 gennaio, lascia molti dubbi. Innanzitutto nella
sua attuale formulazione prevede solo il parziale riassorbimento della
manodopera: circa 500 lavoratori nei primi due anni e nessuno il terzo
anno. Inoltre non sono specificate mansioni e produzioni per cui
sarebbero previsti percorsi di riqualificazione e formazione del
personale.
La Bertone, marchio storico, è un'azienda fondamentalmente sana. Merita
un piano industriale credibile e che dia ai lavoratori la giusta
opportunità. Perdere un altro pezzo di realtà industriale
rappresenterebbe una sofferenza economica grave per il territorio e in
particolare per la provincia torinese.
La Signora Bertone aldilà dei proclami di affetto verso i suoi
dipendenti, agisce in maniera diametralmente opposta: lasciando
impotenti le istituzioni che per mesi si sono affannate attorno a un
tavolo permanente per appianare la situazione a un passo da quella che
con Rossignolo sembrava un'ipotesi risolutiva; ma soprattutto deludendo
le aspettative dei lavoratori, che in questi anni hanno tenuto un
comportamento più che responsabile, degno di grande stima e solidarietà.
Nella lotta per il controllo societario, madre e figlie si screditano le
une con l'altra: ma la trattativa di Lilli Bertone con Reviglio,
nonostante la precedente con Rossignolo, potrebbe essere valida, sarà la
magistratura ad accertarlo.
Io non faccio il tifo né per Rossignolo, né per Reviglio, solo per i
lavoratori che meritano una positiva risoluzione e il massimo della
trasparenza nella gestione della vicenda.
Faccio mio un commento che ho sentito pronunciare da un sindacalista
protagonista di questa lunga vicenda: "L'Italia è un paese strano dove
si battono le mani ai morti sul lavoro e si prendono in giro i
lavoratori che lavorano". Mentre restano aperte questioni vitali quali
l'adeguatezza salariale, i diritti e la sicurezza sul lavoro, il
capitale ripropone le sue ricette di flessibilità, ristrutturazioni e
dislocazioni che acuiscono le disuguaglianze sociali. Nella situazione
della Bertone a tutto ciò si aggiunge l'agire di un'imprenditoria
inadeguata e incapace. (www.pdcitorino.it 11 gennaio 2008)
 
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