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Gruppi istituzioni PdCI
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PdCI Regione Piemonte
Comunicati stampa PdCI anno 2007
Comunicato stampa del Capogruppo Luca Robotti
No alla mercificazione delle morti bianche
A I morti sul lavoro sono frutto di questa attuale fase dell’accumulazione capitalistica, in cui si massimizzano i profitti contraendo i costi ambientali e di sicurezza nei luoghi di lavoro, e al tempo stesso si tengono fermi i salari, obbligando di conseguenza i lavoratori a turni massacranti di straordinari, che riducono l’attenzione e la reattività del corpo alle sollecitazioni del lavoro di catena. Le responsabilità non sono dei lavoratori, ma di chi li sfrutta. L’idea ottocentesca di distribuire un po’ di soldi a chi subisce il dramma è un’idea moderata, che ha nell’accettazione dello status quo il proprio fondamento. La sinistra deve impegnarsi per cambiare le condizioni sociali, economiche ed ambientali della propria classe di riferimento; si deve riprendere la lotta perché l’ascensore sociale, che ha funzionato per almeno 35 anni, permettendo a milioni di figli di lavoratori di istruirsi e quindi di uscire dalle condizioni dei propri padri, ricominci a garantire il diritto a migliorare le proprie condizioni sociali. Noi avevamo presentato nel marzo 2006 la PdL 257, dal titolo “sostegno ai figli dei lavoratori deceduti sul lavoro”, che ha come propria finalità la garanzia del diritto allo studio sino ai massimi livelli di istruzione universitaria per tutte le figlie ed i figli delle decedute e dei deceduti sui luoghi di lavoro. Sembrerà anche strano usare questo linguaggio oggi, ma noi pensiamo che non si possa mercificare la morte, ma che soprattutto si debba riaffermare con forza che la lotta contro i morti sul lavoro è oggi la struttura stessa della lotta di classe. Torino 11 dicembre 2007
Comunicato stampa del Capogruppo Luca Robotti
I lavoratori, gli ultimi che pagano sempre
Adesso ci sono un lavoratore morto e altri tre che potrebbero morire con ustioni sul 90% dei loro corpi e di altri fortemente menomati dal fuoco e dalla deflagrazione. Poveri ragazzi pagati poco per un lavoro terribile di cui nessuno si vuole più occupare. Serve passare dalle parole ai fatti, i vertici aziendali responsabili devono pagare con il carcere la loro incuranza e il loro colpevole disinteresse. Bisogna stare con i lavoratori e deve farlo anche il governo con provvedimenti seri e rigorosi che obblighino le aziende ad un maggiore impegno economico e strutturale per garantire sicurezza e vita ai lavoratori. Basta demagogia, fatti concreti, siamo stufi di morire per colpa di chi si arricchisce. Adesso basta con queste stupidaggini per cui non esiste più la classe operaia. I lavoratori esistono e muoiono.
Torino 6 dicembre 2007
PRC, PDCI, SD, UNITI A SINISTRA E VERDI: CHIESTA SOSPENSIONE ATTIVITA’ CONSILIARI PER PARTECIPARE A MANIFESTAZIONE DI LUNEDI’ Abbiamo inviato una lettera al Presidente del Consiglio Regionale Davide Gariglio per chiedere di sospendere lunedì 10 Dicembre dalle ore 9,30 alle 11,30 le attività formali del Consiglio Regionale per consentire a tutti i consiglieri di poter partecipare allo sciopero con corteo indetto dalle organizzazioni sindacali dopo la tragedia della TyssenKrupp. Abbiamo inoltre chiesto che vi partecipi una delegazione ufficiale del Consiglio Regionale. Si tratta infatti di un dovere morale degli amministratori e dei politici quello di stare vicino ai lavoratori e di attivarsi affinché a livello regionale e nazionale vengano messi in campo tutti i provvedimenti legislativi atti ad affrontare il problema della sicurezza sul lavoro anche dal punto di vista della normativa degli orari, del controllo e delle ispezioni, della formazione dei lavoratori e della prevenzione degli infortuni. Le consigliere e i consiglieri regionali: Paola Barassi, Uniti a Sinistra Juri Bossuto, Rifondazione Comunista Sergio Cavallaro, Sinistra Democratica Vincenzo Chieppa, Comunisti Italiani Gian Piero Clement, Rifondazione Comunista Pier Giorgio Comella, Sinistra Democratica Sergio Dalmasso, Rifondazione Comunista Alberto Deambrogio, Rifondazione Comunista Enrico Moriconi, Uniti a Sinistra Luca Robotti, Comunisti Italiani Maria Cristina Spinosa, Verdi per la Pace
Comunicato stampa dei capigruppo della sinistraLegge sicurezza Sulla legge sicurezza è stato sventato il tentativo di farne una questione di ordine pubblico.
Abbiamo ribadito con forza che non siamo più disponibili ad accettare che quando il PD non riesce a trovare un accordo con la sinistra, questo vada a cercare i voti nel centro destra. Su questa questione specifica, in particolare, eravamo pronti a lasciare l’aula se non fosse stato ritirato l’ordine del giorno presentato da Andrea Buquicchio che caricava, con nuovi significati politici, l’idea che il tema sicurezza sia sempre di più una questione di ordine pubblico e di incremento delle risorse alle forze dell’ordine. Il PD non può più pensare che il rapporto con noi si traduca nella esigenza che noi si accetti a prescindere opzioni che spesso non vengono neppure discusse, soprattutto non accetteremo più che la maggioranza venga messa in discussione con un continuo logoramento fatto di ricerca di accordi, non alla luce del sole, con il centro destra. La legge approvata è una buona legge che avrà nella definizione del regolamento attuativo la possibilità di coinvolgere e considerare l’opinione delle organizzazioni sindacali, che sono quelli che quotidianamente operano per strada e che non deve avere compiti di istituto che spettano ad altre forze come Polizia e Carabinieri. Il nostro obiettivo era e rimane attuare politiche integrate di sicurezza ed integrazione sociale che la legge raccoglie e rende praticabili.
I capigruppo della sinistra
Paola Barassi Ecologisti Uniti a Sinistra Piero Clement PRC-Sinistra europea Giorgio Comella Sinistra Democratica Luca Robotti PdCI
Comunicato stampa del Capogruppo Luca Robotti Cittadinanza a Silvia Baraldini
Silvia Baraldini non ha mai commesso reati, però ha subito ben 17 anni di carcere duro, quasi tutto espiato sottoterra, senza luce del sole e con aria forzata. Altro che terrorista, una donna che ha subito la peggiore delle condanne, la restrizione personale quando non si ha colpa. La giornata di oggi è stata disturbata da un manipolo di fascisti e neonazisti, capeggiati dal deputato della Lega, Borghezio, e dal consigliere regionale di AN, Ghiglia. Hanno cercato di impedire l’accesso al Comune ed inspiegabilmente le forze dell’ordine non hanno immediatamente respinto al di fuori del Palazzo Comunale i facinorosi estremisti che stanziavano sulle scale. Solo grazie al vigoroso intervento del mio collega, e compagno, Vincenzo Chieppa, presente alla cerimonia, le forze dell’ordine hanno poi provveduto a liberare lo scalone e a permettere alle persone che volevano recarsi alla cerimonia di poter passare. Nel ringraziare Enzo Chieppa per la sua determinata azione, annunciamo sin d’ora che presenteremo interrogazioni in Consiglio Regionale e alla Camera per avere chiarimenti sulla mancata prevenzione da parte delle forze dell’ordine dell’accesso di queste persone all’interno del Comune. 1° dicembre 2007
Comunicato stampa del Capogruppo Luca Robotti Basta scontri, lasciamo all'Osservatorio il tempo di andare avanti
Il Governo ha deciso di assegnare all'Osservatorio dell'arch. Virano il compito di procedere nelle analisi preliminari per verificare se esistono, e come, le condizioni per realizzare l'opera. I soldi assegnati non vogliono dire proprio un bel nulla e "il percorso avviato", come afferma oggi la Presidente, è quello dell'Osservatorio, nulla di più. Non si può usare una notizia per creare una aspettativa che oggi è vincolata all'esito dei lavori dell'Osservatorio. Anche la fiaccolata dell'8 dicembre dovrà essere una festa per ricordare una data importante della nostra lotta; gli scontri, annunciati più che reali, millantati più che ricercati, non servono a nessuno. Anche per questa ragione proprio non capisco il trionfalismo per una notizia che non cambia nulla e soprattutto ci aspettavamo.
Torino 20 novembre 2007
Comunicato stampa del Capogruppo Luca Robotti Città della Salute, che sia una opportunità per rilanciare il ruolo pubblico nella sanità
A parte l'enorme flop che si è dimostrata l'annunciata mobilitazione popolare con cui il centro destra aveva presentato la giornata di Consiglio di oggi, a parte l'enorme costo economico per un Consiglio che non è servito a nulla, a parte Scanderebech, una cosa è certa: la maggioranza vuole fare della Città della Salute un grande investimento pubblico, che sostenga la sanità che ci sarà tra 15 o 20 anni. Un'opera di programmazione che riteniamo debba ancora essere approfondita e discussa, ma che riconosce il valore pubblico con cui vogliamo sia organizzata la nostra sanità. Un investimento di oltre 7 miliardi di euro per la sanità (che rappresenta anche uno dei primi settori occupazionali) ci dicono che questa deve essere sostenuta e rafforzata sul versante dei risparmi e della razionalizzazione per evitare che il settore privato possa impadronirsene. I soldi pubblici spesi devono avere un ritorno preciso in termini di sviluppo ed economie regionali. Per questo, a parte tutto, la giornata di oggi è servita a chiarire alcuni aspetti, il primo che la discussione inizia solo oggi. È bene evitare di sovrapporre il tema della riorganizzazione della rete ospedaliera torinese e occuparci, piuttosto, di quello che è necessario fare per convincere tutti del progetto di Grugliasco.
Torino 23 ottobre 2007
No Tav e 20 ottobre a Roma, lo "scollamento è solo" da una parte
Comunicato stampa del Capogruppo Luca Robotti
Io continuo ad essere contro la TAV, quella alta velocità pensata negli anni ’80 e che grazie alla mobilitazione abbiamo battuto, costringendo il governo a stracciare il vecchio progetto e obbligando il Paese a fermarsi per attivare tavoli politici e tecnici che hanno riaperto un confronto che sembrava finito con le teste fracassate a Venaus.Negli ultimi anni personalmente, a nome del mio partito, sono stato sempre al fianco del movimento, con i Sindaci e il popolo della Valle. Anche adesso mi batto perché non ci siano forzature, non si usi la fretta e perché venga scongiurato il tunnel di base; io non mi sento lontano dalla mia gente, non capisco perché il movimento debba essere lontano dalle battaglie di giustizia sociale che portiamo avanti come sinistra nel Paese. Io e il mio partito non ci siamo allontanati di un millimetro dalla lotta che si sta conducendo in Valle, perché ora che serve un impegno di mobilitazione largo, popolare e di massa per chiedere un salto di qualità nelle politiche sociali e del lavoro del governo del centro sinistra, il Movimento assume questa posizione? Non pensa che senza il contributo dei partiti della sinistra non si sarebbero raggiunti i risultati sin qui ottenuti? Lo scollamento è evidentemente da una parte sola e sarà nei fatti non rispettato perché alla manifestazione del 20 ottobre a Roma ci saranno tante bandiere e tanto popolo NO TAV.La mobilitazione serve per vincere e ora noi possiamo dire di avere quasi vinto, tutto ciò che era il vecchio progetto TAV, è stato cestinato. Ora bisogna saper valorizzare i risultati ottenuti e trasformarli in una pratica politica diffusa ed utilizzata nelle controversie tra governo e territori, su tutte le grandi opere che prevedono impatti pesanti e economicamente rilevanti.Bisogna accettare la democrazia che si fonda su scelte di compromesso che queste, per una volta, favoriscono il popolo e non i poteri forti del cemento e della finanza di questo Paese. Spero che il movimento ci ripensi e che si ristabiliscano meccanismi di solidarietà che sono alla base della fiducia reciproca e dello stesso spirito della battaglia NO TAV. Torino 5 ottobre 2007
Interpellanza urgente Al Presidente Consiglio Regionale
I sottoscritti Consiglieri Regionali appreso che
· Nella giornata di ieri è stato scoperto il cadavere di un inquilino nello stabile dell’ATC di Via Biglieri n. 50/6; · Da nove mesi nessuno dei vicini dell’uomo ne aveva più notato la presenza; rilevato che · Secondo quanto riportato dai vicini la persona deceduta viveva in condizioni di estrema povertà, tanto che da tempo gli era stata interrotta per morosità l’erogazione di energia elettrica; · Il deceduto soffriva di problemi di salute tanto da ricorrere spesso alle cure ospedaliere; · Circa 45 giorni addietro i vicini avevano segnalato all’ATC che dall’appartamento in questione proveniva un odore insopportabile senza peraltro riscontri alla segnalazione; sottolineato · Che da tempo gli inquilini degli stabili ATC di Via Biglieri, in maggioranza persone sole e anziane, segnalano lo stato di abbandono e di degrado degli stabili; · Che si tratta di appartamenti abitati da persone anziane e sole, e che da tempo gli inquilini chiedono aiuto alle istituzioni perchè sia alleviata la situazione di solitudine e di marginalità sociale di Via Biglieri, anche attraverso l’assegnazioni degli appartamenti a nuclei familiari composti da più persone e di età meno avanzata per ricostruire quel tessuto di solidarietà che è venuto a mancare;
interpellano l’Assessore competente per sapere · Quali iniziative saranno intraprese per risolvere la situazione di abbandono materiale e sociale nella quale versano gli abitanti degli stabili di Via Biglieri; · Se non ritiene urgente sollecitare al più presto tutti gli enti interessati, ATC in primis, affinchè vi sia un incontro con il comitato inquilini che avvii un percorso condiviso per superare la situazione attuale, come più volte richiesto dagli abitanti stessi.
Luca Robotti (primo firmatario) Vincenzo Chieppa Torino, 19 settembre 2007
Luca Robotti (Capogruppo PdCI), Vincenzo Chieppa (Consigliere PdCI), Juri Bossuto (Consigliere PRC), Giampiero Clement (Capogruppo PRC) Basta ipocrisie riformiste: diamo il giusto valore ai ricercatori e alle ricercatrici
La notizia dell’aumento degli assegni dei ricercatori del Politecnico e la scelta del rettore Profumo di attribuirgli una forma di tredicesima, non può che trovarci d’accordo, anche se segnaliamo la forma di ulteriore precarietà a cui queste persone andranno incontro.Non accettiamo più che dai nostri alleati riformisti ci sia ogni volta ripetuto il ritornello della strategicità della ricerca, della innovazione, della competitività in termini di qualità, e che contestualmente non si voglia affrontare una volta per tutte il tema di come sostenere le donne e gli uomini che con il loro studio, le loro capacità qualificano il nostro paese in ambito internazionale. 950 euro al mese, senza contributi, senza mutua, senza forme di infortunio complete, senza premi di produttività, sono una miseria; retribuzioni che stanno ben al disotto di uno stipendio base di un operaio metalmeccanico.Noi abbiamo già chiesto più volte che nell’amministrazione regionale si vada al superamento di tutte le forme di precariato, soprattutto di quelle più “ambigue” legate alle borse di studio, spesso erogate da enti terzi rispetto alla regione. Ci troviamo di fronte a decine di donne e di uomini che svolgono attività di front office, di ricerca in laboratori delle nostre ASL e di altre attività correlate alle funzioni regionali che vivono una condizione di sottoprecarietà, non essendo spesso neanche borsisti diretti della Regione Piemonte, ma prestati da altri enti alla Regione stessa.Basta ipocrisie. Se pensiamo che lo sviluppo tecnologico, scientifico sia fondamentale per garantire il PIL nei prossimi anni ed il lavoro, dobbiamo scegliere di pagare di più e meglio, e di garantire diritti a coloro che oggi sono sfruttati. La Regione Piemonte non può essere uno dei soggetti che pratica questo sfruttamento e le ragioni di questo sfruttamento non possono essere i risparmi sui diversi capitoli del bilancio regionale. Se c’è da risparmiare si taglino enti o posti inutili, ma si dia il giusto valore e la giusta dignità al lavoro.Nei prossimi giorni presenteremo alla stampa uno screening completo sui numeri della precarietà nelle direzioni regionali ed in quelle della sanità, partendo proprio dai borsisti e chiederemo alla Regione Piemonte di chiudere definitivamente questa pratica sbagliata dell’utilizzo delle borse di studio per finalità di non ricerca pura e di permettere a tante persone che da molti anni spesso lavorano per il nostro ente di poter finalmente vedersi riconoscere diritti che spesso vengono dati per scontati, ma che in realtà non lo sono. Torino 15 settembre 2007 Comunicato stampa del Capogruppo Luca Robotti Rudolph Giuliani non è il nostro riferimento.
Non ci convince affatto l’idea che per avere maggiore sicurezza nelle nostre città si debba colpire l’anello più debole, coloro che tra l’altro hanno scelto di non cadere nei circuiti della criminalità, parcheggiatori e lavavetri.Un conto è investire risorse ed energie per individuare la rete che gestisce questo tipo di schiavizzazione, ed attivare percorsi per l’integrazione lavorativa e sociale di queste persone, altro è perseguirli come se fossero criminali tralasciando chi criminale lo è realmente.Bene ha fatto la procura di Torino a evidenziare che queste attività non sono perseguibili, che l’iter che seguirebbe all’arresto di queste persone sarebbe un inutile costo in termini di gestione processuale e della difesa con sperpero di risorse che potrebbero essere investite in attività di vigilanza e di controllo del territorio. Spero che il Sindaco Chiamparino non voglia seguire l’esempio di altri suoi colleghi, a partire dai sindaci di Firenze e Bologna. Non c’è nessuna demagogia o strumentalizzazione della cosiddetta sinistra radicale, c’è esclusivamente la consapevolezza che le culture dell’Unione, quelle cattoliche, socialiste, comuniste, hanno la propria base nella solidarietà e nell’umanesimo sociale. Speriamo che tutto questo sia solo il frutto del caldo che fa spesso perdere la ragione ed il buon senso, per riaffermare che Torino è una città che vuole vivere in sicurezza, nella solidarietà e che certi metodi qua non sono benvenuti. Torino 30 agosto 2007
Su dichiarazioni di Airaudo a Repubblica Comunicato stampa del Capogruppo Luca Robotti
Ad Airaudo vorrei dire che è ora di preoccuparci di costruire un soggetto unitario della sinistra, partendo da ciò che esiste di organizzato, prima di occuparci del PD. Il PD potrebbe avere una forza attrattiva su larghi settori popolari e del lavoro, esattamente come l’aveva la Democrazia Cristiana, perché non esiste oggi una forza in grado di dare risposte autorevoli e credibili, di cambiamento e rappresentatività degli interessi e delle aspirazioni di larghi settori popolari che potrebbero scegliere quella forza, anche da loro lontana politicamente e culturalmente, ma in grado di competere con la destra, in grado di assumere per finalità elettorali scopi interclassisti e popolari. La vera scommessa, da settembre, per la sinistra, sarà smetterla di parlare di PD e iniziare a palare di come avviare un processo costituente di tipo confederativo o di altro tipo, ciò che conta sono i contenuti, non gli involucri, spesso specchio delle difficoltà dei gruppi dirigenti, piuttosto che di aspettative popolari reali e chiamare la nostra gente ad una mobilitazione generale che faccia esplodere la questione operaia e sociale in tutti i settori e i territori del nostro Paese. Per farlo ci vogliono volontà e disponibilità ad accettare che questa è una sfida che si può vincere una volta sola, si può vincere solo tutti insieme, dal PRC alla SD al PdCI sino ai settori sindacali più avanzati e a tanti punti di mobilitazione e di analisi sociale sui temi della lotta al neoliberismo. Soprattutto ci vuole determinazione nel riaffermare che gli egoismi dei gruppi dirigenti e i recinti che ci siamo costruiti in questi anni per difendere le nostre soggettività, possono essere un freno che potrebbe impedire il giusto e necessario percorso unitario. Io auguro ogni bene ai nostri alleati riformisti e paradossalmente provo una certa invidia per l’avanzamento del loro progetto; invidia che si accentua con i nostri compagni tedeschi della Die Linke dati al 14% su base federale e a livelli altissimi di penetrazione in termini di credibilità e riferimento nella base elettorale della SPD. Lavoriamo per noi e per un po’ smettiamola di discutere di cosa farà il PD. Luca Robotti
Torino 2 agosto 2007 SCR, Limonte: risparmiare per investire di più in spesa sociale
L’approvazione della legge che istituisce SCR rappresenta una tappa importante nel percorso di rilancio e riorganizzazione delle opere pubbliche nella nostra regione; riduce i costi e la frammentazione burocratica e permette di dare pieno sviluppo al piano di edilizia sanitaria approvato qualche settimana fa. Inoltre produrrà risparmi che potranno essere investiti in maggiori servizi e possibilità, a partire dalla sanità. Abbiamo presentato e fatto approvare dall’aula un ordine del giorno per garantire la trattativa sindacale e per favorire migliori condizioni per i lavoratori della nuova società, per definire il contratto collettivo di lavoro di riferimento e favorire la stabilizzazione di quanti sono in possesso dei requisiti della finanziaria 2007. Nella direzione di avere sempre più risorse liberate dalla macchinosità della cosa pubblica si inquadra per quanto ci riguarda il cosiddetto progetto Limonte: ridurre i costi della gestione per investire i risparmi in maggiore spesa sociale, in maggiore spesa corrente in sostegno dei redditi più bassi, in modo particolare per sostenere il walfare. Questo è quello che riteniamo necessario, è quello per cui opereremo in maggioranza. Non diamo altri significati salvifici e non prefiguriamo nessun balzo in avanti che tracci la creazione di una macro regione con la Liguria. Siamo convinti che sia un bene aver scelto il rapporto con la Liguria, invece che con la Lombardia ed il Veneto perché quella scelta avrebbe prefigurato un’ipotesi di vero e proprio tentativo secessionistico. Giampiero Clement, Capogruppo PRC Luca Robotti, Capogruppo PdCI Torino 2 agosto 2007
I Comunisti Italiani voglionoapprovare il prima possibile il piano sanitarioDichiarazione del Segretario Regionale Massimo Barbadoro e del Capogruppo Luca Robotti
Solo chi non conosce la storia e l'impegno dei comunisti italiani per definire un piano sanitario di alto profilo e con chiarissime finalità pubbliche può pensare che il nostro gruppo consiliare e più in generale il nostro partito voglia bloccarne l'approvazione. Anche dalla lettura dell’articolo si evince chiaramente che il compagno Chieppa non ha voluto e non vuole in nessun modo rallentare o impedire l’approvazione del Piano. Il piano sanitario è lo strumento principale per far ripartire, rimotivando gli operatori e ristabilendo il criterio della programmazione, il nostro sistema sanitario pubblico in Piemonte. Noi vogliamo uscire da anni di solitudine in cui sono stati lasciati le donne e gli uomini della sanità. Un piano sanitario fortemente legato ai territori, che fa praticare risparmi e aumenta la diffusione della sanità in Piemonte. Il lavoro è stato lungo e collettivo per scrivere il nostro piano, ora è arrivato il momento di approvarlo. Se esistono delle criticità riteniamo necessario si possano approfondire le questioni su cui queste persistono, con la capacità dialettica e di analisi che in questi anni ha contraddistinto l’attuale maggioranza di governo regionale, senza in nessun modo mettere in discussione l'approvazione che per noi, come ribadito, è una priorità. I punti indicati dal consigliere Chieppa pur essendo elementi di priorità del Piano, non riducono e sminuiscono l'importanza e l'urgenza, anzi ne rafforzano la necessità che venga approvato il prima possibile.Torino 31 luglio 2007
Forum della sinistra
Primo, i lavoratori Con questa proposta di legge contro il lavoro nero intendiamo rilanciare l’azione in difesa della legalità e per una maggiore equità e giustizia sociale. Riteniamo che non sia accettabile sopportare che in Piemonte il 64,4% delle aziende ispezionate presenti irregolarità e che il 38,8% dei lavoratori irregolari siano totalmente in “nero”. Ancora più evidenti sono i numeri in valore assoluto. Nel primo trimestre 2007 le aziende risultate irregolari, sulle 4770 ispezionate, sono state 3072 con 2871 lavoratori totalmente in “nero”. Una vergogna che è tra le cause dell’elevato numero di incidenti sul lavoro che, in Piemonte, sono stati 74.023 nel 2006 con 109 morti, 17 in più rispetto al 2005. Il Ministero del Lavoro stima che il PIL sommerso sia compreso tra i 230 e i 246 miliardi di euro, con una incidenza tra il 16,6% e il 17,7% del Prodotto interno lordo totale. In Piemonte, che produce più del 10% del PIL Nazionale, si può desumere una cifra di 25/29 miliardi di euro di sommerso pari all’1,7%-1,8% del PIL Nazionale. Questi soldi sono sottratti alle casse dello Stato, degli enti previdenziali e alla stabilità del Paese. I Padroni che predicano modernità e sacrificio dovrebbero fare la predica in primo luogo a sé stessi. Come Regione possiamo agire su base territoriale e con l’introduzione degli Indici di Congruità potremmo per la prima volta svelare sacche enormi di evasione e di sfruttamento, per questo la Legge propone: 1) che nei provvedimenti di concessione di contributi regionali, statali e comunitari, diretti o indiretti, a favore di datori di lavoro, imprenditori e non imprenditori, nei capitolati di appalto della Regione, ASL e enti collegati alla Regione sia inserita la clausola esplicita con l’obbligo per il beneficiario, compresi i subappaltatori, di far applicare i contratti collettivi nazionali e territoriali. Tale obbligo rimane in vigore fino a quando continua il contributo. 2) Che l’infrazione all’obbligo di cui sopra comporta la riduzione dei contributi o, nei casi più gravi o di recidiva, l’esclusione per un massimo di 5 anni da qualsiasi contributo, finanziamento o appalto 3) L’istituzione di un registro dove sono iscritte le imprese che violino questo obbligo 4) Che di concerto con le OO.SS. e i datori di lavori, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge siano individuati gli indici di congruità che definiscono il rapporto tra qualità e quantità dei servizi e dei beni offerti e la quantità delle ore lavorate nonché la deviazione dell’indice, ovvero lo scarto, da considerare normale. Un vero e proprio sistema di verifica sul modello degli studi di settore. 5) Che al datore di lavoro, stante la segnalazione di deviazione dall’indice e il non accoglimento delle ragioni a giustificazione di tale deviazione, siano ridotti o revocati i contributi o agevolazioni. 6) Che una parte degli stanziamenti della presente legge siano destinati al rafforzamento dell’azione ispettiva 7) Che si attivino misure di sostegno all’emersione; queste misure saranno concordate con il coinvolgimento della Commissione Regionale per l’emersione del lavoro irregolare, delle OO.SS. e delle organizzazioni imprenditoriali.
Torino, 5 luglio 2007
"Su pensioni hanno ragione operai Fiat"
Dichiarazione del Consigliere Regionale e Segretario Provinciale Vincenzo Chieppa “Le mobilitazioni spontanee e le manifestazioni di oggi dei lavoratori della Fiat e di altri stabilimenti dicono con chiarezza che ogni ipotesi di “scalone” o di “scalini” risulta inaccettabile per gli operai e per la totalità dei lavoratori dipendenti. Lo diciamo con grande chiarezza, quelle manifestazioni chiedono al Governo di non colpire ancora una volta i lavoratori che, nel corso degli anni, hanno già pagato il prezzo più alto per il risanamento del Paese. Quegli operai hanno senza dubbio ragione. L’innalzamento dell’età pensionabile o con lo scalone o con gli scalini è comunque una fregatura ai danni delle classi popolari e dunque inaccettabile per chi come noi intende rappresentare le istanze e le esigenze dei lavoratori nelle Istituzioni. Chiediamo alla Presidente Bresso di intervenire preso il Governo per sostenere le giuste rivendicazioni dei lavoratori del nostro territorio e al Presidente del Consiglio regionale di mettere in discussione nella prossima seduta del Consiglio l’ordine del giorno sulle pensioni da noi depositato, che chiede al Governo di escludere innalzamenti dell’età pensionabile e tagli dei coefficienti di calcolo dei trattamenti previdenziali così come peraltro scritto nel programma dell’Unione con il quale vincemmo le elezioni politiche.” Torino, 20/6/2007
Odg MichelinTorino, 12 giugno 2007 Al Presidente Consiglio Regionale ORDINE DEL GIORNO Oggetto: situazione stabilimenti Michelin in Piemonte Il Consiglio Regionale preoccupato · per le notizie relative ad un piano di riduzione dei volumi produttivi nello stabilimento Michelin di Torino, predisposto dai vertici della multinazionale francese; · per le ricadute che questo potrebbe avere su centinaia di famiglie di lavoratori, in maggioranza, giovani se non giovanissimi; · che questo piano sia in realtà solo l’anticipo di un disimpegno più generale in Piemonte dei complessivi quattro stabilimenti;
preso atto · che non si è di fronte ad una crisi di commesse, di vetustità degli impianti o della produzione; · che l’area dello stabilimento si trova in una zona che, se sottoposta a variante urbanistica, assumerebbe un grande pregio speculativo. Chiede alla Giunta Regionale · di impegnarsi perchè la situazione venga monitorizzata e seguita, peraltro come sta avvenendo, con particolare attenzione a verificare la possibilità di intervenire, con l’utilizzo dei Fondi Strutturali Europei, sugli aspetti energetici.
Invita · il Comune di Torino a chiarire l’indisponibilità ad intervenire con varianti di tipo urbanistico che cambino la destinazione delle aree di C.so Romania. Sostiene · tutte le iniziative delle OO.SS., delle Istituzioni Pubbliche a tutti i livelli e delle forze politiche volte a promuovere il mantenimento dei livelli occupazionali. °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Michelin: i lavoratori non sono soli, la loro lotta è la nostra
Oggi, all’assemblea dei lavoratori Michelin, abbiamo sottolineato il nostro impegno per sostenere un’azione volta a mantenere inalterati i livelli occupazionali nello stabilimento torinese. Ci preoccupa, infatti, il tentativo della proprietà di spezzare il fronte dei lavoratori dei quattro stabilimenti piemontesi; riteniamo indispensabile che la lotta avvenga in modo unitario con un’azione congiunta tra tutti i lavoratori, le loro OO.SS., le istituzioni e le forze politiche. Alla luce di queste considerazioni vogliamo impegnarci su queste significative questioni: 1) la presentazione di un ordine del giorno già nel Consiglio Regionale di domani, 12 giugno; ordine del giorno che contenga impegni dell’Amministrazione Regionale a sostenere gli obiettivi della salvaguardia occupazionale pur in presenza già di un significativo coinvolgimento degli assessori al lavoro di Regione e Provincia; 2) riteniamo estremamente utile, visto il carattere multinazionale del Gruppo Michelin, di organizzare a Bruxelles un incontro tra le delegazioni dei lavoratori ed i rappresentanti parlamentari della Commissione Attività Produttive; 3) alla luce delle grandi risorse dei fondi strutturali europei che si concretizzeranno nei prossimi anni soprattutto sulle problematiche energetiche e ritenendo non secondari i costi energetici relativi a questa tipologia di produzione, il nostro impegno sarà teso a verificare con l’azienda la possibilità di sostenere, anche finanziariamente, forti investimenti in questo settore, in funzione del mantenimento dei livelli occupazionali, livelli garantiti anche attraverso l’impegno di mantenere a Torino la produzione di 6.000.000 di gomme; 4) chiederemo, infine, al Comune di Torino di non concedere cambi di destinazione d’uso delle aree di Corso Romania.
Giampiero Clement (Consigliere PRC) Luca Robotti (Consigliere PdCI) Pier Giorgio Comella (Consigliere DS) Massimo Pace (Consigliere DS)
11 giugno 2007 °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Dichiarazione di Luca Robotti Capogruppo Regionale del Partito dei Comunisti Italiani
Università, non gettiamo benzina sul fuoco
Costruire un parallelo, così come fa il collega Leo, tra ciò che sta accadendo ed è accaduto in questi giorni durante la campagna elettorale per le rappresentanze studentesche universitarie ed il clima degli anni ’70, non è solo mistificatorio, ma è pericoloso. È mistificatorio perché il clima degli anni ’70 era connotato da un uso sistematico della violenza, da un uso normale delle armi da fuoco come strumento di offesa e da una contrapposizione non riconducibile a nessuna dialettica politica e democratica che fortunatamente la storia di questo paese, non solo ha battuto, ma ha saputo superare. È pericoloso perché allontana i giovani, che si sentono accusare di essere violenti, facinorosi, pericolosi, dal confronto e da una profonda coscienza non violenta e di dialogo. Il Consigliere Leo, che è persona onesta, sa bene come sono andate le cose, che i ragazzi dell’estrema destra sono entrati a Palazzo Nuovo a cancelli ancora chiusi, che hanno fatto un uso sistematico e provocatorio di tutto il repertorio neofascista (saluti romani, canti, slogan), che sa essere vietati dal nostro ordinamento perché apologia di fascismo, così come sa bene, perché gliel’ho ricordato in aula, che gli scontri sono avvenuti perché uno dei ragazzi dell’area antagonista ha colpito un agente di polizia. Il dovere delle forze dell’ordine non era quello di caricare tutti i manifestanti, mettendo a rischio l’incolumità di tante persone pacifiche e non violente presenti nell’atrio di Palazzo Nuovo, ma di isolare, identificare e nel caso denunciare, il “cretino” di turno che si è reso responsabile di ciò che è accaduto. Anche questa volta è evidente che si pone un problema di gestione dell’ordine pubblico e della capacità dei funzionari incaricati di garantire l’ordine e non il disordine pubblico. Smettiamola di fare demagogia e soprattutto quando parliamo, caro Leo, ricordiamoci di chi siamo alleati. Luca Robotti
Torino 17 maggio 2007 °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° LetteraAlla Presidente Bresso Ai Capigruppo di Maggioranza
Cara Presidente, cari colleghi,
la vicenda che si è consumata ieri in aula è triste e grave, è il segno della fragilità culturale, prima che politica, della nostra coalizione, oltre che in modo macroscopico l’irresponsabilità di un partito della maggioranza. La strada per giungere ad una comunione di valori e di principi a cui richiamarsi è ancora lunga e piena di difficoltà esattamente come sarà molto difficile superare alcune prove dove il richiamo identitario “dei cattolici” potrebbe catapultarci in nuove e non più giustificabili scivoloni. Questi temi possiamo elencarli velocemente: la legge sulle famiglie, la legge sul diritto allo studio e il tema dell’istruzione paritaria, la legge sull’estensione dei diritti civili, contro le discriminazioni, tutti temi “eticamente” sensibili per il mondo cattolico, dobbiamo fermarci un attimo a riflettere. La nostra è una richiesta formale di riunione di maggioranza, da tenersi al più presto, in cui mettere all’ordine del giorno i temi elencati sopra e altri che riterrete di inserire, per chiarirsi e stabilire un principio basilare e semplice: che la maggioranza vota con la maggioranza e non fa il “soccorso bianco” al centro destra. La sensazione è che la vicenda di ieri sia solo il prologo, la prova generale di una ritrovata sintonia neo clericale che anche in Piemonte, così come sta accadendo altrove, modifichi a geometria variabile le maggioranze su alcuni temi sensibili. Ha ragione la Presidente, le famiglie si difendono con la politica non con i proclami e la laicità delle istituzioni, per un loro rappresentante, così come per un qualunque cittadino viene prima di tutto, perché a nessuna donna, a nessun uomo credo faccia piacere sapere che le proprie istituzioni parteggiano per qualcosa, per qualcuno, ne va dello stesso principio della indipendenza del potere politico da quello religioso. Certo che vorrete accogliere la nostra richiesta, vi saluto calorosamente. Luca Robotti
Torino 9 maggio 2007
Dichiarazione di Luca Robotti Capogruppo Regionale del Partito dei Comunisti Italiani
Le istituzioni siano liberi ed indipendenti dall'etica edalle convinzioni religiose
Oggi, nel corso del dibattito sulla richiesta di alcune forze politiche di aderire alla manifestazione “family day” ho ritenuto evidenziare alcuni aspetti: n Le istituzioni del nostro Paese sono laiche ed indipendenti dalla volontà e dalle scelte che liberamente prende la chiesa cattolica o qualsiasi altra fede; n La sfera pubblica non può essere continuamente invasa, come è accaduto nelle ultime settimane, dalla continua ingerenza ed intervento delle gerarchie ecclesiastiche; n La chiesa cattolica, millenaria nella sua storia, non accetta che la società sia in continua evoluzione, che la sua secolarizzazione richieda di adeguare la legislazione del nostro Paese, così come hanno fatto altri grandi paesi europei, alle nuove tipologie di famiglia, ai nuovi modelli di organizzazione sociale. Compito delle istituzioni è comprendere queste evoluzioni e rispondere con nuovi e più rispondenti diritti; n Le famiglie italiane non hanno bisogno di anatemi, scomuniche o prediche, non hanno bisogno di veli o tuniche, hanno bisogno di diritti e di politiche di welfare che la destra, paladina dei vescovi, vuole tagliare e ha tagliato quando ha governato; n La sfida per rispondere a questi bisogni è una sfida che come sinistra accettiamo, una competizione viva tra chi a parole si spalma sulle posizioni della CEI e nei fatti non fa nulla e chi invece propone di spendere di più per tutte le famiglie riconoscendo anche quelle che hanno assunto la responsabilità di essere famiglia senza averne lo status e i diritti. Non è tollerabile questa ipocrisia, questa falsa moralità ammantata da una religiosità ottusa e gretta. È per questo che ho ribadito a nome anche del mio partito che “di Bagnasco, della CEI non me ne importa alcunché, mi importa, ci importa dei diritti e delle possibilità per tutte e per tutti.” Torino, 8 maggio 2007 °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° La svolta sociale in Piemonte continua
L’accordo raggiunto oggi, tra la Regione Piemonte e le OO.SS., per l’ulteriore allargamento della fascia di cittadini esenti da ticket indica come sia evidente la scelta di investire risorse e di evidenziare scelte politiche rivolte ai ceti popolari e alla difesa del welfare regionale, così come è avvenuto pochi giorni fa con l’approvazione della finanziaria e del bilancio. Queste scelte sono il frutto dell’applicazione del programma e del lavoro svolto dalla maggioranza, dalla pressione che sensibilità di sinistra, ogni giorno, svolgono sugli alleati, ma soprattutto della volontà determinata della Presidente Bresso di imprimere alla nostra regione un cambiamento che ha nella solidarietà, nello sviluppo e nell’innovazione i propri capisaldi. Stiamo andando nella direzione giusta, speriamo che anche il governo nazionale comprenda che in primo luogo si devono ridistribuire risorse a chi ha meno, a chi in questi anni è rimasto indietro. Torino, 19 aprile 2007
Il funerale dei feti
La proposta Leo sul funerale dei feti è oscurantista e punta
a scavare come un fiume carsico il terreno per far franare
la legge 194.
Dichiarazione di Luca Robotti Segretario Regionale e
Consigliere Regionale del Partito dei Comunisti Italiani
Cameri e Vicenza: Un'unica lotta per la sovranità italiana
Non si può perdere di
vista il tema della sovranità nazionale e del ruolo che
il nostro Paese deve avere in ambito internazionale. La
libertà di un paese si misura anche nella sua capacità
di essere autonomo rispetto alle pressioni dei propri
alleati (anche se importanti ed ingombranti). Il ruolo che l’Italia deve giocare nello scenario internazionale, nella prospettiva non remota di una sconfitta dell’unilateralismo statunitense e repubblicano, che sta guidando il mondo verso una sempre maggiore insicurezza in cui a farne le conseguenze sono i popoli soffocati e soggiogati dalla guerra e dalla violenza delle armi cosiddette “intelligenti”, dovrà essere quello di proporre una visione delle relazioni internazionali che si basino sul sostegno allo sviluppo, sulla proposta di una visione democratica e multilaterale dei rapporti tra gli Stati e contro ogni forma di violenza, soprattutto quella esercitata dagli eserciti e dai terroristi. La visione del mondo unipolare di Bush è stata già sconfitta negli USA, nelle recenti elezioni; noi non possiamo essere quelli “più realisti del re”, dobbiamo dire no alla proliferazione degli insediamenti militari ed accettare l’idea di uno sviluppo industriale che escluda, quantomeno rallenti, la costruzione di armamenti, che sappiamo bene non essere di difesa, ma bensì strumenti di aggressione e di morte. La lotta contro il Molin e per chiedere che non si costruiscano gli F35 è un’unica grande battaglia per ribadire l’autonomia del nostro Paese dagli Stati Uniti e perché ancora una volta si battano le tendenze a contrapporre i lavoratori al mondo pacifista. Le armi da sempre si costruiscono, ma sono poi i lavoratori, la povera gente a doverle utilizzare o a subirne il loro effetto devastante e mortale. Noi siamo con il mondo pacifista, lo siamo nel nostro ruolo politico ed in quello istituzionale ed è per questo che tutto il partito piemontese è stretto intorno al nostro Assessore Marina Fiore, della Provincia di Novara, che sta conducendo una battaglia che ci inorgoglisce e ci fa capire quanto sia importante stare nelle istituzioni in un ruolo non subalterno. (1 febbraio 2007)
Dichiarazione di Luca Robotti Segretario Regionale e
Consigliere Regionale del Partito dei Comunisti Italiani
Ancora una volta prevale il peggior clericalismo e il migliormetodo della strumentalità dell'oppsoizione berlusconiana
Il voto sugli ordini del giorno RU 486 rappresentano una brutta pagina della politica regionale: di fronte alla crescente richiesta di ridurre le pratiche invasive e dolorose per le donne costrette a ricorrere alla interruzione volontaria di gravidanza, si è riproposto il teatrino della “pillola killer” della pratica omicida, nulla di più strumentale e stupido. E’ entrato in azione il peggior clericalismo, quello che anche questa mattina ci ha riproposto il cardinale Ruini, dove prevalgono le logiche della sofferenza e della punizione e si è ciechi di fronte ad un mondo che cambia e dà maggiori possibilità a più persone. Di killer c’è stato solo il terribile atteggiamento del centro destra e della Margherita.La Margherita ha scelto strumentalmente di stare con il centro destra, ha ubbidito a logiche che non sono politiche e che si richiamano a altri luoghi di decisione, deve spiegare ai suoi alleati con chi sta, a chi risponde. Una pagina bruttissima, di una politica chiusa al richiamo forte al progresso che sale dalla società italiana. (24.1.2007)
Dichiarazione di Luca Robotti Segretario Regionale e
Consigliere Regionale del Partito dei Comunisti Italiani
Convegno su SS: ai neonazisti ed agli estremisti di destra nessuno sconto,restino nell'oscurità della storia
Da
tempo eravamo a conoscenza dell'intenzione da parte di Forza
Nuova di organizzare questa serata di reduci e nuovi
estremisti fanatici sul ruolo delle SS, avevamo già
richiesto alla Prefettura di non consentirne
l'autorizzazione.Autorizzare chi fa apologia di una idea che ha insanguinato e soggiogato il nostro Paese, che ha portato alla morte tante italiane e tanti italiani, non è moralmente accettabile, è contrario alla nostra Costituzione. Noi confidiamo che il convegno non venga autorizzato, in ogni modo, essendo noi un partito con una organizzazione ancora solida e molto coesa (nel caso in cui il convegno venga autorizzato) saremo davanti al luogo dell'iniziativa per impedirne, anche fisicamente, il regolare svolgimento.(20.1.2007) °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°àààààààààààààà
Dichiarazione di Luca Robotti Segretario Regionale e
Consigliere Regionale del Partito dei Comunisti Italiani
Sulla vicenda Mauriziano si ripristini la legalità
È incomprensibile
l’atteggiamento della Presidente Bresso sulla vicenda
Mauriziano, di fronte ad una evidente se È inaccettabile che le scelte che si stanno operando siano prese “negli interessi dei piemontesi”. A loro dobbiamo garantire il rispetto delle regole e delle sentenze, soprattutto la difesa di un grande patrimonio per cui esistono le condizioni materiali per poterlo salvare. La Presidente deve farsi carico di un’opinione ormai largamente maggioritaria della sua coalizione che le chiede di cambiare rotta su questa vicenda per predisporre un piano di risanamento dei conti dell’Ordine, chiedendo, tra l’altro, allo Stato di farsi carico della parte di questi creata dalla Commissionaria (120 milioni di euro su 640), al Governo di sospendere immediatamente le nomine della Fondazione e di operare per poter nominare i membri del CdA dell’Ordine in modo da ripristinarne piena efficienza con il mandato preciso di individuare le responsabilità politiche del buco e per operare al rilancio dell’Ordine medesimo. Da parte nostra c’è lo stupore ed il rammarico per una cristallizzazione delle posizioni della Presidente Bresso e del Vicepresidente Peveraro che oltre a non comprenderle non le condividiamo. Torino 10 gennaio 2006 °°°°°°°°°°°°°°°°°
Dichiarazione di Luca Robotti Segretario Regionale e
Consigliere Regionale del Partito dei Comunisti Italiani
Si chiudano subito i CPT
Noi riteniamo che non sia più accettabile, se mai lo è stato, un modello di tipo caritatevole che guarda dall’alto verso il basso queste persone. Riteniamo invece che questi cittadini, che con il loro lavoro contribuiscono a creare ricchezza, debbono avere dei diritti che siano certi ed esigibili: casa, istruzione, sanità, assistenza non devono essere elementi di straordinarietà, lasciati all’intelligenza e alla buona volontà degli enti locali, ma la norma con cui costruire una nuova società basata sul rispetto e sulla inclusione. E’ per questa ragione che ho ribadito oggi, in un intervento svolto all’Assemblea con gli Enti Locali, alla presenza del Ministro Ferrero, l’esigenza che si vada al più presto al superamento della Legge Bossi-Fini, ma che soprattutto si chiudano i CPT, per altro gestiti anche nella nostra città, da parte di una Prefettura burocratica e poco incline alla trasparenza, in deroga ai diritti civili delle persone recluse. Torino 8 gennaio 2007
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