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 Iniziative Sezione   

        

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 La Sezione Dolores Ibarruri è in Via Verolengo  180 - Torino  Tel./ fax  011.4559700   e-mail  posta@pdci-ibarruri.it

 

 Convocazione direttivo della Sezione

Care compagne, cari compagni

è convocato il direttivo della sezione per giovedì 23  febbraio alle ore 21 con il seguente ordine del giorno:

 

1)       Situazione politica e iniziative

2)       Pranzo tesseramento

3)       Sottoscrizione in memoria di Nella

              Vi aspetto. Fraterni saluti.     

              La Segretaria Marica Guazzora

 

 

 Caso di revisionismo mediatico

 

 

 Foibe. Un solo responsabile: il fascismo


di Massimo Ciusani*


La legge del 30 marzo 2004 che istituì il “Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata”, è un altro drammatico episodio di una più ampia campagna revisionista ed eversiva che da anni ha messo radici nel paese e per la quale i riformisti e i revisionisti portano sulle spalle colpe e responsabilità gravissime.

La giornata del 10 febbraio è volta proprio a celebrare quell’Italia fascista e imperialista uscita sconfitta dalla guerra. Nella campagna di menzogne e propaganda portata avanti mano nella mano dalla destra fascista ed eversiva e da riformisti e revisionisti si è andati veramente oltre. Le vittime sono trasformate in carnefici e i veri carnefici in vittime.

E’ però utile chiedersi come mai l’intera vicenda sia rimasta un capitolo oscuro, rimosso per tanto tempo. Chi ha avuto interesse a lasciarlo nel buio? La risposta è: gli angloamericani. Quando infatti nel 1948 si consuma la rottura tra Tito e il fronte del socialismo e del progresso, rappresentato dall’Unione Sovietica di Stalin, i paesi imperialisti guardano alla Jugoslavia come a un possibile prezioso alleato contro l’Urss e le Democrazie Popolari e viene lasciata così cadere ogni idea di approfondire i fatti del 1945.

A proposito di foibe bisogna innanzitutto valutare cosa c’è stato prima, durante ed infine cosa è successo dopo, ovvero come la propaganda reazionaria e revisionista è riuscita a costruire il caso foibe.

Prima delle foibe ci furono vent’anni di fascismo, con violenze, snazionalizzazioni forzate, repressione feroce, disprezzo razzista, una guerra d’aggressione che coinvolse anche le popolazioni civili che furono sterminate e deportate.

Come si sono svolti i fatti “durante”? Ovvero la “contabilità degli infoibati”. Si tratta di ristabilire semplicemente la verità storica - quella di un fenomeno limitato - di fronte alle cifre iperboliche inventate dai circoli fascisti e revisionisti. Nel 2004 Fassino parlò di 2.000 infoibati a Basovizza (mentre ce ne fu solo uno, un tale Mario Fabian noto per le atrocità commesse durante gli interrogatori), l’allora ministro Gasparri parlò di “milioni di infoibati solo perché italiani”.

Bisogna fare chiarezza storica su quelle morti e si deve dire chi è morto e perché è stato ucciso, che cosa realmente ha fatto in vita; perché gli innocenti sono innocenti, però i criminali di guerra e i collaborazionisti non lo sono. Nel suo libro “Operazione foibe a Trieste. Come si crea una mistificazione” Claudia Cernigoi dimostra che dall’attuale provincia di Trieste nei fatidici “40 giorni” sono scomparse 517 persone, suddivise per categorie: militari, polizia (compresi i membri delle SS), collaborazionisti e spie. Il curriculum di squadristi, aguzzini e spie, nonché la presenza tra gli uccisi di diversi sloveni, smentisce la tesi degli infoibati uccisi solo in quanto italiani e chiarisce il vero motivo del fenomeno foibe. Non si può certo parlare di genocidio, né di pulizia etnica.

Al contrario i popoli della Jugoslavia pagarono un altissimo tributo di sangue, circa un milione di morti, per le criminali azioni degli invasori nazifascisti; mentre altre 700.000 furono le vittime della lotta di Liberazione e della guerra.

Immediatamente dopo l’8 settembre i tedeschi assumono direttamente il controllo delle zone occupate precedentemente dall’Italia. Fu questo uno dei momenti più tragici e sanguinosi del conflitto, con una violenza spaventosa perpetrata contro la popolazione civile con la partecipazione attiva dei fascisti italiani.

La classe operaia e le masse popolari guidate dal Partito Comunista seppero organizzare una attiva e forte resistenza agli invasori, iniziata già nell’estate del 1941. Fu una vera e propria guerra di popolo il cui esercito di uomini, donne e giovani arrivò a superare le 800.000 unità.

Fu proprio nei giorni precedenti gli accordi del 12 giugno 1945 tra il nuovo governo jugoslavo e gli alleati, che stabilirono il controllo delle cosiddette Zona A e Zona B, che si acutizzò lo scontro delle forze ostili al nuovo governo rivoluzionario nel tentativo di mettere in discussione la nascita della nuova Jugoslavia. E fu questo il momento in cui i fascisti, i nazisti, i collaborazionisti di ogni sorta e i controrivoluzionari dovettero assumersi la piena responsabilità della loro politica e delle loro azioni. In questa azione di giustizia tanto necessaria quanto difficile, saranno sicuramente stati emessi verdetti errati per alcune persone come si saranno verificati casi di vendette personali. Ma questo non può assolutamente costituire un fattore di alterazione e di falsificazione di quegli avvenimenti.

Vi è una connessione stretta e ineludibile, un filo conduttore che lega le foibe, la detenzione dei prigionieri di guerra, il cosiddetto esodo degli italiani dall’Istria, alla politica fascista della snazionalizzazione, all’aggressione nazifascista della Jugoslavia, all’occupazione militare italiana, alla persecuzione antifascista.

E’ necessario ribadire con forza verità e responsabilità sugli avvenimenti di quegli anni, fuori dall’ottica delle falsità prodotte dalla propaganda fascista e ora revisionista. Le foibe non rappresentano affatto il simbolo del genocidio della popolazione italiana, ma una comune rivolta contro gli aguzzini fascisti, nazisti, ustascia e collaborazionisti macchiatisi di ogni sorta di crimine. Le foibe non furono che l’espressione dell’odio popolare compresso in decenni di oppressione e di sfruttamento, che esplose con la caratteristica violenza delle insurrezioni di popolo.

Una guerra di popolo che seppe sviluppare, attraverso la lotta di Liberazione, il processo rivoluzionario che portò il 29 novembre 1945 alla proclamazione della Repubblica Popolare Federativa di Jugoslavia.

Una lotta di Liberazione contro la barbarie nazifascista e per la riappropriazione della libertà e dell’indipendenza nazionale. E l’esempio principale è dato proprio dalla lotta unitaria dei diversi popoli, dalla lotta unitaria delle diverse organizzazioni e formazioni partigiane, dall’aiuto generoso dato dalle popolazioni slave a migliaia di soldati italiani in rotta dopo l’8 settembre e braccati dai loro ex alleati tedeschi. Soldati italiani che erano invasori ma che devono la loro salvezza e la loro libertà al popolo jugoslavo e quanti, mettendo a repentaglio la loro stessa vita, li hanno sottratti alla vendetta nazista. Altro che genocidio contro gli italiani!!!

E’ nostro dovere impedire a chiunque di gettare fango sulla lotta di Liberazione e sui partigiani. Gli ideali e i valori della Resistenza e dell’antifascismo sono e devono rimanere un patrimonio indelebile della nostra storia, del nostro popolo e dell’intera umanità.

* Comitato Direttivo Sezione Ibarruri e Comitato Federale PdCI Torino

 **non ha mai un significato decisivo. Decisiva è la sostanza della questione.” J. S.

"Quando dalle prime file dell'esercito noi balzammo alle trincee primissime non volemmo compiere un gesto di ardimento diretto  fine immediato della vittoria guerresca. Noi avevamo nel cuore una fede politica, una passione politica. Bisognava vincere l'austriaco e il tedesco, mercenari di un dispotismo che ispirava tutta la politica dell'Europa monarchica, per vincere il dispotismo, di ingiustizia, di violenza, di arbitrio, in ogni capo e in ogni luogo"
MANIFESTO DELLA FRATELLANZA TRA GLI ARDITI D'ITALIA


 

 Auguri!

    

Clicca e guarda il video

http://www.marx21.it/comunisti-oggi/in-italia/809-conversando-con-oliviero-diliberto.html

 La nostra compagna Lina Manzon ha compiuto 80 anni

 

E' partita la "campagna tesseramento 2012",

 chi vuole mettersi in contatto con la Sezione per rinnovare la tessera 

può farlo al numero di tel. 0114559700

19 gennaio 2012

 

 

 

 

 

 In ricordo di Nella (Ornella) Benaglia

di Marica Guazzora

Torino, 16 gennaio 2012

Nella arrivava come tanti di noi, e come suo marito Gino,  dal Partito Comunista Italiano. L’avevamo conosciuta alla Festa dell’Unità nazionale nel 1981. Dopo lo scioglimento del Pci aveva aderito, insieme a suo marito, a Rifondazione comunista, dove faceva parte del direttivo del Circolo Ernesto Che Guevara, poi ancora insieme, nel Partito dei Comunisti Italiani dove Nella è componente del Direttivo della Sezione Dolores Ibarruri.

Le donne della Sezione Ibarruri ne sono le colonne portanti e Nella era una di queste colonne. Era una donna dolce, solare, sempre informata su tutto.

Aveva già festeggiato con noi i suoi ottant’anni  eppure ancora se ne veniva in sezione a piedi, macinava chilometri, con l’energia di una ventenne, avevo dovuto insistere per passare a prenderla a casa con l’auto quando c’erano le riunioni di sera. Nella non è mai mancata a un direttivo o ad una iniziativa importante. E dopo la riunione quando la riportavo a casa, smettevamo di parlare di politica per tornare ad essere mamme e  nonne che si raccontano dei propri figli e dei propri nipoti. E lei mi parlava con orgoglio di suo figlio Fabrizio, di sua nuora, e dei nipotini che adorava.

Militante severa,  ad ogni primo maggio era lì, presente, con le sue coccarde in mano, e ad ogni iniziativa si prendeva il suo pacco di  volantini da distribuire, e ad ogni pranzo della sezione la trovavi attaccato al lavello a lavare i piatti.  Era sempre pronta a lavorare per il partito qualsiasi cosa ci fosse da fare. Nella era fatta così, di quella pasta di cui sono fatte le combattenti. Con Nella abbiamo  perso una preziosa compagna,  un esempio di tenace volontà, una comunista vera e una cara amica.

Ciao Nella, ho voluto ricordarti sorridente, come ti ho visto l’ultima volta, al Congresso della Federazione del  nostro partito.  

Finisco questo piccolo ricordo, lasciando la parola ai poeti, ti dedico  due poesie che so ti sarebbero  piaciute.

Ballata delle donne  di Edoardo Sanguineti   

 Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.


 IL PARTITO di Vladimir Majakovskij

Il Partito è un uragano denso di voci flebili e sottili

e alle sue raffiche  crollano i fortilizi del nemico.

La sciagura è sull' uomo solitario,

la sciagura è nell' uomo quando è solo.

L' uomo solo non è un invincibile guerriero.

Di lui ha ragione il più forte  anche da solo,

hanno ragione i deboli

se si mettono in due. Ma quando

dentro il Partito si uniscono i deboli di tutta la terra

arrenditi, nemico, muori e giaci.

Il Partito è una mano che ha milioni di dita

strette in un unico pugno.

L' uomo ch' è solo è una facile preda,

anche se vale non alzerà una semplice trave,

ne tanto meno una casa a cinque piani.

Ma il Partito è milioni di spalle,

spalle vicine le une alle altre e queste portano al cielo

le costruzioni del socialismo.

il Partito è la spina dorsale della classe operaia.

Il Partito è l' immortalità del nostro lavoro.

 Il Partito è l' unica cosa che non tradisce. 

 Ciao Nella.
Ti diamo la tessera del PdCI del 2012, sappiamo che l’avresti voluta. Io ti abbraccio forte ed è un  abbraccio che unisce tutte le comuniste e tutti i comunisti.

 

Ciao Nella

Torino 13 gennaio 2012

Questa notte  è mancata Nella (Ornella) Benaglia, cara e amata compagna.  Nella aveva 81 anni, era componente  del Direttivo della Sezione Dolores Ibarruri.  Le più sentite condoglianze di tutta Sezione, del Direttivo, e le mie vanno al figlio Fabrizio, alla nuora e ai nipotini.  Con Nella abbiamo  perso una preziosa compagna,  un esempio di tenace volontà, una comunista vera e una cara amica. I funerali si svolgeranno lunedì 16 gennaio 2012 alle ore 10,30 al Cimitero Monumentale di Corso Novara.

 La Segretaria Marica Guazzora

 

 

Le iniziative

 Sabato 7 gennaio 2012 alle ore 10 volantinaggio al mercato di Piazza della Vittoria Torino

contro il decreto cosidetto "salva Italia"

 

 

 

Salva Italia????

Ma cosa ci racconta il governo Monti?

Vogliono recuperare 33 miliardi nei prossimi 3 anni.  Ma come ?  Il 75% dei 33 miliardi dovrà essere recuperato da nuove tasse:

IMU (EX ICI)—BENZINA E TABACCO—IRPEF-TARES—IVA

IL 25% dei 33 miliardi dovrà essere recuperato dai tagli alla spesa pubblica su: PENSIONI—RISORSE A REGIONI, COMUNI, PROVINCE—TRASPORTI

Con l’arrivo del nuovo anno si abbattono inoltre sulle famiglie italiane durissime stangate che ridurranno ulteriormente (per i fortunati che ne sono ancora in possesso) il reddito.

+ 4,9% x la luce------+2,7% x il gas----------+ 3,1 x le autostrade

Da una parte gli aumenti per i cittadini sui principali servizi pubblici e dall’altra grandi profitti per le aziende che vendono tali servizi!

DA SEMPRE E ANCORA UNA VOLTA SONO LE/I LAVORATRICI/TORI AD ESSERE COLPITI, SONO SEMPRE LORO A DOVER RIPIANARE I CONTI IN ROSSO PROVOCATI DA LADRI, EVASORI E BUGIARDI. NON FACCIAMOCI IMBRIGLIARE NEL CIRCOLO VIZIOSO DEL “NON SE NE PUO’ FARE A MENO”, LAVORIAMO PER UNA FORTE OPPOSIZIONE ALLA MANOVRA ANTIPOPOLARE, RIBADIAMO CON FORZA CHE L’EUROPA DELLE BANCHE NON E’ UN DESTINO INELUTTABILE PER IL NOSTRO PAESE.

Riprendiamo a lottare!

gennaio 2012