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 La Sezione Dolores Ibarruri è in Via Verolengo  180 - Torino  Tel./ fax  011.4559700   e-mail  posta@pdci-ibarruri.it

     

                                     

Gli auguri alle comuniste e ai comunisti

 

Noi non dimentichiamo  i morti della Thyssen

Torino, dicembre 2010

Il compagno Palmiro Togliatti di sicuro direbbe ancora una volta queste parole:

"Non oso, non son capace di dirvi: riposate in pace! Troppo breve, troppo tempestosa, tragicamente troncata è stata la vostra esistenza. Troppo grave è l'appello che esce dalle vostre bare.

Ma voi, madri, sorelle, spose, non piangete! Non piangiamo, lavoratori di Modena. Sia l'acre sapore delle lagrime, per non piangere, inghiottito, stimolo aspro al lavoro nuovo, alla lotta!

Dobbiamo far uscire l'Italia da questa situazione dolorosa. Vogliamo che l'Italia diventi un paese civile, dove sia sacra la vita dei lavoratori, dove sacro sia il diritto dei cittadini al lavoro, alla libertà, alla pace!

Andiamo avanti, grazie allo sforzo unito di tutti i lavoratori, di tutto il popolo italiano; nostra deve essere, nostra sarà la vittoria!

Allora anche voi, compagni e fratelli caduti, riposerete in pace!"

(TESTIMONIANZE DEL 9 GENNAIO 1950)

 

 

 

Eletti nel direttivo di Zona dell' Anpi

Red.

5 dicembre 2010

Il Congresso di Zona della 5a Circoscrizione dell'Anpi ha eletto tra gli altri, nel direttivo di Zona le compagne e i compagni della Sezione Ibarruri:

Mechi Milanesio - Giovanni Modolo - Lina Manzon - Vincenzo Buda.

A queste compagne e compagni gli auguri di buon lavoro del direttivo della Sezione Ibarruri del PdCI.

 

 

Firma l'appello "Non toccate il 5 per mille"

http://www.iononcisto.org/

 

Le prossime iniziative

 

   

 

 

La festa per la compagna Nella che sabato compie 80 anni

 

Torino 18 novembre 2010

 

Chi è  la "nuova" sinistra?

di Marica Guazzora*

Torino,  15 novembre 2010

Si è concluso ieri il Congresso della Federazione della Sinistra di Torino. E' stato un congresso che ha visto una larghissima  partecipazione di comunisti iscritti al PdCI e al Prc, diciamo il 98% della platea. Tanto che mi sono sentita abbastanza a mio agio quando, nella prima parte del mio intervento,   ho proposto che il nome  della Federazione della Sinistra venisse mutato in Federazione dei Comunisti e della Sinistra, la seconda parte è stata invece dedicata alla questione diritti:  diritti di genere, omosessualità, immigrazione e quant'altro, ma in questo contesto riporto solo la prima parte del mio intervento:

"Noi ci siamo presentati alle elezioni europee con una lista che si chiamava comunista anticapitalista, con il simbolo falce e martello e abbiamo preso voti non sufficienti per andare al Parlamento europeo ma non così deludenti in percentuale, se consideriamo la sconfitta clamorosa dell’arcobaleno che ci ha escluso dal Parlamento italiano e non  pensavo certo che dopo poco tempo avremmo di nuovo cambiato il nostro nome comune per chiamarci  Federazione della Sinistra. 

Io mi sono chiesta e sono sicura che anche parecchi di voi se lo sono chiesti :  e perché mai Federazione della Sinistra se la maggioranza di noi che partecipiamo a questo progetto  è comunista? Lo si vede anche dal numero dei delegati al congresso nazionale che provengono dai due partiti comunisti,  quindi il nome logico avrebbe dovuto essere Federazione comunista e di sinistra oppure Federazione dei comunisti e della sinistra. Comunista è una parola che mi rappresenta, sinistra no e da sola genera solo confusione. Spiace dirlo, ma nell’immaginario collettivo sinistra è una parola abusata. Nel simbolico sinistra, per la maggioranza degli italiani, è il Pd, e poi adesso c’è  anche Sinistra ecologia e libertà perché  ci ha pensato Vendola a farla conoscere, con il suo candidarsi ormai da mesi  alle primarie del centro sinistra. Vendola è come le auto a targhe alterne, nei giorni pari sta con il Pd e nei giorni dispari sta contro il Pd e fa la stessa cosa con noi. Leggo testuale  su internet “quest’uomo incarna nel vivo della sua esperienza politica e personale le ragioni della nuova sinistra del XXI secolo” Appunto.  Noi non abbiamo il “guru dei miracoli”  che ci fa finire ogni giorno sui media e non me ne importa più di tanto, perché significa che per fortuna  i nostri dirigenti nazionali non hanno imparato uno degli aspetti peggiori del berlusconismo e cioè il personalismo della politica, ma di questi tristi tempi ciò significa per noi essere completamente dimenticati.  

Vediamo invece ciò che succede negli altri paesi, laddove non si ha paura di presentarsi alle elezioni come comunisti, e penso al Partito comunista del Brasile e al Partito comunista della Grecia, per parlare di elezioni recenti, che hanno avuto successi meritati, certo per le lotte che hanno condotto,  ma noi anche se siamo in piazza, o siamo ai presidi a fianco dei lavoratori in lotta, o siamo ai cortei a sventolare le nostre bandiere insieme ai metalmeccanici, possiamo essere protagonisti di una trasmissione come Matrix forse solo dopo che abbiamo ammazzato qualcuno.  

La libertà di informazione, la libertà di stampa,  che viene richiesta e sbandierata come diritto inalienabile  da una certa sinistra non ci riguarda mai, se noi siamo censurati regolarmente, se i nostri comunicati stampa rimangono lettera morta, nessuno raccoglie firme, nessuno si scandalizza, nessuno grida per difenderci. 

Ma noi chi siamo? Abbiamo paura di chiamarci con il nostro nome? E perché ci oscuriamo da soli quando già ci pensano i media ad  oscurare i comunisti, a cercare di cancellare la nostra storia e anche il nostro ruolo nella Resistenza italiana?

Comunista per qualcuno può anche essere sinonimo del crollo del muro di Berlino ma  per me, per tanti di noi, comunista significa liberazione, resistenza, superamento del capitalismo, lotta e speranza di cambiare il mondo. Il comunismo è la semplicità che è difficile a farsi, per dirlo  come lo direbbe  Bertold Brecht. Il documento della Federazione, che non è un brutto documento, sembra che abbia paura di citarla questa parola, questi fogli di carta dopo il congresso saranno quasi sicuramente dimenticati, perché  sapete quanto me che i documenti vengono letti da pochi mentre ciò che rimane nell’immaginario collettivo sono due o tre cose: il simbolo, il nome e qualche idea forza che identifica il progetto. Il nome è simbolico, esattamente come la falce e il martello.

Ciò su cui dovremmo soffermarci molto a lungo è il come mettere in pratica le cose scritte nel documento, con quali forze, con quali alleanze e soprattutto con quali entusiasmi perché se non cominciamo noi ad entusiasmarci un minimo penso che sarà estremamente difficile entusiasmare simpatizzanti ed elettori. 

Dico queste cose perché non voglio equivoci o fraintendimenti Al nostro congresso nazionale  del PdCI  noi abbiamo lanciato la proposta di unificare i comunisti, questo non è successo nella Federazione e forse non succederà, ma il progetto dell’unificazione delle comuniste e dei comunisti rimane ed è ciò che perseguo e per cui lavoro, senza nulla togliere al lavoro per la Federazione che io immagino come un condominio di partiti e movimenti ognuno con la propria autonomia. Non lo dico certo in senso offensivo, tutti coloro che hanno una casa di proprietà fanno le riunioni di condominio e decidono come mandare avanti insieme le parti che hanno in comune, ma ognuno ha la propria casa e la mia casa è il PdCI. Poi però devo contribuire a  fare andare avanti quelle parti comuni perché  se non le  sostengo con solide mura il rischio che corro è che insieme crolli anche la mia casa. E le parti comuni sono nella Federazione."

Questa la prima parte del mio intervento  e una  ulteriore conferma di quanto siamo oscurati come comunisti  mi è venuta ieri  quando guardando il TG di Rai3, che nel comunicarci il sostegno alle primarie per le elezioni comunali di Milano a Pisapia ha confermato che è stato appoggiato da Sel e altri non meglio identificati "partiti della sinistra"...???? La Stampa di oggi non cita nemmeno quelli, la vittoria di Pisapia è  tutta di Vendola. Allora chi è la "nuova sinistra"?

Tornando al Congresso, avevo detto "Il nome è simbolico, esattamente come la falce e martello". Appunto. Sabato e domenica ciascun dirigente del Prc di Torino  si è prodigato nel proprio intervento a spiegarmi che no, la parola comunista, non ci stava bene,  e nelle conclusioni  il Segretario nazionale del Prc Paolo Ferrero è stato ancora più esplicito e se per caso qualcuno aveva dei dubbi ci ha pensato lui a chiarirli del tutto, con  altre parole, ma questo era il succo:   l'unità dei comunisti del Prc e del PdCI non avverrà mai, non solo ma persino la parola comunista sta un tantino stretta al gruppo dirigente del Prc, adesso è di moda "la sinistra". Ma attenzione! Una sinistra "diversa" da quella di Vendola! Esiste una sinistra comunista? Non è chiaro. Ma quante sinistre ci sono in questo paese? Perchè noi del PdCI stiamo lottando per ricomporre la diaspora comunista proprio perchè il proliferare di partitini  comunisti non ha fatto che nuocere alla nostra classe di riferimento perchè, come ci siamo detti dopo la Bolognina, in Italia c'è ancora bisogno dei comunisti, anzi di un forte Partito comunista e se le divisioni non hanno pagato, ci assumiamo la  responsabilità dei nostri errori. Noi abbiamo l'ambizione di incarnare non la nuova sinistra del XXI ma il comunismo del XXI secolo.

Dunque compagne e compagni del PdCI,  l'unità dei comunisti dovremmo proprio cercarla altrove perchè è vero che Vendola e Bertinotti hanno perso l'ultimo  Congresso del Prc e hanno fatto un'altra cosa,  ma  anni di bertinottismo hanno lasciato il segno  nel Prc e Bertinotti ha stravinto alla grande, quindi Vendola non perda le speranza che prima o poi un pezzo di questa "sinistra" se la ripiglia.

* Segretaria Sezione Ibarruri

per vedere le foto del Congresso Fds: clicca qui

 

 

Clicca qui per leggere il riassunto del documento

congressuale della Federazione della Sinistra

Mg.

Abbiamo pensato, per agevolare la lettura del documento  congressuale della Fds da parte delle compagne e dei compagni, di fornirne una  edizione più ridotta che potete trovare cliccando qui sopra.

 

 

Il Direttivo

E' convocato il direttivo della Sezione per sabato 23 ottobre 2010 alle ore 10

con il seguente ordine del giorno:

1)Congresso Fds - 2) Elezioni comunali 2011

 

Proseguono le affollate iniziative del PdCI

di Marica Guazzora*

Torino, 3 ottobre 2010. Si è svolta ieri a Torino al Circolo De Angeli una affollata assemblea degli iscritti al PdCI con la presenza del Segretario nazionale il compagno Oliviero Diliberto. Questo è un circolo storico per i comunisti del  nostro quartiere ed il luogo dove negli anni sono svolte assemblee, dibattiti e iniziative politiche prima del PCI, poi di Rifondazione comunista e PdCI. Un felice ritorno e un ottimo auspicio. Sala gremita. Così come era gremita la sala in cui abbiamo tenuto il seminario regionale per l'unità dei comunisti sabato scorso, insieme ai compagni della rivista  l'Ernesto. C'è una ripresa dell'attivià comunista piemontese, un nuovo fermento, e di sente nell'aria, si percepisce dalle presenze alle nostre iniziative e dall'interesse che suscitano tra i simpatizzanti,   tra coloro che ricercano l'unità per la ricostruzione di un nuovo Partito comunista in Italia.

Dopo 6 mesi di immobilità dovuta ad un grave incidente, il nostro Segretario è più in forma che mai e si è visto ieri. Con la presidenza del compagno segretario della Federazione del PdCI di Torino Maurizio (Mao) Calliano ha aperto i lavori il Segretario regionale Vincenzo Chieppa che ha illustrato in modo preciso e puntuale  la situazione politica locale e nazionale.Quindi hanno preso la parola, ponendo brevi questioni e domande a Oliviero  Diliberto, alcuni compagni, tra cui, Endrio Milano su questioni di carattere istituzionale,  Giustino Scotto, che tra l'altro, ha annunciato la festa del PdCI a Ciriè dal 28 al 31 ottobre, Ciro Argentino che ha richiamato l'attenzione sulla prossima ripresa del processo Thyssenkrupp, sulla necessità del coinvolgimento e del sostegno dei lavoratori e della società civile,  e  il segretario regionale del sindacato USB che ha invitato tutti alla partecipazione al corteo nazionale di sabato prossimo dalla porta 5 della Fiat Mirafiori  perchè,  dopo anni di provvedimenti governativi tesi a limitare sempre più il potere dei lavoratori nei luoghi di lavoro e a ridurre drasticamente i diritti conquistati dal dopoguerra ad oggi, i padroni, con Marchionne in testa, tornano all’attacco per assestare un colpo definitivo al conflitto e ai diritti dei lavoratori,  e il nostro compagno ex assessore del Comune di Nichelino che è stato sostituito dal sindaco  (Pd) con uno del gruppo dei Moderati usando come motivazione pretestuosa il  rifiutato di votare una delibera che andava contro gli interessi dei cittadini di Nichelino.

Quindi ha preso la parola il Segretario nazionale Oliviero Diliberto che ha parlato a lungo della barbarie in cui il paese versa con il governo Berlusconi, per cui, al limite,  non si tratta nemmeno più di parlare di destra e sinistra, ma di scegliere tra barbari e persone perbene, per creare un fronte democratico che ci permetta di allearci per cacciare questo governo drammaticamente distruttivo per il Paese.  Una partecipazione al fronte  del centro sinistra, ma non al governo, visto che con il Pd non abbiamo granchè in comune, a cominciare dalla politica internazionale relativa alla  guerra in Afghanistan, fino a quella nazionale,  ma con un patto di programma su almeno tre punti: lavoro, scuola pubblica, fisco. Il nostro Segretario ritiene che Bersani nel comizio tenuto a Torino, a chiusura della festa nazionale del Pd, si sia pronunciato   in modo  perlomeno socialdemocratico e abbastanza lontano dalle posizioni di Veltroni, che hanno contribuito a determinare la sconfitta elettorale del 2008. Stare nel conflitto è  stare nelle lotte ma anche stare in Parlamento, e i comunisti devono tornare in Parlamento. Ha poi anche  toccato sia la questione morale, che da sempre attiene ai comunisti con una visione ben diversa da quella del comico Beppe Grillo, e la questione dell'immigrazione, usata  strumentalmente dalla Lega per far leva sulla paura del diverso, e a cui i comunisti devono saper dare risposte opposte ed alternative, poichè solo creando le condizioni di vita sopportabili nel proprio paese le popolazioni non hanno necessità di emigrare, come già fu per noi italiani. I nostri avi  emigrarono in modo massiccio verso l'America del Nord e sopratutto del Sud ma  smettemmo di emigrare quando in Italia si crearono condizioni decenti  di vita.

In sintesi. La  teoria dei 3 cerchi concentrici, quella già illustrata nell'ultima Direzione del partito da Diliberto e di cui abbiamo dato notizia già su questo sito in altra pagina, il primo cerchio un fronte democratico per cacciare il tiranno, il secondo cerchio  una federazione della sinistra che non è un partito ma appunto  una federazione tra partiti comunisti e forze di sinistra per andare con un programma comune ed un simbolo comune alle elezioni, e il terzo cerchio quello più importante per noi comunisti: il lavoro pratico ma anche teorico, e da qui la nascita dell'Associazione Marx21,  per la ricostruzione del Partito comunista, obiettivo che sarà rilanciato dal Congresso  del PdCI che si terrà nel 2011, alla sua naturale scadenza. Grande Segretario!

* Segretaria Sezione Dolores Ibarruri e redattrice del sito

 Attivo con Oliviero Diliberto - le foto

 

 

 

 

 

Pranzo della Sezione domenica 26 settembre 2010

 

Oliviero Diliberto a Torino il 2 ottobre 2010 nel nostro territorio

 

 

 Cile: 11 settembre 1973

 

 

 

50 anni dopo, per non dimenticare

Luglio 1960 il governo spara sull'Italia

Compagno cittadino, fratello partigiano,

teniamoci per mano in questi giorni tristi....


5 luglio, Licata: la polizia spara, ferisce 24 manifestanti e uccide il giovane Vincenzo Napoli di 25 anni

6 luglio, Roma: a Porta San Paolo, la polizia a cavallo, guidata dall’olimpionico Raimondo D’Inzeo, carica un corteo antifascista, ferisce alcuni deputati socialisti e comunisti, arresta insieme a tanti altri il segretario della Camera del Lavoro. Anche qui, come nelle altre cit
tà, scendono in piazza associazioni giovanili e consistenti pezzi dei giovani DC. Cosa che farà scrivere a Ferruccio Parri: “Le splendide giornate di Genova hanno ricomposto lo spirito unitario che rese possibile la Resistenza.”

6 luglio, Reggio Emilia: la CGIL reggiana, che sino a quel momento era stata contraria allo svolgersi di manifestazioni politiche, proclama lo sciopero cittadino per il giorno seguente. La polizia ha proibito gli assembramenti e l’unico spazio consentito, la Sala Verdi, contiene solo 600 persone. I manifestanti, che sono oltre 20.000 seguono i circa 300 operai delle Officine Meccaniche Reggiane, che si concentrano nella piazza davanti al monumento ai Caduti, cantando canzoni di protesta. Alle 16,45 polizia e carabinieri caricano la manifestazione pacifica con idranti, bombe a gas e fumogeni, girando all’impazzata con le camionette. I manifestanti cercano di respingere l’assalto con sassi, sedie prese dai bar nella piazza, assi di legno trovate in un cantiere e qualunque cosa serva a difendersi. E allora comincia la sparatoria: quasi tre quarti d’ora di fuoco, più di 500 proiettili sparati da mitra e moschetti, centinaia di feriti, 5 morti.
- Afro Tondelli, il partigiano “Bobi” della 76° SAP, 35 anni, iscritto al PCI, operaio e Segretario locale dell’ANPI, ammazzato dall’agente di PS Orlando Celani, che estrae la pistola si inginocchia per mettersi in posizione di tiro e spara.
- Lauro Farioli, 22 anni, iscritto al PCI, ai primi spari si muove verso i poliziotti, come a volerli fermare . Viene fucilato al petto.
- Marino Serri, 41 anni, iscritto al PCI, operaio, partigiano della 76a brigata, mentre grida “Assassini” viene falciato da una raffica di mitra.
- Ovidio Franchi, 19 anni, iscritto al PCI, operaio, viene colpito da un proiettile all’addome e, mentre cerca di sollevarsi aggrappandosi alla serranda di un negozio, viene colpito ancora.
- Emilio Reverberi, 39 anni, iscritto al PCI, garibaldino nella 144a Brigata nella Val d’Enza e commissario politico, operaio, licenziato dalle Officine Meccaniche Reggiane perché comunista.

6 luglio: Palermo, la polizia carica la manifestazione senza preavviso e spara con mitra e pistole. Ferisce una quarantina di manifestanti; uccide Francesco Vella, 42 anni, mastro muratore e organizzatore delle leghe edili, mentre soccorre Giuseppe Malleo un ragazzo di 16 anni ferito, che morirà nei giorni successivi e Andrea Gangitano, giovane manovale disoccupato. Da una pallottola vagante viene uccisa anche Rosa La Barbera, 53 anni, colpita in casa sua mentre chiudeva la finestra.

8 luglio, Catania: 7 manifestanti feriti e l’episodio più odioso: la polizia massacra a manganellate Salvatore Novembre, 19 anni, disoccupato e mentre il ragazzo è a terra sanguinante un poliziotto gli spara una serie di colpi fino a renderlo irriconoscibile. Il corpo viene trascinato dagli agenti al centro della piazza e viene impedito a chiunque di prestare soccorso al ragazzo che lentamente muore dissanguato. Verrà disposta una perizia necroscopica per “accertare, ove sia possibile, se il proiettile sia stato esploso dai manifestanti”: una macabra montatura.

Il 9 luglio, imponenti manifestazioni a Reggio Emilia, Catania e Palermo rilanciano la protesta. Il Presidente del Consiglio Tambroni, nel tentativo di una estrema difesa del suo governo, accusa i comunisti di aver provocato gli incidenti mettendo in atto un piano deciso al Cremlino durante un viaggio di Togliatti a Mosca. Ma il monocolore democristiano, appoggiato dai fascisti del MSI e dai monarchici, ha i giorni contati. Tambroni se ne deve andare, sconfitto dalla gigantesca mobilitazione di piazza.

Il 14 luglio 1964, la Corte d’Assise di Milano assolve i responsabili della strage di Reggio Emilia: Giulio Cafari Panico, il vice questore che aveva ordinato la carica, con formula piena per non aver commesso il fatto; Orlando Celani, riconosciuto da numerosi testimoni come l’agente che uccise Afro Tondelli e immortalato da una fotografia pubblicata da l’Unità, per insufficienza di prove.(facebook 7 luglio 2010)

 

Le iniziative di sabato 19 giugno 2010

 

Non dimentichiamo le nostre radici

Volantino lavoro

clicca qui per scaricare il file

Sabato 29 maggio 2010  distribuzione volantino dalle ore 10

mercato di Piazza della Vittoria

 

Idee in movimento - clicca qui per scaricare il file

 

Firma i referendum per l'acqua pubblica 

Banchetti per la raccolta firme:

Venerdì 11 giugno 2010 presso l'Anpi della V Circoscrizione

Martedì  25 maggio 2010 dalle ore 10 alle ore 12 Via Villar angolo Via Vittoria

Giovedì 20 maggio 2010 dalle ore 10 alle ore 12 Piazza Chiesa della Salute/Via Vibò

Martedì 18 maggio 2010 dalle ore 8 alle ore 10 in Corso Toscana 108-USL

Sabato 15 maggio 2010 dalle ore 10 alle ore 12

al mercato di Corso Cincinnato

Giovedì 13 maggio 2010 dalle ore 10 alle ore 12 al mercato di Piazza Vittoria

 

Convocazione assemblea domenica 23 maggio ore 9,30

Care compagne, cari compagni 

L’Italia vede una crisi economica, culturale e politica di una gravità inaudita. Il deludente risultato delle elezioni regionali per il nostro partito e per il centro sinistra sono un ulteriore campanello d’allarme sulla tenuta democratica del nostro Paese  perché vede premiata una destra pericolosa che sta minando le fondamenta della Costituzione nata dalla Resistenza, che sta cancellando i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, degli studenti, dei pensionati, una destra che avanza minacciosa grazie anche all’astensione dal voto di tanta parte di elettori comunisti e di sinistra delusi dalla politica. 

Riteniamo quindi utile  convocare una assemblea degli iscritti della Sezione Dolores Ibarruri del PdCI e di coloro che non si sono più iscritti al nostro partito negli ultimi anni,  per ragionare insieme su importanti temi quali: 

Rilancio del PdCI, unità dei comunisti, Federazione della Sinistra, situazione politica  ed eventuali alleanze. 

Ti comunichiamo inoltre che il direttivo, a seguito delle dimissioni da Segretario del compagno Massimo Ciusani, ha eletto all’unanimità la compagna Marica Guazzora.

 

Ti aspettiamo in Sezione      domenica 23 maggio 2010 alle ore 9,30

 Concluderà assemblea l’intervento del compagno Maurizio (Mao) Calliano Segretario della Federazione di Torino del PdCI.

 Cari saluti.

 

 

1 maggio 2010

 

clicca qui per vedere le foto del 1 maggio 2010

La Resistenza in Piemonte

108° Brigata Garibaldi Fenis (Aosta) 1944

 

Domenica 25 aprile 2010  fiaccolata dell'Anpi della Circoscrizione V,

concentramento alla Piscina Sospello alle ore 20,30 e  partenza alle ore 20,45.

In Circoscrizione intervento dell'Anpi con il   Comandante Guido (Pettini)

 e di Don Ciotti di Libera

a seguire Canti della Resistenza con il Coro Tre Valli di Venaria.

 

Furono 43 mila i partigiani combattenti sulle montagne piemontesi, mobilitati fin dalle prime ore dopo l'armistizio dell'8 settembre.

La guerra di liberazione inizia subito e la sua durezza è immediatamente sancita dal martirio di Boves, incendiata per rappresaglia dai nazifascisti il 19 settembre '43, con il massacro di 32 persone inermi. In città i partiti del Comitato di Liberazione Nazionale stendono una rete di contatti che stringono il nemico come in una fortezza assediata ed anche Torino paga il suo tributo: il 30 marzo 44 cade quasi al completo il Comando militare diretto dal generale Perotti e 8 esponenti vengono fucilati.

Gli operai scioperano e ostacolano la produzione per la guerra tedesca e anche qui le rappresaglie si susseguono con impiccagioni, fucilazioni, sevizie. Queste non riescono tuttavia a stroncare la battaglia dei Gap nelle città, così come gli imponenti rastrellamenti non fermano l'offensiva delle formazioni partigiane. Cadono nella lotta figure come Filippo Beltrami, Giovanni Citterio, Gaspare Pajetta, Antonio Di Dio, partigiani vengono massacrati a Baveno e sul ponte di Cusio.

Una strage efferata a Fondotoce (frazione di Verbania) avviene il 20 giugno 1944: dopo un rastrellamento, i tedeschi massacrano 43 prigionieri tra i quali ostaggi civili, compresa una donna prossima alla maternità, dopo averli fatti sfilare con un cartello per i paesi del Verbano. Tutto questo non ferma l'offensiva che sul finire dell'estate e in autunno liberano grandi aree e costringono i nazifascisti alla resa.

Tra giugno e luglio per poco più di un mese una forma di amministrazione democratica si sperimenta in Val Maira, mentre il 10 settembre '44 , dopo una serie di sanguinosi combattimenti, viene proclamata la Repubblica dell'Ossola, dove si eleggono organismi democratici e si stabiliscono accordi per scambi di prodotti con la Svizzera.

Sullo slancio vengono poi liberate Omegna, Fondotoce, il 10 ottobre Alba che, sia pure per soli 18 giorni ha un vero governo democratico e un suo giornale quotidiano, mentre in altre vaste aree per i nazifascisti è difficile arrivare e circolare. Liberi l'Alto Tortonese, il Monferrato, le Langhe.

Quando il nemico alla metà di ottobre successivo tenta la riconquista con forze preponderanti il movimento partigiano riesce a ritirarsi ricco di una nuova esperienza politica e di governo.

L'offensiva di primavera, che scompagina definitivamente le file fasciste, é il miglior preludio alla Liberazione. Le città piemontesi insorgono insieme - benché a Torino ancora la mattina del 25 aprile il capo delle missioni alleate in Piemonte chiedesse di ritirare l'ordine insurrezionale già diramato - e intere colonne tedesche vengono chiuse in una morsa dalle brigate attestate sul Po che scendono in città, liberandola definitivamente il 28 aprile mentre gli alleati vi arrivano solo il 9 maggio.(16 aprile 2010)

  

 

Intervento al Comitato federale di Torino del 6 aprile 2010

di Marica Guazzora*

Alle elezioni regionali è successo qualcosa che si può riassumere con uno slogan: la destra è compatta e la sinistra è disfatta.

Prima considerazione:

La destra ha i mezzi di informazione, Berlusconi li ha piazzati tutti davanti al televisore e nutre i loro sogni di gloria: di lavoro non se ne parla, perché non c’è, ma si parla di vincere qualche premio, di fare la velina,  di partecipare al grande fratello.

Qualsiasi cosa succede e ne succedono tante, nei partiti della destra dalla corruzione al ladrocinio, ai concorsi mafiosi, fino agli attacchi alla Costituzione alla magistratura, alla democrazia, ebbene l’elettore di destra vota compattamente i suoi partiti, dando fiducia a volte più ad uno e a volte più ad un altro ma comunque sempre vota  i suoi candidati, qualsiasi schifezza abbiano commesso, i partiti di destra sembrano litigiosi ma alla fine si appoggiano l’un l’altro sempre,  e vincono le elezioni. Anche loro hanno avuto qualche defezione ma complessivamente hanno consolidato le posizioni del governo.

La sinistra invece no. Passatemi il termine sinistra anche per il Pd perchè l’elettore Pd si sente di sinistra.  L’elettore di sinistra è particolare. Ha la capacità di spaccare un capello in 4, spesso ha ragione nell’essere anche molto furioso ma non è che  pensa al bene supremo della sinistra per vincere le elezioni,  come invece fa l’elettore di destra. L’elettore di sinistra sceglie un partito e poi ne sceglie un altro, ma se è incazzato fa che non andare a votare, oppure vota ogni movimento che nasce sull’onda di qualche moda come hanno fatto gli elettori di Grillo, il buffone di corte, senza preoccuparsi delle conseguenze, come era già successo nel Pci quando è nato il Partito radicale, che ha fatto incetta di voti comunisti, però quelli erano i tempi delle leggi sui diritti delle donne, mentre il movimento di Grillo che ha fatto? Ha detto No a due o tre cose tra le quali No alla Tav. Noi lo diciamo da sempre e li abbiamo appoggiati sempre, abbiamo partecipato alle loro lotte e al momento del voto ci hanno voltato le spalle. Abbiamo spiegato che facevamo un accordo di desistenza con la Bresso che significava anche poter continuare ad appoggiare i No tav.

Quando si perde non è che l’elettore di sinistra pensa che abbiamo perso tutti, l’elettore di sinistra manda questo segnale di scontentezza al proprio partito e pazienza se le  conseguenze le paga  tutta la sinistra perdendo le elezioni, se lo sono meritato, ce lo siamo meritato, il segnale è stato dato, anche se è un segnale che poi ti pesa per 5 anni.  E’ un pò quello che succedeva con la Democrazia Cristiana e il PCI.

La destra può compiere  tutte le sconcezze possibili ma al momento del voto i suoi elettori per lo più vanno ai seggi e la votano.  La sinistra, discute, litiga, si divide, e poi magari vota su internet, perché è lì che si pronuncia, ma non va a votare al seggio, per auto punirsi.

La seconda considerazione è di tipo culturale. La destra non è maggioranza nel paese, probabilmente, vista l’astensione,  ma è maggioranza tra gli elettori che vanno a votare. Quindi la maggioranza degli elettori che vanno a votare è razzista, fascista  e tele dipendente, però i più vanno a votare, sanno esercitare questo diritto che consente loro di conquistare quel peso nella società che un tempo aveva la sinistra e determinare egemonia culturale. Questa egemonia culturale consiste in primo luogo nel cancellare ogni diritto ottenuto dalle lotte della sinistra  negli anni passati cioè dal Pci e dai sindacati, in primo luogo dalla Cgil, vedi per ultimo l’attacco all’articolo 18.

Questa egemonia culturale significa cancellare i valori della Resistenza, tant’è che la Gelmini l’ha cancellata dai libri di testo dei licei, significa cambiare in peggio la Costituzione, significa fare le tanto nominate riforme che poi sono le riforme  che fanno comodo al premier e ai padroni.

E non importa se questo significa tornare all’oscurantismo del medioevo perché  è la rivincita dell’individuo sulla collettività. E’ la fine di ogni tipo di solidarietà. E’ odio e paura del diverso. Che Berlusconi riesce a rovesciare a suo vantaggio inventando il partito dell’amore, creando messaggi mediatici.

E’ diventato di moda essere di destra, i valori della destra sono emergenti. Il martellamento subculturale mediatico e  della tv spazzatura hanno ottenuto grandi risultati. Tutto ciò che succede oggi, vent’anni fa era inimmaginabile e sconvolgente. Oggi no. E' tutto normale, è tutto a posto. Il pensiero del popolino della destra, ve ne sarete accorti anche voi, è questo:

Sto bene io e se tu stai male non è un problema mio, anzi se posso ti affondo con piacere, se posso ti frego, frego te e lo stato perché lo stato non sono io, lo stato ruba, rubo anche io. Non pago le tasse perché sono più furbo di te che le paghi e sto dalla parte dei padroni che non le pagano perché sono i più furbi e hanno fatto i soldi.I partiti sono tutti uguali, tanto vanno lì e mangiano tutti, allora faccio così anche io. Voto i furbi. Perché li invidio.... Hanno le puttane che vogliono, hanno i soldi che vogliono, loro sì che si divertono e fanno bene. Vorrei essere come loro,  se li voto sono uno di loro, mi identifico. Essere di destra oggi quindi vuol dire, nell’immaginario collettivo, sognare di essere bello e ricco anche se sei brutto e povero, mentre essere di sinistra invece oggi vuol dire essere frocio, comunista, immigrato clandestino, rom,  nero, sporco, povero. Anche la parola comunista è diventato un insulto. Non so chi di voi ha visto la Stampa di sabato scorso, c’era una foto di una manifestazione della Lega che aveva  lo striscione “Chi vota comunista avvelena anche te, digli di smettere”. Loro vogliono il ritorno del nucleare e noi saremmo gli avvelenatori. Questo è il mondo della destra. Bugie su bugie che però fanno presa.

Gli elettori di sinistra invece  non votano più comunista perché ci vogliono punire. I vecchi comunisti rimasti nel Pd votano Pd qualsiasi cosa succeda in quel partito. Gli altri puniscono le nostre divisioni, non hanno più fiducia,  coloro che ci votano adesso probabilmente sono davvero ideologicamente comunisti, mentre gli elettori di sinistra che votavano il Pci non per questo erano comunisti, così come non lo erano del tutto coloro che votavano Rifondazione o Pdci. Votare comunista non significa per tutti necessariamente essere comunista, abbiamo visto che non è così.  Significava per i più condividere un programma, un progetto. Una volta si diceva che bisogna essere radicati sul territorio. Ma io non credo che sia solo questo, cioè che non siamo radicati  sul territorio come la Lega, credo invece che noi rispondiamo ad esigenze diverse da ciò che oggi vuole la gente che va a votare. La gente che va a votare vuole risposte e noi possiamo dare solo speranze visto che non siamo più in Parlamento, che tipo di opposizione possiamo offrire? Quella della piazza, l’opposizione virtuale di internet, ma l’opposizione reale si fa in Parlamento e lì la fa un po’  Di Pietro, è lui che ha preso in parte i voti degli elettori che votavano comunista, in parte, perché una parte invece non  va più a votare, altri hanno votato il partito di Grillo che ha eroso voti sia alla destra che alla sinistra con una politica che è appunto né di destra né di sinistra. Vendola ha qualche chances, ma è una vittoria personalistica, è la rappresentazione della sinistra più moderata, con un Pd che di sinistra non ha più nulla, in un paese tutto spostato a destra.

Il problema che abbiamo di fronte è in primo luogo riunire i comunisti sparsi nelle varie fazioni, con chi ci sta,  anche perché con scarsi militanti,  per un partito come il nostro senza mezzi, con i media contrari e fuori dal Parlamento e dalle istituzioni  diventa praticamente impossibile fare politica. Ma non è che riunire i comunisti sia la panacea che risolve tutti i problemi. E’ un passo importantissimo, è il nostro progetto,  ma la difficoltà nel metterci poi d’accordo sulle scelte da fare restano comunque. Riconquistare la fiducia degli elettori è la cosa più difficile e non ci aiutano le alchimie sul nostro nome.

Abbiamo formato una lista comunista anticapitalista e non siamo riusciti a raggiungere il 4%, non dimentichiamoci che tutti gli sbarramenti sono stati messi apposta per farci perdere, e il Pd che dovrebbe aiutarci, come si aiutano tra loro i partiti della destra, invece non ha fatto che alzare  paletti. Avevamo ottenuto il 3 e mezzo per centro, che è stata una sconfitta, anche se è una mezza vittoria rispetto ai risultati dell’"arcobaleno", e allora  si è fatta la Federazione della sinistra, abbiamo di nuovo cambiato linea e nome e abbiamo perso  altri pezzi. Ho già detto in altre occasioni come la penso su questo nome e questo progetto che non mi hanno mai convinto, anche se al momento sembra l’unica via percorribile.

Si dice che gli elettori ti votano per il programma ma quale programma ci porta voti? Davvero non si capisce. Stiamo dalla parte dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati, delle donne e degli immigrati, partecipiamo attivamente a tutte le lotte con le poche forze che abbiamo, il nostro compito è questo ma se andiamo in una coalizione non ci vota chi ci accusa di essere istituzionalisti,  di non essere antagonisti al Pd, e se andiamo da soli non ci votano gli altri perché il voto non è utile.  Leggo sulla Stampa che dai flussi dei voti si evince che i giovani disoccupati e precari piemontesi hanno votato Lega. Domanda: Forse perché la Lega dice che sono gli immigrati che gli portano via il posto di lavoro? Perché davvero altrimenti non si capisce visto che la Lega è nel governo e non fa proprio niente per aiutarli.

La Federazione della sinistra è stata sconfitta. Noi comunisti siamo siamo sconfitti di una sconfitta  culturale epocale,  ma non siamo ancora vinti. Siamo in una fase di resistenza, dobbiamo resistere, continuare a fare le nostre lotte da comunisti, senza cambiare linea ogni 6  mesi perché non serve, non ci fa capire. dalla nostra gente soprattutto, ma neppure dagli elettori. Adesso leggo che si pensa non di ri-costruire il partito comunista ma di cancellare i nomi dei partiti dal simbolo e lasciare solo federazione della sinistra, ma davvero si pensa che queste idee ci aiutino? Che servano a qualcosa? Il nome sinistra non può che farci perdere ancora. Se modifichiamo il simbolo perché non chiamarla solo "federazione"?

Bene invece difendere l’articolo 18, lanciare i referendum contro la legge 30 e per l’acqua.

Dobbiamo andare avanti. Perché deve passare la nottata, come si dice a Napoli. Dobbiamo mantenere alti i nostri valori. E ce ne sarà bisogno con un presidente come Cota che come primo gesto ha pagato il suo debito con la chiesa e si espresso contro l’autodeterminazione delle donne e degli omossessuali, per farsi perdonare le posizioni indegne contro gli immigrati, ma ci siamo già allenati ogni giorno  con il governo Berlusconi quindi non ci faremo spaventare da Cota.

Ci avviciniamo a date importanti. il 25 aprile e il 1 maggio. Dimostriamo a questi ominidi fascisti che non ci fanno paura. Facciamo quell’iniziativa che avevamo programmato lo scorso anno e che non abbiamo fatto per la pioggia “Lettere e musica della Resistenza” ma andiamo a farla a San Salvario dove risiede la maggioranza delle gente che più deve resistere, che di sicuro più patirà le conseguenza della vittoria di Cota. Noi non siamo e non dobbiamo  essere un partito che sa mobilitarsi solo in campagna elettorale. Stiamo dalla parte degli ultimi anche se non possono votare. Ricominciamo da San Salvario. Rafforziamo il nostro partito,  cerchiamo di costruire  l’unità dei comunisti sulle cose da fare insieme e l’antifascismo è un collante importante, dobbiamo essere noi a ricordarlo alla gente se la destra vuole farlo dimenticare. 

Diliberto ci aveva detto all’ultimo Congresso che sarebbe stata una lunga traversata nel deserto. Siamo sempre lì, in quel deserto, ma non dobbiamo perdere né la fiducia né la speranza, ma soprattutto non dobbiamo perdere la nostra strada di comunisti, e mantenere la barra dritta perché  spostarci di qua e di là sull’onda delle sconfitte non ci aiuta di sicuro, anzi, non fa che farci perdere altri pezzi.

*Segretaria della Sezione Dolores Ibarruri

 

Comunicazione del Direttivo del 6 aprile 2010

Il Direttivo riunitosi ieri sera, alla presenza della maggioranza dei suoi componenti, ha eletto all'unanimità la compagna Marica Guazzora quale Segretaria politica della Sezione Ibarruri, a seguito delle dimissioni di Massimo Ciusani, e ha proceduto alla cooptazione di due nuovi membri: Giovanni Modolo e Elio Alotto.

 

 

Risultati della Federazione della Sinistra nella città di Torino

divisi per Circoscrizione -  Elezioni Regionali 2010

Torino 3,73%

 

 

Circoscrizione 1   3,91%   Centro

Circoscrizione 2   3,15%   S.Rita

Circoscrizione 3   3,31%   S.Paolo

Circoscrizione 4   3,76%   S.Donato

Circoscrizione 5   3,72%   B.Vittoria

Circoscrizione 6   4,03%   B.Milano

Circoscrizione 7   4,74%   Aurora

Circoscrizione 8   4,42%   S.Salvario

Circoscrizione 9   3,14%   Nizza

Circoscrizione 10  3,73%  Mirafiori Sud

Aurora, San Salvario e B. Milano  hanno ottenuto i risultati migliori.

 

Pranzo in Sezione il 29 marzo 2010

 

    

 

    

 

Elezioni  regionali del 28 e 29 marzo 2010

 

 

Iniziative per le elezioni  regionali del 28 e 29 marzo 2010

Report del Direttivo della Sezione del 23 marzo 2010.

Ultima settimana di campagna elettorale. Il materiale di propaganda è stato distribuito quasi tutto, questa settimana terminiamo la distribuzione sia nelle case che nei mercati. Anche per i rappresentanti di lista siamo a buon punto. Gli iscritti che si volessero aggiungere sono i benvenuti. La Sezione è aperta tutti i pomeriggi fino alle 18,30.

Questa settimana le iniziative della Sezione sono:

Distribuzione di materiale di propaganda:  Vota comunista candidato Domenico Martelli:

Giovedì 25 marzo dalle ore 10 al mercato di Via Lulli

Govedì 25 marzo dalle ore 10 al mercato di Viale dei Mughetti

Venerdì 26 marzo dalle ore 10 al mercato di Corso Cincinnato

Da venerdì pomeriggio si potranno ritirare in sezione i fogli compilati e le istruzioni per i rappresentanti di lista.

La Fgci chiude la campagna elettorale oggi 24 marzo alle ore 16 nel giardino della palazzina Einaudi in Corso Regina Margherita 60

(sede della Facoltà di scienza politiche e giurisprudenza dell'Università di Torino)

La chiusura della campagna elettorale centrale  si terrà venerdì  26 marzo in Piazza Carignano a Torino alle ore 20 con i candidati e Paolo Ferrero.

Domenica 28 marzo alle ore 13 si terrà il pranzo della Sezione per chiudere tra comunisti  questo pesante mese di campagna elettorale con la partecipazione di  46 compagne e compagni, tra cui il nostro candidato Domenico Martelli, il segretario regionale Vincenzo Chieppa, il segretario provinciale Maurizio Calliano. Buon lavoro  per questi ultimi giorni un cui Vi chiediamo di dare il massimo. Un ringraziamento della Segreteria della Sezione va a tutte e tutti i compagni che hanno lavorato per ottenere un buon risultato da queste elezioni regionali, così importanti per il nostro Partito e per il Paese, per battere la destra e rafforzare la sinistra.

Per la Segreteria Marica Guazzora

 

Report del Direttivo della Sezione del 16 marzo 2010.

L’iniziativa del 25 marzo in Piazza Carignano è sospesa perché il nostro Segretario nazionale Oliviero Diliberto si è infortunato ad un ginocchio. I nostri migliori auguri di pronta guarigione.

Il lavoro del direttivo per la campagna elettorale procede bene. I riscontri sono positivi. Continua il volantinaggio nella buche per le vie del nostro quartiere. Ogni compagna/o si è impegnata/o a distribuire nelle buche nei dintorni della propria abitazione. Gli  impegni delle scorse settimane (neve a parte) sono stati mantenuti. I compagni di Rifondazione non si sono riuniti per imprevisti. Il direttivo è riconvocato per martedì 23 marzo alle ore 21 per affrontare gli impegni dell'ultima settimana di campagna elettorale.

Questa settimana le iniziative sono:

Distribuzione di materiale di propaganda:  Vota comunista candidato Domenico Martelli:

Mercoledì 17 marzo dalle ore 15,30 Piazza Villari

Giovedì 18 marzo dalle ore 10 mercato di Piazza Vittoria

Venerdì 19 marzo dalle ore 10 mercato di Corso Cincinnato con il candidato Domenico Martelli

Sabato 20 marzo dalle ore 10 mercato di Piazza Vittoria

Domenica 21 marzo dalle ore 10,30 distribuzione materiale in Via Borgaro per la festa di via (festa di via annullata per maltempo)

Domenica 21 marzo dalle ore 16,30 partecipazione al Pomeriggio con i comunisti  in Piazza Castello

Lunedì 15 marzo dalle ore 15,30 Via Chiesa della Salute con il candidato DomenicoMartelli

Per la Segreteria: Marica Guazzora

 

Report del Direttivo della Sezione del 9 marzo 2010

Questa settimana le iniziative sono:

Distribuzione di materiale di propaganda:  Vota comunista candidato Domenico Martelli:

Mercoledì 10 marzo dalle ore 15,30 Piazza Villari

Mercoledì 10 marzo dalle ore 8 Corso Toscana Usl

Giovedì 11 marzo dalle ore 9,30 Mercato di Via Lulli

Sabato 13 marzo dalle ore 9,30  distribuzione materiale nelle buche delle lettere

Lunedì 15 marzo dalle ore 15,30 Via Chiesa della Salute con il candidato Domenico Martelli

Si è stabilito di effettuare il pranzo di chiusura campagna elettorale con Domenico Martelli domenica 28 marzo  ore 13 nei locali della sezione Ibarruri. Le compagne/i sono invitate a telefonare a Silvia Manzon o in sezione per prenotare.

In accordo con le compagne e i compagni della Sezione del Prc Che Guevara sono convocati i direttivi delle sezioni PdCI e Prc presso la sezione Ibarruri   martedì 16 marzo alle ore 21 per definire le iniziative prossime.

Per la Segreteria: Marica Guazzora

 

Report del Direttivo della Sezione del 2 marzo 2010

La Sezione è aperta tutti i pomeriggi, il Direttivo della Sezione durante il mese di marzo si riunisce tutti martedì alle ore 21. Le decisioni sulle iniziative verranno prese di volta in volta. Questa settimana le iniziative sono:

Distribuzione di materiale di propaganda  Vota comunista candidato Domenico Martelli:

Sabato 6 marzo al mercato di Piazza della Vittoria dalle ore 10

Sabato 6 marzo al mercato di Corso Cincinnato dalle ore 15,30

Sabato 6 marzo dalle ore 15,30 Piazza Castello corteo "Donne per altre idee di donne"

Martedì 9 marzo dalle ore 10 marcato di Viale Mughetti

Per la Segreteria: Marica Guazzora

 

 

Cosa scrive di noi "Libero"

 

di Marica Guazzora - direttora del sito

Forse il giornalista di Libero pensa di averci insultato scrivendo questo articolo, invece no, io sono la redattrice di questo sito e ne sono compiaciuta. I problemi sono di altri, non sono i nostri. Noi non abbiamo reciso le nostre radici come altri hanno fatto, noi non abbiamo cancellato i nostri simboli, che sono i simboli del lavoro, come altri hanno fatto. Noi siamo comunisti, parliamo da comunisti, scriviamo da comunisti, agiamo da comunisti. Noi siamo dalla parte degli oppressi e non degli oppressori, noi siamo dalla parte degli sfruttati e non  degli sfruttatori, noi siamo dalla parte dei lavoratori e non da quella dei padroni. Non ce ne vergognamo, anzi, ne siamo molto orgogliosi. Attenti a votare Udc quindi perchè nel listino della Bresso c'è un comunista che si chiama Vincenzo Chieppa e si sa che, se verrà rieletto, agirà nuovamente dalla parte dei lavoratori, degli oppressi, degli sfruttati. Alcune informazioni per "Libero": la prima è che Vincenzo Chieppa, che nel 68 aveva tre anni, dubito si occupasse dell'Armata Rossa, probabilmente in quel tempo giocava ai birilli, la seconda è che Sergio Chiamparino era già anticomunista quando era un dirigente del Partito Comunista Italiano. Infine ci sentiamo di garantire che, comunque vadano le cose, i comunisti non mangiano più i bambini.

 

Torino 28 febbraio 2010

 

...Donne per altre idee di donne...

 

Manifestazione Piazza Castello ore 15,30 sabato 6 marzo 2010

Comunicato stampa: "Noi ci saremo"

Aderiamo alla manifestazione del 6 marzo a Torino  “..Donne per altre idee di donne.. “  promossa dal Collettivo AlterEva condividendone le parole e gli intenti.  La manifestazione dello scorso anno ci ha viste tutte impegnate a dar vita ad un corteo contro la violenza sulle donne, possiamo purtroppo dire che nel corso del 2009  nulla è cambiato, anzi, la condizione della donna è peggiorata sia nei luoghi di lavoro  che nella società tutta, permeata da una subcultura dominante che ci offende e ci ferisce.

 L’ 8 marzo è una delle date fondamentali nel percorso della nostra storia. Noi donne comuniste vogliamo ritornare a decidere della nostra vita, a riprenderci i nostri diritti. Essere protagoniste della difesa della libertà nostra e di tutte/i a cominciare da chi è sfruttata/o, da chi non ha speranza per il futuro. Il movimento delle donne, sempre dato per morto, ha irruzioni improvvise e noi, libere e ribelli, marciamo unite a testa alta, in cortei lunghi quanto le strade del mondo.  

Responsabile Diritti Segreteria Federazione PdCI Torino Marica Guazzora

Segretario Provinciale PdCI Torino Mao Calliano

 

Manifestazione 1 marzo "24 ore senza di noi"

Aderiamo al presidio di Torino Stazione Porta Nuova

 ore 17 Primo Marzo 2010

 

Presentazione del libro "Ultimi fuochi di Resistenza"

 

L'iniziativa è organizzata da Unità comunisti Piemonte -unitacomunistipiemonte@gmail.com
 

 

 

 

Campagna di tesseramento 2010

Nel simbolo del lavoro il segno del fututo