La Sezione
Dolores Ibarruri è in Via Verolengo 180 -
Torino
Tel./ fax 011.4559700
e-mail
posta@pdci-ibarruri.it
Gli auguri alle comuniste e ai comunisti
Noi non dimentichiamo i morti della
Thyssen
Torino, dicembre 2010
Il compagno Palmiro Togliatti
di sicuro direbbe ancora una volta queste parole:
"Non oso, non son capace di dirvi: riposate in pace! Troppo breve,
troppo tempestosa, tragicamente troncata è stata la vostra esistenza.
Troppo grave è l'appello che esce dalle vostre bare.
Ma voi, madri, sorelle, spose, non piangete! Non piangiamo, lavoratori
di Modena. Sia l'acre sapore delle lagrime, per non piangere,
inghiottito, stimolo aspro al lavoro nuovo, alla lotta!
Dobbiamo far uscire l'Italia da questa situazione dolorosa. Vogliamo che
l'Italia diventi un paese civile, dove sia sacra la vita dei lavoratori,
dove sacro sia il diritto dei cittadini al lavoro, alla libertà, alla
pace!
Andiamo avanti, grazie allo sforzo unito di tutti i lavoratori, di tutto
il popolo italiano; nostra deve essere, nostra sarà la vittoria!
Allora anche voi, compagni e fratelli caduti, riposerete in pace!"
(TESTIMONIANZE DEL 9 GENNAIO 1950)
Eletti
nel
direttivo
di
Zona
dell'
Anpi
Red.
5
dicembre
2010
Il
Congresso
di
Zona
della
5a
Circoscrizione
dell'Anpi
ha
eletto
tra
gli
altri,
nel
direttivo
di
Zona
le
compagne
e i
compagni
della
Sezione
Ibarruri:
Mechi
Milanesio
-
Giovanni
Modolo
-
Lina
Manzon
-
Vincenzo
Buda.
A
queste
compagne
e
compagni
gli
auguri
di
buon
lavoro
del
direttivo
della
Sezione
Ibarruri
del
PdCI.
La festa per la compagna Nella che sabato compie 80
anni
Torino 18 novembre 2010
Chi è la "nuova" sinistra?
di Marica Guazzora*
Torino, 15 novembre 2010
Si è concluso ieri il Congresso
della Federazione della Sinistra di Torino. E' stato un congresso che ha
visto una larghissima partecipazione di comunisti iscritti al PdCI
e al Prc, diciamo il 98% della platea. Tanto che mi sono sentita abbastanza a mio
agio quando, nella prima parte del mio intervento, ho proposto
che il nome della Federazione della Sinistra venisse mutato in
Federazione dei Comunisti e della Sinistra, la seconda parte è stata
invece dedicata alla questione diritti: diritti di genere,
omosessualità, immigrazione e quant'altro, ma in questo contesto riporto
solo la prima parte del mio intervento:
"Noi ci siamo presentati alle elezioni
europee con una lista che si chiamava comunista anticapitalista, con il
simbolo falce e martello e abbiamo preso voti non sufficienti per andare
al Parlamento europeo ma non così deludenti in percentuale, se
consideriamo la sconfitta clamorosa dell’arcobaleno che ci ha escluso
dal Parlamento italiano e non pensavo certo che dopo poco tempo avremmo
di nuovo cambiato il nostro nome comune per chiamarci Federazione della
Sinistra.
Io mi sono chiesta e sono sicura che anche
parecchi di voi se lo sono chiesti : e perché mai Federazione della
Sinistra se la maggioranza di noi che partecipiamo a questo progetto è
comunista? Lo si vede anche dal numero dei delegati al congresso
nazionale che provengono dai due partiti comunisti, quindi il nome
logico avrebbe dovuto essere Federazione comunista e di sinistra oppure
Federazione dei comunisti e della sinistra. Comunista è una parola che
mi rappresenta, sinistra no e da sola genera solo confusione. Spiace
dirlo, ma nell’immaginario collettivo sinistra è una parola abusata. Nel
simbolico sinistra, per la maggioranza degli italiani, è il Pd, e poi
adesso c’è anche Sinistra ecologia e libertà perché ci ha pensato
Vendola a farla conoscere, con il suo candidarsi ormai da mesi alle
primarie del centro sinistra. Vendola è come le auto a targhe alterne,
nei giorni pari sta con il Pd e nei giorni dispari sta contro il Pd e fa
la stessa cosa con noi. Leggo testuale su internet “quest’uomo incarna
nel vivo della sua esperienza politica e personale le ragioni della
nuova sinistra del XXI secolo” Appunto. Noi non abbiamo il “guru dei
miracoli” che ci fa finire ogni giorno sui media e non me ne importa
più di tanto, perché significa che per fortuna i nostri dirigenti
nazionali non hanno imparato uno degli aspetti peggiori del
berlusconismo e cioè il personalismo della politica, ma di questi
tristi tempi ciò significa per noi essere completamente dimenticati.
Vediamo invece ciò che succede negli altri
paesi, laddove non si ha paura di presentarsi alle elezioni come
comunisti, e penso al Partito comunista del Brasile e al Partito
comunista della Grecia, per parlare di elezioni recenti, che hanno avuto
successi meritati, certo per le lotte che hanno condotto, ma noi anche
se siamo in piazza, o siamo ai presidi a fianco dei lavoratori in lotta,
o siamo ai cortei a sventolare le nostre bandiere insieme ai
metalmeccanici, possiamo essere protagonisti di una trasmissione come
Matrix forse solo dopo che abbiamo ammazzato qualcuno.
La libertà di informazione, la libertà di
stampa, che viene richiesta e sbandierata come diritto inalienabile da
una certa sinistra non ci riguarda mai, se noi siamo censurati
regolarmente, se i nostri comunicati stampa rimangono lettera morta,
nessuno raccoglie firme, nessuno si scandalizza, nessuno grida per
difenderci.
Ma noi chi siamo? Abbiamo paura di
chiamarci con il nostro nome? E perché ci oscuriamo da soli quando già
ci pensano i media ad oscurare i comunisti, a cercare di cancellare la
nostra storia e anche il nostro ruolo nella Resistenza italiana?
Comunista per qualcuno può anche essere
sinonimo del crollo del muro di Berlino ma per me, per tanti di noi,
comunista significa liberazione, resistenza, superamento del
capitalismo, lotta e speranza di cambiare il mondo. Il comunismo è la
semplicità che è difficile a farsi, per dirlo come lo direbbe Bertold
Brecht. Il documento della Federazione, che non è un brutto documento,
sembra che abbia paura di citarla questa parola, questi fogli di carta
dopo il congresso saranno quasi sicuramente dimenticati, perché sapete
quanto me che i documenti vengono letti da pochi mentre ciò che rimane
nell’immaginario collettivo sono due o tre cose: il simbolo, il nome e
qualche idea forza che identifica il progetto. Il nome è simbolico,
esattamente come la falce e il martello.
Ciò su cui dovremmo soffermarci molto a
lungo è il come mettere in pratica le cose scritte nel documento, con
quali forze, con quali alleanze e soprattutto con quali entusiasmi
perché se non cominciamo noi ad entusiasmarci un minimo penso che sarà
estremamente difficile entusiasmare simpatizzanti ed elettori.
Dico queste cose perché non voglio equivoci
o fraintendimenti Al nostro congresso nazionale del PdCI noi abbiamo
lanciato la proposta di unificare i comunisti, questo non è successo
nella Federazione e forse non succederà, ma il progetto
dell’unificazione delle comuniste e dei comunisti rimane ed è ciò che
perseguo e per cui lavoro, senza nulla togliere al lavoro per la
Federazione che io immagino come un condominio di partiti e movimenti
ognuno con la propria autonomia. Non lo dico certo in senso offensivo,
tutti coloro che hanno una casa di proprietà fanno le riunioni di
condominio e decidono come mandare avanti insieme le parti che hanno in
comune, ma ognuno ha la propria casa e la mia casa è il PdCI. Poi però
devo contribuire a fare andare avanti quelle parti comuni perché se
non le sostengo con solide mura il rischio che corro è che insieme
crolli anche la mia casa. E le parti comuni sono nella Federazione."
Questa la prima parte del mio
intervento
e una ulteriore conferma di quanto siamo oscurati come comunisti mi è venuta ieri quando guardando
il TG di Rai3, che nel comunicarci il sostegno alle primarie per le
elezioni comunali di Milano a Pisapia ha confermato che è stato
appoggiato da Sel e altri non meglio identificati "partiti della
sinistra"...???? La Stampa di oggi non cita nemmeno quelli, la
vittoria di Pisapia è tutta di Vendola. Allora chi è la "nuova
sinistra"?
Tornando al Congresso,
avevo detto "Il nome è simbolico, esattamente come la falce e
martello". Appunto. Sabato e domenica ciascun dirigente del Prc di Torino si è
prodigato nel proprio intervento a spiegarmi che no, la parola
comunista, non ci stava bene, e nelle conclusioni il
Segretario nazionale del Prc Paolo Ferrero è stato ancora più esplicito
e se per caso qualcuno aveva dei dubbi ci ha pensato lui a chiarirli del
tutto, con altre parole, ma questo era il succo: l'unità
dei comunisti del Prc e del PdCI non avverrà mai, non solo ma persino la
parola comunista sta un tantino stretta al gruppo dirigente del Prc,
adesso è di moda "la sinistra". Ma attenzione! Una sinistra "diversa" da
quella di Vendola! Esiste una sinistra comunista? Non è chiaro. Ma quante sinistre ci sono in questo paese? Perchè
noi del PdCI stiamo lottando per ricomporre la diaspora comunista
proprio perchè il proliferare di partitini comunisti non ha fatto
che nuocere alla nostra classe di riferimento perchè, come ci siamo
detti dopo la Bolognina, in Italia c'è ancora bisogno dei comunisti,
anzi di un forte Partito comunista e se le divisioni non hanno pagato, ci
assumiamo la responsabilità dei nostri errori. Noi abbiamo
l'ambizione di incarnare non la nuova sinistra del XXI ma il comunismo
del XXI secolo.
Dunque
compagne e compagni del PdCI, l'unità dei comunisti dovremmo
proprio cercarla altrove perchè è vero che Vendola e Bertinotti hanno
perso l'ultimo Congresso del Prc e hanno fatto un'altra cosa,
ma anni di bertinottismo hanno lasciato il segno nel Prc e
Bertinotti ha stravinto alla grande, quindi Vendola non perda le
speranza che prima o poi un pezzo di questa "sinistra" se la ripiglia.
Abbiamo pensato, per agevolare la lettura del
documento congressuale della Fds da parte delle compagne e dei
compagni, di fornirne una edizione più ridotta che potete trovare
cliccando qui sopra.
Il
Direttivo
E' convocato il direttivo della Sezione per sabato 23
ottobre 2010 alle ore 10
con il seguente ordine del giorno:
1)Congresso Fds - 2) Elezioni comunali 2011
Proseguono l
e
affollate iniziative del PdCI
di Marica Guazzora*
Torino,
3 ottobre 2010. Si è svolta ieri a Torino al Circolo De Angeli una
affollata assemblea degli iscritti al PdCI con la presenza del Segretario
nazionale il compagno Oliviero Diliberto. Questo è un circolo storico
per i comunisti del nostro quartiere ed il luogo dove negli anni
sono svolte assemblee, dibattiti e iniziative politiche prima del PCI,
poi di Rifondazione comunista e PdCI. Un felice ritorno e un ottimo
auspicio. Sala gremita. Così come era gremita la sala in cui abbiamo
tenuto il seminario regionale per l'unità dei comunisti sabato scorso,
insieme ai compagni della rivista l'Ernesto.
C'è una ripresa dell'attivià comunista piemontese, un nuovo fermento, e
di sente nell'aria, si percepisce dalle presenze alle nostre iniziative
e dall'interesse che suscitano tra i
simpatizzanti, tra coloro che ricercano l'unità per la ricostruzione di
un nuovo Partito comunista in Italia.
Dopo 6 mesi di immobilità
dovuta ad un grave incidente, il nostro Segretario è più in forma che
mai e si è visto ieri. Con la presidenza del compagno segretario della
Federazione del PdCI di Torino Maurizio (Mao) Calliano ha aperto i
lavori il Segretario regionale Vincenzo Chieppa che ha illustrato in
modo preciso e puntuale la situazione politica locale e
nazionale.Quindi hanno preso la parola, ponendo brevi questioni e
domande a Oliviero Diliberto, alcuni compagni, tra cui, Endrio
Milano su questioni di carattere istituzionale, Giustino Scotto,
che tra l'altro, ha annunciato la festa del PdCI a Ciriè dal 28 al 31 ottobre, Ciro Argentino che ha richiamato
l'attenzione sulla prossima ripresa del processo Thyssenkrupp, sulla
necessità del coinvolgimento e del sostegno dei lavoratori e della
società civile, e il segretario regionale del sindacato USB
che ha invitato tutti alla partecipazione al corteo nazionale di sabato
prossimo dalla porta 5 della Fiat Mirafiori perchè, dopo anni
di provvedimenti governativi tesi a limitare sempre più il potere dei
lavoratori nei luoghi di lavoro e a ridurre drasticamente i diritti
conquistati dal dopoguerra ad oggi, i padroni, con Marchionne in testa,
tornano all’attacco per assestare un colpo definitivo al conflitto e ai
diritti dei lavoratori, e il nostro compagno ex assessore del
Comune di Nichelino che è stato sostituito dal sindaco (Pd) con uno
del gruppo
dei Moderati usando come motivazione pretestuosa il rifiutato di
votare una delibera che andava contro gli interessi dei cittadini di
Nichelino.
Quindi ha preso la parola il
Segretario nazionale Oliviero Diliberto che ha parlato a lungo della
barbarie in cui il paese versa con il governo Berlusconi, per cui, al
limite, non si tratta nemmeno più di parlare di destra e sinistra, ma di
scegliere tra barbari e persone perbene, per creare un fronte
democratico che ci permetta di allearci per cacciare questo governo
drammaticamente distruttivo per il Paese. Una
partecipazione al fronte del centro sinistra, ma non al governo,
visto che con il Pd non abbiamo granchè in comune, a cominciare dalla
politica internazionale relativa alla guerra in Afghanistan, fino a quella
nazionale, ma con un patto di programma su almeno tre punti:
lavoro, scuola pubblica, fisco. Il nostro Segretario ritiene che Bersani
nel comizio tenuto a Torino, a chiusura della festa nazionale del Pd, si
sia pronunciato in modo perlomeno socialdemocratico e
abbastanza lontano dalle posizioni di Veltroni, che hanno contribuito a
determinare la sconfitta elettorale del 2008. Stare nel conflitto è
stare nelle lotte ma anche stare in Parlamento, e i comunisti devono
tornare in Parlamento. Ha poi anche toccato sia la questione
morale, che da sempre attiene ai comunisti con una visione ben diversa
da quella del comico Beppe Grillo, e la questione dell'immigrazione,
usata strumentalmente dalla Lega per far leva sulla paura del
diverso, e a cui i comunisti devono saper dare risposte opposte ed
alternative, poichè solo creando le condizioni di vita sopportabili nel
proprio paese le popolazioni non hanno necessità di emigrare, come già
fu per noi italiani. I nostri avi emigrarono in modo massiccio
verso l'America del Nord e sopratutto del Sud ma smettemmo di
emigrare quando in Italia si crearono condizioni decenti di vita.
In sintesi. La teoria dei
3 cerchi concentrici, quella già illustrata nell'ultima Direzione del
partito da Diliberto e di cui abbiamo dato notizia già su questo sito in
altra pagina, il primo cerchio un fronte democratico per cacciare il
tiranno, il secondo cerchio una federazione della sinistra che non
è un partito ma appunto una federazione tra partiti comunisti e
forze di sinistra per andare con un programma comune ed un simbolo
comune alle elezioni, e il terzo cerchio quello più importante per noi
comunisti: il lavoro pratico ma anche teorico, e da qui la nascita
dell'Associazione Marx21, per la ricostruzione del Partito
comunista, obiettivo che sarà rilanciato dal Congresso del PdCI
che si terrà nel 2011, alla sua naturale scadenza. Grande Segretario!
* Segretaria Sezione Dolores
Ibarruri e redattrice del sito
Oliviero
Diliberto a Torino il 2 ottobre 2010 nel nostro territorio
Cile: 11 settembre 1973
50 anni dopo, per non dimenticare
Luglio 1960 il governo spara sull'Italia
Compagno cittadino, fratello partigiano,
teniamoci per mano in questi giorni tristi....
5
luglio,
Licata:
la
polizia
spara,
ferisce
24
manifestanti
e uccide
il
giovane
Vincenzo
Napoli
di 25
anni
6
luglio,
Roma: a
Porta
San
Paolo,
la
polizia
a
cavallo,
guidata
dall’olimpionico
Raimondo
D’Inzeo,
carica
un
corteo
antifascista,
ferisce
alcuni
deputati
socialisti
e
comunisti,
arresta
insieme
a tanti
altri il
segretario
della
Camera
del
Lavoro.
Anche
qui,
come
nelle
altre
città,
scendono
in
piazza
associazioni
giovanili
e
consistenti
pezzi
dei
giovani DC. Cosa
che farà
scrivere
a
Ferruccio
Parri:
“Le
splendide
giornate
di
Genova
hanno
ricomposto
lo
spirito
unitario
che rese
possibile
la
Resistenza.”
6
luglio,
Reggio
Emilia:
la CGIL
reggiana,
che sino
a quel
momento
era
stata
contraria
allo
svolgersi
di
manifestazioni
politiche,
proclama
lo
sciopero
cittadino
per il
giorno
seguente.
La
polizia
ha
proibito
gli
assembramenti
e
l’unico
spazio
consentito,
la Sala
Verdi,
contiene
solo 600
persone.
I
manifestanti,
che sono
oltre
20.000
seguono
i circa
300
operai
delle
Officine
Meccaniche
Reggiane,
che si
concentrano
nella
piazza
davanti
al
monumento
ai
Caduti,
cantando
canzoni
di
protesta.
Alle
16,45
polizia
e
carabinieri
caricano
la
manifestazione
pacifica
con
idranti,
bombe a
gas e
fumogeni,
girando
all’impazzata
con le
camionette.
I
manifestanti
cercano
di
respingere
l’assalto
con
sassi,
sedie
prese
dai bar
nella
piazza,
assi di
legno
trovate
in un
cantiere
e
qualunque
cosa
serva a
difendersi.
E allora
comincia
la
sparatoria:
quasi
tre
quarti
d’ora di
fuoco,
più di
500
proiettili
sparati
da mitra
e
moschetti,
centinaia
di
feriti,
5 morti.
- Afro
Tondelli,
il
partigiano
“Bobi”
della
76° SAP,
35 anni,
iscritto
al PCI,
operaio
e
Segretario
locale
dell’ANPI,
ammazzato
dall’agente
di PS
Orlando
Celani,
che
estrae
la
pistola
si
inginocchia
per
mettersi
in
posizione
di tiro
e spara.
- Lauro
Farioli,
22 anni,
iscritto
al PCI,
ai primi
spari si
muove
verso i
poliziotti,
come a
volerli
fermare
. Viene
fucilato
al
petto.
- Marino
Serri,
41 anni,
iscritto
al PCI,
operaio,
partigiano
della
76a
brigata,
mentre
grida
“Assassini”
viene
falciato
da una
raffica
di
mitra.
- Ovidio
Franchi,
19 anni,
iscritto
al PCI,
operaio,
viene
colpito
da un
proiettile
all’addome
e,
mentre
cerca di
sollevarsi
aggrappandosi
alla
serranda
di un
negozio,
viene
colpito
ancora.
- Emilio
Reverberi,
39 anni,
iscritto
al PCI,
garibaldino
nella
144a
Brigata
nella
Val
d’Enza e
commissario
politico,
operaio,
licenziato
dalle
Officine
Meccaniche
Reggiane
perché
comunista.
6
luglio:
Palermo,
la
polizia
carica
la
manifestazione
senza
preavviso
e spara
con
mitra e
pistole.
Ferisce
una
quarantina
di
manifestanti;
uccide
Francesco
Vella,
42 anni,
mastro
muratore
e
organizzatore
delle
leghe
edili,
mentre
soccorre
Giuseppe
Malleo
un
ragazzo
di 16
anni
ferito,
che
morirà
nei
giorni
successivi
e Andrea
Gangitano,
giovane
manovale
disoccupato.
Da una
pallottola
vagante
viene
uccisa
anche
Rosa La
Barbera,
53 anni,
colpita
in casa
sua
mentre
chiudeva
la
finestra.
8
luglio,
Catania:
7
manifestanti
feriti e
l’episodio
più
odioso:
la
polizia
massacra
a
manganellate
Salvatore
Novembre,
19 anni,
disoccupato
e mentre
il
ragazzo
è a
terra
sanguinante
un
poliziotto
gli
spara
una
serie di
colpi
fino a
renderlo
irriconoscibile.
Il corpo
viene
trascinato
dagli
agenti
al
centro
della
piazza e
viene
impedito
a
chiunque
di
prestare
soccorso
al
ragazzo
che
lentamente
muore
dissanguato.
Verrà
disposta
una
perizia
necroscopica
per
“accertare,
ove sia
possibile,
se il
proiettile
sia
stato
esploso
dai
manifestanti”:
una
macabra
montatura.
Il 9
luglio,
imponenti
manifestazioni
a Reggio
Emilia,
Catania
e
Palermo
rilanciano
la
protesta.
Il
Presidente
del
Consiglio
Tambroni,
nel
tentativo
di una
estrema
difesa
del suo
governo,
accusa i
comunisti
di aver
provocato
gli
incidenti
mettendo
in atto
un piano
deciso
al
Cremlino
durante
un
viaggio
di
Togliatti
a Mosca.
Ma il
monocolore
democristiano,
appoggiato
dai
fascisti
del MSI
e dai
monarchici,
ha i
giorni
contati.
Tambroni
se ne
deve
andare,
sconfitto
dalla
gigantesca
mobilitazione
di
piazza.
Il 14
luglio
1964, la
Corte
d’Assise
di
Milano
assolve
i
responsabili
della
strage
di
Reggio
Emilia:
Giulio
Cafari
Panico,
il vice
questore
che
aveva
ordinato
la
carica,
con
formula
piena
per non
aver
commesso
il
fatto;
Orlando
Celani,
riconosciuto
da
numerosi
testimoni
come
l’agente
che
uccise
Afro
Tondelli
e
immortalato
da una
fotografia
pubblicata
da
l’Unità,
per
insufficienza
di
prove.(facebook
7 luglio
2010)
Venerdì 11 giugno 2010 presso l'Anpi della V
Circoscrizione
Martedì 25 maggio 2010 dalle ore 10 alle ore 12
Via Villar angolo Via Vittoria
Giovedì 20 maggio 2010 dalle ore 10 alle ore 12
Piazza Chiesa della Salute/Via Vibò
Martedì 18 maggio 2010 dalle ore 8 alle ore 10 in
Corso Toscana 108-USL
Sabato 15 maggio 2010 dalle ore 10 alle ore 12
al mercato di Corso Cincinnato
Giovedì
13 maggio 2010 dalle ore 10 alle ore 12 al mercato di Piazza Vittoria
Convocazione assemblea
domenica 23 maggio ore 9,30
Care compagne, cari
compagni
L’Italia vede una crisi economica, culturale e politica di una gravità
inaudita. Il deludente risultato delle elezioni regionali per il nostro
partito e per il centro sinistra sono un ulteriore campanello d’allarme
sulla tenuta democratica del nostro Paese perché vede premiata una
destra pericolosa che sta minando le fondamenta della Costituzione nata
dalla Resistenza, che sta cancellando i diritti delle lavoratrici e dei
lavoratori, degli studenti, dei pensionati, una destra che avanza
minacciosa grazie anche all’astensione dal voto di tanta parte di
elettori comunisti e di sinistra delusi dalla politica.
Riteniamo quindi utile convocare una assemblea degli iscritti della
Sezione Dolores Ibarruri del PdCI e di coloro che non si sono più
iscritti al nostro partito negli ultimi anni, per ragionare insieme su
importanti temi quali:
Rilancio del PdCI, unità dei comunisti, Federazione della Sinistra,
situazione politica ed eventuali alleanze.
Ti
comunichiamo inoltre che il direttivo, a seguito delle dimissioni da
Segretario del compagno Massimo Ciusani, ha eletto all’unanimità la
compagna Marica Guazzora.
Ti
aspettiamo in Sezione
domenica 23 maggio 2010 alle ore 9,30
Concluderà assemblea
l’intervento del compagno Maurizio (Mao) Calliano Segretario
della Federazione di Torino del PdCI.
Domenica 25 aprile 2010
fiaccolata dell'Anpi della Circoscrizione V,
concentramento alla Piscina
Sospello alle ore 20,30 e partenza alle ore 20,45.
In Circoscrizione intervento
dell'Anpi con il Comandante Guido (Pettini)
e di Don Ciotti di
Libera
a seguire Canti della
Resistenza con il Coro Tre Valli di Venaria.
Furono
43 mila i partigiani combattenti sulle montagne piemontesi, mobilitati
fin dalle prime ore dopo l'armistizio dell'8 settembre.
La guerra di liberazione inizia
subito e la sua durezza è immediatamente sancita dal martirio di Boves,
incendiata per rappresaglia dai nazifascisti il 19 settembre '43, con il
massacro di 32 persone inermi. In città i partiti del Comitato di
Liberazione Nazionale stendono una rete di contatti che stringono il
nemico come in una fortezza assediata ed anche Torino paga il suo
tributo: il 30 marzo 44 cade quasi al completo il Comando militare
diretto dal generale Perotti e 8 esponenti vengono fucilati.
Gli operai
scioperano e ostacolano la produzione per la
guerra tedesca e anche qui le rappresaglie si susseguono con
impiccagioni, fucilazioni, sevizie. Queste non riescono tuttavia a
stroncare la battaglia dei Gap nelle città, così come gli imponenti
rastrellamenti non fermano l'offensiva delle formazioni partigiane.
Cadono nella lotta figure come Filippo Beltrami, Giovanni Citterio,
Gaspare Pajetta, Antonio Di Dio, partigiani vengono massacrati a Baveno
e sul ponte di Cusio.
Una strage efferata a Fondotoce
(frazione di Verbania) avviene il 20 giugno 1944: dopo un
rastrellamento, i tedeschi massacrano 43 prigionieri tra i quali ostaggi
civili, compresa una donna prossima alla maternità, dopo averli fatti
sfilare con un cartello per i paesi del Verbano. Tutto questo non ferma
l'offensiva che sul finire dell'estate e in autunno liberano grandi aree
e costringono i nazifascisti alla resa.
Tra giugno e luglio per poco
più di un mese una forma di amministrazione democratica si sperimenta in
Val Maira, mentre il 10 settembre '44 , dopo
una serie di sanguinosi combattimenti, viene proclamata la
Repubblica dell'Ossola, dove si eleggono
organismi democratici e si stabiliscono accordi per scambi di prodotti
con la Svizzera.
Sullo slancio vengono poi
liberate Omegna, Fondotoce, il 10 ottobre Alba che, sia pure per soli 18
giorni ha un vero governo democratico e un suo giornale quotidiano,
mentre in altre vaste aree per i nazifascisti è difficile arrivare e
circolare. Liberi l'Alto
Tortonese, il
Monferrato, le
Langhe.
Quando il nemico alla metà di
ottobre successivo tenta la riconquista con forze preponderanti il
movimento partigiano riesce a ritirarsi ricco di una nuova esperienza
politica e di governo.
L'offensiva di primavera, che
scompagina definitivamente le file fasciste, é il miglior preludio alla
Liberazione. Le città piemontesi insorgono insieme - benché a Torino
ancora la mattina del 25 aprile il capo delle missioni alleate in
Piemonte chiedesse di ritirare l'ordine insurrezionale già diramato - e
intere colonne tedesche vengono chiuse in una morsa dalle brigate
attestate sul Po che scendono in città, liberandola definitivamente il
28 aprile mentre gli alleati vi arrivano solo il 9 maggio.(16 aprile
2010)
Intervento al Comitato
federale di Torino del 6 aprile 2010
di Marica Guazzora*
A
lle
elezioni regionali è successo qualcosa che si può riassumere con uno
slogan: la destra è compatta e la sinistra è disfatta.
Prima considerazione:
La destra ha i mezzi di informazione,
Berlusconi li ha piazzati tutti davanti al televisore e nutre i loro
sogni di gloria: di lavoro non se ne parla, perché non c’è, ma si parla
di vincere qualche premio, di fare la velina, di partecipare al grande
fratello.
Qualsiasi cosa succede e ne succedono
tante, nei partiti della destra dalla corruzione al ladrocinio, ai
concorsi mafiosi, fino agli attacchi alla Costituzione alla
magistratura, alla democrazia, ebbene l’elettore di destra vota
compattamente i suoi partiti, dando fiducia a volte più ad uno e a volte
più ad un altro ma comunque sempre vota i suoi candidati,
qualsiasi schifezza abbiano commesso, i partiti di destra sembrano
litigiosi ma alla fine si appoggiano l’un l’altro sempre, e vincono le
elezioni. Anche loro hanno avuto qualche defezione ma complessivamente
hanno consolidato le posizioni del governo.
La sinistra invece no. Passatemi il
termine sinistra anche per il Pd perchè l’elettore Pd si sente di
sinistra. L’elettore di sinistra è particolare. Ha la capacità di
spaccare un capello in 4, spesso ha ragione nell’essere anche molto
furioso ma non è che pensa al bene supremo della sinistra per vincere
le elezioni, come invece fa l’elettore di destra. L’elettore di
sinistra sceglie un partito e poi ne sceglie un altro, ma se è incazzato
fa che non andare a votare, oppure vota ogni movimento che nasce
sull’onda di qualche moda come hanno fatto gli elettori di Grillo, il
buffone di corte, senza preoccuparsi delle conseguenze, come era già
successo nel Pci quando è nato il Partito radicale, che ha fatto incetta
di voti comunisti, però quelli erano i tempi delle leggi sui diritti
delle donne, mentre il movimento di Grillo che ha fatto? Ha detto No a
due o tre cose tra le quali No alla Tav. Noi lo diciamo da sempre e li
abbiamo appoggiati sempre, abbiamo partecipato alle loro lotte e al
momento del voto ci hanno voltato le spalle. Abbiamo spiegato che
facevamo un accordo di desistenza con la Bresso che significava anche
poter continuare ad appoggiare i No tav.
Quando si perde non è che l’elettore di
sinistra pensa che abbiamo perso tutti, l’elettore di sinistra manda
questo segnale di scontentezza al proprio partito e pazienza se le
conseguenze le paga tutta la sinistra perdendo le elezioni, se lo sono
meritato, ce lo siamo meritato, il segnale è stato dato, anche se è un
segnale che poi ti pesa per 5 anni. E’ un pò quello che succedeva
con la Democrazia Cristiana e il PCI.
La destra può compiere tutte le
sconcezze possibili ma al momento del voto i suoi elettori per lo più
vanno ai seggi e la votano. La sinistra, discute, litiga, si divide, e
poi magari vota su internet, perché è lì che si pronuncia, ma non va a
votare al seggio, per auto punirsi.
La seconda considerazione è di tipo
culturale. La destra non è maggioranza nel paese, probabilmente, vista
l’astensione, ma è maggioranza tra gli elettori che vanno a votare.
Quindi la maggioranza degli elettori che vanno a votare è razzista,
fascista e tele dipendente, però i più vanno a votare, sanno esercitare
questo diritto che consente loro di conquistare quel peso nella società
che un tempo aveva
la sinistra e determinare egemonia culturale. Questa egemonia culturale
consiste in primo luogo nel cancellare ogni diritto ottenuto dalle lotte
della sinistra negli anni passati cioè dal Pci e dai sindacati, in
primo luogo dalla Cgil, vedi per ultimo l’attacco all’articolo 18.
Questa egemonia culturale significa
cancellare i valori della Resistenza, tant’è che la Gelmini l’ha
cancellata dai libri di testo dei licei, significa cambiare in peggio la
Costituzione, significa fare le tanto nominate riforme che poi sono le
riforme che fanno comodo al premier
e ai padroni.
E non importa se questo significa tornare
all’oscurantismo del medioevo perché è la rivincita dell’individuo
sulla collettività. E’ la fine di ogni tipo di solidarietà. E’ odio e
paura del diverso. Che Berlusconi riesce a rovesciare a suo vantaggio
inventando il partito dell’amore, creando messaggi mediatici.
E’ diventato di moda essere di destra, i
valori della destra sono emergenti. Il martellamento subculturale
mediatico e della tv spazzatura hanno ottenuto grandi risultati. Tutto
ciò che succede oggi, vent’anni fa era inimmaginabile e sconvolgente.
Oggi no. E' tutto normale, è tutto a posto. Il pensiero del popolino
della destra, ve ne sarete accorti anche voi, è questo:
Sto bene io e se tu stai male non è un
problema mio, anzi se posso ti affondo con piacere, se posso ti frego,
frego te e lo stato perché lo stato non sono io, lo stato ruba, rubo
anche io. Non pago le tasse perché sono più furbo di te che le paghi e
sto dalla parte dei padroni che non le pagano perché sono i più furbi e
hanno fatto i soldi.I partiti sono tutti uguali, tanto vanno lì e
mangiano tutti, allora faccio così anche io. Voto i furbi. Perché li
invidio.... Hanno le puttane che vogliono, hanno i soldi che vogliono,
loro sì che si divertono e fanno bene. Vorrei essere come loro, se li
voto sono uno di loro, mi identifico. Essere di destra oggi quindi vuol
dire, nell’immaginario collettivo, sognare di essere bello e ricco anche
se sei brutto e povero, mentre essere di sinistra invece oggi vuol dire
essere frocio, comunista, immigrato clandestino, rom, nero, sporco,
povero. Anche la parola comunista è diventato un insulto. Non so chi di
voi ha visto la Stampa di sabato scorso, c’era una foto di una
manifestazione della Lega che aveva lo striscione “Chi vota comunista
avvelena anche te, digli di smettere”. Loro vogliono il ritorno del
nucleare e noi saremmo gli avvelenatori. Questo è il mondo della destra.
Bugie su bugie che però fanno presa.
Gli elettori di sinistra invece non
votano più comunista perché ci vogliono punire. I vecchi comunisti
rimasti nel Pd votano Pd qualsiasi cosa succeda in quel partito. Gli
altri puniscono le nostre divisioni, non hanno più fiducia, coloro che
ci votano adesso probabilmente sono davvero ideologicamente comunisti,
mentre gli elettori di sinistra che votavano il Pci non per questo erano
comunisti, così come non lo erano del tutto coloro che votavano
Rifondazione o Pdci. Votare comunista non significa per tutti
necessariamente essere comunista, abbiamo visto che non è così.
Significava per i più condividere un programma, un progetto. Una volta
si diceva che bisogna essere radicati
sul territorio. Ma io non credo che sia solo questo, cioè che non siamo
radicati sul territorio come la Lega, credo invece che noi rispondiamo
ad esigenze diverse da ciò che oggi vuole la gente che va a votare. La
gente che va a votare vuole risposte e noi possiamo dare solo speranze
visto che non siamo più in Parlamento, che tipo di opposizione possiamo
offrire? Quella della piazza, l’opposizione virtuale di internet, ma
l’opposizione reale si fa in Parlamento e lì la fa un po’ Di Pietro, è
lui che ha preso in parte i voti degli elettori che votavano comunista,
in parte, perché una parte invece non va più a votare, altri hanno
votato il partito di Grillo che ha eroso voti sia alla destra che alla
sinistra con una politica che è appunto né di destra né di sinistra.
Vendola ha qualche chances, ma è una vittoria personalistica, è la
rappresentazione della sinistra più moderata, con un Pd che di sinistra
non ha più nulla, in un paese tutto spostato a destra.
Il problema che abbiamo di fronte è in
primo luogo riunire i comunisti sparsi nelle varie fazioni, con chi ci
sta, anche perché con scarsi militanti, per un partito come il nostro
senza mezzi, con i media contrari e fuori dal Parlamento e dalle
istituzioni diventa praticamente impossibile fare politica. Ma non è
che riunire i comunisti sia la panacea che risolve tutti i problemi. E’
un passo importantissimo, è il nostro progetto, ma la difficoltà nel
metterci poi d’accordo sulle scelte da fare restano comunque.
Riconquistare la fiducia degli elettori è la cosa più difficile e non ci
aiutano le alchimie sul nostro nome.
Abbiamo formato una lista comunista
anticapitalista e non siamo riusciti a raggiungere il 4%, non
dimentichiamoci che tutti gli sbarramenti sono stati messi apposta per
farci perdere, e il Pd che dovrebbe aiutarci, come si aiutano tra loro i
partiti della destra, invece non ha fatto che alzare paletti. Avevamo
ottenuto il 3 e mezzo per centro, che è stata una sconfitta, anche se è
una mezza vittoria rispetto ai risultati dell’"arcobaleno", e allora si
è fatta la Federazione della sinistra, abbiamo di nuovo cambiato linea e
nome e abbiamo perso altri pezzi. Ho già detto in altre occasioni come
la penso su questo nome e questo progetto che non mi hanno mai convinto,
anche se al momento sembra l’unica via percorribile.
Si dice che gli elettori ti votano per il
programma ma quale programma ci porta voti? Davvero non si capisce.
Stiamo dalla parte dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati, delle
donne e degli immigrati, partecipiamo attivamente a tutte le lotte con
le poche forze che abbiamo, il nostro compito è questo ma se andiamo in
una coalizione non ci vota chi ci accusa di essere istituzionalisti, di
non essere antagonisti al Pd, e se andiamo da soli non ci votano gli
altri perché il voto non è utile. Leggo sulla Stampa che dai flussi dei
voti si evince che i giovani disoccupati e precari piemontesi hanno
votato Lega. Domanda: Forse perché la Lega dice che sono gli immigrati
che gli portano via il posto di lavoro? Perché davvero altrimenti non si
capisce visto che la Lega è nel governo e non fa proprio niente per
aiutarli.
La Federazione della sinistra è stata
sconfitta. Noi comunisti siamo siamo sconfitti di una sconfitta
culturale epocale, ma non siamo ancora vinti. Siamo in una fase di
resistenza, dobbiamo resistere, continuare a fare le nostre lotte da
comunisti, senza cambiare linea ogni 6 mesi perché non serve, non ci fa
capire. dalla nostra gente soprattutto, ma neppure dagli elettori.
Adesso leggo che si pensa non di ri-costruire il partito comunista ma di
cancellare i nomi dei partiti dal simbolo e lasciare solo federazione
della sinistra, ma davvero si pensa che queste idee ci aiutino? Che
servano a qualcosa? Il nome sinistra non può
che farci perdere ancora. Se modifichiamo
il simbolo perché non chiamarla solo "federazione"?
Bene
invece difendere l’articolo 18, lanciare i referendum contro la legge 30
e per l’acqua.
Dobbiamo andare avanti. Perché deve
passare la nottata, come si dice a Napoli. Dobbiamo mantenere alti i
nostri valori. E ce ne sarà bisogno con un presidente come Cota che come
primo gesto ha pagato il suo debito con la chiesa e si espresso contro
l’autodeterminazione delle donne e degli omossessuali, per farsi
perdonare le posizioni indegne contro gli immigrati, ma ci siamo già
allenati ogni giorno con il governo
Berlusconi quindi non ci faremo
spaventare da Cota.
Ci avviciniamo a date importanti. il 25
aprile e il 1 maggio. Dimostriamo a questi ominidi fascisti che non ci
fanno paura. Facciamo quell’iniziativa che avevamo programmato lo scorso
anno e che non abbiamo fatto per la pioggia “Lettere e musica della
Resistenza” ma andiamo a farla a San Salvario dove risiede la
maggioranza delle gente che più deve resistere, che di sicuro più patirà
le conseguenza della vittoria di Cota. Noi non siamo e non dobbiamo
essere un partito che sa mobilitarsi solo in campagna elettorale. Stiamo
dalla parte degli ultimi anche se non possono votare. Ricominciamo da
San Salvario. Rafforziamo il nostro partito, cerchiamo di costruire
l’unità dei comunisti sulle cose da fare insieme e l’antifascismo è un
collante importante, dobbiamo essere noi a ricordarlo alla gente se la
destra vuole farlo dimenticare.
Diliberto ci aveva detto all’ultimo
Congresso che sarebbe stata una lunga traversata nel deserto. Siamo
sempre lì, in quel deserto, ma non dobbiamo perdere né la fiducia né la
speranza, ma soprattutto non dobbiamo perdere la nostra strada di
comunisti, e mantenere la barra dritta perché spostarci di qua e di là
sull’onda delle sconfitte non ci aiuta di sicuro, anzi, non fa che farci
perdere altri pezzi.
*Segretaria della Sezione
Dolores Ibarruri
Comunicazione del
Direttivo del 6 aprile 2010
Il
Direttivo riunitosi ieri sera, alla presenza della maggioranza dei suoi
componenti, ha eletto all'unanimità la compagna Marica Guazzora quale
Segretaria politica della Sezione Ibarruri, a seguito delle dimissioni
di Massimo Ciusani, e ha proceduto alla cooptazione di due nuovi membri:
Giovanni Modolo e Elio Alotto.
Risultati della
Federazione della Sinistra nella città di Torino
divisi per
Circoscrizione - Elezioni Regionali 2010
Torino
3,73%
Circoscrizione 1
3,91% Centro
Circoscrizione 2
3,15% S.Rita
Circoscrizione 3
3,31% S.Paolo
Circoscrizione 4
3,76% S.Donato
Circoscrizione 5
3,72% B.Vittoria
Circoscrizione 6
4,03% B.Milano
Circoscrizione 7
4,74% Aurora
Circoscrizione 8
4,42% S.Salvario
Circoscrizione 9
3,14% Nizza
Circoscrizione 10
3,73% Mirafiori Sud
Aurora, San Salvario e B.
Milano hanno ottenuto i risultati migliori.
Pranzo in Sezione il 29
marzo
2010
Elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010
Iniziative per
le elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010
Report
del Direttivo della Sezione del 23 marzo 2010.
Ultima settimana di campagna elettorale. Il
materiale di propaganda è stato distribuito quasi tutto, questa
settimana terminiamo la distribuzione sia nelle case che nei
mercati. Anche per i rappresentanti di lista siamo a buon punto. Gli
iscritti che si volessero aggiungere sono i benvenuti. La Sezione è
aperta tutti i pomeriggi fino alle 18,30.
Questa
settimana le iniziative della Sezione sono:
Distribuzione di
materiale di propaganda: Vota comunista candidato Domenico
Martelli:
Giovedì 25 marzo dalle ore 10 al mercato di Via Lulli
Govedì 25 marzo
dalle ore 10 al mercato di Viale dei Mughetti
Venerdì 26 marzo
dalle ore 10 al mercato di Corso Cincinnato
Da venerdì
pomeriggio si potranno ritirare in sezione i fogli compilati e le
istruzioni per i rappresentanti di lista.
La Fgci chiude la
campagna elettorale oggi 24 marzo alle ore 16
nel giardino della palazzina
Einaudi in Corso Regina
Margherita 60
(sede della Facoltà di
scienza politiche e
giurisprudenza
dell'Università di Torino)
La chiusura della campagna elettorale centrale si terrà venerdì
26 marzo in Piazza Carignano a Torino alle ore 20 con i candidati e
Paolo Ferrero.
Domenica 28 marzo
alle ore 13 si terrà il pranzo della Sezione per chiudere tra comunisti
questo pesante mese di campagna elettorale con la partecipazione di
46 compagne e compagni, tra cui il nostro candidato Domenico Martelli,
il segretario regionale Vincenzo Chieppa, il segretario provinciale
Maurizio Calliano. Buon lavoro per questi ultimi giorni un cui Vi
chiediamo di dare il massimo. Un ringraziamento della Segreteria della
Sezione va a tutte e tutti i compagni che hanno lavorato per ottenere un
buon risultato da queste elezioni regionali, così importanti per il
nostro Partito e per il Paese, per battere la destra e rafforzare la
sinistra.
Per la Segreteria Marica Guazzora
Report
del Direttivo della Sezione del 16 marzo 2010.
L’iniziativa del 25 marzo in Piazza Carignano è sospesa perché il nostro
Segretario nazionale Oliviero Diliberto si è infortunato ad un
ginocchio. I nostri migliori auguri di pronta guarigione.
Il
lavoro del direttivo per la campagna elettorale procede bene. I
riscontri sono positivi. Continua il volantinaggio nella buche per le
vie del nostro quartiere. Ogni compagna/o si è impegnata/o a distribuire
nelle buche nei dintorni della propria abitazione. Gli impegni
delle scorse settimane (neve a parte) sono stati mantenuti. I compagni
di Rifondazione non si sono riuniti per imprevisti. Il direttivo è
riconvocato per martedì 23 marzo alle ore 21 per affrontare gli impegni
dell'ultima settimana di campagna elettorale.
Questa
settimana le iniziative sono:
Distribuzione di
materiale di propaganda: Vota comunista candidato Domenico
Martelli:
Mercoledì 17 marzo
dalle ore 15,30 Piazza Villari
Giovedì 18 marzo dalle ore 10 mercato di Piazza
Vittoria
Venerdì 19 marzo dalle ore 10 mercato di Corso
Cincinnato con il candidato Domenico Martelli
Sabato 20 marzo dalle ore 10 mercato di Piazza
Vittoria
Domenica 21 marzo dalle ore 10,30 distribuzione
materiale in Via Borgaro per la festa di via (festa di via annullata per
maltempo)
Domenica 21 marzo dalle ore 16,30 partecipazione al
Pomeriggio con i comunisti in Piazza Castello
Lunedì 15 marzo dalle ore 15,30 Via Chiesa della
Salute con il candidato DomenicoMartelli
Per la Segreteria: Marica Guazzora
Report
del Direttivo della Sezione del 9 marzo 2010
Questa
settimana le iniziative sono:
Distribuzione di
materiale di propaganda: Vota comunista candidato Domenico
Martelli:
Mercoledì 10 marzo
dalle ore 15,30 Piazza Villari
Mercoledì 10 marzo dalle ore 8 Corso Toscana Usl
Giovedì 11 marzo dalle ore 9,30 Mercato di Via Lulli
Sabato 13 marzo dalle ore 9,30 distribuzione
materiale nelle buche delle lettere
Lunedì 15 marzo dalle ore 15,30 Via Chiesa della
Salute con il candidato Domenico Martelli
Si è stabilito di effettuare il pranzo di chiusura
campagna elettorale con Domenico Martelli domenica 28 marzo ore 13
nei locali della sezione Ibarruri. Le compagne/i sono invitate a
telefonare a Silvia Manzon o in sezione per prenotare.
In accordo con le compagne e i compagni della Sezione
del Prc Che Guevara sono convocati i direttivi delle sezioni PdCI e Prc
presso la sezione Ibarruri martedì 16 marzo alle ore 21 per
definire le iniziative prossime.
Per la Segreteria: Marica Guazzora
Report
del Direttivo della Sezione del 2 marzo 2010
L
a
Sezione è aperta tutti i pomeriggi, il Direttivo della Sezione durante
il mese di marzo si riunisce tutti martedì alle ore 21. Le decisioni
sulle iniziative verranno prese di volta in volta. Questa settimana le
iniziative sono:
Distribuzione di
materiale di propaganda Vota comunista candidato Domenico
Martelli:
Sabato 6 marzo al mercato di
Piazza della Vittoria dalle ore 10
Sabato 6 marzo al mercato di
Corso Cincinnato dalle ore 15,30
Sabato 6 marzo dalle ore 15,30
Piazza Castello corteo "Donne per altre idee di donne"
Martedì 9 marzo dalle ore 10
marcato di Viale Mughetti
Per la Segreteria: Marica Guazzora
Cosa scrive di
noi "Libero"
di Marica Guazzora
- direttora del sito
Forse il giornalista
di Libero pensa di averci insultato scrivendo questo articolo, invece
no, io sono la redattrice di questo sito e ne sono compiaciuta. I
problemi sono di altri, non sono i nostri. Noi non abbiamo reciso le
nostre radici come altri hanno fatto, noi non abbiamo cancellato i
nostri simboli, che sono i simboli del lavoro, come altri hanno fatto. Noi siamo comunisti, parliamo da
comunisti, scriviamo da comunisti, agiamo da comunisti. Noi siamo dalla
parte degli oppressi e non degli oppressori, noi siamo dalla parte degli
sfruttati e non degli sfruttatori, noi siamo dalla parte dei
lavoratori e non da quella dei padroni. Non ce ne vergognamo, anzi, ne
siamo molto orgogliosi. Attenti a votare Udc quindi perchè nel listino
della Bresso c'è un comunista che si chiama Vincenzo Chieppa e si sa
che, se verrà rieletto, agirà nuovamente dalla parte dei lavoratori,
degli oppressi, degli sfruttati. Alcune informazioni per "Libero": la
prima è che Vincenzo Chieppa, che nel 68 aveva tre anni, dubito si
occupasse dell'Armata Rossa, probabilmente in quel tempo giocava ai birilli, la seconda è che Sergio Chiamparino era già anticomunista
quando era un dirigente del Partito Comunista Italiano. Infine ci
sentiamo di garantire che, comunque vadano le cose, i comunisti non
mangiano più i bambini.
Torino 28 febbraio 2010
...Donne
per altre idee di donne...
Manifestazione
Piazza Castello ore 15,30 sabato 6 marzo 2010
Comunicato stampa:
"Noi ci saremo"
Aderiamo alla manifestazione del 6
marzo a Torino “..Donne per altre idee di donne.. “ promossa dal
Collettivo AlterEva condividendone le parole e gli intenti. La
manifestazione dello scorso anno ci ha viste tutte impegnate a dar
vita ad un corteo contro la violenza sulle donne, possiamo purtroppo
dire che nel corso del 2009 nulla è cambiato, anzi, la condizione
della donna è peggiorata sia nei luoghi di lavoro che nella società
tutta, permeata da una subcultura dominante che ci offende e ci
ferisce.
L’ 8 marzo è una delle date
fondamentali nel percorso della nostra storia. Noi
donne comuniste vogliamo ritornare a decidere della nostra vita, a
riprenderci i nostri diritti. Essere protagoniste della difesa della
libertà nostra e di tutte/i a cominciare da chi è sfruttata/o, da
chi non ha speranza per il futuro. Il movimento delle donne, sempre
dato per morto, ha irruzioni improvvise e noi, libere e ribelli,
marciamo unite a testa alta, in cortei lunghi quanto le strade del
mondo.
Responsabile Diritti Segreteria Federazione PdCI Torino Marica
Guazzora
Segretario Provinciale PdCI Torino Mao Calliano
Manifestazione
1 marzo "24 ore senza di noi"
Aderiamo al presidio di Torino Stazione Porta Nuova
ore 17 Primo Marzo 2010
Presentazione del libro "Ultimi fuochi di Resistenza"
L'iniziativa è organizzata da Unità comunisti
Piemonte -unitacomunistipiemonte@gmail.com