volantinaggio ai
mercati di Corso Cincinnato e Piazza Vittoria contro la manovra del
governo Monti
I testi dei
volantini prodotti dalla Sezione
Manovra del governo Monti: ingiusta,
inutile, insostenibile
Anche
Confindustria dice che l’anno prossimo l’Italia sarà in profonda
recessione e si perderanno centinaia di migliaia di postidi
lavoro. Questo risultato è causato quasi per intero dalle manovre di
Berlusconi prima e dall’ultima manovra di Monti ora.
Al contrario di cosa ci viene raccontato tutti i giorni queste manovre
non sono sacrifici necessari per uscire dalla crisi, ma invece
manovre che difendono i privilegi dei ricchi e la speculazione
finanziaria, aumentando le ingiustizie sociali e aggravando la crisi.Il governo Monti ha fatto uno scempio sulle pensioni e ha proposto
correttivi compassionevoli! Il Giappone ha un debito pubblico molto
più alto del nostro ma ha un banca centrale che lo finanzia, ugualmente
succede in Gran Bretagna, solo in Europa la Bce, cioè la Banca centrale
europea, finanzia le banche private e non gli stati, favorendo
così glispeculatori e chi vuole affossare l’euro mentre la
Germania della Merkel diventa la padrona dell’Europa. Questa manovra
recessiva porta l’Italia nel baratro della situazione greca a passi
velocissimi: Berlusconi ci ha portato sull’orlo
del baratro, Monti ci fa fare un passo avanti nel precipizio!
Occorre tenere aperta una forte opposizione di sinistra
al governo dei tecnocrati e delle banche. E’ l’unico modo per difendere
gli interessi dei lavoratori, quelli di oggi, quelli di ieri, quelli di
domani, ma è anche l’unico atto possibile di difesa degli interessi
nazionali. I comunisti dicono basta! Paghi chi non ha mai pagato!
“I poveri hanno poco ma sono tanti”
Questa è la filosofia del governo
Monti
Far
pagare la crisi a coloro che hanno sempre pagato! Cioè a noi.Ai
lavoratori, ai pensionati, ai precari, ai disoccupati.
I ricchi possono dormire sonni
tranquilli, nessuno li disturba. Se un povero ruba è un reato, ma
se ruba un ricco è il mercato! Intanto è aumentata la benzina, che
è la più cara d’Europa, si pagherà di nuovo l’Ici, ma avremo
salvato l’Italia, noi. Perché a pagare siamo sempre noi,
i soliti noti.
E ci prendono anche in giro parlando di
equità.
Il governo fa cassa sui poveri, decide sulla nostra pelle, può
decidere di innalzare l’età pensionabile, di bloccare l’indicizzazione
delle pensioni, di mettere tasse su tasse, ma non può decidere
di tagliare gli stipendi a deputati e senatori perchénon è
compito suo. Semplicemente vergognoso!
Non mette una tassa sui grandi patrimoni perché non deve disturbatore i
manovratori, cioè i padroni, la Bce, le banche. Ci sono
persone che dichiarano al fisco 20.000 euro all’anno e possiedono auto
di lusso, barche e persino elicotteri. Ma per farpagare i
grandi evasori prima bisogna avere la volontà di trovarli
mentre è più facile tassare lavoratori e pensionati.
C’è bisogno di una opposizione
concreta!
Assemblea pubblica venerdì
16 dicembre 2011 ore 20,30 in Corso Belgio 91
Intervengono:
Francesco Francescaglia della Segreteria nazionale del PdCI – Claudio
Caron di Associazione a Sinistra e Paolo Ferrero Segretario
nazionale Prc - Eleonora Artesio Capogruppo Fds Regione Piemonte.
PdCI - Fds Sezione Dolores Ibarruri
Le iniziative
sabato 4 dicembre
2011 ore 10
volantinaggio ai
mercati di Corso Cincinnato e Piazza Vittoria contro la manovra del
governo Monti
il testo del
volantino prodotto dalla Sezione
Il governo Monti non è tecnico ma
politico!
Un
governo bipartisan dal Pd al Pdl, che garantisce i poteri forti e
colpirà i più deboli, con la Lega che sta all’opposizione per tentare di
recuperare la credibilità perduta!
Il Governo Monti è il sessantunesimo
governo della
Repubblica italiana, il secondo della
XVI
Legislatura. Il governo è stato nominato dal
presidente
della RepubblicaGiorgio
Napolitano il
16 novembre2011
in seguito alle dimissioni di
Silvio
Berlusconi del
12 novembre.
Questo Governo è l’espressione dei poteri forti, delle lobby, di quel
mondo che ci ha portato nella gravissima crisi attuale. Un governo
legato alle banche, alle imprese, al Vaticano, alle università private,
ai “soliti noti”. Il contrario di quello che serve al paese e ai
lavoratori. L’Italia dovrebbe mettere in discussione le politiche
europee che sono all’origine della speculazione, mentre questo governo è
l’espressione diretta dei potentati e dell’ideologia neoliberista che
hanno forgiato quelle politiche sbagliate. Siamo dunque fortemente
contrari poiché la parola spettava ai cittadini e la scelta di non
andare alle elezioni anticipate è un grave errore che pagheranno
purtroppo i ceti più deboli, lavoratori, precari, pensionati, giovani.
Il Governo Monti non è tecnico ma politico e lo dimostra la storia
personale di ciascuno dei componenti a cominciare dallo stesso
Presidente del Consiglio Mario Monti.
Sviluppo economico, infrastrutture e trasporti. Corrado Passera.
Ha svolto diversi incarichi con il Gruppo di Carlo De Benedetti in
Cir, Mondadori, Gruppo Editoriale L'Espresso. E’ stato amministratore
delegato e direttore generale del Banco Ambrosiano Veneto, nel 1998 il
Governo lo nomina amministratore delegato di Poste Italiane. Dal 2002
ricopre lo stesso ruolo per Banca Intesa e Intesa San Paolo.
Difesa. Giampaolo Di Paola.
L’ammiraglio Di Paola è l'attuale presidente del Comitato Militare della
NATO, organismo composto dai Capi di Stato dei 27 dell'Alleanza.
Dal 2004 al 2008, sotto governi di diverso colore politico, è stato Capo
di Stato Maggiore della difesa.
Interni. Anna Maria Cancellieri. In passato
prefetto di Vicenza, Bergamo, Brescia, Catania e Genova. E’ stata
Commissario straordinario a Bologna e Commissario prefettizio a Parma.
Giustizia. Paola Severino.
Avvocato penalista di fama e vicerettore dell’Università Luiss Guido
Carli. Presidente in pectore del Csm nel 2002, rinunciò poi
all’incarico. E’ stata vicepresidente del Consiglio della Magistratura
militare, è consulente di società, banche e associazioni di categoria.
Esteri. Giulio Terzi
di Sant’Agata.
Ambasciatore a Washington. Esperto di
diritto internazionale è stato Primo Segretario per gli affari politici
all'Ambasciata italiana a Parigi. Ha ricoperto diversi ruoli nell'ambito
della diplomazia, lavorando come console generale a Vancouver.
Consigliere politico presso la Rappresentanza d'Italia alla Nato,
vicesegretario generale della Farnesina. Ha anche assistito il ministero
degli Esteri sui temi della sicurezza internazionale, nucleare,
terrorismo e diritti umani. Ambasciatore in Israele e rappresentante
alle Nazioni Unite.
Lavoro e politiche
sociali. Elsa Fornero. Docente di economia all'Università di
Torino. La Fornero è anche alla guida del Cerp (Center for research on
pensions and welfare policies), tra i maggiori centri studio a dedicarsi
alle tematiche dello stato sociale a livello europeo. È anche
vicepresidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa San Paolo e
componente del Nucleo di valutazione sulla spesa previdenziale presso il
ministero del Lavoro.
Istruzione,
università e ricerca. Francesco Profumo. Profumo ha retto il Politecnico
torinese dal 2005. Da pochi mesi è presidente del Consiglio nazionale
delle ricerche. Ha iniziato la sua carriera all'Ansaldo genovese, per
poi diventare preside della facoltà di Ingegneria del Politecnico di
Torino.
Beni culturali. Lorenzo Ornaghi.
Laureato in Scienze politiche
presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, dal 1980 al 1987 ha
svolto attività di ricerca nell'ateneo cattolico milanese. Diventato
poi associato all'università di Teramo, nel 1990 viene chiamato alla
Cattolica di Milano dove nel 2002 diventa Rettore.
Politiche agricole e
forestali. Mario Catania. Presta servizio alla Direzione
generale della tutela economica dei prodotti agricoli, si occupa di
politica agricola comunitaria. Partecipa ai lavori del Consiglio dei
Ministri dell'Agricoltura dell'UE. Durante la presidenza italiana ('90)
è presidente del gruppo di lavoro lattiero-caseario, nel 1996 portavoce
nel Comitato Speciale Agricoltura. Fino ad oggi prende parte ai lavori
del Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura dell'UE e affianca il
ministro pro-tempore in vari negoziati. Presta servizio a Bruxelles
nella Rappresentanza Permanente. Si occupa dei negoziati delle normative
comunitarie legate al settore agricolo e nel 2009 è Capo
Dipartimento delle politiche europee e internazionali del
Ministero delle politiche agricole e forestali.
Ambiente. Corrado
Cini.
E’ il negoziatore climatico per l'Italia in
campo internazionale. Attualmente è alla guida della direzione generale
per lo sviluppo sostenibile,
il clima e l’energia. È coordinatore della Commissione tecnica del Cipe
che ha elaborato il piano nazionale per la riduzione delle emissioni dei
gas ad effetto serra. Presidente in passato del Comitato nazionale di
gestione per le attività del protocollo di Kyoto, ha avuto un ruolo
durante il G8 svoltosi in Italia nel 2009, nell’ambito del Forum sulle
tecnologie a basso impatto di carbonio e del vertice dei ministri
dell’Ambiente a Siracusa. Da agosto è presidente del Consorzio per
l’area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste.
Salute. Renato Balduzzi. Presidente
dell’Agenas dal 2007, costituzionalista, esperto di diritto sanitario, è
stato Capo ufficio legislativo del ministro della Salute Bindi con la
quale ha lavorato alla stesura della “riforma ter” della sanità del
1999.
E’ stato presidente nazionale del Movimento ecclesiale di impegno
culturale e attualmente è componente per l'Italia dello European Liaison
Committee di Pax Romana-Miic- Icmica (Movimento internazionale degli
intellettuali cattolici).
QUESTO NON E’ UN GOVERNO TECNICO, MA POLITICO!
PdCI-Fds Sezione Dolores
Ibarruri
Il pranzo della Sezione Ibarruri
domenica 4 dicembre 2011
Convocazione direttivo della Sezione
Torino, 19 novembre 2011
I
l
Direttivo della Sezione è convocato per mercoledì 23 novembre 2011
alle ore 21 con il seguente ordine del giorno:
1) Situazione politica ed iniziative
Fraterni saluti
la Segretaria Marica Guazzora
Omaggio al 94simo anniversario
della Rivoluzione d'ottobre
Comunicato agli iscritti/e della Sezione
Torino 10 ottobre 2011
I
l
9 ottobre si è concluso il Congresso della Federazione di Torino
e Provincia. Al termine dei lavori sono state delegate per la
Sezione Ibarruri al Congresso nazionale che si terrà dal 28 al
30 ottobre 2011 le compagne Marica Guazzora, Silvia Manzon e
Mechi Milanesio. Compagne e compagni della sezione Ibarruri
eletti nel Comitato politico federale (pari al 50% di genere)
sono:
Marica
Guazzora - Silvia Manzon - Mechi Milanesio
Ciro
Argentino - Vincenzo Buda - Massimo Ciusani
Il 16 ottobre 2011 si terrà il
pranzo della Sezione
La
Segretaria
Marica Guazzora
Per le conclusioni e il documento
politico del Congresso della Sezione
clicca qui - per il Congresso della
Federazione clicca
qui
Convocazione IV Congresso della Sezione
Dolores Ibarruri
sabato 1 ottobre 2011
I
La tavolozza del pittore folle e la
ricostruzione del Partito comunista
Riflessione semiseria sui colori della
politica
di Marica Guazzora
Dopo la Liberazione e fino agli anni ’80 la politica italiana era
riconducibile a tre colori: il rosso, il bianco e il nero, colori
fondamentali per la tavolozza di qualsiasi pittore.
Il
rosso del Partito comunista italiano e corollario di gruppetti e il
rosso della Cgil, il bianco della Democrazia Cristiana e del clero, il
nero dei fascio-terroristi.
Negli anni dopo l’89 e fino ad oggi abbiamo visto questi colori
stemperarsi come sulla tavolozza di un pittore impazzito. I bianchi
della Democrazia Cristiana e del clero si sono sciolti come il sangue di
San Gennaro un poco ovunque perché si sa che il bianco è la base di
tutti gli altri colori, e va dappertutto, ultimamente lo usano perfino
le donne al posto del rosa…
Il
nero dei fascisti è rimasto tale ma una parte importante è andata via
via stemperandosi nel blu di Forza Italia-Pdl e nel verde della Lega
Nord. Il rosso del PCI sbiadito fino a diventare sempre più slavato
nel sindacato e nei Ds, si è trasformato nell’incolore del Pd.
Difficile, forse impossibile, farli tornare tutti al lo giusto
posto? Tutti, forse si.
Il
pittore pazzo ha cercato in ogni modo di cancellare il rosso,
facendolo scivolare anche nel viola e nell’arancione, ma nella sua
paranoia distruttrice non si è accorto che un piccolissimo
pezzo del colore del fuoco è rimasto lì, sulla sua tavolozza, non è
ancora riuscito a diluire, a scolorire, a cancellare quell’ultimo
residuo di colore che risplende di luce propria, nonostante tutti
gli sforzi per eliminarlo.
Come fare perché il nostro amato rosso torni ad essere uno dei colori
fondamentali sulla tavolozza del pittore dell’ Italia. Da dove
iniziamo? E’ semplice. Chiunque lo può capire. Dobbiamo ri-unirci in un
unico Partito comunista. Ri-cominciamo da qui.
VI Congresso della Federazione del PdCI
di Torino
Convocazione Direttivo della Sezione
Ibarruri
Torino, 9 settembre 2011
I
l
Direttivo della Sezione è convocato per venerdì 16 settembre 2011
alle ore 21 con il seguente ordine del giorno:
1) Convocazione del V Congresso di Sezione del PdCI
per scaricare il documento politico del
VI Congresso del PdCI
Convocazione Direttivo della Sezione
Ibarruri
I
l
Direttivo della Sezione è convocato per mercoledì 6 luglio 2011 alle ore
21 con l'ordine del giorno:
1) Discussione politica sui recenti avvenimenti
nazionali e locali.
Fraterni saluti.
la Segretaria Marica Guazzora
Torino , 3 luglio 2011
Ricostruire il Partito Comunista -
Appunti per una discussione
Il libro è in vendita presso la Sezione Dolores Ibarruri
Intervento al Comitato Federale del 31
maggio 2011
di Marica Guazzora*
Oggi i giornali dicono che a forza di parlare di bandiere rosse come una
minaccia, ieri nelle piazze le bandiere rosse sono tornate a sventolare
davvero. Radio Padania durante i risultati del ballottaggio
ironizzava trasmettendo Bandiera Rossa, l’Internazionale e persino
l’Inno Sovietico, dicendo che si stava adeguando agli umori della gente.
Però le vittorie dei ballottaggi che sono anche nostre, dei comunisti,
sono date come vittorie di Sel, Pd, Italia dei Valori e la Fds
viene raramente nominata. Continua il silenzio assordate dei
media.
Ci sono, secondo me,
da analizzare due questioni cioè la nostra, la Federazione della
sinistra, e il rapporto con il centro sinistra, e due fasi, la
prima quella delle elezioni amministrative e la seconda quella dei
ballottaggi.
La fase post
elettorale, di solito, è orfana di sconfitti e figlia di molti
vincitori. Vincono sempre tutti. Ma questa volta, dopo i ballottaggi,
possiamo dire che è davvero una grande vittoria dei partiti del centro
sinistra. Per parlare di Torino invece, e per iniziare con una
metafora, la classe operaia non va in paradiso ma brucia
all’inferno e lì ci trova anche il diavolo che la infilza con il
forcone. Abbiamo fatto una bella campagna elettorale intensa,
partecipata, per certi aspetti anche con modi nuovi, ma cosa ben più
importante ed essenziale per la nostra storia, prima della campagna
elettorale e durante abbiamo sostenuto con tutte le nostre forze la
lotta degli operai della Mirafiori per il No a Marchionne.
E quindi? Quindi se
vogliamo proprio trovare degli errori forse abbiamo sbagliato, dopo aver
cercato un accordo con il Pd ad ogni costo, dicevo, abbiamo
sbagliato nell’impostare gran parte della campagna elettorale contro
Fassino invece che contro la destra. Perché è vero che la nostra scelta
di allora nei confronti di Chiamparino l’abbiamo pagata oggi con
l’estromissione dal centro sinistra, ma è anche vero che è stata una
scelta corretta, visto che sull’acqua pubblica ancora in campagna
elettorale Chiamparino invitava a votare No al referendum. Bisogna dire
che Fassino, ma anche il Pd, hanno capito finalmente l’importanza di
questi referendum, il cui risultato positivo potrebbe dare una ulteriore
spallata a Berlusconi e hanno corretto il tiro. E bisogna anche dire che
quei compagni e quelle compagne che invece non hanno sostenuto quelle
scelte insieme a noi, e sono uscite dal nostro Partito, non mi
pare un caso che oggi si ritrovino ad occupare eccellenti poltrone del
Partito democratico dimostrando che già allora non era stata una scelta
ideologica ma appunto una scelta di poltrona.
E’ da tempo ormai che
la classe operaia non è più il nostro bacino elettorale di riferimento,
nonostante i nostri sforzi e le battaglie al loro fianco. La
campagna elettorale così, come tutta la lotta politica oggi, passa anche
attraverso canali differenti rispetto a quelli su cui siamo abituati ad
operare. Se hai denaro e paghi dei consulenti della comunicazione, così
come fa Beppe Grillo, ma anche come era avvenuto per la straordinaria
manifestazione dei Viola contro Berlusconi, se vi ricordate, questi
avvenimenti non avvengono a caso, sono programmati nei minimi
particolari da persone che lo fanno di mestiere e in quel caso dietro
c’erano i soldi di Di Pietro. Oppure bisogna avere la
fortuna di stimolare l’interesse dei media attraverso nuove forme di
protagonismo come fa anche Vendola, il cui risultato, anche se al di
sotto delle previsioni, è personale e ben poco ha a che vedere con
le lotte.
Quindi vuol dire che
la gente sta bene e non ha più bisogno dei comunisti? No, è proprio il
contrario. Sta sempre peggio, disoccupata, cassintegrata, precaria senza
prospettive, soprattutto senza speranze e senza sogni. Anche se la
vittoria dei ballottaggi di Napoli, Milano, Cagliari, Trieste ecc.
qualche speranza ce la ridanno, ma non ci possiamo nascondere che sulla
Fiat, sulla Tav, e per certi versi, anche sulla guerra, Fassino e Cota
la pensano nello stesso modo!
Purtroppo la percezione della nostra scomparsa
dall’uscita dal Parlamento, è entrata nella testa della gente che sempre
più considera finita la storia dei comunisti in Italia, certo anche per
i nostri errori, ma non solo, perché errori ne fanno tanti anche
gli altri, ma chissà perché i nostri si pagano doppio. Dicevo, per una
buona parte è dovuta ad una assillante campagna contro di noi, in prima
persona di Berlusconi che ha sempre usato la parola comunista come un
insulto e questo a lungo andare ha inciso nella testa della gente, fino
a vent’anni fa dare del fascista ad una persona era un insulto, adesso
lo è dare del comunista. Il Pd, che non è un partito di sinistra, ce lo
diciamo sempre perché è proprio così, viene vissuto come tale da parte
dei suoi militanti e da parte dei suoi elettori, alcuni ancora
comunisti, e che comunque vedono nel Pd l’unico partito abbastanza forte
da fronteggiare il pericolo berlusconiano, anche l’Italia dei valori ha
perso qualcosa. Eppure è stato l’unico partito a tentare una vera
opposizione in Parlamento, probabilmente non gli hanno perdonato
Scilipoti. Poi ci sono le riviste come MicroMega e il Fatto quotidiano e
le trasmissioni varie. Tutto fa, per gli altri, naturalmente, perché il
silenzio dei media nei nostri confronti è assordante. Diliberto è stato
in qualche trasmissione televisiva come portavoce della FdS, poi il
silenzio totale, il nuovo portavoce, certo Massimo Rossi, se ha
rilasciato qualche dichiarazione in campagna elettorale o dopo, per i
risultati, non se n’è accorto nessuno, nemmeno noi.
E quindi? L’altra sera, avvenimento più unico che
raro, Diliberto, ha partecipato su Rai2 alla trasmissione
Ultima parola, però i vari santoni della tutela della libertà di
informazione e cioè Fazio, Santoro e compagnia cantante, ben si
guardano dal chiamarci nelle loro trasmissioni, troppo occupati a
sentire le voci di chi gestisce il potere, che sia di centro
destra o di centro sinistra, non importa, l’importante è non
parlare mai dei comunisti se non per dire che non ci sono più o per
darci colpe che i comunisti non hanno mai avuto, anche sulla Stampa di
oggi Gramellini scrivendo degli anni 80 parla dei “deliri
dell’ideologia comunista”. Ma di quali deliri parla costui? Il delirio è
il suo.
La questione non è assolutamente da sottovalutare,
perché se noi facciamo le lotte, stiamo nelle piazze, con le poche forze
che abbiamo, ma nessuno scrive o parla di noi, mai, o quasi, è
impensabile che in tempi di magra come questi, si possano raggiungere
risultati soddisfacenti. E Torino è l’esempio classico, perché abbiamo
fatto le lotte. abbiamo distribuito migliaia di volantini, attaccato
manifesti, fatto iniziative nei quartieri popolari, e ci sembrava anche
di aver suscitato interesse nella gente, invece siamo rimasti
schiacciati tra la paura di una vittoria delle destre che potesse
bissare quella di Cota alle regionali , il silenzio dei media, e la
popolarità di certi personaggi-macchietta come Grillo che sta cavalcando
il malcontento con una politica qualunquista che però paga dal punto di
vista elettorale. E anche per i ballottaggi di Milano e Napoli ha
detto: Non si sceglie perché destra e sinistra sono uguali.
Nell’ottica grillina, è una mossa coerente
e redditizia. Nel caso dei ballottaggi comunque e per fortuna, non è
stato così, la gente ha scelto e alla grande, non ha affatto
pensato che Bersani era uguale a Berlusconi e quindi l’indicazione di
Grillo o non è stata seguita, oppure si è vinto anche senza di loro.
Certo che il partito non partito e il leader non leader sono grosse
falsità che prima o poi verranno fuori. Il dato di SeL che si assesta al
4,50%, più o meno la metà di quanto dicevano i sondaggi nazionali, apre
il tema del rapporto tra partito personale e costruzione del soggetto
politico, cioè tra il diventare punto di riferimento di una nuova
aggregzione a sinistra (visto che il Pd non può e non vuole compiere
questo salto di qualità), oppure puntare ad essere una alternativa sul
terreno della personalizzazione della politica da utilizzare quasi solo
sul piano elettorale. Rende più difficile la scelta di SeL il risultato
della Federazione della Sinistra che
si colloca al 3,9%, (al 4,% se si sommano i dati
di Prc e Pdci dove si sono presentati separati) comunque
ben oltre quanto era stata stimata dai sondaggi, a dimostrazione di una
presenza territoriale diffusa e sufficientemente consistente, certo
passi ne sono stati perduti in questi anni, ma da lì a sparire
completamente ce ne corre. Il dato di FdS e SeL indica come resti
sul tappeto, il tema della ricostruzione unitaria di una soggettività
politica rappresentativa della sinistra italiana, ognuno con la propria
identità, in grado di offrire una idea alternativa al Pd non soltanto
sul piano della progettualità ma soprattutto sul terreno dell'agire
politico.
I ballottaggi hanno dimostrato che sempre di più
ci si affida alle persone, con candidature emblematiche, più che ai
partiti che queste rappresentano, il caso di Milano con Pisapia ma
soprattutto quello di Napoli che ha visto vincere un ex magistrato come
De Magistris hanno significato davvero una sberla in faccia a
Berlusconi. Bisogna fare attenzione però a credere che Berlusconi sia
finito, perché già altre volte sembrava caduto da cavallo ma è sempre
riuscito a risalire. Occorrerebbe riuscire ad andare oggi ad elezioni
anticipate per avere qualche chance di vincere, altrimenti lui si
riorganizza e ritorna più forte di prima, visto che il suo obiettivo
sono le presidenziali.
Per concludere. Il nostro risultato di altri
luoghi, dove, come abbiamo visto, siamo andati sicuramente meglio che a
Torino e Bologna non è da sottovalutare, con percentuali di tutto
rispetto, ci può aiutare a resistere anche qui e a tenere in piedi
questo partito, perché la cosa più importante adesso è resistere, quando
tutto è contro di noi, resistere e continuare la lotta, perché la
politica è come una ruota che gira, oggi tocca a noi, ma domani chissà.
La FdS che era data per morta nei sondaggi nazionali, ma un qualche
risultato l’ha ottenuto, il centro sinistra che era dato per sconfitto
da tempo, ha avuto una strepitosa vittoria soprattutto nei ballottaggi,
dove ha vinto pressochè in tutte le roccaforti del centro destra
compresa Novara. Un centro sinistra variamente composito, con situazioni
diversificate. Questa è stata una campagna elettorale che ha dimostrato
a tutti che siamo ancora in grado di mobilitarci, quindi andiamo
avanti, senza scoramenti, possiamo ancora farcela, ma andiamoci piano
nel buttarci tout court nelle braccia del Pd, che è vero che ha
stravinto a Torino, ma in altri posti, come Milano, Napoli, Cagliari è
stata una storia diversa, a dimostrazione del fatto che un’altra
sinistra è possibile, certo non noi da soli, ma anche senza certi
abbracci che a volte possono rivelarsi mortali.
A noi sembra evidente che il centro sinistra ha
bisogno di sinistra e non del terzo polo per vincere contro Berlusconi
anche alle politiche ma non è affatto scontato che nel Pd non si
scatenino i veltroniani e amici che amano far perdere il proprio
partito, come è già avvenuto.
Avremo a breve il nostro congresso per
ricostruire il partito comunista, questo è il nostro progetto. Facciamo
la massima attenzione e andiamo avanti, ci sono da vincere i referendum
per dare un altro scossone a Berlusconi e anche una lezione di
umiltà al Pd che li ha sempre osteggiati e oggi è costretto a dire
insieme a noi "andiamo tutti votare i referendum".
* Segretaria Sezione Ibarruri
Ho inviato oggi a Bianca Berlinguer direttore del Tg3 e per
conoscenza al direttore del giornale la Stampa questa mail
Il contradditorio Diliberto-Berlusconi
del 2006
Gentile Signora
Sul giornale La Stampa di oggi Lei,
nell’intervista che ha rilasciato relativamente alle dichiarazioni di
Berlusconi comparse su tutti i TG tranne il Tg3, ha commesso uno
spiacevolissimo errore, che, mi spiace dirlo, ancora una volta
simboleggia la totale ostilità dei media nei confronti dei comunisti.
Ero nel Pci ai tempi di suo padre, che ammiravo ed amavo come una
figlia, e mi indigna tantissimo vedere come cercate di cancellarci
sempre e ovunque, al pari di Berlusconi, né più né meno.
Ora lei ha dichiarato che l’unico
contradditorio con Berlusconi lo fece Prodi nel 2006, ebbene non è
assolutamente vero, quel contradditorio fu fatto con grande intelligenza
e bravura anche dal mio attuale Segretario di partito e cioè Oliviero
Diliberto segretario nazionale del PdCI-Fds. Pur di non nominarci ignora
volutamente uomo e data? Perché Diliberto lo fece in marzo e Prodi
lo fece in aprile. La prego di rettificare questa inesattezza, nei modi
che riterrà opportuni, perché è veramente pesante nei confronti dei
comunisti e soprattutto non è degna di Bianca Berlinguer. Per sua
comodità le riporto da internet, dove potrà verificare lei stessa la
grave inesattezza commessa.
Distinti saluti. Marica Guazzora - 21
maggio 2011
Botta e risposta nello stesso studio che
ospitò Berlusconi-Prodi nel 1996
Il premier: "Sono figlio di una famiglia povera. I miei capelli? Vi do
l'indirizzo" Berlusconi-Diliberto a Matrix
Sfida su scuola, giustizia e lavoro
Scontro anche sulle pulci nei treni: "Le abbiamo ereditate dalla
sinistra"
E alla fine il Cavaliere ammette: "Non mi sono preparato..." (La
Repubblica 10 marzo 2006)
ROMA
- "Tutti gli elettori del partito dell'onorevole Diliberto sono qui
dentro questo studio". E' di Silvio Berlusconi la prima battuta del
confronto con il leader del Pdci moderato da Enrico Mentana a Matrix,
su Canale 5. Lo studio è lo stesso - riveduto e corretto negli anni -
che ospitò il confronto Occhetto-Berlusconi nel 1994 e Prodi-Berlusconi
nel 1996. Clima quasi da stadio, il pubblico rumoroso si scalda
facilmente. La prima parte della trasmissione (andato in onda questa
sera su Canale5) è tutta ironia e punzecchiature.
Il Cavaliere guarda le immagini del confronto di dieci anni fa con il
leader dell'Unione: "Sono alto come Prodi, che invece ha detto che per
essere alla sua altezza dovrei salire su una sedia". Mentana offre il
destro ai contendenti: "Dopo dieci anni sono l'unico con i capelli
bianchi". Al conduttore replica il premier: "Le fornisco io un indirizzo
sicuro, anche perché ha il dovere di fare qualcosa". Diliberto taglia
corto: "Se dobbiamo parlare di capelli ...".
La verità. Si parla di posti di lavoro, il leader del Pdci
attacca: "Proviamo almeno per una volta a dire la verità agli italiani".
Lo interrompe il Cavaliere, "c'è una regola sempre valida della scuola
comunista, la verità è sempre quella che conviene al partito ...".
Pronta la replica di Diliberto: "Per Berlusconi invece la verità è
quella che fa comodo a lui ...".
La riforma della scuola. "E' una nefandezza, torna la scuola di
classe", dice Diliberto. "Ecco il vero comunista che ribalta la realtà,
gli alunni conosceranno la pratica del lavoro. Se vogliono cancellare la
riforma vogliono fare un passo indietro" ribatte Berlusconi. "Se mi
copre la voce, gli italiani capiscono che lei è in difficoltà" osserva
Diliberto. Alle accuse di aver riformato l'istruzione a vantaggio dei
più ricchi il premier osserva: "Io ero figlio di una famiglia
povera...", il pubblico di fede dilibertiana non lo lascia terminare,
urlano "Eeeh". "Ma suo padre non era direttore di banca?" replica
Diliberto.
Giustizia. ''La magistratura è una malattia
della nostra democrazia - attacca Berlusconi - dobbiamo assolutamente
cambiare l'ordine giudiziario, non lascerò la politica finché un
cittadino non potrà andare davanti a un giudice che sia veramente
imparziale". E ancora: ''Il comunismo ha sempre fatto ricorso alla
magistratura, mettendo sotto processo centinaia di migliaia di
oppositori anche in Europa e mandando a morte milioni di persone, come
in Cina'' afferma, e presta alle telecamere due volumi Mondadori, ''Il
libro nero del comunismo'' e ''Il libro nero del comunismo in Europa''.
''Dopo aver letto questi testi - aggiunge - come fa una persona sana di
mente a riferirsi ancora a questa ideologia?''.
"Toghe rosse sì, ma di sangue". Agli attacchi di Berlusconi
replica Diliberto: ''La magistratura, come tutti, può essere criticata.
Ma quella di Berlusconi è un'ossessione della magistratura diretta dalla
sinistra, delle toghe rosse. Le toghe rosse ci sono state - ha aggiunto
- ma rosse del loro sangue, Falcone, Borsellino, Chinnici, Livatino,
quelli che hanno sacrificato la vita per combattere la malavita
organizzata e il terrorismo''.
Scontro sulle pulci. Al presidente del Consiglio che parlava
della "modernizzazione" del Paese, attuata dal governo, il leader dei
Comunisti Italiani ha replicato: "Ma se ci sono le pulci sui treni...".
Altrettanto pronta la controreplica di Berlusconi: "Ma quei treni li
abbiamo ereditati da voi: evidentemente sono figlie delle vostre pulci",
ha risposto il Cavaliere sorridendo.
Divisi dal latino. Parlando a proposito della legge sulla
legittima difesa attaccata da Diliberto, il premier ha citato una frase
in latino: "Aggreditus non tenet stadera in manu". Pronto interviene
Diliberto: "Staderam". "Sarà latino maccheronico - ha proseguito il
premier - è quello che mi hanno insegnato nelle aule dell'università che
ho frequentato con profitto". Ma Diliberto non ha commentato: "Non
sembra...".
Falso in bilancio. "Perchè si copiano tutte le leggi americane
tranne quella sul falso in bilancio?" ha domandato il presidente dei
comunisti italiani. Il premier ha risposto: "Non è vero, anche in
Italia, sommando tutte le pene, si arriva a 22 anni di reclusione, lo
stesso livello degli altri paesi". "Se devo scegliere tra tutte le
balle, scelgo questa perchè è colossale", ha risposto Diliberto. Eppure,
ha concluso il premier, "il caso Parmalat lo dimostra: se sommiamo tutti
i reati si arriva a una pena di 22 anni".
Com'è andata? "Poco tempo per prepararsi...". "Si lavora troppo,
non si ha mai tempo di prepararsi a sufficienza...". Così il presidente
del Consiglio, lasciando gli studi di Mediaset, ha risposto alle domande
dei giornalisti che gli chiedevano come fosse andato il faccia a faccia
(10 marzo 2006)
1 maggio 2011 corteo
01/05
domenica corteo 1 maggio ore 8,30 da Piazza Vittorio - ore 13,30
pranzo sociale al Circolo Arci Sant'Ambrogio (Valle Susa) via 1 maggio
17
Rieccomi. Ho scritto al suo
vice sig. Gramellini alcuni giorni fa ma vedo che è servito a
poco o nulla e quindi ho deciso di scrivere anche a Lei a costo di
apparire noiosa, ma non mi resta che insistere.
Ieri a Torino c’è stata la conferenza stampa
per la presentazione delle liste al Comune e alle Circoscrizioni
della Federazione della Sinistra candidato sindaco Juri Bossuto. Rai
3, nel Tg regionale, ha dato all’intervista a Paolo Ferrero,
segretario nazionale del Prc, uno spazio
di un minuto e alcuni secondi. Quindi oggi ho sfogliato La Stampa
dalla prima pagina all’ultima per cercare la notizia. Niente. Non
una parola. Ancora e sempre silenzio. Paolo Ferrero è stato un
ministro della repubblica italiana, così come lo è stato
Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI, un altro dei
componenti la Federazione della Sinistra. Ora questi uomini e questi
partiti non sono più in Parlamento (e francamente non credo ci sia
granchè da dolersene, visto il livello intellettuale e politico
degli attuali abitanti di Camera e Senato!), ma chapeau a questi due
uomini onesti e seri, al confronto di quelli dell’attuale governo
(ma non solo!) che in quanto a serietà ed onestà… la differenza è
sotto gli occhi di tutti. Eppure, voi ci considerate lettori di
serie B, visto che non pensate che sia vostro dovere informarci
sulle notizie che ci riguardano da vicino, attraverso un giornale
che è cittadino e quindi in un certo senso di tutti i torinesi.
E’che il vostro anticomunismo supera persino
quello del premier. E riservate anche una colonna intera alle
notizie scritte da quella blogger cubana filo Batista che scrive
notizie così noiose e francamente inutili da non correre certo
il rischio di irritare anche il più acceso castrista! Anzi! Fa
sorridere. Se questo è il livello della battaglia politica portata
avanti da questa signora…Viva la rivoluzione cubana per un altro
migliaio di anni.
Noi non siamo i figli della Brigate rosse, noi
siamo orgogliosi di essere i figli di Antonio Gramsci, i figli di
quei partigiani che hanno contribuito a liberare il nostro paese dal
nazi-fascismo (anche se lo hanno liberato per troppo poco tempo, a
quanto pare). Siamo quelle donne e quegli uomini che non hanno
venduto il proprio simbolo per il potere, come hanno fatto invece i
dirigenti del disciolto Partito Comunista Italiano, poi Pds, Ds, Pd.
Siamo quelle donne e quegli uomini che sono e sempre saranno dalla
parte dei più deboli e dalla parte degli sfruttati, voi invece
scrivete solo per coloro che stanno dalla parte dei padroni e
dei poteri forti, dal Pd al Pdl. Voi scrivete sopratutto di nani, di
ballerine e di puttane, queste sono le notizie che vi fanno vendere,
in un paese dove la democrazia è ridotta ad un cumulo di macerie e
la Stampa ovvero “la busiarda”, su quelle macerie ha piantato anche
la sua bandierina. Bravi, bravi!
Alla prossima. Marica Guazzora
Torino, 22 aprile 2011
25 aprile in Circoscrizione 5 - Torino
Festa della Liberazione con musica
balli e merenda
Via Sospello 139 dalle ore 15,30 alle
ore 20
Fiaccolata ore 20,30 da Via Sospello -
Piscina fino alla Circoscrizione
Lettera a Massimo Gramellini
Vice Direttore del giornale La Stampa
Sig.
Gramellini, seguo con interesse ciò che scrive ogni giorno sul giornale
e anche quando si reca in trasmissione a Che tempo che fa. Lei sembra
una persona giusta. Ed è il Vice Direttore, mi risulta.Allora
perché permette che si facciano sempre due pesi e due misure? Voi siete
molto ingiusti con La Federazione della Sinistra e con i comunisti in
particolare. C’è un silenzio media
assordante. C’è un silenzio stampaassordante. Sono una
donna di 62 anni, leggo ogni giorno la Stampa, cerco sempre una benché
minima notizia di noi. Dico noi perché milito nel Partito comunista da
quando avevo 17 anni. Prima nel Pci,(dove sono stata anche funzionario
politico durante la segreteria Fassino), poi nel Prc e infine nel PdCI.
Noi militanti facciamo molta fatica a continuare le nostre lotte
giornaliere per denunciare le ingiustizie, in un certo senso quello che
fa anche lei, sig. Gramellini, e la nostra fatica è moltiplicata per
mille, perché praticamente inutile. Qualsiasi cosa facciamo, qualsiasi
iniziativa prendiamo, non viene segnalata, la Stampa tace. E’ vero che
è caduto il muro di Berlino ma di comunisti è ancora pieno il mondo
eppure voi non sentite mai il bisogno di comunicare ai vostri lettori
che esistiamo anche in Italia, nonostante tutto. Mi rendo conto che
preferireste che sparissimo dalla faccia della terra, ma non è così, chi
è rimasto e vuole rimanere comunista esige rispetto e un giornale che si
rispetti, deve dare le notizie, oppure siete pagati anche per tacere di
noi? Perché accanirsi tanto contro le ingiustizie commesse dal governo e
non vedere la trave nel proprio occhio?
Un esempio concreto, di ieri. La vicenda
Thyssen che a Torino ha coinvolto nella tragedia decine di famiglie,
è stata seguita sempre, fin dal primo minuto secondo, dalla nostra
disinteressata attenzione, abbiamo anche un compagno, Ciro
Argentino, che lavorava in questa fabbrica. Ebbene ieri eravamo lì
al Tribunale a presidiare,come tante altre volte, come sempre quando
si tratta di sicurezza sul lavoro, come abbiamo fatto anche al
processo per le morti da amianto, eravamo lì dal mattino alle nove,
facendo anche dei turni. Poi arriva Piero Fassino, che ovviamente
mai si è fatto mai vedere prima, ma oggi è il candidato sindaco del
centro sinistra e viene “a salutare i parenti delle vittime”.
Fassino è torinese, questo bisogno lo aveva sentito altre volte? Non
mi risulta, ma correggetemi se sbaglio. Ebbene, questa è la notizia
e voi oggi la riportate sul giornale. Ma noi siamo lì, vicini ai
lavoratori da sempre, e voi, come sempre, nemmeno una parola. Due
pesi e due misure. Allora a che servono tutte le sue parole sulle
ingiustizie sig. Gramellini? A nulla, sono il vuoto assoluto. Anche
lei è come tutti gli altri. E continuerà a scrivere delle
ingiustizie del mondo senza vedere la trave nel suo occhio. La
saluto. Marica Guazzora
Torino 16 aprile 2011
Convocazione riunione Direttivo della
Sezione e candidate/i
E' convocato il Direttivo della Sezione
insieme alle candidate e ai candidati Fds e Sinistra Critica della 5
Circoscrizione
per mercoledì 13 aprile alle ore 21 con
all'ordine del giorno:
Elezioni amministrative 2011 Torino
Il Direttivo si considera convocato ogni martedì
alle ore 21 fino a conclusione campagna elettorale
Circoscrizione 5 - Candidato Presidente
Vincenzo Buda (sotto il simbolo Fds)
Vincenzo Buda detto Enzo. Nato a Piazza Armerina
(Enna) il 17/01/1951. Sposato, due figli, una nipotina.
Immigrato a Torino dalla Sicilia nel 1961.Apprendista in diverse piccole
aziende e dal 1969 al 1972 operaio Fiat. Dal 1972 e fino al
pensionamento dipendente Italtel. Rappresentante sindacale Fiom per
quasi tutto il periodo.Iscritto al PCI dal 1969 poi al Partito della
Rifondazione Comunista ed infine al Partito dei Comunisti Italiani dove
milita a tutt'oggi (Sezione Dolores Ibarruri )Ultimo segretario della
sezione del PCI di Lucento e primo coordinatore della Sezione del Prc
di Lucento.Eletto nella Circoscrizione 5 ( Lucento-Vallette-Borgo
Vittoria-Madonna di Campagna ) nelle liste del PdCI nel 2001,
coordinatore della Terza commissione (Commercio e Lavoro) dal 2003 al
2006 e coordinatore della Quarta commissione (Assistenza e
Sanità) dal 2006 al 2011.
Convocazione riunione Direttivo della
Sezione
E' convocato il Direttivo della Sezione per
mercoledì 30 marzo 2011 alle ore 21 con all'ordine del giorno:
1) Situzione politica
2) Elezioni amministrative 2011 Torino
E' l'odore dei soldi, Fratelli di Libia!
di Marica
Guazzora*
La Stampa si
chiedeva oggi perchè i pacifisti non
sono ancora scesi in piazza: forse
perchè non basteranno folle oceaniche a
fermare la follia di chi mira al
petrolio e al gas della Libia e spaccia
questo
odore di soldi per la difesa dei civili!
Come non serve per l'Afghanistan dove
ogni giorno gli stessi guerrafondai
dalle lacrime di coccodrillo, salutano
con "dolore" un soldato morto, e
rimangono lì, anzi, aumentano anche i
contingenti, spacciando tutto questo per
il bene della Patria e il Bene
Comune contro il terrorismo! Non c'è
differenza nella politica dei presidenti
americani, bianchi o neri, tutti
guerrafondai imperialisti! Le armi che
fabbrica l'America da qualche parte
dovrà pure usarle o no?
Altro che togliere
il blocco a Cuba! Altro che democratici!
E in Italia?
Centro destra o centro sinistra per me
pari sono. L'unica differenza, la Lega,
che pur di non vedere
altri extracomunitari arrivare in
Italia diventa perfino pacifista,
esattamente come può essere pacifista un
nazifascista, con lo stesso spirito
umanitario. Bombardamenti sugli
ospedali? Oopps, scusate abbiamo
sbagliato il bersaglio, pazienza.
Bombardamenti su donne e bambini? Oopps,
scusate, le nostre armi intelligenti,
oggi sono state un poco più stupide.
Centinaia, migliaia di morti? Si sa, è
la guerra, film già visto di recente
anche in Iraq. Saddam aveva certi
arsenali, mai trovati, Gheddafi ha
addirittura le armi chimiche!
Bambini, salutate
il nostro Presidente, 150 di unità
d'Italia sono da festeggiare o no? Che
importa se coincidono con la solita
guerra che è contro la nostra
Costituzione? Agitate la bandiera
tricolore, e cantate Fratelli d'Italia,
mica Fratelli di Libia! Abbiate
pazienza, abbiamo fatto l'Italia, adesso
dobbiamo rifare gli italiani.
8 marzo 2011. Torniamo
a chiedere a tutti/e di assumersi le responsabilità e l'impegno
per un cambiamento
che riguardi la nostra vita quotidiana, il lavoro e lo studio.
Noi donne in questo giorno
rinnoviamo le nostre forze e con un gran NO diamo testimonianza del
nostro rifiuto:
ed a tutte le altre aggressioni che
violano i diritti umani basilari, i diritti sessuali e
riproduttivi.
Continueremo
a lottare fino a che riusciremo a vivere in tolleranza, in
uguaglianza di diritto, in uguaglianza di opportunità ed in
uguaglianza di genere.
Oggi è la Festa internazionale della
donna, un giorno storico e simbolico.
Che non significa affatto far calare
i calzoni agli uomini nei locali.
Non
offendiamo la memoria di quelle donne che sono morte per difendere i
propri diritti sul lavoro! Pretendiamo rispetto anche per loro!
Raccolta firme contro Berlusconi e pranzo
del tesseramento
Piazza della Vittoria
angolo Via Villar sabato 26 febbrario dalle ore 9,30 alle ore 12
(Mercato)
Piazza Villari mecoledì
2 marzo dalle ore 16 alle ore 18
Corso Cincinnato angolo
Via Valdellatorre sabato 5 marzo dalle ore 9,30 alle ore 12 (Mercato)
Il direttivo della Sezione
E'
convocato il direttivo della Sezione per giovedì 10 febbraio 2011
alle ore 21
con il seguente ordine del giorno:
1) Elezioni comunali e circoscrizionali 2)
Iniziative sul territorio 3) Tesseramento
Auguri per il nostro novantesimo.
Qui sotto a sinistra la tessera del PdCI
per il 2011
di Marica Guazzora**
Care compagne, cari
compagni,
oggi, 21 gennaio 2011, è
arrivata in Sezione la nuova tessera del Partito. Una data
simbolica in cui celebriamo il novantesimo della nascita del
Partito comunista nel nostro paese. La tessera riporta sullo sfodo della
bandiera rossa dei comunisti due slogans: il primo "Ricostruire il
partito comunista" è lo stesso che aprirà il Congresso del PdCI che si
terrà quest'anno. Il doppio simbolo, quello del PdCI e quello della Fds,
sta a significare che la Federazione della Sinistra, di cui il nostro
Segretario Oliviero Diliberto è, dal Congresso nazionale della
Fds, il portavoce nazionale, è il mezzo "Per unire la sinistra", il
secondo slogan.
Questo è un momento
particolarmente difficile per noi e per il nostro paese, sembra una
coincidenza, ma non lo è. Lo scioglimento del PARTITO COMUNISTA ITALIANO
e tutte le vicissitudini che hanno colpito i comunisti fino alla
diaspora, e il BIPOLARISMO che ci ha cancellato dal Parlamento
italiano, hanno portato il nostro paese ad essere governato da una banda
di malfattori. Costoro, indisturbati da una opposizione
inconsistente, hanno portato il paese sull'orlo del baratro:
calpestati i diritti dei lavoratori, disoccupazione a tassi mai
visti negli ultimi decenni, distruzione della scuola pubblica e
dell'università, spinte xenofobe e razziste, scelte che
costringono ad una continua battaglia per cercare di mantenere i diritti
acquisiti con anni di lotte degli studenti, dei lavoratori e
delle donne. E' quindi urgente RICOSTRUIRE IL PARTITO COMUNISTA. Lo
slogan sulla nostra tessera del 2011 ci fa ben sperare che tutte e
tutti, insieme, contribuiremo a farlo. Vi aspetto!
** Segretaria della Sezione
Ibarruri
La tessera del PdCI 2011
Il direttivo della Sezione
E' convocato il direttivo della Sezione per giovedì 13
gennaio 2011 alle ore 21
con il seguente ordine del giorno:
1) Situazione politica nazionale e locale 2)
Elezioni comunali 2011