Comuniste e comunisti,
cominciamo da noi
di Marica Guazzora*
(Questo è il testo integrale, tagliato al
Congresso, per ovvi motivi di tempo)
Ricostruire
la sinistra – Comuniste e comunisti cominciamo da noi. Questo è il
titolo del documento congressuale a cui aderisco con grande convinzione
e inizio dal titolo proprio perché questo “cominciamo da noi” riecheggia
nella mia pratica politica da sempre. Il partire da sé, parola d’ordine
della relazione tra donne, dell’ agire politico delle donne
comuniste e dei movimenti femministi. Cominciamo da noi quindi, dalle
comuniste e dai comunisti. E bene ha fatto il partito ad aderire
immediatamente all’appello per l’adesione al progetto dell’unità dei
comunisti. Ha fatto bene perché era tale e tanto lo scoramento provocato
dal disastroso risultato dell’arcobaleno che era facile pensare e
praticare il si salvi chi può, la barca è affondata, andiamo tutti a
casa. Vent’anni dalla Bolognina ed un’altra Bolognina è nei fatti,
nelle cose, sta davanti a noi, e sta a noi decidere se starci oppure
no. Io dico di NO.
Abbiamo analizzato in varie sedi di
partito il disastro elettorale quindi già sappiamo che sono stati gli
elettori per primi a dire un chiaro e netto NO all’unità della sinistra
così come si stava prospettando. Siamo partiti da una proposta di
confederazione tra i due partiti comunisti e i due partiti della
sinistra e ci siamo trovati nel mezzo di una campagna elettorale dove i
rappresentati degli altri partiti dell’arcobaleno e qualcuno anche tra
di noi, parlava e straparlava di partito unico e di comunismo ormai solo
come orientamento culturale in uno stupidario giornaliero di
dichiarazioni né concordate con nessuno né legittimate da nessuno, uno
stupidario arrivato fino all’impedimento di usare nel simbolo
elettorale la falce e martello, i simboli del lavoro. Ce lo siamo
detti. Hanno vinto le destre con i poteri forti, il Vaticano e la Confindustria. Siamo rimasti annichiliti dal Veltrusconi, schiacciati
tra il voto utile, l’astensionismo di sinistra e l’allarme mediatico
sulla sicurezza. La sinistra arcobaleno deve essere archiviata tra gli
errori gravissimi. Il centro sinistra è un capitolo chiuso e si deve
voltare pagina,
La sinistra avanza solo se i
compromessi inevitabili portano dei vistosi risultati ai settori sociali
di riferimento. Dopo un deludente governo di centro sinistra la destra è
tornata più forte di prima, più determinata a portare a compimento le
nefandezze già praticate durante lo scorso mandato parlamentare.
Avevamo già vissuto,dopo la
Bolognina il distacco doloroso dal Pci, quel partito in cui tanti di
noi hanno militato per buona parte della propria vita. Un altro doloroso
distacco l’abbiamo vissuto con la scissione dal Prc, quel partito che
avevamo contribuito a fondare con tanto entusiasmo, pieni di speranza
per una nuova rinascita del movimento dei lavoratori, da comunisti, ma
pur nel distacco non abbiamo mai perso di vista quello che per noi
militanti è sempre stato un auspicio e cioè che, pur nelle differenze
che via via si verificavano tra i due partiti comunisti, nasceva, non
solo dai nostri cuori ma anche da una vera esigenza collettiva del
popolo comunista, la necessità di rinsaldare nuovamente insieme i
nostri ideali, i nostri simboli, le nostre bandiere e cioè la
riunificazione dei comunisti italiani e del prc. Prova generale è stata
la grande manifestazione del 20 ottobre dell’anno scorso. Lì dove
sfilava l’orgoglio comunista era tangibile questo bisogno, abbiamo
percepito tutti che doveva rinascere un nuovo partito comunista, che la
nostra gente ci chiedeva e ci chiede questo.
Viviamo un clima che solo il papa
ha il coraggio di definire gioioso, un gioioso clima fatto di violenze
ai rom, agli immigrati, ai diversi, ai comunisti: un gioioso clima fatto
di saluti fascisti, di riesumazione delle scritte naziste e delle
randellate, dove una strana forma di sicurezza campeggia nelle prime
pagine dei giornali. Quasi tutti i media sono impegnati a fomentare la
paura dell’immigrato, lo straniero che ci toglierebbe la casa popolare
e l’asilo per i nostri figli, usurpando i nostri diritti di italiani. Anche a
livello europeo formazioni politiche di ispirazione neofascista hanno
messo al centro della propria azione la lotta all’immigrazione
L’immigrato viene indicato come il principale responsabile dell’aumento
della criminalità e della disoccupazione. Praticamente colui che va ad
intaccare etnicamente la “patria” portando alla tanto odiata società
multirazziale.
L’odio e la
discriminazione di queste forze politiche poi si estende verso tutti i
“diversi”.
Sicurezza, sicurezza. Quale
sicurezza vanno propagandando costoro? Non la sicurezza sul lavoro, non
la sicurezza tra le mura domestiche, ma la sicurezza dal rom che ruba e
che rapisce i nostri bambini, tre casi di allarme mediatico in pochi
giorni rivelatosi falsi, e poi la sicurezza della moralità cattolica,
quella che non vuole vedere le prostitute per strada ma preferirebbe
vederle tranquillamente in una casa chiusa dove magari oltre al
cosiddetto protettore anche lo stato ci possa lucrare qualcosa
sfruttandole, un gioioso clima fatto di pattume e di camorra, dove pluri
divorziati, conviventi con figli nati fuori dal matrimonio, ministre
veline che posano nude su gioiosi calendari, parlano e straparlano di
famiglia, di obiezione di coscienza, di culto della vita, proprio loro
che praticano la morte su vasta scala, da quella sul lavoro
all’adesione alla guerra vera e propria stringendo patti con il
guerrafondaio Bush che venuto in visita in Italia viene ricevuto anche
dal papa. Un papa che interferisce nella vita politica del paese con uno
stillicidio quotidiano di dichiarazioni che invadono e penetrano nella
laicità dello stato minandola dalle fondamenta.
Sicurezza,
sicurezza… ma quando questa sicurezza manca tra le mura domestiche la
soluzione più facile è chiudere un occhio, anzi tutti e due. Il
governo Berlusconi sospende tra i processi anche quelli per violenze e
maltrattamenti contro donne e minori e ci conduce, con indicibile
leggerezza, verso l'impunità di chi si macchia del reato di stupro e
violenza. E’
in atto un regime che ha già prodotto scelte devastanti come quella
dell’esercito mandato a pattugliare le città con funzioni di ordine
pubblico e la cancellazione delle intercettazioni con decreto ad
personam per Berlusconi, un regime che porterà alla revisione della
Costituzione in senso presidenzialista. Sono tali e tante le nefandezze
proposte e già approvate in pochissimi giorni da questo governo che è
difficile elencarle tutte. Abbiamo un presidente del consiglio che si è
immunizzato da qualsiasi responsabilità penale, civile e contabile.
Il fascismo è
stato sdoganato con il grande contributo dei Ds prima e del Pd poi. Il
partito democratico ha terminato il suo percorso che l’ha portato a
spostarsi da sinistra al centro nella vita politica del paese, ed è
permeato da fenomeni addirittura reazionari e da un cattolicesimo becero
Il bipartitismo ha sconvolto gli assetti democratici. L’arroccamento dei
ceti popolari verso posizioni xenobofe è la dimensione dell’incultura
che permea questo paese. Il senso comune è ottenebrato dal
bombardamento mediatico sulla caccia al diverso, così si bruciano i capi
nomadi, si procede alla schedatura dei bambini rom e si fa finta di non
vedere e non sentire quando a praticare la violenza sessuale sulle donne
sono italiani che violentano le immigrate, quando il padrone sfrutta
indegnamente il lavoratore straniero sottopagandolo in nero, facendo
leva sulla sua paura di perdere quel posto di lavoro che gli consente di
affittare una stanza a prezzi esorbitanti. La legge Bossi-Fini ha
prodotto guasti enormi e si va ancora al peggioramento, introducendo il
reato di clandestinità, quando è la legge stessa che non consente a chi
lavora onestamente, ma in nero, di essere regolarizzato con il permesso
di soggiorno. Il proletariato e il sotto proletariato esistono oggi più
che mai in Italia, ma per lo più hanno un colore di pelle diverso.
Occorre smetterla di pensare agli immigrati avendo in mente sempre e
soltanto ciò che ci divide da loro; occorre invece ripensare quali
strumenti (sindacali e non) dobbiamo usare per considerarli dei
lavoratori come tutti gli altri. Sinora tutto ciò non è successo, oltre
che per oggettive difficoltà politiche, perchè tra le altre cose
si è attribuito agli immigrati una diversità irriducibile.
Siamo fuori dal
parlamento e abbiamo un grande lavoro davanti, il segretario l’ha
chiamata una traversata del deserto, ma se affronteremo un cammino di
lunga lena portandoci l’acqua dei nostri ideali sono sicura che ce la
faremo, forse non noi, ma le nostre ragazze e i nostri ragazzi si, loro
sono il nostro futuro. Abbiamo con noi anche tutta la speranza che ci
viene dall’internazionalismo, dalle lotte e dalle liberazioni che sono
avvenute e avvengono sia nei paesi dell’america latina che in altre
parti del mondo, questa speranza ci può far dire che non siamo soli.
Nel mondo c’è ancora bisogno dei comunisti, e in Italia c’è oggi più
che mai bisogno della presenza di un Partito comunista forte e non di un
anonimo partito unico della sinistra “buona”, compatibile al sistema,
che faccia da spalla al partito democratico. Un progetto deve
generare passione per impegnarsi e non c’è sinistra senza la passione
dei comunisti.
Come dovrà
essere il Partito comunista lo dobbiamo decidere tutti insieme
ripartendo dai territori e dalle fabbriche, ma non solo dalle fabbriche,
abbiamo bisogno di un partito che sappia parlare agli operai come alle
cassiere dei supermercati, ai precari come ai disoccupati, al mondo
del vecchio lavoro e dei nuovi lavori, al mondo della scuola e dei
saperi, che sappia stare sempre dalla parte degli oppressi e degli
sfruttati. Con antifascismo militante e mobilitazione continua. Come
abbiamo fatto contro le leggi canaglia e prendendoci le impronte
digitali.
Berlusconi, per
dirla con il premio Nobel Dario Fo, si circonda di concubine che tiene
sdraiate. E Sansonetti su Liberazione dice “Chiedete scusa a Mara
Carfagna”, e chi chiede scusa a tutte le donne per avere come ministra
alle pari opportunità questa signora. Esagerano i comici? Ma quando mai
la satira è andata d’accordo con il bon ton? Ma non capiscono i vari
censori che cancellando il diritto di satira si cancella il diritto di
informazione? E la Carfagna non perché è donna deve essere esonerata
dalle critiche di un’altra donna, anzi è proprio il contrario.
Concludendo.
Io amavo quel PCI, organizzazione
politica d'avanguardia della classe operaia e di tutti i lavoratori i
quali, nello spirito della Resistenza e dell'internazionalismo
proletario e nella realtà della lotta di classe, lottano per la
indipendenza e la libertà, per la valorizzazione della personalità
umana, per la pace tra i popoli e per il socialismo, e lo amava anche
la gente perché aveva un progetto di un paese diverso, oggi non
abbiamo neppure un paese normale e siamo fuori dal parlamento!
Mi
incoraggia e mi conforta Bertold Brecht che scriveva “I deboli non
combattono, quelli più forti lottano per un'ora, quelli ancora più forti
lottano per molti anni, ma quelli fortissimi lottano per tutta la vita.
Costoro sono indispensabili”.
*delegata dal Congresso della Federazione di
Torino -
Sezione Dolores Ibarruri
Care compagne, cari
compagni
di Ornella Terracini*
questo
nostro congresso è fondamentale per noi comunisti:si tratta di
ricostruire una sinistra che abbia chiare connotazioni che ci
caratterizzino fortemente. E’ una sfida che lanciamo a noi stessi per
cercare di ricostruire un partito forte che guardi con attenzione alle
richieste della nostra gente:lavoratori, pensionati, giovani, uomini è
donne in difficolta’, giustizia, guerre imperialiste, difesa insomma
dalla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza. E’ una sfida che
lanciamo:non ci è più permesso commettere sbagli.
Da tempo immemorabile è la prima
volta che i comunisti non sono rappresentati in parlamento, e quindi
questo è il nostro compito:costruire un partito forte e radicato nel
territorio.
La disfatta elettorale ci dovrebbe
aver fatto capire gli errori commessi,e devo aggiungere che il documento
congressuale fa una severa critica del passato.Tutti l’abbiamo letto e
non mi dilungherò a ripetere.
Ma ora siamo all’oggi: lo stato si
sta avviando verso un regime fascista, dove chi comanda e gioca le sue
carte è un uomo soltanto,sostenuto da poteri forti come confindustria e
il vaticano. Dobbiamo cercare di unire i compagni quelli di Rifondazione
che vogliono unirsi a noi in un progetto unitario e anche tutti quei
compagni che,delusi dal nostro timido agire, non hanno più dato il loro
appoggio ai partiti comunisti ai quali erano iscritti.
E’ una utopia? Forse, ma è
necessario tentare ,facendo comprendere alla nostra base quali sono le
sfide che i comunisti lanciano essendo ben chiari che la destra,questa
destra capitalista e guerrafondaia, non li può rappresentare, anzi li
stà vendendo ai padroni con facili quanto immaginarie promesse di uno
stato sociale migliore. Intanto il potere di acquisto di salari e
pensioni calano a dismisura. Certo il ministro Sacconi ha promesso una
tessera annonaria di 450 euro all’anno per i più bisognosi:pare la
favola di Biancaneve!
Prendendo in mano la Costituzione
italiana, nata dalla Resistenza, e firmata oltre che da un liberale e da
un democristiano, anche da un comunista, dobbiamo dichiarare a chiare
lettere il nostro antifascismo.
Il primo articolo della
Costituzione dichiara che l’Italia è una repubblica democratica fondata
sul lavoro. Ma quale lavoro? La legge 30 ha suddiviso il lavoro in circa
40 tipologie negando ai lavoratori la sicurezza di vita:altro che quarta
settimana! Alcuni non arrivano neanche alla prima,vengono infatti
licenziati e poi magari riassunti, senza diritto a ferie, ad assistenza,
e neanche alla protesta perché altrimenti si perde il lavoro.
E’ di una settimana fa la notizia
che la Fiat a settembre metterà in cassa integrazione 3500 operai; mi
chiedo cosa succederà all’indotto, a quelle piccole industrie piemontesi
che si reggono sulla produzione di automobili. Ho parlato qualche tempo
fa con un operaio della Bertone:è da due anni in cassa integrazione,
moglie e due figli da mantenere:più che sconvolto mi è parso rassegnato,
ed è proprio a queste persone rassegnate che noi dobbiamo ridare fiducia
nella lotta.
La Mercegaglia ha proposto
l’abolizione dei contratti nazionali,così, dice lei, la produzione
migliorerà. Ma come fa a migliorare se non ci sono i soldi per comprare
le sue merci? E inoltre i sindacati verrebbero esclusi o comunque
indeboliti nelle trattative Non parliamo poi di quelle persone che
escono di casa per andare a lavorare e poi non tornano più a casa:morti
sul lavoro. Si parla di 4 persone al giorno che, per mancanza di
sicurezza perdono la vita:peggio di una guerra. Le notizie sui media
arrivano a volte e ci si sofferma anche, ma solo quando ci sono grandi
tragedie come quella della Thissen.Le notizie delle morti bianche sono
poi , dopo un giorno superate da trucidi racconti di cronaca nera.
Il terzo articolo della
costituzione recita “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono
uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso,razza , lingua ,
religione, di opinioni politiche,di condizioni personali e sociali…..”
In questi giorni si sta vivendo da parte del governo un attacco di
questo articolo :la legge per la destra non è uguale per tutti:4 persone
sono più uguali degli altri e mi rammarico fortemente che il presidente
della repubblica abbia firmato il lodo Alfano. Sarebbe stato più nobile
se lui, ex comunista , si fosse tolto dalla immunità firmando magari per
gli altri tre personaggi noti per la loro scarsa osservanza della nostra
costituzione e per il loro sprezzo verso la magistratura.
Il presidente del consiglio poi ha
delle cause pendenti con la giustizia e riuscirà a far spostare i
processi a suo carico da Napoli a Roma,offendendo la magistratura ,
che, dice lui, lo perseguita.Ben circa 800 magistrati sono a suo dire
irreggimentati,da chi non si sa: la parola comunisti, che una volta
usava a sproposito, è sparita dal suo vocabolario.
Altra bella trovata quella di
Maroni che vuol far prendere le impronte digitali ai bambini rom per poi
schedarli tutti, con la scusa assurda di proteggerli dalle famiglie a
suo dire pericolose. Attenti compagni, oggi sono i rom , domani gli
omosessuali,dopodomani chissà, anche i comunisti. Gli ebrei non credo.
Il governo è troppo legato ad Israele, ma forse chissà cosa succederà ai
palestinesi, che vivono da anni in Italia cacciati dalla loro terra…..
La stampa poi e quasi tutti i media
sono al servizio, oserei dire, di tutto il parlamento. Sulla
manifestazione di Roma si è parlato molto, mettendo in risalto le frasi
dette da Grillo e dalla Guzzanti. Noi da Torino ci siamo collegati con
Piazza Navona :io ho sentito il discorso alto di Rita Borsellino, di
Pancho Pardi,e perché no, anche di Di Pietro. Sui giornali a più alta
diffusione nulla. Vergogna compagni!! Dobbiamo assolutamente mobilitarci
su queste tematiche e protestare, sempre.
I giovani comunisti della FGCI
erano in Piazza Castello a prendere le impronte di quei cittadini che
volevano essere anche loro schedati:”Siamo tutti rom” era scritto a
chiare lettere.Non servirà forse a nulla, ma è stata una iniziativa
civile che si spera abbia le sue piccole conseguenze.Del resto anche il
parlamento europeo si è pronunciato e ha bollato l’Italia come razzista.
L’articolo 11 dice “L’Italia
ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri
popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie
internazionali…..”L’unica cosa avvenuta durante il governo Prodi è stato
il ritiro delle nostre truppe dall’Iraq, ma nel contempo,e diciamolo
sinceramente anche malgrado il nostro timido dissenso,sono state mandate
truppe in Afganistan e nel Libano.Il governo italiano civetta con quello
israeliano per spalleggiare l’America nel suo controllo imperialista in
medio oriente. E così noi costruiamo bombe a grappolo ,. aerei da
guerra, mine da lanciare incondizionatamente su civili e soprattutto
anziani e bambini. Siamo conniventi in queste operazioni cosiddette di
pace.Però se ci si fa sentire a volte si vince: lo dimostra la vittoria
ottenuta dal Dal Molin, che ha ottenuto dal tribunale lo stop
all’allargamento della base americana a Vicenza.
Uniti a volte si vince, compagni.
E così via:ogni articolo della
costituzione sta per essere violato,con il silenzio dell’opposizione del
PD , che magari protesta, ma con eccessiva timidezza.
Noi comunisti non possiamo tacere:
anche se siamo diventati extraparlamentari, abbiamo dalla nostra la
forza della ragione.
Sono stata a varie iniziative
organizzate dal partito alla partecipazione delle quali eravamo stati
chiamati:pochi, troppo pochi erano i compagni presenti.Dobbiamo farci
sentire ed essere sempre visibili con le nostre bandiere ovunque ci sia
una manifestazione che sappiamo essere anche nostra.
Ad una iniziativa sulla 4°
settimana, cui era presente il compagno Paglierini,egli ha lanciato
l’idea nel suo discorso conclusivo, e mi trova pienamente d’accordo, di
uscire sul territorio con volantini esplicativi, raccogliendo anche
firme ogni qual volta vi sia, e ce n’è già a iosa,un attacco del governo
alla giustizia, alla libertà di stampa e di informazione,al lavoro, alle
pensioni, alla laicità dello stato, ai diritti di cittadinanza.
Siamo di fronte ad un percorso
difficile, ma coinvolgente. E’ una sfida che dobbiamo lanciare, per
riconquistare la nostra gente e riprendere un percorso forte ed
incisivo.
E’ ben vero cari compagni, che
veniamo da lontano, ma rischiamo , se non ci diamo da fare, di non
andare molto lontano.
Buon lavoro
*delegata dal Congresso della Federazione di
Torino - Sezione Gianni Dolino