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Interventi delegate Congresso nazionale 2008                                                                                                                                                                                     
 

 

 

 

Comuniste e comunisti, cominciamo da noi

 

di Marica Guazzora*

(Questo è il testo integrale, tagliato al Congresso, per ovvi motivi di tempo)

Ricostruire la sinistra – Comuniste e comunisti cominciamo da noi. Questo è il titolo del documento congressuale a cui aderisco con grande convinzione e inizio dal titolo proprio perché questo “cominciamo da noi” riecheggia nella mia pratica politica da sempre. Il partire da sé, parola d’ordine della relazione tra donne, dell’ agire politico  delle donne comuniste e dei movimenti femministi. Cominciamo da noi quindi, dalle comuniste e dai comunisti. E bene ha fatto il partito ad aderire immediatamente all’appello per l’adesione al progetto dell’unità dei comunisti. Ha fatto bene perché era tale e tanto lo scoramento provocato dal disastroso risultato dell’arcobaleno che era  facile pensare e praticare il si salvi chi può, la barca è affondata, andiamo tutti a casa.  Vent’anni dalla Bolognina ed un’altra Bolognina è nei fatti, nelle cose, sta davanti a noi,  e sta a noi decidere se starci oppure no.  Io dico di NO.

Abbiamo analizzato in varie sedi di partito il disastro elettorale  quindi già sappiamo che sono stati gli elettori per primi a dire un chiaro e netto NO all’unità della sinistra così come si stava prospettando. Siamo partiti da una proposta di confederazione  tra i due partiti comunisti e i due partiti della sinistra e ci siamo trovati nel mezzo di una campagna elettorale dove i rappresentati degli altri partiti dell’arcobaleno e qualcuno anche tra di noi, parlava e straparlava di partito unico e di comunismo ormai solo come orientamento culturale in uno stupidario giornaliero di dichiarazioni né concordate con nessuno  né legittimate da nessuno, uno stupidario  arrivato fino all’impedimento di usare nel simbolo elettorale la falce e martello,  i simboli del lavoro.  Ce lo siamo detti. Hanno vinto le destre con i poteri forti, il Vaticano e la Confindustria. Siamo rimasti annichiliti dal Veltrusconi, schiacciati tra il voto utile, l’astensionismo di sinistra  e l’allarme mediatico sulla sicurezza. La sinistra arcobaleno deve essere archiviata tra gli errori gravissimi. Il centro sinistra è un capitolo chiuso e si deve voltare pagina,

La sinistra avanza solo se i compromessi inevitabili portano dei vistosi risultati ai settori sociali di riferimento. Dopo un deludente governo di centro sinistra la destra è tornata più forte di prima, più determinata a portare a compimento le nefandezze già  praticate durante lo scorso mandato parlamentare.

Avevamo già vissuto,dopo la Bolognina il distacco doloroso dal Pci, quel  partito in cui tanti di noi hanno militato per buona parte della propria vita. Un altro doloroso distacco l’abbiamo vissuto con la scissione dal Prc, quel partito che avevamo contribuito a fondare con tanto entusiasmo, pieni di speranza per una nuova rinascita del movimento dei lavoratori,  da comunisti, ma pur nel distacco non abbiamo mai perso  di vista quello che per noi militanti è sempre stato un auspicio e cioè che, pur nelle differenze che via via si verificavano tra i due partiti comunisti,  nasceva, non solo dai nostri cuori ma anche da una vera esigenza collettiva del popolo comunista,  la necessità di rinsaldare nuovamente insieme i nostri ideali, i nostri simboli, le nostre bandiere  e cioè la riunificazione dei comunisti italiani e del prc. Prova generale è stata la grande manifestazione del 20 ottobre dell’anno scorso. Lì dove sfilava l’orgoglio comunista era tangibile questo bisogno, abbiamo percepito tutti che doveva  rinascere un nuovo partito comunista, che la nostra gente ci chiedeva e ci chiede questo.

Viviamo un clima che solo il papa ha il coraggio di definire gioioso, un gioioso clima fatto di violenze ai rom, agli immigrati, ai diversi, ai comunisti: un gioioso clima fatto di saluti fascisti, di riesumazione delle scritte naziste e delle randellate,  dove una strana forma di sicurezza campeggia nelle prime pagine dei giornali. Quasi tutti i media sono impegnati a fomentare la paura dell’immigrato, lo straniero che ci toglierebbe la casa popolare  e l’asilo per i nostri figli, usurpando i nostri diritti di italiani. Anche a livello europeo formazioni politiche di ispirazione neofascista hanno messo al centro della propria azione la lotta all’immigrazione L’immigrato viene indicato come il principale responsabile dell’aumento della criminalità e della disoccupazione.  Praticamente colui che va ad intaccare etnicamente la “patria” portando alla tanto odiata società multirazziale. L’odio e la discriminazione di queste forze politiche poi si estende verso tutti i “diversi”.

Sicurezza, sicurezza. Quale sicurezza vanno propagandando costoro? Non la sicurezza sul lavoro, non la sicurezza tra le mura domestiche, ma la sicurezza dal rom che ruba e che rapisce i nostri bambini, tre casi di allarme mediatico in pochi giorni rivelatosi falsi, e poi la sicurezza della moralità cattolica, quella che non vuole vedere le prostitute per strada ma preferirebbe vederle tranquillamente in una casa chiusa dove magari oltre al cosiddetto protettore anche lo stato ci possa lucrare qualcosa sfruttandole, un gioioso clima fatto di pattume e di camorra, dove pluri divorziati, conviventi con figli nati fuori dal matrimonio, ministre veline che posano nude su gioiosi calendari, parlano e straparlano di famiglia, di obiezione di coscienza, di culto della vita, proprio loro che praticano la morte su vasta scala, da quella sul lavoro  all’adesione alla  guerra vera e propria stringendo  patti con il guerrafondaio Bush che venuto in visita in Italia viene ricevuto anche dal papa. Un papa che interferisce nella vita politica del paese con uno stillicidio quotidiano di dichiarazioni che invadono e penetrano nella laicità dello stato minandola dalle fondamenta.

Sicurezza, sicurezza… ma quando questa sicurezza manca tra le mura domestiche la soluzione più facile è chiudere un occhio, anzi tutti e due. Il governo Berlusconi sospende tra i processi anche quelli per violenze e maltrattamenti contro donne e minori e ci conduce, con indicibile leggerezza, verso l'impunità di chi si macchia del reato di stupro e violenza. E’ in atto un regime che ha già prodotto scelte devastanti come quella dell’esercito mandato  a pattugliare le città con funzioni di ordine pubblico e la cancellazione delle intercettazioni con decreto ad personam per Berlusconi, un regime che porterà alla revisione della Costituzione in senso presidenzialista. Sono tali e tante le nefandezze proposte e già approvate in pochissimi giorni  da questo governo che è difficile elencarle tutte. Abbiamo un presidente del consiglio che si è  immunizzato da qualsiasi responsabilità penale, civile e contabile.  

Il fascismo è stato sdoganato con il grande contributo dei Ds prima e del Pd poi. Il partito democratico ha terminato il suo percorso che l’ha portato a spostarsi da sinistra al centro nella vita politica del paese, ed è permeato da fenomeni addirittura reazionari e da un cattolicesimo becero Il bipartitismo ha sconvolto gli assetti democratici. L’arroccamento dei ceti popolari verso posizioni xenobofe è la dimensione dell’incultura che permea questo paese.  Il senso comune è ottenebrato dal bombardamento mediatico sulla caccia al diverso, così si bruciano i capi nomadi, si procede alla schedatura dei bambini rom  e si fa finta di non vedere e non sentire quando a praticare la violenza sessuale sulle donne sono italiani che violentano le immigrate, quando il padrone sfrutta indegnamente  il lavoratore straniero sottopagandolo in nero, facendo leva sulla sua paura di perdere quel posto di lavoro che gli consente di affittare una stanza a prezzi esorbitanti. La legge Bossi-Fini ha prodotto guasti enormi e si va ancora al peggioramento, introducendo il reato di clandestinità, quando è la legge stessa che non consente a chi lavora onestamente, ma in nero, di essere regolarizzato con il permesso di soggiorno. Il proletariato e il sotto proletariato  esistono oggi più che mai in Italia, ma per lo più hanno un colore di pelle diverso. Occorre smetterla di pensare agli immigrati avendo in mente sempre e soltanto ciò che ci divide da loro; occorre invece ripensare quali strumenti (sindacali e non) dobbiamo usare per considerarli dei lavoratori come tutti gli altri. Sinora tutto ciò non è successo, oltre che per oggettive difficoltà politiche, perchè tra le altre cose si è attribuito agli immigrati una diversità irriducibile.

Siamo fuori dal parlamento e abbiamo un grande lavoro davanti, il segretario l’ha chiamata una traversata del deserto, ma se affronteremo un cammino di lunga lena portandoci l’acqua dei nostri ideali  sono sicura che ce la faremo, forse non noi, ma le nostre ragazze e i nostri ragazzi si, loro sono il nostro futuro. Abbiamo con noi anche  tutta la speranza che ci viene dall’internazionalismo, dalle lotte e dalle liberazioni che sono avvenute e avvengono sia nei paesi dell’america latina  che in altre parti del mondo, questa speranza ci può  far dire che non siamo soli. Nel mondo c’è ancora bisogno dei comunisti,  e in Italia c’è oggi più che mai bisogno della presenza di un Partito comunista forte e non di un anonimo  partito unico della sinistra “buona”, compatibile al sistema, che faccia da spalla al partito democratico. Un progetto deve generare passione per impegnarsi e non c’è sinistra senza la passione dei comunisti.

Come dovrà essere il Partito comunista lo dobbiamo decidere tutti insieme ripartendo dai territori e dalle fabbriche, ma non solo dalle fabbriche, abbiamo bisogno di un partito che sappia parlare agli operai come alle cassiere dei supermercati, ai precari come ai disoccupati,  al  mondo del vecchio  lavoro e dei nuovi lavori,  al mondo  della scuola e dei saperi, che sappia stare sempre dalla parte degli oppressi e degli sfruttati.  Con antifascismo militante e mobilitazione continua. Come abbiamo fatto contro le leggi canaglia e prendendoci le impronte digitali. 

Berlusconi, per dirla con il premio Nobel Dario Fo, si circonda di concubine che tiene sdraiate. E Sansonetti su Liberazione dice “Chiedete scusa a Mara Carfagna”, e chi chiede scusa a tutte le donne per avere come ministra alle pari opportunità questa signora. Esagerano i comici? Ma quando mai la satira è andata d’accordo con il bon ton? Ma non capiscono i vari censori che cancellando il diritto di satira si cancella il diritto di informazione? E la Carfagna  non perché è donna deve essere esonerata dalle critiche di un’altra donna, anzi è proprio il contrario.

Concludendo.

Io amavo quel PCI, organizzazione politica d'avanguardia della classe operaia e di tutti i lavoratori i quali, nello spirito della Resistenza e dell'internazionalismo proletario e nella realtà della lotta di classe, lottano per la indipendenza e la libertà, per la valorizzazione della personalità umana, per la pace tra i popoli e per il socialismo, e lo amava anche  la gente  perché aveva un progetto di un paese diverso, oggi non  abbiamo neppure un paese normale e siamo fuori dal parlamento!

Mi incoraggia e mi conforta Bertold Brecht che scriveva “I deboli non combattono, quelli più forti lottano per un'ora, quelli ancora più forti lottano per molti anni, ma quelli fortissimi lottano per tutta la vita. Costoro sono indispensabili”.

*delegata dal Congresso della Federazione di Torino - Sezione Dolores Ibarruri

 

Care compagne, cari compagni

 

di Ornella Terracini*

questo nostro congresso è fondamentale per noi comunisti:si tratta di ricostruire una sinistra che abbia chiare connotazioni che ci caratterizzino fortemente. E’ una sfida che lanciamo a noi stessi per cercare di ricostruire un partito forte che guardi con attenzione alle richieste della nostra gente:lavoratori, pensionati, giovani, uomini è donne in difficolta’, giustizia, guerre imperialiste, difesa insomma dalla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza. E’ una sfida che lanciamo:non ci è più permesso commettere sbagli.

Da tempo immemorabile è la prima volta che i comunisti non sono rappresentati in parlamento, e quindi questo è il nostro compito:costruire un partito forte e radicato nel territorio.

La disfatta elettorale ci dovrebbe aver fatto capire gli errori commessi,e devo aggiungere che il documento congressuale fa una severa critica del passato.Tutti l’abbiamo letto e non mi dilungherò a ripetere.

Ma ora siamo all’oggi: lo stato si sta avviando verso un regime fascista, dove chi comanda e gioca le sue carte è un uomo soltanto,sostenuto da poteri forti come confindustria e il vaticano. Dobbiamo cercare di unire i compagni quelli di Rifondazione che vogliono unirsi a noi in un progetto unitario e anche tutti quei compagni che,delusi dal nostro timido agire, non hanno più dato il loro appoggio ai partiti comunisti ai quali erano iscritti.

E’ una utopia? Forse, ma è necessario tentare ,facendo comprendere alla nostra base quali sono le sfide che i comunisti lanciano essendo ben chiari che la destra,questa destra capitalista e guerrafondaia, non li può rappresentare, anzi li stà vendendo ai padroni con facili quanto immaginarie promesse di uno stato sociale migliore. Intanto il potere di acquisto di salari e pensioni calano a dismisura. Certo il ministro Sacconi ha promesso una tessera annonaria di 450 euro all’anno per i più bisognosi:pare la favola di Biancaneve!

Prendendo in mano la Costituzione italiana, nata dalla Resistenza, e firmata oltre che da un liberale e da un democristiano, anche da un comunista, dobbiamo dichiarare a chiare lettere il nostro antifascismo.

Il primo articolo della Costituzione dichiara che l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. Ma quale lavoro? La legge 30 ha suddiviso il lavoro in circa 40 tipologie negando ai lavoratori la sicurezza di vita:altro che quarta settimana! Alcuni non arrivano neanche alla prima,vengono infatti licenziati e poi magari riassunti, senza diritto a ferie, ad assistenza, e neanche alla protesta perché altrimenti si perde il lavoro.

E’ di una settimana fa la notizia che la Fiat a settembre metterà in cassa integrazione 3500 operai; mi chiedo cosa succederà all’indotto, a quelle piccole industrie piemontesi che si reggono sulla produzione di automobili. Ho parlato qualche tempo fa con un operaio della Bertone:è da due anni in cassa integrazione, moglie e due figli da mantenere:più che sconvolto mi è parso rassegnato, ed è proprio a queste persone rassegnate che noi dobbiamo ridare fiducia nella lotta.

La Mercegaglia ha proposto l’abolizione dei contratti nazionali,così, dice lei, la produzione migliorerà. Ma come fa a migliorare se non ci sono i soldi per comprare le sue merci? E inoltre i sindacati verrebbero esclusi o comunque indeboliti nelle trattative Non parliamo poi di quelle persone che escono di casa per andare a lavorare e poi non tornano più a casa:morti sul lavoro. Si parla di 4 persone al giorno che, per mancanza di sicurezza perdono la vita:peggio di una guerra. Le notizie sui media arrivano a volte e ci si sofferma anche, ma solo quando ci sono grandi tragedie come quella della Thissen.Le notizie delle morti bianche sono poi , dopo un giorno superate da trucidi racconti di cronaca nera.

Il terzo articolo della costituzione recita “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso,razza , lingua , religione, di opinioni politiche,di condizioni personali e sociali…..” In questi giorni si sta  vivendo da parte del governo un attacco di questo articolo :la legge per la destra non è uguale per tutti:4 persone sono più uguali degli altri e mi rammarico fortemente che il presidente della repubblica abbia firmato il lodo Alfano. Sarebbe stato più nobile se lui, ex comunista , si fosse tolto dalla immunità firmando magari per gli altri tre personaggi noti per la loro scarsa osservanza della nostra costituzione e per il loro sprezzo verso la magistratura.

Il presidente del consiglio poi ha delle cause pendenti con la giustizia e riuscirà a far spostare i processi  a suo carico da Napoli a Roma,offendendo la magistratura , che, dice lui, lo perseguita.Ben circa 800 magistrati sono a suo dire irreggimentati,da chi non si sa: la parola comunisti, che una volta usava a sproposito, è sparita dal suo vocabolario.

Altra bella trovata quella di Maroni che vuol far prendere le impronte digitali ai bambini rom per poi schedarli tutti, con la scusa assurda di proteggerli dalle famiglie a suo dire pericolose. Attenti compagni, oggi sono i rom , domani gli omosessuali,dopodomani chissà, anche i comunisti. Gli ebrei non credo. Il governo è troppo legato ad Israele, ma forse chissà cosa succederà ai palestinesi, che vivono da anni in Italia cacciati dalla loro terra…..

La stampa poi e quasi tutti i media sono al servizio, oserei dire, di tutto il parlamento. Sulla manifestazione di Roma si è parlato molto, mettendo in risalto le frasi dette da Grillo e dalla Guzzanti. Noi da Torino ci siamo collegati con Piazza Navona :io ho sentito il discorso alto di Rita Borsellino, di Pancho Pardi,e perché no, anche di Di Pietro. Sui giornali a più alta diffusione nulla. Vergogna compagni!! Dobbiamo assolutamente mobilitarci su queste tematiche e protestare, sempre.

I giovani comunisti della FGCI erano in Piazza Castello a prendere le impronte di quei cittadini che volevano essere anche loro schedati:”Siamo tutti rom” era scritto a chiare lettere.Non servirà forse a nulla, ma è stata una iniziativa civile che si spera abbia le sue piccole conseguenze.Del resto anche il parlamento europeo si è pronunciato e ha bollato l’Italia come razzista.

L’articolo 11 dice “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…..”L’unica cosa avvenuta durante il governo Prodi è stato il ritiro delle nostre truppe dall’Iraq, ma nel contempo,e diciamolo sinceramente anche malgrado il nostro timido dissenso,sono state mandate truppe in Afganistan e nel Libano.Il governo italiano civetta con quello israeliano per spalleggiare l’America nel suo controllo imperialista in medio oriente. E così noi costruiamo bombe a grappolo ,. aerei da guerra, mine da lanciare incondizionatamente su civili e soprattutto anziani e bambini. Siamo conniventi in queste operazioni cosiddette di pace.Però se ci si fa sentire a volte si vince: lo dimostra la vittoria ottenuta dal Dal Molin, che ha ottenuto dal tribunale lo stop all’allargamento della base americana a Vicenza.

Uniti a volte si vince, compagni.

E così via:ogni articolo della costituzione sta per essere violato,con il silenzio dell’opposizione del PD , che magari protesta, ma con eccessiva timidezza.

Noi comunisti non possiamo tacere: anche se siamo diventati extraparlamentari, abbiamo dalla nostra la forza della ragione.

Sono stata a varie iniziative organizzate dal partito alla partecipazione delle quali eravamo stati chiamati:pochi, troppo pochi erano i compagni presenti.Dobbiamo farci sentire ed essere sempre visibili con le nostre bandiere ovunque ci sia una manifestazione che sappiamo essere anche nostra.

Ad una iniziativa sulla 4° settimana, cui era presente il compagno Paglierini,egli ha lanciato l’idea nel suo discorso conclusivo, e mi trova pienamente d’accordo, di uscire sul territorio con volantini esplicativi, raccogliendo anche firme ogni qual volta vi sia, e ce n’è già a iosa,un attacco del governo alla giustizia, alla libertà di stampa e di informazione,al lavoro, alle pensioni, alla laicità dello stato, ai diritti di cittadinanza.

Siamo di fronte ad un percorso difficile, ma coinvolgente. E’ una sfida che dobbiamo lanciare, per riconquistare la nostra gente e riprendere un percorso forte ed incisivo.

E’ ben vero cari compagni, che veniamo da lontano, ma rischiamo , se non ci diamo da fare, di non andare molto lontano.

Buon lavoro

*delegata dal Congresso della Federazione di Torino - Sezione Gianni Dolino