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La sua poesia: pane
per l'uomo
 Il
poeta cileno è nato il 12 luglio del 1904. Molti lo
conoscono
come il poeta dell'amore grazie al magnifico film Il postino. Ma
Neruda ha ancora molte altre cose da offrire: è il poeta del
popolo, il poeta dell'impegno.
Pablo Neruda ha cominciato molto giovane a scrivere poesie.
Tra 1927 e 1935, ha lavorato come diplomatico per il governo cileno. Il
suo ultimo incarico fu in Spagna. Come console, è testimone della
resistenza del popolo contro i gruppi fascisti che seminano morte e
desolazione. Durante la guerra civile, Neruda
sceglie il campo del movimento repubblicano. Rinunciando alla sua
missione diplomatica, raggiunge le
fila dei repubblicani,prima in Spagna, poi in
Francia. Questi avvenimenti e soprattutto l'omicidio del suo amico il poeta
spagnolo Garcia Lorca lo toccarono profondamente.
Nel 1943, torna in Cile, dove aderisce
al Partito comunista. Nel 1945, è eletto senatore. Nel 1947, protesta
vigorosamente quando il governo reprime un
sciopero dei minatori. Minacciato a causa del suo impegno, è obbligato
ad entrare in clandestinità. Due anni più tardi, fugge in Messico.
La storia di un continente in 342
poesie
A partire da 1939, Neruda lavora al suo capolavoro, il Canto General,
pubblicato per la prima volta in Messico nel 1950. In questa opera
monumentale - 342 poesie riunite in quindici cicli - Neruda guarda alla
storia dell'America latina da un punto di vista marxista. Spiega la sua
vasta conoscenza della storia, della geografia e della politica di
questo continente. Il tema centrale è la lotta per la giustizia sociale.
"Per i popoli latino-americani, il Canto evoca prospettive per
l'avvenire. L'immagine della resistenza incrollabile e delle lotte
eroiche dei loro antenati durante il periodo delle rivolte nazionali
intorno al 1810 sveglia il coscienza independentista di questi popoli e
li unisce nella lotta per una vera liberazione nazionale. Tutti i popoli
delle isole dei Caraibi fino alle regioni antartiche si sono
riconosciuti pienamente in questo lavoro", ha scritto il grande poeta
tedesco Erich Arendt.
Neruda ha effettuato parecchi viaggi in Unione sovietica. Ha visto come
la cultura, i libri, le biblioteche ed i teatri erano accessibili a
tutti. Ha incontrato degli artisti come Ilya Ehrenburg ed il poeta turco
Nazim Hikmet che avevano trovato asilo a Mosca.
Neruda ha scritto poesie sulle cose quotidiane della vita. Nessuna
emozione gli è estarnea. È anche il poeta dell'amore e della passione.
La sua raccolta "Venti poesie di amore ed una canzone disperata" sono
state tradotte in decine di lingue e ripubblicate a più riprese. Ma il
suo amore non si limita all'amore di un individuo. Tutta la sua opera è
caratterizzata dall'amore per il suo paese e per il suo popolo, la
speranza della liberazione e la prospettiva di un avvenire il migliore.
Nel 1971, Neruda riceve il premio Nobel per la letteratura, il Canto
General è glorificato come "un inno che ha restituito il volto e la
voce" a tutto un continente.
Pablo Neruda muore di leucemia il 23 settembre 1973 a Santiago del Cile,
dodici giorni dopo il colpo di stato fascista del dittatore Pinochet. La
sua morte è stata forse accelerata dalla morte del presidente Allende e
dalla perdita di numerosi amici e compagni arrestati o assassinati da
Pinochet. Il suo funerale si è trasformato in una manifestazione di
protesta di decine di migliaia di persone contro la dittatura. Più
tardi, la sua vedova descriverà la scena nella sua biografia: "Da tutte
le strade delle persone raggiungono il corteo. Arrivano anche Alcuni
camion con i militari che puntano le mitragliatrici. Sempre più persone
si uniscono al corteo e tutti alzando la voce gridano: "Pablo Neruda,
presente, adesso e per sempre!"
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Allende e Neruda
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto
che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare
gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle
che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti (P.Neruda)
Al
mio Partito
Mi hai dato la fraternità verso chi non conosco
Mi hai aggiunto la forza di tutti quelli che vivono
Mi hai ridato la patria come una nuova nascita
Mi hai dato la libertà che non ha il solitario
Mi hai insegnato ad accendere la bontà come il fuoco
Mi hai impresso la dirittura che occorre all'albero
Mi hai insegnato a vedere l'unità e la differenza tra gli uomini
Mi hai mostrato come il dolore di uno muore nella vittoria di
tutti
Mi hai insegnato a dormire sui duri giacigli dei miei fratelli
Mi hai fatto costruire sulla realtà come sopra una roccia
Mi hai reso nemico del malvagio e muro contro il folle
Mi hai fatto vedere la chiarezza del mondo e la possibilità
della gioia
Mi hai reso indistruttibile perche con te non finisco in me
stesso |
[…]
La mia poesia e la mia vita sono trascorse come un fiume
americano, come un torrente d'acque del Cile, nate nella
profondità segreta delle montagne australi, dirigendo senza posa
il movimento delle loro correnti verso uno sbocco marino. La mia
poesia non ha rifiutato niente di quanto ha potuto trascinare
nel suo corso; ha accettato la passione, ha sviluppato il
mistero, si è aperta il passo fra i cuori del popolo.
Mi è toccato soffrire e lottare, amare e cantare; nella
spartizione del mondo ho conosciuto il trionfo e la sconfitta,
ho provato il gusto del pane e quello del sangue. Che cosa può
volere di più un poeta? E tutte le alternative, dal pianto ai
baci, dalla solitudine al popolo, sono presenti e vivono nella
mia poesia, e in essa agiscono, perché ho vissuto per la mia
poesia, e la mia poesia ha sostenuto le mie lotte. E se ho
ottenuto molti premi, premi fugaci come farfalle di polline
fuggevole, ho ottenuto un premio ben più grande, un premio che
molti disprezzano ma che in realtà è per molti irraggiungibile.
Attraverso una dura lezione di estetica e di ricerca, attraverso
i labirinti della parola scritta, sono riuscito a essere poeta
del mio popolo.
E' questo il mio premio, non i libri e le poesie tradotte o i
libri scritti per descrivere o sezionare le mie parole. Il mio
premio è quel momento grave della mia vita quando nel fondo del
carbone di Lota, in pieno sole nella salina riarsa, dal pozzo
della miniera è uscito un uomo come se venisse su dall'inferno,
con il viso
stravolto dalla fatica terribile, con gli occhi
arrossati dalla polvere e, porgendomi la mano indurita, quella
mano che reca tutta la mappa della pampa nei suoi calli e nelle
sue rughe, mi ha detto, con occhi brillanti: «Ti conoscevo da
molto tempo, fratello». Ecco l'alloro della mia poesia, quel.buco
nella pampa terribile, da cui esce un operaio cui il vento, la
notte e le stelle del Cile hanno detto molte volte «non sei
solo; c'è un poeta che pensa ai tuoi dolori».
Sono entrato nel Partito comunista del Cile il 15 luglio 1945.
[…]
Pablo Neruda (1974), Confesso che ho vissuto, Einaudi, Torino,
1998 - pag. 227
Si desti il taglialegna
....Stalingrado, si leva la tua voce
d'acciaio,
solaio per solaio la speranza rinasce
come una casa collettiva,
e c'è un fremito di nuovo che va avanti
insegnando,
cantando
e costruendo.
Sì, dal sangue sorge Stalingrado
come un'orchestra d'acqua, di pietra e ferro
e il pane rinasce nelle panetterie,
la primavera nelle scuole;
essa innalza nuove impalcature, nuovi alberi,
mentre palpita il vecchio e ferreo Volga.
Questi libri
in casse ancora fresche di pino e di cedro,
stanno riuniti sopra la tomba
dei mordi carnefici:
questi teatri eretti sulle rovine
coprono resistenza e martirio:
libri chiari come monumenti:
un libro sopra ogni eroe,
sopra ogni millimetro di morte,
sopra ogni petalo di questa gloria immutabile.
Unione Sovietica, se
insieme raccogliessimo
tutto il sangue che hai versato nella lotta,
tutto quello che hai dato, come una madre, al mondo
… perché la libertà agonizzante riavesse vita,
un nuovo oceano noi avremmo,
di tutti il più grande,
di tutti il più profondo,
come tutti i fiumi palpitante,
attivo come il fuoco dei vulcani araucani.
Affonda in questo mare la tua mano,
uomo di tutte le terre,
e sollevala poi per annegarvi
chi dimenticò, chi offese,
chi mentì e calunniò,
chi si unì ai cento botoli
del letamaio d’Occidente
per insultare il tuo sangue, Madre dei Liberi! ...
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Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso. Non togliermi la rosa, la lancia
che sgrani, l'acqua che d'improvviso scoppia nella tua gioia, la
repentina onda d'argento che ti nasce. Dura è la mia lotta e
torno con gli occhi stanchi, a volte, d'aver visto la terra che
non cambia, ma entrando il tuo sorriso sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte le porte della vita ... (da Il tuo sorriso)
L'età ci copre come una pioggerella, interminabile e arido è il tempo,
una penna di sale tocca il tuo volto, una gocciolatura rose il mio vestito:
il tempo non distingue tra le mie mani o un volo d'arance tra le tue: pung e
con neve e con zappa la vita: la vita tua ch'è la vita mia. La vita mia che
ti diedi s'empie d'anni, come il volume d'un grappolo... (da L'età ci copre
come una pioggerella)
Poveri poeti che la vita e la morte perseguitaron con la stessa cupa
tenacia, poi son coperti d'impassibil pompa, abbandonati al rito e al dente
funerario...(da Poveri poeti)
...Maledetto : solo l'umano ti perseguiti e dentro l'assoluto fuoco delle
cose tu non possa consumarti, tu non possa perderti... (da Il generale
Franco all'inferno)
Eppure simile al ricordo della terra, simile al petroso splendore del
metallo e del silenzio , popolo, patria e avena, è la tua vittoria. Avanza
la tua bandiera sforacchiata, come il tuo petto, sulle cicatrici del tempo e
della terra (da La vittoria delle armi del popolo)
... città , città di fuoco resisti finchè un giorno verremo, indios
naufraghi, a toccare le tue mura col bacio dei figli che speravano di
arrivare. Stalingrado ancora non c'è il secondo Fronte ma tu non cadrai.
Anche se dovessi morire non morirai! Poichè gli uomini non hanno più morte e
devono continuare a lottare dal punto in cui cadono finchè la vittoria non
sia nelle tue mani anche se saranno stanche e onorate, perchè altre mani
rosse, se cadranno le vostre, semineranno per il mondo le ossa dei tuoi eroi
in modo che il tuo seme copra tutta la terra (da Canto a Stalingrado)
Il mondo è mutato, la mia poesia è mutata. Una goccia di sangue caduta
tra questi versi rimarrà viva su di essi, indelebile come l'amore ( dalla
prefazione a Le furie e le pene )
Maledetti quelli che un giorno non guardarono; maledetti quelli che alla
solenne patria non offrirono il pane ma le lacrime; maledette uniformi
macchiate e sottane di odiosi, sudici cani da covo e sepoltura ... o dura
Spagna i tuoi feroci padroni ti costringevano a non seminare, a non far
produrre le miniere, a concentrarti sulle tombe. Non costruite scuole, non
riempite i granai: pregate bestie pregate perchè un dio dal culo immenso
come quello del re vi aspetta: Lassù avrete la vostra minestra. (da La
Spagna povera per colpa dei ricchi)
... cuori spezzati, abbiate fede nei vostri morti! Essi non soltanto sono
radici sotto le pietre macchiate di sangue, ma le loro bocche mordono ancora
esplosivo e vanno all'attacco come oceani di ferro e ancora i loro pugni
levati smentiscono la morte. (da Canto alle madri dei miliziani caduti)
Capitano, combattente , là dove una bocca grida libertà, dove un
orecchio ascolta, dove un alloro di liberi sboccia, Bolivar, capitano, si
riconosce il tuo viso. (da Un canto per Bolivar ,Simon Bolivar (1783-1830)
patriota venezuelano)
Salve guerriglieri di tutte le
regioni, toccate, toccate il sangue sotto la
terra amata: attaccate gli stessi sinistri nemici, innalzate un'unica
bandiera illuminata... (da Canto per la morte e
la resurrezione di Luis
Companys,(1883-1940) leader della sinistra catalana)
Patria tu nascesti dai taglialegna, dai figli imbattezzati, dai
falegnami, da quanti diedero una goccia di sangue alato,
e oggi rinascerai aspramente da dove
il traditore e il carceriere ti credono per
sempre sprofondata. Come allora nascerai dal popolo (da America
insorta )
Di nuovo la persecuzione oggi dilaga in Brasile lo insegue una fredda
ingordigia dei mercanti di schiavi: da Wall Street hanno ordinato
ai satelliti porcini di
conficcare i canini nelle ferite del popolo, ed è cominciata la caccia in
tutte le nostre Americhe distrutte da mercanti e carnefici (da Ancora i
tiranni)
Portarono qui i fucili carichi e ordinarono la strage spietata: trovarono
qui un popolo che cantava, un popolo raccolto per
dovere
e per amore, e l'esile
fanciulla cadde con la sua bandiera, e lo stupore del popolo vide cadere i
morti con furia e con dolore. (da I nemici)
La nostra lotta sarà in ogni luogo e nel nostro cuore queste bandiere che
furono presenti alla vostra morte che si bagnarono del vostro sangue si
moltiplicheranno come le foglie dell'infinita primavera (da Sono qui)
...il giorno che in tutto il
mondo noi aspettiamo in tanti: il giorno finale dei patimenti, un giorno di
giustizia conquistata nella lotta... (da Sempre)
La
Nueva Canción Chilena


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