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Movimenti colorati, indignati ecc.                                                                                                                                                                                                               
 

 

Indignados? Al quadrato!

 

Arrabbiato. Più di ieri. Molto di più. Ho seguito la manifestazione di Roma nell'eccellente diretta su Rai News 24. Eccellente per davvero. Eccellente per davvero anche il dispositivo relativo al controllo dell'ordine pubblico messo in campo dai responsabili che non conosco per nome ma che, per funzione, dovrebbero essere il Prefetto e il Questore di Roma.

Premetto da subito che questa gestione rende giustizia della sciatteria, incompetenza e approssimazione che provocò il disastro di Genova. Un dispositivo che è costato qualche auto, qualche vetrina, qualche ferito e qualche spesa per il contribuente. Ma che rapportato ad una situazione difficilissima segna una oculatezza ed una intelligenza non comuni.

Qualcuno dirà che alla fine l'oscura mano di qualche oscuro complottatore ha realizzato il disegno di far fallire la manifestazione. La ritengo una sciocchezza e quand'anche fosse vera il ragionamento appresso avrebbe ancora più ragione d'esser fatto.

È possibile immaginare una organizzazione che CACCI dal movimento questi soggetti? Occorre avere il coraggio di opporre un rifiuto politico a questi attori. Lo dico con grande serenità e senza fare appelli da pacifista d'acchito. Il pacifismo ghandiano non mi appartiene (che poi sarebbe tutto da dimostrare che Ghandi era un pacifista come viene disegnato dalla pletora dei miti …). Provo a ragionare in termini sociali.

I portatori di caschi, sampietrini, passamontagna e bombe carta non sono altro che dei ribellisti inutili che perseguono lo scontro per lo scontro. Vite vissute senza aver potuto contare sull'autorevolezza di alcuno che cerca lo scontro con padri mai avuti e raffigurati dalle divise.

Tiro alla divisa perché così affermo la mia crescita. Adolescenti disturbati indipendentemente dal numero di anni. Se ne andranno in giro araccontare ai loro pari della loro abilità negli scontri con gli “sbirri”, vestendo abiti eroici da cartone animato e rivendicando la loro primazia per aver ricevuto un getto d'acqua ignari, purtroppo, di cosa siano un paio di schiaffoni dati da una amorevole mano callosa.

Sono gli stessi psicologicamente e, a volte anche fisicamente, pronti a fare gli scontri per una partita di calcio o per inveire contro un nemico qualunque.

Li ho osservati dalla diretta, ne ho visto il modo di agire, un rito della virilità come quelli che corrono a Pamplona in mezzo ai tori.

Può un movimento politico che propone un modo diverso di stare al mondo avere queste sciagure ambulanti nel proprio seno?

È ammissibile che vi sia una qualche forma di comprensione politica per queste bande? Al più posso comprenderne psicologia e fenomenologia sociale ma io con questi non ho mai avuto né voglio avere nulla da spartire. Chi ha turbe infantili non può essere dentro un agire politico che ambisce a costruire un modello di vita di valenza globale.

Indignatevi perché abbiamo bisogno del vostro entusiasmo era solo una delle premesse teoriche. Senza la seconda e la terza non serve a nulla. E le altre sono: Studiate perché abbiamo bisogno della vostra intelligenza e Organizzatevi perché abbiamo bisogno della vostra forza. Un movimento serio cammina su questi binari contemporaneamente.

Chi si muove solo su uno gira inutilmente in tondo e chi lo segue, con lui perisce nel nulla.

www.pinodeluca.ilcannocchiale.it 15 ottobre 2011

   

 

 

Appello "Il nostro tempo è adesso"

tutt* in piazza il 9 aprile 2011 - Torino - Piazza Vittorio ore 15

la vita non aspetta

Non c’è più tempo per l’attesa. E’ il tempo per la nostra generazione di prendere spazi e alzare la voce. Per dire che questo paese non ci somiglia, ma non abbiamo alcuna intenzione di abbandonarlo. Soprattutto nelle mani di chi lo umilia quotidianamente.

Siamo la grande risorsa di questo paese. Eppure questo paese ci tiene ai margini. Senza di noi decine di migliaia di imprese ed enti pubblici, università e studi professionali non saprebbero più a chi chiedere braccia e cervello e su chi scaricare i costi della crisi. Così il nostro paese ci spreme e ci spreca allo stesso tempo.

Siamo una generazione precaria: senza lavoro, sottopagati o costretti al lavoro invisibile e gratuito, condannati a una lunghissima dipendenza dai genitori. La precarietà per noi si fa vita, assenza quotidiana di diritti: dal diritto allo studio al diritto alla casa, dal reddito alla salute, alla possibilità di realizzare la propria felicità affettiva. Soprattutto per le giovani donne, su cui pesa il ricatto di una contrapposizione tra lavoro e vita.

Non siamo più disposti a vivere in un paese così profondamente ingiusto. Lo spettacolo delle nostre vite inutilmente faticose, delle aspettative tradite, delle fughe all’estero per cercare opportunità e garanzie che in Italia non esistono, non è più tollerabile. Come non sono più tollerabili i privilegi e le disuguaglianze che rendono impossibile la liberazione delle tante potenzialità represse.

Non è più tempo solo di resistere, ma di passare all’azione, un’azione comune, perché ormai si è infranta l’illusione della salvezza individuale. Per raccontare chi siamo e non essere raccontati, per vivere e non sopravvivere, per stare insieme e non da soli.

Vogliamo tutto un altro paese. Non più schiavo di rendite, raccomandazioni e clientele. Pretendiamo un paese che permetta a tutti di studiare, di lavorare, di inventare. Che investa sulla ricerca, che valorizzi i nostri talenti e la nostra motivazione, che sostenga economicamente chi perde il lavoro, chi lo cerca e chi non lo trova, chi vuole scommettere su idee nuove e ambiziose, chi vuole formarsi in autonomia. Vogliamo un paese che entri davvero in Europa.

Siamo stanchi di questa vita insostenibile, ma scegliamo di restare. Questo grido è un appello a tutti a scendere in piazza: a chi ha lavori precari o sottopagati, a chi non riesce a pagare l’affitto, a chi è stanco di chiedere soldi ai genitori, a chi chiede un mutuo e non glielo danno, a chi il lavoro non lo trova e a chi passa da uno stage all’altro, alle studentesse e agli studenti che hanno scosso l’Italia, a chi studia e a chi non lo può fare, a tutti coloro che la precarietà non la vivono in prima persona e a quelli che la “pagano” ai loro figli. Lo chiediamo a tutti quelli che hanno intenzione di riprendersi questo tempo, di scommettere sul presente ancor prima che sul futuro, e che hanno intenzione di farlo adesso.

 

 

 

Anche il rosso al No B. Day del 2 ottobre 2010

 

 

Lavoratore di Pomigliano al NO B. Day2

 

 

 NO B. Day 2

 

  

 

  

 

NO Mafia Day a Reggio Calabria

 

Sabato 13 marzo si terrà a Reggio Calabria il No Mafia Day, organizzato dal Popolo Viola. Il concentramento è alle ore 15 a Piazza Garibaldi, da dove partirà un corteo che attraverserà il Lungomare e, risalendo nei pressi del Museo Nazionale, il Corso Garibaldi fino a Piazza Duomo. L'appuntamento per le compagne e i compagni di Messina è alle 12.30 presso la Stazione Marittima di Messina. NON TARDATE PERCHE' LA NAVE NON CI ASPETTA!!!

 

Torino il 13 e 14 marzo 2010 contro il decreto salvaliste

 

Sabato 13 marzo alle 10,30 e domenica 14 alle ore 21 saremo presenti in Piazza Castello - Via Garibaldi, vi invitiamo a raggiungerci numerosi per aiutarci ad informare la città e, con significativi cartelli di protesta contro il golpe elettorale, sabato organizzeremo una sfilata per le vie del centro. Pacificamente, rumorosamente, rigorosamente CONTRO! CONDIVIDIAMO E INVITIAMO TUTTI!

Torino 20 marzo No Tav

Eccoci pronti ancora una volta a scombussolare la tranquilla passeggiata domenicale dei Torinesi!

Passate per curiosità, per un saluto, per un bicchiere di vino ma SOPRATUTTO passate per tenervi aggiornati! Questi mesi saranno densi di eventi interessanti, intanto vi segnaliamo:

- Manifestazione NO TAV = NO MAFIA a Torino il 20 Marzo per celebrare i 21 anni di resistenza pacifica del movimento NO TAV contro l'ennesima truffa ai danni dello Stato e di tutti i cittadini italiani;

- "Una notte in tenda con gli aquilani" trascorrendo la notte tra il 5 e 6 aprile insieme a loro per portare non solo il nostro sostegno morale ma anche una speranza.

- Sabato pomeriggio, poi, improvviseremo una passeggiata rumorosa di PROTESTA contro questo GOLPE ELETTORALE!

Ovviamente abbiamo bisogno di tutti voi! Chi ha il tempo e la voglia di venire a dare qualche volantino con noi, di condividere idee carine per l'autofinanziamento o fare cartelloni e materiale informativo non esiti a contattarci! Chiunque è il benvenuto!

 

Milano il 6 marzo  No razzismo Day

 

 

 

Appuntamento alle ore 14 Piazza Fontana

 Il popolo viola scuote Roma

di Stefano Corradino

Non ci appassionano le guerre di cifre tra organizzatori, questura, giornali pro e giornali contro, emittenti che trasmettono gli eventi sociali in diretta (ben poche) e altre tv che li ignorano (pressocchè tutte). Erano più di 100mila, forse il doppio. Ma fossero stati in mille o anche solo cento. C'erano giovani vivi ieri 27 febbraio. Indignati, incazzati e mai rinunciatari. Sono scesi in piazza in tanti attraverso il più classico dei mezzi per far circolare la comunicazione: il passaparola; parola che è passata attraverso la rete, e i social network, che fortunatamente resistono ai bavagli e ai provvedimenti censori che, in questi giorni, stanno colpendo i programmi di approfondimento in tv.
La parola è passata nel silenzio assordante di buona pa
rte dei tg, troppo impegnati a rassicurare gli italiani sul risultato di un processo. Peccato che qualcuno abbia dato il risultato sbagliato. Per carita, errare è umano. Era già capitato qualche settimana fa quando lo stesso tg aveva toppato con la combinazione del Supererenalotto dando, di primo acchitto, un numero errato. Subito corsero ai ripari trasmettendo la giusta sestina onde evitare le rappresaglie di qualche scommettitore che per un attimo ha avuto l'illusione di centrare il jackpot.

Ma oggi, chi risarcisce il cittadino, privato di un'informazione corretta? E' sufficiente correggere il tiro a posteriori quando ormai la notizia è passata? Lo schema sembra ricalcare perfettamente quello di un presidente del Consiglio. Uno a caso: si attacca, si insulta, o si deforma la verità, per poi smentire. Ma nessuna smentita avrà lo stesso effetto della notizia data a caldo. E' il primo messaggio quello che conta, rimane in testa, plasma il giudizio. E' il principio alla base del marketing pubblicitario, di cui si nutre la politica dalla nascita di Forza Italia. Ma chi fa giornalismo non può ne distrarsi nè manipolare. "Manipolare la verità è un crimine", ha scritto efficacemente Michele Serra all'indomani della sentenza, "tal quale per un fornaio sputare nel pane che vende".

Cosa fare allora? Come risarcire lettori e telespettatori del torto subito? Forse basterebbe cominciare, come ha scritto Giuseppe Giulietti ristabilendo un pò di verità storica, magari leggendo il testo integrale della sentenza della Cassazione. Per scoprire che assoluzione e prescrizione sono due cose diverse. E non possono essere considerati sinonimi neanche in un dizionario padano. (28 febbraio 2010 facebook)

 

 "La legge è uguale per tutti, anche Silvio"

Il Pd va in piazza con il popolo viola


La folla del "No B-Day" è solo un ricordo, ma il "popolo viola" riesce comunque a riempire piazza del Popolo e alla fine gli organizzatori possono di nuovo parlare di successo. Cifre ufficiali non ne vengono date, sottovoce i promotori parlano di 50 mila persone, di certo sono diverse migliaia i manifestanti che si sono ritrovati per tutto il pomeriggio in quella piazza-salotto ai piedi del Pincio.

Lo spauracchio è sempre lui, Silvio Berlusconi, responsabile secondo i "viola" di uno stravolgimento della Costituzione. Il centrosinistra c’è tutto, il Pd che disertò il "No B-Day" stavolta aderisce ufficialmente e di tutta l’opposizione solo l’Udc si tiene alla larga. Ma i partiti restano ai margini, nessun politico di professione sale sul palco e le bandiere di Pd, Idv, Verdi, Prc-Pdci, Sel, vengono relegate ai margini della piazza. Del resto, questa è una platea particolare, difficile anche per il centrosinistra: non è un caso che uno degli interventi più applauditi è quello del comico Andrea Rivera che tra un affondo contro Berlusconi e un intervento a gamba tesa su Guido Bertolas, non tralascia di prendersela anche con «questa sinistra ha stufato», chiedendo «un’altra sinistra che si batta contro il conflitto di interessi».

E il personaggio più applaudito in assoluto è l’ultranovantenne Mario Monicelli che sale sul palco e chiede tout court di mandare a casa «tutta questa classe dirigente», di destra e di sinistra, e non solo quella politica ma anche i manager, i giornalisti, gli intellettuali. Certo, Rosy Bindi, in piazza a rappresentare il partito, si sforza di vedere una «maturazione» nella piazza viola che «non è solo contro Berlusconi, ma per la giustizia, per il lavoro... si è passati dall’antiberlusconismo alla richiesta di alternativa». Ma se è vero che sul palco si è dato spazio anche al problema della disoccupazione, attraverso gli interventi degli operai di Termini Imerese, è un fatto che l’antiberlusconismo sembra ancora essere la vera molla che spinge i viola.

Basta guardare i cartelli e gli striscioni, quasi tutti assai scorretti politicamente, come quello che fa la parodia della pubblicità di una nota carta di credito: «Weekend a Milano 350 euro, statuina del duomo 5 euro... Tirarla in testa a Berlusconi... Non ha prezzo». E irriverenti sono anche le moltissime maschere, un pò in stile carnevale di Viareggio: c’è un gruppo di galeotti con la maschera di Berlusconi, un finto manifesto elettorale del premier che promette ’Più escort per tuttì, delle eloquenti manette sventolate da una signora e una gigantesca scritta "Dimettiti" composta da lettere di cartone gialle.(www.lastampa.it 27 febbraio 2010)

 Inviato da : ufficiostampa |

 

Viola-Day: Comunicato stampa del PdCI

Domani il PdCI scende in piazza - Sciogliere questo Parlamento

"Domani il PdCI scende in piazza, insieme al popolo viola, per chiedere di mettere fine alla barbarie di proposte legislative che distruggono la giustizia in questo Paese".
E' quanto afferma Orazio Licandro, della segreteria nazionale del PdCI - Federazione della sinistra, che continua: "La cronaca giudiziaria di questi giorni ci obbliga a chiedere lo scioglimento di questo Parlamento, così come si fa per qualsiasi Comune dove sono presenti infiltrazioni mafiose. 27 febbraio 2010

 

Viola-Day: la legge è uguale per tutti

 di Frida Roy

 Viola-day:la legge � uguale per tutti L'iniziativa, "messa in piedi in un mese senza l'appoggio di alcuna struttura organizzativa" ma solo attraverso il tam tam su Facebook e sui blog, é stata presentata oggi nella Capitale dagli esponenti del Popolo Viola, gli stessi che hanno organizzato il corteo del No B-Day tre mesi fa. Per sabato é previsto a Roma l'arrivo di 200 pullman da tutta Italia. Su un palco in piazza si alterneranno i lavoratori di Termini Imerese, dell'Ispra e altri precari.
L'iniziativa ha già ricevuto l'adesione ufficiale del Pd e di quasi tutta l'opposizione, tranne alcuni partiti di centro, come Udc e Api. Tra i politici che sfileranno in piazza anche Pierluigi Bersani e Antonio Di Pietro, oltre che personaggi della culturacome Mario Monicelli e Andrea Camilleri. Gli organizzatori hanno fatto sapere che la manifestazione sarà trasmessa in diretta su Rainews 24.

Stavolta non vogliono azzardare numeri. "Il 5 dicembre abbiamo visto così tanta gente in piazza come mai avremmo immaginato e quindi non facciamo previsioni", dice Gianfranco Mascia. "Puntiamo a riempire piazza del Popolo e a raggiungere la stessa consistenza di persone che si registrò due mesi fa con la manifestazione sulla libertà di stampa", aggiunge.
Ma un po' di scaramanzia non fa male anche se c'è la convinzione che l'iniziativa "sarà un successo" vista l'attenzione sul web: on line le adesioni sono state oltre 200mila.
Dallo slogan "Berlusconi dimettiti" del No B-Day del 5 dicembre ora si é passati a "La legge é uguale per tutti. Basta!" che campeggerà sul palco di 14 metri di piazza del Popolo. Insomma, nel mirino dei 'viola' ci sono le leggi ad personam innanzitutto: dal legittimo impedimento (in aula al Senato il 9 marzo) al processo breve.

La mobilitazione sulla giustizia sta già andando avanti da quasi un mese con il presidio davanti a Montecitorio. "Abbiamo distribuito 'patenti viola' ai deputati che hanno votato contro il legittimo impedimento e 'fogli rosa' ai senatori che hanno garantito il loro no al provvedimento che sarà a palazzo Madama nei prossimi giorni", spiega Mascia. Ieri, la 'patente viola' é stata consegnata anche a Massimo D'Alema e Beppe Fioroni. "Stiano attenti però -avverte Mascia- perché siamo pronti a ritirargliela se voteranno una qualunque delle leggi ad personam o se non si impegneranno sul conflitto d'interessi".
I 'viola' continuano quindi a marcare la loro autonomia dalla politica. Anche sabato, come il 5 dicembre, non ci saranno politici sul palco: tra gli interventi previsto quello di Gioacchino Genchi, di alcuni operai di Termini Imerese, di cittadini dell'Aquila che spiegheranno quale sarebbe l'incidenza del processo breve sul procedimento in corso per il crollo della Casa dello Studente. Giustizia, dunque, ma anche lavoro e crisi economica.

"Parleremo degli articoli 1, 3 e 21 della Costituzione: lavoro, legge uguale per tutti e libertà di stampa", spiegano gli organizzatori. I partiti resteranno a margine della manifestazione, ma i promotori sono soddisfatti per il sostegno arrivato da tutte le forze politiche dell'opposizione, escluso l'Udc. Gli organizzatori ci tengono a sottolineare che autonomia dai partiti non significa anti-politica: "Noi non siamo per l'astensionismo. Ciascuno di noi è un elettore, ma non vedrete 'liste viola' alle regionali. Il nostro -spiega Mascia- è un ruolo diverso. Noi pungoliamo i partiti". (www.aprileonline.info 25 febbraio 2010)