“La
nostra
cacciata,
perché
noi
siamo
stati
buttati
all’opposizione,
è figlia
dei
metodi
spudorati
di
Catizone,
un
vigliacco
che non
ha avuto
il
coraggio
di
togliere
le
deleghe
a
Marando,
e di
Buglio,vero
regista
dell’operazione
e
padrone
del Pd,
e della
guerra
in atto
contro
Franco
Fattoriper
impedirgli
di
candidarsi
a
sindacoalle
prossime
amministrative”.
E’
durissimo
Luciano
Verzola,
segretario
nichelinese
dei
Comunisti
Italiani,
nel
commentare
la
vicenda
che ha
portatoall’uscita
di scena
dell’assessore
al
bilancio
dalla
Giunta e
la
scelta
della
Federazione
della
Sinistra
di
andare
all’opposizione.
“Anche
in
minoranza
lavoreremo
per la
nostra
città: i
gruppi
di
potere
vanno
fermati
nell’interesse
della
gente”.
Parole
di fuoco
che,
come
sottolinea
il
segretario
di
Rifondazione
Comunista
Gianni
Destefano,
sono
state
condivise
da tutta
la
Federazione.
Sotto
accusa,
il
sindaco
Catizone
per non
aver
avuto
“il
coraggio”
di
confrontarsi
con i
diretti
interessati,
i
partiti
e la
maggioranza
tutta,
affidando
ai
giornali
la
decisione
di
andare
verso il
rimpasto.
“Lamentiamo
il
metodo e
il tipo
di
linguaggio
utilizzati,
dannosi
per la
politica
-
aggiunge
il
consigliere
Marco
Brandolini
- Siamo
stati
mandati
via
perché
davamo
fastidio,
questo è
il vero
motivo
politico.
Il
pressing
fatto
affinché
fosse
attuato
il
programma
elettorale
sottoscritto
da tutta
la
coalizione,
tra cui
rientrano
la
realizzazionedel
centro
giovani,
della
scuola
materna,
la
riqualificazione
urbanistica
dell’esistente
piuttosto
che
nuove
colate
di
cemento,
non era
gradito”.
Per
Vincenzo
Chieppa,
segretario
regionale
dei
Comunisti
che ha
annunciato
di voler
discutere
della
questione
con i
vertici
provinciali
e
regionali
del Pd,
“il
fatto di
volerci
far
pagare
la
battaglia
di
trasparenza
è
specchio
della
lotta
intestina
che sta
spaccando
il
Partito
Democratico.
Non
riusciranno
ad
omologarci:
se ci
vogliono
in
maggioranza
bene,
altrimenti
sarà
un’opposizione
durissima”.
Per una
parte
della
sinistra
che
sceglie
la linea
dura,
c’è
l’altra
metà (Sel)
che
traccheggia.
“Prima
di
prendere
qualsiasi
decisione
ho
chiesto
al
sindaco
di
congelare
il
rimpasto
e di
convocare
con la
massima
urgenza
una
riunione
di
maggioranza
aperta
ai
capigruppo
e ai
segretari
di
partito
al fine
di
chiarire
quanto
successo
in
questi
giorni e
di
eleggere
d’ora in
avanti
tale
sede
come la
unica
legittimata
ad
assumere
decisioni
che
comportino
una
diretta
ricaduta
sugli
equilibri
della
maggioranza
di
governo”,
spiega
il
consigliere
Alessandro
Azzolina,
mentre
l’assessore
Robioglio
preferisce
non
commentare.
Parole
che
Catizone
liquida
in «quattroequattrotto»:
“Il
sindaco
sono io
e decido
come
piace a
me”. (facebook
Prc
nichelino
5
ottobre
2010)













