Sabato 13
marzo si
terrà a
Reggio
Calabria il
No Mafia
Day,
organizzato
dal Popolo
Viola. Il
concentramento
è alle ore
15 a Piazza
Garibaldi,
da dove
partirà un
corteo che
attraverserà
il Lungomare
e, risalendo
nei pressi
del Museo
Nazionale,
il Corso
Garibaldi
fino a
Piazza
Duomo.
L'appuntamento
per le
compagne e i
compagni di
Messina è
alle 12.30
presso la
Stazione
Marittima di
Messina. NON
TARDATE
PERCHE' LA
NAVE NON CI
ASPETTA!!!
Torino il 13 e 14 marzo
contro il decreto salvaliste
Sabato 13 marzo alle 10,30 e domenica 14 alle ore 21 saremo presenti in
Piazza Castello - Via Garibaldi, vi invitiamo a raggiungerci numerosi
per aiutarci ad informare la città e, con significativi cartelli di
protesta contro il golpe elettorale, sabato organizzeremo una sfilata
per le vie del centro. Pacificamente, rumorosamente, rigorosamente
CONTRO! CONDIVIDIAMO E INVITIAMO TUTTI!
Torino 20 marzo
No Tav
Eccoci
pronti ancora una volta a scombussolare la tranquilla
passeggiata domenicale dei Torinesi!
Passate per curiosità, per un saluto, per un bicchiere
di vino ma SOPRATUTTO passate per tenervi aggiornati!
Questi mesi saranno densi di eventi interessanti,
intanto vi segnaliamo:
- Manifestazione NO TAV = NO MAFIA a Torino il 20
Marzo per celebrare i 21 anni di resistenza pacifica del
movimento NO TAV contro l'ennesima truffa ai danni
dello Stato e di tutti i cittadini italiani;
- "Una notte in tenda con gli aquilani" trascorrendo la
notte tra il 5 e 6 aprile insieme a loro per portare non
solo il nostro sostegno morale ma anche una speranza.
- Sabato pomeriggio, poi, improvviseremo una passeggiata
rumorosa di PROTESTA contro questo GOLPE ELETTORALE!
Ovviamente abbiamo bisogno di tutti voi! Chi ha il tempo
e la voglia di venire a dare qualche volantino con noi,
di condividere idee carine per l'autofinanziamento o
fare cartelloni e materiale informativo non esiti a
contattarci! Chiunque è il benvenuto!
Milano il
6 marzo No
razzismo Day
Appuntamento alle ore 14
Piazza Fontana
Il popolo viola scuote Roma
di Stefano Corradino
Non
ci appassionano le guerre di
cifre tra organizzatori,
questura, giornali pro e
giornali contro, emittenti che
trasmettono gli eventi sociali
in diretta (ben poche) e altre
tv che li ignorano (pressocchè
tutte). Erano più di 100mila,
forse il doppio. Ma fossero
stati in mille o anche solo
cento. C'erano giovani vivi ieri
27 febbraio. Indignati,
incazzati e mai rinunciatari.
Sono scesi in piazza in tanti
attraverso il più classico dei
mezzi per far circolare la
comunicazione: il passaparola;
parola che è passata attraverso
la rete, e i social network, che
fortunatamente resistono ai
bavagli e ai provvedimenti
censori che, in questi giorni,
stanno colpendo i programmi di
approfondimento in tv.
La parola è passata nel silenzio
assordante di buona pa
rte dei tg, troppo impegnati a
rassicurare gli italiani sul
risultato di un processo.
Peccato che qualcuno abbia dato
il risultato sbagliato. Per
carita, errare è umano. Era già
capitato qualche settimana fa
quando lo stesso tg aveva
toppato con la combinazione del
Supererenalotto dando, di primo
acchitto, un numero errato.
Subito corsero ai ripari
trasmettendo la giusta sestina
onde evitare le rappresaglie di
qualche scommettitore che per un
attimo ha avuto l'illusione di
centrare il jackpot.
Ma oggi, chi risarcisce il
cittadino, privato di
un'informazione corretta? E'
sufficiente correggere il tiro a
posteriori quando ormai la
notizia è passata? Lo schema
sembra ricalcare perfettamente
quello di un presidente del
Consiglio. Uno a caso: si
attacca, si insulta, o si
deforma la verità, per poi
smentire. Ma nessuna smentita
avrà lo stesso effetto della
notizia data a caldo. E' il
primo messaggio quello che
conta, rimane in testa, plasma
il giudizio. E' il principio
alla base del marketing
pubblicitario, di cui si nutre
la politica dalla nascita di
Forza Italia. Ma chi fa
giornalismo non può ne distrarsi
nè manipolare. "Manipolare la
verità è un crimine", ha scritto
efficacemente Michele Serra
all'indomani della sentenza,
"tal quale per un fornaio
sputare nel pane che vende".
Cosa fare allora? Come risarcire
lettori e telespettatori del
torto subito? Forse basterebbe
cominciare, come ha scritto
Giuseppe Giulietti ristabilendo
un pò di verità storica, magari
leggendo il testo integrale
della sentenza della Cassazione.
Per scoprire che assoluzione e
prescrizione sono due cose
diverse. E non possono essere
considerati sinonimi neanche in
un dizionario padano. (28
febbraio 2010 facebook)
"La legge è uguale per tutti, anche Silvio"
Il Pd va in piazza con il popolo viola
La folla
del "No B-Day" è solo un ricordo, ma il "popolo viola" riesce
comunque a riempire piazza del Popolo e alla fine gli organizzatori
possono di nuovo parlare di successo. Cifre ufficiali non ne vengono
date, sottovoce i promotori parlano di 50 mila persone, di certo
sono diverse migliaia i manifestanti che si sono ritrovati per tutto
il pomeriggio in quella piazza-salotto ai piedi del Pincio.
Lo spauracchio è sempre lui, Silvio Berlusconi, responsabile secondo
i "viola" di uno stravolgimento della Costituzione. Il
centrosinistra c’è tutto, il Pd che disertò il "No B-Day" stavolta
aderisce ufficialmente e di tutta l’opposizione solo l’Udc si tiene
alla larga. Ma i partiti restano ai margini, nessun politico di
professione sale sul palco e le bandiere di Pd, Idv, Verdi, Prc-Pdci,
Sel, vengono relegate ai margini della piazza. Del resto, questa è
una platea particolare, difficile anche per il centrosinistra: non è
un caso che uno degli interventi più applauditi è quello del comico
Andrea Rivera che tra un affondo contro Berlusconi e un intervento a
gamba tesa su Guido Bertolas, non tralascia di prendersela anche con
«questa sinistra ha stufato», chiedendo «un’altra sinistra che si
batta contro il conflitto di interessi».
E il personaggio più applaudito in assoluto è l’ultranovantenne
Mario Monicelli che sale sul palco e chiede tout court di mandare a
casa «tutta questa classe dirigente», di destra e di sinistra, e non
solo quella politica ma anche i manager, i giornalisti, gli
intellettuali. Certo, Rosy Bindi, in piazza a rappresentare il
partito, si sforza di vedere una «maturazione» nella piazza viola
che «non è solo contro Berlusconi, ma per la giustizia, per il
lavoro... si è passati dall’antiberlusconismo alla richiesta di
alternativa». Ma se è vero che sul palco si è dato spazio anche al
problema della disoccupazione, attraverso gli interventi degli
operai di Termini Imerese, è un fatto che l’antiberlusconismo sembra
ancora essere la vera molla che spinge i viola.
Basta guardare i cartelli e gli striscioni, quasi tutti assai
scorretti politicamente, come quello che fa la parodia della
pubblicità di una nota carta di credito: «Weekend a Milano 350 euro,
statuina del duomo 5 euro... Tirarla in testa a Berlusconi... Non ha
prezzo». E irriverenti sono anche le moltissime maschere, un pò in
stile carnevale di Viareggio: c’è un gruppo di galeotti con la
maschera di Berlusconi, un finto manifesto elettorale del premier
che promette ’Più escort per tuttì, delle eloquenti manette
sventolate da una signora e una gigantesca scritta "Dimettiti"
composta da lettere di cartone gialle.(www.lastampa.it 27 febbraio
2010)
Inviato da : ufficiostampa |
Viola-Day: Comunicato stampa del PdCI
Domani il PdCI scende in piazza - Sciogliere questo Parlamento
"Domani
il PdCI scende in piazza, insieme al popolo viola, per chiedere
di mettere fine alla barbarie di proposte legislative che
distruggono la giustizia in questo Paese".
E' quanto afferma Orazio Licandro,
della segreteria nazionale del PdCI - Federazione della
sinistra, che continua: "La cronaca giudiziaria di questi giorni
ci obbliga a chiedere lo scioglimento di questo Parlamento, così
come si fa per qualsiasi Comune dove sono presenti infiltrazioni
mafiose. 27 febbraio 2010
Viola-Day: la legge è uguale per tutti
di Frida Roy
L'iniziativa,
"messa in piedi in un
mese senza l'appoggio di
alcuna struttura
organizzativa" ma solo
attraverso il tam tam su
Facebook e sui blog, é
stata presentata oggi
nella Capitale dagli
esponenti del Popolo
Viola, gli stessi che
hanno organizzato il
corteo del No B-Day tre
mesi fa. Per sabato é
previsto a Roma l'arrivo
di 200 pullman da tutta
Italia. Su un palco in
piazza si alterneranno i
lavoratori di Termini
Imerese, dell'Ispra e
altri precari.
L'iniziativa ha già
ricevuto l'adesione
ufficiale del Pd e di
quasi tutta
l'opposizione, tranne
alcuni partiti di
centro, come Udc e Api.
Tra i politici che
sfileranno in piazza
anche Pierluigi Bersani
e Antonio Di Pietro,
oltre che personaggi
della culturacome Mario
Monicelli e Andrea
Camilleri. Gli
organizzatori hanno
fatto sapere che la
manifestazione sarà
trasmessa in diretta su
Rainews 24.
Stavolta non vogliono
azzardare numeri. "Il 5
dicembre abbiamo visto
così tanta gente in
piazza come mai avremmo
immaginato e quindi non
facciamo previsioni",
dice Gianfranco Mascia.
"Puntiamo a riempire
piazza del Popolo e a
raggiungere la stessa
consistenza di persone
che si registrò due mesi
fa con la manifestazione
sulla libertà di
stampa", aggiunge.
Ma un po' di scaramanzia
non fa male anche se c'è
la convinzione che
l'iniziativa "sarà un
successo" vista
l'attenzione sul web: on
line le
adesioni
sono state oltre
200mila.
Dallo slogan "Berlusconi
dimettiti" del No B-Day
del 5 dicembre ora si é
passati a "La legge é
uguale per tutti.
Basta!" che campeggerà
sul palco di 14 metri di
piazza del Popolo.
Insomma, nel mirino dei
'viola' ci sono le leggi
ad personam
innanzitutto: dal
legittimo impedimento
(in aula al Senato il 9
marzo) al processo
breve.
La
mobilitazione sulla
giustizia sta già
andando avanti da quasi
un mese con il presidio
davanti a Montecitorio.
"Abbiamo distribuito
'patenti viola' ai
deputati che hanno
votato contro il
legittimo impedimento e
'fogli rosa' ai senatori
che hanno garantito il
loro no al provvedimento
che sarà a palazzo
Madama nei prossimi
giorni", spiega Mascia.
Ieri, la 'patente viola'
é stata consegnata anche
a Massimo D'Alema e
Beppe Fioroni. "Stiano
attenti però -avverte
Mascia- perché siamo
pronti a ritirargliela
se voteranno una
qualunque delle leggi ad
personam o se non si
impegneranno sul
conflitto d'interessi".
I 'viola' continuano
quindi a marcare la loro
autonomia dalla
politica. Anche sabato,
come il 5 dicembre, non
ci saranno politici sul
palco: tra gli
interventi previsto
quello di Gioacchino
Genchi, di alcuni operai
di Termini Imerese, di
cittadini dell'Aquila
che spiegheranno quale
sarebbe l'incidenza del
processo breve sul
procedimento in corso
per il crollo della Casa
dello Studente.
Giustizia, dunque, ma
anche lavoro e crisi
economica.
"Parleremo degli
articoli 1, 3 e 21 della
Costituzione: lavoro,
legge uguale per tutti e
libertà di stampa",
spiegano gli
organizzatori. I partiti
resteranno a margine
della manifestazione, ma
i promotori sono
soddisfatti per il
sostegno arrivato da
tutte le forze politiche
dell'opposizione,
escluso l'Udc. Gli
organizzatori ci tengono
a sottolineare che
autonomia dai partiti
non significa
anti-politica: "Noi non
siamo per
l'astensionismo.
Ciascuno di noi è un
elettore, ma non vedrete
'liste viola' alle
regionali. Il nostro
-spiega Mascia- è un
ruolo diverso. Noi
pungoliamo i partiti".
(www.aprileonline.info
25 febbraio 2010)