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Gay Pride e dintorni                                                                                                                                                                                                                       pagina 2
 

 

 

 

 

Il PdCI-Fds Federazione di Torino ha inviato una mail di solidarietà al Circolo Maurice

Torino - Comunicato stampa

Torino - I diritti sono il nostro Pride

sabato 19 giugno 2010 ore 15 concentramento a Porta Susa

 

 

Le minacce sempre più forti che si levano, nell'indifferenza quasi generale, contro i diritti di tutte e di tutti ci hanno spinto ad organizzare una grande manifestazione unitaria di tutto il movimento LGBT, delle donne, dei migranti, dei laici e di quante/i ritengono fondamentali i diritti per la loro vita a Torino, SABATO 19 GIUGNO 2010 ore15 concentramento a PORTA SUSA

Il titolo della manifestazione sarà "I diritti sono il nostro PRIDE" e vogliamo che sia un grande momento per ritrovarci insieme intorno ad alcuni valori forti che non vogliamo siano mai messi in discussione: AUTODETERMINAZIONE, LAICITA´, ANTIRAZZISMO e ANTIFASCISMO.

Per la salvaguardia di questi valori, che appaiono sempre meno condivisi dalla classe politica locale e nazionale, non possono schierarsi in modo frammentario singole parti della società civile, ma è interesse di tutte e di tutti concentrare in modo unitario l'azione politica.
Vogliamo manifestare per affermare diritti che riteniamo non negoziabili perché sono il fondamento delle libertà soggettive e collettive.

Diritto all’autodeterminazione su di sé e sul proprio corpo, che in concreto significa:

* esprimere liberamente il nostro orientamento sessuale e la nostra identità di genere
* libertà di amare e di scegliere come e con chi vivere
* scegliere se vogliamo essere o non essere madri
* scegliere come affrontare la malattia e anche la morte

Diritto a scegliere il luogo dove vivere, alla libertà di movimento e a non essere discriminati sulla base della nostra provenienza geografica

E anche

* diritto alla salute
* diritto ad una istruzione e a una formazione pubbliche e laiche per rimuovere le diseguaglianze
* diritto al lavoro e alla dignità di tutti i lavori senza discriminazioni e ricatti
* diritto ai beni comuni

Vogliamo che la manifestazione sia anche una festa, per esprimere con orgoglio le nostre molteplici differenze. Per questo abbiamo usato la parola PRIDE, che viene dalla storia del movimento LGBT, per estenderla a tutti i soggetti che oggi vedono messi in pericolo diritti che credevano acquisiti.
Invitiamo ad una straordinaria mobilitazione per far sentire la voce della società civile che vuole vivere in una Regione e in un Paese laici, antifascisti e che sostengono i diritti, la dignità e la libertà di tutte e di tutti.

Il Comitato 19 giugno
Promosso da: Donne per l’Autodeterminazione e Coordinamento TorinoPride
per informazioni e/o adesioni: comitato19giugno@gmail.com

 

Il PdCI solidale con la comunità GLBT



Torino, 2 ottobre 2009. ”La Federazione provinciale del PdCI, aderisce alla manifestazione nazionale 'Uguali' del 10 ottobre a Roma contro il clima di violenza e intimidazione che colpisce la comunità GLBT.
Contro l’ intolleranza verso le differenze, denunciamo e  combattiamo l’omofobia e la transfobia a viso aperto, così come a viso aperto combattiamo il fascismo e il razzismo. Insieme alla comunità GLBT chiediamo una legge contro le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, che rimuova gli ostacoli di natura sociale e normativa che limitano l’effettiva uguaglianza delle persone omosessuali e transgender italiane e migranti.
Liberi e uguali in dignità e diritti.”

Ufficio stampa della Federazione di Torino del Partito dei Comunisti Italiani
 

 

È partita la mobilitazione civile per la partecipazione alla manifestazione nazionale del 10 ottobre a Roma, indetta dal movimento lesbico, gay, bisessuale e transgender italiano per rispondere alla violenza che colpisce le persone LGBT, i migranti, le donne e altri soggetti sociali ritenuti deboli con la rivendicazione di uguali diritti e doveri, pari dignità, riconoscimento giuridico di tutti gli amori, di tutte le famiglie.

“Le istituzioni territoriali seguano l’esempio dei Comuni di Livorno e Udine e delle provincie di Firenze e Pisa, che hanno già assicurato la presenza alla manifestazione con il gonfalone della loro città” – dichiara la portavoce Fabianna Tozzi – “Solo così potremmo costruire una rete tra persone e istituzioni per creare un’Italia che agisce per un vero cambiamento di cultura delle differenze e convivenza civile.”

In questi giorni sono arrivate le adesioni e il sostegno alla piattaforma politica della manifestazione da parte di numerose associazioni, sindacati ed esponenti politici, tra cui la CGIL nazionale, l’Arci e l’Associazione nazionale Partigiani d’Italia.

Inoltre da più di 15 città, da Torino a Palermo, da Trieste a Napoli, si stanno organizzando decine di autobus per favorire la partecipazione di tutti i cittadine e le cittadini che pretendono interventi legislativi contro l’omofobia e la transfobia, e rivendicano il principio di uguaglianza che deve impegnare le istituzioni ad agire per la parità di diritti nel riconoscimento pubblico di tutte le relazioni e nel creare interventi informativi e culturali, a partire dalla scuola.

Facciamo appello tutta la società civile che ha a cuore i diritti e l’uguaglianza ad aderire, supportare e partecipare ad un evento che riporta al centro della discussione sociale e politica, le persone con i loro bisogni e la loro richiesta di uguaglianza.

Comitato Promotore manifestazione Uguali
Portavoce Fabianna Tozzi Daneri - portavoce.uguali@gmail.com

Adesioni e informazioni
http://uguali.wordpress.com
uguali@gmail.com

LEGGI IL DOCUMENTO POLITICO DELLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE
http://www.arcigay.it/uguali-manifestazione-nazionale

VISITA IL SITO WEB DI UGUALI
http://uguali.wordpress.com

CERCA IL BUS PER ROMA DALLA TUA CITTA'
http://uguali.wordpress.com/pullman-trasferimenti/

(30 settembre 2009 Arcigay)

Pullman per Roma - Manifestazione Nazionale UGUALI

 

Il Coordinamento Torino Pride LGBT organizza un pullman per la manifestazione nazionale
 

UGUALI

10 ottobre 2009 – ROMA
 

Costo: 25 euro A/R

Orari:
 

  • Andata: Ritrovo a Torino ore 0:00 del 10 ottobre 2009
    Arrivo previsto a Roma ore 8:00 del 10 ottobre 2009
     
  • Ritorno: Ritrovo a Roma ore 23:00 del 10 ottobre 2009
    Arrivo previsto a Torino ore 7:00 del 11 ottobre 2009
     

 

Luoghi di ritrovo da definirsi, saranno comunicati in tempi utili.

Prenotazioni e pagamenti:

 

 

 

     

 

Dall'Europa la forza per i diritti in Italia

Abbiamo una malattia da curare: omofobia e transfobia ammorbano tutti!

Il Coordinamento Torino Pride sceglie quest’anno di celebrare il Pride regionale a Torino il 16 maggio 2009. Anticipiamo così di un mese la festa regionale dell’Orgoglio lesbico, gay, bisessuale, transessuale e transgender perchè possa coincidere con la Giornata Mondiale contro l’Omofobia , richiamando anche quella contro la Transfobia. E perché si possa porre all’attenzione della nostra società, prima dell’appuntamento elettorale per il nuovo parlamento europeo, il grande divario che c’è su questi temi tral’Italia e l’Europa.

L’OMOFOBIA e LA TRANSFOBIA SONO UN PROBLEMA DI TUTTI E TUTTE, NON SOLO DELLE PERSONE GAY LESBICHE E TRANSESSUALI.
L’omofobia e la transfobia, come il sessismo, come il razzismo, sono attentati alla convivenza civile, muovono da pregiudizi radicati e da profonda ignoranza. Attraversano differenti ambiti delle rappresentazioni umane, sono trasversali, si annidano all’interno delle religioni così come delle culture laiche.
L’omofobia e la transfobia non sono fatte solo di atti violenti, del singolo del branco (in Italia nel solo 2008 ci sono stati 9 omicidi, 45 aggressioni e numerosi atti vandalici e di bullismo basati su omofobia e transfobia) L’omofobia e la transfobia sono anche nel linguaggio, nelle parole e nelle immagini, nella strumentalizzazione dell’immagine e delle storie personali.

L’OMOFOBIA E’ UN REATO CONTRO L’UMANITA’.
Il 7 giugno si vota per il rinnovo del Parlamento europeo (e di molte amministrazioni locali). Noi tutte/i guardiamo con grande speranza a queste elezioni, ed anche con molta preoccupazione. L’Europa pare essere l’ultima e l’unica Istituzione per chi in Italia abbia a cuore i temi dei diritti e della non discriminazione. Per i gay, le lesbiche e le persone transessuali, come per le persone migranti, le donne, i lavoratori e le lavoratrici. Celebriamo il Pride a maggio anche perchè si gridi alla vergogna in cui versa l’Italia, uno dei pochissimi paesi europei che non abbia legiferato a favore del riconoscimento dei diritti civili di cui devono poter godere le persone che vivono in coppie di fatto omosessuali ed eterosessuali.
Un Paese ostaggio della gerarchia vaticana che ancora ieri ha riconfermato di essere in linea con tutti i paesi fondamentalisti (islamisti e no) che all’ONU bloccano ogni iniziativa volta a depenalizzare l’omosessualità.

IL CASO PIEMONTE
La nostra Regione rappresenta emblematicamente il blocco in cui il paese si trova: da anni giace in Consiglio regionale un disegno di legge della Giunta che intende adeguare la normativa e le attività dell’Ente al principio di non discriminazione chiaramente sancito dal Trattato dell’Unione. Principio che sancisce il diritto di tutti/e a non subire discriminazioni dirette o indirette sulla base della propria identità di genere (uomo o donna), disabilità, età, religione e credo personale, etnia e orientamento sessuale. Il Consiglio non discute la proposta (non certo paragonabile a quelle approvate da altri paesi europei ma pur sempre un passo avanti) perché la stessa maggioranza è bloccata da chi non intende riconoscere pieni diritti alle persone lesbiche e gay.
Attendiamo anche che il Consiglio comunale si esprima (speriamo accogliendola) sulla proposta di deliberazione comunale sostenuta anche dal Coordinamento, in merito al riconoscimento delle unioni civili.

LE LEGGI NON BASTANO, né in Italia né in Europa.
Contro la tragedia della sottocultura omofobica, transfobica, sessista, razzista, occorre un profondo impegno culturale, occorre conoscenza, occorrono battaglie per la laicità anche quando la legge dovesse davvero garantire i diritti e perseguire gli oppressori. Bisogna moltiplicare le iniziative (nelle scuole, nei luoghi di lavoro) perché si conosca la realtà delle persone gay, lesbiche e transessuali, al di là dei pregiudizi e delle manipolazioni televisive.

IL PROGRAMMA DEL PRIDE
Di nuovo in piazza, tutti e tutte insieme. Una manifestazione definita in un percorso preciso e nel suo obiettivo, che sarà quello di segnalare alle Istituzioni piemontesi che la questione delle pari opportunità per le persone omosessuali e transessuali nel nostro paese è tutt’altro che risolta.
Un confronto con i candidati alle prossime elezioni europee.
Un confronto con le realtà che in Europa sono esempio di creativo attivismo per la piena cittadinanza di tutti e di tutte.

Pubblicato il 28/02/2009

 

 

Siti utili:

 www. mauriceglbt.org    www.contattoglbt.it

 

Pride torinese 2007 sabato 30 giugno

 Un grazie ai ragazzi della Fgci di Novara

mg.

Bella e colorata la piazza del gay pride cittadino di ieri. Come per il Pride del 2006, Torino ha risposto con la partecipazione di tanti cittadini che hanno voluto sostenere con la loro presenza i diritti civili delle persone GLBT. E' stata la piazza dei Diritti di tutti e di tutte, come citava un enorme cartello. Animata da tante  associazioni, dalla CGIL all'ASAI, dalla UIL all'AICS, da Libera all'Arci, da Amnesty International ai pionieri della Croce Rossa e tanti altri, alle organizzazioni giovanili dei partiti di sinistra  Fgci , Giovani Comunisti e Sinistra giovanile, sindacati, realtà che operano nel sociale e che si adoperano per costruire una società migliore. In piazza tutte quelle realtà che credono che questa società sia possibile. Sul palco, giocosi  gruppi musicali gay, intervallati da interventi politici, per citarne uno tra tutti quello di una bravissima Donata Canta, segretaria CGIL.

Un ringraziamento particolare, oltre naturalmente  alla compagna Giovanna Moretto del coordinamento Pasolini che ne ha seguito tutta l'organizzazione a nome del PdCI, va fatto ai ragazzi della Fgci di Novara che hanno garantito la loro presenza anche per tutta la serata e fino al termine della manifestazione. (marica7 - 1 luglio 2007)

Le foto

 

Dopo la grande manifestazione di Roma, anche a Torino si sta preparando il GLBT Pride cittadino.. Il Pdci e la Fgci  torinese  con la sezione Dolores Ibarruri aderiscono alla manifestazione condividendone gli ideali di parità, dignità, laicità. Saremo  presenti con un gazebo in piazza Castello, il partito, la federazione giovanile e il coordinamento Pasolini.

Il documento del coordinamento Pasolini di Torino

Le persone GLBT non sono cittadini di serie B

Ancora  una volta in piazza, con la gente di Torino a sostenere e rivendicare il riconoscimento dei diritti civili delle persone GLBT: cittadini gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, transgender che affermano la loro esistenza come singoli, come coppie e famiglie. L'integralismo delle gerarchie cattoliche, l'arroganza e l'omofobia delle destre, vogliono contrapporre le nostre famiglie alle famiglie "normali". Scelte e modelli di relazioni d'amore "diversi" rafforzano l'idea di famiglia, non la minacciano. Escludere una larga fetta di cittadin* da diritti, come quelli che dovrebbero sancire le unioni di fatto, diritti riconosciuti tra l'altro in quasi tutti i Paesi Europei, è sintomo di sudditanza e cecità politica oltre che di discriminazione. Per questo la mobilitazione  deve esser ancora più forte all'interno della società civile. Rilanciamo oggi le tre parole chiave della nostra battaglia PARITA' DIGNITA' LAICITA'. Come forte e chiaro deve essere l'impegno di tutti, dal mondo della scuola alle istituzioni, perchè vengano guarite le patologie tipiche della paura e dell'ignoranza, perchè vengano superate l'intolleranza e l'omofobia, nel rispetto delle differenze. Chiediamo fin da subito che venga approvata la legge "Contro le discriminazioni", ferma da troppo tempo in Consiglio Regionale. Oggi qui, in questa piazza, visibili e orgogliosi OGNUNO E' DIVERSO, TUTTI SONO UGUALI.

30 giugno 2007 - Coordinamento Pasolini Torino - mail pasolinipdci@virgilio.it

 

Il documento politico del coordinamento Torino Pride:

Parità, Dignità, Laicità con il Pride a Torino il 30 giugno 2007



Il  Coordinamento Torino Pride, che riunisce le associazioni gay lesbiche bisessuali e transessuali (LGBT) si riconosce nella piattaforma politica del Roma Pride 2007 e considera prioritario l'impegno a sostenere con la più ampia partecipazione il Pride nazionale e la richiesta di “Parità, Dignità, Laicità”. 

La violenza delle esternazioni delle gerarchie vaticane contro le unioni di fatto tra persone omosessuali, la tracotanza della classe politica che le assume e le fa proprie, i balbettii e i silenzi del Governo su questo tema come sulla pluralità dei diritti ancora negati alle persone gay lesbiche e transessuali mostrano,  da un lato, quanto potere ha ancora l’omofobia e la transfobia in Italia e, dall’altro, che la posta in gioco travalica ampiamente la questione del riconoscimento dei diritti alle coppie omosessuali e della pluralità dei diritti negati alle persone gay lesbiche e transessuali.
 
La posta in gioco è il riconoscimento della pluralità di scelte e di modelli di relazione d'amore e d'affetto: difendendo LA Famiglia si vuole negare il riconoscimento dell'esistenze delle FAMIGLIE. Affermare un modello unico, idealizzato e dunque astratto di famiglia, di relazione d’amore, di genitorialità significa non solo ignorare la realtà della vita di milioni di donne e di uomini, omosessuali e eterosessuali, ma negarla mortificandone la dignità.
 
Ma il tema ha una portata anche più generale. Si tratta evidentemente di un processo che riguarda la società intera, così come il riconoscimento dei diritti civili delle persone LGBT riguarda l’ampliamento dei diritti di cittadinanza di tutte/i. E’ un’evidenza che spaventa chi persegue visioni integraliste escludenti e si affanna a isolare le richieste del movimento LGBT come quelle di una minoranza. Per questo riteniamo fondamentale, ora più che mai, che il movimento LGBT intrecci e confronti obiettivi e pratiche politiche con tutte e tutti coloro che possono pienamente riconoscersi nella richiesta di “Parità,  Dignità, Laicità”, a partire dalle differenti città e territori.
 
Il Torino Pride 2006 ha prodotto, tra l’altro, una fertile pluralità di relazioni tra movimento LGBT e associazioni, comitati, gruppi, soggettività impegnate nella promozione dei diritti umani e della solidarietà, della lotta contro le discriminazioni, della cittadinanza attiva. Insieme a loro quest’anno vogliamo festeggiare il Pride torinese il 30 giugno, abitando insieme per un giorno  Piazza Castello. Una piazza centrale,  allestita di decine di stand affidati alle differenti associazioni e attività coinvolgenti per dialogare con la cittadinanza, soprattutto attraverso l’esperienza della Living Library, la Biblioteca Vivente proposta per la prima volta in Italia in collaborazione con il Comitato All Different All Equal di Torino.Nessuna conquista nel campo dei diritti deve allentare il lavoro culturale permanente che nutre il tessuto sociale, perché nessun risultato ottenuto si può dare per scontato e consolidato per sempre, come mostrano, tra gli altri,  i continui attacchi all’autodeterminazione delle donne, e come insegnano le lotte contro ogni forma di razzismo. A Torino, che ha ospitato un Pride di 100.000 persone e un intero anno di iniziative politiche e culturali, c’è ancora moltissimo da fare.
 
A Torino, quest’anno, il suicidio di un adolescente, Matteo, ha mostrato tragicamente quanto forte è ancora l’omofobia e l’intolleranza nelle scuole, laddove la parola gay ha ancora il significato di ingiuria o dileggio, ed è difficile potersi esprimere in ?comportamenti che non siano del tutto aderenti agli stereotipi. 
Chiediamo che vengano incrementate ed estese alle scuole di tutta la regione attività che promuovano la cultura del rispetto delle differenze, attività che già da anni svolgono, tra mille difficoltà, le associazioni gay lesbiche e transessuali insieme al Servizio comunale LGBT per il superamento delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.
 
Chiediamo inoltre che l’Anno Europeo delle Pari Opportunità per Tutti non si chiuda senza l’approvazione della Legge contro le Discriminazioni, approvata dalla Giunta regionale del Piemonte e che giace da molto tempo in Consiglio regionale.  
Invitiamo tutta la città a festeggiare con noi la giornata mondiale dell’Orgoglio perché la strada aperta dalla rivolta di Stonewall, quella del movimento di liberazione omosessuale e transessuale, è la stessa di tutte/i* quelli che sognano un mondo in cui davvero si possa essere libere/i/* e differenti, ma uguali nei diritti.
 
Torino 11 giugno 2007 Coordinamento Torino Pride

 

Il programma:


A partire dalle ore 16 musica, danze, arte, cultura, spettacolo e politica a cura del Coordinamento Torino Pride, per celebrare la giornata dell’orgoglio gay, lesbico, bisessuale e transessuale.

alle 21 special guest: Fratelli Sberlicchio

* Decine di stand delle associazioni, danze, performance artistiche e teatrali.

* La Living Library, la Biblioteca Vivente proposta in anteprima nazionale in-sieme al Comitato All Different All Equal di Torino.

Presentazioni:

* il libro di Adele Parrillo “Nemmeno il dolore: storia di un amore ucciso a Nassiriya e negato in Italia”, con la partecipazione dell’autrice

* Il volume collettivo “We will survive. Lesbiche, gay e trans in Italia”.

* Dal palco suoneranno i DJ torinesi Super Pippo, Queen Cristi, Resident Virus e Luca De Paoli.

* Presenta e conduce Marina Paganotto di Radio Flash.

* Porteranno il loro saluto rappresentanti delle Istituzioni.

Del Coordinamento Torino Pride fanno parte attualmente:
Associazione Philadelphia, Cir-colo Arci di cultura gay, lesbica, bisessuale e transgender Maurice, Comitato Provinciale Arcigay “Ottavio Mai”, Coordinamento Pasolini, Davide e Gionata, Gaytineris, Gruppo Lambda – Amici della Fondazione Sandro Penna, Gruppo Pesce Torino, Gruppo transes-suali Luna, L’altra comunicazione, L’altraMartedì spazio lesbico del Maurice.

Al Torino Pride 2007 hanno finora aderito:

Acmos, AICS Torino, AGEDO Torino, Amnesty International Torino, ANLAIDS Piemonte, ANPAS, Arci Torino, Arcigay Nuovi Colori Verbania, Arci Val di Susa, ASAI, Associazione Altera, Associazione Anna Lindh, Associazione Arcobaleno, Associazione Arcobaleno AIDS, Associazione Culturale Situazione Xplosiva, Associazione Culturale Tedacà, Associazione Donneinviaggio, Asso-ciazione GLBT “Eurialo e Niso” Biella, Associazione Franti – Nisi Masa Italia, Associazione PRESENTEèFUTURO, Associazione Radicale “Adelaide Aglietta”, Associazione “Viottoli” - Comunità cristiana di base di Pinerolo, Associazione Villa5, Casa delle Donne, Centro di Soccorso contro la Violenza Sessuale dell’Ospedale S.Anna di Torino, Circolo Arci “Punto G”, CGIL Torino, Comitato di Solidarietà con il Popolo Palestinese, Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni, Consulta per la Laicità della Scuola, Cooperativa Sociale Luci nella Città, Cooperativa sociale Progetto Muret, Croce Rossa – Pionieri, Donne in Nero, Facciamo Breccia Torino, Famiglie Arcobaleno, Festival del Cinema GLBT “Da Sodoma ad Hollywood”, FGCI Piemonte, FGS Torino, FNISM Torino, Giosef, Giovani Comunisti Torino, Gioventù Federalista Europea Torino, Il Dito e la Luna – Casa Editrice, Libera Piemonte, Lila Piemonte, LINFA Piemonte, Mani Tese Torino, Prospettiva Edizioni, REDS, Sinistra Giovanile Piemonte, Socialismo Rivoluzionario, Terra del Fuoco, UAAR, UDI, UDU, UIL Piemonte, UISP Torino, Unilibera.

Con il patrocinio di
Città di Torino,
Provincia di Torino,
Regione Piemonte,
All Different All Equal,
Melting Box – Fiera internazionale dei diritti e delle pari opportunità,
Servizio lgbt Città di Torino.


Per informazioni:
011.5211116
coordinamento_torinopride@yahoo.it

 

 

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Le foto del Gay Pride 2007

 

 

foto del sito www.comunisti-ialiani.it

Tutti al Gay Pride per l'uguaglianza dei diritti

di Katia Bellillo

Il 16 giugno il movimento lgbt italiano ha convocato a Roma il Pride Nazionale. L’obiettivo è quello di difendere la sovranità dello Stato, e rivendicare l’avvio di una stagione di riforme democratiche, civili, tese a garantire ad ogni persona l’opportunità di scegliere come vivere la propria vita.
Con il Pride i cittadini omosessuali ripropongono a tutto il paese e alle sue istituzioni tre concetti  primari: uguaglianza, laicità, pluralità. Suonano il campanello d’allarme spronandoci  a combattere la violenza e l’inciviltà imposta dalle tradizioni che tendono a mantenere le discriminazioni fra le persone  contrabbandando per naturale ciò che è esclusivamente un prodotto culturale. Il diritto alla vita significa lavoro e salario dignitosi, ma anche
considerare inviolabili i confini del proprio corpo ed avere la protezione contro ogni tipo di aggressione, avere la possibilità di godere del piacere sessuale e di scelta in campo riproduttivo. Noi comunisti siamo convinti che le differenze devono essere considerate un valore aggiunto, non occasione per discriminare, escludere, perseguitare o pretesto per recuperare  la cultura degli abusi e delle sopraffazioni tanto cara alle concezioni neo integraliste e fasciste. La lotta del movimento omosessuale è anche la nostra lotta per questo i comunisti il 16 giugno ci saranno per difendere la democrazia, per l’uguaglianza dei diritti contro ogni discriminazione. (www.comunisti-italiani.it 14 giugno 2007)

 

Il 16 giugno tutti in piazza!

di Aurelio Mancuso

Il XII° Congresso nazionale Arcigay ha terminato i suoi lavori lanciando un appello forte a tutti i movimenti sociali, partiti, organizzazioni sindacali affinché il 16 giugno il Pride nazionale diventi la manifestazione di tutte le cittadine e tutti i cittadini che vogliono difendere la laicità dello Stato, contrastare la deriva di destra e clericale sostenuta dal Family Day. E' necessario subito che la risposta della sinistra italiana sia convinta ed adeguata al momento storico che stiamo vivendo. Ci preoccupa in questo senso, che la manifestazione del Coraggio Laico sia stata numericamente debole, che non abbia raccolto il consenso necessario. Ora bisogna andare avanti, abbiamo un mese per organizzare bus, treni, auto che raggiungano e riconquistino Piazza San Giovanni, la piazza storicamente deputata ad accogliere le grandi manifestazione della sinistra sociale e politica italiane.

Il 12 maggio è andata in scena un'Italia reazionaria, omofoba, gelosa dei propri privilegi, chiusa a qualsiasi riforma civile e di libertà. E' un pezzo del paese che è sempre esistito, ma che ora prende la parola perché la politica ha lasciato preoccupanti spazi vuoti, soprattutto sul terreno dei valori. Il nostro Congresso ha ragionato essenzialmente di questa crisi di sistema, che coinvolge in primo luogo la sinistra politica, occupata in operazioni di scomposizione e ricomposizione di cui bisogna avere rispetto, ma che non possono rimandare una risposta forte e convincente rispetto all'aggressiva occupazione della scena politica della destra. Ciò che ci preoccupa di più non è il Family Day, è l'assenza di una risposta adeguata ad una riorganizzazione delle destre sociale e politica in chiave razzista, omofobica, anti libertaria. Sappiamo che la sinistra in Italia paga un'arretratezza culturale, è indubbio che le timide e imbarazzate caute iniziative dei partiti sul riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, in particolare di quelle omosessuali, nascono da una difficoltà storica, che però va superata presto, pena il travolgimento di un complessivo ciclo di conquiste sociali.

Il nostro appello, a chiusura dei nostri lavori congressuali è rivolto in primo luogo alla sinistra politica e sociale, al popolo dei movimenti, dell'associazionismo diffuso: è ora di scendere in piazza! Dobbiamo riempire quel vuoto di cui parlavamo prima, perché è pericolosissimo che l'opinione pubblica possa percepire che vi è solo una proposta sociale e culturale in campo, che oggi siano le gerarchie cattoliche a dettare l'agenda politica sui temi delle libertà. Noi gay, lesbiche, trans italiani non possiamo essere lasciati soli, perché questa battaglia affinché vincano l'amore, la pluralità, il buon senso, è un dovere di tutti i democratici e progressisti italiani. Abbiamo bisogno di voi, della vostra diffusione sul territorio, del vostro impegno organizzativo affinché Piazza San Giovanni il 16 giugno sia di nuovo riempita dai popoli della solidarietà, della condivisione, della civiltà, della laicità militante.

Il nostro Congresso ha sancito la nascita di una nuova Arcigay, distante e distinta dai partiti, soggetto politico e sociale autonomo, rete sindacale diffusa nel paese. Tutto questo non significa un allontanamento dalla politica e dal confronto con i partiti, strumenti essenziali della democrazia. Vogliamo però sollecitare tutti a riflettere sulla necessità che i cambiamenti in atto nel campo della sinistra non possono avvenire tra ceti politici ed assemblee di militanti, ma nel vivo del conflitto e confronto sociali. Il 16 giugno è una data importantissima, che come movimento omosessuale vogliamo donare a tutte quelle organizzazioni, personalità, cittadini che vogliono esprimere la propria fiducia in un'Italia differente, davvero inserita nell'ambito culturale e sociale dell'Europa dei popoli e delle libertà! Il nostro slogan è semplice "Parità, Dignità, Laicità". Tutte le informazioni le potete trovare su www.romapride.it
 

*Presidente nazionale Arcigay