Il PdCI-Fds Federazione di Torino ha
inviato una mail di solidarietà al Circolo Maurice
Torino -
Comunicato stampa
1
Aprile, 2011
No
al patrocinio al GLBT Film Festival.
Brinda Ghiglia, ghigna Cota, abbozza
Coppola.
Ha proprio ragione Agostino Ghiglia,
coordinatore regionale del PDL torinese,
a cantare la vittoria della destra
piemontese. Della destra che piace a
lui, quella di pancia più che di idee:
quella cui appartiene da quando
giovanissimo militava nel Fronte della
Gioventù, ala giovanile del Movimento
Sociale Italiano. Un’ossessione quella
di Ghiglia per il GLBT Film Festival:
già nel 2004 fece un’interrogazione
parlamentare su quella che definì una
“saga delle devianze e delle più
squallide volgarità.”. Come non
comprendere la sua soddisfazione, ora
che la “cultura” in cui si riconosce
governa la Regione Piemonte? Di Cota
che toglie il patrocinio e il logo al
Festival del cinema glbt, evento che da
anni viene patrocinato e finanziato
dagli enti pubblici, proprio perché ne
riconoscono il valore culturale
internazionale. In continuità con lo
scorso anno, quando neo eletto esordì
togliendo il patrocinio al Pride
torinese, dichiarò guerra alla Ru486 e
all'autodeterminazione delle donne.
Non c’è che dire, questa destra dice,
anzi sbraita, chiaramente la proprio
visione del mondo. Ed è proprio del
partito del governatore Cota, la Lega,
l’onorevole teppista Massimo Poliedri
che ieri in parlamento ha urlato ,
rivolgendosi a una collega in sedia a
rotelle, “fate stare zitta quella
handicappata del cazzo”. Una visione
del mondo in comune a chi dice
“immigrati fuori dalle palle”,
“affondiamo le navi”, e così via, di
odio in odio, di abbrutimento in
abbrutimento. Una visione del mondo,
guardata dietro spesse, rancorose,
lenti razziste, omofobe, transfobiche ed
oppressive, pronte alla discriminazione
e all’esclusione, sempre.
Che ci fa orrore.
Circolo di cultura e
Iniziativa
Gay, Lesbica,
Bisessuale, Transgender
e Queer MAURICE
Via Stampatori,
10-12 10122 Torino
Tel/Fax
011.52.111.16
www.mauriceglbt.org
info@mauriceglbt.org
Torino -
I diritti sono il nostro Pride
sabato 19 giugno
2010 ore 15 concentramento a Porta Susa
Le minacce sempre più forti che si levano, nell'indifferenza quasi
generale, contro i diritti di tutte e di tutti ci hanno spinto ad
organizzare una grande manifestazione unitaria di tutto il movimento
LGBT, delle donne, dei migranti, dei laici e di quante/i ritengono
fondamentali i diritti per la loro vita a Torino, SABATO 19 GIUGNO
2010 ore15 concentramento a PORTA SUSA
Il titolo della manifestazione sarà "I diritti sono il nostro PRIDE" e
vogliamo che sia un grande momento per ritrovarci insieme intorno ad
alcuni valori forti che non vogliamo siano mai messi in discussione:
AUTODETERMINAZIONE, LAICITA´, ANTIRAZZISMO e ANTIFASCISMO.
Per la salvaguardia di questi valori, che appaiono sempre meno condivisi
dalla classe politica locale e nazionale, non possono schierarsi in modo
frammentario singole parti della società civile, ma è interesse di tutte
e di tutti concentrare in modo unitario l'azione politica.
Vogliamo manifestare per affermare diritti che riteniamo non negoziabili
perché sono il fondamento delle libertà soggettive e collettive.
Diritto all’autodeterminazione su di sé e sul proprio corpo, che in
concreto significa:
* esprimere liberamente il nostro orientamento sessuale e la nostra
identità di genere
* libertà di amare e di scegliere come e con chi vivere
* scegliere se vogliamo essere o non essere madri
* scegliere come affrontare la malattia e anche la morte
Diritto a scegliere il luogo dove vivere, alla libertà di movimento e a
non essere discriminati sulla base della nostra provenienza geografica
E anche
* diritto alla salute
* diritto ad una istruzione e a una formazione pubbliche e laiche per
rimuovere le diseguaglianze
* diritto al lavoro e alla dignità di tutti i lavori senza
discriminazioni e ricatti
* diritto ai beni comuni
Vogliamo che la manifestazione sia anche una festa, per esprimere con
orgoglio le nostre molteplici differenze. Per questo abbiamo usato la
parola PRIDE, che viene dalla storia del movimento LGBT, per estenderla
a tutti i soggetti che oggi vedono messi in pericolo diritti che
credevano acquisiti.
Invitiamo ad una straordinaria mobilitazione per far sentire la voce
della società civile che vuole vivere in una Regione e in un Paese
laici, antifascisti e che sostengono i diritti, la dignità e la libertà
di tutte e di tutti.
Il Comitato 19 giugno
Promosso da: Donne per l’Autodeterminazione e Coordinamento TorinoPride
per informazioni e/o adesioni: comitato19giugno@gmail.com
Il PdCI solidale con la comunità GLBT
Torino,
2 ottobre 2009. ”La Federazione provinciale del PdCI, aderisce alla
manifestazione nazionale 'Uguali' del 10 ottobre a Roma contro il clima
di violenza e intimidazione che colpisce la comunità GLBT.
Contro l’ intolleranza verso le differenze, denunciamo e combattiamo
l’omofobia e la transfobia a viso aperto, così come a viso aperto
combattiamo il fascismo e il razzismo. Insieme alla comunità GLBT
chiediamo una legge contro le discriminazioni motivate dall’orientamento
sessuale e dall’identità di genere, che rimuova gli ostacoli di natura
sociale e normativa che limitano l’effettiva uguaglianza delle persone
omosessuali e transgender italiane e migranti.
Liberi e uguali in dignità e diritti.”
Ufficio stampa della Federazione di Torino del Partito dei Comunisti
Italiani
L'Italia si muove per l'uguaglianza
È
partita la mobilitazione civile per la
partecipazione alla manifestazione
nazionale del 10 ottobre a Roma,
indetta dal movimento lesbico, gay,
bisessuale e transgender italiano per
rispondere alla violenza che colpisce le
persone LGBT, i migranti, le donne e
altri soggetti sociali ritenuti deboli
con la rivendicazione di uguali diritti
e doveri, pari dignità, riconoscimento
giuridico di tutti gli amori, di tutte
le famiglie.
“Le istituzioni
territoriali seguano l’esempio dei
Comuni di Livorno e Udine e delle
provincie di Firenze e Pisa, che
hanno già assicurato la presenza alla
manifestazione con il gonfalone della
loro città” – dichiara la portavoce
Fabianna Tozzi – “Solo così potremmo
costruire una rete tra persone e
istituzioni per creare un’Italia che
agisce per un vero cambiamento di
cultura delle differenze e convivenza
civile.”
In questi giorni sono
arrivate le adesioni e il sostegno alla
piattaforma politica della
manifestazione da parte di
numerose associazioni, sindacati ed
esponenti politici, tra cui la CGIL
nazionale, l’Arci e l’Associazione
nazionale Partigiani d’Italia.
Inoltre da più di
15 città, da Torino a Palermo, da
Trieste a Napoli, si stanno organizzando
decine di autobus per favorire la
partecipazione di tutti i cittadine e le
cittadini che pretendono interventi
legislativi contro l’omofobia e la
transfobia, e rivendicano il principio
di uguaglianza che deve impegnare le
istituzioni ad agire per la parità di
diritti nel riconoscimento pubblico di
tutte le relazioni e nel creare
interventi informativi e culturali, a
partire dalla scuola.
Facciamo appello
tutta la società civile che ha a cuore i
diritti e l’uguaglianza ad aderire,
supportare e partecipare ad un evento
che riporta al centro della discussione
sociale e politica, le persone con i
loro bisogni e la loro richiesta di
uguaglianza.
Abbiamo una malattia da curare: omofobia
e transfobia ammorbano tutti!
Il Coordinamento Torino Pride sceglie
quest’anno di celebrare il Pride
regionale a Torino il 16 maggio 2009.
Anticipiamo così di un mese la festa
regionale dell’Orgoglio lesbico, gay,
bisessuale, transessuale e transgender
perchè possa coincidere con la Giornata
Mondiale contro l’Omofobia , richiamando
anche quella contro la Transfobia. E
perché si possa porre all’attenzione
della nostra società, prima
dell’appuntamento elettorale per il
nuovo parlamento europeo, il grande
divario che c’è su questi temi tral’Italia
e l’Europa.
L’OMOFOBIA e LA
TRANSFOBIA SONO UN PROBLEMA DI TUTTI E
TUTTE, NON SOLO DELLE PERSONE GAY
LESBICHE E TRANSESSUALI.
L’omofobia e la transfobia, come il
sessismo, come il razzismo, sono
attentati alla convivenza civile,
muovono da pregiudizi radicati e da
profonda ignoranza. Attraversano
differenti ambiti delle rappresentazioni
umane, sono trasversali, si annidano
all’interno delle religioni così come
delle culture laiche.
L’omofobia e la transfobia non sono
fatte solo di atti violenti, del singolo
del branco (in Italia nel solo 2008 ci
sono stati 9 omicidi, 45 aggressioni e
numerosi atti vandalici e di bullismo
basati su omofobia e transfobia)
L’omofobia e la transfobia sono anche
nel linguaggio, nelle parole e nelle
immagini, nella strumentalizzazione
dell’immagine e delle storie personali.
L’OMOFOBIA E’ UN
REATO CONTRO L’UMANITA’.
Il 7 giugno si vota per il rinnovo del
Parlamento europeo (e di molte
amministrazioni locali). Noi tutte/i
guardiamo con grande speranza a queste
elezioni, ed anche con molta
preoccupazione. L’Europa pare essere
l’ultima e l’unica Istituzione per chi
in Italia abbia a cuore i temi dei
diritti e della non discriminazione. Per
i gay, le lesbiche e le persone
transessuali, come per le persone
migranti, le donne, i lavoratori e le
lavoratrici. Celebriamo il Pride a
maggio anche perchè si gridi alla
vergogna in cui versa l’Italia, uno dei
pochissimi paesi europei che non abbia
legiferato a favore del riconoscimento
dei diritti civili di cui devono poter
godere le persone che vivono in coppie
di fatto omosessuali ed eterosessuali.
Un Paese ostaggio della gerarchia
vaticana che ancora ieri ha riconfermato
di essere in linea con tutti i paesi
fondamentalisti (islamisti e no) che
all’ONU bloccano ogni iniziativa volta a
depenalizzare l’omosessualità.
IL CASO PIEMONTE
La nostra Regione rappresenta
emblematicamente il blocco in cui il
paese si trova: da anni giace in
Consiglio regionale un disegno di legge
della Giunta che intende adeguare la
normativa e le attività dell’Ente al
principio di non discriminazione
chiaramente sancito dal Trattato
dell’Unione. Principio che sancisce il
diritto di tutti/e a non subire
discriminazioni dirette o indirette
sulla base della propria identità di
genere (uomo o donna), disabilità, età,
religione e credo personale, etnia e
orientamento sessuale. Il Consiglio non
discute la proposta (non certo
paragonabile a quelle approvate da altri
paesi europei ma pur sempre un passo
avanti) perché la stessa maggioranza è
bloccata da chi non intende riconoscere
pieni diritti alle persone lesbiche e
gay.
Attendiamo anche che il Consiglio
comunale si esprima (speriamo
accogliendola) sulla proposta di
deliberazione comunale sostenuta anche
dal Coordinamento, in merito al
riconoscimento delle unioni civili.
LE LEGGI NON BASTANO,
né in Italia né in Europa.
Contro la tragedia della sottocultura
omofobica, transfobica, sessista,
razzista, occorre un profondo impegno
culturale, occorre conoscenza, occorrono
battaglie per la laicità anche quando la
legge dovesse davvero garantire i
diritti e perseguire gli oppressori.
Bisogna moltiplicare le iniziative
(nelle scuole, nei luoghi di lavoro)
perché si conosca la realtà delle
persone gay, lesbiche e transessuali, al
di là dei pregiudizi e delle
manipolazioni televisive.
IL PROGRAMMA DEL
PRIDE
Di nuovo in piazza, tutti e tutte
insieme. Una manifestazione definita in
un percorso preciso e nel suo obiettivo,
che sarà quello di segnalare alle
Istituzioni piemontesi che la questione
delle pari opportunità per le persone
omosessuali e transessuali nel nostro
paese è tutt’altro che risolta.
Un confronto con i candidati alle
prossime elezioni europee.
Un confronto con le realtà che in Europa
sono esempio di creativo attivismo per
la piena cittadinanza di tutti e di
tutte.
Bella
e colorata la piazza del gay pride cittadino di ieri. Come per il Pride
del 2006, Torino ha risposto con la partecipazione di tanti cittadini
che hanno voluto sostenere con la loro presenza i diritti civili delle
persone GLBT. E' stata la piazza dei Diritti di tutti e di tutte, come
citava un enorme cartello. Animata da tante associazioni, dalla
CGIL all'ASAI, dalla UIL all'AICS, da Libera all'Arci, da Amnesty
International ai pionieri della Croce Rossa e tanti altri, alle
organizzazioni giovanili dei partiti di sinistra Fgci , Giovani
Comunisti e Sinistra giovanile, sindacati, realtà che operano nel sociale e
che si adoperano per costruire una società migliore. In piazza tutte
quelle realtà che credono che questa società sia possibile. Sul palco,
giocosi gruppi musicali gay, intervallati da interventi politici,
per citarne uno tra tutti quello di una bravissima Donata Canta,
segretaria CGIL.
Un ringraziamento particolare,
oltre naturalmente alla compagna Giovanna Moretto del
coordinamento Pasolini che ne ha seguito tutta l'organizzazione a nome
del PdCI, va fatto ai ragazzi della Fgci di Novara che hanno garantito
la loro presenza anche per tutta la serata e fino al termine della
manifestazione. (marica7 - 1 luglio 2007)
Dopo la grande manifestazione di Roma, anche a Torino si sta
preparando il GLBT Pride cittadino..
Il Pdci e la Fgci torinese con la sezione Dolores Ibarruri aderiscono alla
manifestazione condividendone gli ideali di parità, dignità, laicità.
Saremo presenti con un gazebo in piazza Castello, il partito, la federazione giovanile e il
coordinamento Pasolini.
Il documento del coordinamento
Pasolini di Torino
Le persone GLBT non sono cittadini di
serie B
Ancora
una volta in piazza, con la gente di Torino a sostenere e rivendicare il
riconoscimento dei diritti civili delle persone GLBT: cittadini gay,
lesbiche, bisessuali, transessuali, transgender che affermano la loro
esistenza come singoli, come coppie e famiglie. L'integralismo delle
gerarchie cattoliche, l'arroganza e l'omofobia delle destre, vogliono
contrapporre le nostre famiglie alle famiglie "normali". Scelte e
modelli di relazioni d'amore "diversi" rafforzano l'idea di famiglia,
non la minacciano. Escludere una larga fetta di cittadin* da diritti,
come quelli che dovrebbero sancire le unioni di fatto, diritti
riconosciuti tra l'altro in quasi tutti i Paesi Europei, è sintomo di
sudditanza e cecità politica oltre che di discriminazione. Per questo la
mobilitazione deve esser ancora più forte all'interno della
società civile. Rilanciamo oggi le tre parole chiave della nostra
battaglia PARITA' DIGNITA' LAICITA'. Come forte e chiaro deve
essere l'impegno di tutti, dal mondo della scuola alle istituzioni,
perchè vengano guarite le patologie tipiche della paura e
dell'ignoranza, perchè vengano superate l'intolleranza e l'omofobia, nel
rispetto delle differenze. Chiediamo fin da subito che venga approvata
la legge "Contro le discriminazioni", ferma da troppo tempo in Consiglio
Regionale. Oggi qui, in questa piazza, visibili e orgogliosi OGNUNO
E' DIVERSO, TUTTI SONOUGUALI.
Il documento politico del
coordinamento Torino Pride:
Parità, Dignità,
Laicità
con il Pride a Torino il 30 giugno 2007
Il
Coordinamento Torino Pride, che riunisce le associazioni
gay lesbiche bisessuali e transessuali (LGBT) si
riconosce nella piattaforma politica del Roma Pride 2007
e considera prioritario l'impegno a sostenere con la più
ampia partecipazione il Pride nazionale e la richiesta
di “Parità, Dignità, Laicità”.
La violenza delle esternazioni delle
gerarchie vaticane contro le unioni di fatto tra persone
omosessuali, la tracotanza della classe politica che le
assume e le fa proprie, i balbettii e i silenzi del
Governo su questo tema come sulla pluralità dei diritti
ancora negati alle persone gay lesbiche e transessuali
mostrano, da un lato, quanto potere ha ancora
l’omofobia e la transfobia in Italia e, dall’altro, che
la posta in gioco travalica ampiamente la questione del
riconoscimento dei diritti alle coppie omosessuali e
della pluralità dei diritti negati alle persone gay
lesbiche e transessuali.
La posta in gioco è il riconoscimento della pluralità di
scelte e di modelli di relazione d'amore e
d'affetto: difendendo LA Famiglia si vuole negare il
riconoscimento dell'esistenze delle FAMIGLIE. Affermare
un modello unico, idealizzato e dunque astratto di
famiglia, di relazione d’amore, di genitorialità
significa non solo ignorare la realtà della vita di
milioni di donne e di uomini, omosessuali e
eterosessuali, ma negarla mortificandone la dignità.
Ma il tema ha una portata anche più generale. Si tratta
evidentemente di un processo che riguarda la società
intera, così come il riconoscimento dei diritti civili
delle persone LGBT riguarda l’ampliamento dei diritti di
cittadinanza di tutte/i. E’ un’evidenza che spaventa chi
persegue visioni integraliste escludenti e si affanna a
isolare le richieste del movimento LGBT come quelle di
una minoranza. Per questo riteniamo fondamentale, ora
più che mai, che il movimento LGBT intrecci e confronti
obiettivi e pratiche politiche con tutte e tutti coloro
che possono pienamente riconoscersi nella richiesta di
“Parità, Dignità, Laicità”, a partire dalle differenti
città e territori.
Il Torino Pride 2006 ha prodotto, tra l’altro, una
fertile pluralità di relazioni tra movimento LGBT e
associazioni, comitati, gruppi, soggettività impegnate
nella promozione dei diritti umani e della solidarietà,
della lotta contro le discriminazioni, della
cittadinanza attiva. Insieme a loro quest’anno vogliamo
festeggiare il Pride torinese il 30 giugno, abitando
insieme per un giorno Piazza Castello. Una piazza
centrale, allestita di decine di stand affidati alle
differenti associazioni e attività coinvolgenti per
dialogare con la cittadinanza, soprattutto attraverso
l’esperienza della Living Library, la Biblioteca Vivente
proposta per la prima volta in Italia in collaborazione
con il Comitato All Different All Equal di Torino.Nessuna
conquista nel campo dei diritti deve allentare il lavoro
culturale permanente che nutre il tessuto sociale,
perché nessun risultato ottenuto si può dare per
scontato e consolidato per sempre, come mostrano, tra
gli altri, i continui attacchi all’autodeterminazione
delle donne, e come insegnano le lotte contro ogni forma
di razzismo. A Torino, che ha ospitato un Pride di
100.000 persone e un intero anno di iniziative politiche
e culturali, c’è ancora moltissimo da fare.
A Torino, quest’anno, il suicidio di un adolescente,
Matteo, ha mostrato tragicamente quanto forte è ancora
l’omofobia e l’intolleranza nelle scuole, laddove la
parola gay ha ancora il significato di ingiuria o
dileggio, ed è difficile potersi esprimere in
?comportamenti che non siano del tutto aderenti agli
stereotipi.
Chiediamo che vengano incrementate ed estese alle scuole
di tutta la regione attività che promuovano la cultura
del rispetto delle differenze, attività che già da anni
svolgono, tra mille difficoltà, le associazioni gay
lesbiche e transessuali insieme al Servizio comunale
LGBT per il superamento delle discriminazioni basate
sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.
Chiediamo inoltre che l’Anno Europeo delle Pari
Opportunità per Tutti non si chiuda senza l’approvazione
della Legge contro le Discriminazioni, approvata dalla
Giunta regionale del Piemonte e che giace da molto tempo
in Consiglio regionale.
Invitiamo tutta la città a festeggiare con noi la
giornata mondiale dell’Orgoglio perché la strada aperta
dalla rivolta di Stonewall, quella del movimento di
liberazione omosessuale e transessuale, è la stessa di
tutte/i* quelli che sognano un mondo in cui davvero si
possa essere libere/i/* e differenti, ma uguali nei
diritti.
Torino 11 giugno 2007 Coordinamento
Torino Pride
Il programma:
A
partire dalle ore 16 musica, danze, arte, cultura,
spettacolo e politica a cura del Coordinamento Torino
Pride, per celebrare la giornata dell’orgoglio gay,
lesbico, bisessuale e transessuale.
alle 21 special guest: Fratelli Sberlicchio
* Decine di stand delle associazioni, danze, performance
artistiche e teatrali.
* La Living Library, la Biblioteca Vivente proposta in
anteprima nazionale in-sieme al Comitato All Different
All Equal di Torino.
Presentazioni:
* il libro di Adele Parrillo “Nemmeno il dolore:
storia di un amore ucciso a Nassiriya e negato in
Italia”, con la partecipazione dell’autrice
* Il volume collettivo “We will survive. Lesbiche, gay e
trans in Italia”.
* Dal palco suoneranno i DJ torinesi Super Pippo,
Queen Cristi, Resident Virus e Luca De Paoli.
* Presenta e conduce Marina Paganotto di Radio
Flash.
* Porteranno il loro saluto rappresentanti delle
Istituzioni.
Del Coordinamento Torino Pride fanno parte
attualmente: Associazione Philadelphia, Cir-colo Arci di cultura
gay, lesbica, bisessuale e transgender Maurice, Comitato
Provinciale Arcigay “Ottavio Mai”, Coordinamento
Pasolini, Davide e Gionata, Gaytineris, Gruppo Lambda –
Amici della Fondazione Sandro Penna, Gruppo Pesce
Torino, Gruppo transes-suali Luna, L’altra
comunicazione, L’altraMartedì spazio lesbico del Maurice.
Al Torino Pride 2007 hanno finora aderito:
Acmos, AICS Torino, AGEDO Torino, Amnesty International
Torino, ANLAIDS Piemonte, ANPAS, Arci Torino, Arcigay
Nuovi Colori Verbania, Arci Val di Susa, ASAI,
Associazione Altera, Associazione Anna Lindh,
Associazione Arcobaleno, Associazione Arcobaleno AIDS,
Associazione Culturale Situazione Xplosiva, Associazione
Culturale Tedacà, Associazione Donneinviaggio,
Asso-ciazione GLBT “Eurialo e Niso” Biella, Associazione
Franti – Nisi Masa Italia, Associazione PRESENTEèFUTURO,
Associazione Radicale “Adelaide Aglietta”, Associazione
“Viottoli” - Comunità cristiana di base di Pinerolo,
Associazione Villa5, Casa delle Donne, Centro di
Soccorso contro la Violenza Sessuale dell’Ospedale
S.Anna di Torino, Circolo Arci “Punto G”, CGIL Torino,
Comitato di Solidarietà con il Popolo Palestinese,
Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni,
Consulta per la Laicità della Scuola, Cooperativa
Sociale Luci nella Città, Cooperativa sociale Progetto
Muret, Croce Rossa – Pionieri, Donne in Nero, Facciamo
Breccia Torino, Famiglie Arcobaleno, Festival del Cinema
GLBT “Da Sodoma ad Hollywood”, FGCI Piemonte, FGS
Torino, FNISM Torino, Giosef, Giovani Comunisti Torino,
Gioventù Federalista Europea Torino, Il Dito e la Luna –
Casa Editrice, Libera Piemonte, Lila Piemonte, LINFA
Piemonte, Mani Tese Torino, Prospettiva Edizioni, REDS,
Sinistra Giovanile Piemonte, Socialismo Rivoluzionario,
Terra del Fuoco, UAAR, UDI, UDU, UIL Piemonte, UISP
Torino, Unilibera.
Con il patrocinio di
Città di Torino,
Provincia di Torino,
Regione Piemonte,
All Different All Equal,
Melting Box – Fiera internazionale dei diritti e delle
pari opportunità,
Servizio lgbt Città di Torino.
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tutte le rassegne stampa
Le foto del Gay Pride 2007
foto del sito www.comunisti-ialiani.it
Tutti al Gay Pride per l'uguaglianza dei
diritti
di Katia
Bellillo
Il
16 giugno il movimento lgbt italiano ha convocato a Roma il Pride
Nazionale. L’obiettivo è quello di difendere la sovranità dello Stato, e
rivendicare l’avvio di una stagione di riforme democratiche, civili,
tese a garantire ad ogni persona l’opportunità di scegliere come vivere
la propria vita.
Con il Pride i cittadini omosessuali ripropongono a tutto il paese e
alle sue istituzioni tre concetti primari: uguaglianza, laicità,
pluralità. Suonano il campanello d’allarme spronandoci a combattere la
violenza e l’inciviltà imposta dalle tradizioni che tendono a mantenere
le discriminazioni fra le persone contrabbandando per naturale ciò che
è esclusivamente un prodotto culturale. Il diritto alla vita significa
lavoro e salario dignitosi, ma anche considerare inviolabili i confini
del proprio corpo ed avere la protezione contro ogni tipo di
aggressione, avere la possibilità di godere del piacere sessuale e di
scelta in campo riproduttivo. Noi comunisti siamo convinti che le
differenze devono essere considerate un valore aggiunto, non occasione
per discriminare, escludere, perseguitare o pretesto per recuperare la
cultura degli abusi e delle sopraffazioni tanto cara alle concezioni neo
integraliste e fasciste. La lotta del movimento omosessuale è anche la
nostra lotta per questo i comunisti il 16 giugno ci saranno per
difendere la democrazia, per l’uguaglianza dei diritti contro ogni
discriminazione. (www.comunisti-italiani.it 14 giugno 2007)
Il 16 giugno tutti in piazza!
di Aurelio Mancuso
Il XII° Congresso
nazionale Arcigay ha terminato i suoi
lavori lanciando un appello forte a
tutti i movimenti sociali, partiti,
organizzazioni sindacali affinché il 16
giugno il Pride nazionale diventi la
manifestazione di tutte le cittadine e
tutti i cittadini che vogliono difendere
la laicità dello Stato, contrastare la
deriva di destra
e clericale sostenuta dal Family Day. E'
necessario subito che la risposta della
sinistra italiana sia convinta ed
adeguata al momento storico che stiamo
vivendo. Ci preoccupa in questo senso,
che la manifestazione del Coraggio Laico
sia stata numericamente debole, che non
abbia raccolto il consenso necessario.
Ora bisogna andare avanti, abbiamo un
mese per organizzare bus, treni, auto
che raggiungano e riconquistino Piazza
San Giovanni, la piazza storicamente
deputata ad accogliere le grandi
manifestazione della sinistra sociale e
politica italiane.
Il 12 maggio è andata
in scena un'Italia reazionaria, omofoba,
gelosa dei propri privilegi, chiusa a
qualsiasi riforma civile e di libertà.
E' un pezzo del paese che è sempre
esistito, ma che ora prende la parola
perché la politica ha lasciato
preoccupanti spazi vuoti, soprattutto
sul terreno dei valori. Il nostro
Congresso ha ragionato essenzialmente di
questa crisi di sistema, che coinvolge
in primo luogo la sinistra politica,
occupata in operazioni di scomposizione
e ricomposizione di cui bisogna avere
rispetto, ma che non possono rimandare
una risposta forte e convincente
rispetto all'aggressiva occupazione
della scena politica della destra. Ciò
che ci preoccupa di più non è il Family
Day, è l'assenza di una risposta
adeguata ad una riorganizzazione delle
destre sociale e politica in chiave
razzista, omofobica, anti libertaria.
Sappiamo che la sinistra in Italia paga
un'arretratezza culturale, è indubbio
che le timide e imbarazzate caute
iniziative dei partiti sul
riconoscimento giuridico delle coppie di
fatto, in particolare di quelle
omosessuali, nascono da una difficoltà
storica, che però va superata presto,
pena il travolgimento di un complessivo
ciclo di conquiste sociali.
Il nostro appello, a
chiusura dei nostri lavori congressuali
è rivolto in primo luogo alla sinistra
politica e sociale, al popolo dei
movimenti, dell'associazionismo diffuso:
è ora di scendere in piazza! Dobbiamo
riempire quel vuoto di cui parlavamo
prima, perché è pericolosissimo che
l'opinione pubblica possa percepire che
vi è solo una proposta sociale e
culturale in campo, che oggi siano le
gerarchie cattoliche a dettare l'agenda
politica sui temi delle libertà. Noi
gay, lesbiche, trans italiani non
possiamo essere lasciati soli, perché
questa battaglia affinché vincano
l'amore, la pluralità, il buon senso, è
un dovere di tutti i democratici e
progressisti italiani. Abbiamo bisogno
di voi, della vostra diffusione sul
territorio, del vostro impegno
organizzativo affinché Piazza San
Giovanni il 16 giugno sia di nuovo
riempita dai popoli della solidarietà,
della condivisione, della civiltà, della
laicità militante.
Il nostro Congresso
ha sancito la nascita di una nuova
Arcigay, distante e distinta dai
partiti, soggetto politico e sociale
autonomo, rete sindacale diffusa nel
paese. Tutto questo non significa un
allontanamento dalla politica e dal
confronto con i partiti, strumenti
essenziali della democrazia. Vogliamo
però sollecitare tutti a riflettere
sulla necessità che i cambiamenti in
atto nel campo della sinistra non
possono avvenire tra ceti politici ed
assemblee di militanti, ma nel vivo del
conflitto e confronto sociali. Il 16
giugno è una data importantissima, che
come movimento omosessuale vogliamo
donare a tutte quelle organizzazioni,
personalità, cittadini che vogliono
esprimere la propria fiducia in
un'Italia differente, davvero inserita
nell'ambito culturale e sociale
dell'Europa dei popoli e delle libertà!
Il nostro slogan è semplice "Parità,
Dignità, Laicità". Tutte le informazioni
le potete trovare su
www.romapride.it