|
|


Il saluto di Obama a Bush
CULTURA
Tango
delle facce di sedere (prima parte)
Laggiu nella
Padania
terra di Bossi e di Maroni
se il leghista tuona
cantano cento e più coglioni
han sciarpe di verzura
hanno la lega in cuor
se hai la pelle scura
Li ti faranno fuor.
A mezzanotte va
la ronda del mazziere
e nell'oscurità
ognuno vuol menare
son calci di passion
che Galan non sa tenere
e questa è la canzon
delle facce di sedere
Brunetteide

Son
Brunetta piccolino: un ministro birichino
che ce
l'ha coi fannulloni che gli stanno sui coglioni
e fin
qui niente da dire lo possiam pure capire
chi
lavora ben guadagna e si fotte la Carfagna
chi
non rende è licenziato per la gioia del creato!
Ma c'è
un ma - caro Brunetta che tu ignori per la fretta
che si
deve individuare il fagnan da licenziare
mentre
tu per fare in fretta non ti limiti a una fetta
sono
tutti lavativi riprovevoli e lascivi qui lo dico e non lo nego quelli
del pubblich'impiego
Sorge
quindi una domanda che c'assilla tutti quanti è possibile che poi siam
cattivi solo noi?
tu che
fai il professore e ti assenti a tutte l'ore
tu che
fai il consulente come se non fosse niente
tu che
sei parlamentare e vuoi pur legiferare come fai a non vedere
che il
tuo piccolo sedere scalda già ben tre poltrone con stipendio da riccone
mentre
chi fa l'impiegato s'è la vita rovinato
per
dar retta a dirigenti ignoranti e incompetenti
che
guadagnan dei soldoni alla faccia dei coglioni?
Mentre
tu ti gratt'il culo io lavoro come un mulo
mentre
tu fai Porta a porta io mi strozzo anche l'aorta
mentre
tu vai al tiggi io son sempre chiuso qui
a
risolvere problemi per figuri a volte scemi che si fotton lo stipendio
degni sol di vilipendio!
E per
questo io ti dico che non me ne frega un fico
dei
tuoi diktat da coglione pusillanime e poltrone
tu sei
piccolo ed iroso non ti tira neanche il coso
tu
vuoi far Napoleone ma sei solo un gran cazzone!!
(Anonimo 23 novembre 2008)
Berlusconi
cade di continuo
di Raffaele Barki,

Ipse dixit
Berlusconi non ha mai avuto un gran senso
dell'equilibrio. Cade. Cade di continuo. Cade dai podi,
cade di stile, cade su battutacce inaudite. E' caduto
sul kapò, è caduto su Cacciari, è caduto sulle corna, è
caduto sull'abbronzato... insomma quest'uomo proprio NON
SI REGGE. E' ormai evidente che l'unica legge che non
elude è "la legge di GREVITA' ". (07 novembre 2008,
17:57 Aprileonline)

Tre ore con Berlusconi
Il
Berlusca gran comunicatore
ritorna da Parigi e fa un saltino
in discoteca e come un ragazzino
sta lì a ballicchia' cinque o sei ore.
"Dormo tre ore... tre ore fo all'amore
e lavoro già alle sei del mattino!"
Mi viene un pensiero malandrino:
ma ciàvrà un sosia... o un buon spacciatore?
Ma
poi tutte le sere... come fai?
Se a casa tua ‘un ci torni quasi mai?
Oggi sei a Parigi... ieri a Catania...
Scusa Veronica per l'intrusione
ma dato che ‘un c'è più l'opposizione
cerco di semina' un po' di zizzania.
Benedetto XVI, Pio XII e Dio
29 Maggio 2006 - Il Papa
in visita ad Auschwitz esclama: "Dio, perché hai
taciuto?"... e Dio risponde!
Il Papa è andato a Auschwitz e finalmente
s'è reso conto di quello spicinìo
e poi rivolto al cielo ha chiesto a Dio:
"Ma te... perché ‘un hai mai detto niente?!"
"Ma
‘un dici te che parlo solamente
attraverso ‘l Papa ch'è ‘l portavoce mio?
E poi dovevo proprio parla' io?
‘Un v'accorgevi di tutta ‘sta gente?
...
e ‘un era uno... erano milioni!"
"Pio dodici era a Roma... era lontano..."
"Nessuno vide parti' que' vagoni?"
"Lui
stava a prega' te nel Vaticano..."
"Sììì... e a Castelgandolfo a piglia' ‘l fresco...
e te... in uniforme da tedesco ?!"
10 ottobre 2008
La Resistenza
(così come sarà spiegata ai giovani nei nuovi testi scolastici)
Il Partigiano è un tipo di
formaggio
fatto di latte vaccino-padano
munto alle vacche a Reggio verso Maggio
e perciò detto “Partigiano reggiano”.
La Liberazione fu quando il saggio
e ardimentoso popolo italiano
in Aprile ribellossi al vassallaggio
dei comunisti e del giogo prodiano.
Loreto può anche darsi sia un piazzale
un santuario dove far penitenza
o anche un pappagallo tropicale.
Mussolini?
una brava personcina
da tutti amata. E la resistenza?
... è il filamento della lampadina!
episodio 3: prima
riunione di partito in un circolo del PD
Compagni! allora è aperta la riunione...
eh no scusa... “compagno” sarai tu!
oggi s’inaugura la nuova sezione...
noo... “circolo”... sezione è un déjà vu!
il quadro con Marx ‘un ha più ragione...
mettiamo un crocifisso con Gesù!
Veltroni alla prima comunione...?
Veltroni in croce e ‘un se ne parli più!
ma ora c’è da fa’ un altro sacrificio
c’è il pacco che ha mandato la Binetti
con scritto: “a ogni iscritto il su’ cilicio!”
va messo in vita sulla nuda pelle.
due l’ho provati ma mi stanno stretti
... che per caso c’è una XXXXL...???
Il Comune di
Roma celebra l'anniversario del 20 Settembre rendendo omaggio ai 19
caduti papalini
Il monumento al bersagliere a porta Pia
Più di cent'anni qui a fa' ‘l monumento
davanti a porta Pia... un bel bersagliere
a sentinella e a eterno ammonimento
contro ogni religioso strapotere.
Ma
l'altro giorno... ahimè... peggio mi sento!
Ma dimmi te che mi tocca vedere?!
Sai a chi hanno dato ‘l riconoscimento?
Ai papalini! ... ma fammi ‘l piacere...
Ma
ora basta questo è davvero troppo!
Voglion rida' ‘l potere al Vaticano?
Forse ‘un hanno capito che ‘l mi' schioppo
è
sempre caricato (a pepe e sale...)
co' un paio di schioppettate al deretano
glielo dò io ‘l potere temporale!
Il Comune di Roma celebra l'anniversario
del 20 Settembre rendendo omaggio ai 19 caduti papalini
Ma che storia è?
Come esseri umani mi dispiace
e i poveri soldati papalini
morti il 20 Settembre... piccinini...
che riposino pure in santa pace.
Ma
allora ditemi perché si tace
su quell' avanguardisti... poverini...
che marciarono insieme a Mussolini
su Roma con fez, manganello e orbace?
E
poi se è così sai che ti dico?
perché no anche i caduti Visigoti
che invasero Roma co' Alarico?
Colpiti da virus egualitario
rendiamo onore a ‘sti militi ignoti...
... e a questa storia tutta all' incontrario.
© Francesco Burroni
tutti i diritti
riservati
27 settembre 2008
Cofferati
vieta il piercing sul pisello. Il Pd prende forma...
di Franco
Berardi Bifo
Dunque,
non so se avete seguito l'attività
legislativa di questo governo.
Piccolezze. La scuola pubblica viene
massacrata a colpi d'ascia. Riduzione
del personale di centotrentamila unità.
In compenso lo stipendio dei dipendenti
pubblici verrà ridotto e chi si ammala
rischia grosso. Il presidente del
Consiglio e alcuni altri pezzi da
novanta sono sottratti alla legge che
vale per tutti gli altri, per ritornare
un po' a Luigi XVI. Tagli alla ricerca.
Tanto che ci sarà mai da ricercare.
Tagli alla sanità tanto l'abbiamo già
detto chi si ammala è un fannullone.
Date le ben note difficoltà economiche
verranno ridotti i soldi disponibili per
i lavoratori della pubblica sicurezza.
Ma in compenso prenderemo le impronte in
difesa della razza.
Dulcis in fundo, si modificano le leggi
sulla stampa in maniera tale che
manchino i finanziamenti pubblici per
quei giornali che ne hanno più a
bisogno. Che, guarda caso, sono quelli
meno entusiasti delle decisioni del
governo. Naturalmente potremmo
continuare. L'esercito italiano
impegnato in Afghanistan verrà mandato
nei posti in cui fischiano le pallottole
e la patria rialza la testa. Ma insomma
ci siamo capiti, la situazione è in
pieno movimento.
Che fareste voi, se foste poniamo, un
importante rappresentante del principale
partito di opposizione, se vi trovaste
per avventura a fare il sindaco di una
delle poche città in cui la maggioranza
non è (ancora) a destra?
Beh, ma è ovvio. Richiamereste
l'attenzione su un problema
fondamentale, su un pericolo incombente,
sull'emergenza più emergente.
Detto fatto. Il sindaco di Bologna,
Sergio Cofferati, con la sua Giunta di
cervelloni, ha vietato finalmente il
piercing come suol dirsi nelle parti
intime. Già noto per aver vietato di
bere alcolici da asporto dopo le ore
ventidue, per aver stabilito che sedersi
in terra in una piazza deserta
costituisce una violazione intollerabile
della legge, dopo aver perseguito i
lavatori di vetro, ecco che il sindaco
di Bologna ha deciso di farsi notare
ancora una volta toccandoci nel punto
più sensibile. Vietato il piercing nelle
parti intime.
La giunta comunale ha varato il nuovo
regolamento per le attività di estetista
acconciatore, tatuatore e artigiani del
piercing.
I minorenni potranno sforacchiarsi
moderatamente solo se avranno il
permesso dei genitori, ma per nessuno, a
nessuna età, sarà concesso sforacchiarsi
nelle parti intime.
Commuove l'affettuosa attenzione con cui
quell'uomo burbero si preoccupa per
l'integrità delle parti molli.
Intenerisce l'idea che il signor sindaco
ci impedisca di infierire «su parti
anatomiche la cui funzionalità potrebbe
essere compromessa».
Forse la linea del partito democratico
comincia a prendere forma. (Liberazione
24 luglio 2008)
Daniele Luttazzi - Ultim'ora
Statista
con un papero
nei pantaloni
e il cappello pieno
di fiocchi d'avena
si offre di rilanciare
il Pd. «Riportatelo qua», dicono
alla neuro
Già su Ebay le intercettazioni distrutte fra Berlusconi e Saccà
Ingrid Betancourt vince la prima tappa al Tour de France
(Il manifesto 6 luglio 2008)
Walter santo subito
http://it.youtube.com/watch?v=70CjTqBx6Co
«Con le primarie ha fatto cadere il governo
Prodi, con le elezioni politiche ha cacciato i comunisti dal Parlamento,
candidando Rutelli ha perso Roma.
Walter santo subito».
da uno striscione della destra in festa per la vittoria di Alemanno,
Roma, 28 Aprile 2008
I'Italia al tempo di Berlusconi
"Quando il gusto per il benessere materiale si
sviluppa piu' rapidamente della civilta' e dell'abitudine alla liberta',
arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare. In casi del
genere non sara' neanche necessario strappare loro i diritti di cui
godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri. Se un individuo
abile e ambizioso riesce ad impadronirsi del potere in un simile momento
critico, trovera' la strada aperta."
(ALEXIS DE TOCQUEVILLE - 1805-1859)
"Si', l'impero e' malato e, quel che e' peggio, cerca d'assuefarsi alle
sue piaghe. Il fine delle mie esplorazioni e' questo: scrutando le
tracce di felicita' che ancora s'intravvedono, ne misuro la penuria. Se
vuoi sapere quanto buio hai intorno, devi aguzzare lo sguardo sulle
fioche luci lontane."
(Italo Calvino, LE CITTA' INVISIBILI)
Se pò fa'.
"Se po' fa'.", non era vero,
ci hanno fatto un culo nero
e così Pd e Veltroni
ci han ridato Berlusconi.
"Se po' fa'.", non s'è potuto
e la Lega ci ha fottuto.
Grazie al magico Pd
or ci ritroviamo qui
con Berlusca, Bossi e Fini
trionfatori agli scrutini.
Non possiam che ringraziare
il messia del "Si può fare"
che ne ha fatte proprio tante:
dal programma strabiliante
al comizio in ogni dove,
dal linguaggio che commuove
alle cene populiste,
dagli abbagli nelle liste
a promesse esagerate,
morte prima d'esser nate.
Con bandiera, patria ed inno
ci ha ammannito Colaninno,
con sadismo invero raro
ci ha ammannito Calearo,
col suo far da pifferaio
il superstite operaio
ha inserito nelle liste,
la precaria, le stagiste,
la ricercatrice bella
e il prefetto sentinella.
Al suon di "Di te mi fido!"
ha promesso asili nido,
doposcuola, le dentiere,
come fece il Cavaliere,
ai vecchietti senza denti,
bonus libri agli studenti,
il pacchetto sicurezza
e la lotta alla monnezza,
Sanità non lottizzata
e Giustizia accelerata,
più quattrin per i precari,
men per i parlamentari,
cinquemila leggi in meno,
per i pendolari il treno,
ferrovie nel meridione
ed aumenti alla pensione,
casalinghe assicurate
e pigioni dimezzate,
meno attese in ospedale
e minor pression fiscale,
buoni spesa agli indigenti
e per strada assai più agenti,
malavita organizzata
combattuta ed annientata.
Ci fu pur qualche amnesia,
si scordò Walter messia
il conflitto d'interessi,
la tivù e i problemi annessi,
qualche legge da cassare
ed i pacs da riesumare.
Non citò mai Berlusconi,
niente demonizzazioni.
Si scordò la laicità,
quella no, nun se po' fa'!
Per lucrare qualche voto
si mostrò molto devoto
corteggiando i moderati,
ma poi i voti li ha fregati
ai compagni comunisti,
come sempre masochisti
e aiutò la cosa rossa
a scavar la propria fossa.
Annunciando la rimonta
ogni dì fece la conta
del divario cha calava
nella piazza che aumentava
e applaudiva con affetto.
Si scordò di un vecchio detto:
"Piazze piene ed urne vuote".
Le urne ci han lasciato in dote
una botta eccezionale
e il Berlusca al Quirinale
in fin di legislatura.
Dall'union contro natura
che chiamarono Pd
siamo giunti fino a qui.
Ora che possiamo fare?
Non ci resta che sperare
che sincer fosse Veltroni
nel dir: "Per le buone azioni
me ne andrò in Africa nera".
Walter, la sinistra spera
che quel dì non sia lontan.
Corri in Africa, you can!
Noi vorremmo cambiar cast.
Corri in Africa, you must!
Carlo Cornaglia
16 aprile 2008
http://blog.robinedizioni.it/cornaglia-carlo
Come sposare un miliardario
Come possono tanti giovani
uscire dalla precarietà, chiede la giovane ospite del programma
televisivo al candidato premier Silvio Berlusconi? La risposta è
pronta e efficace: «Io, da padre - dice il Caimano - le consiglio di
cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del
genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente
permettere». Naturalmente saprete vedere il capolavoro. Nel giro
stretto di una piccola frase c'è tutto, ma proprio tutto, il piccolo
mondo antico di Silvio: sfrégati addosso ai soldi e te ne rimarrà
attaccato qualcuno. E poi, con quel sorriso... Su, su, signorina,
con quelle tette che ha, si preoccupa del precariato? Magistrale.
L'unico politico al mondo che risponde a una domanda sociale
recitando Cenerentola. Naturalmente la polemica è esplosa subito,
troppo vergognosa la frase per uno che diventerà premier. Troppo
chiara la lettura classista, troppo volgare la sostanza, poco
divertente la battuta. E dunque sarebbe troppo facile indignarsi di
nuovo, ricominciare il valzer infinito della giaculatorie su quanto
è Silvio il povero Silvio. E invece: se lo prendessimo sul serio?
Potrebbe il candidato Silvio Berlusconi fornire nomi (e numeri di
telefono) di 3-5 milioni di rampolli miliardari in età da marito? In
un paese in cui i figli dei medici fanno i medici, i figli degli
architetti fanno gli architetti e i figli dei milionari fanno i
milionari, cinque milioni di matrimoni combinati tra gradini alti e
gradini bassi della scala del reddito sarebbero una bella
redistribuzione. A parte che magari a quei nomi e numeri di telefono
potrebbe essere interessata anche l'agenzia delle entrate. E allora?
Vi pare ancora peregrina l'idea di sposare un Berlusconi per
migliorare la vostra posizione sociale? E poi, siamo seri, siamo
sicuri che in questa favola di Cenerentola Precaria non ci sia anche
una sua bella convenienza industriale? Le scarpine di cristallo le
facciamo fare in Romania, così cresce il Nord-Est e sono tutti
contenti (Walter too).(Il Manifesto 14 marzo 2008)
Noi siamo gli operai dei cartoni
animati
Noi siam gli operai
Siamo i supereroi
Voliamo tra i palazzi
E non cadiamo mai
Oppure se cadiamo
Di colpo rimbalziamo
Tra presse e macchinari
Finiamo schiacciati
Ma interi ritorniamo
Noi siam supereroi
Noi siamo gli operai
Dei cartoni animati
Talvolta in un rogo
Finiamo bruciati
Ma è un trucco, e dalle fiamme
Usciamo e risorgiamo
E divi diventiamo
Noi respiriamo i gas
E ingoiamo veleni
Ma è un trucco, e tutti ridono
Specialmente i padroni
Perché siam supereroi
Virtuali ed inventati
Noi siamo gli operai
Dei cartoni animati
E le auto si moltiplicano
E le autostrade ingorgano
Ed i palazzi crescono
E i guadagni ottimizzano
E un giorno finirà
Il cartone animato
E il sangue si vedrà
Qualcuno si chiederà
Se il film era truccato
Ma sia rassicurato
Era assai ben girato
Il film sugli operai
Che son supereroi
Non credete ai giornali
E' vero, siamo morti
Ma ci han ridisegnati
Noi siamo gli operai
Dei cartoni animati
Nasce la MastelCard
Cari
lettori, segnatevi sul calendario la data di oggi. Questo è un giorno
importante per tutti gli italiani e per noi di dementemastella. Siamo
orgogliosi di potervi presentare in anteprima mondiale la prima carta di
credito emessa da un blog: la MastelCard. Si tratta di un
prodotto innovativo, giovane e dinamico che permetterà a coloro che la
richiederanno di usufruire di tutti, ma proprio tutti i privilegi del
Ministro, gratis e senza spese di spedizione! Verrà distribuita in tre
versioni: Basic, Gold e Platinum.
Basic:
-
Volo Roma-Milano con Airbus
presidenziale + biglietto per il GP di Monza senza che ci sia
nè danno erariale, nè dolo o colpa grave:
0 euro, con MastelCard.
-
Tenere in vita un
surrogato di giornale : ricevi
1.331.000 euro (da dividere con il resto della famiglia), con
MastelCard.
-
In più per ogni 1000 euro
che sottrarrete ad un contribuente, in regalo per voi il
divertentissimo gadget anti-intercettazione per il vostro cellulare.
Gold:
- Tutti i vantaggi della Basic
- Minacciare la Rai per far andare in
onda quello che ti pare, quando ti pare: 0 euro, con MastelCard
- Ricevere la pensione da giornalista
senza aver scritto nessun articolo e dopo meno di un anno di
lavoro: 0 euro, MastelCard
- Richiedi la tua MastelCard Gold e
partecipa al concorso "
Platinum:
Le riforme di Gnork
di Michele Serra
Il
dibattito sulla riforma elettorale è a buon punto. Dopo lunghe
trattative, sono stati selezionati venticinque sistemi di voto, a
ciascuno dei quali verrà abbinato un fantino. Su tutto il resto l'iter è
ancora da stabilire. Ma vediamo, tra i sistemi in lizza, quali sono i
più interessanti.
Alsaziano
È una soluzione di compromesso tra il sistema francese e quello tedesco.
Come si ricorderà, Veltroni era favorevole al francese, D'Alema al
tedesco. Dopo febbrili trattative tra i rispettivi staff, Veltroni, come
segno di buona volontà, si era convertito al tedesco, ma nel frattempo
D'Alema, per gli stessi motivi, era passato al francese. Si è dunque
deciso, per superare l'impasse, di proporre un mix tra i due sistemi:
presidenzialismo e doppio turno alla francese, ma con l'istituzione dei
Länder e orologi a cucù in tutti i seggi elettorali. Il professor
Sartori si è detto contrario.
Colbaccum
Sostenuto da Diliberto, si ispira allo spirito originario dei soviet: i
candidati proposti dal partito vengono eletti per acclamazione, tra i
lieti canti delle brigate operaie che si recano festanti alla fabbrica,
e le risate di gioia delle mietitrici che si sono appena rese conto di
avere centrato anche quest'anno l'obiettivo del piano quinquennale. Non
piace al professor Sartori.
Yemenita
I maschi si recano a votare con un pugnale intarsiato infilato nella
fusciacca, mentre le femmine, chiuse in casa, intonano nenie e allattano
i bambini. Il sistema è stato proposto dall'ambasciatore dello Yemen, ma
non ha molte possibilità di essere adottato perché non è apprezzato dal
professor Sartori.
Spagnolo
Il sistema spagnolo è visto con favore da molti, ma secondo alcuni ha il
difetto di prevedere preliminari troppo impegnativi: una lunga guerra
civile con milioni di morti, fucilazioni di poeti, accorrere convulso di
combattenti da mezzo mondo, bombardamento di Guernica e successiva
stesura di quadri di grandi dimensioni, una lunga dittatura, infine un
processo di riconciliazione nazionale. Come mettere d'accordo la
galassia dei partiti italiani su una soluzione così complessa? Anche
Sartori è contrario.
Sanremese
Cerca di accontentare tanto i partiti grandi, che concorrono nella
sezione Big, quando quelli piccoli, che si presentano tra le Nuove
Proposte. Il nuovo premier viene incoronato con il televoto dopo la
mezzanotte del sabato al teatro Ariston. Svantaggi: dopo una settimana
nessuno ricorda più il nome del vincitore e si rischia un pericoloso
vuoto politico. Vantaggi: la vendita dei diritti televisivi permette di
non gravare sul bilancio dello Stato. Perplessità del professor Sartori.
Salico
Il sistema salico, risalente a Carlo Magno, prevede l'incoronazione
dell'Imperatore per volontà divina. È visto con molto favore da
Berlusconi, che dopo defatiganti trattative con gli altri partiti si è
detto costretto ad abbandonare il tavolo. "Abbiamo perfino proposto la
rinuncia al manto di ermellino, ma non è servito a niente. Quando la
volontà di trattare è zero, non resta che prenderne atto". Ha pesato
anche il no di Sartori.
Gnorkico
È il sistema in voga sul pianeta di Gnork, scelto da Berlusconi in
seconda istanza. Prevede la nomina di un Imperatore per diritto divino.
Ai critici, tra i quali il professor Sartori, che lo considerano troppo
simile al sistema salico, Berlusconi ha replicato che di fronte al
rifiuto di trattare non solo non si sarebbe arreso, ma avrebbe
rilanciato con una terza proposta.
Teocratico
Il sistema teocratico, terza opzione di Berlusconi, prevede la nomina di
un Imperatore a vita. "Per prevenire la stucchevole obiezione che anche
questa mia terza proposta è identica alle altre", spiega Berlusconi, "ho
però fatto introdurre dai miei costituzionalisti la variante Amon-Ra:
l'imperatore, questa volta, non è eletto per diritto divino per il
semplice fatto che egli stesso incarna la divinità. Dunque si autonomina".
Negativo il giudizio di Vanni Sartori.(L'espresso n. 2/2008)
Il Decameron di Luttazzi

di Emanuele Martorelli,
" L'uso
che Biagi e, come si chiama quell'altro..Santoro...no, l'altro...Luttazzi,
hanno fatto della televisione pubblica pagata coi soldi di tutti è un
uso criminoso". Le parole, pronunciate dall'allora presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi, sono seguite da una pernacchia. Nel pieno
stile del comico romagnolo, e cioè senza mezzi termini e con il chiaro
intento di operare una selezione all'ingresso, si è così aperto il nuovo
programma di Daniele Luttazzi, "Decameron", che sottotitola "religione,
sesso, politica e morte", tanto per stare tranquilli sui contenuti.
"Dire che la Rai è in crisi è
come dire che sul Titanic c'era un rubinetto che perdeva". Si spara a
zero su tutto e tutti, anche di più. All'annuncio di un'intervista con
il presidente della Rai entra un bambino camuffato da Petruccioli al
quale il comico rivolge una surreale intervista. "Che novità ci sono nel
palinsesto Rai?", chiede ad un certo punto. La risposta del
bambino-Petruccioli è categorica: "Non lo so perché io alle 21.30 devo
andare a letto". Il Vaticano e la Chiesa non vengono risparmiati, i
fatti di cronaca recenti sono sintetizzati all'interno di un siparietto
tra sofisti ambientato nell'antica Grecia: "I preti che molestano i
bambini vanno all'inferno? No, vanno a Los Angeles, dove la diocesi ha
sborsato 660 milioni di dollari per risarcire le vittime. Il Vaticano è
quello che non paga le tasse, la Chiesa cattolica è quella che incassa
l'8 per mille. La pedofilia tocca solo alle chiese locali". Il governo
Prodi ne esce mortificato, l'affondo è in larga parte dedicato
all'attuale maggioranza, perché per Luttazzi la "squallida alternativa"
rappresentata dall'opposizione si è già pienamente palesata durante i
cinque anni di governo. Fortunatamente non siamo di fronte ad un
atteggiamento bipartisan o peggio a frecciatine e atteggiamenti da par
condicio: gli affondi vanno al punto, di chiunque e qualunque cosa si
parli. Luttazzi è uno dei pochi comici a ricordare che la satira è per
sua natura scorretta, e ad offrire una risposta inversa ed esponenziale
rispetto ad un attacco che purtroppo oggi costringe molti tra quelli che
fanno il suo mestiere a schierarsi direttamente in trincea (fa una
valutazione positiva sull'operato della finanziaria proposta da Padoa
Schioppa e ci ricorda che oggi le critiche vengono mosse da un certo
signor Tremonti, due volte Ministro dell'economia durante lo stesso
governo).
La sensazione è che la prima
puntata sia stata una sorta di "riassunto" di questi anni che in alcuni
brevi tratti, dati i tempi stretti e televisivi, ha rischiato di
scivolare nell'arringa. Come se, in qualche modo, si sia offerta al
pubblico una buona panoramica del programma prossimo a venire: una sorta
di prova generale con sfogo annesso. Il problema è riconducibile al
clima che il precedente governo ha finito per instaurare con la satira e
che ha costretto molti comici all'autodifesa. Va detto infatti che in
una situazione normale, un comico avrebbe avuto tempo e modo per
dilazionare tale risposta nel tempo: per evitare insomma di far gridare
i soliti critici (già all'attacco) al vittimismo. Ma in una situazione
normale un presidente del Consiglio non avrebbe di certo potuto epurare
qualcuno dalla televisione per aver riportato atti giudiziari reali (non
alterati, come fu detto) che erano sotto gli occhi di tutti (molti
tralasciano il fatto che i media fossero assenti alla vittoria di
Luttazzi in tribunale). L'effetto bavaglio rischia insomma di fare il
gioco di chi lo mette: una volta tolto si vuol dire tutto il male subito
e subito, e spesso si cade nel meccanismo dell'autodifesa.
Per fortuna però, Luttazzi si
distingue da molti colleghi per la capacità di concentrare in breve
tempo una quantità di idee che altri dilazionerebbero fino alla morte.
Non ammicca, non fa imitazioni e non usa alcun filtro. E' uno dei pochi,
smaltita l'ira, a saper ancora far ridere rimanendo fermo davanti ad una
telecamera e a dividere il pubblico, a saper mescolare diversi tipi di
umorismo. E' uno dei pochi ancora in grado di forzare i limiti del
cosiddetto ‘buon gusto' imperante nel nostro Paese (non a caso ha citato
più volte Lenny Bruce come riferimento artistico). La modalità con cui
si muove è quella dissacratoria che lo contraddistingue e che rimane
indigesta ai più, con diversi richiami in questo caso allo stile del
Flying Circus dei Monty Python. Seppure diverso materiale sia stato
ripreso da spettacoli già presentati (per chi lo ha seguito in questi
anni a teatro alcune parti della trasmissione erano già note), il comico
continua ad eccellere nella battuta fulminante e nei contenuti surreali.
La speranza è che, insomma, i conti con l'editto bulgaro siano stati
definitivamente (e giustamente) chiusi con la prima puntata dopo cinque
lunghi anni di silenzio. Una svista notevole sono invece gli applausi
preconfezionati: scelta incomprensibile da parte di chi ha sempre
proposto una televisione in netta antitesi con il modello trito e
imperante proposto, ad esempio, da un Antonio Ricci. Nella sigla finale
è stato riproposto il video di "Money for Dope", bel brano tratto dal cd
omonimo firmato proprio da Luttazzi.
Incredibilmente, il programma
non sembra ancora aver suscitato tutte le polemiche che ci si aspettava
sollevasse, ed è stato puntualmente ignorato dal mondo politico alle
prese per ora con un altro comico (la situazione in questo paese sta
diventando comica di per se). Ma, a ben vedere, non potrebbe essere
altrimenti: per prendere in considerazione gli argomenti trattati da
Luttazzi bisognerebbe parlare di pedofilia all'interno del Vaticano
(senza essere additati come blasfemi o miscredenti), di flessibilità
(senza essere additati come bamboccioni), dei danni della legge Biagi
(evitando il meschino meccanismo per cui criticando tale legge si viene
indicati come complici dei terroristi) nonché di quelli della
Bossi-Fini, dell'impasse e di rimpasti dei partiti e di molte, molte
altre cose. In una situazione normale, si diceva, sarebbero di comune
amministrazione per qualsiasi politicante. Oggi sono materiale per
alcuni comici e, bene che vada, da terza serata.
Bentornato, Daniele Luttazzi.(AprileOnline 7 novembre 2007)
Luttazzi amari
IO, L'ULTIMO COMUNISTA,
PARLO CONTRO GRILLO E I
QUALUNQUISTI DELL'ETERE (BONOLIS, FAZIO, BIGNARDI, BAUDO) - IL PIDÌ?
INEVITABILE STRONZATA - SU LA7 MI DANNO CARTA BIANCA, MA NON DIFFAMERÒ
NESSUNO.
di Rodolfo Di Giammarco per "la Repubblica - Roma"
Torrentizio, caustico, indignato ed esilarante, Daniele Luttazzi chiude
la tournée del suo Barracuda 2007 con due repliche in programma venerdì
e sabato al Granteatro, e poi, come noto, ridiventerà un attore virtuale
con audience televisiva e trasmissione in proprio su La7, a partire dai
primi di novembre.
Il titolo dell'impresa teatrale, Barracuda, fa esplicito riferimento al
monologo che lei aveva già costruito e portato in giro nel 1999. L'ha
aggiornato tutto o solo in parte?
«La componente surreale, una chiave che m'appartiene per natura, è
rimasta la stessa. La zona della satira, che viene per seconda,
ovviamente cambia in relazione ai tempi».
Qual è l'attualità che nello spettacolo lei "morde" più volentieri?
«Il quadro d'assieme, la politica del governo Prodi (di cui però
sottolineo una cosa buona). I toni e gli argomenti sono anche una
risposta a chi mi chiede perché ho votato centrosinistra»
Perché?
«Semplicissimo. Avevo ben presente la SQUALLIDA alternativa»
E dove va ancora a parare, con la satira?
«Analizzo l'operato dei ministri, di alcuni in particolar modo, e parlo
di Grillo, dell'Afghanistan, della tv e del qualunquismo degli eroi
dell' etere...».
Esempi?
«Riporto frasi da dichiarazioni documentate. Bonolis che dice "Non sono
né di sinistra né di destra, non me ne po' frega' de meno", Fabio Volo
che esclama "Sono fiero d'essere qualunquista", Fabio Fazio che
afferma "Al pubblico non interessano le opinioni politiche", e poi Daria
Bignardi, Baudo. Ce n'è per tutti».
Chi salverebbe?
«No comment. Perché avvantaggiarlo?».
Dirà la sua idea sulla nascita del Partito Democratico?
«Come no. È un'inevitabile stronzata. Mi spiego. "Inevitabile" perché
tutto il blocco industriale, politico e mediatico italiano spinge in
questa direzione, che tagli fuori la sinistra pacifista (chiamata
radicale).
"Stronzata" perché Fassino ha presentato il Pd annunciando che sarà in
sintonia con la società, mentre il comunismo nacque come critica del
capitalismo, critica di cui c'è bisogno tanto più oggi che è stato preso
a riferimento il precariato di massa».
E si sta preparando al ritorno in tv su La7? Come lo gestirà?
«Saranno dieci puntate su attualità e satira di costume, con sketch
realizzati assieme ad attori e attrici non comici, di teatro. Non muterò
l' impostazione che ho a teatro. Avrò la stessa libertà, ferocia e
grazia. Mi danno carta bianca, non controlleranno i testi. E io non
diffamerò nessuno. Due canzoni del mio disco "School is boring" faranno
da sigla d'apertura e di chiusura».
Dagospia 10 Ottobre 2007
Luttazzi torna in Tv
E di Emanuele Martorelli
Suoni
& parole Fine dell' "editto bulgaro" che sei
anni fa allontanò dalla televisione, oltre ad Enzo Biagi
e Michele Santoro, anche il celebre comico, che tornerà
in autunno nel palinsesto di La7 con una trasmissione in
seconda serata.
"Ah,
a proposito, non lo sanno neanche i miei dirigenti che
sono qui, perché non ho avuto nemmeno il tempo di
comunicarglielo, ma dal prossimo autunno Daniele
Luttazzi torna in tv e torna da noi". A sorpresa il
direttore di La7 e amministratore delegato di Telecom
Italia Media Antonio Campo ha annunciato, quasi
distrattamente, il ritorno sugli schermi del comico nel
corso di una conferenza di presentazione del palinsesto
della rete. "Si tratterà di dieci appuntamenti in
seconda serata dove Daniele sarà libero di poter dire e
fare quello che vorrà", ha spiegato Antonio Campo. "La
nostra è una televisione che per certi versi definirei
anarchica dove però ognuno deve prendersi le proprie
responsabilità sia per quello che dice sia per quello
che fa. Ero certo che Daniele dovesse tornare in
televisione e per molti anni mi sono chiesto come mai
non accadesse. A me fa ridere, mi diverte e trovo che
uno come lui non possa mancare dall'etere italiano.
Visto che dopo sei anni di esilio nessuno si decideva a
ingaggiare l'attore, una sera l'ho chiamato e gli ho
proposto di venire da noi. Lui ha accettato volentieri,
anche se in questo momento non posso dire ancora che
cosa farà perché siamo ad uno stato embrionale. Credo
sarà una trasmissione tipo Barracuda o Satyricon. Voglio
però aggiungere che secondo me Daniele ha già pagato
abbastanza per quello che ha fatto".
Che cosa ha
fatto Luttazzi? L'intervista incriminata è quella che
portò Marco Travaglio a Satyricon nel 2001 dedicata
all'apparato berlusconiano, giudicata inopportuna perché
a ridosso delle elezioni, ma che purtroppo non portava
al suo interno alcuna invenzione o menzogna (al di là di
tutto, un personaggio come lui rimane scomodo per
qualsiasi fazione politica perché non sottoponibile a
bavagli di alcun tipo). Ma si sa, oramai il nero su
bianco conta molto meno delle famose smentite scagliate
dai telegiornali anche a fronte di prove televisive (la
formula ricorrente è "le parole sono state estrapolate
dal contesto": di solito funziona sempre). Poi l'editto
di Sofia, dove Berlusconi decreta l'epurazione del
comico.
L'atteggiamento
della nostra politica da allora è stato quello di
ridurre ad esule ogni voce dissonante che non fosse in
linea con le pantomime sul rapporto di coppia o con le
torte in faccia ai politici offerte in prima serata dal
Bagaglino. Un atteggiamento che ha mantenuto fissa
l'idea espressa da Mario Landolfi di An che proprio al
comico indirizzò una frase che altro non era se non una
precisa dichiarazione d'intenti e di orientamenti: "Luttazzi,
si ricordi che la satira deforma, non informa". Un
atteggiamento esteso anche al di là del discorso sui
comici, che in Europa ha suscitato spesso sdegno e
polemiche: così, se all'Europarlamento Rocco Buttiglione
lanciava anatemi religiosi sull'orlo di un
fondamentalismo di matrice cattolica e per questo
‘invitato' alle dimissioni, gli esponenti leghisti
venivano cacciati dall'aula mentre gridavano insulti
riferiti proprio al nostro paese, e Berlusconi si
avventurava in un pezzo di satira destinato al deputato
tedesco Schulz (da lui definito "Kapò"), diverse testate
qui in Italia ne hanno fatto dei martiri da
‘persecuzione rossa', costantemente invocata quando ad
essere presi di mira sono gli esponenti del governo di
centrodestra e prontamente parafrasata quando invece
l'attacco è rivolto alla coalizione di centrosinistra
(perché la satira, con buona pace di questi signori, non
è mai figlia di atteggiamenti monocromatici: gli unici
veri attacchi satirici al centrosinistra vengono fatti
proprio da quei comici ritenuti militanti).
Per tutta
risposta, gli esponenti del governo Prodi non hanno
fatto altro che allinearsi alla tendenza di prendere le
distanze da qualsiasi frase scomoda da parte di chi fa
satira, avallando così una condizione oramai diffusa nel
nostro paese che identifica con il buongusto e la
correttezza politica l'assoluta mancanza di critica e di
contenuto. E che permette l'uso di terminologie fino a
qualche anno impensabili da parte degli esponenti di
Stato e del Governo (quand'è che a rappresentanti
politici ed ecclesiastici è stato concesso con tanta
facilità di definire ‘terroristi' alcuni comici?).
Forse è bene ricordare che gli episodi di censura
immotivati sono stati anche altri nel periodo che
riguarda il governo Berlusconi: tra i più clamorosi c'è
sicuramente quello di Carlo Lucarelli (né comico, né
tanto meno schierato), che si è visto cancellare una
puntata di Blu Notte dedicata alla Mafia perché
"giudicata inopportuna" dall'esecutivo Rai di allora che
motivò la scelta con un comunicato del seguente tenore:
"il programma non è stato riconosciuto dall'azienda come
una trasmissione informativa riconducibile alla
responsabilità di una testata giornalistica, come
previsto dalla legge sulla par condicio e dalle
disposizioni della Commissione parlamentare di
Vigilanza". La puntata di Blu Notte in questione operava
una panoramica sulla "trattativa di apparati dello Stato
e di certe forze politiche con Cosa Nostra". Al suo
posto fu programmato un film con Clint Eastwood
intitolato "Impiccalo più in alto".
Questa si che è satira.(AprileOnline 17 luglio 2007)
Occorre una spallata
Ridiamoci
su...
La magistratura che mangia i
bambini e che trama complotti. Per questo si scelse
Previti come ministro della Difesa, per creare un
baluardo contro di essa. Oggi, il pericolo è ancora in
agguato...
di
Pangloss
Hai
capito finalmente perché Previti era stato nominato
ministro della Difesa...
Ma, veramente...
Ma è evidente: occorreva organizzare una difesa contro i
magistrati eversori, complottardi, estremisti e spesso
anche mangiatori di bambini...era un dovere primario per
la nostra democrazia... una questione di principio..
anche per difendere l'infanzia, la famiglia...
Ma, veramente...
Non incominciamo con i se e i ma, su queste questioni
non si può scherzare. Avrebbe dovuto essere nominato
ministro della Giustizia ma Scalfaro ha fatto le bizze...è
ovvio, anche lui è un ex magistrato, figurati...
Comunque anche come ministro della Difesa ha fatto un
ottimo lavoro.
Ma, veramente...
Ne vuoi la prova? Appena hanno potuto i magistrati lo
hanno condannato e, non contenti, lo hanno escluso dai
pubblici uffici. E' stato votato democraticamente dal
popolo italiano ma quelli se ne fregano del volere del
popolo..
Ma, veramente...
Ne vuoi un'altra prova?. Eccola: il Parlamento italiano
approva la legge Cirelli e loro, con un cavillo,
riescono a condannarlo lo stesso. Eppure il senso di
quella legge era chiaro. Il fatto è che di quelli non ti
puoi mai fidare, nemmeno se interviene il Parlamento.
Questa storia della divisione dei poteri mi sembra un
po' arcaica....
Ma, veramente...
No, mio caro qui ci vuole una bella spallata e poi una
bella riforma incominciando dal CSM, hai visto, tutti
d'accordo nel denunciare il Sismi, hai capito!!! Il
nostro servizio segreto militare invece di ricevere
l'encomio viene messo anche lui sul banco degli
imputati. A che punto siamo arrivati!.
Ma, veramente...
Dai retta a me, la prossima volta non faremo più i
garantisti. Qui, con questa scusa del garantismo,
finiscono in galera solo i galantuomini. C'è gente che
per difendersi da questi soprusi è costretto a spendere
milioni di euro. Ti sembra giusto?. Uno lavora, si da da
fare, sistema la famiglia, gli amici e poi arrivano
questi magistrati!. Gente che non fa nulla tutto il
giorno se non complottare e riempire pezzi di carta. Si
è cercato di limitare almeno l'uso delle fotocopie, ma
ci vuole ben altro!
Ma, veramente...
E poi sai che ti dico?. Questa storia delle
intercettazioni fatte dai magistrati non mi convince.
Chi è che deve sapere tutto?. Il Governo altrimenti che
governo è!?. Come fa a sapere cosa pensa, cosa vuole
veramente la gente se non può ascoltarla quando si
parlano liberamente tra di loro?. I sondaggi vanno bene
ma c'è sempre il dubbio che la gente non ti dica quello
che effettivamente pensa.
Ma veramente...
E poi l'informazione, si dice che la gente deve sapere
tutto e da tutti. Ma poveretti, dovrebbero passare tutto
il giorno, e non basterebbe, a leggere tutte le scemenze
che si scrivono. Ci vuole pur qualcuno che li aiuti, che
faccia una selezione, che dica "attenti, quello l'ho
sentito, è uno sinistro, cioè della sinistra...",
qualcuno che eviti la diffusione di informazioni
dannose, scandalose. Insomma c'è proprio un gran lavoro
da fare. Intanto occorre reagire a questa storia del
Sismi e di Previti. Per incominciare sarebbe opportuno
dedicargli una via, una piazza o un palazzo. Anche se da
vivo non si usa più, in altri tempi questo era normale!
Poi vediamo, certo è urgente una bella spallata .....
Ma, veramente... (AprileOline 7 luglio 2007)
Con Veltroni cambia tutto
L'amaca
di Michele Serra
"Con Veltroni in campo per il centrodestra cambia tutto", dice
Gianfranco Fini. L'esatto opposto di quanto sostiene Berlusconi, per il
quale "per il centrodestra non cambia niente" e Veltroni è "un ferro
vecchio". Basta la totale distonia di queste due dichiarazioni per dare
ragione a Fini: se non cambia tutto, è
già cambiato molto, a cominciare dallo stridente disaccordo tra i due
capi dell'opposizione.
Che si tradurrà, presto, in un evidente problema di leadership.
Berlusconi ha giornali e giornalisti, medici ed estetisti quanti ne
bastano per simulare la sua immortalità fisica e politica. Ma in un
paese invecchiato e in piena ansia di ricambio come questo, la sfida
elettorale tra un settantenne e un cinquantenne darebbe a quest'ultimo
un vantaggio notevole, così notevole che rischia di azzerare l'attuale
gap dei sondaggi in favore della destra. Le grandi manovre per trovare
un successore di Berlusconi sono già cominciate: lui lo sa e per mettere
le mani avanti sparla di Montezemolo. Più difficile sarà trovare un
succedaneo dei suoi soldi, smisurato strumento di propaganda e di
seduzione, e vera fonte del carisma del Capo plutocrate. Visto che si
dice che di sinistra, ormai, sono solo i radical-chic (e dunque in
Italia ci sono quasi venti milioni didi rradical-chic),
sarà interessante vedere se il popolo di destra è disposto a fare la ola
anche a un leader meno abbiente. (la Repubblica, 26/6/2007)
Il Presidente della Repubblica è
comunista?
L'amaca
la Repubblica, 20/6/2007L'Amaca
di Michele Serra
Il
neosindaco di Verona, il leghista Flavio Tosi, dev'essere il tipico
italiano furbo. Non vuole nel suo ufficio la foto del presidente della
Repubblica perché è "un comunista", e i comunisti, anche se sono tra i
padri fondatori della Repubblica e della Costituzione, per quelli come
Tosi sono oggetto di un pogrom ideologico in piena regola. Ma per non
dare l'idea di essere un eversore, o un rozzo che calpesta le buone
regole istituzionali, il furbo Tosi vuole appendere al muro la foto di
Sandro Pertini, perché "lui sì che incarna l'unità della nazione".
Sarebbe molto meglio se il sindaco lasciasse vuoto quel pezzo di muro:
darebbe almeno l'idea, coerente, di uno che schifa allegramente le
regole, un seguace del "me ne frego" come molti tra i suoi animosi
compagni di partito. E non userebbe proditoriamente la faccia di Pertini,
che non è più in condizione di ribellarsi, come foglia di fico della
propria scelta sgradevole, e offensiva per molti italiani. Pertini non
avrebbe gradito. Era uno di quegli antifascisti antichi, e tutti d'un
pezzo, che consideravano lo Stato e le sue istituzioni come una
conquista da difendere e onorare. Sarebbe il primo a rimettere al suo
posto la fotografia del presidente in carica. Tosi lo lasci in pace. Non
è roba sua.(La Repubblica 20 giugno 2006)
Se Cofferati fosse del clero
L'amaca
di Michele Serra
Le
scritte murali e le minacce epistolari contro monsignor Bagnasco hanno
avuto un rilievo politico e giornalistico infinitamente maggiore
rispetto alle minacce brigatiste (attendibili) contro Sergio Cofferati,
culminate l'altra notte in un attentato incendiario sotto la casa del
suo portavoce. Se ne deduce che in questo paese fare il sindaco è meno
rilevante che fare il vescovo, ulteriore segno del clima neo-guelfo
degli ultimi due o tre anni. Toccherà dunque ricordare, in questo spazio
ghibellino suo malgrado, che il solo nome
di Bologna dovrebbe invece fare sussultare le autorità di ogni ordine e
grado e mobilitare i giornali. Bologna è stata il bersaglio prediletto
dei bombaroli neri, è l'ultima sede di un assassinio brigatista (quello
di Marco Biagi) e la sua storia civica gronda di sangue e di dolore. è
la città martire del terrorismo, titolo non retorico ma statistico.
Forse per accendere qualche riflettore in più sul pessimo clima
bolognese di questi giorni, l'unica speranza è ricordare che Bologna è
considerata, anche, la vice-capitale del Papato. Cofferati invochi San
Petronio e raccomandi alle istituzioni le radici cristiane della città:
avrà qualche speranza in più di essere protetto almeno quanto il vescovo
Bagnasco.(la Repubblica, 19/5/2007)
La nuova e grande famiglia
Compagno/aAmico/a lettore
di Left, l'articolo che vai a compulsare rappresenta per te una grande
occasione. Perché è inutile girarci intorno: col Partito democratico
siamo entrati tutti a far parte di una nuova e grande famiglia. Quale
migliore occasione di santificarla con una bella capatina al Family Day?
Però affrettati. Le adesioni fioccano. I biglietti latitano. Gli
organizzatori prevedono più folla che al prossimo concerto di Vasco, e
addirittura più gente che al prossimo Consiglio dei ministri.
Ritaglia perciò subito il pratico coupon che trovi in fondo alla pagina
e conferma quanto prima la tua presenza alla segreteria organizzativa:
Family Day, c/o Paola Binetti, via del Concilio di Trento 1563, Roma.
Oppure scarica il modulo dal sito ufficiale della manifestazione:
www.lefigliedimariasonleprimeadarlavia.com. Poi, segui le
istruzioni. E anche tu potrai dire: "Qualcuno ha il telefono di Fabio
Mussi?".

COME ARRIVARE
Come in occasione del Giubileo, Walter Veltroni ha predisposto per i
pellegrini il massimo dell'assistenza. Le auto saranno accolte
all'ingresso in città da appositi volontari che le indirizzeranno in tre
ordini di parcheggi: famiglie (dietro al palco di piazza San Giovanni),
single (nei pressi del grande raccordo anulare), coppie di fatto (fuori
Viterbo). Gli organizzatori hanno comunque fatto sapere che la Santa
Sede preferirebbe mezzi alternativi: treni - secondo una recente
revisione evangelica, un viaggio con Trenitalia equivale in termini di
salvezza dell'anima a due settimane di cilicio - e aerei. La compagnia
scelta per i voli speciali è tedesca: la RatzingAir.
CON CHI ARRIVARE
Ma con chi preferisci, ovviamente. A dispetto dei facili pregiudizi, il
Family Day è infatti un avvenimento inclusivo, aperto anche a chi ha
deciso di trascorrere l'eternità tra le fiamme dell'inferno. Le recenti
posizioni contro i Dico del rabbino di Roma, Di Segni, hanno tra l'altro
gettato un ponte definitivo tra le due culture: Vecchio o Nuovo
Testamento non importa, l'importante è che l'erede fosse regolarmente
sposato.
COSA PORTARE
La famiglia, innanzitutto. Chi ne avesse più di una, come Silvio
Berlusconi, verrà invitato a scegliere prima di mettersi in viaggio. Chi
l'avesse smarrita, come Pier Ferdinando Casini, potrà richiederne copia
alla segreteria. Non vanno bene famiglie di altri, né il tipo di
famiglia con cui intendeva presentarsi Marcello Dell'Utri. Ogni
manifestante riceverà in omaggio una maglietta con la scritta "Non
possumus" e una bomboletta spray con la quale potrà andare a scrivere
"Andrea Rivera, per te non viene sera" sui muri di una Casa del popolo a
scelta.
I CONDUTTORI
Com'è noto, la conduzione della giornata era stata inizialmente affidata
a Gerry Scotti e Giovanni Mucciaccia, quello di Art Attack. Scotti è
stato accantonato dopo aver proposto di iniziare la manifestazione con
la frase «Credo in un solo Dio padre onnipotente, l'accendiamo? ». A
Mucciaccia sarebbero invece stati fatali gli occhiali: com'è noto sin
dai tempi di Bonifacio VII, con troppo "Fai da te" si è sempre diventati
ciechi. Alla fine la scelta è caduta su Paola Rivetta, giornalista del
Tg5, e Alessandro Zaccuri dell'Avvenire. Almeno fino a quando non si
verrà a sapere che i due da anni intrattengono una bollente relazione
sadomaso: la Rivetta tortura Zaccuri leggendogli la rubrica di Carlo
Rossella sul Foglio.
CHI C'È AL FAMILY DAY
Hanno ufficialmente aderito: Associazione italiana guide e scouts
d'Europa, Associazione medici cattolici italiani, Acli, Azione
cattolica, Maschere dei cinema per il Cattolicesimo, Cammino
neocatecumenale, Gruppo interconfessionale sacerdoti col riporto, Centro
sportivo italiano, Centro italiano femminile, Centro varie ed eventuali,
Blockbuster, Coldiretti, Comunione e Liberazione, Inter Club Giacinto
Facchetti di Locate Triulzi, Comunità di Sant'Egidio, Comunità di San
Siro, Comunità dello Stadio delle Alpi, Consulta nazionale aggregazioni
laicali, Centro italiano per la salvaguardia degli enti inutili,
Copercom, i fans del cantante Michele, Movimento cristiano lavoratori,
Autogrill per l'Europa, Misericordie d'Italia, Movimento per la vita,
Vita per il movimento, Retinopera, Pretinopera, Rinnovamento nello
Spirito Santo, Udeur, Udeur secondo estratto, Unione cristiana
imprenditori e dirigenti, Benzinai per il Concordato, Unione giuristi
cattolici italiani, Intimissimi, Unitalsi, Anas, Aiscat, Società
Autostrade. Ancora in forse la collaborazione dei gestori Agip.
CHI NON C'È AL FAMILY DAY
Al Family Day non parteciperanno tutte quelle componenti della sinistra
italiana che hanno sempre saputo mantenere la schiena dritta e non
scendere a facili compromessi su temi come la laicità, la separazione
tra Stato e religione, l'autodeterminazione dei comportamenti
personali. Al momento di andare in macchina, risponde a questi requisiti
il solo geometra Gian Bernardo Piroddi, di Cagliari, che però giusto
ieri è incappato per errore nell'ascolto di Radio Maria e, dopo esserne
rimasto ipnotizzato per oltre cinque ore, starebbe pensando di
convertirsi all'adorazione di un enorme vaglia postale.
IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA
Ore 8 Breve saluto ai presenti di S.E. cardinale Angelo Bagnasco.
Ore 8.15 Brevi gestacci agli assenti di S.E. cardinale Angelo Bagnasco.
Ore 9 Conferenza Seminario: "Lasciate che i bambini vengano a me, ne
siamo proprio sicuri? Il caso della Chiesa Usa". Ne discutono Giuliano
Ferrara e
Ritanna Armeni. Coordina Giuliano Ferrara. Con Padre Ralph.
Ore 10 Tavola rotonda Seminario: "Cattolici e sindacato: porgi l'altra
chiappa". Coordina Savino Pezzotta. Intervengono Luca Cordero di
Montezemolo, Marcello Pera, Michela Brambilla, e la sua grossa frusta.
Ore 11 Incontro Seminario: "L'integralismo islamico: se ci impegniamo
possiamo fare di più?". Con Magdi Allam.
Ore 11.30 Coffee break.
Ore 11.45 Ostia break.
Ore 12 Cerimonia del figliol prodigo: Francesco Rutelli, indossando la
maglietta "Sono partito democratico e torno indietro bigotto", sale sul
palco per dare alle fiamme un'enorme foto di Francesco Rutelli quando
era radicale. Poi racconta che per espiare le colpe della gioventù ha
persino sposato la Palombelli.
Ore 13 Rogo di altri documenti impuri: un reggiseno trafugato a Franco
Grillini, un Pacs importato clandestinamente dalla Francia, l'agendina
di Franco Califano.
Ore 13.30 Intermezzo musicale con il coro delle Guardie Svizzere, che
per la prima volta cantano "Chi ha ammazzato il capitano Estermann".
Ore 14 Convegno Seminario: "L'omosessualità è contro la morale cattolica
e so quello che dico". Conduce don Gianni Baget Bozzo.
Ore 14.30 Workshop Seminario: "Tv e religione: i miracolati". Conduce
Lorena Bianchetti.
Ore 15 Convention Seminario: "La conoscenza carnale secondo la dottrina
di Santa Romana Chiesa: verso i Famolo Day". Conduce Claudia Koll.
Ore 16 Incontro Seminario "La Storia siamo Voi: se fosse vero
l'evoluzionismo, come si spiega Mario Borghezio?". Conduce Giovanni
Minoli.
Ore 18 Kermesse delle Madonnine che piangono. Conduce Giovanna Melandri.
Ore 20 Gran finale con lo "Show della famiglia". Presenta Irene Pivetti
con lo pseudonimo di Vandea Osiris. In scaletta, il grande ritorno di
Frate Cionfoli, i Cugini della campagna per la vita, Gabriella Carlucci
arrivata sul palco direttamente in macchina, Peppino di Capri, Clemente
da Ceppaloni, il comico Martufello con alcune delle sue celebri
storielle ("Un musulmano entra in un caffè. Bum") e la cabarettista Rosy
con i suoi celebri calembour: "Più che Dico, Direi".
Ore 24 Novena per il miracolo della moltiplicazione dei presenti: 1
milione secondo gli organizzatori, 100 milioni secondo la Questura. _
Luca Bottura per "Left" (luca@bottura.net -
gago.splinder.com)
BESTIARIO FAMIGLIARE
A cura di Marco Cappato per "Left"
«Sarà un gesto profetico di popolo».
Savino Pezzotta (portavoce Family Day) 9 maggio 2007
«Della partecipazione o meno dei gay non frega niente a me, ma penso che
non gliene freghi nulla nemmeno a nessuno del popolo italiano».
Roberto Calderoli (vicepresidente Senato, Lega Nord) 9 maggio 2007
«Cercare di impedire di parlare alla Chiesa è un atto di violenza e
l'espressione di un nuovo totalitarismo».
Rocco Buttiglione (presidente Udc) 30 aprile 2007
«Quello delle violenze in famiglia è un dato preoccupante se guardiamo
alla distribuzione regionale, in considerazione del fatto che in Emilia
Romagna, dove governano i compagni da 50 anni, c'è il maggior tasso di
violenza familiare sulle donne».
Luca Volontà (capogruppo Udc Camera dei Deputati) 5 aprile 2007
«Se ancora non si è capito, essere culattoni è un peccato capitale».
Roberto Calderoli (Lega Nord) 31 marzo 2007
«La foga della battaglia con la Chiesa ha spostato i Dico su toni di
estremismo omosessuale».
Lucia Annunziata (giornalista) 25 marzo 2007
«Senza figli non esiste la famiglia».
Rocco Bottiglione 14 marzo 2007
«È meglio che un bambino stia in Africa con la sua tribù, piuttosto che
cresca con due uomini o con due donne, con genitori gay».
Rosy Bindi (ministra delle Politiche per la Famiglia, Margherita) 12
marzo 2007
«Ora capisco perché mia madre da ragazzino non voleva mandarmi al
cinema. Temeva facessi brutti incontri, perfino in quel cinemetto in via
dei Prefetti, dove ti davano anche la merenda».
Giulio Andreotti (senatore a vita) 2 marzo 2007
«Le coppie gay sono costituzionalmente sterili».
Angela Carfagna (Forza Italia) 16 febbraio 2007
«Nessuna legge può sovvertire la norma del Creatore».
Joseph Ratzinger (Benedetto XVI) 11 febbraio 2007
«Altre forme di convivenza sono di serie B rispetto alla famiglia».
Pierferdinando Casini (leader Udc) 6 febbraio 2006
«I gay sono tutti dall'altra parte».
Silvio Berlusconi (leader Cdl) 5 febbraio 2007
«Di famiglia il nostro popolo ne conosce una soltanto, ed è quella che
si vede nel presepe».
Umberto Bossi (segretario Lega Nord) 15 dicembre 2006
«Se cresce il mio partito non ci saranno né pacs, ne pics ne pocs».
Clemente Mastella (Ministro della Giustizia, Udeur) 5 aprile 2006
Dagospia 11 Maggio 2007
La manovra contro Berlusconi
L'amaca
di Michele Serra
Ponendo fine a un preoccupante periodo di silenzio, ieri Sandro Bondi ha
ripreso la parola per dire che una eventuale legge sul conflitto di
interessi sarebbe una manovra ad personam contro Berlusconi. Ho come
l´impressione che l´abbia già detto. Diciamo un paio di centinaia di
volte, tante quante Nilla Pizzi ha cantato in pubblico "Edera" e la Rai
ha replicato Mary Poppins sotto Natale.
In termini tecnici, si chiama repertorio. Si ricorre al repertorio
quando si vuole andare nel sicuro. Il pubblico è contento perché si
sente a casa, l´artista si rilassa, e si evita quell´eccitante ma
insidiosa tensione insita in ogni novità. Così possiamo essere certi
che, insieme alle repliche di Mary Poppins e agli evergreen delle nostre
vecchie glorie, sentiremo fino alla fine dei nostri giorni Sandro Bondi
che mette in guardia contro ogni tipo di legge sul conflitto di
interessi, perché sarebbe una manovra ad personam contro Berlusconi. Noi
avremo la dentiera e un plaid sulle ginocchia, Bondi pure, Berlusconi
riposerà nel mausoleo di Arcore impagliato come Akenaton, e riudire il
vecchio ritornello ci farà capire due cose: che il nostro apparecchio
acustico funziona, e che nel frattempo nessuna legge sul conflitto di
interessi è mai stata approvata. (La Repubblica 5 maggio 2007)
Previti nostro che sei in
Parlamento
Speravo che
Bertinotti tra una comparsata da Fiorello e un
viaggio sul monte Athos trovasse il tempo.
O che i nostri dipendenti
presi
da un attacco di vomito lo cacciassero. Invece
Previti, condannato per corruzione di magistrati, è
ancora lì. Un cesso è un cesso, non si può cambiare la sua
destinazione. Ma ogni tanto va pulito,
disinfettato. Altrimenti, chi lo frequenta rischia di
prendersi una brutta malattia infettiva: la tangentite, la
corruttite, la previtite, la mastellite.
Il Parlamento può sicuramente sopportare la presenza di
Previti. E’ uno di loro. Ma io non posso. Non è un fatto
personale. Previti è un signore di una certa età che ha
passato la vita a proteggere lo psiconano nei tribunali.
Un’attività a tempo pieno, di responsabilità. Di
preoccupazioni. Ma il suo stipendio da parlamentare
non lo voglio più pagare. Il sigaro se lo paghi da
solo, non con le mie tasse.
Previti è un simbolo. Il simbolo dell’impunità. Della
legge uguale per i ricchi e diversa per
tutti gli altri. Se Previti rimane lì, ogni altro
parlamentare ne è responsabile. E dimostra che è peggio di
lui. Si nascondono dietro le procedure, le
priorità, gli accordi in commissione, la solidarietà di
partito. Previti fa sicuramente una figura migliore con la
sua spocchia, ostentata senza vergogna, di tutto il resto
del Parlamento. Tutti insieme appassionatamente. Chi tocca
Previti tocca ognuno di loro. Una proposta
per il Presidente della Camera. Apra le sedute con un segno
di pace e con una preghiera.
" Previti nostro, che sei in Parlamento,
sia santificato il tuo cognome,
venga il tuo regno,
sia fatta la volontà del tuo mandante
come alla Camera così in Senato.
Dacci oggi
la legge ad personam quotidiana,
rimetti le nostre corruzioni
come noi le rimettiamo ai nostri corruttori,
e se ci induci in tentazione,
salvaci con la prescrizione.
Amen."
(Beppe Grillo 5 maggio 2007)
Daniele Luttazzi a Rotocalco
televisivo
Silvia Fumarola per "la
Repubblica"
" La
ringrazio, dottor Biagi, per avermi invitato, perché è la prima volta
che mi capita di poter rispondere a domande, in Rai, senza tema di
essere "tagliato"». Inizia così la conversazione da "epurato a epurato",
tra Daniele Luttazzi, assente dalla tv da cinque anni per l´editto
bulgaro di Berlusconi, e Enzo Biagi, che l´ha invitato su RaiTre a
"Rotocalco televisivo". Non potrebbero essere più diversi, il
giornalista che non spreca aggettivi e il comico che usa le parole come
un bisturi. Caustico, informatissimo, Luttazzi è il più grande
divoratore di giornali e sentenze.
E infatti quando Biagi gli chiede perché i comici sostituiscono gli
editorialisti, risponde: «Il vantaggio è che facciamo ridere.
Commentiamo i fatti che accadono, per cui la gente li apprende, ne ride,
e mette la cosa in prospettiva... Ha paura della satira chi ha
qualcosa da nascondere... e a volte quello che c´è da nascondere è
una sovrastruttura che alimenta flussi di denaro o di idee».
Luttazzi riempie i teatri con Barracuda (il 3 sarà a Sanremo, il 4 e il
5 a Torino, a ottobre lo aspetta Genova, poi gran finale a Roma) e non
risparmia nessuno. Il 3 uscirà il nuovo libro "Lepidezze postribolari,
ovvero populorom progesso" (Feltrinelli). «Famiglia cristiana
definì "Lepidezze postribolari" il mio Satyricon, titolo fantastico.
Racconto gli ultimi due anni di vita italiana, una cornucopia di
delizie: religione, diritti civili pacs eutanasia, integralismo,
testimoni di Geova. Mancano gli Amish».
Allora, Luttazzi, com´è andata con Biagi?
«Volevo invitarlo io nel programma ma mi sono accorto che il programma
non ce l´ho. Da Biagi per la prima volta ho fatto un´intervista in Rai
senza paura di essere tagliato. Baudo nel suo programma 50 mi taglio
metà delle battute, poi disse che mi ero autocensurato con lui al
montaggio.
Figuriamoci».
Pensa che cambieranno le cose?
«Non cambierà un bel nulla, l´invito è personale ma la Rai non ha
sciolto il vincolo. Tre mesi fa ho detto no a Sanremo, non m´interessa.
Anche Santoro mi aveva invitato a far parte del programma, no grazie, se
torno lo faccio autonomamente».
Non ci sono margini?
«Non m´illudo: Petruccioli, Cappon e Leone, hanno espresso giudizi molto
negativi. Petruccioli, diessino, amico di Confalonieri, a Matrix ha
detto: "Luttazzi è troppo coprolalico". Ma la satira riduce tutto,
la merda... non ha letto Swift, mi arrendo. Il cugino di Petruccioli,
Oreste Scalzone, gli ha consigliato di riprendere Biagi e Santoro, ma
non me. Sono pericoloso anche per un ex terrorista».
Gli altri?
«Cappon, all´epoca mi convocò - c´era Freccero nella stanza -
chiedendomi di fare Satyricon "in modo blando". Che ridere. Leone alla
domanda: "Riprenderà Luttazzi?", ha risposto: "Non mi sembra siano
arrivate richieste in questa direzione". In realtà la Roma
politico-economico-mediatica è composta da clan, la logica è molto
particolare, paurosa, agiscono stando sulla difensiva».
Chi fa satira oggi in Italia?
«Grillo, i Guzzanti, Rossi, Hendel, Altan».
Paolo Rossi fa satira anche in tv.
«Sì però all´interno di un programma c´è chi garantisce per lui.
Affidate un programma intero a Paolo Rossi, fateglielo fare... Ci vuole
il controllo, dalla tv oggi escono opinioni pastorizzate, sai che noia».
Il successo a teatro l´ha ripagata del dispiacere di non fare tv?«La tv
non è un hobby, prevede competenza. Mi dispiace non esserci, ho quaderni
pieni di idee inutilizzati. La gente che viene a teatro farebbe audience
incredibili, "Satyricon" faceva guadagnare tre volte quello che costava.
Il vero motivo della censura fu l´intervista a Travaglio, i fatti
raccontati portarono a sentenze precise, penso al processo Dell´Utri.
Sono stato vittima del maccartismo. Un conto è dire: "Quel comico mi
annoia", un altro: "Non va più in tv". Non è democrazia. Lo scrive
Scalfari una volta sì una volta no nei suoi editoriali, ci dev´essere
del vero».
Nel suo spettacolo parla di politica.
«Mi occupo solo del governo Prodi. La più grande bugia è che quella in
Afghanistan sia una missione di pace, i nostri soldati sono nella catena
di comando del Pentagono e la missione di guerra è contraria
all´articolo 11 della Costituzione. Così nasce il dilemma di D´Alema, il
"dalemma" tra seguire la sinistra pacifista o restare amico di
Condoleeza Rice».
Vengono i politici a vederla?«No, è un buon segno».
(Dagospia 02 Maggio 2007)
Idee per un Pantheon democratico
Idee per un Pantheon democratico
di Michele Serra
Prosegue animata la discussione sul Pantheon del Partito democratico,
che dovrà riunire le icone care alle varie componenti. L'unica cosa
certa è che il Pantheon si farà comunque, anche se il nuovo partito non
dovesse nascere, perché è l'unica cosa davvero divertente uscita dalla
discussione pluriennale dei membri costituenti.
Il progetto dell'edificio è stato affidato a Renzo Piano, che ha in
mente una piattaforma galleggiante da attraccare nei vari porti
italiani. La famiglia Panini provvederà alle immagini autoadesive delle
diverse migliaia di icone candidate. Le icone, inserite nelle
tradizionali bustine in vendita in tutte le edicole, saranno selezionate
con il metodo delle primarie. Le doppie e le triple potranno essere
scambiate tra gli aventi diritto e chi riuscirà a completare l'album
sarà invitato, per premio, al primo congresso del Pd, quello di
scioglimento.
In attesa di scegliere le icone si infiamma il dibattito sui lumini. La
Margherita li vuole a tutti i costi, un cero acceso sotto ogni volto
sacro. I diessini sono contrari, ma pare che siano disposti ad accettare
un compromesso: un cero, però spento. Gli ulivisti della prima ora
insistono per il ramoscello d'ulivo.
Molti
vorrebbero una coccarda tricolore. Vannino Chiti lavora per una
soluzione unitaria: ogni volto sarà guarnito da un cero acceso, un cero
spento, un ramoscello d'ulivo e una coccarda tricolore, con luci
stroboscopiche, segnalatore acustico, una lastra commemorativa di marmo,
una gualdrappa di velluto rosso e un cicerone addetto a recitare ad alta
voce la biografia del personaggio.
Ma veniamo ai nomi. Veltroni propone Pizzaballa, da esporre anche in
carne e ossa perché vivente, e tutti i membri della famiglia Kennedy:
John, Bob, Ursula, Ethel, Jimmy, Henry, Billy, Max, Theodor, Vanessa,
Ramon, George, Teddy, Sammy, Jeff, Lou, Paffy, Mary, Leopold e Groucho
Kennedy. I teo-dem della Margherita chiedono come prima scelta San
Giovanni decollato, poi Maria Goretti, De Gasperi, Bartali e, nel punto
absidale dell'edificio, un assortimento di papi, schierati in formazione
tipo, metà in piedi metà accosciati. Berlinguer e Craxi, che tanto hanno
fatto discutere in questi giorni, saranno presenti in un fotomontaggio
mentre si passano la borraccia sui tornanti dello Stelvio. Bocciata
l'ipotesi di esporre anche le loro reliquie, proposte da numerosi
sensali ma di dubbia provenienza. Pare certo che quelle di Craxi siano
state trafugate dai suoi fan. In una cappella laterale verranno invece
raccolti i numerosissimi ex voto dedicati a Bettino, per grazia
ricevuta, da centinaia di assessori, appaltatori e finanzieri di tutta
Italia.
Gli altri nomi. Per fare solo i principali: Carlo Marx, Jimi Hendrix,
Totò, Pasolini, Anna Magnani, Aldo Capitini, don Milani, don Sturzo, don
Backy, Togliatti, Franchi e Ingrassia, Andreatta, Françoise Hardy, i
Beatles, Silvio Piola, il Quartetto Cetra, Nilde Iotti, Primo Levi,
Giulio Einaudi, Allende, Natalino Otto, Hegel, Engels, Sandro Penna, Che
Guevara, Domenico Modugno, Eduardo De Filippo, Seneca, Maradona, Rosa
Luxemburg, Fausto Coppi, i fratelli Cervi, Giovanni Falcone, Bianca di
Savoia, i Gracchi, Fernandel e Gino Cervi, Giorgio Strehler, Severino
Gazzelloni, Enzo Ferrari e Socrate.
Lo stretto nesso politico-ideale tra questa rosa di nomi, secondo i
probiviri del Pd, è così ovvio che non vale la pena spiegarlo. I
visitatori del Pantheon saranno comunque muniti di una matita e dovranno
unire l'una con l'altra tutte le facce, formando alla fine una
figura-chiave sulla quale viene mantenuto uno stretto riserbo.
Secondo la Margherita sarà il volto della Madonna di Fatima, secondo i
diessini Giuseppe Di Vittorio mentre arringa i braccianti, secondo
Veltroni Joshua Kennedy (fondatore della dinastia, sceso dal Mayflower
in anticipo sugli altri padri pellegrini con un gommone privato),
secondo D'Alema Massimo D'Alema.(L'espresso n. 16/2007)
Messaggio natalizio da Stefano
Benni

" Cara Meteorite,
gli scienziati hanno detto che distruggerai la terra entro il 2017. Io
non so se è vero. So che sul nostro pianeta gli scienziati seri non sono
quasi mai ascoltati, e poi si scopre che hanno ragione. Si ascoltano
solo gli scienziati che dicono che questa economia e questa scienza sono
le migliori possibili, e chi non è d'accordo con loro è un catastrofista
e un ecoterrorista.
In effetti il 2017 è un po' presto, io contavo che la terra finisse nel
2046, come sostengono gli scienziati del riscaldamento globale.
Quindi a Natale regalerò solo dolci e cotechini, che vanno bene nel
breve periodo.
Ora, cara Meteoritona, vorrei farti una richiesta. Io so che lassù
nell'universo avvengono grandi trasformazioni e ribaltoni, miliardi di
mondi che nascono e muoiono, stelle che scompaiono come i processi a
Previti e buchi neri come i bilanci Tim. Perciò forse, in quel
frastuono, non vi giunge la voce di grandi protagonisti cosmici come
Mastella, Casini, Calderoli o Scaramella.
Quindi, se avete deciso di farci fuori come un birillo da bowling fate
pure.
Forse il nostro paese se lo merita. Se lo merita il popolo dei no-fiscal
che piange miseria, e poi si scopre che le vacanze natalizie alle
Maldive e ai Tropici sono aumentate del trenta per cento. Se lo merita
questa destra che appena ha perso il potere è impazzita di rabbia,
neanche sa cos'è la dignità dell'opposizione. Se lo merita questa
sinistra molliccia che prende gli schiaffi senza reagire, patteggia e
costruisce della finanziarie arroganti che poi deve smontare pezzo per
pezzo. Se lo meritano i cosiddetti indecisi che solo perché gli mettono
una tassa in più si pentono di aver votato e dimenticano in un giorno
cinque anni di governo di centro-destra corrotto, incapace e succube dei
super-ricchi.
Un paese che insulta i partigiani, gli omosessuali, gli immigrati, e si
inchina a qualsiasi grande ladrone. Un paese intriso di mafia non solo
in una regione, ma in ogni dove, dalla grande economia al piccolo
cantiere, dalle spartizioni televisive al campionato di calcio. Un paese
che, proprio nel momento che l'ha mandato all'opposizione, dimostra di
meritarsi Berlusconi e i suoi ispiratori.
Ma anche se non ci credi, cara Meteorite, in questo paese ci sono anche
tante persone per bene che si prendono delle responsabilità, che
aiutano gli altri , che lavorano e che pensano di essere cittadini con
diritti e (orrore!) anche con doveri. Tante persone (ahimè non la
maggioranza, e forse mai lo saranno) che non pensano che destra o
sinistra siano la stessa cosa. E neanche che sia uguale scegliere onesto
o ladro, aria o smog, guerra o diplomazia, progresso e sfruttamento.
Non chiedo una chance per loro: per scegliere quelli da salvare
nascerebbero tremila commissioni e sotto-commissioni, ci sarebbero
ribaltoni e alla fine arriveresti tu a risolvere la questione (.ma.)
credo che questo mondo sia il migliore di tutti, perché non ne ho mai
visto un altro.
Ti ringrazio, cara Meteorite, e ti auguro un buon viaggio, stai attenta
perché quando arriverai nell'atmosfera terrestre troverai centomila
rottami di satelliti, tonnellate di spazzatura intergalattica
radioattiva, cessi orbitanti, schizzi di polonio in libertà, e
Montezemolo e Silvio che cercano di svignarsela col loro jet personale.
Comunque buon Natale anche a te, cara Meteorite, e se sei stanca,
fermati pure a riposare". Stefano Benni "(Luciano
Seno" <kap@...> kapitan1it 26.12.06)
Onorevole se lo tagli, ovvero
l'opposizione sul pisello
1
- "Si faccia tagliare il pisello. Se lo tagli e allora venga pure nel
bagno delle donne
di Antonello Caporale per "La Repubblica"
"Avevo appena aperto la porta, e oddio..."
Oddio
cosa?
"Vedo quello lì che esce dal bagno".
No!
"Sìììììì, guardi è stato terribile. Mi sono sentita mancare".
Mancare quanto?
"Sfibrata"
Addirittura sfibrata.
"Violentata".
Violentata?
"Stuprata. Ecco, stuprata".
Sono le quattro del pomeriggio ed Elisabetta Gardini seduta su una panca
nel cortile di Montecitorio sta raccontando l'evento. I toni sono
decisamente alterati e purtroppo gli sguardi dei vicini tutti per noi.
Onorevole, adesso deve rilassarsi.
"Mi avevano detto che i problemi con l'onorevole Guadagno...".
... Vladimir Luxuria.
"Io lo chiamo come lo chiama il presidente della Camera: onorevole
Guadagno Vladimiro".
Calma, lo chiami pure come crede.
"Dio, Dio!".
Bisogna mantenere i nervi saldi in momenti delicati come questi.
"Ero convinta che avessero trovato una soluzione".
Quale soluzione?
"Ma che ne so! Mi dicono che in alcune palestre hanno messo i bagni per
quelli come lui. Questo Palazzo è pieno di bagni, gliene trovino uno per
lui".
La percezione che Luxuria ha del proprio corpo è tutta femminile.
"Si faccia tagliare il pisello. Se lo tagli e allora venga pure nel
bagno delle donne. Perché non lo fa?".
Onorevole Gardini.
"Ta-glia-te-looooo!".
E' un po' imbarazzante parlare con lei.
"E' stata una cosa schifosa. Fisiologica, non psicologica".
Promette che non se la prende?
"Prometto".
Sembra isterica.
"Disgustata. Ho avuto persino delle difficoltà di ordine fisico a
trattenermi in quel bagno".
Vabbè.
"Sono grintosa, ecco".
E poi dicono che il suo cattivo carattere porti Silvio Berlusconi a
immaginare per la sua collega Mara Carfagna, più silente ed accomodante,
il ruolo di portavoce di Forza Italia che oggi è invece suo.
"Io e Mara siamo amiche".
Amiche amiche?.
"Chi lo dice?"
Alla Camera gira questa voce. Sarà spuntata dal solito covo di serpi.
"Covo di serpi, sì".
Purtroppo.
"Sono gli uomini che vogliono metterci l'una contro l'altra. Questo
fanno: aizzano e aspettano che ci scanniamo".
Anche se le può apparire ingiurioso, si aggiunge dell'altro. E cioè che
la sua scenata sia un tentativo di far dimenticare la magra figura
rimediata al microfono delle Iene.
"Cosa?".
Cos'è la Consob? Ricorda? Non rispose.
"Ma se è stato Guadagno a provocare tutto questo can can! Un alluvione
di dichiarazioni, di prese di posizioni, di telefonate. Ancora non
riesco a terminare la lettera di protesta che voglio inviare ai deputati
questori.
Già lo so, i giornali scriveranno a suo favore. Voi giornalisti siete
moderni, noi della destra i retrogradi e i razzisti".
Lei si è appunto augurata un busto ortopedico che tenesse dritta la
schiena dei giornalisti.
"Non nego che l'immagine sia stata un po' forte".
Ce ne fosse gente con la sua grinta!
"Però voi dovete essere più obiettivi. Lui è maschio? Vada nel bagno dei
maschi!".
Vabbè.
"Sono piena di passione per questo lavoro. La politica mi prende tutta".
Si vede.
"Sono spigolosa".
Donna di carattere.
"Forte".
Anche molto corteggiata.
"Sempre tantissimo in vita mia. Ieri come oggi".
Ora però prevalentemente tra i colleghi del centrodestra.
"No, anche quelli del centrosinistra sono galanti".
La sua grinta un po' li mette in soggezione. Si nota che tengono una
prudente distanza.
"In effetti è una cosa appena accennata".
Ecco.
"E questo Volontè che dice: "Dio ha fatto l'uomo, la donna e altro".
Altro che, secondo lei?".
Non saprei più.
"Altro cos'è? E perché nel bagno delle donne?".
2 - La prova della tavoletta
di Stefania Miretti per
La Stampa
Un modo semplice e rapido per stabilire quale bagno debba utilizzare
l'onorevole Luxuria c'è. Sottoporla/o al test della tavoletta. Accertare
da che parte sta, nella quotidiana guerriglia che si svolge in tutte le
case abitate da più di un genere sessuale. Se alza la tavoletta per fare
pipì, e poi si dimentica di riabbassarla, allora deve utilizzare il wc
dei maschi, non si discute. Se invece si lascia cadere sulla tazza
sovrappensiero e al contatto con la ceramica gelida sclera augurando
cose brutte al precedente avventore, il bagno giusto è quello delle
donne, e l'onorevole Gardini la pianti lì di protestare.
Per fare il test della tavoletta bastano cinque minuti. Poi, tutti a
lavorare, che se in cinque mesi il Parlamento non è riuscito a risolvere
una piccola questione pratica attinente alla vita reale, figurarsi
quando si tratterà di legiferare sui cosiddetti temi eticamente
sensibili.(Dagospia 28 Ottobre 2006)
Errori in Tv.....bipartisan
«Darfur?
Sono cose fatte in fretta»
Quei deputati
ignoranti (e scelti male)
di Maria Laura Rodotà
La colpa è di Fini.
Non di Fini Giuseppe, Forza Italia, professione
dirigente, convinto che il Darfur sia un frenetico
stile di vita. Di Fini Gianfranco (An), e poi di
Casini Pierferdi (Udc), Fassino Piero (Ds), Rutelli
Francesco (Dl) e ovviamente di Berlusconi Silvio e
Prodi Romano; più alcuni altri. Perché — ammissione
di Goffredo Bettini, senatore Ds molto potente a
Roma— la composizione di questo Parlamento è stata
decisa da una ventina di persone. La riforma
elettorale-proporzionale- berlusconiana ha aiutato
parecchio; anzi è stata una tentazione. In cui i
leader sono caduti stilando le liste; e molto
peccando in omissione di selezione di personale
politico decente. Oalmeno che segua il telegiornale.
O anche che legga i giornali e qualche libro, guardi
i tiggì, e pazienza se ogni tanto si fa una canna, o
peggio.
Perché a guardarli,
i signori intervistati da Sabrina Nobile delle
Iene non paiono cocainomani, o fattoni. Solo
imbarazzati e imbarazzanti. Per evitare che facciano
pena bisogna qualunquisticamente concentrarsi
sull’entità del loro stipendio, e dei fringes. Per
evitare di diventare qualunquisti, tanto vale
ricordare con contenuta nostalgia la classe politica
della prima repubblica; che tra funzionari Pci
formati alla scuola delle Frattocchie e notabili Dc
magari tromboni ma lettori abituali di quotidiani,
non produceva simili disastri. Ma forse è (anche)
colpa dello stile di vita-Darfur: la fretta e lo
stress non lasciano il tempo di informarsi a
distinti e impegnatissimi professionisti.
Per esempio: a dire
«Mandela è… un presidente che un po’...
sudamericano…del Brasile… Ah sì è vero del Sudafr ica…
è stato un capsus (un lapsus? Ndr)», è un primario
ospedaliero, Francesco Paolo Lucchese dell’Udc.
Francesco De Luca (Democrazia Cristiana) che sempre
su Mandela risponde è avvocato. Giampaolo Fogliari
(sempre Ulivo), convinto che con l’effetto serra la
terra si raffreddi, fa il commercialista.
Tornando a Mandela
(proprio non interessava, ai nostri deputati, l’«apartid»,
come dice Lucchese) Maria Ida Germontani, An,
giurista d’impresa e direttore legale di gruppi
multinazionali (così si legge sul sito www.Camera.
it) risponde come una scolara impreparata che
traccheggia: «Ci sono diverse opinioni sulla figura
di Mandela... »; ma alla domanda «chi è?» scappa
sostenendo che deve votare.
Anche Elisabetta
Gardini, deputata e portavoce di Forza Italia,
quando risponde ricorda certi esami strazianti.
Cos’è la Consob? «La Consob… Certo è la Consob… Mi
dica lei cos’è la Consob… Sì è la commissione che
controlla… ». Basterebbe la parola «Borsa» per
strappare un diciotto, ma lei non ce la fa.
E poi: Guantanamo
cos’è? Boh. Ah sì è una prigione. E dov’è? «In
Iraq o in Afagnistan ». «In Afanistan?». E il
martoriato Darfur? «C’entra con la questione del
Libano, credo». La competenza sulle questioni
internazionali è bipartisan, il primo intervistato
era Udc, il secondo dell’Ulivo.
E sul Darfur si
consuma la tragedia. L’on. Fini (Giuseppe) è
chiaramente convinto che si tratti del fast food:
«E’ una moda non italiana, noi siamo il popolo dello
stile, del buon mangiare..è che stiamo prendendo
velocità e cose di altri Paesi… Darfur..sono cose
fatte in fretta». La fine del servizio spezza il
cuore ai più sensibili. Fini Giuseppe ha capito di
aver detto lo sfondone della sua vita, che verrà
sentito da milioni di italiani. Va via tristissimo
trascinando il suo trolley, manda via la Iena con un
luttuoso gesto della mano. Povero lui, poveri noi. E
povero Pierferdi Casini, che propone con forza un
test antidroga per i parlamentari ma forse dovrebbe
fare un test di cultura generale ai suoi, su
Afagnistan, apartid e altro. Già c’è chi lo propone
in alternativa, come Rino Piscitello della
Margherita.
Intanto il Codacons
offre professori gratis ai deputati. Intanto il
neodeputato Farinone, sempre Margherita, continua a
prendersela con le Iene. Perché lo «pseudogiornalismo
della videocrazia, porta solo a instillare nei
cittadini la sfiducia e con ciò si apre la strada a
nuovi demagoghi. È tempo che i politici seri di
qualsiasi schieramento aprano gli occhi». Per
leggere un giornale magari, costa molto meno della
cannabis, per non parlare della coca.(
www.corriere.it 12 ottobre 2006)
Il risparmio
sui veicoli dei carabinieri

Preghiera per un popolo
di
Jacopo Fo
Caro
Dio, perché ce l'hai con noi italiani?
Che ti abbiamo fatto di speciale per farci così male?
Ho guardato la situazione e ho visto che siamo messi proprio male:
abbiamo il debito pubblico più alto del mondo.
E siamo quelli a cui danno meno anestetici negli ospedali.
Abbiamo la mafia più potente della terra e la burocrazia più
inefficiente...
Siamo quelli con meno pannelli solari ma abbiamo più cellulari, più auto
e più omicidi dei francesi, dei tedeschi e dei canadesi. E per non farci
mancare niente abbiamo pure il Papa dei cattolici.
E non è che siamo stati più carogne di altri popoli
Tu con noi sei stato spietato fin dall'inizio.
Prima ancora che esistessimo e che potessimo peccare. Ci hai creato la
patria in mezzo a un mare tranquillo e caldo e l'hai riempita di fiori e
frutti così che poi ci sono voluti venire tutti: fenici, greci e
troiani, poi diventati romani e celti, unni, longobardi, arabi e
normanni, francesi, spagnoli, tedeschi...
Caro Dio, ci hai fatto nascere in un territorio di conquista. Cosa
potevamo fare se non imparare ad arrangiarci, corrompere la guardia,
ungere le ruote, trovarci un padrino o una raccomandazione?
E infine ci hai mandato gli americani, che per liberarci dai tedeschi
hanno arruolato la mafia intera promettendole qualche ministero...
Per 60 anni ci hanno fatto fare il lavoro sporco a livello mondiale,
usandoci come tunnel clandestino tra l'economia criminale e quella
legale.
Caro Dio, non potevamo fare altro, l'Italia era distrutta dai
bombardamenti e noi iniziammo a fare quel che sappiamo far meglio:
intrallazzare.
Dai nostri porti sono passati i traffici segreti tra Unione Sovietica e
Stati Uniti, tra Israele e i Paesi Arabi e quelli dell'Occidente con il
Sudafrica sotto embargo... Un regalo lì, una spintina là.
Siamo bravi. Abbiamo 35 secoli di esperienza, in questo non ci batte
nessuno, caro Dio.
Ma visto che sei tu che hai predisposto tutto questo, non puoi stupirti
se adesso siamo messi così male.
E io spero che tu abbia un qualche progetto imperscrutabile in testa,
che alla fine ci sia un senso per questo sacrificio disumano del popolo
italiano.
E visto che, in fondo, ho fede in te, parafrasando San Francesco abbozzo
e dico: grazie Dio, per tutto quello che hai fatto per noi italiani,
così da renderci spregevoli e villani.
E ringrazio tutto quanto tu hai creato, pieno di gratitudine.
Grazie fratello Falso in Bilancio, grazie sorella Corruzione, grazie
sorella Vigliaccheria dei nostri giornalisti e grazie fratello Indulto
dei veri comunisti, grazie a fratello Inciucio e a sorella Censura e
grazie pure a sorella Inefficienza.
Però, Dio, ora che t'ho fatto questo atto di modestia, di inchinarmi al
tuo augusto, misterioso, desiderio, ti rivolgo una preghiera: oh Dio
misericordioso, fammi capire perché l'italiano lo hai fatto il più pirla
che c'è.
Qual è il finale a sorpresa? Il momento della redenzione?
Insomma dal letame alla fine nascono i fiori o son tutti soltanto
dolori?(www.bengodi.org 09.10.2006)
  |