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     Il capocomico e il Veltrusconi ( la colonna sonora è "fascisti su Marte", ma più che su Marte purtroppo ADESSO SONO QUI)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il saluto di Obama a Bush

 

CULTURA

Tango delle facce di sedere (prima parte)

24 febbraio 2009

Laggiu nella Padania
terra di Bossi e di Maroni
se il leghista tuona
cantano cento e più coglioni
han sciarpe di verzura
hanno la lega in cuor
se hai la pelle scura
Li ti faranno fuor.

A mezzanotte va
la ronda del mazziere
e nell'oscurità
ognuno vuol menare
son calci di passion
che Galan non sa tenere
e questa è la canzon
delle facce di sedere

 

 

Brunetteide

Son Brunetta piccolino: un ministro birichino

che ce l'ha coi fannulloni che gli stanno sui coglioni

e fin qui niente da dire lo possiam pure capire

chi lavora ben guadagna e si fotte la Carfagna

chi non rende è licenziato per la gioia del creato!

Ma c'è un ma - caro Brunetta che tu ignori per la fretta

che si deve individuare il fagnan da licenziare

mentre tu per fare in fretta non ti limiti a una fetta

sono tutti lavativi riprovevoli e lascivi qui lo dico e non lo nego quelli del pubblich'impiego

Sorge quindi una domanda che c'assilla tutti quanti è possibile che poi siam cattivi solo noi?

tu che fai il professore e ti assenti a tutte l'ore

tu che fai il consulente come se non fosse niente

tu che sei parlamentare e vuoi pur legiferare come fai a non vedere

che il tuo piccolo sedere scalda già ben tre poltrone con stipendio da riccone

mentre chi fa l'impiegato s'è la vita rovinato

per dar retta a dirigenti ignoranti e incompetenti

che guadagnan dei soldoni alla faccia dei coglioni?

Mentre tu ti gratt'il culo io lavoro come un mulo

mentre tu fai Porta a porta io mi strozzo anche l'aorta

mentre tu vai al tiggi io son sempre chiuso qui

a risolvere problemi per figuri a volte scemi che si fotton lo stipendio degni sol di vilipendio!

E per questo io ti dico che non me ne frega un fico

dei tuoi diktat da coglione pusillanime e poltrone

tu sei piccolo ed iroso non ti tira neanche il coso

tu vuoi far Napoleone ma sei solo un gran cazzone!!

(Anonimo 23 novembre 2008)

 

Berlusconi cade di continuo

 

di Raffaele Barki,  

In tre righe... Ipse dixit     Berlusconi non ha mai avuto un gran senso dell'equilibrio. Cade. Cade di continuo. Cade dai podi, cade di stile, cade su battutacce inaudite. E' caduto sul kapò, è caduto su Cacciari, è caduto sulle corna, è caduto sull'abbronzato... insomma quest'uomo proprio NON SI REGGE. E' ormai evidente che l'unica legge che non elude è "la legge di GREVITA' ". (07 novembre 2008, 17:57 Aprileonline)


 

 

 

 

Tre ore con Berlusconi

Il Berlusca gran comunicatore
ritorna da Parigi e fa un saltino
in discoteca e come un ragazzino
sta lì a ballicchia' cinque o sei ore.

"Dormo tre ore... tre ore fo all'amore
e lavoro già alle sei del mattino!"
Mi viene un pensiero malandrino:
ma ciàvrà un sosia... o un buon spacciatore?

Ma poi tutte le sere... come fai?
Se a casa tua ‘un ci torni quasi mai?
Oggi sei a Parigi... ieri a Catania...

Scusa Veronica per l'intrusione
ma dato che ‘un c'è più l'opposizione
cerco di semina' un po' di zizzania.

 

Benedetto XVI, Pio XII e Dio
29 Maggio 2006 - Il Papa in visita ad Auschwitz esclama: "Dio, perché hai taciuto?"... e Dio risponde!


Il Papa è andato a Auschwitz e finalmente
s'è reso conto di quello spicinìo
e poi rivolto al cielo ha chiesto a Dio:
"Ma te... perché ‘un hai mai detto niente?!"

"Ma ‘un dici te che parlo solamente
attraverso ‘l Papa ch'è ‘l portavoce mio?
E poi dovevo proprio parla' io?
‘Un v'accorgevi di tutta ‘sta gente?

... e ‘un era uno... erano milioni!"
"Pio dodici era a Roma... era lontano..."
"Nessuno vide parti' que' vagoni?"

"Lui stava a prega' te nel Vaticano..."
"Sììì... e a Castelgandolfo a piglia' ‘l fresco...
e te... in uniforme da tedesco ?!"

10 ottobre 2008

 

La Resistenza


(così come sarà spiegata ai giovani nei nuovi testi scolastici)


Il Partigiano è un tipo di formaggio
fatto di latte vaccino-padano
munto alle vacche a Reggio verso Maggio
e perciò detto “Partigiano reggiano”.


La Liberazione fu quando il saggio
e ardimentoso popolo italiano
in Aprile ribellossi al vassallaggio
dei comunisti e del giogo prodiano.


Loreto può anche darsi sia un piazzale
un santuario dove far penitenza
o anche un pappagallo tropicale.

Mussolini? una brava personcina
da tutti amata. E la resistenza?
... è il filamento della lampadina!

episodio 3: prima riunione di partito in un circolo del PD


Compagni! allora è aperta la riunione...
eh no scusa... “compagno” sarai tu!
oggi s’inaugura la nuova sezione...
noo... “circolo”... sezione è un déjà vu!


il quadro con Marx ‘un ha più ragione...
mettiamo un crocifisso con Gesù!
Veltroni alla prima comunione...?
Veltroni in croce e ‘un se ne parli più!


ma ora c’è da fa’ un altro sacrificio
c’è il pacco che ha mandato la Binetti
con scritto: “a ogni iscritto il su’ cilicio!”
va messo in vita sulla nuda pelle.


due l’ho provati ma mi stanno stretti
... che per caso c’è una XXXXL...???

Il Comune di Roma celebra l'anniversario del 20 Settembre rendendo omaggio ai 19 caduti papalini

 

Il monumento al bersagliere a porta Pia

Più di cent'anni qui a fa' ‘l monumento
davanti a porta Pia... un bel bersagliere
a sentinella e a eterno ammonimento
contro ogni religioso strapotere.

Ma l'altro giorno... ahimè... peggio mi sento!
Ma dimmi te che mi tocca vedere?!
Sai a chi hanno dato ‘l riconoscimento?
Ai papalini! ... ma fammi ‘l piacere...

Ma ora basta questo è davvero troppo!
Voglion rida' ‘l potere al Vaticano?
Forse ‘un hanno capito che ‘l mi' schioppo

è sempre caricato (a pepe e sale...)
co' un paio di schioppettate al deretano
glielo dò io ‘l potere temporale!

Il Comune di Roma celebra l'anniversario del 20 Settembre rendendo omaggio ai 19 caduti papalini

 

Ma che storia è?

Come esseri umani mi dispiace
e i poveri soldati papalini
morti il 20 Settembre... piccinini...
che riposino pure in santa pace.

Ma allora ditemi perché si tace
su quell' avanguardisti... poverini...
che marciarono insieme a Mussolini
su Roma con fez, manganello e orbace?

E poi se è così sai che ti dico?
perché no anche i caduti Visigoti
che invasero Roma co' Alarico?

Colpiti da virus egualitario
rendiamo onore a ‘sti militi ignoti...
... e a questa storia tutta all' incontrario.


© Francesco Burroni
tutti i diritti
riservati

27 settembre 2008

Cofferati vieta il piercing sul pisello. Il Pd prende forma...



di Franco Berardi Bifo

Dunque, non so se avete seguito l'attività legislativa di questo governo. Piccolezze. La scuola pubblica viene massacrata a colpi d'ascia. Riduzione del personale di centotrentamila unità. In compenso lo stipendio dei dipendenti pubblici verrà ridotto e chi si ammala rischia grosso. Il presidente del Consiglio e alcuni altri pezzi da novanta sono sottratti alla legge che vale per tutti gli altri, per ritornare un po' a Luigi XVI. Tagli alla ricerca. Tanto che ci sarà mai da ricercare. Tagli alla sanità tanto l'abbiamo già detto chi si ammala è un fannullone. Date le ben note difficoltà economiche verranno ridotti i soldi disponibili per i lavoratori della pubblica sicurezza. Ma in compenso prenderemo le impronte in difesa della razza.
Dulcis in fundo, si modificano le leggi sulla stampa in maniera tale che manchino i finanziamenti pubblici per quei giornali che ne hanno più a bisogno. Che, guarda caso, sono quelli meno entusiasti delle decisioni del governo. Naturalmente potremmo continuare. L'esercito italiano impegnato in Afghanistan verrà mandato nei posti in cui fischiano le pallottole e la patria rialza la testa. Ma insomma ci siamo capiti, la situazione è in pieno movimento.
Che fareste voi, se foste poniamo, un importante rappresentante del principale partito di opposizione, se vi trovaste per avventura a fare il sindaco di una delle poche città in cui la maggioranza non è (ancora) a destra?
Beh, ma è ovvio. Richiamereste l'attenzione su un problema fondamentale, su un pericolo incombente, sull'emergenza più emergente.
Detto fatto. Il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, con la sua Giunta di cervelloni, ha vietato finalmente il piercing come suol dirsi nelle parti intime. Già noto per aver vietato di bere alcolici da asporto dopo le ore ventidue, per aver stabilito che sedersi in terra in una piazza deserta costituisce una violazione intollerabile della legge, dopo aver perseguito i lavatori di vetro, ecco che il sindaco di Bologna ha deciso di farsi notare ancora una volta toccandoci nel punto più sensibile. Vietato il piercing nelle parti intime.
La giunta comunale ha varato il nuovo regolamento per le attività di estetista acconciatore, tatuatore e artigiani del piercing.
I minorenni potranno sforacchiarsi moderatamente solo se avranno il permesso dei genitori, ma per nessuno, a nessuna età, sarà concesso sforacchiarsi nelle parti intime.
Commuove l'affettuosa attenzione con cui quell'uomo burbero si preoccupa per l'integrità delle parti molli.
Intenerisce l'idea che il signor sindaco ci impedisca di infierire «su parti anatomiche la cui funzionalità potrebbe essere compromessa».
Forse la linea del partito democratico comincia a prendere forma. (Liberazione 24 luglio 2008)
 

Daniele Luttazzi - Ultim'ora


Statista
con un papero
nei pantaloni
e il cappello pieno
di fiocchi d'avena
si offre di rilanciare
il Pd. «Riportatelo qua», dicono
alla neuro

Già su Ebay le intercettazioni distrutte fra Berlusconi e Saccà

Ingrid Betancourt vince la prima tappa al Tour de France

(Il manifesto 6 luglio 2008)


 

Walter santo subito

http://it.youtube.com/watch?v=70CjTqBx6Co
 

«Con le primarie ha fatto cadere il governo Prodi, con le elezioni politiche ha cacciato i comunisti dal Parlamento, candidando Rutelli ha perso Roma.
Walter santo subito».

da uno striscione della destra in festa per la vittoria di Alemanno, Roma, 28 Aprile 2008

 

I'Italia al tempo di Berlusconi

 

"Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa piu' rapidamente della civilta' e dell'abitudine alla liberta', arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare. In casi del genere non sara' neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri. Se un individuo abile e ambizioso riesce ad impadronirsi del potere in un simile momento critico, trovera' la strada aperta."
(ALEXIS DE TOCQUEVILLE - 1805-1859)


"Si', l'impero e' malato e, quel che e' peggio, cerca d'assuefarsi alle sue piaghe. Il fine delle mie esplorazioni e' questo: scrutando le tracce di felicita' che ancora s'intravvedono, ne misuro la penuria. Se vuoi sapere quanto buio hai intorno, devi aguzzare lo sguardo sulle fioche luci lontane."

(Italo Calvino, LE CITTA' INVISIBILI)
 

Se pò fa'.



"Se po' fa'.", non era vero,
ci hanno fatto un culo nero
e così Pd e Veltroni
ci han ridato Berlusconi.

"Se po' fa'.", non s'è potuto
e la Lega ci ha fottuto.
Grazie al magico Pd
or ci ritroviamo qui

con Berlusca, Bossi e Fini
trionfatori agli scrutini.
Non possiam che ringraziare
il messia del "Si può fare"

che ne ha fatte proprio tante:
dal programma strabiliante
al comizio in ogni dove,
dal linguaggio che commuove

alle cene populiste,
dagli abbagli nelle liste
a promesse esagerate,
morte prima d'esser nate.

Con bandiera, patria ed inno
ci ha ammannito Colaninno,
con sadismo invero raro
ci ha ammannito Calearo,

col suo far da pifferaio
il superstite operaio
ha inserito nelle liste,
la precaria, le stagiste,

la ricercatrice bella
e il prefetto sentinella.
Al suon di "Di te mi fido!"
ha promesso asili nido,

doposcuola, le dentiere,
come fece il Cavaliere,
ai vecchietti senza denti,
bonus libri agli studenti,

il pacchetto sicurezza
e la lotta alla monnezza,
Sanità non lottizzata
e Giustizia accelerata,

più quattrin per i precari,
men per i parlamentari,
cinquemila leggi in meno,
per i pendolari il treno,

ferrovie nel meridione
ed aumenti alla pensione,
casalinghe assicurate
e pigioni dimezzate,

meno attese in ospedale
e minor pression fiscale,
buoni spesa agli indigenti
e per strada assai più agenti,

malavita organizzata
combattuta ed annientata.
Ci fu pur qualche amnesia,
si scordò Walter messia

il conflitto d'interessi,
la tivù e i problemi annessi,
qualche legge da cassare
ed i pacs da riesumare.

Non citò mai Berlusconi,
niente demonizzazioni.
Si scordò la laicità,
quella no, nun se po' fa'!

Per lucrare qualche voto
si mostrò molto devoto
corteggiando i moderati,
ma poi i voti li ha fregati

ai compagni comunisti,
come sempre masochisti
e aiutò la cosa rossa
a scavar la propria fossa.

Annunciando la rimonta
ogni dì fece la conta
del divario cha calava
nella piazza che aumentava

e applaudiva con affetto.
Si scordò di un vecchio detto:
"Piazze piene ed urne vuote".
Le urne ci han lasciato in dote

una botta eccezionale
e il Berlusca al Quirinale
in fin di legislatura.
Dall'union contro natura

che chiamarono Pd
siamo giunti fino a qui.
Ora che possiamo fare?
Non ci resta che sperare

che sincer fosse Veltroni
nel dir: "Per le buone azioni
me ne andrò in Africa nera".
Walter, la sinistra spera

che quel dì non sia lontan.
Corri in Africa, you can!
Noi vorremmo cambiar cast.
Corri in Africa, you must!

Carlo Cornaglia
16 aprile 2008
http://blog.robinedizioni.it/cornaglia-carlo
 

Come sposare un miliardario

 

di Alessandro Robecchi


 

Come possono tanti giovani uscire dalla precarietà, chiede la giovane ospite del programma televisivo al candidato premier Silvio Berlusconi? La risposta è pronta e efficace: «Io, da padre - dice il Caimano - le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere». Naturalmente saprete vedere il capolavoro. Nel giro stretto di una piccola frase c'è tutto, ma proprio tutto, il piccolo mondo antico di Silvio: sfrégati addosso ai soldi e te ne rimarrà attaccato qualcuno. E poi, con quel sorriso... Su, su, signorina, con quelle tette che ha, si preoccupa del precariato? Magistrale. L'unico politico al mondo che risponde a una domanda sociale recitando Cenerentola. Naturalmente la polemica è esplosa subito, troppo vergognosa la frase per uno che diventerà premier. Troppo chiara la lettura classista, troppo volgare la sostanza, poco divertente la battuta. E dunque sarebbe troppo facile indignarsi di nuovo, ricominciare il valzer infinito della giaculatorie su quanto è Silvio il povero Silvio. E invece: se lo prendessimo sul serio? Potrebbe il candidato Silvio Berlusconi fornire nomi (e numeri di telefono) di 3-5 milioni di rampolli miliardari in età da marito? In un paese in cui i figli dei medici fanno i medici, i figli degli architetti fanno gli architetti e i figli dei milionari fanno i milionari, cinque milioni di matrimoni combinati tra gradini alti e gradini bassi della scala del reddito sarebbero una bella redistribuzione. A parte che magari a quei nomi e numeri di telefono potrebbe essere interessata anche l'agenzia delle entrate. E allora? Vi pare ancora peregrina l'idea di sposare un Berlusconi per migliorare la vostra posizione sociale? E poi, siamo seri, siamo sicuri che in questa favola di Cenerentola Precaria non ci sia anche una sua bella convenienza industriale? Le scarpine di cristallo le facciamo fare in Romania, così cresce il Nord-Est e sono tutti contenti (Walter too).(Il Manifesto 14 marzo 2008)

 

 

Noi siamo gli operai dei cartoni animati

 

di Stefano Benni


 

Noi siam gli operai
Siamo i supereroi
Voliamo tra i palazzi
E non cadiamo mai
Oppure se cadiamo
Di colpo rimbalziamo
Tra presse e macchinari
Finiamo schiacciati
Ma interi ritorniamo
Noi siam supereroi
Noi siamo gli operai
Dei cartoni animati
Talvolta in un rogo
Finiamo bruciati
Ma è un trucco, e dalle fiamme
Usciamo e risorgiamo
E divi diventiamo
Noi respiriamo i gas
E ingoiamo veleni
Ma è un trucco, e tutti ridono
Specialmente i padroni
Perché siam supereroi
Virtuali ed inventati
Noi siamo gli operai
Dei cartoni animati
E le auto si moltiplicano
E le autostrade ingorgano
Ed i palazzi crescono
E i guadagni ottimizzano
E un giorno finirà
Il cartone animato
E il sangue si vedrà
Qualcuno si chiederà
Se il film era truccato
Ma sia rassicurato
Era assai ben girato
Il film sugli operai
Che son supereroi
Non credete ai giornali
E' vero, siamo morti
Ma ci han ridisegnati
Noi siamo gli operai
Dei cartoni animati

 

Nasce la MastelCard

 

 

Cari lettori, segnatevi sul calendario la data di oggi. Questo è un giorno importante per tutti gli italiani e per noi di dementemastella. Siamo orgogliosi di potervi presentare in anteprima mondiale la prima carta di credito emessa da un blog: la MastelCard. Si tratta di un prodotto innovativo, giovane e dinamico che permetterà a coloro che la richiederanno di usufruire di tutti, ma proprio tutti i privilegi del Ministro, gratis e senza spese di spedizione! Verrà distribuita in tre versioni: Basic, Gold e Platinum.

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Le riforme di Gnork



di Michele Serra

Il dibattito sulla riforma elettorale è a buon punto. Dopo lunghe trattative, sono stati selezionati venticinque sistemi di voto, a ciascuno dei quali verrà abbinato un fantino. Su tutto il resto l'iter è ancora da stabilire. Ma vediamo, tra i sistemi in lizza, quali sono i più interessanti.

Alsaziano
È una soluzione di compromesso tra il sistema francese e quello tedesco. Come si ricorderà, Veltroni era favorevole al francese, D'Alema al tedesco. Dopo febbrili trattative tra i rispettivi staff, Veltroni, come segno di buona volontà, si era convertito al tedesco, ma nel frattempo D'Alema, per gli stessi motivi, era passato al francese. Si è dunque deciso, per superare l'impasse, di proporre un mix tra i due sistemi: presidenzialismo e doppio turno alla francese, ma con l'istituzione dei Länder e orologi a cucù in tutti i seggi elettorali. Il professor Sartori si è detto contrario.

Colbaccum
Sostenuto da Diliberto, si ispira allo spirito originario dei soviet: i candidati proposti dal partito vengono eletti per acclamazione, tra i lieti canti delle brigate operaie che si recano festanti alla fabbrica, e le risate di gioia delle mietitrici che si sono appena rese conto di avere centrato anche quest'anno l'obiettivo del piano quinquennale. Non piace al professor Sartori.

Yemenita
I maschi si recano a votare con un pugnale intarsiato infilato nella fusciacca, mentre le femmine, chiuse in casa, intonano nenie e allattano i bambini. Il sistema è stato proposto dall'ambasciatore dello Yemen, ma non ha molte possibilità di essere adottato perché non è apprezzato dal professor Sartori.

Spagnolo
Il sistema spagnolo è visto con favore da molti, ma secondo alcuni ha il difetto di prevedere preliminari troppo impegnativi: una lunga guerra civile con milioni di morti, fucilazioni di poeti, accorrere convulso di combattenti da mezzo mondo, bombardamento di Guernica e successiva stesura di quadri di grandi dimensioni, una lunga dittatura, infine un processo di riconciliazione nazionale. Come mettere d'accordo la galassia dei partiti italiani su una soluzione così complessa? Anche Sartori è contrario.

Sanremese
Cerca di accontentare tanto i partiti grandi, che concorrono nella sezione Big, quando quelli piccoli, che si presentano tra le Nuove Proposte. Il nuovo premier viene incoronato con il televoto dopo la mezzanotte del sabato al teatro Ariston. Svantaggi: dopo una settimana nessuno ricorda più il nome del vincitore e si rischia un pericoloso vuoto politico. Vantaggi: la vendita dei diritti televisivi permette di non gravare sul bilancio dello Stato. Perplessità del professor Sartori.

Salico
Il sistema salico, risalente a Carlo Magno, prevede l'incoronazione dell'Imperatore per volontà divina. È visto con molto favore da Berlusconi, che dopo defatiganti trattative con gli altri partiti si è detto costretto ad abbandonare il tavolo. "Abbiamo perfino proposto la rinuncia al manto di ermellino, ma non è servito a niente. Quando la volontà di trattare è zero, non resta che prenderne atto". Ha pesato anche il no di Sartori.

Gnorkico
È il sistema in voga sul pianeta di Gnork, scelto da Berlusconi in seconda istanza. Prevede la nomina di un Imperatore per diritto divino. Ai critici, tra i quali il professor Sartori, che lo considerano troppo simile al sistema salico, Berlusconi ha replicato che di fronte al rifiuto di trattare non solo non si sarebbe arreso, ma avrebbe rilanciato con una terza proposta.

Teocratico
Il sistema teocratico, terza opzione di Berlusconi, prevede la nomina di un Imperatore a vita. "Per prevenire la stucchevole obiezione che anche questa mia terza proposta è identica alle altre", spiega Berlusconi, "ho però fatto introdurre dai miei costituzionalisti la variante Amon-Ra: l'imperatore, questa volta, non è eletto per diritto divino per il semplice fatto che egli stesso incarna la divinità. Dunque si autonomina". Negativo il giudizio di Vanni Sartori.(L'espresso n. 2/2008)

 

 

Il Decameron di Luttazzi

 

di Emanuele Martorelli,

"
L'uso che Biagi e, come si chiama quell'altro..Santoro...no, l'altro...Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica pagata coi soldi di tutti è un uso criminoso". Le parole, pronunciate dall'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sono seguite da una pernacchia. Nel pieno stile del comico romagnolo, e cioè senza mezzi termini e con il chiaro intento di operare una selezione all'ingresso, si è così aperto il nuovo programma di Daniele Luttazzi, "Decameron", che sottotitola "religione, sesso, politica e morte", tanto per stare tranquilli sui contenuti.

"Dire che la Rai è in crisi è come dire che sul Titanic c'era un rubinetto che perdeva". Si spara a zero su tutto e tutti, anche di più. All'annuncio di un'intervista con il presidente della Rai entra un bambino camuffato da Petruccioli al quale il comico rivolge una surreale intervista. "Che novità ci sono nel palinsesto Rai?", chiede ad un certo punto. La risposta del bambino-Petruccioli è categorica: "Non lo so perché io alle 21.30 devo andare a letto". Il Vaticano e la Chiesa non vengono risparmiati, i fatti di cronaca recenti sono sintetizzati all'interno di un siparietto tra sofisti ambientato nell'antica Grecia: "I preti che molestano i bambini vanno all'inferno? No, vanno a Los Angeles, dove la diocesi ha sborsato 660 milioni di dollari per risarcire le vittime. Il Vaticano è quello che non paga le tasse, la Chiesa cattolica è quella che incassa l'8 per mille. La pedofilia tocca solo alle chiese locali". Il governo Prodi ne esce mortificato, l'affondo è in larga parte dedicato all'attuale maggioranza, perché per Luttazzi la "squallida alternativa" rappresentata dall'opposizione si è già pienamente palesata durante i cinque anni di governo. Fortunatamente non siamo di fronte ad un atteggiamento bipartisan o peggio a frecciatine e atteggiamenti da par condicio: gli affondi vanno al punto, di chiunque e qualunque cosa si parli. Luttazzi è uno dei pochi comici a ricordare che la satira è per sua natura scorretta, e ad offrire una risposta inversa ed esponenziale rispetto ad un attacco che purtroppo oggi costringe molti tra quelli che fanno il suo mestiere a schierarsi direttamente in trincea (fa una valutazione positiva sull'operato della finanziaria proposta da Padoa Schioppa e ci ricorda che oggi le critiche vengono mosse da un certo signor Tremonti, due volte Ministro dell'economia durante lo stesso governo).

La sensazione è che la prima puntata sia stata una sorta di "riassunto" di questi anni che in alcuni brevi tratti, dati i tempi stretti e televisivi, ha rischiato di scivolare nell'arringa. Come se, in qualche modo, si sia offerta al pubblico una buona panoramica del programma prossimo a venire: una sorta di prova generale con sfogo annesso. Il problema è riconducibile al clima che il precedente governo ha finito per instaurare con la satira e che ha costretto molti comici all'autodifesa. Va detto infatti che in una situazione normale, un comico avrebbe avuto tempo e modo per dilazionare tale risposta nel tempo: per evitare insomma di far gridare i soliti critici (già all'attacco) al vittimismo. Ma in una situazione normale un presidente del Consiglio non avrebbe di certo potuto epurare qualcuno dalla televisione per aver riportato atti giudiziari reali (non alterati, come fu detto) che erano sotto gli occhi di tutti (molti tralasciano il fatto che i media fossero assenti alla vittoria di Luttazzi in tribunale). L'effetto bavaglio rischia insomma di fare il gioco di chi lo mette: una volta tolto si vuol dire tutto il male subito e subito, e spesso si cade nel meccanismo dell'autodifesa.

Per fortuna però, Luttazzi si distingue da molti colleghi per la capacità di concentrare in breve tempo una quantità di idee che altri dilazionerebbero fino alla morte. Non ammicca, non fa imitazioni e non usa alcun filtro. E' uno dei pochi, smaltita l'ira, a saper ancora far ridere rimanendo fermo davanti ad una telecamera e a dividere il pubblico, a saper mescolare diversi tipi di umorismo. E' uno dei pochi ancora in grado di forzare i limiti del cosiddetto ‘buon gusto' imperante nel nostro Paese (non a caso ha citato più volte Lenny Bruce come riferimento artistico). La modalità con cui si muove è quella dissacratoria che lo contraddistingue e che rimane indigesta ai più, con diversi richiami in questo caso allo stile del Flying Circus dei Monty Python. Seppure diverso materiale sia stato ripreso da spettacoli già presentati (per chi lo ha seguito in questi anni a teatro alcune parti della trasmissione erano già note), il comico continua ad eccellere nella battuta fulminante e nei contenuti surreali. La speranza è che, insomma, i conti con l'editto bulgaro siano stati definitivamente (e giustamente) chiusi con la prima puntata dopo cinque lunghi anni di silenzio. Una svista notevole sono invece gli applausi preconfezionati: scelta incomprensibile da parte di chi ha sempre proposto una televisione in netta antitesi con il modello trito e imperante proposto, ad esempio, da un Antonio Ricci. Nella sigla finale è stato riproposto il video di "Money for Dope", bel brano tratto dal cd omonimo firmato proprio da Luttazzi.

Incredibilmente, il programma non sembra ancora aver suscitato tutte le polemiche che ci si aspettava sollevasse, ed è stato puntualmente ignorato dal mondo politico alle prese per ora con un altro comico (la situazione in questo paese sta diventando comica di per se). Ma, a ben vedere, non potrebbe essere altrimenti: per prendere in considerazione gli argomenti trattati da Luttazzi bisognerebbe parlare di pedofilia all'interno del Vaticano (senza essere additati come blasfemi o miscredenti), di flessibilità (senza essere additati come bamboccioni), dei danni della legge Biagi (evitando il meschino meccanismo per cui criticando tale legge si viene indicati come complici dei terroristi) nonché di quelli della Bossi-Fini, dell'impasse e di rimpasti dei partiti e di molte, molte altre cose. In una situazione normale, si diceva, sarebbero di comune amministrazione per qualsiasi politicante. Oggi sono materiale per alcuni comici e, bene che vada, da terza serata.
Bentornato, Daniele Luttazzi.(AprileOnline 7 novembre 2007)

 

Luttazzi amari

 IO, L'ULTIMO COMUNISTA, PARLO CONTRO GRILLO E I
QUALUNQUISTI DELL'ETERE (BONOLIS, FAZIO, BIGNARDI, BAUDO) - IL PIDÌ?
INEVITABILE STRONZATA - SU LA7 MI DANNO CARTA BIANCA, MA NON DIFFAMERÒ NESSUNO.


di Rodolfo Di Giammarco per "la Repubblica - Roma"

Torrentizio, caustico, indignato ed esilarante, Daniele Luttazzi chiude la tournée del suo Barracuda 2007 con due repliche in programma venerdì e sabato al Granteatro, e poi, come noto, ridiventerà un attore virtuale con audience televisiva e trasmissione in proprio su La7, a partire dai primi di novembre.

Il titolo dell'impresa teatrale, Barracuda, fa esplicito riferimento al monologo che lei aveva già costruito e portato in giro nel 1999. L'ha aggiornato tutto o solo in parte?
«La componente surreale, una chiave che m'appartiene per natura, è rimasta la stessa. La zona della satira, che viene per seconda, ovviamente cambia in relazione ai tempi».

Qual è l'attualità che nello spettacolo lei "morde" più volentieri?
«Il quadro d'assieme, la politica del governo Prodi (di cui però sottolineo una cosa buona). I toni e gli argomenti sono anche una risposta a chi mi chiede perché ho votato centrosinistra»

Perché?
«Semplicissimo. Avevo ben presente la SQUALLIDA alternativa»

E dove va ancora a parare, con la satira?
«Analizzo l'operato dei ministri, di alcuni in particolar modo, e parlo di Grillo, dell'Afghanistan, della tv e del qualunquismo degli eroi dell' etere...».

Esempi?
«Riporto frasi da dichiarazioni documentate. Bonolis che dice "Non sono né di sinistra né di destra, non me ne po' frega' de meno", Fabio Volo che esclama "Sono fiero d'essere qualunquista", Fabio Fazio che afferma "Al pubblico non interessano le opinioni politiche", e poi Daria Bignardi, Baudo. Ce n'è per tutti».

Chi salverebbe?
«No comment. Perché avvantaggiarlo?».

Dirà la sua idea sulla nascita del Partito Democratico?
«Come no. È un'inevitabile stronzata. Mi spiego. "Inevitabile" perché tutto il blocco industriale, politico e mediatico italiano spinge in questa direzione, che tagli fuori la sinistra pacifista (chiamata radicale).
"Stronzata" perché Fassino ha presentato il Pd annunciando che sarà in sintonia con la società, mentre il comunismo nacque come critica del capitalismo, critica di cui c'è bisogno tanto più oggi che è stato preso a riferimento il precariato di massa».

E si sta preparando al ritorno in tv su La7? Come lo gestirà?
«Saranno dieci puntate su attualità e satira di costume, con sketch realizzati assieme ad attori e attrici non comici, di teatro. Non muterò l' impostazione che ho a teatro. Avrò la stessa libertà, ferocia e grazia. Mi danno carta bianca, non controlleranno i testi. E io non diffamerò nessuno. Due canzoni del mio disco "School is boring" faranno da sigla d'apertura e di chiusura».

Dagospia 10 Ottobre 2007
 

Luttazzi torna in Tv

 

Edi Emanuele Martorelli

   Suoni & parole      Fine dell' "editto bulgaro" che sei anni fa allontanò dalla televisione, oltre ad Enzo Biagi e Michele Santoro, anche il celebre comico, che tornerà in autunno nel palinsesto di La7 con una trasmissione in seconda serata.

 

"Ah, a proposito, non lo sanno neanche i miei dirigenti che sono qui, perché non ho avuto nemmeno il tempo di comunicarglielo, ma dal prossimo autunno Daniele Luttazzi torna in tv e torna da noi". A sorpresa il direttore di La7 e amministratore delegato di Telecom Italia Media Antonio Campo ha annunciato, quasi distrattamente, il ritorno sugli schermi del comico nel corso di una conferenza di presentazione del palinsesto della rete. "Si tratterà di dieci appuntamenti in seconda serata dove Daniele sarà libero di poter dire e fare quello che vorrà", ha spiegato Antonio Campo. "La nostra è una televisione che per certi versi definirei anarchica dove però ognuno deve prendersi le proprie responsabilità sia per quello che dice sia per quello che fa. Ero certo che Daniele dovesse tornare in televisione e per molti anni mi sono chiesto come mai non accadesse. A me fa ridere, mi diverte e trovo che uno come lui non possa mancare dall'etere italiano. Visto che dopo sei anni di esilio nessuno si decideva a ingaggiare l'attore, una sera l'ho chiamato e gli ho proposto di venire da noi. Lui ha accettato volentieri, anche se in questo momento non posso dire ancora che cosa farà perché siamo ad uno stato embrionale. Credo sarà una trasmissione tipo Barracuda o Satyricon. Voglio però aggiungere che secondo me Daniele ha già pagato abbastanza per quello che ha fatto".

Che cosa ha fatto Luttazzi? L'intervista incriminata è quella che portò Marco Travaglio a Satyricon nel 2001 dedicata all'apparato berlusconiano, giudicata inopportuna perché a ridosso delle elezioni, ma che purtroppo non portava al suo interno alcuna invenzione o menzogna (al di là di tutto, un personaggio come lui rimane scomodo per qualsiasi fazione politica perché non sottoponibile a bavagli di alcun tipo). Ma si sa, oramai il nero su bianco conta molto meno delle famose smentite scagliate dai telegiornali anche a fronte di prove televisive (la formula ricorrente è "le parole sono state estrapolate dal contesto": di solito funziona sempre). Poi l'editto di Sofia, dove Berlusconi decreta l'epurazione del comico.

L'atteggiamento della nostra politica da allora è stato quello di ridurre ad esule ogni voce dissonante che non fosse in linea con le pantomime sul rapporto di coppia o con le torte in faccia ai politici offerte in prima serata dal Bagaglino. Un atteggiamento che ha mantenuto fissa l'idea espressa da Mario Landolfi di An che proprio al comico indirizzò una frase che altro non era se non una precisa dichiarazione d'intenti e di orientamenti: "Luttazzi, si ricordi che la satira deforma, non informa". Un atteggiamento esteso anche al di là del discorso sui comici, che in Europa ha suscitato spesso sdegno e polemiche: così, se all'Europarlamento Rocco Buttiglione lanciava anatemi religiosi sull'orlo di un fondamentalismo di matrice cattolica e per questo ‘invitato' alle dimissioni, gli esponenti leghisti venivano cacciati dall'aula mentre gridavano insulti riferiti proprio al nostro paese, e Berlusconi si avventurava in un pezzo di satira destinato al deputato tedesco Schulz (da lui definito "Kapò"), diverse testate qui in Italia ne hanno fatto dei martiri da ‘persecuzione rossa', costantemente invocata quando ad essere presi di mira sono gli esponenti del governo di centrodestra e prontamente parafrasata quando invece l'attacco è rivolto alla coalizione di centrosinistra (perché la satira, con buona pace di questi signori, non è mai figlia di atteggiamenti monocromatici: gli unici veri attacchi satirici al centrosinistra vengono fatti proprio da quei comici ritenuti militanti).

Per tutta risposta, gli esponenti del governo Prodi non hanno fatto altro che allinearsi alla tendenza di prendere le distanze da qualsiasi frase scomoda da parte di chi fa satira, avallando così una condizione oramai diffusa nel nostro paese che identifica con il buongusto e la correttezza politica l'assoluta mancanza di critica e di contenuto. E che permette l'uso di terminologie fino a qualche anno impensabili da parte degli esponenti di Stato e del Governo (quand'è che a rappresentanti politici ed ecclesiastici è stato concesso con tanta facilità di definire ‘terroristi' alcuni comici?).

Forse è bene ricordare che gli episodi di censura immotivati sono stati anche altri nel periodo che riguarda il governo Berlusconi: tra i più clamorosi c'è sicuramente quello di Carlo Lucarelli (né comico, né tanto meno schierato), che si è visto cancellare una puntata di Blu Notte dedicata alla Mafia perché "giudicata inopportuna" dall'esecutivo Rai di allora che motivò la scelta con un comunicato del seguente tenore: "il programma non è stato riconosciuto dall'azienda come una trasmissione informativa riconducibile alla responsabilità di una testata giornalistica, come previsto dalla legge sulla par condicio e dalle disposizioni della Commissione parlamentare di Vigilanza". La puntata di Blu Notte in questione operava una panoramica sulla "trattativa di apparati dello Stato e di certe forze politiche con Cosa Nostra". Al suo posto fu programmato un film con Clint Eastwood intitolato "Impiccalo più in alto".
Questa si che è satira.(AprileOnline 17 luglio 2007)

 

Occorre una spallata

 

Ridiamoci su...     

La magistratura che mangia i bambini e che trama complotti. Per questo si scelse Previti come ministro della Difesa, per creare un baluardo contro di essa. Oggi, il pericolo è ancora in agguato...

 

di Pangloss

Hai capito finalmente perché Previti era stato nominato ministro della Difesa...
Ma, veramente...
Ma è evidente: occorreva organizzare una difesa contro i magistrati eversori, complottardi, estremisti e spesso anche mangiatori di bambini...era un dovere primario per la nostra democrazia... una questione di principio.. anche per difendere l'infanzia, la famiglia...
Ma, veramente...
Non incominciamo con i se e i ma, su queste questioni non si può scherzare. Avrebbe dovuto essere nominato ministro della Giustizia ma Scalfaro ha fatto le bizze...è ovvio, anche lui è un ex magistrato, figurati... Comunque anche come ministro della Difesa ha fatto un ottimo lavoro.
Ma, veramente...
Ne vuoi la prova? Appena hanno potuto i magistrati lo hanno condannato e, non contenti, lo hanno escluso dai pubblici uffici. E' stato votato democraticamente dal popolo italiano ma quelli se ne fregano del volere del popolo..
Ma, veramente...
Ne vuoi un'altra prova?. Eccola: il Parlamento italiano approva la legge Cirelli e loro, con un cavillo, riescono a condannarlo lo stesso. Eppure il senso di quella legge era chiaro. Il fatto è che di quelli non ti puoi mai fidare, nemmeno se interviene il Parlamento. Questa storia della divisione dei poteri mi sembra un po' arcaica....
Ma, veramente...
No, mio caro qui ci vuole una bella spallata e poi una bella riforma incominciando dal CSM, hai visto, tutti d'accordo nel denunciare il Sismi, hai capito!!! Il nostro servizio segreto militare invece di ricevere l'encomio viene messo anche lui sul banco degli imputati. A che punto siamo arrivati!.
Ma, veramente...
Dai retta a me, la prossima volta non faremo più i garantisti. Qui, con questa scusa del garantismo, finiscono in galera solo i galantuomini. C'è gente che per difendersi da questi soprusi è costretto a spendere milioni di euro. Ti sembra giusto?. Uno lavora, si da da fare, sistema la famiglia, gli amici e poi arrivano questi magistrati!. Gente che non fa nulla tutto il giorno se non complottare e riempire pezzi di carta. Si è cercato di limitare almeno l'uso delle fotocopie, ma ci vuole ben altro!
Ma, veramente...
E poi sai che ti dico?. Questa storia delle intercettazioni fatte dai magistrati non mi convince. Chi è che deve sapere tutto?. Il Governo altrimenti che governo è!?. Come fa a sapere cosa pensa, cosa vuole veramente la gente se non può ascoltarla quando si parlano liberamente tra di loro?. I sondaggi vanno bene ma c'è sempre il dubbio che la gente non ti dica quello che effettivamente pensa.
Ma veramente...
E poi l'informazione, si dice che la gente deve sapere tutto e da tutti. Ma poveretti, dovrebbero passare tutto il giorno, e non basterebbe, a leggere tutte le scemenze che si scrivono. Ci vuole pur qualcuno che li aiuti, che faccia una selezione, che dica "attenti, quello l'ho sentito, è uno sinistro, cioè della sinistra...", qualcuno che eviti la diffusione di informazioni dannose, scandalose. Insomma c'è proprio un gran lavoro da fare. Intanto occorre reagire a questa storia del Sismi e di Previti. Per incominciare sarebbe opportuno dedicargli una via, una piazza o un palazzo. Anche se da vivo non si usa più, in altri tempi questo era normale! Poi vediamo, certo è urgente una bella spallata .....
Ma, veramente... (AprileOline 7 luglio 2007)
 

 

Con Veltroni cambia tutto

 

L'amaca



di Michele Serra

"Con Veltroni in campo per il centrodestra cambia tutto", dice Gianfranco Fini. L'esatto opposto di quanto sostiene Berlusconi, per il quale "per il centrodestra non cambia niente" e Veltroni è "un ferro vecchio". Basta la totale distonia di queste due dichiarazioni per dare ragione a Fini: se non cambia tutto, è
già cambiato molto, a cominciare dallo stridente disaccordo tra i due capi dell'opposizione.
Che si tradurrà, presto, in un evidente problema di leadership. Berlusconi ha giornali e giornalisti, medici ed estetisti quanti ne bastano per simulare la sua immortalità fisica e politica. Ma in un paese invecchiato e in piena ansia di ricambio come questo, la sfida elettorale tra un settantenne e un cinquantenne darebbe a quest'ultimo un vantaggio notevole, così notevole che rischia di azzerare l'attuale gap dei sondaggi in favore della destra. Le grandi manovre per trovare un successore di Berlusconi sono già cominciate: lui lo sa e per mettere le mani avanti sparla di Montezemolo. Più difficile sarà trovare un succedaneo dei suoi soldi, smisurato strumento di propaganda e di seduzione, e vera fonte del carisma del Capo plutocrate. Visto che si dice che di sinistra, ormai, sono solo i radical-chic (e dunque in Italia ci sono quasi venti milioni didi rradical-chic), sarà interessante vedere se il popolo di destra è disposto a fare la ola anche a un leader meno abbiente. (la Repubblica, 26/6/2007)
 

Il Presidente della Repubblica è comunista?

L'amaca

 

la Repubblica, 20/6/2007L'Amaca
di Michele Serra

Il neosindaco di Verona, il leghista Flavio Tosi, dev'essere il tipico italiano furbo. Non vuole nel suo ufficio la foto del presidente della Repubblica perché è "un comunista", e i comunisti, anche se sono tra i padri fondatori della Repubblica e della Costituzione, per quelli come Tosi sono oggetto di un pogrom ideologico in piena regola. Ma per non dare l'idea di essere un eversore, o un rozzo che calpesta le buone regole istituzionali, il furbo Tosi vuole appendere al muro la foto di Sandro Pertini, perché "lui sì che incarna l'unità della nazione".
Sarebbe molto meglio se il sindaco lasciasse vuoto quel pezzo di muro: darebbe almeno l'idea, coerente, di uno che schifa allegramente le regole, un seguace del "me ne frego" come molti tra i suoi animosi compagni di partito. E non userebbe proditoriamente la faccia di Pertini, che non è più in condizione di ribellarsi, come foglia di fico della propria scelta sgradevole, e offensiva per molti italiani. Pertini non avrebbe gradito. Era uno di quegli antifascisti antichi, e tutti d'un pezzo, che consideravano lo Stato e le sue istituzioni come una conquista da difendere e onorare. Sarebbe il primo a rimettere al suo posto la fotografia del presidente in carica. Tosi lo lasci in pace. Non è roba sua.(La Repubblica 20 giugno 2006)
 

 

 

Se Cofferati fosse del clero

 

L'amaca

di Michele Serra

Le scritte murali e le minacce epistolari contro monsignor Bagnasco hanno avuto un rilievo politico e giornalistico infinitamente maggiore rispetto alle minacce brigatiste (attendibili) contro Sergio Cofferati, culminate l'altra notte in un attentato incendiario sotto la casa del suo portavoce. Se ne deduce che in questo paese fare il sindaco è meno rilevante che fare il vescovo, ulteriore segno del clima neo-guelfo degli ultimi due o tre anni. Toccherà dunque ricordare, in questo spazio ghibellino suo malgrado, che il solo nome di Bologna dovrebbe invece fare sussultare le autorità di ogni ordine e grado e mobilitare i giornali. Bologna è stata il bersaglio prediletto dei bombaroli neri, è l'ultima sede di un assassinio brigatista (quello di Marco Biagi) e la sua storia civica gronda di sangue e di dolore. è la città martire del terrorismo, titolo non retorico ma statistico. Forse per accendere qualche riflettore in più sul pessimo clima bolognese di questi giorni, l'unica speranza è ricordare che Bologna è considerata, anche, la vice-capitale del Papato. Cofferati invochi San Petronio e raccomandi alle istituzioni le radici cristiane della città: avrà qualche speranza in più di essere protetto almeno quanto il vescovo Bagnasco.(la Repubblica, 19/5/2007)
 

 

La nuova e grande famiglia

 

Compagno/aAmico/a lettore di Left, l'articolo che vai a compulsare rappresenta per te una grande occasione. Perché è inutile girarci intorno: col Partito democratico siamo entrati tutti a far parte di una nuova e grande famiglia. Quale migliore occasione di santificarla con una bella capatina al Family Day? Però affrettati. Le adesioni fioccano. I biglietti latitano. Gli organizzatori prevedono più folla che al prossimo concerto di Vasco, e addirittura più gente che al prossimo Consiglio dei ministri.
Ritaglia perciò subito il pratico coupon che trovi in fondo alla pagina e conferma quanto prima la tua presenza alla segreteria organizzativa: Family Day, c/o Paola Binetti, via del Concilio di Trento 1563, Roma. Oppure scarica il modulo dal sito ufficiale della manifestazione:
www.lefigliedimariasonleprimeadarlavia.com. Poi, segui le istruzioni. E anche tu potrai dire: "Qualcuno ha il telefono di Fabio Mussi?".

COME ARRIVARE
Come in occasione del Giubileo, Walter Veltroni ha predisposto per i pellegrini il massimo dell'assistenza. Le auto saranno accolte all'ingresso in città da appositi volontari che le indirizzeranno in tre ordini di parcheggi: famiglie (dietro al palco di piazza San Giovanni), single (nei pressi del grande raccordo anulare), coppie di fatto (fuori Viterbo). Gli organizzatori hanno comunque fatto sapere che la Santa Sede preferirebbe mezzi alternativi: treni - secondo una recente revisione evangelica, un viaggio con Trenitalia equivale in termini di salvezza dell'anima a due settimane di cilicio - e aerei. La compagnia scelta per i voli speciali è tedesca: la RatzingAir.

CON CHI ARRIVARE
Ma con chi preferisci, ovviamente. A dispetto dei facili pregiudizi, il Family Day è infatti un avvenimento inclusivo, aperto anche a chi ha deciso di trascorrere l'eternità tra le fiamme dell'inferno. Le recenti posizioni contro i Dico del rabbino di Roma, Di Segni, hanno tra l'altro gettato un ponte definitivo tra le due culture: Vecchio o Nuovo Testamento non importa, l'importante è che l'erede fosse regolarmente sposato.

COSA PORTARE
La famiglia, innanzitutto. Chi ne avesse più di una, come Silvio Berlusconi, verrà invitato a scegliere prima di mettersi in viaggio. Chi l'avesse smarrita, come Pier Ferdinando Casini, potrà richiederne copia alla segreteria. Non vanno bene famiglie di altri, né il tipo di famiglia con cui intendeva presentarsi Marcello Dell'Utri. Ogni manifestante riceverà in omaggio una maglietta con la scritta "Non possumus" e una bomboletta spray con la quale potrà andare a scrivere "Andrea Rivera, per te non viene sera" sui muri di una Casa del popolo a scelta.

I CONDUTTORI
Com'è noto, la conduzione della giornata era stata inizialmente affidata a Gerry Scotti e Giovanni Mucciaccia, quello di Art Attack. Scotti è stato accantonato dopo aver proposto di iniziare la manifestazione con la frase «Credo in un solo Dio padre onnipotente, l'accendiamo? ». A Mucciaccia sarebbero invece stati fatali gli occhiali: com'è noto sin dai tempi di Bonifacio VII, con troppo "Fai da te" si è sempre diventati ciechi. Alla fine la scelta è caduta su Paola Rivetta, giornalista del Tg5, e Alessandro Zaccuri dell'Avvenire. Almeno fino a quando non si verrà a sapere che i due da anni intrattengono una bollente relazione sadomaso: la Rivetta tortura Zaccuri leggendogli la rubrica di Carlo Rossella sul Foglio.

CHI C'È AL FAMILY DAY
Hanno ufficialmente aderito: Associazione italiana guide e scouts d'Europa, Associazione medici cattolici italiani, Acli, Azione cattolica, Maschere dei cinema per il Cattolicesimo, Cammino neocatecumenale, Gruppo interconfessionale sacerdoti col riporto, Centro sportivo italiano, Centro italiano femminile, Centro varie ed eventuali, Blockbuster, Coldiretti, Comunione e Liberazione, Inter Club Giacinto Facchetti di Locate Triulzi, Comunità di Sant'Egidio, Comunità di San Siro, Comunità dello Stadio delle Alpi, Consulta nazionale aggregazioni laicali, Centro italiano per la salvaguardia degli enti inutili, Copercom, i fans del cantante Michele, Movimento cristiano lavoratori, Autogrill per l'Europa, Misericordie d'Italia, Movimento per la vita, Vita per il movimento, Retinopera, Pretinopera, Rinnovamento nello Spirito Santo, Udeur, Udeur secondo estratto, Unione cristiana imprenditori e dirigenti, Benzinai per il Concordato, Unione giuristi cattolici italiani, Intimissimi, Unitalsi, Anas, Aiscat, Società Autostrade. Ancora in forse la collaborazione dei gestori Agip.

CHI NON C'È AL FAMILY DAY
Al Family Day non parteciperanno tutte quelle componenti della sinistra italiana che hanno sempre saputo mantenere la schiena dritta e non scendere a facili compromessi su temi come la laicità, la separazione tra Stato e religione, l'autodeterminazione dei comportamenti personali. Al momento di andare in macchina, risponde a questi requisiti il solo geometra Gian Bernardo Piroddi, di Cagliari, che però giusto ieri è incappato per errore nell'ascolto di Radio Maria e, dopo esserne rimasto ipnotizzato per oltre cinque ore, starebbe pensando di convertirsi all'adorazione di un enorme vaglia postale.

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA
Ore 8 Breve saluto ai presenti di S.E. cardinale Angelo Bagnasco.

Ore 8.15 Brevi gestacci agli assenti di S.E. cardinale Angelo Bagnasco.

Ore 9 Conferenza Seminario: "Lasciate che i bambini vengano a me, ne siamo proprio sicuri? Il caso della Chiesa Usa". Ne discutono Giuliano Ferrara e
Ritanna Armeni. Coordina Giuliano Ferrara. Con Padre Ralph.

Ore 10 Tavola rotonda Seminario: "Cattolici e sindacato: porgi l'altra chiappa". Coordina Savino Pezzotta. Intervengono Luca Cordero di Montezemolo, Marcello Pera, Michela Brambilla, e la sua grossa frusta.

Ore 11 Incontro Seminario: "L'integralismo islamico: se ci impegniamo possiamo fare di più?". Con Magdi Allam.

Ore 11.30 Coffee break.

Ore 11.45 Ostia break.

Ore 12 Cerimonia del figliol prodigo: Francesco Rutelli, indossando la maglietta "Sono partito democratico e torno indietro bigotto", sale sul palco per dare alle fiamme un'enorme foto di Francesco Rutelli quando era radicale. Poi racconta che per espiare le colpe della gioventù ha persino sposato la Palombelli.

Ore 13 Rogo di altri documenti impuri: un reggiseno trafugato a Franco Grillini, un Pacs importato clandestinamente dalla Francia, l'agendina di Franco Califano.

Ore 13.30 Intermezzo musicale con il coro delle Guardie Svizzere, che per la prima volta cantano "Chi ha ammazzato il capitano Estermann".

Ore 14 Convegno Seminario: "L'omosessualità è contro la morale cattolica e so quello che dico". Conduce don Gianni Baget Bozzo.

Ore 14.30 Workshop Seminario: "Tv e religione: i miracolati". Conduce Lorena Bianchetti.

Ore 15 Convention Seminario: "La conoscenza carnale secondo la dottrina di Santa Romana Chiesa: verso i Famolo Day". Conduce Claudia Koll.

Ore 16 Incontro Seminario "La Storia siamo Voi: se fosse vero l'evoluzionismo, come si spiega Mario Borghezio?". Conduce Giovanni Minoli.

Ore 18 Kermesse delle Madonnine che piangono. Conduce Giovanna Melandri.

Ore 20 Gran finale con lo "Show della famiglia". Presenta Irene Pivetti con lo pseudonimo di Vandea Osiris. In scaletta, il grande ritorno di Frate Cionfoli, i Cugini della campagna per la vita, Gabriella Carlucci arrivata sul palco direttamente in macchina, Peppino di Capri, Clemente da Ceppaloni, il comico Martufello con alcune delle sue celebri storielle ("Un musulmano entra in un caffè. Bum") e la cabarettista Rosy con i suoi celebri calembour: "Più che Dico, Direi".

Ore 24 Novena per il miracolo della moltiplicazione dei presenti: 1 milione secondo gli organizzatori, 100 milioni secondo la Questura. _

Luca Bottura per "Left" (
luca@bottura.net - gago.splinder.com)


BESTIARIO FAMIGLIARE
A cura di Marco Cappato per "Left"

«Sarà un gesto profetico di popolo».
Savino Pezzotta (portavoce Family Day) 9 maggio 2007

«Della partecipazione o meno dei gay non frega niente a me, ma penso che non gliene freghi nulla nemmeno a nessuno del popolo italiano».
Roberto Calderoli (vicepresidente Senato, Lega Nord) 9 maggio 2007

«Cercare di impedire di parlare alla Chiesa è un atto di violenza e l'espressione di un nuovo totalitarismo».
Rocco Buttiglione (presidente Udc) 30 aprile 2007

«Quello delle violenze in famiglia è un dato preoccupante se guardiamo alla distribuzione regionale, in considerazione del fatto che in Emilia Romagna, dove governano i compagni da 50 anni, c'è il maggior tasso di violenza familiare sulle donne».
Luca Volontà (capogruppo Udc Camera dei Deputati) 5 aprile 2007

«Se ancora non si è capito, essere culattoni è un peccato capitale».
Roberto Calderoli (Lega Nord) 31 marzo 2007

«La foga della battaglia con la Chiesa ha spostato i Dico su toni di estremismo omosessuale».
Lucia Annunziata (giornalista) 25 marzo 2007

«Senza figli non esiste la famiglia».
Rocco Bottiglione 14 marzo 2007

«È meglio che un bambino stia in Africa con la sua tribù, piuttosto che cresca con due uomini o con due donne, con genitori gay».
Rosy Bindi (ministra delle Politiche per la Famiglia, Margherita) 12 marzo 2007

«Ora capisco perché mia madre da ragazzino non voleva mandarmi al cinema. Temeva facessi brutti incontri, perfino in quel cinemetto in via dei Prefetti, dove ti davano anche la merenda».
Giulio Andreotti (senatore a vita) 2 marzo 2007

«Le coppie gay sono costituzionalmente sterili».
Angela Carfagna (Forza Italia) 16 febbraio 2007

«Nessuna legge può sovvertire la norma del Creatore».
Joseph Ratzinger (Benedetto XVI) 11 febbraio 2007

«Altre forme di convivenza sono di serie B rispetto alla famiglia».
Pierferdinando Casini (leader Udc) 6 febbraio 2006

«I gay sono tutti dall'altra parte».
Silvio Berlusconi (leader Cdl) 5 febbraio 2007

«Di famiglia il nostro popolo ne conosce una soltanto, ed è quella che si vede nel presepe».
Umberto Bossi (segretario Lega Nord) 15 dicembre 2006

«Se cresce il mio partito non ci saranno né pacs, ne pics ne pocs».
Clemente Mastella (Ministro della Giustizia, Udeur) 5 aprile 2006

Dagospia 11 Maggio 2007
 

La manovra contro Berlusconi

 

L'amaca

 

 di Michele Serra


Ponendo fine a un preoccupante periodo di silenzio, ieri Sandro Bondi ha ripreso la parola per dire che una eventuale legge sul conflitto di interessi sarebbe una manovra ad personam contro Berlusconi. Ho come l´impressione che l´abbia già detto. Diciamo un paio di centinaia di volte, tante quante Nilla Pizzi ha cantato in pubblico "Edera" e la Rai ha replicato Mary Poppins sotto Natale.
In termini tecnici, si chiama repertorio. Si ricorre al repertorio quando si vuole andare nel sicuro. Il pubblico è contento perché si sente a casa, l´artista si rilassa, e si evita quell´eccitante ma insidiosa tensione insita in ogni novità. Così possiamo essere certi che, insieme alle repliche di Mary Poppins e agli evergreen delle nostre vecchie glorie, sentiremo fino alla fine dei nostri giorni Sandro Bondi che mette in guardia contro ogni tipo di legge sul conflitto di interessi, perché sarebbe una manovra ad personam contro Berlusconi. Noi avremo la dentiera e un plaid sulle ginocchia, Bondi pure, Berlusconi riposerà nel mausoleo di Arcore impagliato come Akenaton, e riudire il vecchio ritornello ci farà capire due cose: che il nostro apparecchio acustico funziona, e che nel frattempo nessuna legge sul conflitto di interessi è mai stata approvata. (La Repubblica 5 maggio 2007)

 

Previti nostro che sei in Parlamento

 

Speravo che Bertinotti tra una comparsata da Fiorello e un viaggio sul monte Athos trovasse il tempo. O che i nostri dipendenti presi da un attacco di vomito lo cacciassero. Invece Previti, condannato per corruzione di magistrati, è ancora lì. Un cesso è un cesso, non si può cambiare la sua destinazione. Ma ogni tanto va pulito, disinfettato. Altrimenti, chi lo frequenta rischia di prendersi una brutta malattia infettiva: la tangentite, la corruttite, la previtite, la mastellite.
Il Parlamento può sicuramente sopportare la presenza di Previti. E’ uno di loro. Ma io non posso. Non è un fatto personale. Previti è un signore di una certa età che ha passato la vita a proteggere lo psiconano nei tribunali. Un’attività a tempo pieno, di responsabilità. Di preoccupazioni. Ma il suo stipendio da parlamentare non lo voglio più pagare. Il sigaro se lo paghi da solo, non con le mie tasse.
Previti è un simbolo. Il simbolo dell’impunità. Della legge uguale per i ricchi e diversa per tutti gli altri. Se Previti rimane lì, ogni altro parlamentare ne è responsabile. E dimostra che è peggio di lui. Si nascondono dietro le procedure, le priorità, gli accordi in commissione, la solidarietà di partito. Previti fa sicuramente una figura migliore con la sua spocchia, ostentata senza vergogna, di tutto il resto del Parlamento. Tutti insieme appassionatamente. Chi tocca Previti tocca ognuno di loro. Una proposta per il Presidente della Camera. Apra le sedute con un segno di pace e con una preghiera.

" Previti nostro, che sei in Parlamento,
sia santificato il tuo cognome,
venga il tuo regno,
sia fatta la volontà del tuo mandante
come alla Camera così in Senato.
Dacci oggi
la legge ad personam quotidiana,
rimetti le nostre corruzioni
come noi le rimettiamo ai nostri corruttori,
e se ci induci in tentazione,
salvaci con la prescrizione.
Amen."
(Beppe Grillo 5 maggio 2007)

 

Daniele Luttazzi a Rotocalco televisivo

 

Silvia Fumarola per "la Repubblica"

"La ringrazio, dottor Biagi, per avermi invitato, perché è la prima volta che mi capita di poter rispondere a domande, in Rai, senza tema di essere "tagliato"». Inizia così la conversazione da "epurato a epurato", tra Daniele Luttazzi, assente dalla tv da cinque anni per l´editto bulgaro di Berlusconi, e Enzo Biagi, che l´ha invitato su RaiTre a "Rotocalco televisivo". Non potrebbero essere più diversi, il giornalista che non spreca aggettivi e il comico che usa le parole come un bisturi. Caustico, informatissimo, Luttazzi è il più grande divoratore di giornali e sentenze.

E infatti quando Biagi gli chiede perché i comici sostituiscono gli editorialisti, risponde: «Il vantaggio è che facciamo ridere. Commentiamo i fatti che accadono, per cui la gente li apprende, ne ride, e mette la cosa in prospettiva... Ha paura della satira chi ha qualcosa da nascondere... e a volte quello che c´è da nascondere è una sovrastruttura che alimenta flussi di denaro o di idee».

Luttazzi riempie i teatri con Barracuda (il 3 sarà a Sanremo, il 4 e il 5 a Torino, a ottobre lo aspetta Genova, poi gran finale a Roma) e non risparmia nessuno. Il 3 uscirà il nuovo libro "Lepidezze postribolari, ovvero populorom progesso" (Feltrinelli). «Famiglia cristiana definì "Lepidezze postribolari" il mio Satyricon, titolo fantastico. Racconto gli ultimi due anni di vita italiana, una cornucopia di delizie: religione, diritti civili pacs eutanasia, integralismo, testimoni di Geova. Mancano gli Amish».

Allora, Luttazzi, com´è andata con Biagi?
«Volevo invitarlo io nel programma ma mi sono accorto che il programma non ce l´ho. Da Biagi per la prima volta ho fatto un´intervista in Rai senza paura di essere tagliato. Baudo nel suo programma 50 mi taglio metà delle battute, poi disse che mi ero autocensurato con lui al montaggio.
Figuriamoci».

Pensa che cambieranno le cose?
«Non cambierà un bel nulla, l´invito è personale ma la Rai non ha sciolto il vincolo. Tre mesi fa ho detto no a Sanremo, non m´interessa. Anche Santoro mi aveva invitato a far parte del programma, no grazie, se torno lo faccio autonomamente».

Non ci sono margini?
«Non m´illudo: Petruccioli, Cappon e Leone, hanno espresso giudizi molto negativi. Petruccioli, diessino, amico di Confalonieri, a Matrix ha detto: "Luttazzi è troppo coprolalico". Ma la satira riduce tutto, la merda... non ha letto Swift, mi arrendo. Il cugino di Petruccioli, Oreste Scalzone, gli ha consigliato di riprendere Biagi e Santoro, ma non me. Sono pericoloso anche per un ex terrorista».

Gli altri?
«Cappon, all´epoca mi convocò - c´era Freccero nella stanza - chiedendomi di fare Satyricon "in modo blando". Che ridere. Leone alla domanda: "Riprenderà Luttazzi?", ha risposto: "Non mi sembra siano arrivate richieste in questa direzione". In realtà la Roma politico-economico-mediatica è composta da clan, la logica è molto particolare, paurosa, agiscono stando sulla difensiva».

Chi fa satira oggi in Italia?
«Grillo, i Guzzanti, Rossi, Hendel, Altan».

Paolo Rossi fa satira anche in tv.
«Sì però all´interno di un programma c´è chi garantisce per lui. Affidate un programma intero a Paolo Rossi, fateglielo fare... Ci vuole il controllo, dalla tv oggi escono opinioni pastorizzate, sai che noia».

Il successo a teatro l´ha ripagata del dispiacere di non fare tv?«La tv non è un hobby, prevede competenza. Mi dispiace non esserci, ho quaderni pieni di idee inutilizzati. La gente che viene a teatro farebbe audience incredibili, "Satyricon" faceva guadagnare tre volte quello che costava. Il vero motivo della censura fu l´intervista a Travaglio, i fatti raccontati portarono a sentenze precise, penso al processo Dell´Utri. Sono stato vittima del maccartismo. Un conto è dire: "Quel comico mi annoia", un altro: "Non va più in tv". Non è democrazia. Lo scrive Scalfari una volta sì una volta no nei suoi editoriali, ci dev´essere del vero».

Nel suo spettacolo parla di politica.
«Mi occupo solo del governo Prodi. La più grande bugia è che quella in Afghanistan sia una missione di pace, i nostri soldati sono nella catena di comando del Pentagono e la missione di guerra è contraria all´articolo 11 della Costituzione. Così nasce il dilemma di D´Alema, il "dalemma" tra seguire la sinistra pacifista o restare amico di Condoleeza Rice».

Vengono i politici a vederla?«No, è un buon segno».

(Dagospia 02 Maggio 2007)
 

 

Idee per un Pantheon democratico


Idee per un Pantheon democratico
di Michele Serra

Prosegue animata la discussione sul Pantheon del Partito democratico, che dovrà riunire le icone care alle varie componenti. L'unica cosa certa è che il Pantheon si farà comunque, anche se il nuovo partito non dovesse nascere, perché è l'unica cosa davvero divertente uscita dalla discussione pluriennale dei membri costituenti.
Il progetto dell'edificio è stato affidato a Renzo Piano, che ha in mente una piattaforma galleggiante da attraccare nei vari porti italiani. La famiglia Panini provvederà alle immagini autoadesive delle diverse migliaia di icone candidate. Le icone, inserite nelle tradizionali bustine in vendita in tutte le edicole, saranno selezionate con il metodo delle primarie. Le doppie e le triple potranno essere scambiate tra gli aventi diritto e chi riuscirà a completare l'album sarà invitato, per premio, al primo congresso del Pd, quello di scioglimento.
In attesa di scegliere le icone si infiamma il dibattito sui lumini. La Margherita li vuole a tutti i costi, un cero acceso sotto ogni volto sacro. I diessini sono contrari, ma pare che siano disposti ad accettare un compromesso: un cero, però spento. Gli ulivisti della prima ora insistono per il ramoscello d'ulivo. Molti vorrebbero una coccarda tricolore. Vannino Chiti lavora per una soluzione unitaria: ogni volto sarà guarnito da un cero acceso, un cero spento, un ramoscello d'ulivo e una coccarda tricolore, con luci stroboscopiche, segnalatore acustico, una lastra commemorativa di marmo, una gualdrappa di velluto rosso e un cicerone addetto a recitare ad alta voce la biografia del personaggio.
Ma veniamo ai nomi. Veltroni propone Pizzaballa, da esporre anche in carne e ossa perché vivente, e tutti i membri della famiglia Kennedy: John, Bob, Ursula, Ethel, Jimmy, Henry, Billy, Max, Theodor, Vanessa, Ramon, George, Teddy, Sammy, Jeff, Lou, Paffy, Mary, Leopold e Groucho Kennedy. I teo-dem della Margherita chiedono come prima scelta San Giovanni decollato, poi Maria Goretti, De Gasperi, Bartali e, nel punto absidale dell'edificio, un assortimento di papi, schierati in formazione tipo, metà in piedi metà accosciati. Berlinguer e Craxi, che tanto hanno fatto discutere in questi giorni, saranno presenti in un fotomontaggio mentre si passano la borraccia sui tornanti dello Stelvio. Bocciata l'ipotesi di esporre anche le loro reliquie, proposte da numerosi sensali ma di dubbia provenienza. Pare certo che quelle di Craxi siano state trafugate dai suoi fan. In una cappella laterale verranno invece raccolti i numerosissimi ex voto dedicati a Bettino, per grazia ricevuta, da centinaia di assessori, appaltatori e finanzieri di tutta Italia.
Gli altri nomi. Per fare solo i principali: Carlo Marx, Jimi Hendrix, Totò, Pasolini, Anna Magnani, Aldo Capitini, don Milani, don Sturzo, don Backy, Togliatti, Franchi e Ingrassia, Andreatta, Françoise Hardy, i Beatles, Silvio Piola, il Quartetto Cetra, Nilde Iotti, Primo Levi, Giulio Einaudi, Allende, Natalino Otto, Hegel, Engels, Sandro Penna, Che Guevara, Domenico Modugno, Eduardo De Filippo, Seneca, Maradona, Rosa Luxemburg, Fausto Coppi, i fratelli Cervi, Giovanni Falcone, Bianca di Savoia, i Gracchi, Fernandel e Gino Cervi, Giorgio Strehler, Severino Gazzelloni, Enzo Ferrari e Socrate.
Lo stretto nesso politico-ideale tra questa rosa di nomi, secondo i probiviri del Pd, è così ovvio che non vale la pena spiegarlo. I visitatori del Pantheon saranno comunque muniti di una matita e dovranno unire l'una con l'altra tutte le facce, formando alla fine una figura-chiave sulla quale viene mantenuto uno stretto riserbo.
Secondo la Margherita sarà il volto della Madonna di Fatima, secondo i diessini Giuseppe Di Vittorio mentre arringa i braccianti, secondo Veltroni Joshua Kennedy (fondatore della dinastia, sceso dal Mayflower in anticipo sugli altri padri pellegrini con un gommone privato), secondo D'Alema Massimo D'Alema.(L'espresso n. 16/2007)

 

 

Messaggio natalizio da Stefano Benni

 

" Cara Meteorite,
gli scienziati hanno detto che distruggerai la terra entro il 2017. Io non so se è vero. So che sul nostro pianeta gli scienziati seri non sono quasi mai ascoltati, e poi si scopre che hanno ragione. Si ascoltano solo gli scienziati che dicono che questa economia e questa scienza sono le migliori possibili, e chi non è d'accordo con loro è un catastrofista e un ecoterrorista.
In effetti il 2017 è un po' presto, io contavo che la terra finisse nel 2046, come sostengono gli scienziati del riscaldamento globale.
Quindi a Natale regalerò solo dolci e cotechini, che vanno bene nel breve periodo.
Ora, cara Meteoritona, vorrei farti una richiesta. Io so che lassù nell'universo avvengono grandi trasformazioni e ribaltoni, miliardi di mondi che nascono e muoiono, stelle che scompaiono come i processi a Previti e buchi neri come i bilanci Tim. Perciò forse, in quel frastuono, non vi giunge la voce di grandi protagonisti cosmici come Mastella, Casini, Calderoli o Scaramella.
Quindi, se avete deciso di farci fuori come un birillo da bowling fate pure.
Forse il nostro paese se lo merita. Se lo merita il popolo dei no-fiscal che piange miseria, e poi si scopre che le vacanze natalizie alle Maldive e ai Tropici sono aumentate del trenta per cento. Se lo merita questa destra che appena ha perso il potere è impazzita di rabbia, neanche sa cos'è la dignità dell'opposizione. Se lo merita questa sinistra molliccia che prende gli schiaffi senza reagire, patteggia e costruisce della finanziarie arroganti che poi deve smontare pezzo per pezzo. Se lo meritano i cosiddetti indecisi che solo perché gli mettono una tassa in più si pentono di aver votato e dimenticano in un giorno cinque anni di governo di centro-destra corrotto, incapace e succube dei super-ricchi.
Un paese che insulta i partigiani, gli omosessuali, gli immigrati, e si inchina a qualsiasi grande ladrone. Un paese intriso di mafia non solo in una regione, ma in ogni dove, dalla grande economia al piccolo cantiere, dalle spartizioni televisive al campionato di calcio. Un paese che, proprio nel momento che l'ha mandato all'opposizione, dimostra di meritarsi Berlusconi e i suoi ispiratori.
Ma anche se non ci credi, cara Meteorite, in questo paese ci sono anche tante persone per bene che si prendono delle responsabilità, che aiutano gli altri , che lavorano e che pensano di essere cittadini con diritti e (orrore!) anche con doveri. Tante persone (ahimè non la maggioranza, e forse mai lo saranno) che non pensano che destra o sinistra siano la stessa cosa. E neanche che sia uguale scegliere onesto o ladro, aria o smog, guerra o diplomazia, progresso e sfruttamento.
Non chiedo una chance per loro: per scegliere quelli da salvare nascerebbero tremila commissioni e sotto-commissioni, ci sarebbero ribaltoni e alla fine arriveresti tu a risolvere la questione (.ma.) credo che questo mondo sia il migliore di tutti, perché non ne ho mai visto un altro.
Ti ringrazio, cara Meteorite, e ti auguro un buon viaggio, stai attenta perché quando arriverai nell'atmosfera terrestre troverai centomila rottami di satelliti, tonnellate di spazzatura intergalattica radioattiva, cessi orbitanti, schizzi di polonio in libertà, e Montezemolo e Silvio che cercano di svignarsela col loro jet personale.
Comunque buon Natale anche a te, cara Meteorite, e se sei stanca, fermati pure a riposare". Stefano Benni
"(Luciano Seno" <kap@...> kapitan1it 26.12.06)

 

 

Onorevole se lo tagli, ovvero l'opposizione sul pisello

 

1 - "Si faccia tagliare il pisello. Se lo tagli e allora venga pure nel bagno delle donne
di Antonello Caporale per "La Repubblica"

"Avevo appena aperto la porta, e oddio..."
Oddio cosa?
"Vedo quello lì che esce dal bagno".
No!
"Sìììììì, guardi è stato terribile. Mi sono sentita mancare".
Mancare quanto?
"Sfibrata"
Addirittura sfibrata.
"Violentata".
Violentata?
"Stuprata. Ecco, stuprata".
Sono le quattro del pomeriggio ed Elisabetta Gardini seduta su una panca nel cortile di Montecitorio sta raccontando l'evento. I toni sono decisamente alterati e purtroppo gli sguardi dei vicini tutti per noi.
Onorevole, adesso deve rilassarsi.
"Mi avevano detto che i problemi con l'onorevole Guadagno...".
... Vladimir Luxuria.
"Io lo chiamo come lo chiama il presidente della Camera: onorevole Guadagno Vladimiro".
Calma, lo chiami pure come crede.
"Dio, Dio!".
Bisogna mantenere i nervi saldi in momenti delicati come questi.
"Ero convinta che avessero trovato una soluzione".
Quale soluzione?
"Ma che ne so! Mi dicono che in alcune palestre hanno messo i bagni per quelli come lui. Questo Palazzo è pieno di bagni, gliene trovino uno per lui".
La percezione che Luxuria ha del proprio corpo è tutta femminile.
"Si faccia tagliare il pisello. Se lo tagli e allora venga pure nel bagno delle donne. Perché non lo fa?".
Onorevole Gardini.
"Ta-glia-te-looooo!".
E' un po' imbarazzante parlare con lei.
"E' stata una cosa schifosa. Fisiologica, non psicologica".
Promette che non se la prende?
"Prometto".
Sembra isterica.
"Disgustata. Ho avuto persino delle difficoltà di ordine fisico a trattenermi in quel bagno".
Vabbè.
"Sono grintosa, ecco".
E poi dicono che il suo cattivo carattere porti Silvio Berlusconi a immaginare per la sua collega Mara Carfagna, più silente ed accomodante, il ruolo di portavoce di Forza Italia che oggi è invece suo.
"Io e Mara siamo amiche".
Amiche amiche?.
"Chi lo dice?"
Alla Camera gira questa voce. Sarà spuntata dal solito covo di serpi.
"Covo di serpi, sì".
Purtroppo.
"Sono gli uomini che vogliono metterci l'una contro l'altra. Questo fanno: aizzano e aspettano che ci scanniamo".
Anche se le può apparire ingiurioso, si aggiunge dell'altro. E cioè che la sua scenata sia un tentativo di far dimenticare la magra figura rimediata al microfono delle Iene.
"Cosa?".
Cos'è la Consob? Ricorda? Non rispose.
"Ma se è stato Guadagno a provocare tutto questo can can! Un alluvione di dichiarazioni, di prese di posizioni, di telefonate. Ancora non riesco a terminare la lettera di protesta che voglio inviare ai deputati questori.
Già lo so, i giornali scriveranno a suo favore. Voi giornalisti siete moderni, noi della destra i retrogradi e i razzisti".
Lei si è appunto augurata un busto ortopedico che tenesse dritta la schiena dei giornalisti.
"Non nego che l'immagine sia stata un po' forte".
Ce ne fosse gente con la sua grinta!
"Però voi dovete essere più obiettivi. Lui è maschio? Vada nel bagno dei maschi!".
Vabbè.
"Sono piena di passione per questo lavoro. La politica mi prende tutta".
Si vede.
"Sono spigolosa".
Donna di carattere.
"Forte".
Anche molto corteggiata.
"Sempre tantissimo in vita mia. Ieri come oggi".
Ora però prevalentemente tra i colleghi del centrodestra.
"No, anche quelli del centrosinistra sono galanti".
La sua grinta un po' li mette in soggezione. Si nota che tengono una
prudente distanza.
"In effetti è una cosa appena accennata".
Ecco.
"E questo Volontè che dice: "Dio ha fatto l'uomo, la donna e altro". Altro che, secondo lei?".
Non saprei più.
"Altro cos'è? E perché nel bagno delle donne?".

2 - La prova della tavoletta

di Stefania Miretti per La Stampa

Un modo semplice e rapido per stabilire quale bagno debba utilizzare l'onorevole Luxuria c'è. Sottoporla/o al test della tavoletta. Accertare da che parte sta, nella quotidiana guerriglia che si svolge in tutte le case abitate da più di un genere sessuale. Se alza la tavoletta per fare pipì, e poi si dimentica di riabbassarla, allora deve utilizzare il wc dei maschi, non si discute. Se invece si lascia cadere sulla tazza sovrappensiero e al contatto con la ceramica gelida sclera augurando cose brutte al precedente avventore, il bagno giusto è quello delle donne, e l'onorevole Gardini la pianti lì di protestare.

Per fare il test della tavoletta bastano cinque minuti. Poi, tutti a lavorare, che se in cinque mesi il Parlamento non è riuscito a risolvere una piccola questione pratica attinente alla vita reale, figurarsi quando si tratterà di legiferare sui cosiddetti temi eticamente sensibili.(Dagospia 28 Ottobre 2006)
 

Errori in Tv.....bipartisan

 

 «Darfur? Sono cose fatte in fretta»

Quei deputati ignoranti (e scelti male)

di Maria Laura Rodotà

 
 

La colpa è di Fini. Non di Fini Giuseppe, Forza Italia, professione dirigente, convinto che il Darfur sia un frenetico stile di vita. Di Fini Gianfranco (An), e poi di Casini Pierferdi (Udc), Fassino Piero (Ds), Rutelli Francesco (Dl) e ovviamente di Berlusconi Silvio e Prodi Romano; più alcuni altri. Perché — ammissione di Goffredo Bettini, senatore Ds molto potente a Roma— la composizione di questo Parlamento è stata decisa da una ventina di persone. La riforma elettorale-proporzionale- berlusconiana ha aiutato parecchio; anzi è stata una tentazione. In cui i leader sono caduti stilando le liste; e molto peccando in omissione di selezione di personale politico decente. Oalmeno che segua il telegiornale. O anche che legga i giornali e qualche libro, guardi i tiggì, e pazienza se ogni tanto si fa una canna, o peggio.

Perché a guardarli, i signori intervistati da Sabrina Nobile delle Iene non paiono cocainomani, o fattoni. Solo imbarazzati e imbarazzanti. Per evitare che facciano pena bisogna qualunquisticamente concentrarsi sull’entità del loro stipendio, e dei fringes. Per evitare di diventare qualunquisti, tanto vale ricordare con contenuta nostalgia la classe politica della prima repubblica; che tra funzionari Pci formati alla scuola delle Frattocchie e notabili Dc magari tromboni ma lettori abituali di quotidiani, non produceva simili disastri. Ma forse è (anche) colpa dello stile di vita-Darfur: la fretta e lo stress non lasciano il tempo di informarsi a distinti e impegnatissimi professionisti.

Per esempio: a dire «Mandela è… un presidente che un po’... sudamericano…del Brasile… Ah sì è vero del Sudafrica… è stato un capsus (un lapsus? Ndr)», è un primario ospedaliero, Francesco Paolo Lucchese dell’Udc. Francesco De Luca (Democrazia Cristiana) che sempre su Mandela risponde è avvocato. Giampaolo Fogliari (sempre Ulivo), convinto che con l’effetto serra la terra si raffreddi, fa il commercialista.

Tornando a Mandela (proprio non interessava, ai nostri deputati, l’«apartid», come dice Lucchese) Maria Ida Germontani, An, giurista d’impresa e direttore legale di gruppi multinazionali (così si legge sul sito www.Camera. it) risponde come una scolara impreparata che traccheggia: «Ci sono diverse opinioni sulla figura di Mandela... »; ma alla domanda «chi è?» scappa sostenendo che deve votare.

Anche Elisabetta Gardini, deputata e portavoce di Forza Italia, quando risponde ricorda certi esami strazianti. Cos’è la Consob? «La Consob… Certo è la Consob… Mi dica lei cos’è la Consob… Sì è la commissione che controlla… ». Basterebbe la parola «Borsa» per strappare un diciotto, ma lei non ce la fa.

E poi: Guantanamo cos’è? Boh. Ah sì è una prigione. E dov’è? «In Iraq o in Afagnistan ». «In Afanistan?». E il martoriato Darfur? «C’entra con la questione del Libano, credo». La competenza sulle questioni internazionali è bipartisan, il primo intervistato era Udc, il secondo dell’Ulivo.

E sul Darfur si consuma la tragedia. L’on. Fini (Giuseppe) è chiaramente convinto che si tratti del fast food: «E’ una moda non italiana, noi siamo il popolo dello stile, del buon mangiare..è che stiamo prendendo velocità e cose di altri Paesi… Darfur..sono cose fatte in fretta». La fine del servizio spezza il cuore ai più sensibili. Fini Giuseppe ha capito di aver detto lo sfondone della sua vita, che verrà sentito da milioni di italiani. Va via tristissimo trascinando il suo trolley, manda via la Iena con un luttuoso gesto della mano. Povero lui, poveri noi. E povero Pierferdi Casini, che propone con forza un test antidroga per i parlamentari ma forse dovrebbe fare un test di cultura generale ai suoi, su Afagnistan, apartid e altro. Già c’è chi lo propone in alternativa, come Rino Piscitello della Margherita.

Intanto il Codacons offre professori gratis ai deputati. Intanto il neodeputato Farinone, sempre Margherita, continua a prendersela con le Iene. Perché lo «pseudogiornalismo della videocrazia, porta solo a instillare nei cittadini la sfiducia e con ciò si apre la strada a nuovi demagoghi. È tempo che i politici seri di qualsiasi schieramento aprano gli occhi». Per leggere un giornale magari, costa molto meno della cannabis, per non parlare della coca.( www.corriere.it 12 ottobre 2006)

 

 

Il risparmio sui veicoli dei carabinieri

 

Preghiera per un popolo

di Jacopo Fo


Caro Dio, perché ce l'hai con noi italiani?
Che ti abbiamo fatto di speciale per farci così male?
Ho guardato la situazione e ho visto che siamo messi proprio male: abbiamo il debito pubblico più alto del mondo.
E siamo quelli a cui danno meno anestetici negli ospedali.
Abbiamo la mafia più potente della terra e la burocrazia più inefficiente...
Siamo quelli con meno pannelli solari ma abbiamo più cellulari, più auto e più omicidi dei francesi, dei tedeschi e dei canadesi. E per non farci mancare niente abbiamo pure il Papa dei cattolici.
E non è che siamo stati più carogne di altri popoli
Tu con noi sei stato spietato fin dall'inizio.
Prima ancora che esistessimo e che potessimo peccare. Ci hai creato la patria in mezzo a un mare tranquillo e caldo e l'hai riempita di fiori e frutti così che poi ci sono voluti venire tutti: fenici, greci e troiani, poi diventati romani e celti, unni, longobardi, arabi e normanni, francesi, spagnoli, tedeschi...
Caro Dio, ci hai fatto nascere in un territorio di conquista. Cosa potevamo fare se non imparare ad arrangiarci, corrompere la guardia, ungere le ruote, trovarci un padrino o una raccomandazione?
E infine ci hai mandato gli americani, che per liberarci dai tedeschi hanno arruolato la mafia intera promettendole qualche ministero...
Per 60 anni ci hanno fatto fare il lavoro sporco a livello mondiale, usandoci come tunnel clandestino tra l'economia criminale e quella legale.
Caro Dio, non potevamo fare altro, l'Italia era distrutta dai bombardamenti e noi iniziammo a fare quel che sappiamo far meglio: intrallazzare.
Dai nostri porti sono passati i traffici segreti tra Unione Sovietica e Stati Uniti, tra Israele e i Paesi Arabi e quelli dell'Occidente con il Sudafrica sotto embargo... Un regalo lì, una spintina là.
Siamo bravi. Abbiamo 35 secoli di esperienza, in questo non ci batte nessuno, caro Dio.
Ma visto che sei tu che hai predisposto tutto questo, non puoi stupirti se adesso siamo messi così male.
E io spero che tu abbia un qualche progetto imperscrutabile in testa, che alla fine ci sia un senso per questo sacrificio disumano del popolo italiano.
E visto che, in fondo, ho fede in te, parafrasando San Francesco abbozzo e dico: grazie Dio, per tutto quello che hai fatto per noi italiani, così da renderci spregevoli e villani.
E ringrazio tutto quanto tu hai creato, pieno di gratitudine.
Grazie fratello Falso in Bilancio, grazie sorella Corruzione, grazie sorella Vigliaccheria dei nostri giornalisti e grazie fratello Indulto dei veri comunisti, grazie a fratello Inciucio e a sorella Censura e grazie pure a sorella Inefficienza.
Però, Dio, ora che t'ho fatto questo atto di modestia, di inchinarmi al tuo augusto, misterioso, desiderio, ti rivolgo una preghiera: oh Dio misericordioso, fammi capire perché l'italiano lo hai fatto il più pirla che c'è.
Qual è il finale a sorpresa? Il momento della redenzione?
Insomma dal letame alla fine nascono i fiori o son tutti soltanto dolori?(www.bengodi.org  09.10.2006)