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Speciale IV Congresso Nazionale                                                                                                                                                                                                          
 

 Il video del congresso: si canta "bella ciao"

Le foto del Congresso

 Il documento politico conclusivo

Il quarto Congresso nazionale del Partito dei Comunisti Italiani, riunito a Rimini nei giorni 27, 28 e 29 aprile 2007, approva il documento politico congressuale, la relazione e le conclusioni del segretario nazionale Oliviero Diliberto.

Il Partito dei Comunisti Italiani è impegnato oggi nella più alta delle sfide che una forza autenticamente di sinistra deve saper affrontare: realizzare quell’unità della sinistra fondata sulla centralità del lavoro, del sapere, e sul dispiegarsi di una piena azione politica e sociale per la difesa e l’allargamento dei diritti sociali, delle libertà e dei diritti civili, delle garanzie democratiche, indispensabili a delineare un futuro di progresso per la nostra comunità nazionale. Il Partito dei Comunisti Italiani si impegna per la realizzazione di quell’unità della sinistra che sia fondata altresì sul pieno rispetto di ogni autonomia ideale, politica e culturale, figlia della grande storia del movimento operaio. La scelta compiuta dai congressi dei DS e della Margherita per la costituzione del Partito Democratico, da una parte è destinata a modificare profondamente il panorama politico italiano, dall’altra obbliga tutte le forze della sinistra italiana a superare le proprie divisioni per ricostruire, con l’unità, un più alto ed incisivo livello di azione politica e di rappresentanza degli interessi sociali delle lavoratrici e dei lavoratori, condizione questa per la realizzazione stessa degli obbiettivi di solidarietà e giustizia sociale, di progresso e di trasformazione economica e culturale indicati nel programma di governo dell’Unione; tra i quali va riaffermato, con determinazione, il rilancio della lotta per la legalità e contro tutte le mafie. Il Congresso dei Comunisti Italiani, nel ribadire la scelta dell’unità della sinistra, indica che questo traguardo dovrà essere il frutto di un processo politico e di un, impegno su cui mobilitare tutto il partito, i suoi gruppi dirigenti, tutte le sue organizzazioni. Il Congresso sottolinea la scelta politica a sostegno del centro-sinistra e del Governo Prodi, in coerenza con la politica del Partito dei Comunisti Italiani fin dall’atto della sua fondazione, e ribadisce che oggi la priorità politica dell’azione di governo devono essere le politiche per il lavoro, la sua sicurezza, la sua dignità e la sua giusta retribuzione, il pieno dispiegarsi delle garanzie contrattuali  e il superamento di ogni forma di precarietà che nega la vita dei lavoratori nel presente e nel futuro. Ed è in tal senso che il Congresso indica la necessità di  un chiaro e profondo cambiamento negli indirizzi di governo in materia di pensioni e di risarcimento sociale alle classi lavoratrici. Il Congresso, nel salutare le significative novità intervenute nella politica estera italiana, ribadisce il suo fondamentale impegno contro ogni guerra e per la pace e la cooperazione tra i popoli, per una Europa soggetto politico autonomo per la costruzione di un nuovo ordine mondiale, non più fondato sull’arbitrio e la volontà di potenza imperiale degli USA, ma sul diritto e la legalità internazionali. I Comunisti Italiani, fedeli alla loro storica ispirazione internazionalista, sono al fianco dei popoli e dei paesi che lottano per la dignità e la libertà, contro le nuove forme di oppressione economica neocoloniale, contro le occupazioni militari e contro la sfruttamento e la morte per fame di milioni di esseri umani, contro la guerra, e per la liberazione e l’emancipazione di tutte le donne e gli uomini del mondo.

 

 Uomini e donne protagonisti

 

di Maurizio Musolino

“Il congresso dei comunisti”, così avevamo titolato sul numero scorso de la Rinascita, si è rivelato anche un congresso in grado di parlare a tutta la sinistra. Questo, oggi possiamo dirlo, è stato il cuore dell’appuntamento di Rimini del Pdci. L’assise dei Comunisti italiani si è rivelata un vero successo andando oltre le aspettative; un risultato dovuto ad una proposta politica, quella della confederazione e dell’unità della sinistra, che gli ultimi eventi hanno reso quanto mai attuale e impellente. Una ricerca di unità che non vuole annientare storie, percorsi e idealità diverse. Per dirla con chiarezza non chiediamo a nessuno abiure, ma ribadiamo con forza di essere e di voler restare orgogliosamente comunisti. Da Rimini parte ora un percorso che dovrà portare la sinistra italiana a trovare nuove forme e modi originali per stare insieme. Non sarà semplice, le resistenze sono sempre dietro l’angolo, come le paure di perdere qualche privilegio, ma l’approdo è obbligato: l’unità appunto. Si inizierà con un coordinamento dei gruppi parlamentari, c’è l’impegno da parte dei gruppi dirigenti dei partiti di sinistra di smussare le polemiche e di consultarsi periodicamente. Ma tutto questo, seppur importantissimo, rischia di risultare vano se non si riuscirà ad incontrare quella voglia di stare insieme e quell’entusiasmo che animano il popolo della sinistra. Uomini e donne, giovani e meno giovani, che vogliono vivere da protagonisti questa nuova stagione politica. Sarà questa la prima sfida che i Comunisti italiani dovranno raccogliere, da subito. Fin dai prossimi giorni si dovrà uscire per le strade, andare nei luoghi di lavoro e di studio, per creare momenti di incontro e di discussione, per far vivere dal basso questo percorso verso l’unità. La campagna elettorale per il rinnovo di molte amministrazioni locali potrà essere una straordinaria opportunità. Noi de la Rinascita cercheremo di fare, come sempre, la nostra parte. Ci mettiamo pienamente in gioco, perché pienamente partecipi della scelta uscita dal congresso di Rimini. Siamo consapevoli di essere una piccola esperienza, ma siamo anche desiderosi di porre le nostre idee al servizio di questo obiettivo.(la Rinascita della sinistra 4.5.2007)

 

 PdCI, un congresso che parla alla sinistra

di Paolo Barbieri

Di norma, a decidere il destino di un Congresso di partito sono i suoi orientamenti politici o la tenuta unitaria dei gruppi dirigenti, ma la riuscita di quello del Pdci deve molto anche alla sua tempistica: la decisione di rinviarlo a dopo la fine dei due Congressi gemelli di Ds e Margherita è servita a cogliere l’attimo. Nei tre giorni del Congresso di Rimini si sono mosse più cose a sinistra che negli ultimi dieci anni.
Le tappe di questa improvvisa accelerazione non rappresentano una vicenda interna e ovviamente non sono solo il risultato dell’azione politica dei Comunisti italiani. Pesa e peserà a lungo, ad esempio, la minaccia dell’ennesima riforma elettorale, e il sospetto, assai diffuso a sinistra, che i partiti “grandi” vogliano usarla per “annientare” per via amministrativa i più piccoli.
Ma c’è dell’altro: la crisi di consenso palpabile nel Paese, dopo i primi mesi del governo di centrosinistra, è una spinta forte a cercare una strada per far pesare di più i contenuti tipici della sinistra, sul lavoro, lo stato sociale, la scuola, la pace. La freddezza della Cgil rispetto al Partito democratico e allo stesso governo Prodi, palesatasi con il teso intervento di Guglielmo Epifani al Congresso Ds, rafforza le ragioni di una ricerca unitaria, per dare una risposta a chi chiede di tenere il lavoro e la difesa dello stato sociale in cima all’agenda politica.
L’uscita di Fabio Mussi, Cesare Salvi e Gavino Angius dai Ds in via di scioglimento ha reso più naturale l’avvio di un patto di consultazione permanente fra i gruppi parlamentari: Pdci, Prc, Verdi e la neonata sinistra democratica, sommati, potranno contare probabilmente su oltre cento deputati e una cinquantina di senatori, una forza di peso notevole, che se riuscirà davvero a coordinare la propria iniziativa politica in Parlamento potrà ridimensionare le ambizioni di egemonia sul governo delle forze che stanno dando vita al Partito democratico. E’ un primo passo concreto.
Ma considerata l’importanza di tutti questi fattori esterni, resta il fatto che a Rimini si sono concentrati alcuni episodi politici degni di nota, che hanno reso più denso il significato del Congresso comunista. Il più vistoso, sul piano simbolico e della “resa” televisiva, è rappresentato dall’accoglienza tributata dalla platea a Fausto Bertinotti: applausi, sorrisi, regali a sancire la chiusura, almeno sul piano umano, di una vecchia ferita. Nello stesso giorno, un dirigente di primo piano di Rifondazione, Giovanni Russo Spena, forzando un po’ la freddezza tradizionale del vertice del suo partito, per la prima volta ha concesso un riconoscimento esplicito alla proposta di confederazione avanzata dal Pdci, affermando: «Qui oggi è stato fatto un grande passo avanti». A influenzare questa reazione, probabilmente, è servita anche l’apertura di Diliberto alla necessità di coinvolgere nel processo unitario i movimenti, le associazioni, il sindacato, e la sua reiterata garanzia, sostenendo: «Non vogliamo abiure».
Infine, l’abbraccio del Congresso a Cesare Salvi che invocava un’accelerazione nella ricomposizione della sinistra: perfino la lontana eco delle divisioni dell’89 (Salvi, come Mussi, era con Occhetto per la “svolta”) viene riassorbita dalla spinta unitaria. Una cosa appare chiara: il Congresso ha segnato la fine di una sorta di larvata conventio ad excludendum della quale il Pdci è stato oggetto in questi anni, che non era servita ad escluderlo dall’alleanza di centrosinistra e dal governo, ma che qualcuno a sinistra aveva dato l’impressione di voler perpetuare anche in questa fase del tutto nuova.
Ora viene il difficile: i Comunisti italiani hanno proposto di concentrare l’unità d’azione sulle cose da fare (lavoro e sapere) al governo e in Parlamento. Un modo per rendere più agevole l’avvio di quel processo di ripensamento complessivo che altri invocano con maggior forza sul piano culturale o (addirittura) dell’identità. Ma proprio sull’equilibrio fra spinta politica unitaria e difesa dell’autonomia e dell’identità il Congresso ha giocato le sue carte. E’ sulla tenuta di questo equilibrio che si gioca il futuro, non solo quello del Pdci, ma probabilmente di tutta la sinistra italiana, quella che c’è, e quella che potrebbe esserci.(la Rinascita della sinistra 4.5.2007)
 

 

 Oliviero Diliberto

"Noi siamo quelli che per primi hanno parlato della necessità di riunificare la sinistra in Italia. Questo è il terzo congresso che facciamo con questa proposta. Quindi ora aspettiamo risposte da parte di coloro che dai Ds non sono confluiti nel Partito democratico e da parte di Rifondazione comunista". A dirlo è stato il segretario nazionale del Pdci, Oliviero Diliberto, oggi in Calabria per il congresso regionale del partito, in merito alle prospettive future della sinistra dopo l' uscita di Fabio Mussi dai Ds e le dichiarazioni del segretario di Rifondazione, Franco Giordano, sulla necessità di accelerare l' aggregazione a sinistra. "Io - ha sostenuto Diliberto - aggiungerei anche i Verdi perché una componente ambientalista a sinistra è molto importante". (21 aprile 2007)

 Essere comunisti oggi

di Luciano Canfora

Il fatto grave, e in certo senso epocale, che sta per prodursi nel panorama politico italiano è la integrale cancellazione, nel principale erede del Pci, delle radici, cioè del nesso con la propria ascendenza comunista. Da destra qualche osservatore acuto lo ha già rilevato, ovviamente con compiacimento. Date le dimensioni e le responsabilità che il partito Ds ha finora avuto, il passo che sta per compiersi rischia di “schiantare” la sinistra come tale. E’ del resto più che emblematico il fatto che il fu partito Democratico della sinistra stia per diventare partito Democratico, e basta.
Certo, le denominazioni contano fino a un certo punto, ma qui è in gioco la sostanza. La fusione dei Ds con un partito di centro (la Margherita) sposta al centro tutto l’asse politico italiano. Di qui la necessità che si ricomponga, a sinistra, una forza consistente e chiara. Di sicuro un contributo lo stanno dando i socialisti, che cercano di riunificarsi per rivendicare, appunto, il valore non obsoleto del socialismo.
I comunisti non possono rimanere spettatori compiaciuti delle proprie ragioni, né continuare a ragionare in termini di possibile crescita elettorale della singola formazione partitica. Debbono promuovere già con l’imminente congresso l’aggregazione a sinistra di cui il nostro paese ha bisogno come contrappeso alla omologazione moderata.
Dunque si dovrà non solo parlare apertamente delle necessità del momento rivolgendosi ai comunisti di Rifondazione (che dovranno pur uscire dalla situazione “provvisoria” cui il loro nome li inchioda) nonché a quanti dei Ds si terranno fuori dal Pd, ma, al tempo stesso, proporre all’intera sinistra, socialisti inclusi, di dar vita ad un programma comune e, appena possibile, ad una aggregazione. Il “temario” del programma non dovrà essere né verboso né pretenzioso, ma essenziale. Intanto converrà ricordare che grandi questioni sono sul tappeto, quantunque si preferisca ignorarle, quasi che si tratti di flagelli “naturali”. Due esempi. Morti sul lavoro e costo scandaloso della politica e del ceto politico. Se porvi rimedio non è facile, parlarne è il primo passo necessario. Ed è anche un modo sano di suscitare una mobilitazione in vista di risultati concreti. Il fatto è che la grave e talvolta micidiale insicurezza sul lavoro dipende, tra l’altro (non unicamente) dall’arruolamento facile dei “senza diritti”. Dunque, oltre alla necessità, messa bene in luce da Luciano Gallino nei giorni scorsi, di intensificare da subito i controlli e di approvare e rendere operativa in tempi rapidi e non millenaristici la legge che il governo ha preparato su questo tema, è indispensabile dare pienezza di diritti politici e sociali ai lavoratori che giungono dai mondi della miseria e che costituiscono un insperato, inesauribile, prezioso e per giunta vilipeso “esercito di riserva”. Affrontare alla radice la nuova e lancinante ingiustizia è un compito cui i comunisti di un paese cosiddetto “occidentale-avanzato” dovrebbero consacrare la loro intelligenza e la loro azione. L’altro tema, di norma pudicamente definito “i costi della politica”, altro non è che l’irruzione del mercato nella politica, per usare una definizione dovuta ad un non-comunista che per troppo breve ora fu inquilino del “pantheon” del Pds, Norberto Bobbio. Tutti sappiamo che l’adorazione feticistica del mercato ha conquistato larga parte del ceto politico italiano quantunque diviso in centrodestra e centrosinistra. E’ urgente far comprendere cosa significhi e cosa comporti il grave snaturamento in direzione mercantile del meccanismo elettorale: le “libere elezioni”, antico cavallo di battaglia della guerra fredda, sono giunte al capolinea della loro evoluzione storica. E’ compito dei comunisti da un lato parteciparvi nelle migliori condizioni possibili e sfruttare ogni spiraglio che l’attuale assetto di potere eventualmente offra ma contemporaneamente spiegare senza sosta di quale “mercato” effettivamente si tratti.
L’asservimento del lavoro dipendente e l’occupazione della pratica elettorale da parte dei più ricchi sembrano aspetti particolari ma vanno al cuore dell’assetto capitalistico del tempo nostro. E’ tempo, dopo la scomparsa del socialismo reale, fallito anche per le sue contraddizioni e ingiustizie, di trovare nuove strade. C’è spazio e ci sono compiti molto seri (non facili e sicuramente anti-demagogici) per i comunisti di oggi.
Il Congresso nazionale dei Comunisti italiani, al di là delle facili ironie degli avversari, dovrà proporsi come compito principale di avviare in tempi brevi la costruzione di un programma comune.

 Rassegna stampa

dal 25 al 29 aprile 2007

CONGRESSO PDCI: A RIMINI PER RICOMINCIARE DA DOVE MORI' IL PCI

(AGI) - Roma, 25 apr. - 'Piu' forti i comunisti, piu' forte l'unita' della sinistra'. Lo slogan del 4° congresso nazionale del Pdci, che si terra' a Rimini da venerdi' 27 a domenica 29 aprile, rivendica con forza l'identita' comunista in cui si identifica il partito guidato da Oliviero Diliberto e soprattutto indica il suo principale obiettivo: rafforzare i comunisti nell'ambito di una sinistra piu' forte. Dar vita alla Federazione della sinistra su cui Diliberto insiste da anni ma che adesso potrebbe davvero fare dei passi avanti alla luce degli ultimi congressi Ds e Dl che hanno dato il via libera alla nascita del Partito democratico. La scelta di Rimini per il congresso non e' casuale, ha spiegato lo stesso Diliberto, e' una "scelta politico-simbolica perche' a Rimini nel '91 si sciolse il Pci e inizio' da allora il big bang della diaspora dei comunisti". Il partito dei comunisti italiani nacque nell'ottobre del '98 in concomitanza con la crisi del governo Prodi, con la scissione dagli 'amici' del Prc. In questi nove anni, il Pdci si e' radicato nel territorio, facendo aumentare i propri consensi: alle ultime elezioni politiche ha ottenuto 885mila voti con una percentuale del 2,3% incrementando di quasi un terzo i propri consensi rispetto alle precedenti politiche del 2001 quando i comunisti italiani ottennero 620mila voti pari all'1,7%.
Alle ultime elezioni europee il Pdci ha ottenuto 780mila voti eleggendo due europarlamentari a Strasburgo. I comunisti italiani hanno formato gruppi parlamentari sia alla Camera che al Senato: a Montecitorio, con 16 deputati, e a Palazzo Madama con 5 senatori i quali, insieme a sei ambientalisti, hanno formato il gruppo Pdci-Verdi. Il tesseramento del 2006 ha segnato quota 43.127. Il Pdci e' presente in tutto il territorio italiano: 30% nel nord, 26,1% al centro, 33,4% al sud e 9,5% nelle isole. Quasi il 40% degli iscritti al Pdci e' sotto i 35 anni. I giovani sono organizzati nella Fgci (Federazione giovanile dei comunisti italiani) che nel 2006 ha toccato quota 7mila iscritti (nel 2005 erano quasi 5mila). Le donne nel Pdci sono oltre un terzo degli iscritti: il 33,9%. Inoltre il partito ha, per statuto, il 50% delle donne nel suo parlamentino nazionale (il Comitato centrale). Il Pdci e' presente anche negli Enti locali: il partito conta 6 assessori e 22 consiglieri regionali. A livello provinciale sono 45 gli assessori e 59 i consiglieri provinciali. I sindaci sono 8. Al congresso ci saranno 1000 delegati, 400 tra invitati e ospiti, 60 delegazioni estere. Venerdi' alle 15, il segretario del Pdci Diliberto aprira' con la sua relazione, poi ci sara' un intervento di saluto di Romano Prodi. Saranno presenti i presidenti di Senato e Camera, Franco Marini e Fausto Bertinotti, quasi tutti i leader di centrosinistra, rappresentanti del mondo sindacale. Non sono stati invitati, invece, esponenti della Cdl, ad eccezione dell'Udc che sara' presente con Mario Tassone e i senatori Luca Marconi e Mauro Libe'.

 

PDCI: A CONGRESSO RIMINI PER RILANCIARE L'UNITA' A SINISTRA DEL PD

(ASCA) - Roma, 26 apr - I comunisti italiani tornano a Rimini, sedici anni dopo il congresso del Pci del 1991 che diede vita al Pds e alla scissione di Rifondazione che ebbe in Sergio Garavini e Armando Cossutta i primi padri nobili.
'La scelta di Rimini e' politica e simbolica. Oggi noi rilanciamo il tema dell'unita' a sinistra', ha precisato il segretario Oliviero Diliberto presentando qualche giorno fa alla stampa il proprio congresso.
Questa volta, infatti, e' all'ordine del giorno - a differenza del 1991 - il possibile ricongiungimento della sinistra, reso ancora piu' attuale da cio' che e' accaduto nei recenti congressi dei Ds e della Margherita che hanno avviato la fase costituente del nuovo Partito democratico. Al congresso del Pdci, che inizia domani al Palacongressi del capoluogo romagnolo e si concludera' domenica 29, oltre all'intervento di Romano Prodi, previsto dopo la relazione di Diliberto, ci sara' infatti anche l'intervento di Cesare Salvi, che prendera' la parola sabato mattina a nome del Movimento della Sinistra democratica promosso da Fabio Mussi e dagli ex diessini che hanno deciso di non aderire al Partito democratico.
Avendo questo Movimento come obiettivo - almeno nelle dichiarazioni di intenti - quello di una ricomposizione della sinistra e non della nascita di un ennesimo partitino, sara' molto interessante ascoltare quale sara' la proposta di Salvi, tra i piu' sensibili alla collocazione nel solco del socialismo europeo di cio' che di inedito puo' scaturire dalla sinistra italiana e candidato a presiedere il gruppo di Sinistra democratica al Senato.
Forte di 900 mila voti (2,3 percento), 16 deputati, 4 senatori, 1 ministro (quello dei trasporti, Alessandro Bianchi), 2 parlamentari europei (Marco Rizzo e Umberto Guidoni), il Pdci insiste da tempo sull'esigenza di costruire luoghi in cui l'intera sinistra possa dialogare e agire unitariamente. Per questo, Diliberto ha proposto in passato un 'Confederazione della sinistra' incontrando pero' una certa freddezza in Rifondazione (che ha reagito definendo 'politicista' la via delle soluzioni organizzative al problema della frammentazione della sinistra radicale). Piu' possibilisti sono stati i Verdi che si sono presentati insieme al Pdci al Senato nelle elezioni di un anno fa. Gli smottamenti e la ristrutturazione in corso - anche se e' improbabile che la confederazione venga proposta nello stesso modo - rendono tuttavia attuale quella idea iniziale che non riusci' a imporsi neppure quando Alberto Asor Rosa e il quotidiano 'il manifesto' proposero una 'Camera di consultazione della sinistra'.
Diliberto, nella sua relazione di domani, provera' percio' a proporre un luogo della sinistra 'senza aggettivi' - quindi ne' comunista, ne' socialista - perche' qualsiasi aggettivo rischia di essere escludente. In piu', tornera' a ricordare che qualsiasi forma di aggregazione dovra' essere fortemente ancorata al mondo del lavoro che rischia di non avere alcuna rappresentanza politica. Al congresso, oltre ai presidenti di Camera e Senato, Fausto Bertinotti e Franco Marini, saranno presenti per Rifondazione pure Giovanni Russo Spena, capogruppo al Senato, e Milziade Caprili, vicepresidente dell'Assemblea di Palazzo Madama. Il dato di novita' del congresso potrebbe essere proprio l'avvio di un certo disgelo nei rapporti tra Pdci e Rifondazione.
Questa volta la presenza dell'intera sinistra nel governo Prodi rende piu' percorribile la proposta di nuove forme unitarie. Sembra davvero lontano il 1998, la data della crisi del primo esecutivo presieduto da Prodi e della scissione di Rifondazione che diede il via - su impulso di Cossutta e Diliberto - alla formazione del Pdci. In quel frangente i comunisti italiani non condivisero la scelta di far cadere il governo di centrosinistra negandogli l'appoggio esterno di Rifondazione. A Rimini, pero', non ci sara' proprio Cossutta, che per qualche anno e' stato il presidente del Pdci: dall'inizio di questa legislatura, dove e' stato eletto al Senato, ha preferito lavorare al progetto unitario della sinistra partecipando ad alcune assemblee promosse dall'Associazione per il rinnovamento della sinistra di Aldo Tortorella, di Uniti a sinistra (il raggruppamento promosso da Pietro Folena) e dell'Associazione rosso-verde (un gruppo che raccoglie alcuni ex Pdci).
Diliberto, nel corso della conferenza stampa di presentazione di questo congresso del Pdci, ha battuto il tasto di un percorso unitario 'oggettivamente indispensabile, altrimenti saremo ininfluenti nella scena politica italiana'. Per questo, ha parlato della necessita' di un 'ricongiungimento familiare con tutte le altre forze che dicono no al Partito democratico, perche' solo uniti si e' piu' forti e si puo' contare di piu'. Soprattutto in un momento come questo in cui si sta pensando ad una legge elettorale con una soglia di sbarramento al 5 per cento' che il segretario del Pdci non esita a definire 'un disegno di annientamento per via amministrativa anziche' per via politica delle forze piu' piccole'. Di qui la netta contrarieta' al referendum che abroga alcune norme dell'attuale legge elettorale e che ha mosso i primi passi proprio con l'avvio della raccolta delle firme.
Diliberto e' anche preoccupato delle ripercussioni che la nascita del Partito democratico potra' avere sulla tenuta della maggioranza di centrosinistra, preludio 'ad una scomposizione e ricomposizione su base moderata della coalizione di governo'.



PDCI:CONGRESSO;DILIBERTO,INSIEME IN UNA GRANDE SINISTRA

ANSA OSPITE ATTESO BERTINOTTI;ASSENTE ARMANDO COSSUTTA PADRE NOBILE (di Yasmin Inangiray)

(ANSA) - ROMA, 26 APR - Il ricongiungimento della 'famiglia della Sinistra', una Sinistra senza aggettivi che unisca in un solo fronte tutte quelle forze ora frammentate e quindi deboli politicamente. Un processo, secondo il Pdci, che puo' essere agevolato dalla nascita della costituente del Pd alla cui sinistra ora si aprirebbe una grande prateria 'rossa'. Anche Diliberto ha un sogno ed e' quello di riuscire a realizzare una grande Sinistra capace di superare i propri steccati.
Nella sua relazione con cui aprira' a Rimini i lavori del 4/o congresso del Pdci, Oliviero Diliberto rilancera' dunque l'obiettivo di unita' delle forze a sinistra del Partito Democratico. Il pragmatico segretario del Pdci guarda con interesse alla diaspora degli ex Ds, al ricongiungimento con il Prc e anche alla costituente socialista. I comunisti italiani a Rimini parleranno di unita' puntando sulla nascita di una 'Confederazione della Sinistra', un leit motiv come ricorda il documento politico approvato nell'ultimo comitato centrale, presente gia' nel secondo congresso, a Bellaria nel dicembre 2001 dal titolo:'A sinistra per l'unita' e il cambiamento'.
L'obiettivo e' dunque la costruzione del 'partito della sinistra', un nuovo soggetto politico che, nelle intenzioni di Diliberto, non dove avere aggettivi che lo caratterizzano. 'Uno vuol fare la 'costituente socialista' un altro 'l'unita' dei comunisti', togliamo gli aggettivi e chiamiamola sinistra, ciascuno con la propria identita', con la propria storia e i propri simboli', e' il ragionamento che il leader del Pdci ripete da qualche giorno. E se l'uscita di Fabio Mussi dai Ds costituisce un segnale importante, il 'cantiere'delle sinistre lanciato dal presidente della Camera Fausto Bertinotti insieme con l'esigenza di costruire 'una massa critica trasversale' rappresentano un altro segnale fondamentale. Ma e'lo stesso presidente di Montecitorio a lanciare un avvertimento a chi pensa che l'obiettivo dell'unita' della sinistra sia facile da raggiungere: 'Coloro che appartengono alla sinistra del Partito democratico - dice - non si cullino nell'idea di una rendita di posizione del tipo: siccome si fa il Pd, dunque nascera' un soggetto unitario della nuova sinistra'.
Domani dunque Fausto Bertinotti sara' tra gli ospiti piu' attesi al congresso, assente, invece, Armando Cossutta, co-fondatore del Pdci nel 1998, ma da tempo lontano dalle scelte del gruppo dirigente.
A giugno dell'anno scorso Cossutta invio' una lettera ad Oliviero Diliberto per annunciare le dimissioni da presidente del Pdci, mentre meno di una settimana fa, l'ex presidente del Pdci ha annunciato le sue dimissioni anche dal partito e la decisione di non prendere parte al congresso.
Dopo la relazione di Diliberto, sul palco del congresso salira' per un saluto il premier Romano Prodi. Non ci sara' invece Franco Giordano segretario di Rifondazione Comunista, a rappresentare il Prc sara' il capogruppo del Prc al Senato Giovanni Russo Spena.



PDCI: CONGRESSO; PARTITO SPEGNE 9 CANDELINE, LE TAPPE/ANSA
DALLO STRAPPO CON BERTINOTTI ALLE ASSISE SENZA COSSUTTA


(ANSA) - ROMA, 26 APR - Domani a Rimini il Pdci arriva al 4/o congresso, il primo senza il 'padre fondatore' Armando Cossutta. Ecco una cronologia delle tappe principali della sua storia:
5 ottobre 1998 - Armando Cossutta si dimette dalla presidenza del Prc, dopo che il Comitato politico ha approvato la mozione Bertinotti per votare contro la Finanziaria del governo Prodi. Nei giorni successivi la spaccatura si allarga. Il 9 Cossutta e i suoi votano a favore del Governo, che cade per un solo voto.
11 ottobre 1998 - Si svolge al cinema Metropolitan di Roma l'assemblea dei militanti che si riconoscono nelle posizioni di Cossutta. Il 15 e' presentato il simbolo del Partito dei comunisti italiani (Pdci), simile al vecchio emblema del Pci.
21 ottobre 1998 - Si forma il governo D'Alema. Per il Pdci ci sono Diliberto alla Giustizia e Bellillo agli Affari regionali.
23 maggio 1999 - A Fiuggi il congresso di fondazione del Pdci elegge Armando Cossutta alla presidenza del partito.
13 giugno 1999 - Elezioni europee: al Pdci il 2% e due seggi.
25 aprile 2000 - Nuovo governo Amato. Per il Pdci entra Nerio Nesi ai Lavori pubblici. La Bellillo va alle Pari Opportunita'.
29 aprile 2000 - Il comitato centrale elegge Oliviero Diliberto segretario del partito.
13 maggio 2001 - Elezioni politiche: il Pdci si presenta da solo nella quota proporzionale, ma si ferma all'1,7%. L'adesione alla lista Girasole con Verdi e Sdi era sfumata.
13 dicembre 2001 - A Bellaria, comincia il secondo Congresso nazionale del Pdci. Il 16 il nuovo Comitato centrale, composto per la meta' di donne come stabilisce il nuovo statuto, rielegge Diliberto segretario e Cossutta presidente.
22 febbraio 2004 - A Rimini, il terzo congresso del Pdci conferma Diliberto segretario e Cossutta presidente.
12 giugno 2004 - elezioni europee: il Pdci sale dal 2 al 2,4%.
5 maggio 2005 - Nerio Nesi lascia il gruppo Pdci per lo Sdi.
21 dicembre 2005 - Verdi e Pdci si presenteranno insieme al Senato nelle elezioni del 2006 in quindici regioni.
18 gennaio 2006 - Per protesta contro la mancata candidatura, Pagliarulo e Maura Cossutta lasciano direzione e segreteria.
10 aprile 2006 - Il centrosinistra guidato da Prodi vince per un soffio le elezioni. Il Pdci prende il 2,3% alla Camera e 16 deputati e il 4,2% al Senato insieme ai Verdi (11 senatori).
17 maggio 2006 - Prodi forma il Governo. Per il Pdci c'e' Alessandro Bianchi ai Trasporti.
22 giugno 2006 - Cossutta si dimette da presidente del Partito.
21 gennaio 2007 - Di fronte all'ipotesi della nascita del Pd, il segretario Diliberto rilancia l'idea di un soggetto politico che raggruppi tutte le realta' a sinistra dei Ds.
21 febbraio 2007 - crisi del governo Prodi dopo che il Senato, per 2 voti, boccia la relazione D'Alema sulla politica estera. Uno dei 'ribelli' e' Fernando Rossi, eletto per i Verdi-Pdci.
21 aprile 2007 - Cossutta annuncia che lascia il Pdci e non partecipera' al congresso. 'Io liberamente comunista - annuncia - intendo impegnarmi coerentemente nel lavoro per la costruzione di un'ampia popolare unita' della sinistra'.



PDCI/ CONGRESSO GUARDA A MUSSI E BERTINOTTI, MA IL PARTITO RESTA
Palermi:scioglimento no. A Rimini torna Bertinotti manca Cossutta

Roma, 26 apr. (APCom) - L'avvio del processo di costituzione del Partito democratico ha ridato slancio ai tentativi di ricostruire un tessuto unitario a sinistra: il primo appuntamento politico di rilievo nel quale misurare la temperatura del dialogo a sinistra del Pd è il quarto Congresso nazionale dei comunisti italiani, che si apre domani e si chiude domenica a Rimini.
La relazione del segretario del Pdci Oliviero Diliberto, prevista per domani attorno alle 15, "sarà di grandissima apertura", dicono i suoi collaboratori più stretti. Diliberto ha spiegato nei giorni scorsi di aver scelto Rimini per un "ricongiungimento familiare", visto che è il luogo dove si svolse nel 1991 il congresso di scioglimento del Partito comunista italiano. Fuori dal Pd però gli ex comunisti di Mussi, Salvi (ai quali si è aggiunto negli ultimi giorni Angius, che però non fa parte della stessa area), hanno sottolineato, nella loro battaglia al congresso Ds, il loro legame con il socialismo europeo, e per questo il leader del Pdci ha parlato di "sinistra senza aggettivi", che metta al centro i temi del lavoro, come asse possibile di una riunificazione.
Promotore principale del nuovo tentativo di ricomposizione a sinistra è il presidente della Camera Fausto Bertinotti, che ha spiazzato tutti (anche il suo partito) proponendo, dopo la crisi di febbraio, l'apertura di un 'cantiere'. Non a caso, Bertinotti sarà per la prima volta ospite di un appuntamento del Pdci, quasi dieci anni dopo la drammatica rottura del 1998, quando Armando Cossutta e Oliviero Diliberto cercarono senza successo di salvare il governo Prodi e lasciarono Rifondazione. Curiosamente, nel giorno del ritorno di Bertinotti fra gli ex compagni, mancherà per la prima volta proprio Cossutta, uscito dai Comunisti italiani dopo che i suoi fedelissimi erano stati messi ai margini del partito nello scontro con l'emergente Marco Rizzo.
Bertinotti, che ci aveva già provato aprendo il suo partito alla cooperazione con i movimenti nel progetto della Sinistra europea, spinge sul superamento degli attuali assetti organizzati. Oggi Bertinotti, intervistato dal settimanale 'Left', rilancia il suo monito a compagni del presente e del futuro: nessuno si culli "nell'idea di una rendita di posizione del tipo: siccome si fa il Pd, dunque nascerà un soggetto unitario della nuova sinistra".
Non ci sono scorciatoie o automatismi, dice il presidente della Camera, ma serve "una grande operazione di formazione e innovazione della cultura politica di sinistra"
Lo stesso Bertinotti fino ad oggi ha dovuto fare i conti con qualche resistenza al 'cantiere' del segretario Franco Giordano, che puntava più a una Sinistra europea allargata in qualche forma alla ex sinistra Ds e al più a qualche ex cossuttiano uscito dal Pdci. Ma oggi lo stesso Giordano, intervistato su 'Liberazione', ha aperto all'accelerazione del 'cantiere' verso un nuovo soggetto politico proposta dal'ex Ds Giovanni Berlinguer.
Giordano però, tra gli appuntamenti di rilievo per la sinistra, non ha citato il congresso Pdci (che diserterà, il Prc sarà rappresentato a Rimini dal capogruppo a Palazzo Madama Russo Spena e dal vicepresidente del Senato Caprili).
Il Pdci considera Bertinotti l'interlocutore privilegiato e possibile leader della futura area politica della sinistra, anche se, avverte la capogruppo al Senato Manuela Palermi, "stiamo tentando la costruzione di un processo unitario, ma non pensiamo a scioglierci né a un nuovo partito, è una discussione assolutamente prematura. La nostra proposta resta quella di una confederazione, poi chiamiamola anche in un altro modo, in ogni caso non pensiamo sia possibile che nessuno rinunci alla sua identità".
A Rimini, subito dopo il segretario Diliberto, parlerà Romano Prodi, a testimoniare il legame saldo del Pdci con il governo.
Ma le presenze degli ospiti previste sulla Riviera dimostrano un interesse non marginale per le assise di un partito comunque minore: 900mila voti alle ultime politiche, 40mila iscritti, 16 deputati e 3 senatori (ne aveva eletti 5, ma Cossutta e il 'dissidente' Rossi sono fuori dal partito). Oltre a Prodi, sarà presente il vicepremier Francesco Rutelli, leader della Margherita, i ministri Parisi, Santagata, Fioroni e Di Pietro (leader di Idv), lo Sdi con Boselli e Villetti, e un po' di centristi di varia estrazione come l'autonomista Giovanni Pistorio e il vicesegretario dell'Udc Mario Tassone. Ci sarà il leader della Cgil Guglielmo Epifani, e quasi al completo i vertici delle categorie, a cominciare dal leader delle Fiom Gianni Rinaldini. Profilo un po' meno spiccato per la delegazione dei Ds, guidata dal responsabile Organizzazione Andrea Orlando, molto atteso invece, nella giornata conclusiva, l'intervento di Cesare Salvi, a nome della Sinistra democratica transfuga dalla Quercia.



PDCI: RIMINI, IV CONGRESSO NAZIONALE AI BLOCCHI DI PARTENZA
OGGI LA RELAZIONE DI DILIBERTO, PRODI PORTERA' IL SUO SALUTO


Rimini, 27 apr. - (Adnkronos) - (dall'inviata Maria Elena Molteni) - 'Piu' forti i comunisti, piu' forte l'unita' della sinistra'. Questo lo slogan con il quale prende il via il IV Congresso nazionale dei comunisti italiani a Rimini, nella sede del Palazzo dei Congressi presso la vecchia struttura fieristica. A fare gli onori di casa il segretario Oliviero Diliberto, che prendera' la parola dal palco per la sua relazione alle 15.
Ospiti della prima giornata (l'assise si concludera' domenica alle 12 con la relazione finale affidata al segretario), il presidente del Consiglio, Romano Prodi, che portera' il suo saluto dal palco, il presidente della Camera Fausto Bertinotti, il vicepremier Francesco Rutelli, il ministro della Difesa Arturo Parisi, il ministro per l'Attuazione del programma Giulio Santagata, il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, una delegazione dell'Udc guidata dal vicesegretario vicario Mario Tassone, il viceministro all'Economia Paolo Cento e il senatore Giovanni Russo Spena di Rifondazione.
Intanto, mentre nell'Auditorium i tecnici stanno concludendo le prove audio e luci, i delegati fanno il loro ingresso in fiera. Sono circa un migliaio provenienti da tutte le regioni italiane. Il palco della sala centrale e' interamente rivestito di rosso, compreso il podio, dove si avvicenderanno i relatori per gli interventi. Ai lati dell'ingresso due grandi manifesti: 'L'Italia non si U.S.A., via le basi della guerra', recita il primo e '1° maggio. Sulla pelle il sudore non ha colore', il secondo.
Distribuito a tutti i presenti 'La rinascita della sinistra', settimanale di politica e cultura che apre con due interventi: una lettera di Diliberto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e una riflessione affidata a Luciano Canfora, sul significato di 'Essere comunisti oggi'. All'interno appunti di Moni Ovadia, Margherita Hack, Alda Merini, Milva, Bebo Storti e Gino Paoli.
Se Ovadia fa appello alla necessita' di 'unire tutte le forze che si collocheranno a sinistra del Partito democratico, senza cavilli sulle differenze, perche' cio' che unisce la sinistra Ds, i Comunisti italiani, i Verdi e Rifondazione comunista, e' di gran lunga piu' significativo di cio' che li divide', Hack, astrofisica lamenta 'l'ingerenza del Vaticano'. 'Il partito -dice- deve fare una lotta a tutto questo e anche alla legge 40, perche' si vada avanti a riconoscere i diritti delle persone e anche delle unioni di fatto'.
La poetessa milanese Alda Merini, invece, guarda ai giovani e li incita a 'pretendere liberta''. Milva 'la rossa' porta il suo saluto dalle pagine de 'La rinascita' auspicando coesione e significativo aumento dei numeri del partito. L'attore e musicista Bebo Storti si sofferma, invece, sul tema dei diritti degli esclusi, mentre Gino Paoli denuncia 'qualunquismo e disimpegno'. 'La sfiducia -afferma- non la possiamo sottovalutare, ma non si puo' dare colpa sempre ai politici. La societa' civile e' disimpegnata'.
Ma il grande tema di questo IV Congresso sara' inevitabilmente e soprattutto uno: l'unita' della sinistra, all'indomani della nascita del Partito democratico e della scissione dei Ds con Fabio Mussi e Gavino Angius, rispettivamente firmatari della seconda e terza mozione congressuale della Quercia, che hanno deciso di intraprendere un'altra strada, piu' a sinistra rispetto a quella del segretario della Quercia Piero Fassino e del presidente Massimo D'Alema.



CONGRESSO PDCI: TUTTO PRONTO, CAMPEGGIA FALCE E MARTELLO

(AGI) - Rimini, 27 apr. - Un enorme disco (otto metri di diametro) dinanzi al palco con falce e martello sulla bandiera rossa, simbolo del Pdci. Sulle note dell'Inno di Mameli, dell'Internazionale e dell'inno dei lavoratori, si apriranno i lavori del quarto congresso dei comunisti italiani che, come e' evidente, rivendicano con forza la loro identita' di sinistra.
A cominciare dall'iconografia che qui viene esibita con fierezza, mentre altri hanno preferito da tempo metterla in soffitta.
A Rimini, nei capannoni della vecchia fiera dove nel gennaio del '91 mori'il Pci cambiando pelle in Pds, il partito guidato da Oliviero Diliberto rilancera' l'unita' della sinistra contrapponendola alla scommessa del Partito democratico.
Prima giornata di un congresso che chiudera' i battenti domenica: tra poco la relazione di apertura del segretario, poi il saluto di Romano Prodi. Molti gli esponenti di governo, tra cui Francesco Rutelli, ci sara' il presidente della Camera, Fausto Bertinotti e numerosi leader politici. In platea, 1000 delegati, 400 tra invitati e ospiti, 60 delegazioni estere.



PDCI: RUSSO SPENA, OBIETTIVO E'CONFRONTO POLITICO A SINISTRA

(ANSA) - RIMINI, 27 APR - 'Il nostro obiettivo non e' solo quello di riunificare i partiti esistenti o fare una aggregazione di ceti politici ma aprire un grande processo e un confronto politico a sinistra'. Lo sottolinea il capogruppo del Prc, Giovanni Russo Spena, arrivando al congresso dei comunisti italiani a Rimini.


PDCI: TASSONE, IO QUI PERCHE' CI HANNO INVITATO

(ANSA) - RIMINI, 27 APR - 'Sono qui perche' il nostro partito ha raccolto l'invito dei comunisti italiani. Siamo stati invitati ed eccoci qui'. Lo sottolinea l'esponente dell'Udc Mario Tassone arrivando al congresso dei Comunisti Italiani.



PDCI: FAUSTO BERTINOTTI ARRIVATO AL CONGRESSO

(ANSA) - RIMINI, 27 APR - Il presidente della Camera Fausto Bertinotti e' appena giunto al congresso dei comunisti italiani senza rilasciare dichiarazioni. 'Sono qui in veste ufficiale', e' l'unico commento del presidente di Montecitorio.



PDCI: PRODI, ATTENDO IL DIBATTITO

(ANSA) - RIMINI, 27 APR - Il presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi e' arrivato a Rimini al congresso dei comunisti italiani. 'Siamo venuti a un congresso di un partito della nostra coalizione - ha detto Prodi - con molta felicita' e attendiamo il dibattito. Ci sentiamo dopo...'. Prodi ascoltera' fra poco la relazione introduttiva del segretario del partito Diliberto.



PDCI: CONGRESSO; DILIBERTO, CI DISPIACE ASSENZA COSSUTTA

(ANSA) - RIMINI, 27 APR - Oliviero Diliberto aprendo il quarto congresso del partito a Rimini ha esordito nella sua relazione con un riferimento ad Armando Cossutta che ha lasciato il partito ed ha disertato le assise. 'Egli e' stato il fondatore di questo partito e ci dispiace non averlo qui tra noi - ha detto Diliberto dal palco - ma continuiamo a dirgli, anche attraverso questa tribuna: grazie, caro compagno Armando Cossutta'.
Diliberto pero' non ha nascosto una punta di amarezza quando ha osservato che mentre Cossutta 'non lesina aspre critiche' al partito, da parte sua non c'e' stata, invece, mai nessuna volonta' di 'polemizzare con lui'.


PDCI: STANDING OVATION PER FAUSTO BERTINOTTI

(ANSA) - RIMINI, 27 APR - Il presidente della Camera Fausto Bertinotti fa il suo ingresso in sala accolto da una standing ovation. Molti delegati dei comunisti italiani gli gridano 'bravo presidente'. Ad accogliere Bertinotti ai piedi del palco c'e' il segretario del Pdci Oliviero Diliberto che lo abbraccia sommerso dai flash dei fotografi.



PDCI: PRODI ACCOLTO DA APPLAUSI AL CONGRESSO

(ANSA) - RIMINI, 27 APR - Il presidente del Consiglio Romano Prodi e' stato accolto da grandi applausi quando e' entrato nella sala principale del congresso del Pdci dove, fra poco, ascoltera' la relazione del segretario Oliviero Diliberto. Prodi, accompagnato dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi e dal capogruppo al Senato Manuela Palermi, si e' fermato a salutare alcuni delegati. Dalla platea gli hanno urlato 'Forza Romano' e 'Romano facci sognare'. Poi si e' seduto in prima fila accanto al presidente della Camera Fausto Bertinotti. Una vera e propria ovazione si e' alzata in sala quando Diliberto e' andato a salutarlo.



PDCI: AL CONGRESSO TUTTI IN PIEDI PER BANDIERA ROSSA

(ANSA) - RIMINI, 27 APR - Sulle note di Bandiera Rossa i delegati al congresso del Pdci si alzano in piedi battendo le mani. I flash dei fotografi ora sono tutti per il segretario del partito Oliviero Diliberto in piedi al lato della sala accanto all'eurodeputato Marco Rizzo.



SDI: BOSELLI, LAVORIAMO PER CANTIERE AREA SOCIALISTA

(AGI) - Rimini, 27 apr. - "Lavoriamo per un cantiere che vede vivere in Italia la forza socialista e laica che rischia di scomparire". Lo ha detto Enrico Boselli, segretario Sdi, a margine del quarto congresso nazionale del Partito dei comunisti italiani che si e' da poco aperto a Rimini. "E' una forza - ha aggiunto Boselli - che deve far parte del Partito socialista europeo, c'e', infatti, una certa differenza tra il Partito socialista europeo e la sinistra". Infine Boselli ha sottolineato come in Europa "sinistra e' sinonimo di socialista".



UNIONE: RUSSO SPENA, URGENTE COSTRUIRE LA SINISTRA

(ASCA) - Rimini, 27 apr - 'Credo che sia urgente, anzi necessario, costruire non un nuovo soggetto di sinistra ma la sinistra'. Lo ha detto il capogruppo di Rifondazione alla Camera, Giovanni Russo Spena, arrivando al congresso dei comunisti italiani a Rimini. Dopo il congresso dei Ds di Firenze, secondo Russo Spena, 'occorre un surplus di volonta' politica, uno sforzo soggettivo anche di grande innovazione culturale per costruire la sinistra in questo paese. Ovviamente - ha precisato - questo non si fa riunificando soltanto i partiti esistenti, contro i quali non abbiamo nulla, ma deve essere un grande progetto di confronto, di rinnovamento e di visione alternativa della societa''. Quella che si presenta in questo momento, secondo l'esponente di Rifondazione, e' 'un'occasione che non possiamo perdere, non possiamo bruciarla in un corto circuito organizzativo'. 'Ci accingiamo a costruire - ha concluso Russo Spena - il grande cantiere della sinistra con luoghi territoriali e nello stesso tempo con patti, accordi e coordinamento a livello istituzionale di deputati e senatori'.



PDCI/ SI APRE IL CONGRESSO NAZIONALE A RIMINI Mille delegati. Tra gli invitati Prodi, Bertinotti e Rutelli

Rimini, 27 apr. (Apcom) - Prende il via al Palacongressi di Rimini il quarto congresso nazionale dei comunisti italiani, all'insegna "dell'unità della sinistra". Mille sono i delegati, 400 gli ospiti e 60 le delegazioni straniere. In platea, tra le autorità c'è il presidente del Consiglio, Romano Prodi, che è stato accolto con un abbraccio dal segretario generale del Pdci, Oliviero Diliberto. Tra gli altri sono presenti il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, il ministro della Difesa, Arturo Parisi, il vicepremier Francesco Rutelli, il segretario dello Sdi, Enrico Boselli, il vicepresidente dell'Udc, Mario Tassone e il segretario nazionale della Cgil, Guglielmo Epifani.
Il titolo scelto per il congresso è "Più forti i comunisti più forte l'unità della sinistra".
Prima dei saluti e dell'intervento inaugurale del segretario Diliberto, la platea si è alzata in piedi per accogliere gli invitati e per ascoltare uno degli inni storici del partito, "Bandiera rossa". Una 'giovane compagna' ha letto la proposta per istituire la direzione del congresso, formata da circa una sessantina di rappresentanti della direzione nazionale, che si siedono sul palco realizzato al Palacongressi in una tribuna di due file, secondo lo stile tradizionale del Partito comunista.
Alle spalle dei componenti della direzione nazionale è stato posto il logo storico del Pdci, la falce e il martello, con un diametro di otto metri. Sul palco e nella sala è il rosso il colore dominante.
Dopo l'inno nazionale di Mameli, dalla regia hanno proposto l'altro inno storico, quello dei lavoratori, che i compagni hanno accompagnato alzando il braccio sinistro con il pugno chiuso.
Prima dell'avvio dei lavori del congresso con la relazione del segretario nazionale Oliviero Diliberto, ha preso la parola l'ex senatore Antonino Cuffaro (che probabilmente sarà eletto alla rpesidenza del partito) che, oltre a portare un saluto all'assemblea e a insediare ufficialmente la presidenza del congresso, ha letto il messaggio inviato dai comunisti italiani al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Cuffaro ha poi chiesto ai delegati e agli ospiti presenti di alzarsi in piedi per rispettare un minuto di silenzio e commemorare Renato Albertini e Nedo Barzanti, ex parlamentari del Pdci scomparsi recentemente.
Ha preso ora la parola il segretario nazionale per leggere il suo intervento.


PDCI: DILIBERTO, PRIMO CONGRESSO SENZA COSSUTTA E DISPIACE NON AVERLO QUI

Rimini, 29 apr. - (Adnkronos) - "Vi e' un ultimo adempimento per chi come me ha l'onore e l'onere di aprire il congresso con la relazione. Ed e' un adempimento, tutt'altro che formale, che svolgo volentieri e di cuore. Sarebbe infatti stolto e ingeneroso che noi non sottolineassimo che questo Congresso nazionale e' il primo che teniamo senza la presenza, per sua scelta, di un compagno al quale tutti noi, ed io in particolare, dobbiamo moltissimo". Cosi' il segretario del Pdci Oliviero Diliberto, aprendo il quarto congresso nazionale dei comunisti italiani a Rimini, ricorda Armando Cossutta: "questo compagno - dice - ha scelto di lasciare il nostro partito e non gli lesina certo aspre critiche".
"Io, viceversa, non intendo, come ho sempre fatto sinora - continua Diliberto - e a questo criterio intendo continuare scrupolosamente ad attenermi, minimamente polemizzare con lui. Da me, nei suoi confronti, non sentirete mai alcuna parola che non sia di riconoscenza politica e di affetto. Egli e' stato il fondatore di questo partito e ci dispiace - conclude - non averlo qui tra noi: ma continuiamo a dirgli, anche attraverso questa tribuna: grazie, caro compagno Armando Cossutta".



PDCI/ DILIBERTO: IL PRIMO SALUTO E' PER BERTINOTTI
L'applauso più lungo per il presidente del Consiglio Romano Prodi

Rimini, 27 apr. (Apcom) - "Se il cerimoniale lo consente il saluto è al caro compagno Fausto Bertinotti". Cominciano così i ringraziamenti del segretario del Partito dei comunisti italiani, Oliviero Diliberto, dal palco di Rimini dove ha dato ufficialmente inizio al IV congresso del partito. Il primo saluto è proprio all'ex compagno e presidente della Camera, Fausto Bertinotti, arrivato al Palacongressi per ascoltare Diliberto, e applaudito calorosamente dai delegati e dai membri del partito.
"Saluto e ringrazio il presidente del Consiglio, Romano Prodi", ha quindi proseguito Diliberto, salutando il premier seduto il prima fila; a lui la platea ha rivolto l'applauso più lungo.
"Saluto e ringrazio il vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli, i ministri, le autorità e ringrazio - ha proseguito il leader del Pdci - il presidente del Senato Marini che domani sarà qui con noi".
Ringraziamento caloroso anche per la "delegazione autorevolissima della Cgil, guidata dal compagno Guglielmo Epifani".
Prima di cominciare il proprio discorso, Diliberto ha quindi voluto inviare il proprio ringraziamento e saluto anche al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e alle 60 delegazioni estere presenti al congresso. Un saluto speciale il segretario del Pdc lo ha anche voluto rivolgere, chiedendo "il più caloroso applauso" ai militanti che lavorano per l'organizzazione logistica del congresso.



DILIBERTO, ABBIAMO VINTO ELEZIONI, UN BENE PER LA DEMOCRAZIA

(ANSA) - RIMINI, 27 APR - 'Abbiamo vinto noi le elezioni e cio' e' un bene per l'Italia intera e per la nostra democrazia': cosi' Oliviero Diliberto che nella relazione di apertura del IV Congresso del Pdci ha sottolineato come l'Italia sia 'migliore di un anno fa'.
Diliberto ha osservato come subito dopo le elezioni politiche si fosse creata una situazione 'rischiosa dal punto di vista delle piu' elementari garanzie democratiche', e ha citato tra l'altro la 'palude politica' della commissione Mitrokhin.
Ma qualche ombra resta: 'Se dopo cinque anni nei quali il governo di destra ha sistematicamente calpestato i diritti, cercato di stravolgere le conquiste dei lavoratori, precarizzato il lavoro, distrutto e umiliato la scuola, irriso al mondo della cultura, militarmente occupato le tv, ha legiferato pressoche' solo a favore di se', portato l'Italia in uno scenario terrificante di guerra, ebbene - ha concluso Diliberto - dopo cinque anni cosi', se meta' degli italiani ha votato ancora per Berlusconi io credo che si sia sbagliato anche nel centrosinistra, anche a sinistra'.


CONGRESSO PDCI: DILIBERTO, MASSIMA LEALTA' SOSTEGNO GOVERNO

(AGI) - Rimini, 27 apr.- "Il governo Prodi, al quale partecipiamo con modalita' originali e' l'equilibrio piu' avanzato possibile negli attuali rapporti di forza. Lo sosteniamo dunque e lo sosterremo con la massima lealta'". Lo dice il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, nella sua relazione con la quale ha aperto a Rimini il quarto congresso del Partito dei comunisti italiani. "Noi, che vogliamo aiutare il governo, affermiamo dunque nel nostro congresso che - prosegue Diliberto - cercheremo di aiutarlo, nella massima lealta', ma aiutarlo significa anche correggere gli errori, le lacune, i difetti".
Riferendosi all'ultima manovra economica il segretario non nasconde che: "La legge Finanziaria non ha giovato alla credibilita' del governo. Certo, occorreva risanare. Ma i ticket sanitari hanno rappresentanto una ferita, tanto da essere dovuti intervenire successivamente per correggerli. Il taglio del cuneo fiscale ha agevolato solo alle imprese.
Lavoratori e pensionati non hanno concretamente avvertito miglioramenti nella propria condizione". Oliviero Diliberto ricorda anche che il congresso del Pdci si svolge "subito dopo il termine dei rispettivi congressi Ds e Margherita, per poter valutare appieno i loro esiti e confrontarci con la fase di grande movimento e di grandi trasformazioni che essi consegnano alla sinistra, al centrosinistra e a tutto il Paese".



PDCI: DILIBERTO, CONTRO GOVERNO OPERANO FORZE POTENTI


(ANSA) - RIMINI, 27 APR - 'Contro il governo operano forze potenti, la prima delle quali e' l'amministrazione attuale degli Stati Uniti d'America'. Lo ha affermato Oliviero Diliberto nella relazione d'apertura del quarto congresso del partito a Rimini.
'Siamo giunti al punto, mai accaduto, che l'ambasciatore americano ha organizzato una lettera di sei ambasciatori esteri per interferire ufficialmente negli affari interni del nostro paese. Siamo alleati degli Usa - ha proseguito Diliberto - ma non ne siamo sudditi'. Quindi la richiesta del ritiro delle truppe dall'Iraq.



PDCI: DILIBERTO, SIAMO ALLEATI DEGLI USA MA NON SUDDITI

(ASCA) - Rimini, 27 apr - 'Dopo 5 anni di subalternita' ai limiti del grottesco, la politica estera italiana ha ripreso un cammino tradizionale, di pace e di cooperazione internazionale'. Oliviero Diliberto riconosce nella sua relazione al 4* congresso la validita' della politica estera del governo e sottolinea: 'Siamo alleati degli Usa, ma non ne siamo sudditi. Siamo amici, ma autonomi nelle scelte'.
Ritiro dall'Iraq, politica medio-orientale, ripresa dell' 'equivicinanza' tra Israele e Palestina 'sino all'invio di truppe italiane in Libano come forze autenticamente di interposizione di pace, che salutiamo con convinzione' diplomazia e 'non minacce' contro l'Iran, apertura di dialogo con la Siria 'le cui numerose ed autorevolissime delegazioni qui salutiamo', politiche verso l'Africa, dialogo 'operoso' verso Cina ed India. Sono questi i capisaldi dell'iniziativa della Farnesina.
'Abbiamo infine ripreso una convinta politica europeista, abbandonata negli anni del governo precedente, unica garanzia possibile per un efficace ruolo del vecchio Continente in un mondo multipolare, quale noi vorremmo' aggiunge Diliberto.
'Abbiamo una politica estera, dunque, che non puo' piacere a chi ha fatto della guerra preventiva e permanente la caratteristica saliente della propria azione internazionale' sottolinea il segretario del Pdci, che rileva: 'Il terrorismo e' drasticamente aumentato, le poverta', le ingiustizie, le epidemie, l'analfabetismo, la siccita', la fame: tutte le principali contraddizioni del pianeta crescono. La guerra e' la risposta piu' dannosa. Non solo eticamente sbagliata.
Politicamente inutile. Occhio per occhio e il mondo diventera' cieco'.



PDCI: CONGRESSO: DILIBERTO, QUE VIVA CUBA!

(ANSA) - RIMINI, 27 APR - Oliviero Diliberto nella sua relazione di apertura del congresso del Pdci ha dedicato un passaggio a quella 'piccola isola caraibica alla quale - ha detto - 'continueremo ad essere vicini, a sostenere e ringraziare per l'esemplarita' della capacita' di resistenza, ai limiti dell'impossibilita''.
Quella piccola isola, Cuba, 'a 90 miglia marine dalla piu' grande potenza del mondo, sua acerrima nemica, condannata da decenni ad un feroce embargo economico: nonostante tutto ha retto e ha vinto. Que Viva Cuba!', ha concluso Diliberto.



PDCI: DILIBERTO CITA WOJTYLA, DA LUI ANATEMA CONTRO GUERRA

(ANSA) - RIMINI, 27 APR - Oliviero Diliberto, nella relazione di apertura al IV congresso del Pdci, ha citato 'un grande pontefice', Giovanni Paolo II, che 'contro la guerra lancio' un vero anatema, chiedendo di costruire ponti tra i popoli e non gia' nuovi muri'.
'Dialogando con tutti si trovano le soluzioni - ha sottolineato Diliberto - impedendo la violenza, le uccisioni mirate. E' cosi' che si contrasta il terrorismo'.



CONGRESSO PDCI: DILIBERTO, GOVERNO NON ABBANDONI HANEFI

(AGI) - Rimini, 27 apr. - "Non possiamo abbandonare Hanefi al suo destino. Il governo faccia la sua parte, eserciti la massima pressione diplomatica. Ne va della credibilita' di tutti noi". Lo ha detto Oliviero Diliberto nella sua relazione di apertura al congresso del Pdci rivolgendosi al presidente del Consiglio, Romano Prodi, presente in sala, facendo riferimento al mediatore di Emergency ancora prigioniero in Afghanistan.


PDCI: COSSUTTA, GRAZIE A DILIBERTO MA CONFERMO MIA DECISIONE

(ANSA) - ROMA, 27 APR - 'Ringrazio il compagno Diliberto per le parole che mi ha rivolto e per l'applauso del congresso. A tutti i delegati rivolgo un saluto affettuoso. Naturalmente confermo la validita' delle decisioni che ho assunto, di uscire dal partito e di impegnarmi come sempre e, se possibile, anche di piu' per continuare a costruire una grande formazione unitaria della sinistra italiana'. Con queste parole il fondatore e ex presidente del Pdci Armando Cossutta accoglie il 'grazie' arrivato dal palco del congresso di Rimini dal segretario dei comunisti italiani Oliviero Diliberto.



PDCI: DILIBERTO, CONTRO GOVERNO FORZE POTENTI
SIAMO ALLEATI DEGLI USA MA NON SUDDITI


Rimini, 27 apr. - (Adnkronos) - "Contro il governo operano forze potenti, la prima delle quali e' l'amministrazione attuale degli Stati Uniti d'America. Siamo giunti al punto, mai accaduto prima, che l'ambasciatore americano ha organizzato una lettera di sei ambasciatori esteri per interferire ufficialmente negli affari interni del nostro Paese". L'osservazione e' di Oliviero Diliberto, segretario del Partito dei comunisti italiani, che interviene con queste parole nella prima giornata del quarto congresso nazionale di Rimini, dopo aver assicurato la massima lealta' al governo. "Siamo alleati degli Usa" assicura il segretario, che pero' rivendica il fatto che "non ne siamo sudditi".



PDCI/ DILIBERTO: ACCETTIAMO LA SFIDA DELLE RIFORME
Vero riformismo è estendere i diritti

Rimini, 27 apr. (Apcom) - Il vero riformismo è quello che estende i diritti: Oliviero Diliberto rifiuta, a nome del suo partito, l'etichetta di sinistra 'radicale', e aprendo il quarto congresso del Pdci si dice pronto a sfatare l'equivoco e ad accettare la sfida delle riforme.
"E' tempo di sfatare un equivoco, strumentalmente creato - accusa il leader dei comunisti italiani - da avversari ma, non di rado, anche da taluni nostri alleati. Più che un equivoco: una mistificazione. Si afferma, anche attraverso la semplificazione giornalistica, che in Italia vi sarebbero due sinistre: quella riformista e quella radicale".
"Va fatta quindi un'opera - questa sì, radicale - di igiene politico-linguistica. Io invito infatti tutti voi - continua Diliberto - a fare un modesto, semplicissimo esperimento. Provate a cercare, in un qualunque dizionario della lingua italiana, la parola 'riformista'. Leggerete che si tratta di chi, gradualmente, intende estendere i diritti. Estenderli dal punto di vista della platea dei fruitori dei diritti medesimi; ed estenderli nei loro contenuti".
Per Diliberto "riformisti, veri, furono coloro che agli inizi degli anni '60 approvarono la storica riforma della scuola media unificata, superando la vecchia scuola di classe.
Riformisti, veri, furono coloro che, nel 1970, approvarono lo Statuto dei diritti dei lavoratori", mentre oggi, osserva ancora il leader comunista, "riformista è divenuto progressivamente termine sinonimo di moderato. Se dici che Confindustria ha ragione, sei riformista, se dici che ha ragione il sindacato, no".
"Ed allora, da questa assise, noi accettiamo la sfida. Accettiamo la sfida delle riforme. Perché riforma, di per sé, non vuol dire nulla, occorre dire di quale riforma si tratta e a favore di quale ceto sociale. Altrimenti - avverte Diliberto - non vuol dire nulla".



PDCI: PARISI, UNITA' CENTROSINISTRA NON HA ALTERNATIVE

(ANSA) - RIMINI, 27 APR - 'Sono qua tra i comunisti italiani per ascoltare e per rinnovare la solidarieta' e l'amicizia leale che sento legarmi a loro all'interno dell'Unione. Son qui in nome dell'impegno che ci vede uniti dal '96 a contrastare i rischi aperti nel nostro Paese dall'irruzione dell'iniziativa di Berlusconi'. Lo afferma Arturo Parisi, ministro per la Difesa, ospite del congresso del Pdci a Rimini.
'Sono qui - prosegue - in nome del cammino che ha trasformato nel tempo quella opposizione in un positivo comune progetto di governo al servizio del Paese. Son qui da democratico in nome di una visione del Partito Democratico che proprio in questi giorni nasce per mettere la propria unita' al servizio della unita' dell'Unione'.
'Son qui - aggiunge - pensando ad un Partito Democratico di ispirazione ulivista che rifiuta di pensarsi all'interno della Unione come parte contrapposta ad altre parti, come destra della sinistra, come parte moderata e centrista contrapposta ad una sinistra radicale, e percio' pensando ad un Partito Democratico chiamato a confrontarsi e farsi carico di tutte le ragioni che condividono il progetto di governo dell'Unione. Lo dico senza sottovalutare il senso dell'aggettivo che continua orgogliosamente a segnare il nome del Partito qua riunito a congresso'.
'Lo dico - sottolinea Parisi - senza dimenticare niente del carico che alla mia stessa azione di ministro della Difesa e' venuta in questi mesi dalle domande rappresentate dal Pdci'.
'E tuttavia - conclude Parisi - in nome della democrazia governante che ha guidato fin qui i nostri passi, in nome della necessita' di costruire all'interno del confronto bipolare l'unita' del centrosinistra dico che questo confronto non ha per me alternative'.



PDCI/ IRRITAZIONE A RIMINI PER DELEGAZIONE 'LOW PROFILE' DS

Per la Quercia A.Orlando,con Rutelli, Bertinotti, Boselli,Parisi

Rimini, 27 apr. (Apcom) - Al congresso del Pdci in corso a Rimini sono presenti tutti i partiti del centrosinistra ma dei Democratici di sinistra c'è solo una delegazione di "basso profilo".
Se per la Margherita sono infatti presenti in sala sia Francesco Rutelli che Arturo Parisi, e per Rifondazione comunista non sono voluti mancare Giovanni Russo Spena e lo stesso Fausto Bertinotti, per non parlare della presenza di Enrico Boselli dello Sdi, per i Ds è arrivata a Rimini una delegazione guidata da Andrea Orlando, giovane esponente di La Spezia, da poco eletto responsabile degli enti locali del partito.
La mancanza di un'esponente "di spicco" della Quercia nelle prime file del Palacongressi della riviera romagnola ha irritato parecchio i comunisti italiani raccolti al congresso. Il segretario generale del Pdci, Oliviero Diliberto, tra l'altro, nel suo intervento, ha ringraziato esplicitamente la Margherita per l'autorevolezza della delegazione.



CONGRESSO PDCI: IN PIEDI PER ANNIVERSARIO MORTE GRAMSCI

(AGI) - Rimini, 27 apr. - Tutti i delegati in piedi ad applaudire alla memoria di Antonio Gramsci, scomparso esattamente 70 anni fa, il 27 aprile 1937. Lo ha ricordato nella sua relazione il segretario dei comunisti italiani, Oliviero Diliberto, dicendo: "moriva dopo atroci tormenti e sofferenze, fisiche e morali, ad opera del regime fascista, Antonio Gramsci".


PDCI/PRODI A CONGRESSO:SIETE FORZA CENTRALE UNIONE,NON PERIFERICA
Possiamo fare ancora molto insieme. Sinistra patrimonio di tutti

Rimini, 27 apr. (Apcom) - "Nel centrosinistra il Partito dei comunisti italiani ha un posto centrale e non periferico". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Romano Prodi, intervenendo al congresso dei comunisti italiani a Rimini.
Il premier ha sottolineato qual è la forza della coalizione che "per la prima volta, unitariamente, ha firmato un Programma dopo essersi confrontato direttamente con le cittadine e i cittadini attraverso le Primarie. Questa coerente scelta di lavoro ha avuto la meglio sulle inevitabili dialettiche che sono la forza e non la debolezza del centrosinistra".
Quindi Prodi è tornato a parlare del ruolo del Pdci: "Ritengo che la politica sia essenzialmente un 'noi', uno stare e un fare insieme e perché sono convinto che le ragioni del nostro stare, essere, fare insieme siano già ora, ma ancora di più in futuro, forti e importanti. Se ho detto queste cose è anche perché credo fermamente alla qualità del contributo che ognuno di noi può dare a questo disegno, a questa imponente opera collettiva. Un'opera per tutti e da parte di tutti, chiamata principalmente ad essere aperta inclusiva, trasparente e partecipata".
"Il Partito dei comunisti italiani, con l'impegno del ministro Bianchi, la dedizione dei Gruppi Parlamentari, l'amicizia e lo stimolo quotidiano del suo gruppo dirigente non è solo un alleato. E' una parte di noi e quindi è anche una parte di me - ha aggiunto il premier -. Possiamo fare ancora molto insieme, al di là degli itinerari che ci vedono comunque insieme verso nuovi traguardi. La sinistra europea e democratica italiana è un patrimonio per tutti. E nessuno lo deve dimenticare mai".



PRODI, BENE UNITA' SINISTRA, INSIEME CONTRO DESTRA OTTUSA

(ANSA) - RIMINI, 27 APR - 'Caro Oliviero, non posso che essere contento di questo sforzo di costruire l'unita' della sinistra purche' proseguiamo insieme per fare fronte comune rispetto a una destra ottusa': lo ha affermato il premier Romano Prodi nel suo saluto al congresso del Pdci. Per Prodi la destra e' ottusa ma anche 'senza aperture sociali, culturali, quelle che il nostro governo ha saputo portare avanti, anche se con fatica in questo primo anno'.



PDCI: BIANCHI, DISCORSO DILIBERTO BELLO E PROIETTATO AL FUTURO
LANCIA PROPOSTA INNOVATIVA PER 'IL PARTITO DEL LAVORO'


Roma, 27 apr. (Adnkronos) - "Quello di Oliviero Diliberto mi e' sembrato un intervento di grande spessore politico e soprattutto proiettato verso il futuro della sinistra italiana". Lo afferma il ministro dei Trasporti ed esponente del Pdci, Alessandro Bianchi, commentando l'intervento del segretario del partito al quarto congresso che si e' aperto oggi a Rimini. "Diliberto ha lanciato una proposta innovativa e affascinante: una nuova forza politica che metta il lavoro e i lavoratori al centro della sua azione. Il lavoro come stella polare . Lo si potrebbe chiamare, appunto, partito del lavoro".
"E' un appello alle forze e alle culture di sinistra -aggiunge Bianchi- che ora chiede risposte. Penso a Rifondazione, naturalmente, ai Verdi, ai Ds che non hanno aderito al Partito democratico. Tutti nostri alleati naturali. L'altro punto centrale e' la lealta' e il sostegno manifestato al governo di Romano Prodi e il riconoscimento della validita' dell'alleanza dell'Unione. In poche parole, mi sembra che il discorso di Diliberto si possa riassumere in uno slogan: piu' sinistra e piu' Prodi".



PDCI/BERTINOTTI: RINGRAZIO PER ACCOGLIENZA, NON COMMENTO DILIBERTO
Sono al congresso di Rimini in veste istituzionale

Rimini, 27 apr. (Apcom) - Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, preferisce non commentare il discorso che il segretario generale dei comunisti italiani, Oliviero Diliberto, ha tenuto questo pomeriggio al congresso nazionale a Rimini del Pdci. "Non commento" ha ripetuto Bertinotti ai cronisti uscendo dal Palacongressi di Rimini. "Sono qui in veste istituzionale.Sono contento dell'accoglienza - aggiunge - ringrazio tutti gli organizzatori".
Il presidente della Camera, prima di entrare in macchina, aveva tra le mani una bandiera del Pdci che gli è stata regalata da un esponente del partito in sala: "Me l'hanno regalata - spiega Bertinotti - così come mi hanno fatto altri regali".



PDCI:BOSELLI,SIAMO DUE SINISTRE DIFFICILI DA METTERE INSIEME

(ANSA) - RIMINI, 27 APR - Apprezzamento per la relazione di Oliviero Diliberto, ma sfiducia sul fatto che Sdi e Comunisti Italiani possano andare sotto lo stesso tetto. Sono stati espressi dal segretario dello Sdi Enrico Boselli al termine della relazione di Diliberto, uscendo dal congresso di Rimini. 'Ho apprezzato la relazione di Diliberto - ha detto Boselli - per la passione politica e in modo particolare il punto che riguarda la difesa della laicita' dello Stato. Per il resto la relazione dimostra che anche in Italia, come in tutta Europa, ci siano sinistre diverse, una socialista e una comunista: e' un po' difficile che si riesca a metterle insieme'.



PDCI: RUTELLI, BENE DILIBERTO SU NECESSITA' RECUPERO CONSENSI A DESTRA

(ASCA) - Rimini, 27 apr - 'Ho ascoltato con rispetto la relazione di Diliberto e con particolare attenzione i riferimenti allo sforzo per la ricomposizione dei partiti della sinistra radicale'. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli, che oggi ha partecipato come ospite al congresso dei comunisti italiani, in corso a Rimini, commentando la relazione del segretario Oliviero Diliberto. Secondo Rutelli e' stato anche 'interessante il riferimento alla necessita' di recuperare a destra consensi di elettori insidiosamente attratti dal populismo dei conservatori'.



PDCI: RUSSO SPENA, OGGI PASSO AVANTI PER SOGGETTO POLITICO SINISTRA

(ASCA) - Rimini, 27 apr - Sul cammino verso la costituzione di un nuovo soggetto politico che riunisca i partiti della sinistra 'oggi abbiamo fatto tutti insieme un passo avanti'. Lo ha detto il capogruppo di Rifondazione al Senato Giovanni Russo Spena, commentando la relazione di Oliviero Diliberto al congresso dei comunisti italiani in corso a Rimini.
'Continua - ha aggiunto Russo Spena - il cantiere per dar luogo a questo nuovo soggetto politico della sinistra, che deve essere la sinistra senza ulteriori aggettivazioni. La strada - ha concluso - e' quella di un grande confronto e di una grande innovazione politica'.



PDCI/ MONTANARI: DELEGAZIONE DS A RIMINI RAPPRESENTA IL NUOVO Segretario regionale Emilia-Romagna risponde a 'irritazione' Pdci

Rimini, 27 apr. (Apcom) - Il segretario regionale Ds dell'Emilia-Romagna, Roberto Montanari, risponde, interrogato da Apcom, alla 'irritazione' venuta dal Pdci per l'assenza di leader di spicco da parte della quercia al congresso di Rimini. "Il capo della delegazione è il responsabile dell'organizzazione nazionale dei Ds, e Andrea Orlando ha 38 anni - risponde Montanari, replicando indirettamente a Diliberto che dal palco aveva esplicitamente ringraziato la Margherita per l'autorevolezza della delegazione - e siccome la relazione si è conclusa con un'ovazione per il rinnovamento delle classi dirigenti, io dico che Andrea Orlando rappresenta bene il nuovo che sta venendo avanti nei Ds". "Noi - conclude Montanari - il rinnovamento lo abbiamo qui".



PDCI/ ORLANDO: A RIMINI RAPPRESENTO FASSINO,ATTENZIONE A SINISTRE
Novità è che questa sinistra si vuole riconoscere riformista

Rimini, 27 apr. (Apcom) - Sono pochi i delegati dei Ds presenti al IV congresso nazionale del Pdci a Rimini; Andrea Orlando, responsabile dell'organizzazione nazionale dei Ds, spiega ad Apcom: "Rappresentiamo Piero Fassino e siamo qui a nome della segreteria nazionale. Riponiamo una grande attenzione nel processo che si è aperto in questa fase e riteniamo che sia importante la sottolineatura che ha fatto Romano Prodi, in cui ha indicato come con la nascita del Pd non viene meno un pezzo di sinistra, ma un pezzo di sinistra si riorganizza per essere più incisiva".
"Un processo, questo, che ci auguriamo veda in parallelo una riaggregazione delle forze della cosiddetta sinistra radicale, anche se - sottolinea Orlando - oggi una novità è che questa sinistra si vuole riconoscere in campo riformista".
"Guardiamo con grande attenzione, anche perché comprendiamo le difficoltà di questo processo politico, e ci auguriamo che possa procedere - conclude il responsabile Ds - con lo stesso successo che ha caratterizzato il passaggio di questi giorni, e che ha visto la nascita del Partito Democratico".



PDCI: BOSELLI, UNITA' SINISTRA? NOI SIAMO PER SOCIALISMO EUROPEO

(ASCA) - Rimini, 27 apr - 'Il nostro obiettivo e' chiaro: vogliamo creare in Italia una grande forza di sinistra laica e riformista che faccia parte della grande famiglia socialista europea e lavoriamo con chi la pensa allo stesso modo'. Enrico Boselli non risponde direttamente a chi gli chiede al termine della relazione di Oliviero Diliberto se sia convinto della proposta di unita' avanzata dal segretario del Pdci, ma sembra perplesso sull'intenzione dei Comunisti italiani di entrare nel campo del Pse.
'E' stata una bella relazione e ho apprezzato particolarmente i passaggi sulla difesa della laicita' e dei diritti civili ma che in Italia ci siano delle sinistre diverse e' un tratto che la accumuna all'Europa' osserva il segretario dello Sdi, che davanti alla possibilita' che Fabio Mussi in uscita dai Ds si ritrovi piu' con Diliberto che con Boselli ribatte: 'Mussi ha fatto del socialismo europeo una discriminante fondamentale nelle sue scelte...'.



PDCI: CENTO, SI FACCIA SUBITO PATTO CONSULTAZIONE GRUPPI PARLAMENTARI

(ASCA) - Rimini, 27 apr - 'Se fare una federazione o una confederazione, e' una cosa che va discussa, ma intanto si faccia un patto di consultazione tra i gruppi parlamentari'.
Dal Verde Paolo Cento viene una esplicita apertura alla proposta di Oliviero Diliberto. Un processo unitario che il sottosegretario all'Economia ritiene 'inevitabile' e da realizzare in tempi 'rapidi' dopo l'avvio del processo del partito democratico, ma questo dibattito 'puo' avviarsi se la questione ecologica e' centrale'.
'E' stata una buona relazione - ha spiegato Cento - che, con spirito unitario, corrisponde alla necessita' di riorganizzare le forze progressiste nel nostro Paese, i Verdi lavorano per rafforzare l'area ecologista'.



PD/ PARISI A DILIBERTO: NON E' CONTRAPPOSTO A SINISTRA RADICALE
Con Pdci lungo cammino comune

Rimini, 27 apr. (Apcom) - Il Partito democratico non nasce in contrapposizione alla sinistra radicale: così Arturo Parisi replica, "da Democratico", alle critiche rivolte da Oliviero Diliberto al Pd, nella relazione introduttiva al Congresso nazionale del Pdci.
Parisi, lasciando il Palacongressi di Rimini dove ha ascoltato Diliberto e anche l'intervento del presidente del Consiglio Romano Prodi, spiega le ragioni dell'alleanza con i Comunisti italiani: "Sono qui - dice - in nome del cammino che abbiamo fatto in comune dal '96, un lungo cammino di opposizione all'avventura berlusconiana, e in nome del progetto che ha trasformato questa comune opposizione in un progetto di governo del Paese, ma anche in nome del Partito democratico, da democratico".
"Di un partito democratico - precisa Parisi - che non si pensa come una parte contrapposta all'altra, quasi fosse la destra della sinistra o la componente moderata e centrista contro una componente di sinistra radicale".


PDCI: PRODI, SENZA VOSTRO CONTRIBUTO RIFORME PIU' LENTE

(ASCA) - Rimini, 27 apr - 'Abbiamo bisogno di un principio fondamentale con cui permeare la nostra azione: l'etica.
Nella vita politica e nella vita economica. Serve un'opera comune, non solo di risanamento ma di nobilitazione della politica eliminandone le storture, gli sprechi e i costi eccessivi'. E Prodi aggiunge: 'Il Pdci sta aiutando questo lavoro di risanamento, economico e morale'.
'Senza il vostro contributo - conclude - le riforme sarebbero piu' lente oppure non si potranno fare'.



PDCI: GRASSI (PRC), DILIBERTO APRE STAGIONE UNITA' SINISTRA

(ANSA) - ROMA, 27 APR - 'Si possono lasciare alle spalle le divisioni del passato. Bene Diliberto: va nella direzione di costruire l'unita' a sinistra del Partito democratico'. Cosi' Claudio Grassi, coordinatore nazionale di Essere comunisti, commentando la relazione d'apertura di Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, al congresso di Rimini.
'Una relazione positiva che si muove nella direzione di costruire l'unita' a partire dai contenuti, mettendo al centro il tema del lavoro. E' la proposta che anche noi sosteniamo', aggiunge Grassi secondo cui 'e' urgente il fatto che la sinistra si unisca' e che giudica positivamente la relazione di Diliberto che 'apre una stagione nuova tra Rifondazione comunista e i comunisti italiani'. 'Il 'tesoretto' di cui si parla - conclude Grassi - dovra' andare in questa direzione'.



PDCI: ORLANDO RISPONDE AI MUGUGNI, DAI DS NESSUNA SCORTESIA

(ANSA) - RIMINI, 27 APR - Dai Ds nessuna scortesia verso i comunisti italiani. I rappresentanti della quercia al congresso di Rimini hanno respinto i mugugni di alcuni delegati dei comunisti italiani, indispettiti nei confronti del partito di Fassino per non aver spedito alla giornata inaugurale della loro assise nessun big, a differenza di quello che hanno fatto altri partiti della coalizione, a cominciare dalla Margherita. A rappresentare i Ds c'erano infatti il responsabile dell'organizzazione Andrea Orlando e il segretario regionale dell'Emilia-Romagna Roberto Montanari.
'Rappresentiamo Piero Fassino - ha detto Orlando - che ha seguito questi lavori ma che non poteva essere presente e a cui riferiremo dell'andamento del congresso. Abbiamo ritenuto di dover rivolgere la massima attenzione ai lavori di questa assemblea, quindi i mugugni non sono giustificati e non c'e' nessun segno di scortesia: i vertici del partito e la segreteria e gli organismi che dovranno riflettere su questo procedimento che e' stato lanciato oggi da Diliberto, saranno adeguatamente messi al corrente di tutti i passaggi necessari. Da questo punto di vista possono stare tranquilli'.
Montanari rincara: 'Si e' parlato tanto di rinnovamento nella parte finale della relazione di Diliberto - ha detto - e il nostro capo delegazione, Andrea Orlando, ha 38 anni. C'e stato un impedimento da parte del segretario nazionale e sicuramente non manca l'attenzione. Ma abbiamo come capodelegazione il nuovo che avanza in politica e nel nostro partito: spero che questo venga preso bene'.



PDCI/ UN'AFGANA IN BURQA SUL PALCO, NON CI LASCIATE SOLI
Combattiamo ogni giorno il fondamentalismo

Rimini, 27 apr. (Apcom) - Dopo l'intervento del presidente del Consiglio, Romano Prodi, sul palco del IV congresso del Pdci a Rimini sale Mariam Rawi, rappresentante della 'Revolutionary association of the women of Afghanistan', coperta da un velo che le lascia intravedere solo gli occhi. Miriam Rawi normalmente veste abiti occidentali ma la scelta di coprirsi è una precauzione, perché altrimenti sarebbe in pericolo, ricercata dai talebani, anche in Pakistan dove vive e lavora nell'associazione.
"E' un onore per me essere qui e rappresentare un movimento antifondamentalista e della resistenza femminista in Afghanistan, un paese nel quale le donne sono state dimenticate e lasciate sole sotto la brutalità dei fondamentalisti", ha detto Rawi dal palco.
La rappresentante dell'associazione ha quindi parlato a lungo della situazione del paese martoriato dalla guerra, ricordando l'appoggio del governo statunitense nella creazione delle scuole religiose, scuole in cui è nato "il germe" dei talebani.
"Secondo le Nazioni Unite - ha voluto ricordare Rawi - sono 700 i bambini e 50-70 le donne che muoiono ogni giorno in Afghanistan".
La rappresentante dell'associazione ha infine ricordato come ancora la libertà di stampa e dei giornalisti sia limitata nel Paese e come solo nell'ultimo anno in Afghanistan siano stati più di 40 i giornalisti uccisi, citando anche il caso Mastrogiacomo, e accusando il governo Karzai e quello italiano di essere stati indifferenti alla sorte di Adjmal Nashqbandi.



PDCI/ OK UNANIME DAI DELEGATI ALLE 3 COMMISSIONI CONGRESSUALI
Diliberto: mai successo, siamo un partito in salute

Rimini, 27 apr. (Apcom) - I circa mille delegati al congresso nazionale dei comunisti italiani in corso a Rimini hanno votato all'unanimità le tre commissioni che dovranno approvare la mozione politica del congresso, individuare i rappresentanti del comitato centrale e verificare il corretto svolgimento dei lavori.
Dopo i saluti di inizio congresso e la relazione introduttiva del segretario generale Oliviero Diliberto, sono stati presentati all'assemblea del congresso del Pdci i componenti delle tre commissioni: quella "politica", quella "elettorale/statuto" e quella per la "verifica poteri". I delegati hanno provato all'unanimità la proposta fatta dalla presidenza del congresso.
Al termine del voto il segretario generale ha preso in mano il microfono e ha commentato: "Non è mai successo - dice Diliberto ricordando i precedenti congressi nazionali - siamo davvero un partito in salute".
La prima commissione dovrà approvare le linee tracciate dal segretario nel suo intervento e elaborare il documento congressuale. La seconda commissione dovrà individuare invece i rappresentanti del comitato centrale del Pdci. La commissione "verifica poteri", invece, dovrà accertare la corretta esecuzione dei lavori della tre giorni di Rimini.



PDCI/ DILIBERTO: BUON SEGNO ACCOGLIENZA CALOROSA A BERTINOTTI Lo ringrazio, siamo solo all'inizio...

Rimini, 27 apr. (Apcom) - La presenza di Fausto Bertinotti al Congresso del Pdci è un segnale importante del riavvicinamento fra le sinistre: Oliviero Diliberto lo commenta con soddisfazione, a conclusione della prima giornata delle assise del suo partito: "Ringrazio Bertinotti, la platea ha risposto molto calorosamente, è un buon segno".
Ma per quanto riguarda il processo di riunificazione a sinistra "siamo solo all'inizio", dice il segretario del Pdci.



DILIBERTO SCEGLIE RUTELLI, NEL PD E' LUI L'INTERLOCUTORE

(ANSA) - RIMINI, 27 APR - Oliviero Diliberto sceglie di dialogare con il Partito Democratico e, all'interno del nuovo soggetto riformista il segretario del Pdci ha gia' fatto una scelta di campo: l'interlocutore e' Francesco Rutelli, non certo Piero Fassino.
Il Pd - ha ragionato Diliberto con il gruppo dirigente dei comunisti italiani - si avvia a diventare un soggetto moderato e dunque bisogna parlare con chi in quel soggetto rappresenta appunto l'anima moderata. Cioe' il leader della Margherita e non il segretario dei Ds.
Del resto, non e' sfuggito a nessuno il tenore della relazione di apertura di Diliberto al IV Congresso del partito. Il segretario del Pdci ha salutato tutte le delegazioni presenti, ma ha riservato un'accoglienza particolarmente significativa a Rutelli e ai Dl: 'Ringrazio davvero sinceramente per l'autorevolezza della delegazione oggi presente'.
Diliberto ha voluto anche sottolineare di vedere di buon occhio la proposta della Margherita di abolire l'Ici sulla prima casa: 'Al congresso dei Dl - ha ricordato - e' stata avanzata una proposta sulla casa, sull'Ici e sugli affitti. Con questa proposta intendiamo confrontarci con serieta', per l'aspetto di reale equita' sociale che essa contiene. Abolire l'Ici sulla casa di abitazione e' una proposta riformista perche' estende il diritto alla casa'.
L'intervento del leader comunista ha voluto fare emergere il progetto del Partito democratico come un progetto dalle forti tinte moderate: 'Provate a cercare in un qualunque dizionario della lingua italiana la parola 'riformista'. Leggerete che si tratta di chi, gradualmente, intende 'estendere i diritti'.
Estenderli dal punto di vista della platea dei fruitori dei diritti medesimi; ed estenderli nei loro contenuti. Riformisti veri furono coloro che agli inizi degli anni '60 approvarono la storica riforma della scuola media unificata, superando la vecchia scuola di classe. Riformisti veri furono coloro che, nel 1970, approvarono lo Statuto dei diritti dei lavoratori. E invece oggi riformista e' diventato progressivamente termine sinonimo di moderato. Se dici che Confindustria ha ragione, sei riformista. Se dici che ha ragione il sindacato, no'.
Nel momento in cui Diliberto sostiene di voler accettare la sfida riformista che arriva da Partito democratico si pone come l'alfiere di un riformismo di sinistra rispetto a un riformismo moderato. E il segretario del Pdci, nel momento in cui punta sul progetto di unificare tutta la sinistra in Italia, e' consapevole che se il Pd assumesse presso gli elettori l'immagine di una forza moderata lo spazio per tutto quello che si trova a sinistra aumenterebbe.
Ecco allora la scelta: accreditare Rutelli e la Margherita come l'anima forte del Partito democratico e sbiadire il piu' possibile il profilo dei Ds.



PDCI/ DILIBERTO: STRAORDINARIO INIZIO LAVORI CONGRESSO Prodi ha detto che riforme senza di noi non si fanno

Rimini, 27 apr. (Apcom) - Il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, interpellato dall'Apcom al termine dei lavori della prima giornata del congresso nazionale a Rimini, esprime soddisfazione per l'apertura "straordinaria" e per il discorso del presidente del Consiglio, Romano Prodi, perché "ha detto che le riforme non si fanno" senza il Pdci.
"Mi sembra straordinario - dice il segretario Diliberto commentando l'inizio dei lavori del quarto congresso nazionale del Pdci -. A parte il clima, la partecipazione e la passione che è emersa dai ripetuti applausi agli altri partiti del centrosinistra e alle personalità, mi sembra che le relazioni da parte degli esponenti della sinistra presenti siano incoraggianti per il nostro progetto politico".
Interpellato sull'intervento di questo pomeriggio del presidente del Consiglio Romano Prodi, Diliberto ha detto: "E' stato un discorso che mi ha fatto molto piacere perché ha risposto nel merito e perché ha detto che le riforme senza di noi non si fanno. Quindi mi sento garantito".
Sulla presenza di una delegazione dei Ds "di basso profilo" al congresso di Rimini, Diliberto ha sorriso: "no comment".
Il segretario Pdci esce dall'aula del Palacongressi con una pigna in mano come portafortuna: "Me l'ha regalata la figlia di un nostro compagno. E' un ricordo molto bello, lo porto sempre con me".



PDCI: MARINI, APPREZZO SFORZO COORDINARE FORZA DI SINISTRA
PRESIDENTE SENATO AL QUARTO CONGRESSO NAZIONALE DI RIMINI


Rimini, 28 apr. - (Adnkronos) - Parole di apprezzamento rispetto allo sforzo di coordinare e compattare e coordinare una forza della sinistra sono state espresse dal presidente del Senato, Franco Marini, che ha da pochi minuti raggiunto il Palacongressi di Rimini, dove e' incorso il quarto congresso nazionale dei comunisti italiani.
"Sono qui perche' ho sentito non solo un dovere, ma anche perche' e' un congresso importante. Non ho potuto ascoltare il segretario ieri -spiega Marini ai cronisti- ma ho letto la relazione e debbo dire che apprezzo questo sforzo di coordinare una forza di sinistra, che va nella direzione, secondo me, della riduzione della frammentazione eccessiva del sistema politico italiano".



PDCI: MARINI, BENE ATTENZIONE DILIBERTO A GIOVANI E PRECARIETA'

Rimini, 28 apr. - (Adnkronos) - Giunto al quarto congresso dei comunisti italiani di Rimini il presidente del Senato, Franco Marini, ha dichiarato di apprezzare "questa attenzione ai giovani, non e' una novita' e so che il segretario Diliberto ha questa preoccupazione e sensibilita'". Le sue, proferite ieri nella relazione, sono "parole apprezzabili e condivisibili sulla necessita' di dare almeno una speranza di futuro ai giovani", continua Marini, sottolineando anche che "e' nell'interesse di tutto il Paese, delle forze politiche ridurre questa area di precarieta' del lavoro, che e' veramente un limite non solo in Italia".



PD:DILIBERTO,E'PARTITO DI CENTROSINISTRA MA NON DI SINISTRA

(ANSA) - RIMINI, 28 APR - 'Ci mancherebbe altro. Il partito democratico e' tipicamente di centro sinistra, ma non di sinistra'. Cosi' il segretario del Pdci Oliviero Diliberto, a margine del congresso del partito, risponde a chi gli chiede se il Partito Democratico fosse un partito del centrosinistra.


PDCI: DILIBERTO, LAVORIAMO A UNITA' E MANTENIMENTO IDENTITA' DI CIASCUNO
MILITANTI TRANQUILLI TANTO CHE HANNO VOTATO DOCUMENTO CONGRESSO AL 99,9%


Rimini, 28 apr. (Adnkronos) - "Noi volgiamo l'unita' della sinistra. Stiamo lavorando per l'unita' della sinistra e al contempo per il mantenimento della identita' di ciascuno, quindi anche della nostra". A chiarirlo il segretario dei comunisti italiani, Oliviero Diliberto, a margine del IV congresso nazionale in corso a Rimini.
Diliberto risponde con queste parole ai cronisti che gli domandano circa lo stato d'animo dei militanti del partito in relazione alla nuova compagine del centrosinistra che si sta venendo a creare con al nascita del Partito democratico da una parte e con il raggruppamento delle forze di sinistra dall'altra.
I militanti del Pdci non sono affatto preoccupati, anzi, "tanto e' vero che -fa notare il segretario- hanno votato il documento congressuale al 99.9%. Quindi vuol dire che sono molto tranquilli.
Credo che -conclude- il gruppo dirigenti li rassicuri in maniera trasparente, senza nascondere nulla".



PDCI: APPLAUSI A MARINI. DILIBERTO, 'VEDI TI VOGLIONO TUTTI BENE'

(ASCA) - Rimini, 28 apr - Il presidente del Senato Franco Marini ha lasciato poco fa il Pala Fiera salutato con calore dai militanti.
'Vedi ti vogliono tutti bene' ha sottolineato il segretario Oliviero Diliberto accompagnandolo alla macchina.



PDCI: SIDDI(FNSI), IN BATTAGLIA CONTRATTO IN GIOCO DEMOCRAZIA E LIBERTA'

(ASCA) - Rimini, 28 apr - 'La vicenda che vivono i giornalisti in questa stagione, intensa e carica di difficolta', appartiene all'intera societa' civile, il tema del lavoro, negli aspetti negativi posti ieri al centro della sua relazione dal segretario Diliberto e' un problema centrale anche per noi'. Il presidente della Fnsi, Franco Siddi lancia dal palco del congresso del Pdci un appello perche' la vertenza del rinnovo del contratto dei giornalisti sia assunto come una vera e propria emergenza democratica anche dalle forze politiche.
'Non siamo una categoria di ricchi e di privilegiati come ci si vuole dipingere - avverte Siddi - certo per qualcuno e' cosi' ma esiste invece una vasta realta' di precariato e di illiberta' continua, precari senza diritti e sotto ricatto'.
'Scrivere sotto ricatto e' un problema non solo per il lavoro ma per la liberta' democratica del paese - aggiunge Siddi - da due anni gli editori italiani, coloro che tentano di condizionare il governo e che denunciano sui loro giornali anche la questione generale del precariato, negano non solo il contratto ma il diritto al negoziato'.
'Dobbiamo trovare le forze e le voci disposte ad affermare il diritto alla partecipazione perche' da soli non ce la facciamo - dice ancora il presidente della Fnsi - mandiamo un appello perche' queste voci non si spengano in nome della Costituzione repubblicana oggi violate dai padroni dei giornali'.
'Nel paese c'e' un deficit di pluralismo, ieri per Berlusconi al governo, oggi dettato dai padroni dei media - attacca Siddi - il lavoro non va piu' in prima pagina e il sindacato stesso dei gironalisti non trova spazio e deve accontentarsi dei comunicati previsti dal contratto'.
'L'autonomia del giornalismo e' l'autonomia dell'informazione e anche della politica - conclude Siddi - e' in corso una battaglia per il pane e insieme per la liberta'.



PD/ PALERMI A PRODI: STRAPPO A SINISTRA, E' DERIVA MODERATA
Bertinotti candida Veltroni? Scelta leader fatto interno

Rimini, 28 apr. (Apcom) - Il Partito democratico è uno strappo a sinistra: la capogruppo Pdci-Verdi al Senato Manuela Palermi, parlando a margine dei lavori del Congresso nazionale del Pdci, replica così a Romano Prodi, che ieri, ospite delle assise comuniste, aveva cercato di rassicurare gli alleati dell'ala sinistra sinistra della coalizione.
A chi le domanda se lo strappo esiste, Palermi risponde: "Certo che c'è, c'è ed è pesante da parte del Pd, è una deriva moderata a cui i Ds si sono con mia grande amarezza prestati". Quanto all'ipotesi avanzata da Fausto Bertinotti secondo cui Walter Veltroni potrebbe essere il favorito per la corsa nella leadership, l'esponente del Pdci si dice disinteressata: "Per me non è imporante per niente, sono fatti loro. Decideranno loro al loro interno qual è la persona che li rappresenta meglio".
"Io - aggiunge tuttavia Palermi - ho un forte attaccamento ad Anna Finocchiaro, perché è una donna brava e perché con lei lavoro quotidianamente la Senato, ma questo non significa lanciare una candidatura". Alla domanda se Veltroni possa essere il candidato ideale per dialogare con la sinistra dell'Unione, Palermi risponde: "Può darsi, non credo ci sia poi questa grande differenza fra le posizioni politiche di Veltroni e quelle del resto del Partito democratico. Come sempre non è mai un uomo che decide o una donna, ma il collettivo, la comunità di quel partito. E la comunità di quel partito ha deciso di prendere una strada moderata".



PDCI/ DOPO COSSUTTA, IL PRESIDENTE SARA' ANTONINO CUFFARO
Ex parlamentare e sottosegretario nella scorsa legislatura

Rimini, 28 apr. (Apcom) - Dopo l'addio di Armando Cossutta, i comunisti italiani non resteranno a lungo senza presidente: al Congresso di Rimini viene dato per certo che a rivestire la carica sarà Antonino Cuffaro.
Ex parlamentare del Pdci, esponente berlingueriano nel vecchio Partito comunista, poi passato a Rifondazione e ai Comunisti italiani, è stato sottosegretario all'Università nella passata legislatura.



CONGRESSO PDCI: PALERMI, PD STRAPPO A SINISTRA? CERTO

(AGI) - Rimini, 28 apr. - Con il Partito democratico c'e' uno strappo a sinistra? "Certo che c'e', c'e' ed e' pesante da parte del Pd. E' una deriva moderata a cui i Ds si sono con mia grande amarezza prestati". Cosi' il capogruppo del Pdci-Verdi al Senato, Manuela Palermi, risponde ai giornalisti a margine dei lavori della seconda giornata congressuale a Rimini.
Sul tema del possibile leader del futuro Pd e sull'ipotesi avanzata da Fausto Bertinotti che possa essere Walter Veltroni, Palermi osserva: "Per me non e' importante per niente, sono fatti loro. Decideranno loro al loro interno qual e' la persona che li rappresenta meglio. Io - aggiunge - ho un forte attaccamento ad Anna Finocchiaro perche' e' una donna brava e perche' con lei lavoro quotidianamente al Senato, ma questo non significa lanciare una candidatura". Secondo la Palermi non sara' comunque il leader a fare la differenza "ma il collettivo perche' - ha concluso - la comunita' di quel partito ha deciso una strada moderata".



MUSSI, QUALCOSA DI NUOVO PUO' NASCERE DA CONGRESSO PDCI

(ANSA) - ROMA, 28 APR - 'Qualcosa di nuovo puo' nascere dal Congresso del Pdci'. Lo ha detto Fabio Mussi, a margine della riunione dei delegati della Sinistra al congresso Ds di Firenze, commentando la relazione d'apertura del segretario del Pdci Oliviero Diliberto al congresso di Rimini.
'Le affermazioni su una sinistra senza aggettivi mi sembrano rilevanti - ha aggiunto - penso a una sinistra larga. Si apre un processo lungo, ma se la direzione e' quella giusta si approdera' '.



CONGRESSO PDCI: DILIBERTO A MUSSI, PRONTISSIMI AL DIALOGO

(AGI) - Rimini, 28 apr. - Oliviero Diliberto a stretto giro di posta risponde a Fabio Mussi dicendosi "prontissimo al dialogo" soddisfatto perche' la sua proposta di unita' della sinistra 'senza aggettivi' "e' stata recepita".
"Io credo - ha spiegato ai giornalisti a margine dei lavori del congresso a Rimini - che quello che sta maturando nei Ds che non aderiscono al Pd vada nella direzione giusta e cioe' nella direzione dell'unita' della sinistra. Noi siamo prontissimi a dialogare con loro come con tutti.
Mussi ha ripreso le mie parole. La nostra proposta e' stata recepita. E quindi noi siamo pronti a dialogare".
Una federazione della sinistra gia' in campo alle prossime europee? "E' inutile mettere tempi - ha risposto - noi siamo pronti a dialogare con tutto quello che a sinistra si muove tra coloro che non aderiranno al Pd. Evidentemente il nostro congresso sta dando i primi frutti e io ne sono particolarmente lusingato".
Partecipera' all'assise della Sinistra democratica di Mussi e Angius il 5 maggio? "Non sono stato invitato ma presumo che lo facciano".



PDCI: PALERMI, COORDINAMENTO PARLAMENTARI? FACCIAMOLO DA LUNEDI'

(ASCA) - Rimini, 28 apr - 'Russo Spena chiede che si faccia un coordinamento dei parlamentari della sinistra, i Comunisti italiani sono d'accordo, facciamolo subito, da lunedi' finalmente ci metteremo insieme in quel tremendo Senato, per aumentare le pensioni'. Lo ha annunciato la capogruppo dei Verdi-Pdci, Manuela Palermi intervenendo dal palco del congresso.



DICO/ PALERMI: CHIESA CATTIVA, SENZA PIETA' E SENZA AMORE Su laicità noi e i socialisti siamo insieme

Rimini, 28 apr. (Apcom) - La capogruppo al Senato del Pdci, Manuela Palermi pronuncia dal podio del Congresso del Pdci un durissimo attacco alle gerarchie ecclesiastiche per le loro interferenze sui diritti civili e parla di una Chiesa "cattiva, senza pietà, senza amore".
Parlando di unità a sinistra, Palermi cita i rapporti con i socialisti, "dai quali ci dividono pezzi di storia anche amara".
C'è un punto che unisce socialisti e comunisti, però, afferma l'esponente del Pdci: "E' la laicità dello Stato, in questo tempo in cui c'è un'influenza del Vaticano pesante, contro gente che chiede solo di poter vivere insieme".
Quella che si batte contro i Dico, secondo Palermi, è "una Chiesa cattiva, accanita, senza pietà, senza amore. Su questo noi e i socialisti ci siamo trovati insieme, e non è un punto di niente".



PDCI/ PALERMI A COSSUTTA: LA FALCE E MARTELLO NON SI TOCCA
E' il simbolo di tutti i partiti del movimento operaio

Rimini, 28 apr. (Apcom) - Dopo l'applauso affettuoso del primo giorno, dal Congresso nazionale del Pdci arriva una replica secca all'indirizzo di Armando Cossutta, fondatore che ha lasciato il partito e non lesina critiche agli ex compagni. E' la capogruppo al Senato Manuela Palermi a prendere la parola per difendere l'identità comunista: "Cossutta dice che si aspetta dal Congresso che togliamo la falce e martello e il nome comunista. Che amarezza, compagni, ma anche che rabbia, se devo essere sincera", dice tra gli applausi.
"La nostra risposta è qui, in questa splendida scenografia, e in questo grande, splendido simbolo, che è il simbolo di tutti i partiti del movimento operaio, nell'Ottocento e nel Novecento, è il simbolo - grida Palermi trascinando una sala finora non troppo partecipe - di tutti i lavoratori".
"Da sempre - ricorda Palermi - la falce e il martello sono stati il simbolo del movimento operaio, di chi ha lottato per il riscatto dei poveri, per i lavoratori, i pensionati, le donne gli omosessuali, gli immigrati. Per la pace e per l'autodeterminazione dei popoli. Tutte le manifestazioni che abbiamo fatto le abbiamo fatte con questo simbolo dietro le spalle. Non ce lo toglie nessuno, caro compagno Cossutta". Lunghi e convinti applausi dei delegati.



PDCI: PALERMI, CON SDI CI UNISCE CHIESA CATTIVA E SENZA PIETA' SUI DICO

(ASCA) - Rimini, 28 apr - Dai socialisti 'ci dividono molte cose, pezzi di storia anche amara, non riesco a dimenticare ancora oggi i fischi a Berlinguer al congresso del Psi ma c'e' un punto importante che ci unisce: si chiama laicita' dello Stato, in un momento in cui c'e' un'interferenza del Vaticano cosi' pesante, insopportabile, contro gente che chiede solo di poter vivere insieme'. E' la convinzione della capogruppo al Senato dei Verdi-Pdci, Manuela Palermi Quella che si batte contro i Dico, secondo Palermi, e' 'una Chiesa cattiva, accanita, senza pieta', senza amore. Noi e i socialisti ci siamo trovati fianco a fianco e stiamo battagliando e non e' un punto di niente'.



CONGRESSO PDCI: PALERMI A MUSSI, OK A SINISTRA SENZA AGGETTIVI

(AGI) - Rimini, 28 apr. - "Ci sono in questi momenti dichiarazioni molto importanti di Fabio Mussi e Gavino Angius che fanno un grande riconoscimento a Diliberto, alla sua relazione, a questo congresso. Dicono che si puo' lavorare insieme, che ci siamo, bisogna trovarsi e bisogna costruire la sinistra senza aggettivi all'interno della quale noi manterremo la nostra specificita' e gli altri manterranno la loro". Lo ha detto nel suo applauditissimo intervento il presidente dei senatori dei Verdi-Pdci, Manuela Palermi.
La parlamentare comunista ricorda poi che proprio ieri parlava con Enrico Boselli, il segretario dello Sdi. "Voi sapete che ci divide molto dai socialisti - ha detto Palermi - ci dividono pezzi di storia anche amara, io non riesco a dimenticare ancora oggi i fischi a Berlinguer al congresso del Psi. Non riesco a dimenticarmi ancora oggi la cancellazione di quattro punti di contingenza, la scomparsa della scala mobile su cui Berlinguer ha votato fino alla fine grazie a Mirafiori, ma c'e' un punto importante che ci unisce e questo punto si chiama laicita' dello Stato in un momento in cui c'e' una interferenza del Vaticano cosi' pesante, cattiva, insopportabile, che se la prende con della gente che chiede solo di poter stare assieme. E' una Chiesa cattiva, accanita, senza pieta' senza amore. Noi e i socialisti ci siamo ritrovati e stiamo battagliando e quello non e' un punto di unione da niente ma e' importante perche' e' un modo di intendere la vita e lo stesso Stato".


PDCI: DI PIETRO, BENE SFORZO DELLA SINISTRA PER RITROVARE UNITA'

Rimini, 28 apr. (Adnkronos) - Apprezzamento nei confronti dello sforzo operato dalla sinistra per ritrovare e ricompattare l'unita' di tutte le formazioni politiche che stanno a sinistra del Partito democratico e' stato espresso del ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, ospite della seconda giornata del congresso dei comunisti italiani in corso a Rimini. "Noi dell'Italia dei Valori apprezziamo lo sforzo della sinistra di voler ritrovare la propria unita'", afferma Di Pietro, spiegando di essere venuto a Rimini "con rispetto nei confronti di una formazione politica che fa parte di una coalizione della quale anche noi facciamo parte".



PDCI: RIZZO, RITROVIAMO IDEOLOGIA,VOGLIAMO CAMBIARE IL MONDO

(ANSA) - RIMINI, 28 APR - Riscoprire l'ideologia, riaffermando la propria identita' comunista perche' 'vogliamo ancora cambiare il mondo'. Cosi' Marco Rizzo ha connotato il proprio intervento al congresso dei comunisti italiani, richiamando, dal palco di Rimini, Gramsci e Fidel Castro.
'Veltroni dice che essere di sinistra e' stare con un bambino africano. Essere di sinistra significa anche capire perche' quel bambino africano e' in quelle condizioni e essere comunisti e' provare a cambiare le condizioni di quel bambino.
Il comunismo e' morto, ci dicono. Ma perche' se e' morto ci rompono tanto le scatole?'.
Come aveva fatto Diliberto ieri Rizzo ha richiamato anche l'esperienza di Cuba. 'Fidel Castro - ha detto - presto purtroppo arrivera' alla fine della sua vita. Ma se muore ha vinto perche' oggi in America latina solo perche' c'era quella piccola isola abbiamo Ugo Chavez, Evo Morales, Lula, Kirchner e Michelle Bachelet'.


CONGRESSO PDCI: DI PIETRO, BUTTARE FUORI DA PARLAMENTO PREVITI

(AGI) - Rimini, 28 apr. - "Quando uno e' decaduto non deve piu' mettere piede in Parlamento. Va buttato fuori. Al Presidente della Camera Bertinotti ricordo che da un anno Cesare Previti ha subito una serie di condanne per cui non puo' piu' stare in Parlamento e gli va tolta la tessera di ingresso". Cosi' il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, dal palco dell'assise congressuale del Pdci, chiude il suo breve intervento tra gli applausi dei congressisti. Antonio Di Pietro ha ricordato che proprio il Pdci fu il primo partito che "sdogano' l'Italia dei Valori. Voi - ha detto Di Pietro - avete aperto per primi le porte a IdV che si e' assunta la responsabilita' di Governo non certo semplice non perche' ci sono i comunisti ma perche' ci sono spesso interessi diversi tra alcune forze che danno vita alla maggioranza". Al termine del suo intervento il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, ha ringraziato Di Pietro e con un pizzico di sarcasmo ha detto: "per la gioia dei giornalisti ora diranno che anche Di Pietro e' diventato un pericoloso bolscevico anche se per apparire estremisti in Italia ormai non ci vuole tanto".



PDCI: RIZZO, PIU' CONFLITTO CONTRO PROLETARIZZAZIONE DEL CETO MEDIO

(ASCA) - Rimini, 28 apr - 'C'e' ancora bisogno della politica, del conflitto in Italia perche' stiamo vivendo una precarizzazione vera e una proletarizzazione del ceto medio'.
Marco Rizzo, capodelegazione dei comunisti italiani al parlamento europeo richiama con forza, nel suo intervento al congresso, la necessita' di combattere l'impoverimento dei redditi dei pensionati e del lavoro dipendente rispetto alle rendite finanziarie.
'Prodi ieri ha parlato di indici positivi per l'economia - ha ricordato Rizzo - e' vero ma i salari italiani sono penultimi in Europa e al netto sono addirittura gli ultimi perche' le famose tasse hanno colpito li' di piu', rappresentano il 40% della popolazione ma su essi grava il 70% del peso fiscale'.
'Ai tempi di Valletta alla Fiat, il suo stipendio era 30 volte quello di un operaio, oggi quello di Montezemolo e' 500 volte maggiore - ha rilevato l'esponente del Pdci - gli stipendi dei manager delle aziende quotate in borsa sono aumentati del 30%, aumentano i profitti delle banche e ancora attendiamo che la tassazione sulle rendite arrivi al minimo della tassazione sui salari, al 22-23%'. 'Caltagirone e Ricucci guadagnano 250 milioni l'ora, come 500 di voi in una vita: ma quanto sono bravi questi signori'?' ha ironizzato Rizzo.



PENSIONI: RIZZO, CONTI IN EQUILIBRIO VERA LOTTA E' CONTRO LA PRECARIETA'

(ASCA) - Rimini, 28 apr - 'Se con i contributi si paga solo la previdenza i conti sono in equilibrio fino al 2029, il 98% dei trattamenti e' sotto i 2mila euro: ma allora cosa ci rompono le scatole con le pensioni'?'.
Marco Rizzo, capo delegazione dei comunisti italiani al parlamento europeo, si dice contrario dal palco del congresso a ogni intervento di riduzione delle prestazioni pensionistiche.
'La lotta da fare' per tenere i conti in ordine 'e' quella alla precarieta' del lavoro e basta' afferma Rizzo.
'Gli unici a guadagnarci - sostiene Rizzo - sono le previdenze private e ci specula anche una parte del sindacato'.



PDCI: RIZZO,CHI SARA' LEADER SINISTRA?IO PENSO ALLE PENSIONI

(ANSA) - RIMINI, 28 APR - 'Mi chiedono, ma chi sara' a guidare questa sinistra unita? Non ci importa, a me interessa capire cosa succede alle pensioni in questo paese'. Cosi' l'eurodeputato Marco Rizzo, intervenendo al congresso dei comunisti italiani ha affrontato il tema che fa da filo conduttore all'appuntamento riminese, quello dell'unita' della sinistra.
'Per cambiare - ha detto Rizzo - serve forza e unita'. Bene ha fatto Diliberto a rilanciare questa proposta della confederazione della sinistra, serve una massa critica, ma non per sapere i nomi dei leader o per dividersi le poltrone, ma per cambiare le cose concrete'.
Nel suo intervento Rizzo si e' riferito, in particolare, alle politiche per le pensioni, per i redditi e alla lotta alla precarieta'.



PDCI: DI PIETRO, DILIBERTO PRIMO A CAPIRE CHE CI SONO BATTAGLIE COMUNI
PER PRIMI AVETE APERTO LE PORTE ALL'ITALIA DEI VALORI


Rimini, 28 apr. (Adnkronos) - "Oliviero Diliberto e' stato il primo segretario di partito a sdoganare insieme a Rizzo l'Italia dei Valori. E' stato quel partito che ha sempre detto 'non lasciate da parte l'Idv, perche' rappresenta una parte del paese con la quale e' bene dialogare', dicevate: 'ci sono delle battaglie comuni che, al di la' del colore di appartenenza, sono patrimonio comune e condiviso".
Queste le parole con cui il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro, porta il suo saluto al IV congresso nazionale dei Comunisti italiani in corso a Rimini.
Un tributo che sente di dover offrire al segretario del Pdci, al quale riconosce di aver per primo aperto le porte all'Italia dei Valori. "Per questo -spiega Di Pietro- avete aperto per primi a un partito che oggi c'e' e che con voi si e' assunto la responsabilita' di governare in una coalizione in cui e' molto difficile governare, ma non perche' ci sono i comunisti o l'Idv, ma perche' ci sono troppo spesso interessi diversi da quelli collettivi anche nella nostra coalizione. Quindi un omaggio che io sento di dover condividere con voi", conclude il ministro.


PDCI: SALVI, SUBITO UNITA' SINISTRE, ED E' STANDING OVATION

(ANSA) - RIMINI, 28 APR - 'Dobbiamo avviare subito il processo unitario, subito senza perdersi in formule o primati': Cesare Salvi, parlando nella sua nuova veste di esponente della sinistra democratica, e' intervenuto dal palco del congresso del Pdci scaldando la platea che dopo aver assistito in religioso silenzio il suo intervento tutto incentrato sul progetto dell'unita' delle sinistra, gli ha tributato un caloroso applauso ed una standing ovation.
'Ora bisogna lavorare per una piu' ampia unita' della sinistra: ne abbiamo fatta di strada ma ne dobbiamo fare ancora altra bene e presto', ha proseguito Cesare Salvi nel suo intervento al congresso del Pdci. Le due parole d'ordine sono 'sinistra e unita' ', ha detto ancora Salvi per il quale le 'identita' non si aboliscono e le abiure non si chiedono'. A suo giudizio, infatti, bisogna 'pensare ad un progetto plurale della sinistra in cui ciascuno conservi le proprie identita' che convergono insieme'. L'obiettivo e' quello di 'battersi per una svolta nell'azione del governo', per una 'inversione di tendenza'. 'Sappiamo bene che ci sono le alleanze, i conti pubblici da tenere in ordine - ha continuato il presidente della commissione Giustizia del Senato - ma ci sono anche le cose da fare per gli operai di cui non ci si puo' ricordare solo quando fischiano a Mirafiori o quando muoiono sul lavoro'.
Sia chiaro, poi che 'una forza della sinistra non puo' essere equidistante tra mondo del lavoro e datori di lavoro, tra Sindacati e Confindustria'.
Cesare Salvi ha sottolineato piu' volte come il processo unitario a sinistra punti a una svolta nel governo 'per sostenerlo, non per contrastarlo'. Una funzione di pungolo, quindi, che Salvi mette subito in atto polemizzando con l'esecutivo per la vicenda Mastrogiacomo. 'E' intollerabile che Emergency sia costretta a lasciare l'Afghanistan, che il mediatore sia detenuto dai servizi segreti a Kabul: ma non eravamo andati in Afghanistan per portare legalita' e democrazia? Bisogna subito chiedere al governo dell'Afghanistan di liberare immediatamente Hanefi oppure, se viene processato deve avere un avvocato internazionale, altrimenti...
arrivederci. Non possiamo stare li' a sostenere queste posizioni'. Altra battaglia, quella contro il referendum sulla legge elettorale 'non per difendere rendite politiche ma contro il sistema che ne uscirebbe: sarebbe antidemocratico.



CONGRESSO PDCI: SALVI, AVVIARE SUBITO PROCESSO UNITARIO

(AGI) - Rimini, 28 apr. - "Dobbiamo avviare subito il processo unitario. Subito. Senza perdersi in formule o primati, ho proposto questo ho proposto quest'altro. Bisogna farlo innanzitutto, perche' facendolo si capisce cosa abbiamo in mente. E noi abbiamo in mente tutti insieme queste due grandi parole: sinistra ed unita'". Lo dice, in una autentica standing ovation, il presidente della commissione Giustizia del Senato, Cesare Salvi, che ha parlato all'assise del Pdci a nome della neonata Sinistra democratica che sostiene Mussi e anche la terza mozione al congresso dei Ds di Firenze, quella di Gavino Angius, contro l'adesione al Pd.
"Io parlo oggi a nome del nuovo movimento politico della Sinistra democratica, che e' formata da quanti hanno sostenuto Mussi ma questa mattina anche gli aderenti alla mozione Angius che dicono di non aderire al Pd.
Abbiamo prima cominciato a fare un po' di unita' nella sinistra Ds, Salvi, Spini, Bandoli, adesso Angius, adesso dobbiamo lavorare per una piu' ampia unita' della sinistra - sottolinea Salvi - ne abbiamo fatta di strada, ma ne dobbiamo fare ancora insieme e presto. Io ho molto apprezzato l'impostazione di Diliberto che ha dato nella sua relazione al tema dell'unita' della sinistra. Le due parole che dobbiamo, e che sono nel cuore del nostro popolo, ai lavoratori, ai cittadini, sono: sinistra e unita'. E a queste due parole dobbiamo stare strettamente legati ed operare perche' queste parole vivano. Vivano nella realta' istituzionale, in Parlamento, nelle assemblee del governo, vivano nel Paese".
"Le identita' non si aboliscono - sottolinea con forza Cesare Salvi - le abiure non si chiedono e non deve nemmeno essere posto un tema di questo genere. Noi dobbiamo pensare ad un grande, unitario e plurale soggetto politico della sinistra nel quale ognuno faccia vivere le sue idee, la sua storia e i valori in cui crede e queste convergano insieme nella battaglia che ci sta a cuore. Far valere le ragioni - dice Salvi tra applausi scroscianti - in un mondo del lavoro ormai privo di rappresentanza, dei ceti popolari, dei precari, dei disoccupati, dei cittadini democratici che vogliono una politica di segno diverso, che si battono contro gli sprechi della politica, che si battono per la questione morale, per una lotta intransigente contro la criminalita' organizzata e perche' venga reciso ogni rapporto tra affarismo e politica".
Cesare Salvi prosegue sottolineando a quanti chiedono una svolta nell'azione del governo. "Noi abbiamo un grande problema, un grande punto di sofferenza e dobbiamo saperlo e dobbiamo dire con chiarezza, con concretezza, che cosa chiediamo, che cosa vogliamo che il governo faccia da subito per mostrare una inversione di tendenza. Sappiamo bene che ci sono le alleanze, che ci sono i conti pubblici da tenere in ordine ma ci sono cose che possono e devono essere fatte egualmente, intanto per gli operai di cui non ci si puo' ricordare solo quando fischiano a Mirafiori o quando muoiono nelle tragedie degli incidenti sul lavoro. Ci vuole subito un provvedimento d'urgenza, un decreto legge sugli infortuni sul lavoro perche' si sa cosa si deve fare, andare a controllare ed a combattere coloro che violano la normativa gia' esistente prima di pensare a fare nuove leggi. Bisogna sapere che la questione salariale e' una grande questione di democrazia. Una forza politica della sinistra non puo' essere equidistante tra mondo del lavoro, tra sindacati e Confindustria. Poi ci hanno insegnato che bisogna fare le mediazioni e le intese, ma essere di sinistra vuol dire avere un punto di vista da cui partire e dobbiamo chiedere degli atti che non costano neanche una lira e non c'e' bisogno di rivolgersi a Padoa Schioppa".
Salvi giudica poi "intollerabile" che Emergency abbia dovuto lasciare l'Afghanistan e che Hanefi sia ancora in galera rischiando un processo senza avvocato e addirittura la pena di morte. Salvi dice o sia dato un avvocato internazionale ad Hanefi o se no ce ne andiamo da questo Paese. Anche questo passaggio sull'Afghanistan e' stato sottolineato da applausi molto calorosi. Il presidente della commissione Giustizia ha fatto poi un accenno al referendum in materia di legge elettorale dicendo che il problema non sono i piccoli partiti ma "il mostro che viene poi fuori". Salvi vede un mostro simile a quello che ci fu con la legge Acerbo che porto' al listone di Mussolini ma almeno li' vi era la decenza della soglia del 25%.



SINISTRE/ DILIBERTO A SALVI: UNITA' SI PUO' FARE, NOI CI SAREMO Dopo le risposte venute da Rifondazione e da Sd

Rimini, 28 apr. (Apcom) - L'accoglienza trionfale ricevuta al Congresso nazionale del Pdci da Cesare Salvi e dal suo appello ad avviare subito il processo unitario a sinistra, è secondo Oliviero Diliberto la prova che la ricomposizione "si può fare".
Prendendo la parola dalla presidenza dopo la conclusione della standing ovation per Salvi, il segretario dei comunisti italiani fa notare che "l'abbraccio metaforico e la standing ovation a Salvi dice molto. Dopo tanti anni di 'vita da mediano' in cui abbiamo cercato di costruire testardamente le condizioni per l'unità a sinistra, e dopo le risposte che sono venute ieri da Rifondazione e oggi da Mussi a Roma e da Salvi qui, ci dicono che si può fare. E noi ci saremo".



SINISTRE/ SALVI: DILIBERTO INVITATO ASSEMBLEA 5 MAGGIO
"La nostra assemblea è aperta a tutti"

Rimini, 28 apr. (Apcom) - "La nostra assemblea del 5 maggio è aperta a tutti, Diliberto si può considerare invitato". Lo ha detto Cesare Salvi, parlando a margine del Congresso nazionale del Pdci, dove è intervenuto lanciando un appello ad avviare subito il processo unitario a sinistra.



PD/PAGLIARINI (PDCI): PARTITO LAVORO? E' PUBBLICITA' INGANNEVOLE
Replica a Damiano: è rottura con art. 1 Costituzione

Rimini, 28 apr. (Apcom) - "Al ministro Damiano, che identifica il Partito Democratico come nuovo 'partito del lavoro' vorrei dire che quel progetto consuma piuttosto una rottura sul grande tema del lavoro; una rottura con i contenuti dell'articolo 1 e dell'articolo 3 della Costituzione". E' quanto afferma in una nota il presidente della Commissione Lavoro della Camera Gianni Pagliarini, che oggi ha svolto il suo intervento su questi temi al Congresso nazionale del Pdci in corso a Rimini.
"E' un affanno comprensibile, quello di Damiano, è l'imbarazzo di chi promuove - sostiene l'esponente del Pdci - un percorso politico che entra in cortocircuito con la storia della sinistra italiana. Ma le parole sono pietre, e parlare in quei termini del Partito Democratico significa proporre agli elettori una sorta di pubblicità ingannevole".
"Dobbiamo dire le cose come stanno: tra la riflessione politica-organizzativa che agita il centrosinistra e le difficoltà incontrate dalla maggioranza sui temi del lavoro esiste un nesso - avverte ancora Pagliarini - che si manifesta interamente nella difficoltà ad affrontare in modo chiaro il tema del superamento della precarietà e l'abrogazione delle leggi che l'hanno alimentata, nonostante il nostro impegno e le nostre battaglie".



CONGRESSO PDCI: UNITA' A SINISTRA, 9 ANNI DOPO EPPUR SI MUOVE

(AGI) - Rimini, 28 apr. - Eppur si muove. Sono bastati due giorni dopo nove anni di incomunicabilita' a sbloccare quel mondo a sinistra del Partito Democratico, quel mondo che non aveva mai digerito la svolta della Bolognina, che parlava lingue diverse. E' scoccata una magica scintilla, il rosso antico della scenografia del congresso del Pdci ha forse fatto il miracolo e prodotto l'accelerazione che il polo di questa sinistra non si e' mai stancato di invocare ad ogni manifestazione pubblica.
"Unita', unita'", e' la parola d'ordine del popolo della sinistra che un ceto dirigente legato piu' alla salvaguardia dei troppi privilegi che a dare corpo alla richiesta della gente di sinistra ha sempre ignorato. Ma ecco che improvvisamente prima Bertinotti, accolto con grande calore, poi Mussi da Roma, che oggi si e' infilato sulla scia delle parole del segretario del Pdci, infine Cesare Salvi, che si e' precipitato questa sera a Rimini per portare la buona novella alla gente del Pdci. Una standing ovation per Salvi ha suggellato un nuovo inizio di un percorso, l'unificazione della sinistra a sinistra del Pd, che dopo nove anni e' bastato veramente poco per far partire. Tutti sono cauti, le difficolta' sono sempre dietro l'angolo, ma eppur si muove.



CONGRESSO PDCI: AL VIA CANTIERE SINISTRA, SI' DI MUSSI-SALVI

(AGI) - Rimini, 28 apr. - Parte ufficialmente il cantiere dell'unita' a sinistra. Oliviero Diliberto comincia ad incassare i primi Si' alla sua proposta di una confederazione della sinistra dove non ci siano aggettivi, una sinistra che non sia socialista ne' comunista ma solo unita e quindi piu' forte. Ieri, il si' del Prc con Giovanni Russo Spena che, ospite al congresso del Pdci a Rimini, ha definito la proposta di Diliberto come un importante passo in avanti. Oggi, il disco verde arrivato da Roma anche da Fabio Mussi e Cesare Salvi i diessini che non hanno aderito al Pd e che oggi con parole chiare hanno dimostrato di essere in assoluta sintonia con Diliberto. Mussi, da Roma, ha sostenuto: "Qualcosa di nuovo puo' nascere. Le affermazioni su una sinistra senza aggettivi mi sembrano rilevanti. Io penso ad una sinistra larga. Si apre un processo lungo, ma se la direzione e' quella giusta si approdera'".
Ma ad imprimere una vera accelerazione ci pensa Salvi che arriva al congresso del Pdci a Rimini in anticipo (era previsto che venisse e intervenisse domani mattina), parla nel tardo pomeriggio, a braccio, e scalda la platea che lo segue entusiasta. Il leit motiv e' "processo unitario a sinistra" da "avviare subito" perche' solo facendo partire il processo "si capisce che cosa abbiamo in mente e cioe' due parole: sinistra e unita'". I mille delegati gli tributano un caloroso applauso e alla fine sara' una vera standing ovation. Il segretario dei comunisti italiani, Diliberto, risponde subito dal palco e spiega che dopo "una faticosa vita da mediano, dietro le quinte", anni in cui "testardamente abbiamo cercato di costruire l'unita' a sinistra", adesso, dice, "le risposte del Prc e della Sinistra democratica di Mussi e Salvi ci dicono che si puo' fare. Noi ci siamo e ci saremo".
Salvi lascia il congresso tra baci e abbracci e i delegati che gli gridano 'Finalmente, finalmente'. Sabato prossimo, 5 maggio, la Sinistra democratica si riunira' e, come precisato dallo stesso Salvi, "e' aperta a tutti e Diliberto si puo' considerare invitato".
Ma l'unita' della sinistra riguarda anche i Verdi. Ieri Paolo Cento aveva rivendicato l'importanza centrale della questione ecologica e aveva chiesto un 'patto di consultazione' tra i gruppi parlamentari (lo stesso aveva fatto Russo Spena, Prc) e oggi Manuela Palermi, capogruppo del Pdci al Senato, ha detto che da lunedi' a Palazzo Madama si fara' questo coordinamento tra Prc-Pdci-Verdi ed ex Ds. Mentre il leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Sanio, oggi da Roma aggiunge: "I Verdi dialogheranno con la Sinistra democratica per rafforzare le ragioni dell'ambiente, dei diritti e della pace". Il 'Sole che ride' si riunira' a Genova, venerdi' e sabato prossimo (4 e 5 maggio) per parlare di ecologia ed economia e li' sara' ospite proprio Fabio Mussi. Insomma, dialogo costruttivo in atto in un cantiere ormai partito. Gli unici che sembrano destinati a restarne fuori sono i socialisti dopo che ieri il leader dello Sdi, Enrico Boselli, ha ribadito la volonta' di costruire una grande forza socialista sottolineando che "ci sono due sinistre diverse".



PDCI: FISCHIATO EMILIO FEDE AL CONGRESSO DI RIMINI

Rimini, 29 apr. - (Adnkronos) - "Buffone", "Vai a casa", "Non vogliamo qui lo stalliere di Arcore", "Non dovevate farlo entrare", "Servo". Cosi' il direttore del Tg4, Emilio Fede, ospite oggi del quarto congresso nazionale dei comunisti italiani a Rimini, per l'ultima giornata dell'assise, e' stato fischiato e contestato dalla platea dei delegati.
Ad accoglierlo ed ad accompagnarlo in sala, al Palacongressi, il segretario Oliviero Diliberto che, di fronte alle contestazioni, ha chiesto ai suoi facendo segno 'no' con la mano di prestare rispetto e di stare tranquilli. Anche dal palco e' stato chiesto contegno, mentre Fede arrivava in prima fila per trovare posto: "Vi chiediamo di tenere un comportamento di correttezza, gli ospiti sono tutti benvenuti".
Qualcuno applaude, ma la maggior parte non ci sta, e continua con i fischi ancora per pochi minuti.


PDCI/ EMILIO FEDE A CONGRESSO, DILIBERTO LO ACCOGLIE
Ma l'assemblea lo fischia: vai a casa stalliere di Arcore

Rimini, 29 apr. (Apcom) - Al congresso nazionale dei Comunisti italiani in corso al Palacongressi di Rimini, arriva il direttore del Tg4, Emilio Fede, e subito il segretario nazionale del partito, Oliviero Diliberto, si precipita all'entrata per accoglierlo. Non ha avuto lo stesso trattamento una volta entrato in aula: ad accoglierlo, questa volta, sono stati i fischi dell'assemblea.
"Con Diliberto - dice ai cronisti Emilio Fede - ho un rapporto di simpatia umana. Durante un collegamento prima delle elezioni lo chiamai onorevole e gli ho portato fortuna". Fede poi ci tiene a sottolineare le sue origini che "non sono di destra: vengo da Saragat e Craxi. Sono onorato di essere qui, sono loro che mi hanno invitato". Conferma la sua amicizia con il direttore del Tg4 anche Diliberto: "La mia prima intervista politica è stata fatta proprio con Fede. Con lui c'è un antico rapporto".
In aula, mentre un delegato dal palco stava continuando il suo intervento, l'assemblea si è rivoltata contro il giornalista di Mediaset. All'ingresso di Fede sono volati fischi e alcuni insulti come "non dovevate farlo entrare" perché è "un servo, lo stalliere di Arcore", "buffone vai a casa". Un delegato gli ha detto "ti dò la mano solo se fai 1 ora di tg anche sullo stalliere di Arcore".



PDCI: MONI OVADIA, BATTAGLIA CULTURALE IN TESTA ALLE AGENDE
GIOVANI GENERAZIONI INTOSSICATE DA VELENO CONSUMISTA


Rimini, 29 apr. - (Adnkronos) - "Il problema centrale del futuro e' culturale: se non si pone la cultura in testa alle agende, saremo sconfitti". E' l'appello che lancia dal palco del quarto congresso nazionale del Pdci di Rimini lo scrittore ed attore teatrale Moni Ovadia, a lungo applaudito dai delegati. Ovadia fa riferimento al fatto che "nel nostro paese chi ha saputo, con molta abilita', occupare i gangli della cultura popolare, ha sbancato e, purtroppo, noi siamo stati a guardare".
"Non bisogna -chiosa l'artista- stare a guardare. Se non potremo fare della nostra cultura il luogo in cui si riconoscono i cittadini, liberi e democratici e i lavoratori, saremo sconfitti. Dobbiamo fare -ribadisce- una grande battaglia culturale e dare alle nuove generazioni il senso della vita e della lotta, perche' sono state intossicate dal veleno consumista. Non permettiamolo piu'".



CONGRESSO PDCI: MONI OVADIA, EGALITE' NO BATTAGLIA SOVVERSIVI

(AGI) - Rimini, 29 apr. - "La sinistra in questo momento in Italia, in Europa e nel mondo, ha un compito importante piu' che mai, quello di sapere guardare al futuro tenendo fermi i propri principi. E per guidare il mondo, sapere interpretarne le tensioni, le grandi battaglie contro la fame, lo sfruttamento per la dignita' dell'essere umano, del lavoro, le battaglie per l'uguaglianza, parola che non sentiamo piu' pronunciare, dobbiamo ribadire una volta per tutte: questa non e' una battaglia da sovversivi. La Rivoluzione francese portava queste tre parole, liberte', fraternite', egalite'. La liberta' senza uguaglianza e' una truffa!". Cosi' Moni Ovadia, ospite illustre e applauditissimo del congresso Pdci, ha parlato dal palco del Palacongressi di Rimini.
"Solo una societa' solidale - ha aggiunto l'attore e scrittore - puo' essere una societa' giusta. Il problema centrale del futuro - ha concluso Moni Ovadia - e' il problema culturale. Se non si pone la cultura in testa alla gente noi saremo sconfitti. Abbiamo visto come nel nostro paese chi, con molta abilita', ha saputo occupare i gangli della cultura popolare, ha sbancato e purtroppo noi siamo stati a guardare.
Non bisogna stare a guardare".



CONGRESSO PDCI: DILIBERTO, PARLARE CON PD? NON SERVE CITOFONO

(AGI) - Rimini, 29 apr. - Qual e' la chiave per comunicare con il Partito democratico? "Sono alleati, non c'e' mica bisogno di un citofono...". Risponde con questa battuta Oliviero Diliberto, sorridendo, ai giornalisti, al termine della sua relazione di chiusura del congresso del Pdci a Rimini.


SINISTRA/ DILIBERTO: PROPORRO' GRUPPI UNICI ANCHE ALLA CAMERA
Tra Verdi, Prc, ex Ds e Pdci molti temi in comune

Rimini, 29 apr. (Apcom) - Il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, aderisce alla proposta presentata da Salvi per istituire un coordinamento unico della sinistra tra Prc, Verdi, comunisti italiani e ex Ds e annuncia di voler proporre gruppi unici alla Camera.
"La proposta di Salvi - spiega Diliberto al termine del suo intervento al IV congresso del Pdci a Rimini - la condividiamo e vi aderiamo molto volentieri" tanto che "proporrò anche alla Camera gruppi unici".
Il segretario precisa che con Verdi, Rifondazione comunista ed ex Ds i comunisti italiani hanno già diversi punti in comune: "I gruppi - spiega - si possono coordinare già sulla pace, la scuola, i diritti, la precarietà e la laicità dello Stato, temi sui quali siamo già d'accordo".



SINISTRE/ DILIBERTO SODDISFATTO PER ADESIONE MUSSI E CENTO
"Anche a Parlamento europeo dobbiamo costruire unità tra diversi"

Rimini, 29 apr. (Apcom) - Il segretario dei comunisti italiani, commentando l'annuncio di Fabio Mussi e Paolo Cento, che anche Sinistra democratica e Verdi aderiranno alla proposta di un "patto di consultazione" e un "coordinamento", avanzata da Prc e rilanciata ieri dal capogruppo in Senato del Pdci, Manuela Palermi, si dice soddisfatto.
"Siamo felici - dice Diliberto - è l'ennesima prova che l'unità è già nei fatti".
Tra l'altro, aggiunge il segretario del Pdci al margine del congresso di Rimini "al Senato, alla Camera e, secondo me anche al Parlamento europeo dobbiamo costruire una unità tra diversi".



PDCI: DILIBERTO, UNITA' SINISTRA? RISULTATO A DUE CIFRE

(ANSA) - RIMINI, 29 APR - Oliviero Diliberto e' convinto che la realizzazione del progetto di unificare le sinistre produrra' un risultato elettorale 'a due cifre'. Il segretario del Pdci, parlando con i giornalisti al termine della sua relazione di chiusura del congresso del partito non si e' invece sbilanciato sul possibile nome della nuova formazione: 'Non ne ho la piu' pallida idea', ha risposto sottolineando come 'quello che conta non e' la 'cosa' ma le cose da fare'.


CONGRESSO PDCI: FEDE, FISCHI? NON SENTITI, DILIBERTO MIO AMICO

(AGI) - Rimini, 29 apr. - "I fischi? Non li ho sentiti... Ma se ci sono stati e' legittimo. Non sarei stato a mio agio se tutti fossero stati d'accordo con me". Un Emilio Fede in ottima forma, abbronzato, arriva al congresso del Pdci ed i delegati vedono rosso, questa volta non in senso politico. Chi gli grida "fascista", i "buffoni" si sprecano, piu' di qualche altro usa una metafora ippica "stalliere di Arcore". Emilio Fede ha riferito di aver anche telefonato al Cavaliere per informarlo della sua puntata a Rimini. "Se Berlusconi fosse stato invitato sarebbe sicuramente venuto" dice il direttore del TG4. Oliviero Diliberto nella conferenza stampa di presentazione del congresso aveva detto di non aver invitato Berlusconi per la sua incolumita'.
"E' giusto che io venga qui come direttore ad ascoltare la relazione del segretario di un congresso importante - dice Fede - anche per la mia lunga militanza come giornalista ma anche perche' ho un rapporto personale con Diliberto". Infatti le cronache narrano che quando nacque il Prc Emilio Fede voleva fare una diretta per una riunione romana dei quadri del neonato partito ma nessuno pote' andare in studio perche' i big di Rifondazione Comunista erano impegnati per la riunione. Venne inviato uno sconosciuto: Oliviero Diliberto che Fede non aveva mai visto ed appena lo vide lo saluto' con un "benvenuto onorevole". Diliberto rispose: "non sono onorevole" e Fede di rimando: "non fa niente, lo diventera'". Cosi' da allora ogni volta che si incontrano ricordano il gustoso episodio. Ed Emilio Fede scherzando gli fa: "ti posso chiamare onorevole?
Visto che sono stato io a farti diventare onorevole....".



PDCI: DILIBERTO CONFERMATO SEGRETARIO ALL'UNANIMITA'

(ANSA) - RIMINI, 29 APR - Oliviero Diliberto e' stato riconfermato segretario del Pdci. Al termine del quarto congresso del partito il Comitato centrale ha eletto Diliberto all'unanimita'. Il segretario ha chiuso l'intervento al Comitato gridando 'Forza Inter'.
Eletti anche il presidente: Antonino Cuffaro, che prende il posto di Armando Cossutta. Il tesoriere e' Roberto Soffritti.

 

PDCI: CHI E' ANTONINO CUFFARO

Antonino Cuffaro (Sambuca (AG), 21 aprile 1932), è un uomo politico comunista. Sposato, ha quattro figlie.
È figlio di Domenico, tra i fondatori del Partito Comunista d'Italia, guida del movimento dei contadini e dei minatori siciliani e dirigente Cgil in provincia di Agrigento, dove più volte è stato minacciato dalla mafia.
Cuffaro si trasferisce giovanissimo in Friuli dove vive tutt'ora ad Aquileia (UD) con la moglie. Laureato in ingegneria navale e meccanica presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Trieste, ha svolto attività di ricerca nei campi dell'idrodinamica e dell'Architettura navale, di progettazione presso la F.M.S.A. dei Cantieri riuniti dell'Adriatico e nella libera professione. È stato titolare della cattedra di meccanica applicata e macchine presso l'ITI "Alessandro Volta" di Trieste.
Trovato lavoro presso i cantieri navali triestini, viene licenziato a seguito di uno sciopero.
Si iscrive giovanissimo nel Partito Comunista Italiano e nel 1962 diviene consigliere comunale a Trieste fino al 1972, quindi diverrà consigliere regionale del Friuli-Venezia Giulia (1967-1976). In quegli anni è segretario della Federazione autonoma di Trieste e poi segretario regionale del Friuli-Venezia Giulia. Nel 1969 entra nel comitato centrale comunista dove vi resterà fino al 1991, anno di scioglimento del Pci.
Tra il 1976 e il 1987 è membro della Camera dei Deputati per tre legislature, e negli stessi anni (1979-1988) è responsabile per la Ricerca Scientifica e Tecnologica nella Direzione Nazionale del Pci, ruolo che gli permetterà di organizzare la I Conferenza Nazionale sulla Scienza promossa da un partito politico.
Ha fatto parte alla Camera dei Deputati della Commissione trasporti ed aviazione civile, marina mercantile, poste e telecomunicazioni, della Commissione industria e della Commissione cultura, pubblica istruzione e ricerca scientifica. È stato vice Presidente della Commissione Bicamerale per il Trattato di Osimo, Presidente della Commissione interparlamentare Italia-Austria e componente della Commissione speciale per l'esame del disegno di legge per la ricostruzione delle zone del Friuli-Venezia Giulia colpite dal terremoto del 1976.
Dal 1991 si adopera per la fondazione del Partito della Rifondazione Comunista.
Nel 1993 Cuffaro viene candidato alla segreteria del Prc in opposizione alla candidatura, risultata poi vincente, di Fausto Bertinotti.
Nel 1994 è eletto senatore e diventa coordinatore della segreteria nazionale rifondarola fino al 1996.
Nel 1998 è tra i comunisti che vorrebbero salvare il Governo Prodi I. Sconfitto, darà vita con altri al Partito dei Comunisti Italiani e pochi giorni dopo viene nominato sottosegretario di Stato all'Università ed alla Ricerca Scientifica e Tecnologica per i governi D'Alema e Amato.
Per il Pdci è stato segretario del comitato regionale del Friuli-Venezia Giulia e responsabile del dipartimento università e ricerca scientifica del partito. Nel 2007 è eletto all'unanimità presidente del partito.(giovannibronzino 2 maggio 2007)

Il documento congressuale