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Il
video del congresso: si canta "bella ciao"
Il documento politico conclusivo
Il quarto Congresso
nazionale del Partito dei Comunisti Italiani, riunito a Rimini nei
giorni 27, 28 e 29 aprile 2007, approva il documento politico
congressuale, la relazione e le conclusioni del segretario nazionale
Oliviero Diliberto.
Il Partito dei Comunisti
Italiani è impegnato oggi nella più alta delle sfide che una forza
autenticamente di sinistra deve saper affrontare: realizzare quell’unità
della sinistra fondata sulla centralità del lavoro, del sapere, e sul
dispiegarsi di una piena azione politica e sociale per la difesa e
l’allargamento dei diritti sociali, delle libertà e dei diritti civili,
delle garanzie democratiche, indispensabili a delineare un futuro di
progresso per la nostra comunità nazionale.
Il Partito dei Comunisti Italiani si impegna per la realizzazione di
quell’unità della sinistra che sia fondata altresì sul pieno rispetto di
ogni autonomia ideale, politica e culturale, figlia della grande storia
del movimento operaio. La scelta compiuta dai congressi dei DS e della
Margherita per la costituzione del Partito Democratico, da una parte è
destinata a modificare profondamente il panorama politico italiano,
dall’altra obbliga tutte le forze della sinistra italiana a superare le
proprie divisioni per ricostruire, con l’unità, un più alto ed incisivo
livello di azione politica e di rappresentanza degli interessi sociali
delle lavoratrici e dei lavoratori, condizione questa per la
realizzazione stessa degli obbiettivi di solidarietà e giustizia
sociale, di progresso e di trasformazione economica e culturale indicati
nel programma di governo dell’Unione; tra i quali va riaffermato, con
determinazione, il rilancio della lotta per la legalità e contro tutte
le mafie. Il Congresso dei Comunisti Italiani, nel ribadire la scelta
dell’unità della sinistra, indica che questo traguardo dovrà essere il
frutto di un processo politico e di un, impegno su cui mobilitare tutto
il partito, i suoi gruppi dirigenti, tutte le sue organizzazioni. Il
Congresso sottolinea la scelta politica a sostegno del centro-sinistra e
del Governo Prodi, in coerenza con la politica del Partito dei Comunisti
Italiani fin dall’atto della sua fondazione, e ribadisce che oggi la
priorità politica dell’azione di governo devono essere le politiche per
il lavoro, la sua sicurezza, la sua dignità e la sua giusta
retribuzione, il pieno dispiegarsi delle garanzie contrattuali e il
superamento di ogni forma di precarietà che nega la vita dei lavoratori
nel presente e nel futuro. Ed è in tal senso che il Congresso indica la
necessità di un chiaro e profondo cambiamento negli indirizzi di
governo in materia di pensioni e di risarcimento sociale alle classi
lavoratrici. Il Congresso, nel salutare le significative novità
intervenute nella politica estera italiana, ribadisce il suo
fondamentale impegno contro ogni guerra e per la pace e la cooperazione
tra i popoli, per una Europa soggetto politico autonomo per la
costruzione di un nuovo ordine mondiale, non più fondato sull’arbitrio e
la volontà di potenza imperiale degli USA, ma sul diritto e la legalità
internazionali. I Comunisti Italiani, fedeli alla loro storica
ispirazione internazionalista, sono al fianco dei popoli e dei paesi che
lottano per la dignità e la libertà, contro le nuove forme di
oppressione economica neocoloniale, contro le occupazioni militari e
contro la sfruttamento e la morte per fame di milioni di esseri umani,
contro la guerra, e per la liberazione e l’emancipazione di tutte le
donne e gli uomini del mondo.
Uomini e donne protagonisti
di Maurizio Musolino
“Il congresso dei comunisti”, così avevamo titolato
sul numero scorso de la Rinascita, si è rivelato anche un congresso in
grado di parlare a tutta la sinistra. Questo, oggi possiamo dirlo, è
stato il cuore dell’appuntamento di Rimini del Pdci. L’assise dei
Comunisti italiani si è rivelata un vero successo andando
oltre
le aspettative; un risultato dovuto ad una proposta politica, quella
della confederazione e dell’unità della sinistra, che gli ultimi eventi
hanno reso quanto mai attuale e impellente. Una ricerca di unità che non
vuole annientare storie, percorsi e idealità diverse. Per dirla con
chiarezza non chiediamo a nessuno abiure, ma ribadiamo con forza di
essere e di voler restare orgogliosamente comunisti. Da Rimini parte ora
un percorso che dovrà portare la sinistra italiana a trovare nuove forme
e modi originali per stare insieme. Non sarà semplice, le resistenze
sono sempre dietro l’angolo, come le paure di perdere qualche
privilegio, ma l’approdo è obbligato: l’unità appunto. Si inizierà con
un coordinamento dei gruppi parlamentari, c’è l’impegno da parte dei
gruppi dirigenti dei partiti di sinistra di smussare le polemiche e di
consultarsi periodicamente. Ma tutto questo, seppur importantissimo,
rischia di risultare vano se non si riuscirà ad incontrare quella voglia
di stare insieme e quell’entusiasmo che animano il popolo della
sinistra. Uomini e donne, giovani e meno giovani, che vogliono vivere da
protagonisti questa nuova stagione politica. Sarà questa la prima sfida
che i Comunisti italiani dovranno raccogliere, da subito. Fin dai
prossimi giorni si dovrà uscire per le strade, andare nei luoghi di
lavoro e di studio, per creare momenti di incontro e di discussione, per
far vivere dal basso questo percorso verso l’unità. La campagna
elettorale per il rinnovo di molte amministrazioni locali potrà essere
una straordinaria opportunità. Noi de la Rinascita cercheremo di fare,
come sempre, la nostra parte. Ci mettiamo pienamente in gioco, perché
pienamente partecipi della scelta uscita dal congresso di Rimini. Siamo
consapevoli di essere una piccola esperienza, ma siamo anche desiderosi
di porre le nostre idee al servizio di questo obiettivo.(la Rinascita
della sinistra 4.5.2007)
PdCI, un congresso che parla alla sinistra
di Paolo Barbieri
Di norma, a decidere il destino di un Congresso di
partito sono i suoi orientamenti politici o la tenuta unitaria dei
gruppi dirig enti,
ma la riuscita di quello del Pdci deve molto anche alla sua tempistica:
la decisione di rinviarlo a dopo la fine dei due Congressi gemelli di Ds
e Margherita è servita a cogliere l’attimo. Nei tre giorni del Congresso
di Rimini si sono mosse più cose a sinistra che negli ultimi dieci anni.
Le tappe di questa improvvisa accelerazione non rappresentano una
vicenda interna e ovviamente non sono solo il risultato dell’azione
politica dei Comunisti italiani. Pesa e peserà a lungo, ad esempio, la
minaccia dell’ennesima riforma elettorale, e il sospetto, assai diffuso
a sinistra, che i partiti “grandi” vogliano usarla per “annientare” per
via amministrativa i più piccoli.
Ma c’è dell’altro: la crisi di consenso palpabile nel Paese, dopo i
primi mesi del governo di centrosinistra, è una spinta forte a cercare
una strada per far pesare di più i contenuti tipici della sinistra, sul
lavoro, lo stato sociale, la scuola, la pace. La freddezza della Cgil
rispetto al Partito democratico e allo stesso governo Prodi, palesatasi
con il teso intervento di Guglielmo Epifani al Congresso Ds, rafforza le
ragioni di una ricerca unitaria, per dare una risposta a chi chiede di
tenere il lavoro e la difesa dello stato sociale in cima all’agenda
politica.
L’uscita di Fabio Mussi, Cesare Salvi e Gavino Angius dai Ds in via di
scioglimento ha reso più naturale l’avvio di un patto di consultazione
permanente fra i gruppi parlamentari: Pdci, Prc, Verdi e la neonata
sinistra democratica, sommati, potranno contare probabilmente su oltre
cento deputati e una cinquantina di senatori, una forza di peso
notevole, che se riuscirà davvero a coordinare la propria iniziativa
politica in Parlamento potrà ridimensionare le ambizioni di egemonia sul
governo delle forze che stanno dando vita al Partito democratico. E’ un
primo passo concreto.
Ma considerata l’importanza di tutti questi fattori esterni, resta il
fatto che a Rimini si sono concentrati alcuni episodi politici degni di
nota, che hanno reso più denso il significato del Congresso comunista.
Il più vistoso, sul piano simbolico e della “resa” televisiva, è
rappresentato dall’accoglienza tributata dalla platea a Fausto
Bertinotti: applausi, sorrisi, regali a sancire la chiusura, almeno sul
piano umano, di una vecchia ferita. Nello stesso giorno, un dirigente di
primo piano di Rifondazione, Giovanni Russo Spena, forzando un po’ la
freddezza tradizionale del vertice del suo partito, per la prima volta
ha concesso un riconoscimento esplicito alla proposta di confederazione
avanzata dal Pdci, affermando: «Qui oggi è stato fatto un grande passo
avanti». A influenzare questa reazione, probabilmente, è servita anche
l’apertura di Diliberto alla necessità di coinvolgere nel processo
unitario i movimenti, le associazioni, il sindacato, e la sua reiterata
garanzia, sostenendo: «Non vogliamo abiure».
Infine, l’abbraccio del Congresso a Cesare Salvi che invocava
un’accelerazione nella ricomposizione della sinistra: perfino la lontana
eco delle divisioni dell’89 (Salvi, come Mussi, era con Occhetto per la
“svolta”) viene riassorbita dalla spinta unitaria. Una cosa appare
chiara: il Congresso ha segnato la fine di una sorta di larvata
conventio ad excludendum della quale il Pdci è stato oggetto in questi
anni, che non era servita ad escluderlo dall’alleanza di centrosinistra
e dal governo, ma che qualcuno a sinistra aveva dato l’impressione di
voler perpetuare anche in questa fase del tutto nuova.
Ora viene il difficile: i Comunisti italiani hanno proposto di
concentrare l’unità d’azione sulle cose da fare (lavoro e sapere) al
governo e in Parlamento. Un modo per rendere più agevole l’avvio di quel
processo di ripensamento complessivo che altri invocano con maggior
forza sul piano culturale o (addirittura) dell’identità. Ma proprio
sull’equilibrio fra spinta politica unitaria e difesa dell’autonomia e
dell’identità il Congresso ha giocato le sue carte. E’ sulla tenuta di
questo equilibrio che si gioca il futuro, non solo quello del Pdci, ma
probabilmente di tutta la sinistra italiana, quella che c’è, e quella
che potrebbe esserci.(la Rinascita della sinistra 4.5.2007)
Oliviero Diliberto
"Noi siamo quelli che per primi hanno parlato della necessità di
riunificare la sinistra in Italia. Questo è il terzo congresso che
facciamo con questa proposta. Quindi ora aspettiamo risposte da parte di
coloro che dai Ds non sono confluiti nel Partito democratico e da parte
di Rifondazione comunista". A dirlo è stato il segretario nazionale del
Pdci, Oliviero Diliberto, oggi in Calabria per il congresso regionale
del partito, in merito alle prospettive future della sinistra dopo l'
uscita di Fabio Mussi dai Ds e le dichiarazioni del segretario di
Rifondazione, Franco Giordano, sulla necessità di accelerare l'
aggregazione a sinistra. "Io - ha sostenuto Diliberto - aggiungerei
anche i Verdi perché una componente ambientalista a sinistra è molto
importante". (21 aprile 2007)
Essere comunisti oggi
di Luciano Canfora
Il fatto grave, e in certo senso epocale, che sta per prodursi nel
panorama politico italiano è la integrale cancellazione, nel principale
erede del Pci, delle radici, cioè del nesso con la propria ascendenza
comunista. Da destra qualche osservatore acuto lo ha già rilevato,
ovviamente con compiacimento. Date le dimensioni e le responsabilità che
il partito Ds ha finora avuto, il passo che sta per compiersi rischia di
“schiantare” la sinistra come tale. E’ del resto più
che emblematico il
fatto che il fu partito Democratico della sinistra stia per diventare
partito Democratico, e basta.
Certo, le denominazioni contano fino a un certo punto, ma qui è in gioco
la sostanza. La fusione dei Ds con un partito di centro (la Margherita)
sposta al centro tutto l’asse politico italiano. Di qui la necessità che
si ricomponga, a sinistra, una forza consistente e chiara. Di sicuro un
contributo lo stanno dando i socialisti, che cercano di riunificarsi per
rivendicare, appunto, il valore non obsoleto del socialismo.
I comunisti non possono rimanere spettatori compiaciuti delle proprie
ragioni, né continuare a ragionare in termini di possibile crescita
elettorale della singola formazione partitica. Debbono promuovere già
con l’imminente congresso l’aggregazione a sinistra di cui il nostro
paese ha bisogno come contrappeso alla omologazione moderata.
Dunque si dovrà non solo parlare apertamente delle necessità del momento
rivolgendosi ai comunisti di Rifondazione (che dovranno pur uscire dalla
situazione “provvisoria” cui il loro nome li inchioda) nonché a quanti
dei Ds si terranno fuori dal Pd, ma, al tempo stesso, proporre
all’intera sinistra, socialisti inclusi, di dar vita ad un programma
comune e, appena possibile, ad una aggregazione. Il “temario” del
programma non dovrà essere né verboso né pretenzioso, ma essenziale.
Intanto converrà ricordare che grandi questioni sono sul tappeto,
quantunque si preferisca ignorarle, quasi che si tratti di flagelli
“naturali”. Due esempi. Morti sul lavoro e costo scandaloso della
politica e del ceto politico. Se porvi rimedio non è facile, parlarne è
il primo passo necessario. Ed è anche un modo sano di suscitare una
mobilitazione in vista di risultati concreti. Il fatto è che la grave e
talvolta micidiale insicurezza sul lavoro dipende, tra l’altro (non
unicamente) dall’arruolamento facile dei “senza diritti”. Dunque, oltre
alla necessità, messa bene in luce da Luciano Gallino nei giorni scorsi,
di intensificare da subito i controlli e di approvare e rendere
operativa in tempi rapidi e non millenaristici la legge che il governo
ha preparato su questo tema, è indispensabile dare pienezza di diritti
politici e sociali ai lavoratori che giungono dai mondi della miseria e
che costituiscono un insperato, inesauribile, prezioso e per giunta
vilipeso “esercito di riserva”. Affrontare alla radice la nuova e
lancinante ingiustizia è un compito cui i comunisti di un paese
cosiddetto “occidentale-avanzato” dovrebbero consacrare la loro
intelligenza e la loro azione. L’altro tema, di norma pudicamente
definito “i costi della politica”, altro non è che l’irruzione del
mercato nella politica, per usare una definizione dovuta ad un
non-comunista che per troppo breve ora fu inquilino del “pantheon” del
Pds, Norberto Bobbio. Tutti sappiamo che l’adorazione feticistica del
mercato ha conquistato larga parte del ceto politico italiano quantunque
diviso in centrodestra e centrosinistra. E’ urgente far comprendere cosa
significhi e cosa comporti il grave snaturamento in direzione mercantile
del meccanismo elettorale: le “libere elezioni”, antico cavallo di
battaglia della guerra fredda, sono giunte al capolinea della loro
evoluzione storica. E’ compito dei comunisti da un lato parteciparvi
nelle migliori condizioni possibili e sfruttare ogni spiraglio che
l’attuale assetto di potere eventualmente offra ma contemporaneamente
spiegare senza sosta di quale “mercato” effettivamente si tratti.
L’asservimento del lavoro dipendente e l’occupazione della pratica
elettorale da parte dei più ricchi sembrano aspetti particolari ma vanno
al cuore dell’assetto capitalistico del tempo nostro. E’ tempo, dopo la
scomparsa del socialismo reale, fallito anche per le sue contraddizioni
e ingiustizie, di trovare nuove strade. C’è spazio e ci sono compiti
molto seri (non facili e sicuramente anti-demagogici) per i comunisti di
oggi.
Il Congresso nazionale dei Comunisti italiani, al di là delle facili
ironie degli avversari, dovrà proporsi come compito principale di
avviare in tempi brevi la costruzione di un programma comune.
Rassegna stampa
dal 25 al 29 aprile
2007
CONGRESSO PDCI: A RIMINI PER RICOMINCIARE DA
DOVE MORI' IL PCI
(AGI) - Roma, 25 apr. - 'Piu' forti i comunisti, piu' forte l'unita'
della sinistra'. Lo slogan del 4° congresso nazionale del Pdci, che si
terra' a Rimini da venerdi' 27 a domenica 29 aprile, rivendica con forza
l'identita' comunista in cui si identifica il partito guidato da
Oliviero Diliberto e soprattutto indica il suo principale obiettivo:
rafforzare i comunisti nell'ambito di una sinistra piu' forte. Dar vita
alla Federazione della sinistra su cui Diliberto insiste da anni ma che
adesso potrebbe davvero fare dei passi avanti alla luce degli ultimi
congressi Ds e Dl che hanno dato il via libera alla nascita del Partito
democratico. La scelta
di
Rimini per il congresso non e' casuale, ha spiegato lo stesso Diliberto,
e' una "scelta politico-simbolica perche' a Rimini nel '91 si sciolse il
Pci e inizio' da allora il big bang della diaspora dei comunisti". Il
partito dei comunisti italiani nacque nell'ottobre del '98 in
concomitanza con la crisi del governo Prodi, con la scissione dagli
'amici' del Prc. In questi nove anni, il Pdci si e' radicato nel
territorio, facendo aumentare i propri consensi: alle ultime elezioni
politiche ha ottenuto 885mila voti con una percentuale del 2,3%
incrementando di quasi un terzo i propri consensi rispetto alle
precedenti politiche del 2001 quando i comunisti italiani ottennero
620mila voti pari all'1,7%.
Alle ultime elezioni europee il Pdci ha ottenuto 780mila voti eleggendo
due europarlamentari a Strasburgo. I comunisti italiani hanno formato
gruppi parlamentari sia alla Camera che al Senato: a Montecitorio, con
16 deputati, e a Palazzo Madama con 5 senatori i quali, insieme a sei
ambientalisti, hanno formato il gruppo Pdci-Verdi. Il tesseramento del
2006 ha segnato quota 43.127. Il Pdci e' presente in tutto il territorio
italiano: 30% nel nord, 26,1% al centro, 33,4% al sud e 9,5% nelle
isole. Quasi il 40% degli iscritti al Pdci e' sotto i 35 anni. I giovani
sono organizzati nella Fgci (Federazione giovanile dei comunisti
italiani) che nel 2006 ha toccato quota 7mila iscritti (nel 2005 erano
quasi 5mila). Le donne nel Pdci sono oltre un terzo degli iscritti: il
33,9%. Inoltre il partito ha, per statuto, il 50% delle donne nel suo
parlamentino nazionale (il Comitato centrale). Il Pdci e' presente anche
negli Enti locali: il partito conta 6 assessori e 22 consiglieri
regionali. A livello provinciale sono 45 gli assessori e 59 i
consiglieri provinciali. I sindaci sono 8. Al congresso ci saranno 1000
delegati, 400 tra invitati e ospiti, 60 delegazioni estere. Venerdi'
alle 15, il segretario del Pdci Diliberto aprira' con la sua relazione,
poi ci sara' un intervento di saluto di Romano Prodi. Saranno presenti i
presidenti di Senato e Camera, Franco Marini e Fausto Bertinotti, quasi
tutti i leader di centrosinistra, rappresentanti del mondo sindacale.
Non sono stati invitati, invece, esponenti della Cdl, ad eccezione dell'Udc
che sara' presente con Mario Tassone e i senatori Luca Marconi e Mauro
Libe'.
PDCI: A CONGRESSO RIMINI PER RILANCIARE L'UNITA' A
SINISTRA DEL PD
(ASCA) - Roma, 26 apr - I comunisti italiani tornano a Rimini, sedici
anni dopo il congresso del Pci del 1991 che diede vita al Pds e alla
scissione di Rifondazione che ebbe in Sergio Garavini e Armando Cossutta
i primi padri nobili.
'La scelta di Rimini e' politica e simbolica. Oggi noi rilanciamo il
tema dell'unita' a sinistra', ha precisato il segretario Oliviero
Diliberto presentando qualche giorno fa alla stampa il proprio
congresso.
Questa volta, infatti, e' all'ordine del giorno - a differenza del 1991
- il possibile ricongiungimento della sinistra, reso ancora piu' attuale
da cio' che e' accaduto nei recenti congressi dei Ds e della Margherita
che hanno avviato la fase costituente del nuovo Partito democratico. Al
congresso del Pdci, che inizia domani al Palacongressi del capoluogo
romagnolo e si concludera' domenica 29, oltre all'intervento di Romano
Prodi, previsto dopo la relazione di Diliberto, ci sara' infatti anche
l'intervento di Cesare Salvi, che prendera' la parola sabato mattina a
nome del Movimento della Sinistra democratica promosso da Fabio Mussi e
dagli ex diessini che hanno deciso di non aderire al Partito
democratico.
Avendo questo Movimento come obiettivo - almeno nelle dichiarazioni di
intenti - quello di una ricomposizione della sinistra e non della
nascita di un ennesimo partitino, sara' molto interessante ascoltare
quale sara' la proposta di Salvi, tra i piu' sensibili alla collocazione
nel solco del socialismo europeo di cio' che di inedito puo' scaturire
dalla sinistra italiana e candidato a presiedere il gruppo di Sinistra
democratica al Senato.
Forte di 900 mila voti (2,3 percento), 16 deputati, 4 senatori, 1
ministro (quello dei trasporti, Alessandro Bianchi), 2 parlamentari
europei (Marco Rizzo e Umberto Guidoni), il Pdci insiste da tempo
sull'esigenza di costruire luoghi in cui l'intera sinistra possa
dialogare e agire unitariamente. Per questo, Diliberto ha proposto in
passato un 'Confederazione della sinistra' incontrando pero' una certa
freddezza in Rifondazione (che ha reagito definendo 'politicista' la via
delle soluzioni organizzative al problema della frammentazione della
sinistra radicale). Piu' possibilisti sono stati i Verdi che si sono
presentati insieme al Pdci al Senato nelle elezioni di un anno fa. Gli
smottamenti e la ristrutturazione in corso - anche se e' improbabile che
la confederazione venga proposta nello stesso modo - rendono tuttavia
attuale quella idea iniziale che non riusci' a imporsi neppure quando
Alberto Asor Rosa e il quotidiano 'il manifesto' proposero una 'Camera
di consultazione della sinistra'.
Diliberto, nella sua relazione di domani, provera' percio' a proporre un
luogo della sinistra 'senza aggettivi' - quindi ne' comunista, ne'
socialista - perche' qualsiasi aggettivo rischia di essere escludente.
In piu', tornera' a ricordare che qualsiasi forma di aggregazione dovra'
essere fortemente ancorata al mondo del lavoro che rischia di non avere
alcuna rappresentanza politica. Al congresso, oltre ai presidenti di
Camera e Senato, Fausto Bertinotti e Franco Marini, saranno presenti per
Rifondazione pure Giovanni Russo Spena, capogruppo al Senato, e Milziade
Caprili, vicepresidente dell'Assemblea di Palazzo Madama. Il dato di
novita' del congresso potrebbe essere proprio l'avvio di un certo
disgelo nei rapporti tra Pdci e Rifondazione.
Questa volta la presenza dell'intera sinistra nel governo Prodi rende
piu' percorribile la proposta di nuove forme unitarie. Sembra davvero
lontano il 1998, la data della crisi del primo esecutivo presieduto da
Prodi e della scissione di Rifondazione che diede il via - su impulso di
Cossutta e Diliberto - alla formazione del Pdci. In quel frangente i
comunisti italiani non condivisero la scelta di far cadere il governo di
centrosinistra negandogli l'appoggio esterno di Rifondazione. A Rimini,
pero', non ci sara' proprio Cossutta, che per qualche anno e' stato il
presidente del Pdci: dall'inizio di questa legislatura, dove e' stato
eletto al Senato, ha preferito lavorare al progetto unitario della
sinistra partecipando ad alcune assemblee promosse dall'Associazione per
il rinnovamento della sinistra di Aldo Tortorella, di Uniti a sinistra
(il raggruppamento promosso da Pietro Folena) e dell'Associazione
rosso-verde (un gruppo che raccoglie alcuni ex Pdci).
Diliberto, nel corso della conferenza stampa di presentazione di questo
congresso del Pdci, ha battuto il tasto di un percorso unitario
'oggettivamente indispensabile, altrimenti saremo ininfluenti nella
scena politica italiana'. Per questo, ha parlato della necessita' di un
'ricongiungimento familiare con tutte le altre forze che dicono no al
Partito democratico, perche' solo uniti si e' piu' forti e si puo'
contare di piu'. Soprattutto in un momento come questo in cui si sta
pensando ad una legge elettorale con una soglia di sbarramento al 5 per
cento' che il segretario del Pdci non esita a definire 'un disegno di
annientamento per via amministrativa anziche' per via politica delle
forze piu' piccole'. Di qui la netta contrarieta' al referendum che
abroga alcune norme dell'attuale legge elettorale e che ha mosso i primi
passi proprio con l'avvio della raccolta delle firme.
Diliberto e' anche preoccupato delle ripercussioni che la nascita del
Partito democratico potra' avere sulla tenuta della maggioranza di
centrosinistra, preludio 'ad una scomposizione e ricomposizione su base
moderata della coalizione di governo'.
PDCI:CONGRESSO;DILIBERTO,INSIEME IN UNA GRANDE SINISTRA
ANSA
OSPITE ATTESO BERTINOTTI;ASSENTE ARMANDO COSSUTTA PADRE NOBILE (di
Yasmin Inangiray)
(ANSA) - ROMA, 26 APR - Il ricongiungimento della 'famiglia della
Sinistra', una Sinistra senza aggettivi che unisca in un solo fronte
tutte quelle forze ora frammentate e quindi deboli politicamente. Un
processo, secondo il Pdci, che puo' essere agevolato dalla nascita della
costituente del Pd alla cui sinistra ora si aprirebbe una grande
prateria 'rossa'. Anche Diliberto ha un sogno ed e' quello di riuscire a
realizzare una grande Sinistra capace di superare i propri steccati.
Nella sua relazione con cui aprira' a Rimini i lavori del 4/o congresso
del Pdci, Oliviero Diliberto rilancera' dunque l'obiettivo di unita'
delle forze a sinistra del Partito Democratico. Il pragmatico segretario
del Pdci guarda con interesse alla diaspora degli ex Ds, al
ricongiungimento con il Prc e anche alla costituente socialista. I
comunisti italiani a Rimini parleranno di unita' puntando sulla nascita
di una 'Confederazione della Sinistra', un leit motiv come ricorda il
documento politico approvato nell'ultimo comitato centrale, presente
gia' nel secondo congresso, a Bellaria nel dicembre 2001 dal titolo:'A
sinistra per l'unita' e il cambiamento'.
L'obiettivo e' dunque la costruzione del 'partito della sinistra', un
nuovo soggetto politico che, nelle intenzioni di Diliberto, non dove
avere aggettivi che lo caratterizzano. 'Uno vuol fare la 'costituente
socialista' un altro 'l'unita' dei comunisti', togliamo gli aggettivi e
chiamiamola sinistra, ciascuno con la propria identita', con la propria
storia e i propri simboli', e' il ragionamento che il leader del Pdci
ripete da qualche giorno. E se l'uscita di Fabio Mussi dai Ds
costituisce un segnale importante, il 'cantiere'delle sinistre lanciato
dal presidente della Camera Fausto Bertinotti insieme con l'esigenza di
costruire 'una massa critica trasversale' rappresentano un altro segnale
fondamentale. Ma e'lo stesso presidente di Montecitorio a lanciare un
avvertimento a chi pensa che l'obiettivo dell'unita' della sinistra sia
facile da raggiungere: 'Coloro che appartengono alla sinistra del
Partito democratico - dice - non si cullino nell'idea di una rendita di
posizione del tipo: siccome si fa il Pd, dunque nascera' un soggetto
unitario della nuova sinistra'.
Domani dunque Fausto Bertinotti sara' tra gli ospiti piu' attesi al
congresso, assente, invece, Armando Cossutta, co-fondatore del Pdci nel
1998, ma da tempo lontano dalle scelte del gruppo dirigente.
A giugno dell'anno scorso Cossutta invio' una lettera ad Oliviero
Diliberto per annunciare le dimissioni da presidente del Pdci, mentre
meno di una settimana fa, l'ex presidente del Pdci ha annunciato le sue
dimissioni anche dal partito e la decisione di non prendere parte al
congresso.
Dopo la relazione di Diliberto, sul palco del congresso salira' per un
saluto il premier Romano Prodi. Non ci sara' invece Franco Giordano
segretario di Rifondazione Comunista, a rappresentare il Prc sara' il
capogruppo del Prc al Senato Giovanni Russo Spena.
PDCI: CONGRESSO; PARTITO SPEGNE 9 CANDELINE, LE TAPPE/ANSA
DALLO STRAPPO CON BERTINOTTI ALLE ASSISE SENZA COSSUTTA
(ANSA) - ROMA, 26 APR - Domani a Rimini il Pdci arriva al 4/o congresso,
il primo senza il 'padre fondatore' Armando Cossutta. Ecco una
cronologia delle tappe principali della sua storia:
5 ottobre 1998 - Armando Cossutta si dimette dalla presidenza del Prc,
dopo che il Comitato politico ha approvato la mozione Bertinotti per
votare contro la Finanziaria del governo Prodi. Nei giorni successivi la
spaccatura si allarga. Il 9 Cossutta e i suoi votano a favore del
Governo, che cade per un solo voto.
11 ottobre 1998 - Si svolge al cinema Metropolitan di Roma l'assemblea
dei militanti che si riconoscono nelle posizioni di Cossutta. Il 15 e'
presentato il simbolo del Partito dei comunisti italiani (Pdci), simile
al vecchio emblema del Pci.
21 ottobre 1998 - Si forma il governo D'Alema. Per il Pdci ci sono
Diliberto alla Giustizia e Bellillo agli Affari regionali.
23 maggio 1999 - A Fiuggi il congresso di fondazione del Pdci elegge
Armando Cossutta alla presidenza del partito.
13 giugno 1999 - Elezioni europee: al Pdci il 2% e due seggi.
25 aprile 2000 - Nuovo governo Amato. Per il Pdci entra Nerio Nesi ai
Lavori pubblici. La Bellillo va alle Pari Opportunita'.
29 aprile 2000 - Il comitato centrale elegge Oliviero Diliberto
segretario del partito.
13 maggio 2001 - Elezioni politiche: il Pdci si presenta da solo nella
quota proporzionale, ma si ferma all'1,7%. L'adesione alla lista
Girasole con Verdi e Sdi era sfumata.
13 dicembre 2001 - A Bellaria, comincia il secondo Congresso nazionale
del Pdci. Il 16 il nuovo Comitato centrale, composto per la meta' di
donne come stabilisce il nuovo statuto, rielegge Diliberto segretario e
Cossutta presidente.
22 febbraio 2004 - A Rimini, il terzo congresso del Pdci conferma
Diliberto segretario e Cossutta presidente.
12 giugno 2004 - elezioni europee: il Pdci sale dal 2 al 2,4%.
5 maggio 2005 - Nerio Nesi lascia il gruppo Pdci per lo Sdi.
21 dicembre 2005 - Verdi e Pdci si presenteranno insieme al Senato nelle
elezioni del 2006 in quindici regioni.
18 gennaio 2006 - Per protesta contro la mancata candidatura, Pagliarulo
e Maura Cossutta lasciano direzione e segreteria.
10 aprile 2006 - Il centrosinistra guidato da Prodi vince per un soffio
le elezioni. Il Pdci prende il 2,3% alla Camera e 16 deputati e il 4,2%
al Senato insieme ai Verdi (11 senatori).
17 maggio 2006 - Prodi forma il Governo. Per il Pdci c'e' Alessandro
Bianchi ai Trasporti.
22 giugno 2006 - Cossutta si dimette da presidente del Partito.
21 gennaio 2007 - Di fronte all'ipotesi della nascita del Pd, il
segretario Diliberto rilancia l'idea di un soggetto politico che
raggruppi tutte le realta' a sinistra dei Ds.
21 febbraio 2007 - crisi del governo Prodi dopo che il Senato, per 2
voti, boccia la relazione D'Alema sulla politica estera. Uno dei
'ribelli' e' Fernando Rossi, eletto per i Verdi-Pdci.
21 aprile 2007 - Cossutta annuncia che lascia il Pdci e non partecipera'
al congresso. 'Io liberamente comunista - annuncia - intendo impegnarmi
coerentemente nel lavoro per la costruzione di un'ampia popolare unita'
della sinistra'.
PDCI/ CONGRESSO GUARDA A MUSSI E BERTINOTTI, MA IL PARTITO RESTA
Palermi:scioglimento no. A Rimini torna Bertinotti manca Cossutta
Roma, 26 apr. (APCom) - L'avvio del processo di costituzione del Partito
democratico ha ridato slancio ai tentativi di ricostruire un tessuto
unitario a sinistra: il primo appuntamento politico di rilievo nel quale
misurare la temperatura del dialogo a sinistra del Pd è il quarto
Congresso nazionale dei comunisti italiani, che si apre domani e si
chiude domenica a Rimini.
La relazione del segretario del Pdci Oliviero Diliberto, prevista per
domani attorno alle 15, "sarà di grandissima apertura", dicono i suoi
collaboratori più stretti. Diliberto ha spiegato nei giorni scorsi di
aver scelto Rimini per un "ricongiungimento familiare", visto che è il
luogo dove si svolse nel 1991 il congresso di scioglimento del Partito
comunista italiano. Fuori dal Pd però gli ex comunisti di Mussi, Salvi
(ai quali si è aggiunto negli ultimi giorni Angius, che però non fa
parte della stessa area), hanno sottolineato, nella loro battaglia al
congresso Ds, il loro legame con il socialismo europeo, e per questo il
leader del Pdci ha parlato di "sinistra senza aggettivi", che metta al
centro i temi del lavoro, come asse possibile di una riunificazione.
Promotore principale del nuovo tentativo di ricomposizione a sinistra è
il presidente della Camera Fausto Bertinotti, che ha spiazzato tutti
(anche il suo partito) proponendo, dopo la crisi di febbraio, l'apertura
di un 'cantiere'. Non a caso, Bertinotti sarà per la prima volta ospite
di un appuntamento del Pdci, quasi dieci anni dopo la drammatica rottura
del 1998, quando Armando Cossutta e Oliviero Diliberto cercarono senza
successo di salvare il governo Prodi e lasciarono Rifondazione.
Curiosamente, nel giorno del ritorno di Bertinotti fra gli ex compagni,
mancherà per la prima volta proprio Cossutta, uscito dai Comunisti
italiani dopo che i suoi fedelissimi erano stati messi ai margini del
partito nello scontro con l'emergente Marco Rizzo.
Bertinotti, che ci aveva già provato aprendo il suo partito alla
cooperazione con i movimenti nel progetto della Sinistra europea, spinge
sul superamento degli attuali assetti organizzati. Oggi Bertinotti,
intervistato dal settimanale 'Left', rilancia il suo monito a compagni
del presente e del futuro: nessuno si culli "nell'idea di una rendita di
posizione del tipo: siccome si fa il Pd, dunque nascerà un soggetto
unitario della nuova sinistra".
Non ci sono scorciatoie o automatismi, dice il presidente della Camera,
ma serve "una grande operazione di formazione e innovazione della
cultura politica di sinistra"
Lo stesso Bertinotti fino ad oggi ha dovuto fare i conti con qualche
resistenza al 'cantiere' del segretario Franco Giordano, che puntava più
a una Sinistra europea allargata in qualche forma alla ex sinistra Ds e
al più a qualche ex cossuttiano uscito dal Pdci. Ma oggi lo stesso
Giordano, intervistato su 'Liberazione', ha aperto
all'accelerazione del 'cantiere' verso un nuovo soggetto politico
proposta dal'ex Ds Giovanni Berlinguer.
Giordano però, tra gli appuntamenti di rilievo per la sinistra, non ha
citato il congresso Pdci (che diserterà, il Prc sarà rappresentato a
Rimini dal capogruppo a Palazzo Madama Russo Spena e dal vicepresidente
del Senato Caprili).
Il Pdci considera Bertinotti l'interlocutore privilegiato e possibile
leader della futura area politica della sinistra, anche se, avverte la
capogruppo al Senato Manuela Palermi, "stiamo tentando la costruzione di
un processo unitario, ma non pensiamo a scioglierci né a un nuovo
partito, è una discussione assolutamente prematura. La nostra proposta
resta quella di una confederazione, poi chiamiamola anche in un altro
modo, in ogni caso non pensiamo sia possibile che nessuno rinunci alla
sua identità".
A Rimini, subito dopo il segretario Diliberto, parlerà Romano Prodi, a
testimoniare il legame saldo del Pdci con il governo.
Ma le presenze degli ospiti previste sulla Riviera dimostrano un
interesse non marginale per le assise di un partito comunque minore:
900mila voti alle ultime politiche, 40mila iscritti, 16 deputati e 3
senatori (ne aveva eletti 5, ma Cossutta e il 'dissidente' Rossi sono
fuori dal partito). Oltre a Prodi, sarà presente il vicepremier
Francesco Rutelli, leader della Margherita, i ministri Parisi,
Santagata, Fioroni e Di Pietro (leader di Idv), lo Sdi con Boselli e
Villetti, e un po' di centristi di varia estrazione come l'autonomista
Giovanni Pistorio e il vicesegretario dell'Udc Mario Tassone. Ci sarà il
leader della Cgil Guglielmo Epifani, e quasi al completo i vertici delle
categorie, a cominciare dal leader delle Fiom Gianni Rinaldini. Profilo
un po' meno spiccato per la delegazione dei Ds, guidata dal responsabile
Organizzazione Andrea Orlando, molto atteso invece, nella giornata
conclusiva, l'intervento di Cesare Salvi, a nome della Sinistra
democratica transfuga dalla Quercia.
PDCI: RIMINI, IV CONGRESSO NAZIONALE AI BLOCCHI DI PARTENZA
OGGI LA RELAZIONE DI DILIBERTO, PRODI PORTERA' IL SUO SALUTO
Rimini, 27 apr. - (Adnkronos) - (dall'inviata Maria Elena Molteni) -
'Piu' forti i comunisti, piu' forte l'unita' della sinistra'. Questo lo
slogan con il quale prende il via il IV Congresso nazionale dei
comunisti italiani a Rimini, nella sede del Palazzo dei Congressi presso
la vecchia struttura fieristica. A fare gli onori di casa il segretario
Oliviero Diliberto, che prendera' la parola dal palco per la sua
relazione alle 15.
Ospiti della prima giornata (l'assise si concludera' domenica alle 12
con la relazione finale affidata al segretario), il presidente del
Consiglio, Romano Prodi, che portera' il suo saluto dal palco, il
presidente della Camera Fausto Bertinotti, il vicepremier Francesco
Rutelli, il ministro della Difesa Arturo Parisi, il ministro per
l'Attuazione del programma Giulio Santagata, il ministro della Pubblica
istruzione Giuseppe Fioroni, il ministro dei Trasporti Alessandro
Bianchi, il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, una delegazione
dell'Udc guidata dal vicesegretario vicario Mario Tassone, il
viceministro all'Economia Paolo Cento e il senatore Giovanni Russo Spena
di Rifondazione.
Intanto, mentre nell'Auditorium i tecnici stanno concludendo le prove
audio e luci, i delegati fanno il loro ingresso in fiera. Sono circa un
migliaio provenienti da tutte le regioni italiane. Il palco della sala
centrale e' interamente rivestito di rosso, compreso il podio, dove si
avvicenderanno i relatori per gli interventi. Ai lati dell'ingresso due
grandi manifesti: 'L'Italia non si U.S.A., via le basi della guerra',
recita il primo e '1° maggio. Sulla pelle il sudore non ha colore', il
secondo.
Distribuito a tutti i presenti 'La rinascita della sinistra',
settimanale di politica e cultura che apre con due interventi: una
lettera di Diliberto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,
e una riflessione affidata a Luciano Canfora, sul significato di 'Essere
comunisti oggi'. All'interno appunti di Moni Ovadia, Margherita Hack,
Alda Merini, Milva, Bebo Storti e Gino Paoli.
Se Ovadia fa appello alla necessita' di 'unire tutte le forze che si
collocheranno a sinistra del Partito democratico, senza cavilli sulle
differenze, perche' cio' che unisce la sinistra Ds, i Comunisti
italiani, i Verdi e Rifondazione comunista, e' di gran lunga piu'
significativo di cio' che li divide', Hack, astrofisica lamenta
'l'ingerenza del Vaticano'. 'Il partito -dice- deve fare una lotta a
tutto questo e anche alla legge 40, perche' si vada avanti a riconoscere
i diritti delle persone e anche delle unioni di fatto'.
La poetessa milanese Alda Merini, invece, guarda ai giovani e li incita
a 'pretendere liberta''. Milva 'la rossa' porta il suo saluto dalle
pagine de 'La rinascita' auspicando coesione e significativo aumento dei
numeri del partito. L'attore e musicista Bebo Storti si sofferma,
invece, sul tema dei diritti degli esclusi, mentre Gino Paoli denuncia
'qualunquismo e disimpegno'. 'La sfiducia -afferma- non la possiamo
sottovalutare, ma non si puo' dare colpa sempre ai politici. La societa'
civile e' disimpegnata'.
Ma il grande tema di questo IV Congresso sara' inevitabilmente e
soprattutto uno: l'unita' della sinistra, all'indomani della nascita del
Partito democratico e della scissione dei Ds con Fabio Mussi e Gavino
Angius, rispettivamente firmatari della seconda e terza mozione
congressuale della Quercia, che hanno deciso di intraprendere un'altra
strada, piu' a sinistra rispetto a quella del segretario della Quercia
Piero Fassino e del presidente Massimo D'Alema.

CONGRESSO PDCI: TUTTO PRONTO, CAMPEGGIA FALCE E MARTELLO
(AGI) - Rimini, 27 apr. - Un enorme disco (otto metri di diametro)
dinanzi al palco con falce e martello sulla bandiera rossa, simbolo del
Pdci. Sulle note dell'Inno di Mameli, dell'Internazionale e dell'inno
dei lavoratori, si apriranno i lavori del quarto congresso dei comunisti
italiani che, come e' evidente, rivendicano con forza la loro identita'
di sinistra.
A cominciare dall'iconografia che qui viene esibita con fierezza, mentre
altri hanno preferito da tempo metterla in soffitta.
A Rimini, nei capannoni della vecchia fiera dove nel gennaio del '91
mori'il Pci cambiando pelle in Pds, il partito guidato da Oliviero
Diliberto rilancera' l'unita' della sinistra contrapponendola alla
scommessa del Partito democratico.
Prima giornata di un congresso che chiudera' i battenti domenica: tra
poco la relazione di apertura del segretario, poi il saluto di Romano
Prodi. Molti gli esponenti di governo, tra cui Francesco Rutelli, ci
sara' il presidente della Camera, Fausto Bertinotti e numerosi leader
politici. In platea, 1000 delegati, 400 tra invitati e ospiti, 60
delegazioni estere.
PDCI: RUSSO SPENA, OBIETTIVO E'CONFRONTO POLITICO A SINISTRA
(ANSA) - RIMINI, 27 APR - 'Il nostro obiettivo non e' solo quello di
riunificare i partiti esistenti o fare una aggregazione di ceti politici
ma aprire un grande processo e un confronto politico a sinistra'. Lo
sottolinea il capogruppo del Prc, Giovanni Russo Spena, arrivando al
congresso dei comunisti italiani a Rimini.
PDCI: TASSONE, IO QUI PERCHE' CI HANNO INVITATO
(ANSA) - RIMINI, 27 APR - 'Sono qui perche' il nostro partito ha
raccolto l'invito dei comunisti italiani. Siamo stati invitati ed eccoci
qui'. Lo sottolinea l'esponente dell'Udc Mario Tassone arrivando al
congresso dei Comunisti Italiani.
PDCI: FAUSTO BERTINOTTI ARRIVATO AL CONGRESSO
(ANSA) - RIMINI, 27 APR - Il presidente della Camera Fausto Bertinotti
e' appena giunto al congresso dei comunisti italiani senza rilasciare
dichiarazioni. 'Sono qui in veste ufficiale', e' l'unico commento del
presidente di Montecitorio.
PDCI: PRODI, ATTENDO IL DIBATTITO
(ANSA) - RIMINI, 27 APR - Il presidente del Consiglio dei ministri
Romano Prodi e' arrivato a Rimini al congresso dei comunisti italiani.
'Siamo venuti a un congresso di un partito della nostra coalizione - ha
detto Prodi - con molta felicita' e attendiamo il dibattito. Ci sentiamo
dopo...'. Prodi ascoltera' fra poco la relazione introduttiva del
segretario del partito Diliberto.
PDCI: CONGRESSO; DILIBERTO, CI DISPIACE ASSENZA COSSUTTA
(ANSA) - RIMINI, 27 APR - Oliviero Diliberto aprendo il quarto congresso
del partito a Rimini ha esordito nella sua relazione con un riferimento
ad Armando Cossutta che ha lasciato il partito ed ha disertato le
assise. 'Egli e' stato il fondatore di questo partito e ci dispiace non
averlo qui tra noi - ha detto Diliberto dal palco - ma continuiamo a
dirgli, anche attraverso questa tribuna: grazie, caro compagno Armando
Cossutta'.
Diliberto pero' non ha nascosto una punta di amarezza quando ha
osservato che mentre Cossutta 'non lesina aspre critiche' al partito, da
parte sua non c'e' stata, invece, mai nessuna volonta' di 'polemizzare
con lui'.
PDCI: STANDING OVATION PER FAUSTO BERTINOTTI
(ANSA) - RIMINI, 27 APR - Il presidente della Camera Fausto Bertinotti
fa il suo ingresso in sala accolto da una standing ovation. Molti
delegati dei comunisti italiani gli gridano 'bravo presidente'. Ad
accogliere Bertinotti ai piedi del palco c'e' il segretario del Pdci
Oliviero Diliberto che lo abbraccia sommerso dai flash dei fotografi.
PDCI: PRODI ACCOLTO DA APPLAUSI AL CONGRESSO
(ANSA) - RIMINI, 27 APR - Il presidente del Consiglio Romano Prodi e'
stato accolto da grandi applausi quando e' entrato nella sala principale
del congresso del Pdci dove, fra poco, ascoltera' la relazione del
segretario Oliviero Diliberto. Prodi, accompagnato dal ministro dei
Trasporti Alessandro Bianchi e dal capogruppo al Senato Manuela Palermi,
si e' fermato a salutare alcuni delegati. Dalla platea gli hanno urlato
'Forza Romano' e 'Romano facci sognare'. Poi si e' seduto in prima fila
accanto al presidente della Camera Fausto Bertinotti. Una vera e propria
ovazione si e' alzata in sala quando Diliberto e' andato a salutarlo.
PDCI: AL CONGRESSO TUTTI IN PIEDI PER BANDIERA ROSSA
(ANSA) - RIMINI, 27 APR - Sulle note di Bandiera Rossa i delegati al
congresso del Pdci si alzano in piedi battendo le mani. I flash dei
fotografi ora sono tutti per il segretario del partito Oliviero
Diliberto in piedi al lato della sala accanto all'eurodeputato Marco
Rizzo.
SDI: BOSELLI, LAVORIAMO PER CANTIERE AREA SOCIALISTA
(AGI) - Rimini, 27 apr. - "Lavoriamo per un cantiere che vede vivere in
Italia la forza socialista e laica che rischia di scomparire". Lo ha
detto Enrico Boselli, segretario Sdi, a margine del quarto congresso
nazionale del Partito dei comunisti italiani che si e' da poco aperto a
Rimini. "E' una forza - ha aggiunto Boselli - che deve far parte del
Partito socialista europeo, c'e', infatti, una certa differenza tra il
Partito socialista europeo e la sinistra". Infine Boselli ha
sottolineato come in Europa "sinistra e' sinonimo di socialista".
UNIONE: RUSSO SPENA, URGENTE COSTRUIRE LA SINISTRA
(ASCA) - Rimini, 27 apr - 'Credo che sia urgente, anzi necessario,
costruire non un nuovo soggetto di sinistra ma la sinistra'. Lo ha detto
il capogruppo di Rifondazione alla Camera, Giovanni Russo Spena,
arrivando al congresso dei comunisti italiani a Rimini. Dopo il
congresso dei Ds di Firenze, secondo Russo Spena, 'occorre un surplus di
volonta' politica, uno sforzo soggettivo anche di grande innovazione
culturale per costruire la sinistra in questo paese. Ovviamente - ha
precisato - questo non si fa riunificando soltanto i partiti esistenti,
contro i quali non abbiamo nulla, ma deve essere un grande progetto di
confronto, di rinnovamento e di visione alternativa della societa''.
Quella che si presenta in questo momento, secondo l'esponente di
Rifondazione, e' 'un'occasione che non possiamo perdere, non possiamo
bruciarla in un corto circuito organizzativo'. 'Ci accingiamo a
costruire - ha concluso Russo Spena - il grande cantiere della sinistra
con luoghi territoriali e nello stesso tempo con patti, accordi e
coordinamento a livello istituzionale di deputati e senatori'.
PDCI/ SI APRE IL CONGRESSO NAZIONALE A RIMINI Mille delegati. Tra gli
invitati Prodi, Bertinotti e Rutelli
Rimini, 27 apr. (Apcom) - Prende il via al Palacongressi di Rimini il
quarto congresso nazionale dei comunisti italiani, all'insegna
"dell'unità della sinistra". Mille sono i delegati, 400 gli ospiti e 60
le delegazioni straniere. In platea, tra le autorità c'è il presidente
del Consiglio, Romano Prodi, che è stato accolto con un abbraccio dal
segretario generale del Pdci, Oliviero Diliberto. Tra gli altri sono
presenti il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, il ministro
della Difesa, Arturo Parisi, il vicepremier Francesco Rutelli, il
segretario dello Sdi, Enrico Boselli, il vicepresidente dell'Udc, Mario
Tassone e il segretario nazionale della Cgil, Guglielmo Epifani.
Il titolo scelto per il congresso è "Più forti i comunisti più forte
l'unità della sinistra".
Prima dei saluti e dell'intervento inaugurale del segretario Diliberto,
la platea si è alzata in piedi per accogliere gli invitati e per
ascoltare uno degli inni storici del partito, "Bandiera rossa". Una
'giovane compagna' ha letto la proposta per istituire la direzione del
congresso, formata da circa una sessantina di rappresentanti della
direzione nazionale, che si siedono sul palco realizzato al
Palacongressi in una tribuna di due file, secondo lo stile tradizionale
del Partito comunista.
Alle spalle dei componenti della direzione nazionale è stato posto il
logo storico del Pdci, la falce e il martello, con un diametro di otto
metri. Sul palco e nella sala è il rosso il colore dominante.
Dopo l'inno nazionale di Mameli, dalla regia hanno proposto l'altro inno
storico, quello dei lavoratori, che i compagni hanno accompagnato
alzando il braccio sinistro con il pugno chiuso.
Prima dell'avvio dei lavori del congresso con la relazione del
segretario nazionale Oliviero Diliberto, ha preso la parola l'ex
senatore Antonino Cuffaro (che probabilmente sarà eletto alla rpesidenza
del partito) che, oltre a portare un saluto all'assemblea e a insediare
ufficialmente la presidenza del congresso, ha letto il messaggio inviato
dai comunisti italiani al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Cuffaro ha poi chiesto ai delegati e agli ospiti presenti di alzarsi in
piedi per rispettare un minuto di silenzio e commemorare Renato
Albertini e Nedo Barzanti, ex parlamentari del Pdci scomparsi
recentemente.
Ha preso ora la parola il segretario nazionale per leggere il suo
intervento.

PDCI: DILIBERTO, PRIMO CONGRESSO SENZA COSSUTTA E DISPIACE NON AVERLO
QUI
Rimini, 29 apr. - (Adnkronos) - "Vi e' un ultimo adempimento per chi
come me ha l'onore e l'onere di aprire il congresso con la relazione. Ed
e' un adempimento, tutt'altro che formale, che svolgo volentieri e di
cuore. Sarebbe infatti stolto e ingeneroso che noi non sottolineassimo
che questo Congresso nazionale e' il primo che teniamo senza la
presenza, per sua scelta, di un compagno al quale tutti noi, ed io in
particolare, dobbiamo moltissimo". Cosi' il segretario del Pdci Oliviero
Diliberto, aprendo il quarto congresso nazionale dei comunisti italiani
a Rimini, ricorda Armando Cossutta: "questo compagno - dice - ha scelto
di lasciare il nostro partito e non gli lesina certo aspre critiche".
"Io, viceversa, non intendo, come ho sempre fatto sinora - continua
Diliberto - e a questo criterio intendo continuare scrupolosamente ad
attenermi, minimamente polemizzare con lui. Da me, nei suoi confronti,
non sentirete mai alcuna parola che non sia di riconoscenza politica e
di affetto. Egli e' stato il fondatore di questo partito e ci dispiace -
conclude - non averlo qui tra noi: ma continuiamo a dirgli, anche
attraverso questa tribuna: grazie, caro compagno Armando Cossutta".
PDCI/ DILIBERTO: IL PRIMO SALUTO E' PER BERTINOTTI
L'applauso più lungo per il presidente del Consiglio Romano Prodi
Rimini, 27 apr. (Apcom) - "Se il cerimoniale lo consente il saluto è al
caro compagno Fausto Bertinotti". Cominciano così i ringraziamenti del
segretario del Partito dei comunisti italiani, Oliviero Diliberto, dal
palco di Rimini dove ha dato ufficialmente inizio al IV congresso del
partito. Il primo saluto è proprio all'ex compagno e presidente della
Camera, Fausto Bertinotti, arrivato al Palacongressi per ascoltare
Diliberto, e applaudito calorosamente dai delegati e dai membri del
partito.
"Saluto e ringrazio il presidente del Consiglio, Romano Prodi", ha
quindi proseguito Diliberto, salutando il premier seduto il prima fila;
a lui la platea ha rivolto l'applauso più lungo.
"Saluto e ringrazio il vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli,
i ministri, le autorità e ringrazio - ha proseguito il leader del Pdci -
il presidente del Senato Marini che domani sarà qui con noi".
Ringraziamento caloroso anche per la "delegazione autorevolissima della
Cgil, guidata dal compagno Guglielmo Epifani".
Prima di cominciare il proprio discorso, Diliberto ha quindi voluto
inviare il proprio ringraziamento e saluto anche al presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, e alle 60 delegazioni estere presenti al
congresso. Un saluto speciale il segretario del Pdc lo ha anche voluto
rivolgere, chiedendo "il più caloroso applauso" ai militanti che
lavorano per l'organizzazione logistica del congresso.
DILIBERTO, ABBIAMO VINTO ELEZIONI, UN BENE PER LA DEMOCRAZIA
(ANSA) - RIMINI, 27 APR - 'Abbiamo vinto noi le elezioni e cio' e' un
bene per l'Italia intera e per la nostra democrazia': cosi' Oliviero
Diliberto che nella relazione di apertura del IV Congresso del Pdci ha
sottolineato come l'Italia sia 'migliore di un anno fa'.
Diliberto ha osservato come subito dopo le elezioni politiche si fosse
creata una situazione 'rischiosa dal punto di vista delle piu'
elementari garanzie democratiche', e ha citato tra l'altro la
'palude politica' della commissione Mitrokhin.
Ma qualche ombra resta: 'Se dopo cinque anni nei quali il governo di
destra ha sistematicamente calpestato i diritti, cercato di stravolgere
le conquiste dei lavoratori, precarizzato il lavoro, distrutto e
umiliato la scuola, irriso al mondo della cultura, militarmente occupato
le tv, ha legiferato pressoche' solo a favore di se', portato l'Italia
in uno scenario terrificante di guerra, ebbene - ha concluso Diliberto -
dopo cinque anni cosi', se meta' degli italiani ha votato ancora per
Berlusconi io credo che si sia sbagliato anche nel centrosinistra, anche
a sinistra'.
CONGRESSO PDCI: DILIBERTO, MASSIMA LEALTA' SOSTEGNO GOVERNO
(AGI) - Rimini, 27 apr.- "Il governo Prodi, al quale partecipiamo con
modalita' originali e' l'equilibrio piu' avanzato possibile negli
attuali rapporti di forza. Lo sosteniamo dunque e lo sosterremo con la
massima lealta'". Lo dice il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto,
nella sua relazione con la quale ha aperto a Rimini il quarto congresso
del Partito dei comunisti italiani. "Noi, che vogliamo aiutare il
governo, affermiamo dunque nel nostro congresso che - prosegue Diliberto
- cercheremo di aiutarlo, nella massima lealta', ma aiutarlo significa
anche correggere gli errori, le lacune, i difetti".
Riferendosi all'ultima manovra economica il segretario non nasconde che:
"La legge Finanziaria non ha giovato alla credibilita' del governo.
Certo, occorreva risanare. Ma i ticket sanitari hanno rappresentanto una
ferita, tanto da essere dovuti intervenire successivamente per
correggerli. Il taglio del cuneo fiscale ha agevolato solo alle imprese.
Lavoratori e pensionati non hanno concretamente avvertito miglioramenti
nella propria condizione". Oliviero Diliberto ricorda anche che il
congresso del Pdci si svolge "subito dopo il termine dei rispettivi
congressi Ds e Margherita, per poter valutare appieno i loro esiti e
confrontarci con la fase di grande movimento e di grandi trasformazioni
che essi consegnano alla sinistra, al centrosinistra e a tutto il
Paese".
PDCI: DILIBERTO, CONTRO GOVERNO OPERANO FORZE POTENTI
(ANSA) - RIMINI, 27 APR - 'Contro il governo operano forze potenti, la
prima delle quali e' l'amministrazione attuale degli Stati Uniti
d'America'. Lo ha affermato Oliviero Diliberto nella relazione
d'apertura del quarto congresso del partito a Rimini.
'Siamo giunti al punto, mai accaduto, che l'ambasciatore americano ha
organizzato una lettera di sei ambasciatori esteri per interferire
ufficialmente negli affari interni del nostro paese. Siamo alleati degli
Usa - ha proseguito Diliberto - ma non ne siamo sudditi'. Quindi la
richiesta del ritiro delle truppe dall'Iraq.
PDCI: DILIBERTO, SIAMO ALLEATI DEGLI USA MA NON SUDDITI
(ASCA) - Rimini, 27 apr - 'Dopo 5 anni di subalternita' ai limiti del
grottesco, la politica estera italiana ha ripreso un cammino
tradizionale, di pace e di cooperazione internazionale'. Oliviero
Diliberto riconosce nella sua relazione al 4* congresso la validita'
della politica estera del governo e sottolinea: 'Siamo alleati degli
Usa, ma non ne siamo sudditi. Siamo amici, ma autonomi nelle scelte'.
Ritiro dall'Iraq, politica medio-orientale, ripresa dell'
'equivicinanza' tra Israele e Palestina 'sino all'invio di truppe
italiane in Libano come forze autenticamente di interposizione di pace,
che salutiamo con convinzione' diplomazia e 'non minacce' contro l'Iran,
apertura di dialogo con la Siria 'le cui numerose ed autorevolissime
delegazioni qui salutiamo', politiche verso l'Africa, dialogo 'operoso'
verso Cina ed India. Sono questi i capisaldi dell'iniziativa della
Farnesina.
'Abbiamo infine ripreso una convinta politica europeista, abbandonata
negli anni del governo precedente, unica garanzia possibile per un
efficace ruolo del vecchio Continente in un mondo multipolare, quale noi
vorremmo' aggiunge Diliberto.
'Abbiamo una politica estera, dunque, che non puo' piacere a chi ha
fatto della guerra preventiva e permanente la caratteristica saliente
della propria azione internazionale' sottolinea il segretario del Pdci,
che rileva: 'Il terrorismo e' drasticamente aumentato, le poverta', le
ingiustizie, le epidemie, l'analfabetismo, la siccita', la fame: tutte
le principali contraddizioni del pianeta crescono. La guerra e' la
risposta piu' dannosa. Non solo eticamente sbagliata.
Politicamente inutile. Occhio per occhio e il mondo diventera' cieco'.
PDCI: CONGRESSO: DILIBERTO, QUE VIVA CUBA!
(ANSA) - RIMINI, 27 APR - Oliviero Diliberto nella sua relazione di
apertura del congresso del Pdci ha dedicato un passaggio a quella
'piccola isola caraibica alla quale - ha detto - 'continueremo ad essere
vicini, a sostenere e ringraziare per l'esemplarita' della capacita' di
resistenza, ai limiti dell'impossibilita''.
Quella piccola isola, Cuba, 'a 90 miglia marine dalla piu' grande
potenza del mondo, sua acerrima nemica, condannata da decenni ad un
feroce embargo economico: nonostante tutto ha retto e ha vinto. Que Viva
Cuba!', ha concluso Diliberto.
PDCI: DILIBERTO CITA WOJTYLA, DA LUI ANATEMA CONTRO GUERRA
(ANSA) - RIMINI, 27 APR - Oliviero Diliberto, nella relazione di
apertura al IV congresso del Pdci, ha citato 'un grande pontefice',
Giovanni Paolo II, che 'contro la guerra lancio' un vero anatema,
chiedendo di costruire ponti tra i popoli e non gia' nuovi muri'.
'Dialogando con tutti si trovano le soluzioni - ha sottolineato
Diliberto - impedendo la violenza, le uccisioni mirate. E' cosi' che si
contrasta il terrorismo'.
CONGRESSO PDCI: DILIBERTO, GOVERNO NON ABBANDONI HANEFI
(AGI) - Rimini, 27 apr. - "Non possiamo abbandonare Hanefi al suo
destino. Il governo faccia la sua parte, eserciti la massima pressione
diplomatica. Ne va della credibilita' di tutti noi". Lo ha detto
Oliviero Diliberto nella sua relazione di apertura al congresso del Pdci
rivolgendosi al presidente del Consiglio, Romano Prodi, presente in
sala, facendo riferimento al mediatore di Emergency ancora prigioniero
in Afghanistan.
PDCI: COSSUTTA, GRAZIE A DILIBERTO MA CONFERMO MIA DECISIONE
(ANSA) - ROMA, 27 APR - 'Ringrazio il compagno Diliberto per le parole
che mi ha rivolto e per l'applauso del congresso. A tutti i delegati
rivolgo un saluto affettuoso. Naturalmente confermo la validita' delle
decisioni che ho assunto, di uscire dal partito e di impegnarmi come
sempre e, se possibile, anche di piu' per continuare a costruire una
grande formazione unitaria della sinistra italiana'. Con queste parole
il fondatore e ex presidente del Pdci Armando Cossutta accoglie il
'grazie' arrivato dal palco del congresso di Rimini dal segretario dei
comunisti italiani Oliviero Diliberto.
PDCI: DILIBERTO, CONTRO GOVERNO FORZE POTENTI
SIAMO ALLEATI DEGLI USA MA NON SUDDITI
Rimini, 27 apr. - (Adnkronos) - "Contro il governo operano forze
potenti, la prima delle quali e' l'amministrazione attuale degli Stati
Uniti d'America. Siamo giunti al punto, mai accaduto prima, che
l'ambasciatore americano ha organizzato una lettera di sei ambasciatori
esteri per interferire ufficialmente negli affari interni del nostro
Paese". L'osservazione e' di Oliviero Diliberto, segretario del Partito
dei comunisti italiani, che interviene con queste parole nella prima
giornata del quarto congresso nazionale di Rimini, dopo aver assicurato
la massima lealta' al governo. "Siamo alleati degli Usa" assicura il
segretario, che pero' rivendica il fatto che "non ne siamo sudditi".
PDCI/ DILIBERTO: ACCETTIAMO LA SFIDA DELLE RIFORME
Vero riformismo è estendere i diritti
Rimini, 27 apr. (Apcom) - Il vero riformismo è quello che estende i
diritti: Oliviero Diliberto rifiuta, a nome del suo partito, l'etichetta
di sinistra 'radicale', e aprendo il quarto congresso del Pdci si dice
pronto a sfatare l'equivoco e ad accettare la sfida delle riforme.
"E' tempo di sfatare un equivoco, strumentalmente creato - accusa il
leader dei comunisti italiani - da avversari ma, non di rado, anche da
taluni nostri alleati. Più che un equivoco: una mistificazione. Si
afferma, anche attraverso la semplificazione giornalistica, che in
Italia vi sarebbero due sinistre: quella riformista e quella radicale".
"Va fatta quindi un'opera - questa sì, radicale - di igiene
politico-linguistica. Io invito infatti tutti voi - continua
Diliberto - a fare un modesto, semplicissimo esperimento. Provate a
cercare, in un qualunque dizionario della lingua italiana, la parola
'riformista'. Leggerete che si tratta di chi, gradualmente, intende
estendere i diritti. Estenderli dal punto di vista della platea dei
fruitori dei diritti medesimi; ed estenderli nei loro contenuti".
Per Diliberto "riformisti, veri, furono coloro che agli inizi degli anni
'60 approvarono la storica riforma della scuola media unificata,
superando la vecchia scuola di classe.
Riformisti, veri, furono coloro che, nel 1970, approvarono lo Statuto
dei diritti dei lavoratori", mentre oggi, osserva ancora il leader
comunista, "riformista è divenuto progressivamente termine sinonimo di
moderato. Se dici che Confindustria ha ragione, sei riformista, se dici
che ha ragione il sindacato, no".
"Ed allora, da questa assise, noi accettiamo la sfida. Accettiamo la
sfida delle riforme. Perché riforma, di per sé, non vuol dire nulla,
occorre dire di quale riforma si tratta e a favore di quale ceto
sociale. Altrimenti - avverte Diliberto - non vuol dire nulla".
PDCI: PARISI, UNITA' CENTROSINISTRA NON HA ALTERNATIVE
(ANSA) - RIMINI, 27 APR - 'Sono qua tra i comunisti italiani per
ascoltare e per rinnovare la solidarieta' e l'amicizia leale che sento
legarmi a loro all'interno dell'Unione. Son qui in nome dell'impegno che
ci vede uniti dal '96 a contrastare i rischi aperti nel nostro Paese
dall'irruzione dell'iniziativa di Berlusconi'. Lo afferma Arturo Parisi,
ministro per la Difesa, ospite del congresso del Pdci a Rimini.
'Sono qui - prosegue - in nome del cammino che ha trasformato nel tempo
quella opposizione in un positivo comune progetto di governo al servizio
del Paese. Son qui da democratico in nome di una visione del Partito
Democratico che proprio in questi giorni nasce per mettere la propria
unita' al servizio della unita' dell'Unione'.
'Son qui - aggiunge - pensando ad un Partito Democratico di ispirazione
ulivista che rifiuta di pensarsi all'interno della Unione come parte
contrapposta ad altre parti, come destra della sinistra, come parte
moderata e centrista contrapposta ad una sinistra radicale, e percio'
pensando ad un Partito Democratico chiamato a confrontarsi e farsi
carico di tutte le ragioni che condividono il progetto di governo
dell'Unione. Lo dico senza sottovalutare il senso dell'aggettivo che
continua orgogliosamente a segnare il nome del Partito qua riunito a
congresso'.
'Lo dico - sottolinea Parisi - senza dimenticare niente del carico che
alla mia stessa azione di ministro della Difesa e' venuta in questi mesi
dalle domande rappresentate dal Pdci'.
'E tuttavia - conclude Parisi - in nome della democrazia governante che
ha guidato fin qui i nostri passi, in nome della necessita' di costruire
all'interno del confronto bipolare l'unita' del centrosinistra dico che
questo confronto non ha per me alternative'.
PDCI/ IRRITAZIONE A RIMINI PER DELEGAZIONE 'LOW PROFILE' DS
Per la Quercia A.Orlando,con Rutelli, Bertinotti, Boselli,Parisi
Rimini, 27 apr. (Apcom) - Al congresso del Pdci in corso a Rimini sono
presenti tutti i partiti del centrosinistra ma dei Democratici di
sinistra c'è solo una delegazione di "basso profilo".
Se per la Margherita sono infatti presenti in sala sia Francesco Rutelli
che Arturo Parisi, e per Rifondazione comunista non sono voluti mancare
Giovanni Russo Spena e lo stesso Fausto Bertinotti, per non parlare
della presenza di Enrico Boselli dello Sdi, per i Ds è arrivata a Rimini
una delegazione guidata da Andrea Orlando, giovane esponente di La
Spezia, da poco eletto responsabile degli enti locali del partito.
La mancanza di un'esponente "di spicco" della Quercia nelle prime file
del Palacongressi della riviera romagnola ha irritato parecchio i
comunisti italiani raccolti al congresso. Il segretario generale del
Pdci, Oliviero Diliberto, tra l'altro, nel suo intervento, ha
ringraziato esplicitamente la Margherita per l'autorevolezza della
delegazione.
CONGRESSO PDCI: IN PIEDI PER ANNIVERSARIO MORTE GRAMSCI
(AGI) - Rimini, 27 apr. - Tutti i delegati in piedi ad applaudire alla
memoria di Antonio Gramsci, scomparso esattamente 70 anni fa, il 27
aprile 1937. Lo ha ricordato nella sua relazione il segretario dei
comunisti italiani, Oliviero Diliberto, dicendo: "moriva dopo atroci
tormenti e sofferenze, fisiche e morali, ad opera del regime fascista,
Antonio Gramsci".
PDCI/PRODI A CONGRESSO:SIETE FORZA CENTRALE UNIONE,NON PERIFERICA
Possiamo fare ancora molto insieme. Sinistra patrimonio di tutti
Rimini, 27 apr. (Apcom) - "Nel centrosinistra il Partito dei comunisti
italiani ha un posto centrale e non periferico". Lo ha detto il
presidente del Consiglio, Romano Prodi, intervenendo al congresso dei
comunisti italiani a Rimini.
Il premier ha sottolineato qual è la forza della coalizione che "per la
prima volta, unitariamente, ha firmato un Programma dopo essersi
confrontato direttamente con le cittadine e i cittadini attraverso le
Primarie. Questa coerente scelta di lavoro ha avuto la meglio sulle
inevitabili dialettiche che sono la forza e non la debolezza del
centrosinistra".
Quindi Prodi è tornato a parlare del ruolo del Pdci: "Ritengo che la
politica sia essenzialmente un 'noi', uno stare e un fare insieme e
perché sono convinto che le ragioni del nostro stare, essere, fare
insieme siano già ora, ma ancora di più in futuro, forti e importanti.
Se ho detto queste cose è anche perché credo fermamente alla qualità del
contributo che ognuno di noi può dare a questo disegno, a questa
imponente opera collettiva. Un'opera per tutti e da parte di tutti,
chiamata principalmente ad essere aperta inclusiva, trasparente e
partecipata".
"Il Partito dei comunisti italiani, con l'impegno del ministro Bianchi,
la dedizione dei Gruppi Parlamentari, l'amicizia e lo stimolo quotidiano
del suo gruppo dirigente non è solo un alleato. E' una parte di noi e
quindi è anche una parte di me - ha aggiunto il premier -. Possiamo fare
ancora molto insieme, al di là degli itinerari che ci vedono comunque
insieme verso nuovi traguardi. La sinistra europea e democratica
italiana è un patrimonio per tutti. E nessuno lo deve dimenticare mai".
PRODI, BENE UNITA' SINISTRA, INSIEME CONTRO DESTRA OTTUSA
(ANSA) - RIMINI, 27 APR - 'Caro Oliviero, non posso che essere contento
di questo sforzo di costruire l'unita' della sinistra purche'
proseguiamo insieme per fare fronte comune rispetto a una destra
ottusa': lo ha affermato il premier Romano Prodi nel suo saluto al
congresso del Pdci. Per Prodi la destra e' ottusa ma anche 'senza
aperture sociali, culturali, quelle che il nostro governo ha saputo
portare avanti, anche se con fatica in questo primo anno'.
PDCI: BIANCHI, DISCORSO DILIBERTO BELLO E PROIETTATO AL FUTURO
LANCIA PROPOSTA INNOVATIVA PER 'IL PARTITO DEL LAVORO'
Roma, 27 apr. (Adnkronos) - "Quello di Oliviero Diliberto mi e' sembrato
un intervento di grande spessore politico e soprattutto proiettato verso
il futuro della sinistra italiana". Lo afferma il ministro dei Trasporti
ed esponente del Pdci, Alessandro Bianchi, commentando l'intervento del
segretario del partito al quarto congresso che si e' aperto oggi a
Rimini. "Diliberto ha lanciato una proposta innovativa e affascinante:
una nuova forza politica che metta il lavoro e i lavoratori al centro
della sua azione. Il lavoro come stella polare . Lo si potrebbe
chiamare, appunto, partito del lavoro".
"E' un appello alle forze e alle culture di sinistra -aggiunge Bianchi-
che ora chiede risposte. Penso a Rifondazione, naturalmente, ai Verdi,
ai Ds che non hanno aderito al Partito democratico. Tutti nostri alleati
naturali. L'altro punto centrale e' la lealta' e il sostegno manifestato
al governo di Romano Prodi e il riconoscimento della validita'
dell'alleanza dell'Unione. In poche parole, mi sembra che il discorso di
Diliberto si possa riassumere in uno slogan: piu' sinistra e piu'
Prodi".
PDCI/BERTINOTTI: RINGRAZIO PER ACCOGLIENZA, NON COMMENTO DILIBERTO
Sono al congresso di Rimini in veste istituzionale
Rimini, 27 apr. (Apcom) - Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti,
preferisce non commentare il discorso che il segretario generale dei
comunisti italiani, Oliviero Diliberto, ha tenuto questo pomeriggio al
congresso nazionale a Rimini del Pdci. "Non commento" ha ripetuto
Bertinotti ai cronisti uscendo dal Palacongressi di Rimini. "Sono qui in
veste istituzionale.Sono contento dell'accoglienza - aggiunge - ringrazio tutti gli
organizzatori".
Il presidente della Camera, prima di entrare in macchina, aveva tra le
mani una bandiera del Pdci che gli è stata regalata da un esponente del
partito in sala: "Me l'hanno regalata - spiega Bertinotti - così come mi
hanno fatto altri regali".
PDCI:BOSELLI,SIAMO DUE SINISTRE DIFFICILI DA METTERE INSIEME
(ANSA) - RIMINI, 27 APR - Apprezzamento per la relazione di Oliviero
Diliberto, ma sfiducia sul fatto che Sdi e Comunisti Italiani possano
andare sotto lo stesso tetto. Sono stati espressi dal segretario dello
Sdi Enrico Boselli al termine della relazione di Diliberto, uscendo dal
congresso di Rimini. 'Ho apprezzato la relazione di Diliberto - ha detto
Boselli - per la passione politica e in modo particolare il punto che
riguarda la difesa della laicita' dello Stato. Per il resto la relazione
dimostra che anche in Italia, come in tutta Europa, ci siano sinistre
diverse, una socialista e una comunista: e' un po' difficile che si
riesca a metterle insieme'.
PDCI: RUTELLI, BENE DILIBERTO SU NECESSITA' RECUPERO CONSENSI A DESTRA
(ASCA) - Rimini, 27 apr - 'Ho ascoltato con rispetto la relazione di
Diliberto e con particolare attenzione i riferimenti allo sforzo per la
ricomposizione dei partiti della sinistra radicale'. Lo ha detto il
vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli, che oggi ha partecipato
come ospite al congresso dei comunisti italiani, in corso a Rimini,
commentando la relazione del segretario Oliviero Diliberto. Secondo
Rutelli e' stato anche 'interessante il riferimento alla necessita' di
recuperare a destra consensi di elettori insidiosamente attratti dal
populismo dei conservatori'.
PDCI: RUSSO SPENA, OGGI PASSO AVANTI PER SOGGETTO POLITICO SINISTRA
(ASCA) - Rimini, 27 apr - Sul cammino verso la costituzione di un nuovo
soggetto politico che riunisca i partiti della sinistra 'oggi abbiamo
fatto tutti insieme un passo avanti'. Lo ha detto il capogruppo di
Rifondazione al Senato Giovanni Russo Spena, commentando la relazione di
Oliviero Diliberto al congresso dei comunisti italiani in corso a
Rimini.
'Continua - ha aggiunto Russo Spena - il cantiere per dar luogo a questo
nuovo soggetto politico della sinistra, che deve essere la sinistra
senza ulteriori aggettivazioni. La strada - ha concluso - e' quella di
un grande confronto e di una grande innovazione politica'.
PDCI/ MONTANARI: DELEGAZIONE DS A RIMINI RAPPRESENTA IL NUOVO Segretario
regionale Emilia-Romagna risponde a 'irritazione' Pdci
Rimini, 27 apr. (Apcom) - Il segretario regionale Ds dell'Emilia-Romagna,
Roberto Montanari, risponde, interrogato da Apcom, alla 'irritazione'
venuta dal Pdci per l'assenza di leader di spicco da parte della quercia
al congresso di Rimini. "Il capo della delegazione è il responsabile
dell'organizzazione nazionale dei Ds, e Andrea Orlando ha 38 anni -
risponde Montanari, replicando indirettamente a Diliberto che dal palco
aveva esplicitamente ringraziato la Margherita per l'autorevolezza della
delegazione - e siccome la relazione si è conclusa con un'ovazione per
il rinnovamento delle classi dirigenti, io dico che Andrea Orlando
rappresenta bene il nuovo che sta venendo avanti nei Ds". "Noi -
conclude Montanari - il rinnovamento lo abbiamo qui".
PDCI/ ORLANDO: A RIMINI RAPPRESENTO FASSINO,ATTENZIONE A SINISTRE
Novità
è che questa sinistra si vuole riconoscere riformista
Rimini, 27 apr. (Apcom) - Sono pochi i delegati dei Ds presenti al IV
congresso nazionale del Pdci a Rimini; Andrea Orlando, responsabile
dell'organizzazione nazionale dei Ds, spiega ad Apcom: "Rappresentiamo
Piero Fassino e siamo qui a nome della segreteria nazionale. Riponiamo
una grande attenzione nel processo che si è aperto in questa fase e
riteniamo che sia importante la sottolineatura che ha fatto Romano
Prodi, in cui ha indicato come con la nascita del Pd non viene meno un
pezzo di sinistra, ma un pezzo di sinistra si riorganizza per essere più
incisiva".
"Un processo, questo, che ci auguriamo veda in parallelo una
riaggregazione delle forze della cosiddetta sinistra radicale, anche se
- sottolinea Orlando - oggi una novità è che questa sinistra si vuole
riconoscere in campo riformista".
"Guardiamo con grande attenzione, anche perché comprendiamo le
difficoltà di questo processo politico, e ci auguriamo che possa
procedere - conclude il responsabile Ds - con lo stesso successo che ha
caratterizzato il passaggio di questi giorni, e che ha visto la nascita
del Partito Democratico".
PDCI: BOSELLI, UNITA' SINISTRA? NOI SIAMO PER SOCIALISMO EUROPEO
(ASCA) - Rimini, 27 apr - 'Il nostro obiettivo e' chiaro: vogliamo
creare in Italia una grande forza di sinistra laica e riformista che
faccia parte della grande famiglia socialista europea e lavoriamo con
chi la pensa allo stesso modo'. Enrico Boselli non risponde direttamente
a chi gli chiede al termine della relazione di Oliviero Diliberto se sia
convinto della proposta di unita' avanzata dal segretario del Pdci, ma
sembra perplesso sull'intenzione dei Comunisti italiani di entrare nel
campo del Pse.
'E' stata una bella relazione e ho apprezzato particolarmente i passaggi
sulla difesa della laicita' e dei diritti civili ma che in Italia ci
siano delle sinistre diverse e' un tratto che la accumuna all'Europa'
osserva il segretario dello Sdi, che davanti alla possibilita' che Fabio
Mussi in uscita dai Ds si ritrovi piu' con Diliberto che con Boselli
ribatte: 'Mussi ha fatto del socialismo europeo una discriminante
fondamentale nelle sue scelte...'.
PDCI: CENTO, SI FACCIA SUBITO PATTO CONSULTAZIONE GRUPPI PARLAMENTARI
(ASCA) - Rimini, 27 apr - 'Se fare una federazione o una confederazione,
e' una cosa che va discussa, ma intanto si faccia un patto di
consultazione tra i gruppi parlamentari'.
Dal Verde Paolo Cento viene una esplicita apertura alla proposta di
Oliviero Diliberto. Un processo unitario che il sottosegretario
all'Economia ritiene 'inevitabile' e da realizzare in tempi 'rapidi'
dopo l'avvio del processo del partito democratico, ma questo dibattito
'puo' avviarsi se la questione ecologica e' centrale'.
'E' stata una buona relazione - ha spiegato Cento - che, con spirito
unitario, corrisponde alla necessita' di riorganizzare le forze
progressiste nel nostro Paese, i Verdi lavorano per rafforzare l'area
ecologista'.
PD/ PARISI A DILIBERTO: NON E' CONTRAPPOSTO A SINISTRA RADICALE
Con Pdci lungo cammino comune
Rimini, 27 apr. (Apcom) - Il Partito democratico non nasce in
contrapposizione alla sinistra radicale: così Arturo Parisi replica, "da
Democratico", alle critiche rivolte da Oliviero Diliberto al Pd,
nella relazione introduttiva al Congresso nazionale del Pdci.
Parisi, lasciando il Palacongressi di Rimini dove ha ascoltato Diliberto
e anche l'intervento del presidente del Consiglio Romano Prodi, spiega
le ragioni dell'alleanza con i Comunisti italiani: "Sono qui - dice - in
nome del cammino che abbiamo fatto in comune dal '96, un lungo cammino
di opposizione all'avventura berlusconiana, e in nome del progetto che
ha trasformato questa comune opposizione in un progetto di governo del
Paese, ma anche in nome del Partito democratico, da democratico".
"Di un partito democratico - precisa Parisi - che non si pensa come una
parte contrapposta all'altra, quasi fosse la destra della sinistra o la
componente moderata e centrista contro una componente di sinistra
radicale".
PDCI: PRODI, SENZA VOSTRO CONTRIBUTO RIFORME PIU' LENTE
(ASCA) - Rimini, 27 apr - 'Abbiamo bisogno di un principio fondamentale
con cui permeare la nostra azione: l'etica.
Nella vita politica e nella vita economica. Serve un'opera comune, non
solo di risanamento ma di nobilitazione della politica eliminandone le
storture, gli sprechi e i costi eccessivi'. E Prodi aggiunge: 'Il Pdci
sta aiutando questo lavoro di risanamento, economico e morale'.
'Senza il vostro contributo - conclude - le riforme sarebbero piu' lente
oppure non si potranno fare'.
PDCI: GRASSI (PRC), DILIBERTO APRE STAGIONE UNITA' SINISTRA
(ANSA) - ROMA, 27 APR - 'Si possono lasciare alle spalle le divisioni
del passato. Bene Diliberto: va nella direzione di costruire l'unita' a
sinistra del Partito democratico'. Cosi' Claudio Grassi,
coordinatore nazionale di Essere comunisti, commentando la relazione
d'apertura di Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, al congresso di
Rimini.
'Una relazione positiva che si muove nella direzione di costruire
l'unita' a partire dai contenuti, mettendo al centro il tema del lavoro.
E' la proposta che anche noi sosteniamo', aggiunge Grassi secondo cui
'e' urgente il fatto che la sinistra si unisca' e che giudica
positivamente la relazione di Diliberto che 'apre una stagione nuova tra
Rifondazione comunista e i comunisti italiani'. 'Il 'tesoretto' di cui
si parla - conclude Grassi - dovra' andare in questa direzione'.
PDCI: ORLANDO RISPONDE AI MUGUGNI, DAI DS NESSUNA SCORTESIA
(ANSA) - RIMINI, 27 APR - Dai Ds nessuna scortesia verso i comunisti
italiani. I rappresentanti della quercia al congresso di Rimini hanno
respinto i mugugni di alcuni delegati dei comunisti italiani,
indispettiti nei confronti del partito di Fassino per non aver spedito
alla giornata inaugurale della loro assise nessun big, a differenza di
quello che hanno fatto altri partiti della coalizione, a cominciare
dalla Margherita. A rappresentare i Ds c'erano infatti il responsabile
dell'organizzazione Andrea Orlando e il segretario regionale
dell'Emilia-Romagna Roberto Montanari.
'Rappresentiamo Piero Fassino - ha detto Orlando - che ha seguito questi
lavori ma che non poteva essere presente e a cui riferiremo
dell'andamento del congresso. Abbiamo ritenuto di dover rivolgere la
massima attenzione ai lavori di questa assemblea, quindi i mugugni non
sono giustificati e non c'e' nessun segno di scortesia: i vertici del
partito e la segreteria e gli organismi che dovranno riflettere su
questo procedimento che e' stato lanciato oggi da Diliberto, saranno
adeguatamente messi al corrente di tutti i passaggi necessari. Da questo
punto di vista possono stare tranquilli'.
Montanari rincara: 'Si e' parlato tanto di rinnovamento nella parte
finale della relazione di Diliberto - ha detto - e il nostro capo
delegazione, Andrea Orlando, ha 38 anni. C'e stato un impedimento da
parte del segretario nazionale e sicuramente non manca l'attenzione. Ma
abbiamo come capodelegazione il nuovo che avanza in politica e nel
nostro partito: spero che questo venga preso bene'.
PDCI/ UN'AFGANA IN BURQA SUL PALCO, NON CI LASCIATE SOLI
Combattiamo ogni giorno il fondamentalismo
Rimini, 27 apr. (Apcom) - Dopo l'intervento del presidente del
Consiglio, Romano Prodi, sul palco del IV congresso del Pdci a Rimini
sale Mariam Rawi, rappresentante della 'Revolutionary association of the
women of Afghanistan', coperta da un velo che le lascia intravedere
solo gli occhi. Miriam Rawi normalmente veste abiti occidentali ma la
scelta di coprirsi è una precauzione, perché altrimenti sarebbe in
pericolo, ricercata dai talebani, anche in Pakistan dove vive e lavora
nell'associazione.
"E' un onore per me essere qui e rappresentare un movimento
antifondamentalista e della resistenza femminista in Afghanistan, un
paese nel quale le donne sono state dimenticate e lasciate sole sotto la
brutalità dei fondamentalisti", ha detto Rawi dal palco.
La rappresentante dell'associazione ha quindi parlato a lungo della
situazione del paese martoriato dalla guerra, ricordando l'appoggio del
governo statunitense nella creazione delle scuole religiose, scuole in
cui è nato "il germe" dei talebani.
"Secondo le Nazioni Unite - ha voluto ricordare Rawi - sono 700 i
bambini e 50-70 le donne che muoiono ogni giorno in Afghanistan".
La rappresentante dell'associazione ha infine ricordato come ancora la
libertà di stampa e dei giornalisti sia limitata nel Paese e come solo
nell'ultimo anno in Afghanistan siano stati più di 40 i giornalisti
uccisi, citando anche il caso Mastrogiacomo, e accusando il governo
Karzai e quello italiano di essere stati indifferenti alla sorte di
Adjmal Nashqbandi.
PDCI/ OK UNANIME DAI DELEGATI ALLE 3 COMMISSIONI CONGRESSUALI
Diliberto: mai successo, siamo un partito in salute
Rimini, 27 apr. (Apcom) - I circa mille delegati al congresso nazionale
dei comunisti italiani in corso a Rimini hanno votato all'unanimità le
tre commissioni che dovranno approvare la mozione politica del
congresso, individuare i rappresentanti del comitato centrale e
verificare il corretto svolgimento dei lavori.
Dopo i saluti di inizio congresso e la relazione introduttiva del
segretario generale Oliviero Diliberto, sono stati presentati
all'assemblea del congresso del Pdci i componenti delle tre commissioni:
quella "politica", quella "elettorale/statuto" e quella per la
"verifica poteri". I delegati hanno provato all'unanimità la proposta
fatta dalla presidenza del congresso.
Al termine del voto il segretario generale ha preso in mano il microfono
e ha commentato: "Non è mai successo - dice Diliberto ricordando i
precedenti congressi nazionali - siamo davvero un partito in salute".
La prima commissione dovrà approvare le linee tracciate dal segretario
nel suo intervento e elaborare il documento congressuale. La seconda
commissione dovrà individuare invece i rappresentanti del comitato
centrale del Pdci. La commissione "verifica poteri", invece, dovrà
accertare la corretta esecuzione dei lavori della tre giorni di Rimini.
PDCI/ DILIBERTO: BUON SEGNO ACCOGLIENZA CALOROSA A BERTINOTTI
Lo
ringrazio, siamo solo all'inizio...
Rimini, 27 apr. (Apcom) - La presenza di Fausto Bertinotti al Congresso
del Pdci è un segnale importante del riavvicinamento fra le sinistre:
Oliviero Diliberto lo commenta con soddisfazione, a conclusione della
prima giornata delle assise del suo partito: "Ringrazio Bertinotti, la
platea ha risposto molto calorosamente, è un buon segno".
Ma per quanto riguarda il processo di riunificazione a sinistra "siamo
solo all'inizio", dice il segretario del Pdci.
DILIBERTO SCEGLIE RUTELLI, NEL PD E' LUI L'INTERLOCUTORE
(ANSA) - RIMINI, 27 APR - Oliviero Diliberto sceglie di dialogare con il
Partito Democratico e, all'interno del nuovo soggetto riformista il
segretario del Pdci ha gia' fatto una scelta di campo: l'interlocutore
e' Francesco Rutelli, non certo Piero Fassino.
Il Pd - ha ragionato Diliberto con il gruppo dirigente dei comunisti
italiani - si avvia a diventare un soggetto moderato e dunque bisogna
parlare con chi in quel soggetto rappresenta appunto l'anima moderata.
Cioe' il leader della Margherita e non il segretario dei Ds.
Del resto, non e' sfuggito a nessuno il tenore della relazione di
apertura di Diliberto al IV Congresso del partito. Il segretario del
Pdci ha salutato tutte le delegazioni presenti, ma ha riservato
un'accoglienza particolarmente significativa a Rutelli e ai Dl:
'Ringrazio davvero sinceramente per l'autorevolezza della delegazione
oggi presente'.
Diliberto ha voluto anche sottolineare di vedere di buon occhio la
proposta della Margherita di abolire l'Ici sulla prima casa: 'Al
congresso dei Dl - ha ricordato - e' stata avanzata una proposta sulla
casa, sull'Ici e sugli affitti. Con questa proposta intendiamo
confrontarci con serieta', per l'aspetto di reale equita' sociale che
essa contiene. Abolire l'Ici sulla casa di abitazione e' una proposta
riformista perche' estende il diritto alla casa'.
L'intervento del leader comunista ha voluto fare emergere il progetto
del Partito democratico come un progetto dalle forti tinte moderate:
'Provate a cercare in un qualunque dizionario della lingua italiana la
parola 'riformista'. Leggerete che si tratta di chi, gradualmente,
intende 'estendere i diritti'.
Estenderli dal punto di vista della platea dei fruitori dei diritti
medesimi; ed estenderli nei loro contenuti. Riformisti veri furono
coloro che agli inizi degli anni '60 approvarono la storica riforma
della scuola media unificata, superando la vecchia scuola di classe.
Riformisti veri furono coloro che, nel 1970, approvarono lo Statuto dei
diritti dei lavoratori. E invece oggi riformista e' diventato
progressivamente termine sinonimo di moderato. Se dici che Confindustria
ha ragione, sei riformista. Se dici che ha ragione il sindacato, no'.
Nel momento in cui Diliberto sostiene di voler accettare la sfida
riformista che arriva da Partito democratico si pone come l'alfiere di
un riformismo di sinistra rispetto a un riformismo moderato. E il
segretario del Pdci, nel momento in cui punta sul progetto di unificare
tutta la sinistra in Italia, e' consapevole che se il Pd assumesse
presso gli elettori l'immagine di una forza moderata lo spazio per tutto
quello che si trova a sinistra aumenterebbe.
Ecco allora la scelta: accreditare Rutelli e la Margherita come l'anima
forte del Partito democratico e sbiadire il piu' possibile il profilo
dei Ds.
PDCI/ DILIBERTO: STRAORDINARIO INIZIO LAVORI CONGRESSO Prodi ha detto
che riforme senza di noi non si fanno
Rimini, 27 apr. (Apcom) - Il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto,
interpellato dall'Apcom al termine dei lavori della prima giornata del
congresso nazionale a Rimini, esprime soddisfazione per l'apertura
"straordinaria" e per il discorso del presidente del Consiglio, Romano
Prodi, perché "ha detto che le riforme non si fanno" senza il Pdci.
"Mi sembra straordinario - dice il segretario Diliberto commentando
l'inizio dei lavori del quarto congresso nazionale del Pdci -. A parte
il clima, la partecipazione e la passione che è emersa dai ripetuti
applausi agli altri partiti del centrosinistra e alle personalità, mi
sembra che le relazioni da parte degli esponenti della sinistra presenti
siano incoraggianti per il nostro progetto politico".
Interpellato sull'intervento di questo pomeriggio del presidente del
Consiglio Romano Prodi, Diliberto ha detto: "E' stato un discorso che mi
ha fatto molto piacere perché ha risposto nel merito e perché ha detto
che le riforme senza di noi non si fanno. Quindi mi sento garantito".
Sulla presenza di una delegazione dei Ds "di basso profilo" al congresso
di Rimini, Diliberto ha sorriso: "no comment".
Il segretario Pdci esce dall'aula del Palacongressi con una pigna in
mano come portafortuna: "Me l'ha regalata la figlia di un nostro
compagno. E' un ricordo molto bello, lo porto sempre con me".
PDCI: MARINI, APPREZZO SFORZO COORDINARE FORZA DI SINISTRA
PRESIDENTE SENATO AL QUARTO CONGRESSO NAZIONALE DI RIMINI
Rimini, 28 apr. - (Adnkronos) - Parole di apprezzamento rispetto allo
sforzo di coordinare e compattare e coordinare una forza della sinistra
sono state espresse dal presidente del Senato, Franco Marini, che ha da
pochi minuti raggiunto il Palacongressi di Rimini, dove e' incorso il
quarto congresso nazionale dei comunisti italiani.
"Sono qui perche' ho sentito non solo un dovere, ma anche perche' e' un
congresso importante. Non ho potuto ascoltare il segretario ieri -spiega
Marini ai cronisti- ma ho letto la relazione e debbo dire che apprezzo
questo sforzo di coordinare una forza di sinistra, che va nella
direzione, secondo me, della riduzione della frammentazione eccessiva
del sistema politico italiano".
PDCI: MARINI, BENE ATTENZIONE DILIBERTO A GIOVANI E PRECARIETA'
Rimini, 28 apr. - (Adnkronos) - Giunto al quarto congresso dei comunisti
italiani di Rimini il presidente del Senato, Franco Marini, ha
dichiarato di apprezzare "questa attenzione ai giovani, non e' una
novita' e so che il segretario Diliberto ha questa preoccupazione e
sensibilita'". Le sue, proferite ieri nella relazione, sono "parole
apprezzabili e condivisibili sulla necessita' di dare almeno una
speranza di futuro ai giovani", continua Marini, sottolineando anche che
"e' nell'interesse di tutto il Paese, delle forze politiche ridurre
questa area di precarieta' del lavoro, che e' veramente un limite non
solo in Italia".
PD:DILIBERTO,E'PARTITO DI CENTROSINISTRA MA NON DI SINISTRA
(ANSA) - RIMINI, 28 APR - 'Ci mancherebbe altro. Il partito democratico
e' tipicamente di centro sinistra, ma non di sinistra'. Cosi' il
segretario del Pdci Oliviero Diliberto, a margine del congresso del
partito, risponde a chi gli chiede se il Partito Democratico fosse un
partito del centrosinistra.
PDCI: DILIBERTO, LAVORIAMO A UNITA' E MANTENIMENTO IDENTITA' DI CIASCUNO
MILITANTI TRANQUILLI TANTO CHE HANNO VOTATO DOCUMENTO CONGRESSO AL 99,9%
Rimini, 28 apr. (Adnkronos) - "Noi volgiamo l'unita' della sinistra.
Stiamo lavorando per l'unita' della sinistra e al contempo per il
mantenimento della identita' di ciascuno, quindi anche della nostra". A
chiarirlo il segretario dei comunisti italiani, Oliviero Diliberto, a
margine del IV congresso nazionale in corso a Rimini.
Diliberto risponde con queste parole ai cronisti che gli domandano circa
lo stato d'animo dei militanti del partito in relazione alla nuova
compagine del centrosinistra che si sta venendo a creare con al nascita
del Partito democratico da una parte e con il raggruppamento delle forze
di sinistra dall'altra.
I militanti del Pdci non sono affatto preoccupati, anzi, "tanto e' vero
che -fa notare il segretario- hanno votato il documento congressuale al
99.9%. Quindi vuol dire che sono molto tranquilli.
Credo che -conclude- il gruppo dirigenti li rassicuri in maniera
trasparente, senza nascondere nulla".
PDCI: APPLAUSI A MARINI. DILIBERTO, 'VEDI TI VOGLIONO TUTTI BENE'
(ASCA) - Rimini, 28 apr - Il presidente del Senato Franco Marini ha
lasciato poco fa il Pala Fiera salutato con calore dai militanti.
'Vedi ti vogliono tutti bene' ha sottolineato il segretario Oliviero
Diliberto accompagnandolo alla macchina.
PDCI: SIDDI(FNSI), IN BATTAGLIA CONTRATTO IN GIOCO DEMOCRAZIA E LIBERTA'
(ASCA) - Rimini, 28 apr - 'La vicenda che vivono i giornalisti in questa
stagione, intensa e carica di difficolta', appartiene all'intera
societa' civile, il tema del lavoro, negli aspetti negativi posti ieri
al centro della sua relazione dal segretario Diliberto e' un problema
centrale anche per noi'. Il presidente della Fnsi, Franco Siddi lancia
dal palco del congresso del Pdci un appello perche' la vertenza del
rinnovo del contratto dei giornalisti sia assunto come una vera e
propria emergenza democratica anche dalle forze politiche.
'Non siamo una categoria di ricchi e di privilegiati come ci si vuole
dipingere - avverte Siddi - certo per qualcuno e' cosi' ma esiste invece
una vasta realta' di precariato e di illiberta' continua, precari senza
diritti e sotto ricatto'.
'Scrivere sotto ricatto e' un problema non solo per il lavoro ma per la
liberta' democratica del paese - aggiunge Siddi - da due anni gli
editori italiani, coloro che tentano di condizionare il governo e che
denunciano sui loro giornali anche la questione generale del precariato,
negano non solo il contratto ma il diritto al negoziato'.
'Dobbiamo trovare le forze e le voci disposte ad affermare il diritto
alla partecipazione perche' da soli non ce la facciamo - dice ancora il
presidente della Fnsi - mandiamo un appello perche' queste voci non si
spengano in nome della Costituzione repubblicana oggi violate dai
padroni dei giornali'.
'Nel paese c'e' un deficit di pluralismo, ieri per Berlusconi al
governo, oggi dettato dai padroni dei media - attacca Siddi - il lavoro
non va piu' in prima pagina e il sindacato stesso dei gironalisti non
trova spazio e deve accontentarsi dei comunicati previsti dal
contratto'.
'L'autonomia del giornalismo e' l'autonomia dell'informazione e anche
della politica - conclude Siddi - e' in corso una battaglia per il pane
e insieme per la liberta'.
PD/ PALERMI A PRODI: STRAPPO A SINISTRA, E' DERIVA MODERATA
Bertinotti candida Veltroni? Scelta leader fatto interno

Rimini, 28 apr. (Apcom) - Il Partito democratico è uno strappo a
sinistra: la capogruppo Pdci-Verdi al Senato Manuela Palermi, parlando a
margine dei lavori del Congresso nazionale del Pdci, replica così a
Romano Prodi, che ieri, ospite delle assise comuniste, aveva cercato di
rassicurare gli alleati dell'ala sinistra sinistra della coalizione.
A chi le domanda se lo strappo esiste, Palermi risponde: "Certo che c'è,
c'è ed è pesante da parte del Pd, è una deriva moderata a cui i Ds si
sono con mia grande amarezza prestati". Quanto all'ipotesi avanzata da
Fausto Bertinotti secondo cui Walter Veltroni potrebbe essere il
favorito per la corsa nella leadership, l'esponente del Pdci si dice
disinteressata: "Per me non è imporante per niente, sono fatti loro.
Decideranno loro al loro interno qual è la persona che li rappresenta
meglio".
"Io - aggiunge tuttavia Palermi - ho un forte attaccamento ad Anna
Finocchiaro, perché è una donna brava e perché con lei lavoro
quotidianamente la Senato, ma questo non significa lanciare una
candidatura". Alla domanda se Veltroni possa essere il candidato
ideale per dialogare con la sinistra dell'Unione, Palermi risponde: "Può
darsi, non credo ci sia poi questa grande differenza fra le posizioni
politiche di Veltroni e quelle del resto del Partito democratico. Come
sempre non è mai un uomo che decide o una donna, ma il collettivo, la
comunità di quel partito. E la comunità di quel partito ha deciso di
prendere una strada moderata".
PDCI/ DOPO COSSUTTA, IL PRESIDENTE SARA' ANTONINO CUFFARO
Ex parlamentare e sottosegretario nella scorsa legislatura
Rimini, 28 apr. (Apcom) - Dopo l'addio di Armando Cossutta, i comunisti
italiani non resteranno a lungo senza presidente: al Congresso di Rimini
viene dato per certo che a rivestire la carica sarà Antonino Cuffaro.
Ex parlamentare del Pdci, esponente berlingueriano nel vecchio Partito
comunista, poi passato a Rifondazione e ai Comunisti italiani, è stato
sottosegretario all'Università nella passata legislatura.
CONGRESSO PDCI: PALERMI, PD STRAPPO A SINISTRA? CERTO
(AGI) - Rimini, 28 apr. - Con il Partito democratico c'e' uno strappo a
sinistra? "Certo che c'e', c'e' ed e' pesante da parte del Pd. E' una
deriva moderata a cui i Ds si sono con mia grande amarezza prestati".
Cosi' il capogruppo del Pdci-Verdi al Senato, Manuela Palermi, risponde
ai giornalisti a margine dei lavori della seconda giornata congressuale
a Rimini.
Sul tema del possibile leader del futuro Pd e sull'ipotesi avanzata da
Fausto Bertinotti che possa essere Walter Veltroni, Palermi osserva:
"Per me non e' importante per niente, sono fatti loro. Decideranno loro
al loro interno qual e' la persona che li rappresenta meglio. Io -
aggiunge - ho un forte attaccamento ad Anna Finocchiaro perche' e' una
donna brava e perche' con lei lavoro quotidianamente al Senato, ma
questo non significa lanciare una candidatura". Secondo la Palermi
non sara' comunque il leader a fare la differenza "ma il collettivo
perche' - ha concluso - la comunita' di quel partito ha deciso una
strada moderata".
MUSSI, QUALCOSA DI NUOVO PUO' NASCERE DA CONGRESSO PDCI
(ANSA) - ROMA, 28 APR - 'Qualcosa di nuovo puo' nascere dal Congresso
del Pdci'. Lo ha detto Fabio Mussi, a margine della riunione dei
delegati della Sinistra al congresso Ds di Firenze, commentando la
relazione d'apertura del segretario del Pdci Oliviero Diliberto al
congresso di Rimini.
'Le affermazioni su una sinistra senza aggettivi mi sembrano rilevanti -
ha aggiunto - penso a una sinistra larga. Si apre un processo lungo, ma
se la direzione e' quella giusta si approdera' '.
CONGRESSO PDCI: DILIBERTO A MUSSI, PRONTISSIMI AL DIALOGO
(AGI) - Rimini, 28 apr. - Oliviero Diliberto a stretto giro di posta
risponde a Fabio Mussi dicendosi "prontissimo al dialogo" soddisfatto
perche' la sua proposta di unita' della sinistra 'senza aggettivi' "e'
stata recepita".
"Io credo - ha spiegato ai giornalisti a margine dei lavori del
congresso a Rimini - che quello che sta maturando nei Ds che non
aderiscono al Pd vada nella direzione giusta e cioe' nella direzione
dell'unita' della sinistra. Noi siamo prontissimi a dialogare con loro
come con tutti.
Mussi ha ripreso le mie parole. La nostra proposta e' stata recepita. E
quindi noi siamo pronti a dialogare".
Una federazione della sinistra gia' in campo alle prossime europee? "E'
inutile mettere tempi - ha risposto - noi siamo pronti a dialogare con
tutto quello che a sinistra si muove tra coloro che non aderiranno al
Pd. Evidentemente il nostro congresso sta dando i primi frutti e io ne
sono particolarmente lusingato".
Partecipera' all'assise della Sinistra democratica di Mussi e Angius il
5 maggio? "Non sono stato invitato ma presumo che lo facciano".
PDCI: PALERMI, COORDINAMENTO PARLAMENTARI? FACCIAMOLO DA LUNEDI'
(ASCA) - Rimini, 28 apr - 'Russo Spena chiede che si faccia un
coordinamento dei parlamentari della sinistra, i Comunisti italiani sono
d'accordo, facciamolo subito, da lunedi' finalmente ci metteremo insieme
in quel tremendo Senato, per aumentare le pensioni'. Lo ha annunciato la
capogruppo dei Verdi-Pdci, Manuela Palermi intervenendo dal palco del
congresso.
DICO/ PALERMI: CHIESA CATTIVA, SENZA PIETA' E SENZA AMORE Su laicità noi
e i socialisti siamo insieme
Rimini, 28 apr. (Apcom) - La capogruppo al Senato del Pdci, Manuela
Palermi pronuncia dal podio del Congresso del Pdci un durissimo attacco
alle gerarchie ecclesiastiche per le loro interferenze sui diritti
civili e parla di una Chiesa "cattiva, senza pietà, senza amore".
Parlando di unità a sinistra, Palermi cita i rapporti con i socialisti,
"dai quali ci dividono pezzi di storia anche amara".
C'è un punto che unisce socialisti e comunisti, però, afferma
l'esponente del Pdci: "E' la laicità dello Stato, in questo tempo in cui
c'è un'influenza del Vaticano pesante, contro gente che chiede solo di
poter vivere insieme".
Quella che si batte contro i Dico, secondo Palermi, è "una Chiesa
cattiva, accanita, senza pietà, senza amore. Su questo noi e i
socialisti ci siamo trovati insieme, e non è un punto di niente".
PDCI/ PALERMI A COSSUTTA: LA FALCE E MARTELLO NON SI TOCCA
E' il simbolo di tutti i partiti del movimento operaio
Rimini, 28 apr. (Apcom) - Dopo l'applauso affettuoso del primo giorno,
dal Congresso nazionale del Pdci arriva una replica secca all'indirizzo
di Armando Cossutta, fondatore che ha lasciato il partito e non lesina
critiche agli ex compagni. E' la capogruppo al Senato Manuela Palermi a
prendere la parola per difendere l'identità comunista: "Cossutta dice
che si aspetta dal Congresso che togliamo la falce e martello e il nome
comunista. Che amarezza, compagni, ma anche che rabbia, se devo essere
sincera", dice tra gli applausi.
"La nostra risposta è qui, in questa splendida scenografia, e in questo
grande, splendido simbolo, che è il simbolo di tutti i partiti del
movimento operaio, nell'Ottocento e nel Novecento, è il simbolo - grida
Palermi trascinando una sala finora non troppo partecipe - di tutti i
lavoratori".
"Da sempre - ricorda Palermi - la falce e il martello sono stati il
simbolo del movimento operaio, di chi ha lottato per il riscatto dei
poveri, per i lavoratori, i pensionati, le donne gli omosessuali, gli
immigrati. Per la pace e per l'autodeterminazione dei popoli. Tutte
le manifestazioni che abbiamo fatto le abbiamo fatte con questo simbolo
dietro le spalle. Non ce lo toglie nessuno, caro compagno Cossutta".
Lunghi e convinti applausi dei delegati.
PDCI: PALERMI, CON SDI CI UNISCE CHIESA CATTIVA E SENZA PIETA' SUI DICO
(ASCA) - Rimini, 28 apr - Dai socialisti 'ci dividono molte cose, pezzi
di storia anche amara, non riesco a dimenticare ancora oggi i fischi a
Berlinguer al congresso del Psi ma c'e' un punto importante che ci
unisce: si chiama laicita' dello Stato, in un momento in cui c'e'
un'interferenza del Vaticano cosi' pesante, insopportabile, contro gente
che chiede solo di poter vivere insieme'. E' la convinzione della
capogruppo al Senato dei Verdi-Pdci, Manuela Palermi Quella che si batte
contro i Dico, secondo Palermi, e' 'una Chiesa cattiva, accanita, senza
pieta', senza amore. Noi e i socialisti ci siamo trovati fianco a fianco
e stiamo battagliando e non e' un punto di niente'.
CONGRESSO PDCI: PALERMI A MUSSI, OK A SINISTRA SENZA AGGETTIVI
(AGI) - Rimini, 28 apr. - "Ci sono in questi momenti dichiarazioni molto
importanti di Fabio Mussi e Gavino Angius che fanno un grande
riconoscimento a Diliberto, alla sua relazione, a questo congresso.
Dicono che si puo' lavorare insieme, che ci siamo, bisogna trovarsi e
bisogna costruire la sinistra senza aggettivi all'interno della quale
noi manterremo la nostra specificita' e gli altri manterranno la loro".
Lo ha detto nel suo applauditissimo intervento il presidente dei
senatori dei Verdi-Pdci, Manuela Palermi.
La parlamentare comunista ricorda poi che proprio ieri parlava con
Enrico Boselli, il segretario dello Sdi. "Voi sapete che ci divide molto
dai socialisti - ha detto Palermi - ci dividono pezzi di storia anche
amara, io non riesco a dimenticare ancora oggi i fischi a Berlinguer al
congresso del Psi. Non riesco a dimenticarmi ancora oggi la
cancellazione di quattro punti di contingenza, la scomparsa della scala
mobile su cui Berlinguer ha votato fino alla fine grazie a Mirafiori, ma
c'e' un punto importante che ci unisce e questo punto si chiama laicita'
dello Stato in un momento in cui c'e' una interferenza del Vaticano
cosi' pesante, cattiva, insopportabile, che se la prende con della gente
che chiede solo di poter stare assieme. E' una Chiesa cattiva, accanita,
senza pieta' senza amore. Noi e i socialisti ci siamo ritrovati e stiamo
battagliando e quello non e' un punto di unione da niente ma e'
importante perche' e' un modo di intendere la vita e lo stesso Stato".
PDCI: DI PIETRO, BENE SFORZO DELLA SINISTRA PER RITROVARE UNITA'
Rimini, 28 apr. (Adnkronos) - Apprezzamento nei confronti dello sforzo
operato dalla sinistra per ritrovare e ricompattare l'unita' di tutte le
formazioni politiche che stanno a sinistra del Partito democratico e'
stato espresso del ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro,
ospite della seconda giornata del congresso dei comunisti italiani in
corso a Rimini. "Noi dell'Italia dei Valori apprezziamo lo sforzo della
sinistra di voler ritrovare la propria unita'", afferma Di Pietro,
spiegando di essere venuto a Rimini "con rispetto nei confronti di una
formazione politica che fa parte di una coalizione della quale anche noi
facciamo parte".
PDCI: RIZZO, RITROVIAMO IDEOLOGIA,VOGLIAMO CAMBIARE IL MONDO
(ANSA) - RIMINI, 28 APR - Riscoprire l'ideologia, riaffermando la
propria identita' comunista perche' 'vogliamo ancora cambiare il mondo'.
Cosi' Marco Rizzo ha connotato il proprio intervento al congresso dei
comunisti italiani, richiamando, dal palco di Rimini, Gramsci e Fidel
Castro.
'Veltroni dice che essere di sinistra e' stare con un bambino africano.
Essere di sinistra significa anche capire perche' quel bambino africano
e' in quelle condizioni e essere comunisti e' provare a cambiare le
condizioni di quel bambino.
Il comunismo e' morto, ci dicono. Ma perche' se e' morto ci rompono
tanto le scatole?'.
Come aveva fatto Diliberto ieri Rizzo ha richiamato anche l'esperienza
di Cuba. 'Fidel Castro - ha detto - presto purtroppo arrivera' alla fine
della sua vita. Ma se muore ha vinto perche' oggi in America latina solo
perche' c'era quella piccola isola abbiamo Ugo Chavez, Evo Morales,
Lula, Kirchner e Michelle Bachelet'.
CONGRESSO PDCI: DI PIETRO, BUTTARE FUORI DA PARLAMENTO PREVITI
(AGI) - Rimini, 28 apr. - "Quando uno e' decaduto non deve piu' mettere
piede in Parlamento. Va buttato fuori. Al Presidente della Camera
Bertinotti ricordo che da un anno Cesare Previti ha subito una serie di
condanne per cui non puo' piu' stare in Parlamento e gli va tolta la
tessera di ingresso". Cosi' il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di
Pietro, dal palco dell'assise congressuale del Pdci, chiude il suo breve
intervento tra gli applausi dei congressisti. Antonio Di Pietro ha
ricordato che proprio il Pdci fu il primo partito che "sdogano' l'Italia
dei Valori. Voi - ha detto Di Pietro - avete aperto per primi le porte a
IdV che si e' assunta la responsabilita' di Governo non certo semplice
non perche' ci sono i comunisti ma perche' ci sono spesso interessi
diversi tra alcune forze che danno vita alla maggioranza". Al
termine del suo intervento il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto,
ha ringraziato Di Pietro e con un pizzico di sarcasmo ha detto: "per la
gioia dei giornalisti ora diranno che anche Di Pietro e' diventato un
pericoloso bolscevico anche se per apparire estremisti in Italia ormai
non ci vuole tanto".
PDCI: RIZZO, PIU' CONFLITTO CONTRO PROLETARIZZAZIONE DEL CETO MEDIO
(ASCA) - Rimini, 28 apr - 'C'e' ancora bisogno della politica, del
conflitto in Italia perche' stiamo vivendo una precarizzazione vera e
una proletarizzazione del ceto medio'.
Marco Rizzo, capodelegazione dei comunisti italiani al parlamento
europeo richiama con forza, nel suo intervento al congresso, la
necessita' di combattere l'impoverimento dei redditi dei pensionati e
del lavoro dipendente rispetto alle rendite finanziarie.
'Prodi ieri ha parlato di indici positivi per l'economia - ha ricordato
Rizzo - e' vero ma i salari italiani sono penultimi in Europa e al netto
sono addirittura gli ultimi perche' le famose tasse hanno colpito li' di
piu', rappresentano il 40% della popolazione ma su essi grava il 70% del
peso fiscale'.
'Ai tempi di Valletta alla Fiat, il suo stipendio era 30 volte quello di
un operaio, oggi quello di Montezemolo e' 500 volte maggiore - ha
rilevato l'esponente del Pdci - gli stipendi dei manager delle aziende
quotate in borsa sono aumentati del 30%, aumentano i profitti delle
banche e ancora attendiamo che la tassazione sulle rendite arrivi al
minimo della tassazione sui salari, al 22-23%'. 'Caltagirone e Ricucci
guadagnano 250 milioni l'ora, come 500 di voi in una vita: ma quanto
sono bravi questi signori'?' ha ironizzato Rizzo.
PENSIONI: RIZZO, CONTI IN EQUILIBRIO VERA LOTTA E' CONTRO LA PRECARIETA'
(ASCA) - Rimini, 28 apr - 'Se con i contributi si paga solo la
previdenza i conti sono in equilibrio fino al 2029, il 98% dei
trattamenti e' sotto i 2mila euro: ma allora cosa ci rompono le scatole
con le pensioni'?'.
Marco Rizzo, capo delegazione dei comunisti italiani al parlamento
europeo, si dice contrario dal palco del congresso a ogni intervento di
riduzione delle prestazioni pensionistiche.
'La lotta da fare' per tenere i conti in ordine 'e' quella alla
precarieta' del lavoro e basta' afferma Rizzo.
'Gli unici a guadagnarci - sostiene Rizzo - sono le previdenze private e
ci specula anche una parte del sindacato'.
PDCI: RIZZO,CHI SARA' LEADER SINISTRA?IO PENSO ALLE PENSIONI
(ANSA) - RIMINI, 28 APR - 'Mi chiedono, ma chi sara' a guidare questa
sinistra unita? Non ci importa, a me interessa capire cosa succede alle
pensioni in questo paese'. Cosi' l'eurodeputato Marco Rizzo,
intervenendo al congresso dei comunisti italiani ha affrontato il tema
che fa da filo conduttore all'appuntamento riminese, quello dell'unita'
della sinistra.
'Per cambiare - ha detto Rizzo - serve forza e unita'. Bene ha fatto
Diliberto a rilanciare questa proposta della confederazione della
sinistra, serve una massa critica, ma non per sapere i nomi dei leader o
per dividersi le poltrone, ma per cambiare le cose concrete'.
Nel suo intervento Rizzo si e' riferito, in particolare, alle politiche
per le pensioni, per i redditi e alla lotta alla precarieta'.
PDCI: DI PIETRO, DILIBERTO PRIMO A CAPIRE CHE CI SONO BATTAGLIE COMUNI
PER PRIMI AVETE APERTO LE PORTE ALL'ITALIA DEI VALORI
Rimini, 28 apr. (Adnkronos) - "Oliviero Diliberto e' stato il primo
segretario di partito a sdoganare insieme a Rizzo l'Italia dei Valori.
E' stato quel partito che ha sempre detto 'non lasciate da parte l'Idv,
perche' rappresenta una parte del paese con la quale e' bene dialogare',
dicevate: 'ci sono delle battaglie comuni che, al di la' del colore di
appartenenza, sono patrimonio comune e condiviso".
Queste le parole con cui il ministro per le Infrastrutture Antonio Di
Pietro, porta il suo saluto al IV congresso nazionale dei Comunisti
italiani in corso a Rimini.
Un tributo che sente di dover offrire al segretario del Pdci, al quale
riconosce di aver per primo aperto le porte all'Italia dei Valori. "Per
questo -spiega Di Pietro- avete aperto per primi a un partito che oggi
c'e' e che con voi si e' assunto la responsabilita' di governare in una
coalizione in cui e' molto difficile governare, ma non perche' ci sono i
comunisti o l'Idv, ma perche' ci sono troppo spesso interessi diversi da
quelli collettivi anche nella nostra coalizione. Quindi un omaggio che
io sento di dover condividere con voi", conclude il ministro.
PDCI: SALVI, SUBITO UNITA' SINISTRE, ED E' STANDING OVATION
(ANSA) - RIMINI, 28 APR - 'Dobbiamo avviare subito il processo unitario,
subito senza perdersi in formule o primati': Cesare Salvi, parlando
nella sua nuova veste di esponente della sinistra democratica, e'
intervenuto dal palco del congresso del Pdci scaldando la platea che
dopo aver assistito in religioso silenzio il suo intervento tutto
incentrato sul progetto dell'unita' delle sinistra, gli ha tributato un
caloroso applauso ed una standing ovation.
'Ora bisogna lavorare per una piu' ampia unita' della sinistra: ne
abbiamo fatta di strada ma ne dobbiamo fare ancora altra bene e presto',
ha proseguito Cesare Salvi nel suo intervento al congresso del Pdci. Le
due parole d'ordine sono 'sinistra e unita' ', ha detto ancora Salvi per
il quale le 'identita' non si aboliscono e le abiure non si chiedono'. A
suo giudizio, infatti, bisogna 'pensare ad un progetto plurale della
sinistra in cui ciascuno conservi le proprie identita' che convergono
insieme'. L'obiettivo e' quello di 'battersi per una svolta nell'azione
del governo', per una 'inversione di tendenza'. 'Sappiamo bene che ci
sono le alleanze, i conti pubblici da tenere in ordine - ha continuato
il presidente della commissione Giustizia del Senato - ma ci sono anche
le cose da fare per gli operai di cui non ci si puo' ricordare solo
quando fischiano a Mirafiori o quando muoiono sul lavoro'.
Sia chiaro, poi che 'una forza della sinistra non puo' essere
equidistante tra mondo del lavoro e datori di lavoro, tra Sindacati e
Confindustria'.
Cesare Salvi ha sottolineato piu' volte come il processo unitario a
sinistra punti a una svolta nel governo 'per sostenerlo, non per
contrastarlo'. Una funzione di pungolo, quindi, che Salvi mette
subito in atto polemizzando con l'esecutivo per la vicenda
Mastrogiacomo. 'E' intollerabile che Emergency sia costretta a lasciare
l'Afghanistan, che il mediatore sia detenuto dai servizi segreti a
Kabul: ma non eravamo andati in Afghanistan per portare legalita' e
democrazia? Bisogna subito chiedere al governo dell'Afghanistan di
liberare immediatamente Hanefi oppure, se viene processato deve avere un
avvocato internazionale, altrimenti...
arrivederci. Non possiamo stare li' a sostenere queste posizioni'. Altra
battaglia, quella contro il referendum sulla legge elettorale 'non per
difendere rendite politiche ma contro il sistema che ne uscirebbe:
sarebbe antidemocratico.
CONGRESSO PDCI: SALVI, AVVIARE SUBITO PROCESSO UNITARIO
(AGI) - Rimini, 28 apr. - "Dobbiamo avviare subito il processo unitario.
Subito. Senza perdersi in formule o primati, ho proposto questo ho
proposto quest'altro. Bisogna farlo innanzitutto, perche' facendolo si
capisce cosa abbiamo in mente. E noi abbiamo in mente tutti insieme
queste due grandi parole: sinistra ed unita'". Lo dice, in una autentica
standing ovation, il presidente della commissione Giustizia del Senato,
Cesare Salvi, che ha parlato all'assise del Pdci a nome della neonata
Sinistra democratica che sostiene Mussi e anche la terza mozione al
congresso dei Ds di Firenze, quella di Gavino Angius, contro l'adesione
al Pd.
"Io parlo oggi a nome del nuovo movimento politico della Sinistra
democratica, che e' formata da quanti hanno sostenuto Mussi ma questa
mattina anche gli aderenti alla mozione Angius che dicono di non aderire
al Pd.
Abbiamo prima cominciato a fare un po' di unita' nella sinistra Ds,
Salvi, Spini, Bandoli, adesso Angius, adesso dobbiamo lavorare per una
piu' ampia unita' della sinistra - sottolinea Salvi - ne abbiamo fatta
di strada, ma ne dobbiamo fare ancora insieme e presto. Io ho molto
apprezzato l'impostazione di Diliberto che ha dato nella sua relazione
al tema dell'unita' della sinistra. Le due parole che dobbiamo, e che
sono nel cuore del nostro popolo, ai lavoratori, ai cittadini, sono:
sinistra e unita'. E a queste due parole dobbiamo stare strettamente
legati ed operare perche' queste parole vivano. Vivano nella realta'
istituzionale, in Parlamento, nelle assemblee del governo, vivano nel
Paese".
"Le identita' non si aboliscono - sottolinea con forza Cesare Salvi - le
abiure non si chiedono e non deve nemmeno essere posto un tema di questo
genere. Noi dobbiamo pensare ad un grande, unitario e plurale soggetto
politico della sinistra nel quale ognuno faccia vivere le sue idee, la
sua storia e i valori in cui crede e queste convergano insieme nella
battaglia che ci sta a cuore. Far valere le ragioni - dice Salvi tra
applausi scroscianti - in un mondo del lavoro ormai privo di
rappresentanza, dei ceti popolari, dei precari, dei disoccupati, dei
cittadini democratici che vogliono una politica di segno diverso, che si
battono contro gli sprechi della politica, che si battono per la
questione morale, per una lotta intransigente contro la criminalita'
organizzata e perche' venga reciso ogni rapporto tra affarismo e
politica".
Cesare Salvi prosegue sottolineando a quanti chiedono una svolta
nell'azione del governo. "Noi abbiamo un grande problema, un grande
punto di sofferenza e dobbiamo saperlo e dobbiamo dire con chiarezza,
con concretezza, che cosa chiediamo, che cosa vogliamo che il governo
faccia da subito per mostrare una inversione di tendenza. Sappiamo bene
che ci sono le alleanze, che ci sono i conti pubblici da tenere in
ordine ma ci sono cose che possono e devono essere fatte egualmente,
intanto per gli operai di cui non ci si puo' ricordare solo quando
fischiano a Mirafiori o quando muoiono nelle tragedie degli incidenti
sul lavoro. Ci vuole subito un provvedimento d'urgenza, un decreto legge
sugli infortuni sul lavoro perche' si sa cosa si deve fare, andare a
controllare ed a combattere coloro che violano la normativa gia'
esistente prima di pensare a fare nuove leggi. Bisogna sapere che la
questione salariale e' una grande questione di democrazia. Una forza
politica della sinistra non puo' essere equidistante tra mondo del
lavoro, tra sindacati e Confindustria. Poi ci hanno insegnato che
bisogna fare le mediazioni e le intese, ma essere di sinistra vuol dire
avere un punto di vista da cui partire e dobbiamo chiedere degli atti
che non costano neanche una lira e non c'e' bisogno di rivolgersi a
Padoa Schioppa".
Salvi giudica poi "intollerabile" che Emergency abbia dovuto lasciare
l'Afghanistan e che Hanefi sia ancora in galera rischiando un processo
senza avvocato e addirittura la pena di morte. Salvi dice o sia dato un
avvocato internazionale ad Hanefi o se no ce ne andiamo da questo Paese.
Anche questo passaggio sull'Afghanistan e' stato sottolineato da
applausi molto calorosi. Il presidente della commissione Giustizia ha
fatto poi un accenno al referendum in materia di legge elettorale
dicendo che il problema non sono i piccoli partiti ma "il mostro che
viene poi fuori". Salvi vede un mostro simile a quello che ci fu con la
legge Acerbo che porto' al listone di Mussolini ma almeno li' vi era la
decenza della soglia del 25%.
SINISTRE/ DILIBERTO A SALVI: UNITA' SI PUO' FARE, NOI CI SAREMO
Dopo le
risposte venute da Rifondazione e da Sd
Rimini, 28 apr. (Apcom) - L'accoglienza trionfale ricevuta al Congresso
nazionale del Pdci da Cesare Salvi e dal suo appello ad avviare subito
il processo unitario a sinistra, è secondo Oliviero Diliberto la prova
che la ricomposizione "si può fare".
Prendendo la parola dalla presidenza dopo la conclusione della standing
ovation per Salvi, il segretario dei comunisti italiani fa notare che
"l'abbraccio metaforico e la standing ovation a Salvi dice molto. Dopo
tanti anni di 'vita da mediano' in cui abbiamo cercato di costruire
testardamente le condizioni per l'unità a sinistra, e dopo le risposte
che sono venute ieri da Rifondazione e oggi da Mussi a Roma e da Salvi
qui, ci dicono che si può fare. E noi ci saremo".
SINISTRE/ SALVI: DILIBERTO INVITATO ASSEMBLEA 5 MAGGIO "La nostra
assemblea è aperta a tutti"
Rimini, 28 apr. (Apcom) - "La nostra assemblea del 5 maggio è aperta a
tutti, Diliberto si può considerare invitato". Lo ha detto Cesare Salvi,
parlando a margine del Congresso nazionale del Pdci, dove è intervenuto
lanciando un appello ad avviare subito il processo unitario a sinistra.
PD/PAGLIARINI (PDCI): PARTITO LAVORO? E' PUBBLICITA' INGANNEVOLE
Replica a Damiano: è rottura con art. 1 Costituzione
Rimini, 28 apr. (Apcom) - "Al ministro Damiano, che identifica il
Partito Democratico come nuovo 'partito del lavoro' vorrei dire che quel
progetto consuma piuttosto una rottura sul grande tema del lavoro; una
rottura con i contenuti dell'articolo 1 e dell'articolo 3 della
Costituzione". E' quanto afferma in una nota il presidente della
Commissione Lavoro della Camera Gianni Pagliarini, che oggi ha svolto il
suo intervento su questi temi al Congresso nazionale del Pdci in corso a
Rimini.
"E' un affanno comprensibile, quello di Damiano, è l'imbarazzo di chi
promuove - sostiene l'esponente del Pdci - un percorso politico che
entra in cortocircuito con la storia della sinistra italiana. Ma le
parole sono pietre, e parlare in quei termini del Partito Democratico
significa proporre agli elettori una sorta di pubblicità ingannevole".
"Dobbiamo dire le cose come stanno: tra la riflessione
politica-organizzativa che agita il centrosinistra e le difficoltà
incontrate dalla maggioranza sui temi del lavoro esiste un nesso -
avverte ancora Pagliarini - che si manifesta interamente nella
difficoltà ad affrontare in modo chiaro il tema del superamento della
precarietà e l'abrogazione delle leggi che l'hanno alimentata,
nonostante il nostro impegno e le nostre battaglie".
CONGRESSO PDCI: UNITA' A SINISTRA, 9 ANNI DOPO EPPUR SI MUOVE
(AGI) - Rimini, 28 apr. - Eppur si muove. Sono bastati due giorni dopo
nove anni di incomunicabilita' a sbloccare quel mondo a sinistra del
Partito Democratico, quel mondo che non aveva mai digerito la svolta
della Bolognina, che parlava lingue diverse. E' scoccata una magica
scintilla, il rosso antico della scenografia del congresso del Pdci ha
forse fatto il miracolo e prodotto l'accelerazione che il polo di questa
sinistra non si e' mai stancato di invocare ad ogni manifestazione
pubblica.
"Unita', unita'", e' la parola d'ordine del popolo della sinistra che un
ceto dirigente legato piu' alla salvaguardia dei troppi privilegi che a
dare corpo alla richiesta della gente di sinistra ha sempre ignorato. Ma
ecco che improvvisamente prima Bertinotti, accolto con grande calore,
poi Mussi da Roma, che oggi si e' infilato sulla scia delle parole del
segretario del Pdci, infine Cesare Salvi, che si e' precipitato questa
sera a Rimini per portare la buona novella alla gente del Pdci. Una
standing ovation per Salvi ha suggellato un nuovo inizio di un percorso,
l'unificazione della sinistra a sinistra del Pd, che dopo nove anni e'
bastato veramente poco per far partire. Tutti sono cauti, le difficolta'
sono sempre dietro l'angolo, ma eppur si muove.
CONGRESSO PDCI: AL VIA CANTIERE SINISTRA, SI' DI MUSSI-SALVI
(AGI) - Rimini, 28 apr. - Parte ufficialmente il cantiere dell'unita' a
sinistra. Oliviero Diliberto comincia ad incassare i primi Si' alla sua
proposta di una confederazione della sinistra dove non ci siano
aggettivi, una sinistra che non sia socialista ne' comunista ma solo
unita e quindi piu' forte. Ieri, il si' del Prc con Giovanni Russo Spena
che, ospite al congresso del Pdci a Rimini, ha definito la proposta di
Diliberto come un importante passo in avanti. Oggi, il disco verde
arrivato da Roma anche da Fabio Mussi e Cesare Salvi i diessini che non
hanno aderito al Pd e che oggi con parole chiare hanno dimostrato di
essere in assoluta sintonia con Diliberto. Mussi, da Roma, ha sostenuto:
"Qualcosa di nuovo puo' nascere. Le affermazioni su una sinistra senza
aggettivi mi sembrano rilevanti. Io penso ad una sinistra larga. Si apre
un processo lungo, ma se la direzione e' quella giusta si approdera'".
Ma ad imprimere una vera accelerazione ci pensa Salvi che arriva al
congresso del Pdci a Rimini in anticipo (era previsto che venisse e
intervenisse domani mattina), parla nel tardo pomeriggio, a braccio, e
scalda la platea che lo segue entusiasta. Il leit motiv e' "processo
unitario a sinistra" da "avviare subito" perche' solo facendo partire il
processo "si capisce che cosa abbiamo in mente e cioe' due parole:
sinistra e unita'". I mille delegati gli tributano un caloroso applauso
e alla fine sara' una vera standing ovation. Il segretario dei comunisti
italiani, Diliberto, risponde subito dal palco e spiega che dopo "una
faticosa vita da mediano, dietro le quinte", anni in cui "testardamente
abbiamo cercato di costruire l'unita' a sinistra", adesso, dice, "le
risposte del Prc e della Sinistra democratica di Mussi e Salvi ci dicono
che si puo' fare. Noi ci siamo e ci saremo".
Salvi lascia il congresso tra baci e abbracci e i delegati che gli
gridano 'Finalmente, finalmente'. Sabato prossimo, 5 maggio, la Sinistra
democratica si riunira' e, come precisato dallo stesso Salvi, "e' aperta
a tutti e Diliberto si puo' considerare invitato".
Ma l'unita' della sinistra riguarda anche i Verdi. Ieri Paolo Cento
aveva rivendicato l'importanza centrale della questione ecologica e
aveva chiesto un 'patto di consultazione' tra i gruppi parlamentari (lo
stesso aveva fatto Russo Spena, Prc) e oggi Manuela Palermi, capogruppo
del Pdci al Senato, ha detto che da lunedi' a Palazzo Madama si fara'
questo coordinamento tra Prc-Pdci-Verdi ed ex Ds. Mentre il leader dei
Verdi, Alfonso Pecoraro Sanio, oggi da Roma aggiunge: "I Verdi
dialogheranno con la Sinistra democratica per rafforzare le ragioni
dell'ambiente, dei diritti e della pace". Il 'Sole che ride' si riunira'
a Genova, venerdi' e sabato prossimo (4 e 5 maggio) per parlare di
ecologia ed economia e li' sara' ospite proprio Fabio Mussi. Insomma,
dialogo costruttivo in atto in un cantiere ormai partito. Gli unici che
sembrano destinati a restarne fuori sono i socialisti dopo che ieri il
leader dello Sdi, Enrico Boselli, ha ribadito la volonta' di costruire
una grande forza socialista sottolineando che "ci sono due sinistre
diverse".
PDCI: FISCHIATO EMILIO FEDE AL CONGRESSO DI RIMINI
Rimini, 29 apr. - (Adnkronos) - "Buffone", "Vai a casa", "Non vogliamo
qui lo stalliere di Arcore", "Non dovevate farlo entrare", "Servo".
Cosi' il direttore del Tg4, Emilio Fede, ospite oggi del quarto
congresso nazionale dei comunisti italiani a Rimini, per l'ultima
giornata dell'assise, e' stato fischiato e contestato dalla platea dei
delegati.
Ad accoglierlo ed ad accompagnarlo in sala, al Palacongressi, il
segretario Oliviero Diliberto che, di fronte alle contestazioni, ha
chiesto ai suoi facendo segno 'no' con la mano di prestare rispetto e di
stare tranquilli. Anche dal palco e' stato chiesto contegno, mentre Fede
arrivava in prima fila per trovare posto: "Vi chiediamo di tenere un
comportamento di correttezza, gli ospiti sono tutti benvenuti".
Qualcuno applaude, ma la maggior parte non ci sta, e continua con i
fischi ancora per pochi minuti.
PDCI/ EMILIO FEDE A CONGRESSO, DILIBERTO LO ACCOGLIE
Ma l'assemblea lo fischia: vai a casa stalliere di Arcore
Rimini, 29 apr. (Apcom) - Al congresso nazionale dei Comunisti italiani
in corso al Palacongressi di Rimini, arriva il direttore del Tg4, Emilio
Fede, e subito il segretario nazionale del partito, Oliviero Diliberto,
si precipita all'entrata per accoglierlo. Non ha avuto lo stesso
trattamento una volta entrato in aula: ad accoglierlo, questa volta,
sono stati i fischi dell'assemblea.
"Con Diliberto - dice ai cronisti Emilio Fede - ho un rapporto di
simpatia umana. Durante un collegamento prima delle elezioni lo chiamai
onorevole e gli ho portato fortuna". Fede poi ci tiene a sottolineare le
sue origini che "non sono di destra: vengo da Saragat e Craxi. Sono
onorato di essere qui, sono loro che mi hanno invitato". Conferma la sua
amicizia con il direttore del Tg4 anche Diliberto: "La mia prima
intervista politica è stata fatta proprio con Fede. Con lui c'è un
antico rapporto".
In aula, mentre un delegato dal palco stava continuando il suo
intervento, l'assemblea si è rivoltata contro il giornalista di
Mediaset. All'ingresso di Fede sono volati fischi e alcuni insulti come
"non dovevate farlo entrare" perché è "un servo, lo stalliere di
Arcore", "buffone vai a casa". Un delegato gli ha detto "ti dò la mano
solo se fai 1 ora di tg anche sullo stalliere di Arcore".
PDCI: MONI OVADIA, BATTAGLIA CULTURALE IN TESTA ALLE AGENDE
GIOVANI GENERAZIONI INTOSSICATE DA VELENO CONSUMISTA
Rimini, 29 apr. - (Adnkronos) - "Il problema centrale del futuro e'
culturale: se non si pone la cultura in testa alle agende, saremo
sconfitti". E' l'appello che lancia dal palco del quarto congresso
nazionale del Pdci di Rimini lo scrittore ed attore teatrale Moni
Ovadia, a lungo applaudito dai delegati. Ovadia fa riferimento al fatto
che "nel nostro paese chi ha saputo, con molta abilita', occupare i
gangli della cultura popolare, ha sbancato e, purtroppo, noi siamo stati
a guardare".
"Non bisogna -chiosa l'artista- stare a guardare. Se non potremo fare
della nostra cultura il luogo in cui si riconoscono i cittadini, liberi
e democratici e i lavoratori, saremo sconfitti. Dobbiamo fare
-ribadisce- una grande battaglia culturale e dare alle nuove generazioni
il senso della vita e della lotta, perche' sono state intossicate dal
veleno consumista. Non permettiamolo piu'".
CONGRESSO PDCI: MONI OVADIA, EGALITE' NO BATTAGLIA SOVVERSIVI
(AGI) - Rimini, 29 apr. - "La sinistra in questo momento in Italia, in
Europa e nel mondo, ha un compito importante piu' che mai, quello di
sapere guardare al futuro tenendo fermi i propri principi. E per guidare
il mondo, sapere interpretarne le tensioni, le grandi battaglie contro
la fame, lo sfruttamento per la dignita' dell'essere umano, del lavoro,
le battaglie per l'uguaglianza, parola che non sentiamo piu'
pronunciare, dobbiamo ribadire una volta per tutte: questa non e' una
battaglia da sovversivi. La Rivoluzione francese portava queste tre
parole, liberte', fraternite', egalite'. La liberta' senza uguaglianza
e' una truffa!". Cosi' Moni Ovadia, ospite illustre e applauditissimo
del congresso Pdci, ha parlato dal palco del Palacongressi di Rimini.
"Solo una societa' solidale - ha aggiunto l'attore e scrittore - puo'
essere una societa' giusta. Il problema centrale del futuro - ha
concluso Moni Ovadia - e' il problema culturale. Se non si pone la
cultura in testa alla gente noi saremo sconfitti. Abbiamo visto come nel
nostro paese chi, con molta abilita', ha saputo occupare i gangli della
cultura popolare, ha sbancato e purtroppo noi siamo stati a guardare.
Non bisogna stare a guardare".
CONGRESSO PDCI: DILIBERTO, PARLARE CON PD? NON SERVE CITOFONO
(AGI) - Rimini, 29 apr. - Qual e' la chiave per comunicare con il
Partito democratico? "Sono alleati, non c'e' mica bisogno di un
citofono...". Risponde con questa battuta Oliviero Diliberto,
sorridendo, ai giornalisti, al termine della sua relazione di chiusura
del congresso del Pdci a Rimini.
SINISTRA/ DILIBERTO: PROPORRO' GRUPPI UNICI ANCHE ALLA CAMERA
Tra Verdi, Prc, ex Ds e Pdci molti temi in comune
Rimini, 29 apr. (Apcom) - Il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto,
aderisce alla proposta presentata da Salvi per istituire un
coordinamento unico della sinistra tra Prc, Verdi, comunisti italiani e
ex Ds e annuncia di voler proporre gruppi unici alla Camera.
"La proposta di Salvi - spiega Diliberto al termine del suo intervento
al IV congresso del Pdci a Rimini - la condividiamo e vi aderiamo molto
volentieri" tanto che "proporrò anche alla Camera gruppi unici".
Il segretario precisa che con Verdi, Rifondazione comunista ed ex Ds i
comunisti italiani hanno già diversi punti in comune: "I gruppi - spiega
- si possono coordinare già sulla pace, la scuola, i diritti, la
precarietà e la laicità dello Stato, temi sui quali siamo già
d'accordo".
SINISTRE/ DILIBERTO SODDISFATTO PER ADESIONE MUSSI E CENTO
"Anche a Parlamento europeo dobbiamo costruire unità tra diversi"
Rimini, 29 apr. (Apcom) - Il segretario dei comunisti italiani,
commentando l'annuncio di Fabio Mussi e Paolo Cento, che anche Sinistra
democratica e Verdi aderiranno alla proposta di un "patto di
consultazione" e un "coordinamento", avanzata da Prc e rilanciata
ieri dal capogruppo in Senato del Pdci, Manuela Palermi, si dice
soddisfatto.
"Siamo felici - dice Diliberto - è l'ennesima prova che l'unità è già
nei fatti".
Tra l'altro, aggiunge il segretario del Pdci al margine del congresso di
Rimini "al Senato, alla Camera e, secondo me anche al Parlamento europeo
dobbiamo costruire una unità tra diversi".
PDCI: DILIBERTO, UNITA' SINISTRA? RISULTATO A DUE CIFRE
(ANSA) - RIMINI, 29 APR - Oliviero Diliberto e' convinto che la
realizzazione del progetto di unificare le sinistre produrra' un
risultato elettorale 'a due cifre'. Il segretario del Pdci, parlando con
i giornalisti al termine della sua relazione di chiusura del congresso
del partito non si e' invece sbilanciato sul possibile nome della nuova
formazione: 'Non ne ho la piu' pallida idea', ha risposto sottolineando
come 'quello che conta non e' la 'cosa' ma le cose da fare'.
CONGRESSO PDCI: FEDE, FISCHI? NON SENTITI, DILIBERTO MIO AMICO
(AGI) - Rimini, 29 apr. - "I fischi? Non li ho sentiti... Ma se ci sono
stati e' legittimo. Non sarei stato a mio agio se tutti fossero stati
d'accordo con me". Un Emilio Fede in ottima forma, abbronzato, arriva al
congresso del Pdci ed i delegati vedono rosso, questa volta non in senso
politico. Chi gli grida "fascista", i "buffoni" si sprecano, piu' di
qualche altro usa una metafora ippica "stalliere di Arcore". Emilio Fede
ha riferito di aver anche telefonato al Cavaliere per informarlo della
sua puntata a Rimini. "Se Berlusconi fosse stato invitato sarebbe
sicuramente venuto" dice il direttore del TG4. Oliviero Diliberto nella
conferenza stampa di presentazione del congresso aveva detto di non aver
invitato Berlusconi per la sua incolumita'.
"E' giusto che io venga qui come direttore ad ascoltare la relazione del
segretario di un congresso importante - dice Fede - anche per la mia
lunga militanza come giornalista ma anche perche' ho un rapporto
personale con Diliberto". Infatti le cronache narrano che quando nacque
il Prc Emilio Fede voleva fare una diretta per una riunione romana dei
quadri del neonato partito ma nessuno pote' andare in studio perche' i
big di Rifondazione Comunista erano impegnati per la riunione. Venne
inviato uno sconosciuto: Oliviero Diliberto che Fede non aveva mai visto
ed appena lo vide lo saluto' con un "benvenuto onorevole". Diliberto
rispose: "non sono onorevole" e Fede di rimando: "non fa niente, lo
diventera'". Cosi' da allora ogni volta che si incontrano ricordano il
gustoso episodio. Ed Emilio Fede scherzando gli fa: "ti posso chiamare
onorevole?
Visto che sono stato io a farti diventare onorevole....".
PDCI: DILIBERTO CONFERMATO SEGRETARIO ALL'UNANIMITA'
(ANSA) - RIMINI, 29 APR - Oliviero Diliberto e' stato riconfermato
segretario del Pdci. Al termine del quarto congresso del partito il
Comitato centrale ha eletto Diliberto all'unanimita'. Il segretario
ha chiuso l'intervento al Comitato gridando 'Forza Inter'.
Eletti anche il presidente: Antonino Cuffaro, che prende il posto di
Armando Cossutta. Il tesoriere e' Roberto Soffritti.
PDCI: CHI E' ANTONINO CUFFARO
Antonino Cuffaro (Sambuca (AG), 21 aprile 1932), è un uomo politico
comunista. Sposato, ha quattro figlie.
È figlio di Domenico, tra i fondatori del Partito Comunista d'Italia,
guida del movimento dei contadini e dei minatori siciliani e dirigente
Cgil in provincia di Agrigento, dove più volte è stato minacciato dalla
mafia.
Cuffaro si trasferisce giovanissimo in Friuli dove vive tutt'ora ad
Aquileia (UD) con la moglie. Laureato in ingegneria navale e meccanica
presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Trieste, ha svolto
attività di ricerca nei campi dell'idrodinamica e dell'Architettura
navale, di progettazione presso la F.M.S.A. dei Cantieri riuniti
dell'Adriatico e nella libera professione. È stato titolare della
cattedra di meccanica applicata e macchine presso l'ITI "Alessandro
Volta" di Trieste.
Trovato lavoro presso i cantieri navali triestini, viene licenziato a
seguito di uno sciopero.
Si iscrive giovanissimo nel Partito Comunista Italiano e nel 1962
diviene consigliere comunale a Trieste fino al 1972, quindi diverrà
consigliere regionale del Friuli-Venezia Giulia (1967-1976). In quegli
anni è segretario della Federazione autonoma di Trieste e poi segretario
regionale del Friuli-Venezia Giulia. Nel 1969 entra nel comitato
centrale comunista dove vi resterà fino al 1991, anno di scioglimento
del Pci.
Tra il 1976 e il 1987 è membro della Camera dei Deputati per tre
legislature, e negli stessi anni (1979-1988) è responsabile per la
Ricerca Scientifica e Tecnologica nella Direzione Nazionale del Pci,
ruolo che gli permetterà di organizzare la I Conferenza Nazionale sulla
Scienza promossa da un partito politico.
Ha fatto parte alla Camera dei Deputati della Commissione trasporti ed
aviazione civile, marina mercantile, poste e telecomunicazioni, della
Commissione industria e della Commissione cultura, pubblica istruzione e
ricerca scientifica. È stato vice Presidente della Commissione
Bicamerale per il Trattato di Osimo, Presidente della Commissione
interparlamentare Italia-Austria e componente della Commissione speciale
per l'esame del disegno di legge per la ricostruzione delle zone del
Friuli-Venezia Giulia colpite dal terremoto del 1976.
Dal 1991 si adopera per la fondazione del Partito della Rifondazione
Comunista.
Nel 1993 Cuffaro viene candidato alla segreteria del Prc in opposizione
alla candidatura, risultata poi vincente, di Fausto Bertinotti.
Nel 1994 è eletto senatore e diventa coordinatore della segreteria
nazionale rifondarola fino al 1996.
Nel 1998 è tra i comunisti che vorrebbero salvare il Governo Prodi I.
Sconfitto, darà vita con altri al Partito dei Comunisti Italiani e pochi
giorni dopo viene nominato sottosegretario di Stato all'Università ed
alla Ricerca Scientifica e Tecnologica per i governi D'Alema e Amato.
Per il Pdci è stato segretario del comitato regionale del Friuli-Venezia
Giulia e responsabile del dipartimento università e ricerca scientifica
del partito. Nel 2007 è eletto all'unanimità presidente del partito.(giovannibronzino
2 maggio 2007)


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